prova


Non lasciare mai, che il successo ti nasconda la sua vacuità, un' impresa la sua vanità, la fatica la sua desolazione. Mantieni vivo dentro di te l' incentivo ad andare ancora più avanti, quell' inquietudine dell' anima che ci spinge al di là di noi stessi. Non guardare indietro, e non accarezzare sogni per il futuro. Ciò non verrebbe nè a restituirti il passato nè a soddisfare gli altri tuoi sogni ad occhi aperti. Il tuo dovere, la tua ricompensa, il tuo destino sono qui ora.
(Dag Hammaarskjold, Markings)
Dobbiamo accettare le delusioni che sono limitate, ma non dobbiamo mai perdere l'infinita speranza.
(Martin Luther King)
Noi non dimentichiamo e non demordiamo.
Quanno 'a furmicola vò murì, mètte è scèlle. Si dice di chi, raggiunta la ricchezza, perde ogni senso della misura e finisce per far cose illogiche e per danneggiare se stesso.
Quanno ò perucchio saglie in gloria perde à scienza e à memoria. Il villano che sale nella scala sociale dimentica subito la sua origine e coloro che lo hanno agevolato nella ascesa.

martedì 3 novembre 2015

Parola del giorno: 3 Novembre 2015

Lettera di san Paolo apostolo ai Romani 12,5-16a. 
Così anche noi, pur essendo molti, siamo un solo corpo in Cristo e ciascuno per la sua parte siamo membra gli uni degli altri. 
Abbiamo pertanto doni diversi secondo la grazia data a ciascuno di noi. Chi ha il dono della profezia la eserciti secondo la misura della fede; 
chi ha un ministero attenda al ministero; chi l'insegnamento, all'insegnamento; 
chi l'esortazione, all'esortazione. Chi dà, lo faccia con semplicità; chi presiede, lo faccia con diligenza; chi fa opere di misericordia, le compia con gioia. 
La carità non abbia finzioni: fuggite il male con orrore, attaccatevi al bene; 
amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda. 
Non siate pigri nello zelo; siate invece ferventi nello spirito, servite il Signore. 
Siate lieti nella speranza, forti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera, 
solleciti per le necessità dei fratelli, premurosi nell'ospitalità. 
Benedite coloro che vi perseguitano, benedite e non maledite. 
Rallegratevi con quelli che sono nella gioia, piangete con quelli che sono nel pianto. 
Abbiate i medesimi sentimenti gli uni verso gli altri; non aspirate a cose troppo alte, piegatevi invece a quelle umili. Non fatevi un'idea troppo alta di voi stessi. 



Salmi 131(130),1.2.3. 
Signore, non si inorgoglisce il mio cuore 
e non si leva con superbia il mio sguardo; 
non vado in cerca di cose grandi, 
superiori alle mie forze. 

Io sono tranquillo e sereno 
come bimbo svezzato in braccio a sua madre, 
come un bimbo svezzato è l'anima mia. 

Speri Israele nel Signore, 
ora e sempre. 





Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 14,15-24. 
In quel tempo, uno dei commensali disse a Gesù: «Beato chi mangerà il pane nel regno di Dio!». 
Gesù rispose: «Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti. 
All'ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: Venite, è pronto. 
Ma tutti, all'unanimità, cominciarono a scusarsi. Il primo disse: Ho comprato un campo e devo andare a vederlo; ti prego, considerami giustificato. 
Un altro disse: Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego, considerami giustificato. 
Un altro disse: Ho preso moglie e perciò non posso venire. 
Al suo ritorno il servo riferì tutto questo al padrone. Allora il padrone di casa, irritato, disse al servo: Esci subito per le piazze e per le vie della città e conduci qui poveri, storpi, ciechi e zoppi. 
Il servo disse: Signore, è stato fatto come hai ordinato, ma c'è ancora posto. 
Il padrone allora disse al servo: Esci per le strade e lungo le siepi, spingili a entrare, perché la mia casa si riempia. 
Perché vi dico: Nessuno di quegli uomini che erano stati invitati assaggerà la mia cena». 

lunedì 2 novembre 2015

Notizia del giorno: Gli imprenditori si ribellano al pizzo e denunciano i boss: 22 arresti


Ha cominciato a pagare in lire (3 milioni al mese) alla «famiglia» mafiosa di Bagheria. Vent’anni di minacce e soprusi a cui un imprenditore bagherese ha deciso di ribellarsi. Per accontentare le richieste dei boss l’uomo è finito sul lastrico e ha dovuto chiudere l’attività. È una delle storie delle vittime del racket scoperte dai carabinieri di Palermo che hanno eseguito 22 provvedimenti cautelari (la maggior parte dei destinatari erano comunque già detenuti) a carico di capimafia ed estortori dei clan bagheresi. La vittima ha scelto di denunciare dopo anni di silenzio.

La rivolta anti-pizzo
Con lui altri 35 commercianti e imprenditori: una ribellione che segna una svolta nella lotta a Cosa nostra. L’indagine, coordinata dalla Dda di Palermo, è il seguito di un’altra operazione messa a segno contro le cosche della cittadina alle porte del capoluogo, per anni feudo e rifugio, in latitanza, del padrino di Corleone Bernardo Provenzano. Fondamentali per ricostruire gli assetti del clan le dichiarazioni del pentito Sergio Flamia. Tra le «ordinarie» storie di violenza, scoperte dai carabinieri, anche quella che vede protagonista un funzionario comunale dell’Ufficio tecnico di Bagheria che avrebbe avuto contrasti con la cosca legati alla lottizzazione di alcune aree. Cosa nostra, nel 2004, gli ha incendiato la casa e sequestrato un collaboratore domestico.

La mappa del racket
Grazie alla dettagliata ricostruzione fornita da 36 imprenditori che hanno trovato il coraggio, dopo decenni di silenzio, di ribellarsi al giogo del «pizzo» è stato possibile tracciare la mappa del racket. Gli estortori colpivano a tappeto. Dall’edilizia a ogni attività economica locale che portasse guadagni: negozi di mobili e di abbigliamento, attività all’ingrosso di frutta e di pesce, bar, sale giochi, centri scommesse. «È la breccia che ha aperto la strada per assestare un nuovo colpo a Cosa nostra, segno che i tempi sono cambiati e che imprenditori e commercianti finalmente si ribellano». Così il colonnello Salvatore Altavilla, comandante del Reparto operativo dei carabinieri di Palermo, ha commentato l’ultimo blitz dell’Arma contro la cosca di Bagheria.

Canzone del giorno: Gigi D'Alessio - 'O Sarracino


Almanacco di oggi 2 Novembre 2015



Commemorazione dei DEFUNTI
S. Giusto patr. di Trieste
S. Maura verg.
S. Vittorino vesc.

"Ai morti non si fan torti"
Giusto
Etimologia: Dal termine latino "iustus", "giusto", è un nome che si attestò rapidamente in tutto il mondo romano, e successivamente, anche tra i primi cristiani, in virtù del suo significato inneggiante all'equità. Più rara la forma femminile.
Carattere: Si rende molto presto autonomo dalla famiglia e, pur amando i genitori, preferisce trascorre il tempo in casa di amici. Ha un grande desiderio di libertà e di conoscere situazioni diverse. Quando è innamorato ha sentimenti contraddittori: desidera sposarsi, ma allo stesso tempo rimanere libero, instaurando, con la sua donna, un rapporto anticonformista. E' attratto dalle persone misteriose, che parlano di argomenti insoliti e che affrontano la vita con molto distacco.
Numero fortunato: 1
La tua riservatezza ed una innata diffidenza ti portano a muoverti nel mondo con grande prudenza e a concedere il tuo affetto solo a pochi, collaudatissimi amici. Anche in amore non ti lasci andare molto facilmente e, prima di legarti, sottoponi il tuo partner a mille piccole prove. Nel lavoro sei adatto ad una attività indipendente.
"Quella fra il 3 ed il 4 novembre 1966 fu la notte di una delle più grandi calamità che ha colpito l'Italia: l'Arno esce dagli argini e inoda la splendida Firenze, con gran parte del suo patrimonio artistico."
Benvenuto Cellini - 1500
Maria Antonietta di Francia - 1755
Luchino Visconti - 1906
Gigi Proietti - 1940
Scienza
é la cagnetta Laika, un fox terrier dagli occhi vivaci ed un po' tristi, il primo passeggero a bordo di un veicolo spaziale. L'Urss la manda in orbita il 3 novembre 1957 dentro lo Sputnik-2, chiusa in un compartimento dotato di aria condizionata e riserve di ossigeno, cibo ed acqua sufficienti per una settimana. Sensori applicati al suo corpo, del peso di 5 kg, trasmettono informazioni sulle sue pulsazioni, respiro e movimenti in condizioni di assenza di gravità. Nella sua orbita Laika oltrepassa quella barriera che nessun essere vivente ha mai superato, sperimentando un volo al di fuori della Terra, dalle molte incognite. Questo esperimento apre la strada ai viaggi spaziali dell'uomo, ma per la cagnetta dallo sguardo malinconico non ci sarà ritorno.

Arnica: l’aiuto di primo soccorso per tutti!


Il nome “arnica” deriva da una parola greca che significa “starnuto”, in quanto i fiori e le radici hanno un odore che induce appunto a starnutire; esiste anche un’altra possibile derivazione dal termine greco che significa “pelle di agnello”, in questo caso in riferimento alla delicata tessitura delle sue foglie. Il nome della specie “montana” è legato all’habitat di questa favolosa pianta: la montagna.

Ricercata per le sue notevoli virtù, per proteggere l’Arnica dal rischio di estinzione è stato necessario introdurre regole che vietano la raccolta della pianta spontanea per uso industriale.

Impiegata per secoli in Europa ed America per le sue proprietà antinfiammatorie e antidolorifiche, era usata localmente su distorsioni, contusioni, ferite e geloni, in forma di tintura diluita al 10-20%. L’uso interno era più raro e vi si ricorreva in caso di spasmi venosi, di arteriosclerosi e per le proprietà sedative sul sistema nervoso. Nella medicina popolare trovava impiego come emmenagogo (per provocare, favorire o aumentare il flusso mestruale); mentre ad alte dosi, era usata come abortivo. Le ostetriche la utilizzavano per evitare la febbre puerperale, ovvero l’infezione batterica dell’utero in seguito a parto o aborto. Un altro uso popolare riguarda le foglie, che dopo essere state essiccate, venivano utilizzate come tabacco da naso, utilizzo che ha reso famosa l’Arnica come il “tabacco di montagna”.

Tra le tante virtù, l'Arnica vanta proprietà antimicrobiche (attive nei confronti di batteri e funghi), antitumorali (grazie ai suoi principi attivi ad azione citotossica), cardiotoniche, coleretiche (ovvero stimola la produzione di bile), diuretiche e immunostimolanti.

Oggi l'assunzione per uso interno è riservata esclusivamente alle preparazioni omeopatiche, dove viene impiegata per il trattamento di traumi, dolori influenzali, artriti, fragilità capillare, varici ed emorroidi. Questo perché la somministrazione orale di Arnica, non diluita nel modo opportuno, può provocare palpitazioni, turbe respiratorie, mal di testa, oltre ad avere azione irritante sulle mucose.

La sua piena efficacia si esprime nel campo dei disturbi muscolari ed articolari, dove l’uso esterno risulta il più adatto. L’Arnica possiede infatti forti proprietà antinfiammatorie, anti-edematose e analgesiche, molto utili in caso di:
- Distorsioni
- Stiramenti e strappi muscolari
- Contusioni
- Dolori muscolari
- Ematomi
- Edemi
- Lividi
- Dolori reumatici.

Proprietà conferite dal fitocomplesso e in particolare dall’elanina, un principio attivo che blocca la liberazione di istamina e dei mediatori pro-infiammatori.

Interessante la capacità dell’Arnica di regolare l’attività di certi enzimi coinvolti nella degradazione della cartilagine. L'azione protettiva è molto utile in caso di patologie a carico del sistema osteo-articolare come, ad esempio, l’osteo-artrite. Questa diffusa e fastidiosa malattia degenerativa è caratterizzata dalla progressiva distruzione della cartilagine delle articolazioni, dalla compromissione della capsula articolare dei legamenti (ovvero quel tessuto connettivo che circonda le superfici articolari ed è essenziale per proteggere e mantenere in connessione le porzioni coinvolte nell'articolazione), dalla compromissione della membrana sinoviale (ovvero la parte interna della capsula articolare, che è un sottile strato di tessuto connettivo che protegge l’articolazione e i tendini dove non è presente la cartilagine).

La capacità di inibire le sostanze che il corpo libera scatenando l’infiammazione è utile anche in caso di artrite reumatoide, malattia reumatica infiammatoria, autoimmune, che si manifesta con infiammazione cronica e progressiva della membrana sinoviale. A differenza dell'osteo-artrosi non interessa le cartilagini ma porta a un’erosione dell'osso, dove la cartilagine non è presente.

L’Arnica è una valida alleata proprio per tutti, costituendo un ottimo aiuto sia per dolenzia muscolare, che in caso di traumi. In particolare gli sportivi e chi è sottoposto spesso a sforzi fisici intensi farebbe bene a portarla sempre con sé.

Infatti:
- Favorisce la distensione della muscolatura e accorcia i tempi di recupero
- Aiuta a ridurre la sensazione di indolenzimento che segue periodi di inattività prolungata, come in caso di degenza, e favorisce la ripresa muscolare
- Limita i gonfiori, non solo causati da colpi e cadute ma anche legati a operazioni, fasciature e ingessature
- Facilita il riassorbimento dei liquidi, diminuendo il gonfiore e la formazione dei lividi
- Esercita un'azione antinfiammatoria e disinfettante anche per punture di insetto e foruncoli

L’uso eccessivamente prolungato potrebbe creare, in soggetti particolarmente sensibili, irritazioni della pelle fino a dermatite, eczema o formazione di vescicole. Ma sono casi veramente rari.

L’Arnica miscelata con l’argilla è perfetta in caso di reumatismi, edemi e versamenti perchè crea una sinergia utile per favorire il riassorbimento dei liquidi e contrastare dolore e infiammazione: impacchi di Arnica e argilla aiutano a sgonfiare la parte dolorante più velocemente.

Per tutte queste sue proprietà l’Arnica è davvero amica nostra e nemica di tutti i dolori muscolari e articolari.

METEO


Santa Maria Capua Vetere CE
lunedì 2 Novembre 2015
Soleggiato
21°C
Precipitazioni: 0%
Umidità: 64%
Vento: 21 km/h

Donato Giannotti

Come molti autori a lui contemporanei, si preoccupò di analizzare le diverse forme di Stato. In particolare, egli si soffermò sullo studio della repubblica. Fu avversario dei Medici [1] che lo allontanarono da Firenze.

Insegnò poetica, retorica e cultura greca a Pisa fino al 1525, poi si trasferì in Veneto dove risiedette per due anni.

Rientrò a Firenze una volta terminata la dominazione dei Medici, e ottenne l'incarico di segretario dei Dieci, ma la fine della repubblica lo costrinse nuovamente all'esilio, durante il quale si dedicò alla letteratura.

Tra i suoi lavori, quello che riscosse maggior successo fu il dialogo Della Repubblica de' Viniziani', edito nel 1540, anche se i più importanti scritti si dimostrarono i quattro volumi Della Repubblica Fiorentina, terminati nel 1538. Il terzo volume illustra il pensiero politico del Giannotti, esso si basa sulla definizione del miglior sistema politico possibile, che risulta essere quello misto, in cui il Consiglio Grande è di natura democratica, il Senato è di tipo aristocratico, il Principe è di natura monarchica. Il modello a cui si ispira è soprattutto quello veneziano, oltre ad evidenziare una forte tendenza del Giannotti alla libertà, alla predilezione per il Savonarola e per alcuni argomenti del Machiavelli.[2]

Fu anche autore di poesie e commedie, tra le quali spicca Il Vecchio Amoroso, incentrato sulla rivalità amorosa fra padre e figlio.

In tutte le sue opere, Giannotti si dimostrò un autore di buona cultura letteraria, ben padrone della lezione dei classici, e caratterizzato dalla dimostrazione di equilibrio di animo e di pensiero.

Ricetta: Spezzatino di manzo con castagne

DESCRIZIONE
L’autunno è la stagione per eccellenza delle castagne, che insieme a noci e nocciole sono tra i frutti autunnali più amati e apprezzati. Solitamente vengono utilizzate per preparare dolci, marmellate, marron glacèe o ottime caldarroste, ma l’impiego delle castagne in cucina può essere molto vario e spaziare dalle preparazioni dolci a quelle salate con risultati sorprendenti. La ricetta che vi proponiamo oggi è appunto una ricetta salata: lo spezzatino di castagne con carne di manzo e patate, un secondo piatto autunnale saporito e sostanzioso, ideale per una gustosa cena in famiglia da concludere, magari, con qualche gustosa caldarrosta. La preparazione è quella del classico spezzatino di carne con patate, con l’aggiunta delle castagne che con il loro gusto intenso e la loro consistenza farinosa conferiranno una nota particolare al piatto finale. Vediamo come preparare questo gustosissimo spezzatino.
INGREDIENTI
PREPARAZIONE
1. Iniziate incidendo lateralmente le castagne con un coltellino. Fatele bollire per almeno 30 minuti in un pentolino con abbondante acqua e poi fatele raffreddare. Sbucciatele, spellatele e tenetele da parte.
spezzatino di castagne ricetta
2. Preparate un trito con la cipolla e l’aglio. Tagliate le patate a dadini. Fate rosolare il trito di cipolla e aglio in un tegame dai bordi alti, insieme alla salvia, fino a quando non diventa dorato.
spezzatino di castagne procedimento
3. Infarinate leggermente i bocconcini di carne e aggiungeteli nella pentola. Fateli rosolare da tutti i lati in modo che si formi la tipica crosticina. Sfumate con il vino bianco e fate evaporare l’alcool. Aggiungete le patate, salate e ricoprite con il brodo di carne. Portate a bollore e cuocete per 15 minuti. Aggiungete le castagne e cuocete a fuoco basso per 60 minuti. Quando la carne e le patate saranno diventate morbide lo spezzatino è pronto.
spezzatino di castagne preparazione
Completate con una spolverata di pepe e qualche fogliolina di salvia fresca e servite il vostrospezzatino di manzo con castagne.
spezzatino di castagne
TRUCCHI E CONSIGLI
- Potete sostituire le castagne fresche con quelle secche mettendole a bagno in acqua per almeno un’oretta.
- Fate raffreddare le castagne prima di spellarle, la pelle verrà via più facilmente.
- Non tagliate le patate a tocchetti troppo piccoli, altrimenti rischiate di ritrovarvi con una sorta di purè.

Parola del giorno: 2 Novembre 2015

Libro della Sapienza 3,1-9. 
Le anime dei giusti, invece, sono nelle mani di Dio, nessun tormento le toccherà. 
Agli occhi degli stolti parve che morissero; la loro fine fu ritenuta una sciagura, 
la loro partenza da noi una rovina, ma essi sono nella pace. 
Anche se agli occhi degli uomini subiscono castighi, la loro speranza è piena di immortalità. 
Per una breve pena riceveranno grandi benefici, perché Dio li ha provati e li ha trovati degni di sé: 
li ha saggiati come oro nel crogiuolo e li ha graditi come un olocausto. 
Nel giorno del loro giudizio risplenderanno; come scintille nella stoppia, correranno qua e là. 
Governeranno le nazioni, avranno potere sui popoli e il Signore regnerà per sempre su di loro. 
Quanti confidano in lui comprenderanno la verità; coloro che gli sono fedeli vivranno presso di lui nell'amore, perché grazia e misericordia sono riservate ai suoi eletti. 



Salmi 27(26),1.4.7.8.9.13-14. 
Il Signore è mia luce e mia salvezza, 
di chi avrò paura? 
Il Signore è difesa della mia vita, 
di chi avrò timore? 
Una cosa ho chiesto al Signore, 
questa sola io cerco: 

abitare nella casa del Signore 
tutti i giorni della mia vita, 
per gustare la dolcezza del Signore 
ed ammirare il suo santuario. 
Ascolta, Signore, la mia voce. 
Io grido: abbi pietà di me! Rispondimi. 

Di te ha detto il mio cuore: "Cercate il suo volto"; il tuo volto, Signore, io cerco. 
Non nascondermi il tuo volto, non respingere con ira il tuo servo. Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi, non abbandonarmi, Dio della mia salvezza. 
Sono certo di contemplare la bontà del Signore 
nella terra dei viventi. 
Spera nel Signore, sii forte, 
si rinfranchi il tuo cuore e spera nel Signore. 




Lettera di san Paolo apostolo ai Romani 6,3-9. 
Fratelli, non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? 
Per mezzo del battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova. 
Se infatti siamo stati completamente uniti a lui con una morte simile alla sua, lo saremo anche con la sua risurrezione. 
Sappiamo bene che il nostro uomo vecchio è stato crocifisso con lui, perché fosse distrutto il corpo del peccato, e noi non fossimo più schiavi del peccato. 
Infatti chi è morto, è ormai libero dal peccato. 
Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui, 
sapendo che Cristo risuscitato dai morti non muore più; la morte non ha più potere su di lui. 



Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 25,31-46. 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. 
E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, 
e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. 
Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. 
Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, 
nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. 
Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? 
Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? 
E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? 
Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me. 
Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. 
Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; 
ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato. 
Anch'essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? 
Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l'avete fatto a me. 
E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna». 

Commemorazione di tutti i fedeli defunti

La commemorazione dei fedeli defunti al 2 novembre ebbe origine nel 998 nel monastero benedettino di Cluny per iniziativa di S. Odilone (quinto abate di Cluny); il fatto che migliaia di monasteri benedettini dipendessero da Cluny favorì l'ampio diffondersi della commemorazione in molte parti dell'Europa settentrionale.
Nel 1311 anche a Roma venne istituita ufficialmente la memoria dei defunti mentre il privilegio delle tre Messe al 2 novembre, accordato alla sola Spagna nel 1748, fu esteso alla Chiesa universale, da Pp Benedetto XV (Giacomo della Chiesa, 1914-1922), solo nel 1915.
Scopo della commemorazione di tutti i defunti in passato era quello di suffragare i morti; di qui le Messe, la novena, l'ottavario, le preghiere al cimitero. Questo scopo naturalmente rimane; ma oggi se ne avverte un altro altrettanto urgente: creare nel corso dell'anno un'occasione per pensare religiosamente, cioè con fede e speranza, alla propria morte. Spezzare la congiura del silenzio riguardo ad essa.

Quando nasce un uomo, diceva S. Agostino, si possono fare tutte le ipotesi: forse sarà bello, forse sarà brutto, forse sarà ricco, forse sarà povero, forse vivrà a lungo, forse no. Ma di nessuno si dice: forse morirà, forse non morirà. Questa è l'unica cosa assolutamente certa della vita.

Nella nostra vita noi pensiamo di non avere mai abbastanza: viviamo protesi verso un continuo domani, dal quale ci attendiamo sempre di più: più amore, più felicità, più benessere. Viviamo sospinti dalla speranza. Ma in fondo a tutto il nostro stordirci di vita e di speranza si annida, sempre in agguato, il pensiero della morte: un pensiero a cui è molto difficile abituarci, che si vorrebbe spesso scacciare. Eppure la morte è la compagna di tutta la nostra esistenza: addii e malattie, dolori e delusioni ne sono come i segni premonitori. La morte resta per l'uomo un mistero profondo per credenti e non credenti.
Essere cristiani cambia qualcosa nel modo di considerare la morte e di affrontarla? Qual'è l'atteggiamento del cristiano di fronte alla domanda, che la morte pone continuamente, sul senso ultimo dell'esistenza umana?
La risposta si trova nella profondità della nostra fede. S. Paolo scriveva : « Non vogliamo poi lasciarvi nell'ignoranza, fratelli, circa quelli che sono morti, perché non continuiate ad affliggervi come gli altri che non hanno speranza. Noi crediamo infatti che Gesù è morto e risuscitato; così anche quelli che sono morti, Dio li radunerà per mezzo di Gesù insieme con lui. » (1Ts 4,13-14)

La morte del cristiano si colloca nel solco della morte di Cristo: è un calice amaro da bere fino in fondo perché frutto del peccato. Ma la morte è anche volontà amorosa del Padre che ci aspetta, al di là della soglia, a braccia aperte: una morte che è essenzialmente non-morte ma vita, gloria, risurrezione.

Come tutto questo avvenga di preciso non si sa. Umanamente non si può misurare l'immensità delle promesse e del dono di Dio.  Il Prefazio dei defunti rivela un accento di umana soavità e di divina certezza: « È veramente degno e giusto, conveniente e salutare, che noi, sempre e in ogni luogo, Ti rendiamo grazie, o Signore Santo, Padre Onnipotente, Eterno Iddio: per Cristo nostro Signore. Nel quale rifulse a noi la speranza della beata resurrezione: così che coloro che sono contristati dalla certezza della morte, siano consolati dalla promessa della futura immortalità. Poiché, o Signore, la vita dei tuoi fedeli non si distrugge, ma si cambia, e dissolta la casa di questa dimora terrestre, si acquista eterna abitazione in cielo.... ».

Angelus di San Giovanni Paolo II (Domenica, 2 novembre 2003)

Carissimi Fratelli e Sorelle!

1. Dopo aver celebrato ieri la Solennità di Tutti i Santi, oggi, due novembre, il nostro sguardo orante si volge a coloro che hanno lasciato questo mondo e attendono di raggiungere la Città celeste. Da sempre la Chiesa ha esortato a pregare per i defunti. Essa invita i credenti a guardare al mistero della morte non come all'ultima parola sulla sorte umana, ma come al passaggio verso la vita eterna. « Mentre si distrugge la dimora di questo esilio terreno - leggiamo nel prefazio odierno -, viene preparata un’abitazione eterna nel Cielo ».

2. E’ importante e doveroso pregare per i defunti, perché anche se morti nella grazia e nell’amicizia di Dio, essi forse abbisognano ancora di un’ultima purificazione per entrare nella gioia del Cielo (cfrCatechismo della Chiesa cattolica, n. 1030). Il suffragio per loro si esprime in vari modi, tra i quali anche la visita ai cimiteri. Sostare in questi luoghi sacri costituisce un’occasione propizia per riflettere sul senso della vita terrena e per alimentare, al tempo stesso, la speranza nell'eternità beata del Paradiso.

Maria, Porta del cielo, ci aiuti a non dimenticare e a non perdere mai di vista la Patria celeste, meta ultima del nostro pellegrinaggio qui sulla Terra.

INDULGENZA PLENARIA PER I DEFUNTI
Dal mezzogiorno del 1 Novembre a tutto il 2 novembre si può lucrare, una volta sola, l'indulgenza plenaria, applicabile soltanto ai defunti, visitando in loro suffragio una Chiesa o un Oratorio pubblico o anche semipubblico per coloro che legittimamente lo usano. Durante la visita si devono recitare un Padre Nostro ed un Credo. Si devono inoltre adempiere a suo tempo le solite tre condizioni previste per la concessione delle indulgenze, vale a dire:
-     Confessione Sacramentale
-     Comunione Eucaristica
-     Preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre (a scelta dei fedeli; per esempio un Padre Nostro e un Ave Maria).
Le tre condizioni possono essere adempiute anche nei giorni precedenti o seguenti quello in cui si visita la Chiesa o l'oratorio; tuttavia è conveniente che la santa Comunione e la preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre siano fatte nello stesso giorno in cui si compie la visita.

domenica 1 novembre 2015

Da Casertace.net : Ennesimo capitolo sulla Conservatoria

Nuovamente sospeso il trasloco della Conservatoria da Santa Maria Capua Vetere a Caserta, ma nella città del Foro non ci sarebbe nulla ancora da esultare visto che alla base di questa sospensione non vi sono nè l’interrogazione parlamentare della deputata locale Camilla Sgambato, sostanzialmente ignorata dal Governo, né le agitazioni sindacali, né tantomeno l’allettante proposta del Comune di Santa Maria Capua Vetere di allocare sia la Conservatoria che l’Agenzia delle Entrate nei locali dell’ex carcere completamente ristrutturati dalla Facoltà di Lettere che sta lasciando libero l’edificio .
La sospensione delle attività di trasloco riguarderebbe la particolare delicatezza di alcuni dei documenti spostati a partire dai registri della Guardia di Finanza. La traslazione di questi documenti deve avvenire alla presenza di uomini delle Fiamme Gialle e siccome al momento non è stata trovata una convergenza tra la disponibilità dei finanzieri e quella riguardante i tempi del trasloco organizzata dai dirigenti dello Stato, l’operazione è stata fermata.
Si ha la sensazione, dunque, che ci sia una volontà di affrettare il trasferimento, scavalcando anche i tempi canonici e le necessità legate alla fondamentale compartecipazione a queste attività da parte dei militari della Guardia di Finanza, che devono sorveglaire sulla integrità di documenti importantissimi anche e soprattutto per le indagini di Polizia Giudiziaria.
Una fretta che avvalora i dubbi sulla consapevolezza, da parte degli stessi funzionari della Conservatoria, che questo trasferimento potrebbe essere presto bloccato da qualche decisione dell’autorità giudiziaria. In poche parole, si è indotti a pensare che ci sia una spinta per creare “un fatto compiuto” che poi vanifichi di fatto ogni possibile riscontro alle contestazioni, che per esempio il Comune di Santa Maria Capua Vetere si appresta a mettere nero su bianco al cospetto dei giudici del Tar.
L’ultima vera speranza per mantenere la Conservatoria a Santa Maria Capua Vetere è quindi legata al ricorso al Tar da parte del Comune e sembra che il Sindaco abbia finalmente, all’inizio di questa settimana, formalizzato il mandato a ricorrere al Tar.
Intanto ci giungono voci che a Santa Maria Capua Vetere sono conservati registri e documenti risalenti anche agli anni a partire dal 1861  il che significa che si tratterebbe di un vero e proprio archivio storico, cosa questa che ci induce a chiederci e a chiedere a chi di dovere se non risulti doveroso chiamare in causa anche la Sovrintendenza.
Una valutazione non semplicemente e vagamente deduttiva, ma che poggia sul dettato di una norma: ai sensi dell’art. 10, comma 1 lett. b), D.Lgs. n. 42 del 2004 (Codice Urbani) non  devono considerarsi ex lege beni culturali gli archivi e i singoli documenti dello Stato, delle regioni, degli altri enti pubblici territoriali, nonché di ogni altro ente ed istituto pubblico?
Se sono vere le voci sulla consistenza storica dei documenti conservati a Santa Maria Capua Vetere allora non pensiamo che tali documenti possano essere maneggiati a cuor leggero da facchini e operai senza la vigilanza  della Sovrintendenza che dovrebbe essere interpellata alla pari della Guardia di Finanza.

G.G.

Cavilli burocratici bloccano le gare d’appalto per decine di milioni di euro


L’appalto è il principale strumento di attuazione delle politiche programmatiche di un’amministrazione comunale. Il ricorso all’appalto è diventato oggi necessario e obbligatorio non solo per lavori di urbanizzazione ed edilizia pubblica, ma anche per le acquisizioni di beni e servizi, ed è per questo che dovrebbe essere uno strumento agile da utilizzare per i nostri amministratori. Dovrebbe.
In realtà il settore degli appalti, già in forte rallentamento a causa della crisi e fortemente penalizzato dai fenomeni dell’illegalità, spesso deve fare i conti anche con la normativa vigente che, al di là di qualche segnale positivo, pone molti problemi di attuazione pratica. L’estrema complessità dell’espletamento delle gare riguarda, purtroppo, l’ignavia della burocrazia ma anche delle imprese partecipanti che, spesso, pregiudicano la possibilità di accedere addirittura alle risorse finanziarie per l’appalto stesso, con evidenti effetti negativi gravanti sulla collettività. In agguato, infatti, quando si gestiscono gare d’appalto di un certo valore, ci sono sempre i ricorsi delle ditte escluse o perdenti che, grazie ai propri avvocati e consulenti, avviano procedimenti di contestazione dell’atto amministrativo, con conseguente ritardo di tutto l’iter del procedimento affidato alla SUA.
Introdotta dal d.l.163/2006 e istituita con la legge 136/2010, la Stazione Unica Appaltante è una centrale di committenza che cura in totale autonomia l’aggiudicazione di contratti pubblici per la realizzazione di lavori, la prestazione di servizi e l’acquisizione di forniture per conto dell’ente comunale e di tutti gli organismi aderenti in tutta la provincia. E’ possibile, quindi, immaginare quale notevole mole di lavoro è ad essa assegnata al fine di assicurare la trasparenza, la regolarità, l’economicità della gestione e di prevenire il rischio di infiltrazioni mafiose nei procedimenti.  Alla SUA è affidata l’intera gestione della gara, dalla predisposizione del bando, alla pubblicazione, il controllo delle offerte e, se tutto va bene, la proclamazione della ditta vincitrice. Tutti passaggi molto delicati che possono pregiudicarne lo svolgimento per un benché minimo intoppo e finire per essere oggetto di contestazione.
E allora fermi. Per la mancanza di un documento o per una riunione mal convocata. Fermi. Per una nota mal scritta o la malattia del presidente della Commissione, tutto fermo. Risultato: soldi disponibili, gare da perfezionare per un nonnulla, cantieri mai avviati.
A essere bloccate o a subire forti ritardi alla SUA ci sono opere importanti, come i lavori di ristrutturazione della scuola Principe di Piemonte, il servizio di refezione scolastica, il verde pubblico, il recupero di palazzo Teti, la gestione dei parcheggi e delle aree di sosta. Si parla di svariati milioni di euro che non si liberano ma anche di improrogabili impegni e responsabilità verso la cittadinanza.
Sul tema degli appalti e delle misure anticorruzione, lo scorso Febbraio è stato organizzato presso il Teatro Garibaldi un incontro del presidente ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) Raffaele Cantone, con i sindaci della provincia di Caserta che chiedono a gran voce di essere messi in condizione di poter disporre di strumenti anticorruzione efficaci ed efficienti, a partire proprio dal potenziamento della Stazione Unica Appaltante, onde evitare di ricorrere inevitabilmente ad una serie di urgenti affidamenti a termine e proroghe dei servizi che finiscono per accumulare un tempo addirittura maggiore della durata standard di un contratto a domanda individuale.
    
Anna R.

FINALMENTE - SOLDI CHE SI SPENDERANNO BENE NELL'INTERESSE DELLA CITTA' E DEL RIONE IACP ABBANDONATO DA 20 ANNI - CHI FA E CHI DICE

Realizzazione di un campo sportivo polivalente coperto in Via Giotto - Rione IACP
Realizzazione tipo
Importo del finanziamento:
€ 512.000,00

FINALMENTE - SOLDI CHE SI SPENDERANNO BENE NELL'INTERESSE DELLA CITTA' E DEL RIONE IACP ABBANDONATO DA 20 ANNI - CHI FA E CHI DICE

Ristrutturazione e ammodernamento del plesso scolastico Rione IACP (asilo nido e scuola materna)

Area giochi bambini
Area parcheggio
Impianto fotovoltaico


Importo finanziamento:
€ 700.000,00

FINALMENTE - SOLDI CHE SI SPENDERANNO BENE NELL'INTERESSE DELLA CITTA' - CHI FA E CHI DICE

Progetto di un asilo nido per bambini 
da 0 a 36 mesi in via Albana 107

Totale del finanziamento:
€ 699.438,18

Notizia del giorno: Expo, la festa per la giornata conclusiva Mattarella: "L'Italia ha vinto la sfida"


Grande festa a Milano per la chiusura di Expo 2015. Sul palco dell'Open Air Theatre San Carlo sono state consegnate le bandiere ad Astana, la città kazaka che ospiterà l'evento nel 2017, e a Dubai per la manifestazione del 2020. Gran cerimoniere della giornata conclusiva il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: "La sfida è stata vinta da un'Italia che, quando si unisce in un impegno comune, sa esprimere grandi doti".

Mattarella: "Diritto a cibo legato a pace e giustizia" - "Il diritto al cibo e all'acqua sono strettamente legati all'idea di pace, alla giustizia sociale, al progresso scientifico, all'affermazione della legalità, alla cultura dell'ambiente, alla tutela delle biodiversità. Ci vuole un albero molto grande per unire tutto questo. E' il segno che oggi l'Italia intende offrire al mondo", ha sottolineato Mattarella.

"La crisi ha seminato paure e squilibri" - "La lunga crisi - ha ricordato poi il Presidente della Repubblica - ha tuttavia approfondito squilibri, disuguaglianze interne ai Paesi, ha seminato paure. Il progresso deve continuare e continuerà. E' nostro compito integrarlo con una crescita nell'equità e nel rispetto della dignità della persona, di ogni persona". 

"Albero della Vita testimonia rete solidarietà" - "L'Albero della Vita, dopo essere stato il suo punto principale di attrazione, al centro dell'attenzione dell'area espositiva, rappresenta simbolicamente la sua eredità. L'immagine di questo albero, con le radici ben piantate nella terra, i rami rivolti verso l'alto, la sua struttura carica di tecnologia ed espressione di molteplici conoscenze, è ormai divenuta familiare. Mi auguro che rimanga come testimonianza della rete di intelligenze e di solidarietà che Milano ha messo in campo nell'arco di questi sei mesi", ha aggiunto il Capo dello Stato.

Renzi: "Orgoglio di chi vinto sfida impossibile" - "L'Expo è l'orgoglio di chi ha vinto una sfida che sembrava impossibile, una sfida vinta non dal governo ma dall'Italia, dai passeggini in fila davanti agli ingressi, ha vinto l'Italia del perché No". Lo ha detto Matteo Renzi intervistato dal Tg1, annunciando che il 10 novembre a Milano si parlerà del progetto di riconversione dell'area. 

I numeri di Expo - Dopo 184 giorni chiude l'Expo 2015: 21 milioni le persone che hanno partecipato all'evento (7 milioni i visitatori stranieri e oltre 2 milioni di studenti). Alla cerimonia sono presenti con il commissario Giuseppe Sala il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, il presidente della regione Roberto Maroni e diversi ministri, fra cui Maurizio Martina, Maria Elena Boschi e Roberta Pinotti.

Pisapia emozionato: "E' stato un successo" - "E' una cosa bellissima e come tutte le cose belle quando finiscono c'è un po' di malinconia", ha commentato Pisapia. "Sono emozionato" ha ammesso. Il sindaco ha sottolineato che l'esposizione è stata un successo. "la cosa più bella è stata incontrare all'uscita di un padiglione una famiglia dai nipoti ai bisnonni entusiasti". "Oggi non è un giorno di addii ma di arrivederci a presto, ad Astana 2017 e Dubai 2020, nello spirito di Milano 2015", ha aggiunto. 

Maroni: "Orgogliosi e soddisfatti" - "Questa esposizione è stata un grande successo per l'Italia, un successo di cui dobbiamo essere soddisfatti e orgogliosi, perché si tratta di un successo che non era scontato. E dobbiamo essere soddisfatti e orgogliosi della collaborazione tra tutte le istituzioni coinvolte", ha ribadito Maroni. "Grazie a chi ha lavorato a questo grande progetto italiano con ingegno, creatività e competenza", ha detto dal palco.

Ovazione per le forze dell'ordine e i volontari - "Un ringraziamento speciale che mi viene dal cuore a chi ha garantito che Expo si svolgesse in piena sicurezza" e "ai volontari". Questo passaggio del discorse del presidente della regione Lombardia ha provocato una corale ovazione della platea. Maroni ha anche ringraziato in particolare la presidente della società Expo Diana Bracco, il commissario unico Giuseppe Sala e i loro staff "per il lavoro che hanno fatto".

Martina: "L'Italia ha dato grande prova al mondo" - "Abbiamo dato una grande prova e il mondo l'ha riconosciuta". E' il messaggio con cui il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, ha espresso il suo "orgoglio per l'Italia, il nostro Paese", alla cerimonia di chiusura di Expo. "Ci siamo ritrovati in questa sfida, ci siamo appassionati, abbiamo raccontato ciò che siamo e ciò che possiamo fare per la pace e la cooperazione fra i popoli. Abbiamo realizzato il più potente progetto di educazione civica di questi anni".

Canzone del giorno: Elton John - Your song


Caino e Abele

Da Baudelaire "I fiori del male" la poesia "Caino e Abele"

Dioscuro...

Abbiamo parlato più volte dei "Fiori del Male" di Baudelaire, ma ci sono dei versi che hanno sempre attirato la mia attenzione, sono le razze di Caino e Abele.
Sono metafore delle tipologie di umanità che adottano rispettivamente modi di esistere opposti.
Chi vive nella religione e nella prosperità, appagato dall'appoggio della divinità e della sua coscienza, contro chi vive l'umanità nella sua essenza più carnale, asseconda i suoi istinti e ne è condannato. Contadini contro cacciatori, santità contro umanità, ricchezza contro povertà, beatitudine contro dannazione.
Si parla di razze, quindi non c'è scelta. Voi siete più Caino o Abele? :)

Caino e Abele

Razza d'Abele, dormi, bevi e mangia:
con che compiacimento ti sorride Dio!

Razza di Caino, striscia
nel fango e muori miserabile!

Razza d'Abele, il tuo sacrificio
accarezza il naso ai Serafini!

Razza di Caino, il tuo supplizio
potra mai avere fine?

Razza d'Abele, guarda prosperare
II tuo bestiame e le tue semine!

Razza di Caino, le tue viscere
urlano di fame come un vecchio cane!

Razza d'Abele, scaldati il ventre
al focolare patriarcale!

Razza di Caino, trema di freddo
nel tuo antro, povero sciacallo!

Razza d'Abele, ama e prolifica!
Anche il tuo oro si moltiplica!

Razza di Caino, guardati
dalle grandi brame, cuore ardito!

Razza d’Abele, tu cresci e ti pasci
come le cimici dei boschi!

Razza di Caino, trascina per le strade
la tua famiglia disperata!

Razza d'Abele, la tua carogna
ingrasserà la fumante terra!

Razza di Caino, il tuo compito
non è ancora finito!

Razza d'Abele, vergognati!
II ferro e vinto dallo spiedo!

Razza di Caino, sali al cielo
e scaraventa sulla terra Dio!

C. Baudelaire
Le Fleurs du Mal

Johnny:
Io sono molto più Abele, mi hanno già ucciso diverse volte....

Goethe:
Io sono Abele con Caino.
E sono Caino con Abele.

Intelligenti Pauca

CITAZIONE DI SAN FRANCESCO DI SALES

PAROLE DI SAN FRANCESCO DI SALES PER I FALSI FARISEI DI ALCUNE PARROCCHIE DELLA DIOCESI DI CAPUA

“NON ACCONTENTARTI DI ESSERE POVERO COME I POVERI, MA SII PIU’ POVERO DEI POVERI, VA A SERVIRLI QUANDO GIACCIONO A LETTO INFERMI E DEVI SERVIRLI CON LE TUE PROPRIE MANI.

QUESTA SERVITU’ E PIU’ GLORIOSA DI UN REGNO”.

CITAZIONE DEL GIORNO

MA COME CALZA BENE PER QUESTA CITTA'!
PROBABILMENTE AVEVA SOGGIORNATO PER UN PERIODO DI TEMPO A S MARIA…


cavalli

cavalli

BIAGIO MARIA DI MURO

RISPONDIAMO AL NUOVO CITTADINO C.DV.CHE DA QUALCHE MESE SI E’ TRASFERITO DAL LAZIO IN CAMPANIA E PRECISAMENTE A S.MARIA CAPUA VETERE IN VIA GALATINA CHE CI HA CHIESTO CHI ERA IL SINDACO DELLA CITTA’.

BIAGIO MARIA DI MURO

BIAGIO MARIA DI MURO

BIAGIO DI MURO

TI RIMETTO LA FOTO DI BIAGIO DI MURO E UNA PARTE DEL SUO CURRICULUM VITAE

BIAGIO DI MURO SI E’ LAUREATO, IL 30/10/1995, CON 110 E LODE IN ARCHITETTURA PRESSO L’UNIVERSITA’ DI NAPOLI, CON UNA TESI SPERIMENTALE IN SCIENZE DELLE COSTRUZIONI ED E’ ISCRITTO ALL’ORDINE DEGLI ARCHITETTI DELLA PROVINCIA DI CASERTA AL N. 872.

SVOLGE UNICAMENTE LA LIBERA PROFESSIONE ED HA LO STUDIO IN S.MARIA C.V., AL CORSO ALDO MORO N.73

E’ABILITATO AL COORDINAMENTO DI SICUREZZA – D.LGS.494/96 – CON ATTESTATO DI CORSO RILASCIATO DALL’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II, A CURA DEL CENTRO INTERDIPARTIMENTALE DI RICERCHE L.U.P.T. DAL 24 NOVEMBRE 1997.

HA PARTECIPATO AL GRUPPO DI RICERCHE SUL TEMA “STABILITA’ DELLE TORRI IN MURATURA” ORGANIZZATO DALL’ISTITUTO DI “COSTRUZIONE DELLA FACOLTA’ DI ARCHITETTURA” – UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI, FEDERICO II.

E’ COLLABORATORE DELLA III AREA DI RICERCA “PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E SISTEMI INFORMATIVI TERRITORIALI” L.U.P.T. – LABORATORIO DI URBANISTICA E PIANIFICAZIONE TERRITORIALE DELL’UNIVERSITA’ FEDERICO II DI NAPOLI, FACOLTA’ DI ARCHITETTURA.

E’ MEMBRO DELL’AREA DI RICERCA “PROGETTAZIONE URBANA, AMBIENTALE E DEL RECUPERO E VALORIZZAZIONE DEI BENI STORICI, ARCHITETTONICI, ARCHEOLOGICI E PAESAGGISTICI” DEL CENTRO DI RICERCA L.U.P.T. DELL’UNIVERSITA’ FEDERICO II DI NAPOLI FACOLTA’ DI ARCHITETTURA – DIRETTORE PROF. FRANCO MARINIELLO.

HA SEMPRE AVUTO UN FORTE LEGAME CON LA POLITICA ATTIVA, ESSENDO FIGLIO DI NICOLA DI MURO, IL QUALE FIN DAL 1956 E’ ESPRESSIONE DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA, PRIMA A LIVELLO COMUNALE I POI OLTRE AI CONFINI CITTADINI, FINO A DIVENTARE UOMO DI RIFERIMENTO DEL PARTITO AI PIU’ ALTI LIVELLI.

BIAGIO MARIA DI MURO FIN DALL’ADOLESCENZA HA POTUTO ASSORBIRE TUTTA L’ESPERIENZA POLITICA ED AMMINISTRATIVA, AVENDO AVUTO MODO DI FREQUENTARE ASSIDUAMENTE IL PARTITO.

PARTECIPA ALLA CONSULTAZIONE ELETTORALE AMMINISTRATIVA DEL 2002, CANDIDATO CON FORZA ITALIA, RIPORTANDO CIRCA 1000 VOTI DI PREFERENZE CONTRIBUENDO IN MODO DETERMINANTE DA FAR DIVENTARE FORZA ITALIA IL PRIMO PARTITO IN CITTA’.

DOPO NEL 2007 ASSUME LA CARICA DI VICE SINDACO, MA DOPO QUALCHE MESE NON ESITA A LASCIARE IL PRESTIGIOSO INCARICO QUANDO SI ACCORGE CHE CON LA DEFENESTRAZIONE DELL’ASSESSORE MARCIANO SCHETTINO VENIVANO TRADITI GLI IMPEGNI E LE PROMESSE SOTTOSCRITTE NEL PROGRAMMA ELETTORALE PRESENTATO AGLI ELETTORI.

DAL 2011 AL 2015 E’ STATO SINDACO DELLA CITTA’ DI S.MARIA CAPUA VETERE.

CAF

SERVIZIO CAF PRESSO LA NOSTRA SEDE IN C.SO ALDO MORO N.73 AVETE A DISPOSIZIONE UNA SERIE DI SERVIZI UTILI:

1. MODELLO ISEE

2. MODELLO ISEEU

3. BONUS E RIDUZIONE CANONE

4. TELECOM, GAS, ENERGIA, ACQUA

5. MODELLO RED

6. MODELLO 730

7. MODELLO 740

8. MODELLO ICI

9. ASSEGNI PER NUCLEO FAMILIARE

10. ASSEGNI DI MATERNITA’

11. MODELLO UNICO

12. ICRIC, ICLAV, ACCAS/PS

13. SOCIAL CARD

14. SUCCESSIONI

15. TRASMISSIONE TELEMATICA

16. CONTRATTI DI AFFITTO

17. MODELLO EAS



SERVIZI PROFESSIONALI:

1) CONSULENZA E ASSISTENZA LEGALE

2) CONSULENZA FINANZIARIA

3) CONSULENZA AZIENDALE

4) PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA

5) PRATICHE CATASTALI

6) ESECUZIONI E LAVORI CHIAVI IN MANO



SERVIZIO PATRONATO:

1. INVALIDITA’ CIVILE

2. ACCOMPAGNAMENTO

3. PENSIONI INPS – INPDAP

4. INFORTUNI SUL LAVORO

5. DISOCCUPAZIONE

6. RECUPERO CONTRIBUTI

7. MEDICINA LEGALE

8. LAVORO

9. FAMIGLIA

10. COLF E BADANTI

11. PRESTAZIONI ASSISTENZIALI

12. PREVIDENZA COMPLEMENTARE

13. IMMIGRAZIONE

STUDIO TECNICO DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA, PRATICHE CATASTALI ED URBANISTICHE, ARCHITETTURA PER INTERNI




ascolta la riscossa della città

CANZONE DI ANTOINE: QUALUNQUE COSA FAI TI TIRANO LE PIETRE.....

FINALMENTE!!

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Studio Legale

LAVORI PUBBLICI

PUBBLICHIAMO LE FOTO DELLE OPERE PUBBLICHE PER LE QUALI INIZIERANNO PRESTO I LAVORI .SALVO RITARDI DOVUTI ALLA SCELLERATA AZIONE DI SFIDUCIA CHE COMPORTERA' AUMENTO DI COSTI E PERDITE DI FINANZIAMENTI

RECUPERO STRUTTURALE E FUNZIONALE DELL' EDIFICIO DELLE SCUOLE ELEMENTARI "PRINCIPE DI PIEMONTE"

IMPORTO FINANZIAMENTO

euro 2.330.ooo,oo

SCUOLA PRINCIPE DI PIEMONTE

SCUOLA PRINCIPE DI PIEMONTE

LAVORI PUBBLICI

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RISTRUTTURAZIONE E AMMODERNAMENTO DEL PLESSO SCOLASTICO RIONE IACP

IMPORTO FINANZIAMENTO

EURO 700.000,00

IACP

IACP

lavori pubblici

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RIFACIMENTO PIAZZA SAN PIETRO

IMPORTO FINANZIATO:

euro 150.000,00

piazza San Pietro

piazza San Pietro

lavori pubblici

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PROGRAMMA DI RECUPERO URBANO COMPARTO C1 NORD OVEST – RIONE IACP

IMPORTO INTERVENTO:

euro 1.502.373,12

IACP

IACP

lavori pubblici

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REALIZZAZIONE DI UN CAMPO SPORTIVO POLIVALENTE COPERTO IN VIA GIOTTO – RIONE IACP

IMPORTO DEL FINANZIAMENTO :

euro 512.000

iacp

iacp

arco adriano

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RESTAURO CONSERVATIVO DELL’ARCO ADRIANO. SISTEMAZIONE DEL TRATTO DI VIA APPIA TRA ANFITEATRO ED ARCO ADRIANO

RICHIESTA FINANZIAMENTO

Euro 2.470.698,58

arco adriano

arco adriano

villetta l.sturzo

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PROGETTO PER LA VILLETTA TEMPO LIBERO ALLA VIA L. STURZO

RICHIESTA DI FINANZIAMENTO:

euro 127.000,00

villetta l. sturzo

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asilo nido

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PROGETTO DI ASILI NIDO PER BAMBINI DA 0 A 36 MESI IN VIA ALBANA 107

TOTALE DEL FINANZIAMENTO:

euro 699.438,18

asilo nido

asilo nido

PERDONA LORO......

Padre perdona loro! Perché li hai accecati? Perché hai tolto loro la memoria? Forse perché non credono più in Te? Padre perdonali! Tu sei un Dio buono: essi non sanno quello che fanno.... Non ricordano quando Tu mandasti loro la manna dal cielo e tutti sopravvissero e trovarono la terra promessa. Oggi li vuoi punire perché hanno troppo peccato? È per questo che la nuova manna tarda ad arrivare? Se sono ancora scettici e sono ancora cristiani se lo facessero spiegare dal loro parroco. Se poi sono degli assatanati, arrabbiati, solo perché credono di essere degli unti dal Signore, e solo perché sono stati abituati a credere di essere dei privilegiati, dimenticando i comandamenti che Dio diede a Mosè, allora fanno bene a pregare il vitello d'oro. E fanno bene a servire il vitello casalese sempre presente e che è stato causa del saccheggio sammaritamo e della chiusura delle industrie e la conseguente fine del lavoro, del commercio e delle possibilità di dare da bere agli assetati. Ma Tu Signore, nella Tua Infinita Bontà, Perdonali.....

NON CI SIAMO LIBERATI DI TUTTI MA RESTERANNO ALL'OPPOSIZIONE

NON CI SIAMO LIBERATI DI TUTTI MA RESTERANNO ALL'OPPOSIZIONE