prova


Non lasciare mai, che il successo ti nasconda la sua vacuità, un' impresa la sua vanità, la fatica la sua desolazione. Mantieni vivo dentro di te l' incentivo ad andare ancora più avanti, quell' inquietudine dell' anima che ci spinge al di là di noi stessi. Non guardare indietro, e non accarezzare sogni per il futuro. Ciò non verrebbe nè a restituirti il passato nè a soddisfare gli altri tuoi sogni ad occhi aperti. Il tuo dovere, la tua ricompensa, il tuo destino sono qui ora.
(Dag Hammaarskjold, Markings)
Dobbiamo accettare le delusioni che sono limitate, ma non dobbiamo mai perdere l'infinita speranza.
(Martin Luther King)
Noi non dimentichiamo e non demordiamo.
Quanno 'a furmicola vò murì, mètte è scèlle. Si dice di chi, raggiunta la ricchezza, perde ogni senso della misura e finisce per far cose illogiche e per danneggiare se stesso.
Quanno ò perucchio saglie in gloria perde à scienza e à memoria. Il villano che sale nella scala sociale dimentica subito la sua origine e coloro che lo hanno agevolato nella ascesa.

martedì 3 novembre 2015

Notizia del giorno: L’ombra di un nuova Vatileaks


Sono due persone che aveva scelto papa Francesco. E dunque venivano ascritte quasi d’ufficio al nuovo corso di Jorge Mario Bergoglio. Per questo l’arresto di Lucio Angel Vallejo Balda, esponente di peso dell’Opus Dei, e di FrancescaImmacolata Chaouqui, giovane donna di pubbliche relazioni per Ernst &Young, ha sorpreso quasi tutti. Dall’esterno è apparso un colpo all’immagine dello stesso Pontefice. Entrambi, infatti, il monsignore e la sua protetta, erano stati membri della Commissione d’inchiesta sulle finanze vaticane, istituita nel luglio del 2013. La presiedeva il maltese Joseph Zara, amministratore delegato del Market Intelligence Services Co Ltd. Ma dentro le Sacre Mura si sapeva da almeno un anno che il loro sodalizio e la loro rete di contatti erano screditati anche agli occhi di Francesco. 
Già nel novembre del 2014, un esponente vaticano a conoscenza di molti segreti confidava le perplessità diffuse sul comportamento di monsignor Vallejo Balda e della giovane lobbista. «Hanno avuto accesso a documenti riservati, e c’è il rischio di una Vatileaks economica», si diceva già allora. D’altronde, per mesi avevano avuto pieno accesso a Casa Santa Marta, l’albergo dove il Papa ha scelto di risiedere. Garantivano contatti e informazioni riservate, servendosi di siti e giornali compiacenti. E cercavano di accattivarsene altri offrendosi come mediatori. Sostenevano di potere avere contatti diretti col Papa. E probabilmente, all’inizio qualcosa di vero ci doveva essere: esibivano una sicumera tipica di chi si sente introdotto nel «posto giusto».

Nell’euforia seguita alle dimissioni di Benedetto XVI e all’arrivo del primo latino-americano sul Soglio di Pietro, tutto appariva possibile. Il vento di novità velava le zone grigie, i rapporti tra vecchio e nuovo potere, il trasformismo, e la determinazione delle lobby finanziarie più influenti e segrete a concedere il minimo all’imperativo della trasparenza. Sotto questo aspetto, il duo Vallejo-Chaouqui è la metafora di un cambiamento dai contorni a tratti ambigui; e di una certa difficoltà di Francesco a conoscere esattamente gli intrecci del sottobosco vaticano e riconoscere le persone più affidabili. È una zona grigia estesa e infida, dalla quale il monsignore dell’Opus Dei, che si è affrettata a separare le proprie responsabilità da quelle di Vallejo Balda ora che si trova in una cella della Gendarmeria vaticana, è emerso solo per eccesso di protagonismo o di furbizia.

Evidentemente il modo di fare suo e della sua sodale è stato così irrituale da apparire più che una cifra del nuovo pontificato, un’ostentazione maldestra e forse anche millantata del potere. Colpì molto, sotto questo aspetto, la «festa» data dal duo sulla terrazza della Prefettura degli Affari economici, affacciata su piazza San Pietro, a fine febbraio del 2014. Si canonizzavano Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. E, mentre la folla della gente comune si accalcava all’interno del colonnato del Bernini, uno spicchio del cosiddetto «mondo Vip» sorseggiava vino pregiato e mangiava, guardando quell’umanità dall’alto. Un raduno sponsorizzato, all’insaputa dell’allora «ministro dell’Economia», il cardinale Giuseppe Versaldi. Monsignor Balda distribuiva la Comunione agli ospiti tirando fuori le ostie da bicchierini di carta; unendo sacro e profano senza essere attraversato da un solo dubbio.

E la Chaouqui accoglieva gli invitati come una specie di padrona di casa. Su quel balcone c’era la marmellata politico-religiosa della Roma vecchia e nuova, del potere economico del passato e del presente: di nuovo, la metafora involontaria di una rivoluzione inevitabilmente contraddittoria. «È uno schiaffo, uno schiaffo», sembra avesse commentato Francesco quando gli diedero la notizia di quel rito mondanissimo, camuffato da occasione religiosa: rappresentava tutto ciò che aveva cercato di combattere fin dal primo giorno. Il pontefice fece convocare Vallejo Balda, e gli chiese conto di quanto era accaduto. Il seguito è arrivato a cascata. Si parla di ingresso in Vaticano interdetto alla Chaouqui da mesi, ormai. Di un Francesco addolorato ma costretto a prendere tempo, perché gli si faceva presente che i sospettati potevano far filtrare i documenti della commissione della quale erano membri.

Sullo sfondo stagnava il timore che l’eventuale espulsione della Chaouqui dalla cerchia papale potesse essere considerata solo come la vendetta di un ambiente misogino; e la convinzione che Vallejo Balda dovesse essere smascherato con prove inoppugnabili. Ma il dubbio è che la svolta sia arrivata troppo tardi. Il tentativo di fermare altre «rivelazioni» che promettono di deturpare non solo l’immagine ma l’identità della «nuova Chiesa» di Bergoglio, semina perplessità. E alla fine si torna al punto di partenza: la selezione del gruppo dirigente in Vaticano, l’opacità delle questioni economiche, e la guerra mai finita per assumerne il controllo. Per questo non ci sarebbe da meravigliarsi se alla fine l’arresto di Vallejo Balda avesse riflessi anche sulla gestione delle finanze della Santa Sede; e acuisse le ostilità tra il «ministro dell’Economia» George Pell.

All’inizio, sembra che lui e Vallejo Balda fossero tacciati di avere la «sindrome del giustiziere»: agivano in accordo per spazzare via tutto ciò che non rientrava nelle loro logiche. Poi la loro alleanza si è spezzata, probabilmente per ambizioni divergenti e, nel caso del prelato dell’Opus Dei, frustrate. Così, Vallejo Balda avrebbe cominciato a consumare le sue vendette, facendo trapelare notizie contro Pell, inviso a quasi tutto il Vaticano per i metodi sbrigativi. Le indicazioni inviate qualche giorno fa dal Papa per ricordare che in attesa della riforma della Curia valgono ancora le regole di prima, e che ad amministrarle è il segretario di Stato, cardinale Piero Parolin, suona come la conferma del ridimensionamento di Pell: tra l’altro, uno degli ispiratori della lettera con la quale i conservatori hanno accreditato un esito del Sinodo precostituito da Bergoglio: un’accusa intollerabile.

Ma i due accusati sono pedine di un gioco più grande e più sporco: un altro tentativo spettacolare di destabilizzare un papato, sfruttando gli errori commessi in nome del rinnovamento, per disdirlo completamente. Una manovra torbida . 

Canzone del giorno: Francesco De Gregori - La donna cannone


Almanacco di oggi 3 Novembre 2015



Santi del Giorno
Santa Silvia (Madre di San Gregorio Magno)
Sant'Uberto di Tongeren-Maastricht (Vescovo)
San Martino de Porres (Domenicano)

San Berardo dei Marsi (Vescovo)
Sant'Eufrosino (Vescovo)
Sant'Amico di Avellana (Monaco)

Sant'Uberto è il protettore di cani da caccia, guardie forestali, fabbricanti di pelli e macellai.
Accadde Oggi
1914 - Brevettato il reggiseno (100 anni fa): Limitare i disagi delle donne senza rinunciare alla bellezza femminile. Partendo da questa sfida la ricca ereditiera newyorchese Mary Phelps Jacobs, diciannovenne attivista per la pace, arrivò...
1978 - In TV debutta Arnold (36 anni fa): Un peperino che ha la battuta sempre pronta, e dal sorriso contagioso, si presenta per la prima volta al pubblico americano il 3 novembre del 1978, sull’emittente televisiva NBC. Lui è...
1954 - Primo film di Godzilla (60 anni fa): Le radiazioni degli esperimenti nucleari trasformano l'ultimo superstite di una specie di dinosauri, sopravvissuto all'estinzione, in una gigantesca creatura dalla forza mostruosa e in grado di...
Nati in questo giorno
1931 - Monica Vitti (83 anni fa): Per molti critici è la maggiore interprete della commedia all'italiana del Novecento, per il pubblico è uno dei pochi esempi di attrice che al notevole fascino unisce un'innata...
1964 - Cristina Parodi (50 anni fa): Volto storico del TG5 di Mediaset, che ha visto nascere nel 1992, Cristina Parodi è una delle giornaliste più affermate della televisione italiana. Nata ad Alessandria, ha iniziato...
Nati... sportivi
1945 - Gerd Müller (69 anni fa): Nato a Nördlingen (in Baviera, Germania), calciatore dal 1963 al 1982, ha vinto il campionato del mondo con la Nazionale tedesca nel 1974, dopo il terzo posto di Messico ‘70. In...
1960 - Karch Kiraly (54 anni fa): All'alba del terzo millennio, la federazione internazionale di pallavolo (FIVB) lo elegge, con l'italiano Lorenzo Bernardi, Miglior giocatore di pallavolo del XX secolo. Vincitore di un Mondiale...
Eventi Sportivi
1990 - Tre ori per gli azzurri nel canottaggio (24 anni fa): In Australia hanno chiuso i battenti i Mondiali di canottaggio. Le 22 gare previste (13 maschili e 9 femminili) si sono svolte sul lago Barrington in Tasmania. L’Italia è terza nel...
I Doodle di Google
Indipendenza di Panama: Il 3 novembre 2011 Google ha ricordato con un doodle locale la festa dell’indipendenza della Repubblica di Panama, raggiunta nel 1903 come conclusione di un braccio di ferro tra Stati Uniti e...
Angolo Lettura
2013 - "La fattoria degli animali" di George Orwell (un anno fa): George Orwell tra il 1930 e il 1944 scrisse il libro "La fattoria degli animali". La storia narra di una fattoria nella quale gli animali si ribellano ad una vita di sfruttamento a cui...
Scomparsi oggi
1957 - Giuseppe Di Vittorio (57 anni fa): Nato a Cerignola, in provincia di Foggia, la lunga attività di politico, sindacalista e antifascista è stata improntata, per tutta la sua durata, alla difesa dei diritti dei lavoratori e degli...
1998 - Bob Kane (16 anni fa): La storia lo celebra come papà di Batman, ossia del secondo supereroe (dopo Superman) più popolare di tutti i tempi, fonte inesauribile per il cinema. Nato a New York, Robert Kahn buttò...

METEO


Santa Maria Capua Vetere CE
martedì 3 Novembre 2015
Soleggiato
20°C
Precipitazioni: 0%
Umidità: 66%
Vento: 8 km/h

Resta in Europa: 4 esperienze di viaggio davvero originali


La prima rarità si trova in Finlandia, nella città di Kemi. Qui le temperature si registrano sotto lo zero a due cifre e il giorno, specialmente in inverno, è decisamente breve. In un paesaggio innevato e fiabesco, però, sorge proprio un castello di neve, la cui struttura è interamente ricavata nel ghiaccio. Trascorrere una notte al suo interno è il sogno dei più piccoli, e, chi sa, forse anche dei grandi. Ad un prezzo abbordabile che si aggira intorno ai 120€ per notte, i visitatori potranno godere di bellissimi giochi di luce a contrasto su un panorama bianco ottico. Qualcosa di magico.

Anche nella nota capitale francese, è possibile optare per qualcosa di diverso dal solito. A catturare l’attenzione è stato proprio uno studio di registrazione, in stile vintage, perfetto per i viaggiatori con l’anima da vera rockstar. Nell’originale alloggio batterie, chitarre e mixer garantiscono un’atmosfera unica dove chiunque può raggiungere la nota giusta. Nel cuore di Parigi, è l’occasione perfetta per guardare dietro le quinte ed immedesimarsi nei panni di grandi musicisti. Per gli standard parigini il prezzo di questo “appartamento” è moderato: 90€ a notte (164€ per una doppia), il che rende questa esperienza particolarmente appetibile.

Dalla musica al cinema rimanendo a Parigi: ancora qui per trascorrere una notte in un ambiente ricco di fascino sugli Champs-Elysées. Acquistando un biglietto d’ingresso al cinema privato L'Etoile Club al modico prezzo di 1518€ (si fa per dire), è infatti possibile alloggiare in questo antico teatro in stile italiano ora moderno e confortevole cinema. Un modo originale per conciliare la passione per la settima arte e la voglia di visitare Parigi.

Dalla Francia alla Gran Bretagna, per chi vorrebbe visitare Londra o per chi lo ha già fatto ma vorrebbe tornare. Quest’ultima chicca è un’ex fabbrica di scarpe completamente ristrutturata in cui è possibile alloggiare al prezzo di 292 € a notte. Si tratta di un loft luminoso di oltre 1000 metri quadrati caratterizzato dai tipici mattoncini rossi e da ricercate finiture che ne ricordano il precedente utilizzo. La sua posizione viene incontro a tutti i visitatori, permettendo di raggiungere il vivo centro della capitale londinese comodamente, così come di esplorare i vari mercatini e parchi nei quartieri limitrofi. Un alloggio dal gusto retrò per il prossimo viaggio nella capitale britannica.

Quattro proposte in grado di accontentare i viaggiatori più diversi: da una romantica notte in un cinema parigino ad una dal sapore retrò a Londra, per i più temerari la Finlandia e per le vere rockstar ancora Parigi.
HomeToGo è un meta-motore di ricerca per case vacanze e aggrega oltre 150 tra siti, portali e agenzie. Permette agli utenti di ricercare e confrontare tra oltre 2.8 milioni di offerte in più di 200 Paesi.

Favola di Fedro: IL LUPO E LA VOLPE DAL GIUDICE SCIMMIA

Chi ha fama di essere bugiardo,
anche se dice la verità, non è creduto.
Lo dimostra questa breve favola di Esopo.


Il lupo accusava la volpe di furto; 
lei diceva di non saperne nulla. 
Allora la scimmia decise di fare da giudice. 
Quando ognuno finì la propria arringa,
la scimmia, sembra, pronunciò la sentenza :
<< Tu non hai perso, a parer mio, 
     quello per cui sporgi querela; 
     ma tu, di certo hai rubato quanto neghi >

Opera di Tintoretto: Ritratto di Alvise Cornaro, cm. 113 x 85, Palazzo Pitti di Firenze


San Martino de Porres


Martino de Porres, al secolo Martin de la Carité, nasce a Lima il 9 dicembre 1579 da padre castigliano, Juan de Porres, e da  madre di colore, Anna Velàsquez.“Figlio di padre ignoto”: così lo registrano fra i battezzati nella chiesa di San Sebastiano a Lima.

Suo padre, aristocratico spagnolo, non lo riconosce perché la madre è un'ex schiava nera d'origine africana. Il piccolo mulatto vive con lei e la sorellina, finché il padre si decide al riconoscimento, tenendo con sé in Ecuador i due piccoli, per qualche tempo. Nominato poi governatore del Panama, lascia la bimba ad un parente e Martino alla madre, con i mezzi per farlo studiare un po'.

Martino diventa allievo di un barbiere-chirurgo (le due attività sono spesso abbinate, all'epoca) apprendendo anche nozioni mediche in una farmacia.
Contemporaneo e concittadino di S. Rosa, Martino de Porres chiede, a quindici anni, di entrare fra i Domenicani che hanno fondato a Lima il loro primo convento peruviano. Ma, essendo mulatto, non viene accolto come religioso con i voti ma solo come terziario. I suoi compiti sono perlopiù di inserviente e spazzino. Suo padre se ne indigna ma lui no, per nulla. Anzi, mentre suo padre va in giro con la spada, lui ama mostrarsi brandendo una scopa (con la quale verrà poi spesso raffigurato).
Lo scherniscono perché mulatto? E lui, vedendo malconce le finanze del convento, propone seriamente ai superiori: “Vendete me come schiavo”. I Domenicani ormai avvertono la sua energia interiore, e lo tolgono dalla condizione subalterna, accogliendolo nell'Ordine come fratello cooperatore.

Frequenti fenomeni mistici: bilocazione, levitazione, estasi, complessi argomenti di teologia senza averla mai studiata, testimoniarono a quale grado di unione con Dio l'umile fratello laico fosse giunto.
Impedito di partire missionario in Giappone, dove sognava di versare il sangue per Cristo, mise al servizio dei sofferenti la sua pratica medica. Quando a Lima arriva la peste, frate Martino cura da solo i 60 confratelli e li salva tutti: per tutti è l'uomo dei miracoli. Si fece benefattore dei poveri che accorrevano a lui in gran numero, eresse un collegio per la gioventù abbandonata e si valse del suo ascendente per difendere dalle insidie le giovani prive di risorse economiche.
Guarisce l'arcivescovo del Messico che vorrebbe condurlo con sé ma Martino, però, non potrà partire; colpito da violente febbri, muore a Lima sessantenne il 3 novembre 1639.
Per il popolo peruviano e per i confratelli è subito santo ma l'iter canonico, iniziato nel 1660, ebbe una lunghissima sosta.

Martino de Porres fu solennemente canonizzato da San Giovanni XXIII (Angelo Giuseppe Roncalli, 1958-1963) il 5 maggio 1962, nella basilica Vaticana, alla presenza di una fiumana di popolo e il solenne riconoscimento alla virtù del frate mulatto fu, nelle intenzioni del Papa, la risposta della Chiesa dinanzi ai rinnovati tentativi di discriminazione razziale.

Significato del nome Martino: «sacro al dio Marte» (latino).

Parola del giorno: 3 Novembre 2015

Lettera di san Paolo apostolo ai Romani 12,5-16a. 
Così anche noi, pur essendo molti, siamo un solo corpo in Cristo e ciascuno per la sua parte siamo membra gli uni degli altri. 
Abbiamo pertanto doni diversi secondo la grazia data a ciascuno di noi. Chi ha il dono della profezia la eserciti secondo la misura della fede; 
chi ha un ministero attenda al ministero; chi l'insegnamento, all'insegnamento; 
chi l'esortazione, all'esortazione. Chi dà, lo faccia con semplicità; chi presiede, lo faccia con diligenza; chi fa opere di misericordia, le compia con gioia. 
La carità non abbia finzioni: fuggite il male con orrore, attaccatevi al bene; 
amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda. 
Non siate pigri nello zelo; siate invece ferventi nello spirito, servite il Signore. 
Siate lieti nella speranza, forti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera, 
solleciti per le necessità dei fratelli, premurosi nell'ospitalità. 
Benedite coloro che vi perseguitano, benedite e non maledite. 
Rallegratevi con quelli che sono nella gioia, piangete con quelli che sono nel pianto. 
Abbiate i medesimi sentimenti gli uni verso gli altri; non aspirate a cose troppo alte, piegatevi invece a quelle umili. Non fatevi un'idea troppo alta di voi stessi. 



Salmi 131(130),1.2.3. 
Signore, non si inorgoglisce il mio cuore 
e non si leva con superbia il mio sguardo; 
non vado in cerca di cose grandi, 
superiori alle mie forze. 

Io sono tranquillo e sereno 
come bimbo svezzato in braccio a sua madre, 
come un bimbo svezzato è l'anima mia. 

Speri Israele nel Signore, 
ora e sempre. 





Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 14,15-24. 
In quel tempo, uno dei commensali disse a Gesù: «Beato chi mangerà il pane nel regno di Dio!». 
Gesù rispose: «Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti. 
All'ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: Venite, è pronto. 
Ma tutti, all'unanimità, cominciarono a scusarsi. Il primo disse: Ho comprato un campo e devo andare a vederlo; ti prego, considerami giustificato. 
Un altro disse: Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego, considerami giustificato. 
Un altro disse: Ho preso moglie e perciò non posso venire. 
Al suo ritorno il servo riferì tutto questo al padrone. Allora il padrone di casa, irritato, disse al servo: Esci subito per le piazze e per le vie della città e conduci qui poveri, storpi, ciechi e zoppi. 
Il servo disse: Signore, è stato fatto come hai ordinato, ma c'è ancora posto. 
Il padrone allora disse al servo: Esci per le strade e lungo le siepi, spingili a entrare, perché la mia casa si riempia. 
Perché vi dico: Nessuno di quegli uomini che erano stati invitati assaggerà la mia cena». 

lunedì 2 novembre 2015

Notizia del giorno: Gli imprenditori si ribellano al pizzo e denunciano i boss: 22 arresti


Ha cominciato a pagare in lire (3 milioni al mese) alla «famiglia» mafiosa di Bagheria. Vent’anni di minacce e soprusi a cui un imprenditore bagherese ha deciso di ribellarsi. Per accontentare le richieste dei boss l’uomo è finito sul lastrico e ha dovuto chiudere l’attività. È una delle storie delle vittime del racket scoperte dai carabinieri di Palermo che hanno eseguito 22 provvedimenti cautelari (la maggior parte dei destinatari erano comunque già detenuti) a carico di capimafia ed estortori dei clan bagheresi. La vittima ha scelto di denunciare dopo anni di silenzio.

La rivolta anti-pizzo
Con lui altri 35 commercianti e imprenditori: una ribellione che segna una svolta nella lotta a Cosa nostra. L’indagine, coordinata dalla Dda di Palermo, è il seguito di un’altra operazione messa a segno contro le cosche della cittadina alle porte del capoluogo, per anni feudo e rifugio, in latitanza, del padrino di Corleone Bernardo Provenzano. Fondamentali per ricostruire gli assetti del clan le dichiarazioni del pentito Sergio Flamia. Tra le «ordinarie» storie di violenza, scoperte dai carabinieri, anche quella che vede protagonista un funzionario comunale dell’Ufficio tecnico di Bagheria che avrebbe avuto contrasti con la cosca legati alla lottizzazione di alcune aree. Cosa nostra, nel 2004, gli ha incendiato la casa e sequestrato un collaboratore domestico.

La mappa del racket
Grazie alla dettagliata ricostruzione fornita da 36 imprenditori che hanno trovato il coraggio, dopo decenni di silenzio, di ribellarsi al giogo del «pizzo» è stato possibile tracciare la mappa del racket. Gli estortori colpivano a tappeto. Dall’edilizia a ogni attività economica locale che portasse guadagni: negozi di mobili e di abbigliamento, attività all’ingrosso di frutta e di pesce, bar, sale giochi, centri scommesse. «È la breccia che ha aperto la strada per assestare un nuovo colpo a Cosa nostra, segno che i tempi sono cambiati e che imprenditori e commercianti finalmente si ribellano». Così il colonnello Salvatore Altavilla, comandante del Reparto operativo dei carabinieri di Palermo, ha commentato l’ultimo blitz dell’Arma contro la cosca di Bagheria.

Canzone del giorno: Gigi D'Alessio - 'O Sarracino


Almanacco di oggi 2 Novembre 2015



Commemorazione dei DEFUNTI
S. Giusto patr. di Trieste
S. Maura verg.
S. Vittorino vesc.

"Ai morti non si fan torti"
Giusto
Etimologia: Dal termine latino "iustus", "giusto", è un nome che si attestò rapidamente in tutto il mondo romano, e successivamente, anche tra i primi cristiani, in virtù del suo significato inneggiante all'equità. Più rara la forma femminile.
Carattere: Si rende molto presto autonomo dalla famiglia e, pur amando i genitori, preferisce trascorre il tempo in casa di amici. Ha un grande desiderio di libertà e di conoscere situazioni diverse. Quando è innamorato ha sentimenti contraddittori: desidera sposarsi, ma allo stesso tempo rimanere libero, instaurando, con la sua donna, un rapporto anticonformista. E' attratto dalle persone misteriose, che parlano di argomenti insoliti e che affrontano la vita con molto distacco.
Numero fortunato: 1
La tua riservatezza ed una innata diffidenza ti portano a muoverti nel mondo con grande prudenza e a concedere il tuo affetto solo a pochi, collaudatissimi amici. Anche in amore non ti lasci andare molto facilmente e, prima di legarti, sottoponi il tuo partner a mille piccole prove. Nel lavoro sei adatto ad una attività indipendente.
"Quella fra il 3 ed il 4 novembre 1966 fu la notte di una delle più grandi calamità che ha colpito l'Italia: l'Arno esce dagli argini e inoda la splendida Firenze, con gran parte del suo patrimonio artistico."
Benvenuto Cellini - 1500
Maria Antonietta di Francia - 1755
Luchino Visconti - 1906
Gigi Proietti - 1940
Scienza
é la cagnetta Laika, un fox terrier dagli occhi vivaci ed un po' tristi, il primo passeggero a bordo di un veicolo spaziale. L'Urss la manda in orbita il 3 novembre 1957 dentro lo Sputnik-2, chiusa in un compartimento dotato di aria condizionata e riserve di ossigeno, cibo ed acqua sufficienti per una settimana. Sensori applicati al suo corpo, del peso di 5 kg, trasmettono informazioni sulle sue pulsazioni, respiro e movimenti in condizioni di assenza di gravità. Nella sua orbita Laika oltrepassa quella barriera che nessun essere vivente ha mai superato, sperimentando un volo al di fuori della Terra, dalle molte incognite. Questo esperimento apre la strada ai viaggi spaziali dell'uomo, ma per la cagnetta dallo sguardo malinconico non ci sarà ritorno.

Arnica: l’aiuto di primo soccorso per tutti!


Il nome “arnica” deriva da una parola greca che significa “starnuto”, in quanto i fiori e le radici hanno un odore che induce appunto a starnutire; esiste anche un’altra possibile derivazione dal termine greco che significa “pelle di agnello”, in questo caso in riferimento alla delicata tessitura delle sue foglie. Il nome della specie “montana” è legato all’habitat di questa favolosa pianta: la montagna.

Ricercata per le sue notevoli virtù, per proteggere l’Arnica dal rischio di estinzione è stato necessario introdurre regole che vietano la raccolta della pianta spontanea per uso industriale.

Impiegata per secoli in Europa ed America per le sue proprietà antinfiammatorie e antidolorifiche, era usata localmente su distorsioni, contusioni, ferite e geloni, in forma di tintura diluita al 10-20%. L’uso interno era più raro e vi si ricorreva in caso di spasmi venosi, di arteriosclerosi e per le proprietà sedative sul sistema nervoso. Nella medicina popolare trovava impiego come emmenagogo (per provocare, favorire o aumentare il flusso mestruale); mentre ad alte dosi, era usata come abortivo. Le ostetriche la utilizzavano per evitare la febbre puerperale, ovvero l’infezione batterica dell’utero in seguito a parto o aborto. Un altro uso popolare riguarda le foglie, che dopo essere state essiccate, venivano utilizzate come tabacco da naso, utilizzo che ha reso famosa l’Arnica come il “tabacco di montagna”.

Tra le tante virtù, l'Arnica vanta proprietà antimicrobiche (attive nei confronti di batteri e funghi), antitumorali (grazie ai suoi principi attivi ad azione citotossica), cardiotoniche, coleretiche (ovvero stimola la produzione di bile), diuretiche e immunostimolanti.

Oggi l'assunzione per uso interno è riservata esclusivamente alle preparazioni omeopatiche, dove viene impiegata per il trattamento di traumi, dolori influenzali, artriti, fragilità capillare, varici ed emorroidi. Questo perché la somministrazione orale di Arnica, non diluita nel modo opportuno, può provocare palpitazioni, turbe respiratorie, mal di testa, oltre ad avere azione irritante sulle mucose.

La sua piena efficacia si esprime nel campo dei disturbi muscolari ed articolari, dove l’uso esterno risulta il più adatto. L’Arnica possiede infatti forti proprietà antinfiammatorie, anti-edematose e analgesiche, molto utili in caso di:
- Distorsioni
- Stiramenti e strappi muscolari
- Contusioni
- Dolori muscolari
- Ematomi
- Edemi
- Lividi
- Dolori reumatici.

Proprietà conferite dal fitocomplesso e in particolare dall’elanina, un principio attivo che blocca la liberazione di istamina e dei mediatori pro-infiammatori.

Interessante la capacità dell’Arnica di regolare l’attività di certi enzimi coinvolti nella degradazione della cartilagine. L'azione protettiva è molto utile in caso di patologie a carico del sistema osteo-articolare come, ad esempio, l’osteo-artrite. Questa diffusa e fastidiosa malattia degenerativa è caratterizzata dalla progressiva distruzione della cartilagine delle articolazioni, dalla compromissione della capsula articolare dei legamenti (ovvero quel tessuto connettivo che circonda le superfici articolari ed è essenziale per proteggere e mantenere in connessione le porzioni coinvolte nell'articolazione), dalla compromissione della membrana sinoviale (ovvero la parte interna della capsula articolare, che è un sottile strato di tessuto connettivo che protegge l’articolazione e i tendini dove non è presente la cartilagine).

La capacità di inibire le sostanze che il corpo libera scatenando l’infiammazione è utile anche in caso di artrite reumatoide, malattia reumatica infiammatoria, autoimmune, che si manifesta con infiammazione cronica e progressiva della membrana sinoviale. A differenza dell'osteo-artrosi non interessa le cartilagini ma porta a un’erosione dell'osso, dove la cartilagine non è presente.

L’Arnica è una valida alleata proprio per tutti, costituendo un ottimo aiuto sia per dolenzia muscolare, che in caso di traumi. In particolare gli sportivi e chi è sottoposto spesso a sforzi fisici intensi farebbe bene a portarla sempre con sé.

Infatti:
- Favorisce la distensione della muscolatura e accorcia i tempi di recupero
- Aiuta a ridurre la sensazione di indolenzimento che segue periodi di inattività prolungata, come in caso di degenza, e favorisce la ripresa muscolare
- Limita i gonfiori, non solo causati da colpi e cadute ma anche legati a operazioni, fasciature e ingessature
- Facilita il riassorbimento dei liquidi, diminuendo il gonfiore e la formazione dei lividi
- Esercita un'azione antinfiammatoria e disinfettante anche per punture di insetto e foruncoli

L’uso eccessivamente prolungato potrebbe creare, in soggetti particolarmente sensibili, irritazioni della pelle fino a dermatite, eczema o formazione di vescicole. Ma sono casi veramente rari.

L’Arnica miscelata con l’argilla è perfetta in caso di reumatismi, edemi e versamenti perchè crea una sinergia utile per favorire il riassorbimento dei liquidi e contrastare dolore e infiammazione: impacchi di Arnica e argilla aiutano a sgonfiare la parte dolorante più velocemente.

Per tutte queste sue proprietà l’Arnica è davvero amica nostra e nemica di tutti i dolori muscolari e articolari.

METEO


Santa Maria Capua Vetere CE
lunedì 2 Novembre 2015
Soleggiato
21°C
Precipitazioni: 0%
Umidità: 64%
Vento: 21 km/h

Donato Giannotti

Come molti autori a lui contemporanei, si preoccupò di analizzare le diverse forme di Stato. In particolare, egli si soffermò sullo studio della repubblica. Fu avversario dei Medici [1] che lo allontanarono da Firenze.

Insegnò poetica, retorica e cultura greca a Pisa fino al 1525, poi si trasferì in Veneto dove risiedette per due anni.

Rientrò a Firenze una volta terminata la dominazione dei Medici, e ottenne l'incarico di segretario dei Dieci, ma la fine della repubblica lo costrinse nuovamente all'esilio, durante il quale si dedicò alla letteratura.

Tra i suoi lavori, quello che riscosse maggior successo fu il dialogo Della Repubblica de' Viniziani', edito nel 1540, anche se i più importanti scritti si dimostrarono i quattro volumi Della Repubblica Fiorentina, terminati nel 1538. Il terzo volume illustra il pensiero politico del Giannotti, esso si basa sulla definizione del miglior sistema politico possibile, che risulta essere quello misto, in cui il Consiglio Grande è di natura democratica, il Senato è di tipo aristocratico, il Principe è di natura monarchica. Il modello a cui si ispira è soprattutto quello veneziano, oltre ad evidenziare una forte tendenza del Giannotti alla libertà, alla predilezione per il Savonarola e per alcuni argomenti del Machiavelli.[2]

Fu anche autore di poesie e commedie, tra le quali spicca Il Vecchio Amoroso, incentrato sulla rivalità amorosa fra padre e figlio.

In tutte le sue opere, Giannotti si dimostrò un autore di buona cultura letteraria, ben padrone della lezione dei classici, e caratterizzato dalla dimostrazione di equilibrio di animo e di pensiero.

Ricetta: Spezzatino di manzo con castagne

DESCRIZIONE
L’autunno è la stagione per eccellenza delle castagne, che insieme a noci e nocciole sono tra i frutti autunnali più amati e apprezzati. Solitamente vengono utilizzate per preparare dolci, marmellate, marron glacèe o ottime caldarroste, ma l’impiego delle castagne in cucina può essere molto vario e spaziare dalle preparazioni dolci a quelle salate con risultati sorprendenti. La ricetta che vi proponiamo oggi è appunto una ricetta salata: lo spezzatino di castagne con carne di manzo e patate, un secondo piatto autunnale saporito e sostanzioso, ideale per una gustosa cena in famiglia da concludere, magari, con qualche gustosa caldarrosta. La preparazione è quella del classico spezzatino di carne con patate, con l’aggiunta delle castagne che con il loro gusto intenso e la loro consistenza farinosa conferiranno una nota particolare al piatto finale. Vediamo come preparare questo gustosissimo spezzatino.
INGREDIENTI
PREPARAZIONE
1. Iniziate incidendo lateralmente le castagne con un coltellino. Fatele bollire per almeno 30 minuti in un pentolino con abbondante acqua e poi fatele raffreddare. Sbucciatele, spellatele e tenetele da parte.
spezzatino di castagne ricetta
2. Preparate un trito con la cipolla e l’aglio. Tagliate le patate a dadini. Fate rosolare il trito di cipolla e aglio in un tegame dai bordi alti, insieme alla salvia, fino a quando non diventa dorato.
spezzatino di castagne procedimento
3. Infarinate leggermente i bocconcini di carne e aggiungeteli nella pentola. Fateli rosolare da tutti i lati in modo che si formi la tipica crosticina. Sfumate con il vino bianco e fate evaporare l’alcool. Aggiungete le patate, salate e ricoprite con il brodo di carne. Portate a bollore e cuocete per 15 minuti. Aggiungete le castagne e cuocete a fuoco basso per 60 minuti. Quando la carne e le patate saranno diventate morbide lo spezzatino è pronto.
spezzatino di castagne preparazione
Completate con una spolverata di pepe e qualche fogliolina di salvia fresca e servite il vostrospezzatino di manzo con castagne.
spezzatino di castagne
TRUCCHI E CONSIGLI
- Potete sostituire le castagne fresche con quelle secche mettendole a bagno in acqua per almeno un’oretta.
- Fate raffreddare le castagne prima di spellarle, la pelle verrà via più facilmente.
- Non tagliate le patate a tocchetti troppo piccoli, altrimenti rischiate di ritrovarvi con una sorta di purè.

Parola del giorno: 2 Novembre 2015

Libro della Sapienza 3,1-9. 
Le anime dei giusti, invece, sono nelle mani di Dio, nessun tormento le toccherà. 
Agli occhi degli stolti parve che morissero; la loro fine fu ritenuta una sciagura, 
la loro partenza da noi una rovina, ma essi sono nella pace. 
Anche se agli occhi degli uomini subiscono castighi, la loro speranza è piena di immortalità. 
Per una breve pena riceveranno grandi benefici, perché Dio li ha provati e li ha trovati degni di sé: 
li ha saggiati come oro nel crogiuolo e li ha graditi come un olocausto. 
Nel giorno del loro giudizio risplenderanno; come scintille nella stoppia, correranno qua e là. 
Governeranno le nazioni, avranno potere sui popoli e il Signore regnerà per sempre su di loro. 
Quanti confidano in lui comprenderanno la verità; coloro che gli sono fedeli vivranno presso di lui nell'amore, perché grazia e misericordia sono riservate ai suoi eletti. 



Salmi 27(26),1.4.7.8.9.13-14. 
Il Signore è mia luce e mia salvezza, 
di chi avrò paura? 
Il Signore è difesa della mia vita, 
di chi avrò timore? 
Una cosa ho chiesto al Signore, 
questa sola io cerco: 

abitare nella casa del Signore 
tutti i giorni della mia vita, 
per gustare la dolcezza del Signore 
ed ammirare il suo santuario. 
Ascolta, Signore, la mia voce. 
Io grido: abbi pietà di me! Rispondimi. 

Di te ha detto il mio cuore: "Cercate il suo volto"; il tuo volto, Signore, io cerco. 
Non nascondermi il tuo volto, non respingere con ira il tuo servo. Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi, non abbandonarmi, Dio della mia salvezza. 
Sono certo di contemplare la bontà del Signore 
nella terra dei viventi. 
Spera nel Signore, sii forte, 
si rinfranchi il tuo cuore e spera nel Signore. 




Lettera di san Paolo apostolo ai Romani 6,3-9. 
Fratelli, non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? 
Per mezzo del battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova. 
Se infatti siamo stati completamente uniti a lui con una morte simile alla sua, lo saremo anche con la sua risurrezione. 
Sappiamo bene che il nostro uomo vecchio è stato crocifisso con lui, perché fosse distrutto il corpo del peccato, e noi non fossimo più schiavi del peccato. 
Infatti chi è morto, è ormai libero dal peccato. 
Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui, 
sapendo che Cristo risuscitato dai morti non muore più; la morte non ha più potere su di lui. 



Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 25,31-46. 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. 
E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, 
e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. 
Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. 
Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, 
nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. 
Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? 
Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? 
E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? 
Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me. 
Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. 
Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; 
ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato. 
Anch'essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? 
Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l'avete fatto a me. 
E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna». 

Caino e Abele

Da Baudelaire "I fiori del male" la poesia "Caino e Abele"

Dioscuro...

Abbiamo parlato più volte dei "Fiori del Male" di Baudelaire, ma ci sono dei versi che hanno sempre attirato la mia attenzione, sono le razze di Caino e Abele.
Sono metafore delle tipologie di umanità che adottano rispettivamente modi di esistere opposti.
Chi vive nella religione e nella prosperità, appagato dall'appoggio della divinità e della sua coscienza, contro chi vive l'umanità nella sua essenza più carnale, asseconda i suoi istinti e ne è condannato. Contadini contro cacciatori, santità contro umanità, ricchezza contro povertà, beatitudine contro dannazione.
Si parla di razze, quindi non c'è scelta. Voi siete più Caino o Abele? :)

Caino e Abele

Razza d'Abele, dormi, bevi e mangia:
con che compiacimento ti sorride Dio!

Razza di Caino, striscia
nel fango e muori miserabile!

Razza d'Abele, il tuo sacrificio
accarezza il naso ai Serafini!

Razza di Caino, il tuo supplizio
potra mai avere fine?

Razza d'Abele, guarda prosperare
II tuo bestiame e le tue semine!

Razza di Caino, le tue viscere
urlano di fame come un vecchio cane!

Razza d'Abele, scaldati il ventre
al focolare patriarcale!

Razza di Caino, trema di freddo
nel tuo antro, povero sciacallo!

Razza d'Abele, ama e prolifica!
Anche il tuo oro si moltiplica!

Razza di Caino, guardati
dalle grandi brame, cuore ardito!

Razza d’Abele, tu cresci e ti pasci
come le cimici dei boschi!

Razza di Caino, trascina per le strade
la tua famiglia disperata!

Razza d'Abele, la tua carogna
ingrasserà la fumante terra!

Razza di Caino, il tuo compito
non è ancora finito!

Razza d'Abele, vergognati!
II ferro e vinto dallo spiedo!

Razza di Caino, sali al cielo
e scaraventa sulla terra Dio!

C. Baudelaire
Le Fleurs du Mal

Johnny:
Io sono molto più Abele, mi hanno già ucciso diverse volte....

Goethe:
Io sono Abele con Caino.
E sono Caino con Abele.

Intelligenti Pauca

CITAZIONE DI SAN FRANCESCO DI SALES

PAROLE DI SAN FRANCESCO DI SALES PER I FALSI FARISEI DI ALCUNE PARROCCHIE DELLA DIOCESI DI CAPUA

“NON ACCONTENTARTI DI ESSERE POVERO COME I POVERI, MA SII PIU’ POVERO DEI POVERI, VA A SERVIRLI QUANDO GIACCIONO A LETTO INFERMI E DEVI SERVIRLI CON LE TUE PROPRIE MANI.

QUESTA SERVITU’ E PIU’ GLORIOSA DI UN REGNO”.

CITAZIONE DEL GIORNO

MA COME CALZA BENE PER QUESTA CITTA'!
PROBABILMENTE AVEVA SOGGIORNATO PER UN PERIODO DI TEMPO A S MARIA…


cavalli

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BIAGIO MARIA DI MURO

RISPONDIAMO AL NUOVO CITTADINO C.DV.CHE DA QUALCHE MESE SI E’ TRASFERITO DAL LAZIO IN CAMPANIA E PRECISAMENTE A S.MARIA CAPUA VETERE IN VIA GALATINA CHE CI HA CHIESTO CHI ERA IL SINDACO DELLA CITTA’.

BIAGIO MARIA DI MURO

BIAGIO MARIA DI MURO

BIAGIO DI MURO

TI RIMETTO LA FOTO DI BIAGIO DI MURO E UNA PARTE DEL SUO CURRICULUM VITAE

BIAGIO DI MURO SI E’ LAUREATO, IL 30/10/1995, CON 110 E LODE IN ARCHITETTURA PRESSO L’UNIVERSITA’ DI NAPOLI, CON UNA TESI SPERIMENTALE IN SCIENZE DELLE COSTRUZIONI ED E’ ISCRITTO ALL’ORDINE DEGLI ARCHITETTI DELLA PROVINCIA DI CASERTA AL N. 872.

SVOLGE UNICAMENTE LA LIBERA PROFESSIONE ED HA LO STUDIO IN S.MARIA C.V., AL CORSO ALDO MORO N.73

E’ABILITATO AL COORDINAMENTO DI SICUREZZA – D.LGS.494/96 – CON ATTESTATO DI CORSO RILASCIATO DALL’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II, A CURA DEL CENTRO INTERDIPARTIMENTALE DI RICERCHE L.U.P.T. DAL 24 NOVEMBRE 1997.

HA PARTECIPATO AL GRUPPO DI RICERCHE SUL TEMA “STABILITA’ DELLE TORRI IN MURATURA” ORGANIZZATO DALL’ISTITUTO DI “COSTRUZIONE DELLA FACOLTA’ DI ARCHITETTURA” – UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI, FEDERICO II.

E’ COLLABORATORE DELLA III AREA DI RICERCA “PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E SISTEMI INFORMATIVI TERRITORIALI” L.U.P.T. – LABORATORIO DI URBANISTICA E PIANIFICAZIONE TERRITORIALE DELL’UNIVERSITA’ FEDERICO II DI NAPOLI, FACOLTA’ DI ARCHITETTURA.

E’ MEMBRO DELL’AREA DI RICERCA “PROGETTAZIONE URBANA, AMBIENTALE E DEL RECUPERO E VALORIZZAZIONE DEI BENI STORICI, ARCHITETTONICI, ARCHEOLOGICI E PAESAGGISTICI” DEL CENTRO DI RICERCA L.U.P.T. DELL’UNIVERSITA’ FEDERICO II DI NAPOLI FACOLTA’ DI ARCHITETTURA – DIRETTORE PROF. FRANCO MARINIELLO.

HA SEMPRE AVUTO UN FORTE LEGAME CON LA POLITICA ATTIVA, ESSENDO FIGLIO DI NICOLA DI MURO, IL QUALE FIN DAL 1956 E’ ESPRESSIONE DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA, PRIMA A LIVELLO COMUNALE I POI OLTRE AI CONFINI CITTADINI, FINO A DIVENTARE UOMO DI RIFERIMENTO DEL PARTITO AI PIU’ ALTI LIVELLI.

BIAGIO MARIA DI MURO FIN DALL’ADOLESCENZA HA POTUTO ASSORBIRE TUTTA L’ESPERIENZA POLITICA ED AMMINISTRATIVA, AVENDO AVUTO MODO DI FREQUENTARE ASSIDUAMENTE IL PARTITO.

PARTECIPA ALLA CONSULTAZIONE ELETTORALE AMMINISTRATIVA DEL 2002, CANDIDATO CON FORZA ITALIA, RIPORTANDO CIRCA 1000 VOTI DI PREFERENZE CONTRIBUENDO IN MODO DETERMINANTE DA FAR DIVENTARE FORZA ITALIA IL PRIMO PARTITO IN CITTA’.

DOPO NEL 2007 ASSUME LA CARICA DI VICE SINDACO, MA DOPO QUALCHE MESE NON ESITA A LASCIARE IL PRESTIGIOSO INCARICO QUANDO SI ACCORGE CHE CON LA DEFENESTRAZIONE DELL’ASSESSORE MARCIANO SCHETTINO VENIVANO TRADITI GLI IMPEGNI E LE PROMESSE SOTTOSCRITTE NEL PROGRAMMA ELETTORALE PRESENTATO AGLI ELETTORI.

DAL 2011 AL 2015 E’ STATO SINDACO DELLA CITTA’ DI S.MARIA CAPUA VETERE.

CAF

SERVIZIO CAF PRESSO LA NOSTRA SEDE IN C.SO ALDO MORO N.73 AVETE A DISPOSIZIONE UNA SERIE DI SERVIZI UTILI:

1. MODELLO ISEE

2. MODELLO ISEEU

3. BONUS E RIDUZIONE CANONE

4. TELECOM, GAS, ENERGIA, ACQUA

5. MODELLO RED

6. MODELLO 730

7. MODELLO 740

8. MODELLO ICI

9. ASSEGNI PER NUCLEO FAMILIARE

10. ASSEGNI DI MATERNITA’

11. MODELLO UNICO

12. ICRIC, ICLAV, ACCAS/PS

13. SOCIAL CARD

14. SUCCESSIONI

15. TRASMISSIONE TELEMATICA

16. CONTRATTI DI AFFITTO

17. MODELLO EAS



SERVIZI PROFESSIONALI:

1) CONSULENZA E ASSISTENZA LEGALE

2) CONSULENZA FINANZIARIA

3) CONSULENZA AZIENDALE

4) PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA

5) PRATICHE CATASTALI

6) ESECUZIONI E LAVORI CHIAVI IN MANO



SERVIZIO PATRONATO:

1. INVALIDITA’ CIVILE

2. ACCOMPAGNAMENTO

3. PENSIONI INPS – INPDAP

4. INFORTUNI SUL LAVORO

5. DISOCCUPAZIONE

6. RECUPERO CONTRIBUTI

7. MEDICINA LEGALE

8. LAVORO

9. FAMIGLIA

10. COLF E BADANTI

11. PRESTAZIONI ASSISTENZIALI

12. PREVIDENZA COMPLEMENTARE

13. IMMIGRAZIONE

STUDIO TECNICO DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA, PRATICHE CATASTALI ED URBANISTICHE, ARCHITETTURA PER INTERNI




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CANZONE DI ANTOINE: QUALUNQUE COSA FAI TI TIRANO LE PIETRE.....

FINALMENTE!!

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Studio Legale

LAVORI PUBBLICI

PUBBLICHIAMO LE FOTO DELLE OPERE PUBBLICHE PER LE QUALI INIZIERANNO PRESTO I LAVORI .SALVO RITARDI DOVUTI ALLA SCELLERATA AZIONE DI SFIDUCIA CHE COMPORTERA' AUMENTO DI COSTI E PERDITE DI FINANZIAMENTI

RECUPERO STRUTTURALE E FUNZIONALE DELL' EDIFICIO DELLE SCUOLE ELEMENTARI "PRINCIPE DI PIEMONTE"

IMPORTO FINANZIAMENTO

euro 2.330.ooo,oo

SCUOLA PRINCIPE DI PIEMONTE

SCUOLA PRINCIPE DI PIEMONTE

LAVORI PUBBLICI

PUBBLICHIAMO LE FOTO DELLE OPERE PUBBLICHE PER LE QUALI INIZIERANNO PRESTO I LAVORI .SALVO RITARDI DOVUTI ALLA SCELLERATA AZIONE DI SFIDUCIA CHE COMPORTERA' AUMENTO DI COSTI E PERDITE DI FINANZIAMENTI

RISTRUTTURAZIONE E AMMODERNAMENTO DEL PLESSO SCOLASTICO RIONE IACP

IMPORTO FINANZIAMENTO

EURO 700.000,00

IACP

IACP

lavori pubblici

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RIFACIMENTO PIAZZA SAN PIETRO

IMPORTO FINANZIATO:

euro 150.000,00

piazza San Pietro

piazza San Pietro

lavori pubblici

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PROGRAMMA DI RECUPERO URBANO COMPARTO C1 NORD OVEST – RIONE IACP

IMPORTO INTERVENTO:

euro 1.502.373,12

IACP

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lavori pubblici

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REALIZZAZIONE DI UN CAMPO SPORTIVO POLIVALENTE COPERTO IN VIA GIOTTO – RIONE IACP

IMPORTO DEL FINANZIAMENTO :

euro 512.000

iacp

iacp

arco adriano

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RESTAURO CONSERVATIVO DELL’ARCO ADRIANO. SISTEMAZIONE DEL TRATTO DI VIA APPIA TRA ANFITEATRO ED ARCO ADRIANO

RICHIESTA FINANZIAMENTO

Euro 2.470.698,58

arco adriano

arco adriano

villetta l.sturzo

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PROGETTO PER LA VILLETTA TEMPO LIBERO ALLA VIA L. STURZO

RICHIESTA DI FINANZIAMENTO:

euro 127.000,00

villetta l. sturzo

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asilo nido

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PROGETTO DI ASILI NIDO PER BAMBINI DA 0 A 36 MESI IN VIA ALBANA 107

TOTALE DEL FINANZIAMENTO:

euro 699.438,18

asilo nido

asilo nido

PERDONA LORO......

Padre perdona loro! Perché li hai accecati? Perché hai tolto loro la memoria? Forse perché non credono più in Te? Padre perdonali! Tu sei un Dio buono: essi non sanno quello che fanno.... Non ricordano quando Tu mandasti loro la manna dal cielo e tutti sopravvissero e trovarono la terra promessa. Oggi li vuoi punire perché hanno troppo peccato? È per questo che la nuova manna tarda ad arrivare? Se sono ancora scettici e sono ancora cristiani se lo facessero spiegare dal loro parroco. Se poi sono degli assatanati, arrabbiati, solo perché credono di essere degli unti dal Signore, e solo perché sono stati abituati a credere di essere dei privilegiati, dimenticando i comandamenti che Dio diede a Mosè, allora fanno bene a pregare il vitello d'oro. E fanno bene a servire il vitello casalese sempre presente e che è stato causa del saccheggio sammaritamo e della chiusura delle industrie e la conseguente fine del lavoro, del commercio e delle possibilità di dare da bere agli assetati. Ma Tu Signore, nella Tua Infinita Bontà, Perdonali.....

NON CI SIAMO LIBERATI DI TUTTI MA RESTERANNO ALL'OPPOSIZIONE

NON CI SIAMO LIBERATI DI TUTTI MA RESTERANNO ALL'OPPOSIZIONE