prova


Non lasciare mai, che il successo ti nasconda la sua vacuità, un' impresa la sua vanità, la fatica la sua desolazione. Mantieni vivo dentro di te l' incentivo ad andare ancora più avanti, quell' inquietudine dell' anima che ci spinge al di là di noi stessi. Non guardare indietro, e non accarezzare sogni per il futuro. Ciò non verrebbe nè a restituirti il passato nè a soddisfare gli altri tuoi sogni ad occhi aperti. Il tuo dovere, la tua ricompensa, il tuo destino sono qui ora.
(Dag Hammaarskjold, Markings)
Dobbiamo accettare le delusioni che sono limitate, ma non dobbiamo mai perdere l'infinita speranza.
(Martin Luther King)
Noi non dimentichiamo e non demordiamo.
Quanno 'a furmicola vò murì, mètte è scèlle. Si dice di chi, raggiunta la ricchezza, perde ogni senso della misura e finisce per far cose illogiche e per danneggiare se stesso.
Quanno ò perucchio saglie in gloria perde à scienza e à memoria. Il villano che sale nella scala sociale dimentica subito la sua origine e coloro che lo hanno agevolato nella ascesa.

martedì 28 dicembre 2010

IL BIZZARRO CASO DELL’AVV. PERELATI

“Questa volta il sindaco è spacciato. Una condanna non gliela toglie nessuno!”, esclamò il sostituto procuratore Antonio, sorseggiando un cappuccino una domenica mattina in un bar di Piazza Bovio. “Cosa ha combinato mai, di così grave?” gli chiese il suo amico l’avv. Perelati, che era seduto accanto a lui. “Associazione a delinquere, corruzione, estorsione”. “Antonio, siamo alle solite, non puoi lanciare il sasso e poi nascondere la mano. Che diamine ha fatto il sindaco?”.  “Leggiti questo”, ed il sostituto procuratore gli passò la fotocopia di un’ordinanza di chiusura inchiesta. L’avv. Perelati inforcò gli occhiali, lesse le prime due righe, e poi scoppiò a ridere “le prime ammissioni sulla vicenda Eurospinaci”. “Sono iniziati i primi interrogatori e sono venuti fuori i primi nomi, c’è un ecclesiastico, un abate di Montemaggiore,un napoletano, un assessore di S. Maria Maggiore, e un imprenditore del pesce, tale Francesco Cacace”. L’avv. Perelati con il suo solito piglio, non si scompose, ma continuò a stuzzicare l’amico sostituto procuratore, anche per la malformazione professionale di trent’anni di attività e, subito gli disse “non puoi accostare questi al sindaco, come fai, ci vorrebbero delle prove schiaccianti”. “Ci sono, ci sono” disse l’amico sostituto procuratore  e iniziò a spiegare il teorema della Procura all’avv. Perelati, il quale man mano che ascoltava cambiava colore del viso, non riusciva a stare fermo sulla sedia e alla fine della spiegazione del teorema, l’avv. Perelati esclamò ”Questa non è politica, è un’organizzazione affaristica e dedita alla corruzione!”. L’avv. Perelati si girò verso il sostituto procuratore portandosi sul limite della sedia, mentre con le due mani si appoggiava ai braccioli per tenersi in bilico disse: “Vediamo se ho capito bene; un dipendente Enel compra un terreno agricolo per 40000,00 Euro, fanno una conferenza di servizi e trasformano in edificabile il terreno modificando l’uscita del casello autostradale per favorire la costruzione dell’Eurospinaci, il dipendente Enel incassa 800000.00 euro, l’abate di Montemaggiore, prende una mazzetta e la distribuisce con altruismo francescano a questo signore napoletano, all’assessore Camposcuro, all’imprenditore Cacace. Quindi il sindaco non poteva non sapere, e il dirigente dell’ufficio tecnico…”. A questo punto il sostituto procuratore lo interruppe “Il nome non è ancora venuto fuori, ma è questione di tempo perché c’è un’altra inchiesta partita dalle dichiarazioni di un pentito, un certo Totonno Pell ‘e uant che parla del sindaco e del dirigente dell’ufficio tecnico …”. L’avv. Perelati a questo punto lo bloccò “A quale amministrazione si riferisce il teorema?” “Probabilmente a quella condotta da Chiodice e Mazzietto.” “Gesù - affermò l’avv. Perelati - questa è una bomba all’idrogeno, qui ci sarà una reazione a catena perché uno chiamerà in causa l’altro”. “Hai capito bene - affermò il sostituto procuratore interrompendolo - la bomba sta arrivando dal pentito perché questo parla del dirigente Mazzietto per una nuova speculazione dove il proprietario del terreno è sempre il dipendente Enel”. L’avv. Perelati incominciò a sorseggiare il caffè e, con lo sguardo rivolto verso il Teatro Garibaldi, per un attimo restò in silenzio, le ultime parole del sostituto procuratore lo avevano colpito in modo particolare e continuò a pensare “Un dipendente Enel, ha uno stipendio da fame, come può pensare, organizzare e versare 200000.00 euro per costruire su terreni agricoli?” Si voltò di scatto verso il sostituto e prima che potesse porgli la domanda, non poté non notare un sorriso beffardo come se già la conoscesse “Ma allora qui c’è anche la criminalità organizzata!” “Lo sapevo che ci saresti arrivato - lo riprese il sostituto procuratore - nessuno ti trasforma i terreni agricoli in edificabili senza queste organizzazioni e tutto al di sopra dei cittadini”. L’avv. Perelati si alzò, gli allungò la mano per salutarlo e disse “Oggi non sarà una domenica tranquilla, quello che mi hai detto è estremamente pericoloso, si rischia la vita” e si allontanò con il cuore in gola.
I fatti sono immaginari e non hanno attinenza con la realtà e non possono trovare riscontro in una realtà giudiziaria, anche se la realtà a volte è molto più fantasiosa e imprevedibile degli uomini e delle loro menti.   

                                                                                    Avv. Michele D’Abrosca

Che ne sarà del Tribunale ? Dalle cucine ai capannoni industriali ?

Il primo segnale, da parte di quest’Amministrazione,  che qualcosa bollisse in pentola è stato un bando che apparve sul sito del Comune di S. Maria C. V. che aveva ad oggetto : “Avviso pubblico per locare unità immobiliari per destinarle a sedi di Uffici Pubblici “ (Tribunale Penale) con scadenza  15/12/2008 ore 12:00
Ancora non vi era alcun allarme relativo alla “presunta” instabilità strutturale dell’edificio ,inaugurato nel 1987 , che ospita attualmente il Tribunale Penale . Ancora non vi era sentore di un procedimento di sfratto del Tribunale Civile dalle palazzine condominiali dei Cosentino .  E già il sindaco , da bravo  mediatore immobiliare , portava in giro per la città il procuratore Lembo a visitare gli edifici in costruzione  ( quasi tutti affetti da qualche vizio procedurale sotto il profilo amministrativo e urbanistico) per allocarvi , la P.G. , almeno questo, ufficialmente,  era il motivo che spingeva all’epoca Giudicianni e compagni  a trasformarsi, senza alcuna fatica, in sensali .
Secondo qualcuno , quel bando , che non ebbe più seguito , venne pubblicato per calmare le ire del Procuratore capo Lembo , spazientito delle varie proposte rivelatesi puntualmente irrealizzabili,  come  quella relativa alla Caserma Pica . Vicenda , questa , cui si dovrebbe interessare , forse , la Corte dei Conti , visto che l’Ente ha speso oltre 600.000,00 euro per spostare l’archivio dell’aereonautica , custodito nella caserma Pica ,al fine di  liberarla e dare il via alla sua ristrutturazione per allocarvi gli uffici giudiziari , e ciò , nonostante molti , tra i quali anche noi e soprattutto Gaetano Rauso, li avvertissero quotidianamente dell’irrealizzabilità in quel sito del loro progetto a causa della presenza nel sottosuolo dei resti di un antichissimo Teatro Romano : il progetto , infatti è stato poi bloccato dalla Sovrintendenza ai beni culturali, essendo l’aria soggetta a vincolo .
Nel frattempo, iniziano le verifiche sulla stabilità del Tribunale penale  e senza sapere ancora gli esiti , già vengono lanciati avvertimenti dal Procuratore capo e dal Presidente del Tribunale Della Selva all’Amministrazione perché provveda a trovare una soluzione, in caso contrario Il Tribunale potrebbe lasciare la città e trovare una più “sicura” allocazione altrove . Continua, quindi , il giro delle proprietà immobiliari dei palazzinari, per cercare quella che potrebbe essere gradita alla Procura e alla Presidenza del Tribunale. Tra i tanti edifici ,presi in considerazione e poi scartati, vi sarebbe  stata una costruzione in zona F (di un consigliere comunale dell’attuale maggioranza ed ex pseudo -minoranza) , Il palazzo di Via Nassjria,  anch’esso costruito su standard ( destinati  per convenzione a parcheggio e altro, tanto che, dalla licenza  non risultano pagati gli oneri di urbanizzazione  ) , altra proposta  avanzata l’ “Alveare “ di Tartarone e poi dulcis in fundo il costruendo edificio di via Olanda della  Stu ( società mista pubblico- privata , che per il 51% è di proprietà comunale e per il restante 49% di Tartarone- Catone )
Della STU abbiamo ampiamente parlato , si voleva allocare il Tribunale  lì dove è stata data la concessione per un centro commerciale, in una zona F ,su terreni espropriati dal comune per il piano di edilizia economica e popolare e , graziosamente, concessi dal Comune stesso   alla Società di Trasformazione urbana  ad un prezzo irrisorio, grazie al giochetto  dei diversi certificati di destinazione urbanistica rilasciati a seconda della convenienza del momento e alle rate novantannovennali . Se non fosse naufragata questa ipotesi il comune si sarebbe trovato a pagare milioni per affittare un edificio sorto su un terreno che in pratica ha regalato alla STU, terreno  che l’Ente ha invece pagato a prezzo di mercato quando lo ha espropriato per l’attuazione del Piano di insediamento economico e popolare , al quale è stato sottratto senza alcuna variante  del piano stesso .
Intanto il Comune, non si capisce perché ,inizia a non pagare ai Cosentino i canoni di locazione dei condomini dove è attualmente allocato il Tribunale Civile in Via Sant’Agata riuscendo a far accadere l’inverosimile : Il Tribunale di S. Maria C.V.  emette un’ordinanza di sfratto per morosità ,ordinando il rilascio dei locali al proprietario , liberi da persone e cose,   auto – sfrattandosi  . La vicenda , pur apparendo una barzelletta, assume un aspetto fosco in quanto  concorre a determinare lo” stato di emergenza”  che rende dubbia  la permanenza dell’Istituzione bicentenaria del  Tribunale a S. Maria C.V.
Il Ministero pone la parola fine ai progetti faraonici, (nuove costruzioni e cittadella giudiziaria),  reclamizzati dall’Amministrazione, chiarendo  che saranno stanziate solo  le somme per ristrutturare la Ex Caserma Mario Fiore , attuale sede  del Giudice di Pace e della Sezione della Sorveglianza , che dovranno essere spostati,  secondo il Sindaco nei capannoni dell’Ex Italtel , struttura industriale , ( un gran salto di qualità da un condominio ad un capannone industriale !!! , se c’è una cosa di cui non difettano i nostri amministratori è la fantasia e la mancanza di buon senso )
Intanto , continuano le riunioni delle “ Commissioni di manutenzione del Tribunale “ dove vengono ancora  vagliate proposte inerenti la locazione di edifici privati in costruzione o in ristrutturazione .
Voci di corridoio , ultimamente , raccontano di ulteriori visite ad altri edifici privati , in particolare un edificio in via di ristrutturazione e sopraelevazione  sito in una zona dove non sarebbe permesso superare un determinato limite di altezza ………. ma come abbiamo potuto constatare più volte “ Da noi, tutto  si può”! 
Intanto ,mentre una parte della città dorme o fa finta di dormire , c’è chi , alla pari di noi , non si rassegna a vedere che la città venga defraudata di tutto ciò che ha , e quindi si chiede e continua a chiedere a quest’Amministrazione perché mai si ostini a cercare edifici privati quando il nostro Comune ha un ingente patrimonio immobiliare .
Ci si chiede perché mai non ci si adoperi per riprendere possesso del Palazzo Melzi , dato gratuitamente , in concessione novantanovennale all’Università , che,  però,  ha trasferito tutte le sue attività didattico -scientifiche  presso l’Aulario  ( sul quale, pure, vi sarebbe da dire qualcosa , ma rimandiamo l’approfondimento  ad altro momento  )
In base alla convenzione di concessione dell’edificio all’Università , all’ art. 5  è stabilito che il Palazzo Melzi deve ritornare al Comune nel caso in cui questo non sia più utilizzato per lo svolgimento delle attività didattico- scientifiche che vi si svolgevano al momento della stipula della convenzione stessa. Nessuno , però , nonostante l’evidente danno erariale che ne consegue all’Ente , vuole far valere quella clausola che rende decaduta la Convenzione che cedeva gratuitamente l’edificio all’Università.  La proposta di riportare gli uffici giudiziari nella loro sede originaria , il Palazzo Melzi , viene scartata da tutti : dall’Amministrazione,  ma anche dalle Istituzioni giudiziarie , che sembrano molto interessate alle varie proposte di strutture private, che imporrebbero un esborso di denaro per le casse comunali ( seppur, poi,  rimborsate dal Ministero) ma non sembrano affatto interessate da soluzioni che , al contrario, permetterebbero un grande risparmio con conseguente utilizzazione delle somme sottratte ai canoni locatizi da pagare ai privati per  sopperire a ben altre carenze degli uffici stessi .
Come si nomina il Palazzo Melzi  si solleva un coro di “NO”  : nessuno vuole dare fastidio ai vertici della facoltà di Giurisprudenza  e non si riesce a capirne il motivo . Non si riesce a capire perché , invece di interessarsi delle sorti dei  cancellieri, degli operatori del diritto, di tutti coloro che frequentano  quotidianamente le strutture giudiziarie, ci  si interessi invece di non urtare la suscettibilità dei  cd. “Baroni “.
Forse dovremmo cominciare a leggere i nomi dei professori a contratto e degli assistenti delle varie facoltà per comprendere l’arcano?
Tralasciando per il momento Palazzo Melzi , non possiamo evitare di elencare una serie di edifici comunali che potrebbero ospitare , senza allontanare dal centro Storico , gli uffici giudiziari :
 l’Istituto Cappabianca , totalmente ristrutturato  , che sembra però inutilizzabile perché destinato al Conservatorio e cioè a circa  30  alunni di una sezione distaccata del Conservatorio,  anche se non si riesce a sapere  quale sia il vero  numero delle  attuali iscrizioni; 
La vecchia  Casa Comunale , anch’essa ristrutturata in toto, dove però il Sindaco , che sembra convinto di avere lunga vita politica,  vuole trasferire il suo ufficio e predisporre stanze per i assessori e i consiglieri, in modo da poter evitare di incapparre , anche incidentalmente , in un cittadino che chiede di parlare con lui.  L’Istituto Santa Teresa, che attualmente giace abbandonato, ma sul quale ha però messo gli occhi  l’Università che lo vuole per trasformarlo in un ostello per gli studenti .
Vi sarebbe, ancora,  l’EX Mulino Buffolano , dove attualmente sono stati trasferiti gli uffici dei servizi sociali , sfrattati da un’altra struttura comunale , (costruita con i soldi del terremoto per dotare il nuovo rione  di tutti  i servizi  di cui era dotato il centro della città )  per poter dare altri locali al Fest  .
Queste sono solo una parte degli edifici subito utilizzabili e di proprietà del Comune che potrebbero essere utilizzati, oltre la Ex Caserma Mario Fiori, per allocarvi gli uffici giudiziari .
Ma ancora , sempre nel centro storico, vi è un altro edificio  che il Comune avrebbe potuto facilmente rilevare un paio di anni or sono , e cioè l’Istituto dei Carissimi, che ha gravi problemi di sopravvivenza e che potrebbe facilmente ospitare , per la sua  capienza anche come parcheggio interno ,  le diverse strutture giudiziarie .
Insomma di  soluzioni ve ne sarebbero molte e anche facilmente attuabili ma a noi sembra che si faccia finta di non vederle,  e,  ci si domanda,  a questo punto,  se non ci sia una vera e propria volontà , dietro l’incapacità dell’amministrazione, di prestare il fianco a ben altri disegni e a ben altre volontà . E di certo , le ultime affermazioni di Giudicianni  in merito ai “corretti rapporti “,che avrebbe instaurato solo grazie alla nuova maggioranza , con le altre autorità amministrative, a partire dalla Procura della Repubblica , ci rendono , oltremodo, guardinghi e sospettosi .

sabato 25 dicembre 2010

L’AMMINISTRAZIONE DEL FARE “DANNI ECONOMICI”.

Ho letto  il lodo arbitrale depositato il 20.07.2010 riguardante la vertenza tra la “EDILCANTIERI Srl” contro il Comune di S.Maria C.V. che sarà oggetto di un riconoscimento di debito fuori bilancio nel prossimo consiglio comunale. Sono rimasto esterrefatto  ed allibito, dal disinteresse, pressapochismo e superficialità  con cui  il Comune di S. Maria C.V.  ha trattato la questione relativa all’appalto pubblico per la costruzione  di un PALAZZETTO DELLO SPORT  o più precisamente  “CENTRO SPORTIVO MULTIFUNZIONALE”  in S. Maria C.V. alla via Mercato Ortofrutticolo . Per questa superficialità  e pressapochismo, il  Comune di S. Maria C.V., in persona del  Sindaco p.t. dott. Giudicianni, è stato condannato  a pagare  alla “EDILCANTIERI  srl”  le seguenti  enormi  somme:
1)      Per riserve  €  717.478,44, (quando l’impresa ne aveva addirittura  richiesto  € 1.311.906,92);
2)      Per onorari CTU  e spese di giustizia €  27.000,00 + spese e oneri fiscali;
3)      Il tutto oltre  notevoli spese occorse  per il funzionamento del Collegio arbitrale che verranno determinate con separata ordinanza.
L’intero danno  per   la  Città  ammonta a circa  UN MILIONE DI EURO, ma la cosa ancor più grave, oltre che strana, è che vi sono troppi “i punti oscuri”  che non mi quadrano dalla lettura del predetto lodo arbitrale.
Procedendo  per ordine:
1)      La  EDILCANTIERI srl   si aggiudicò nel febbraio del 2005 l’appalto  concorso “A CORPO”  per progettazione e realizzazione di un Centro Sportivo Multifunzionale  ( I e II Stralcio funzionale) per l’importo  di €  1.002.343,23  (compresi oneri di sicurezza)  oltre IVA;
2)      I lavori  di costruzione di questo palazzetto iniziavano  in maniera assurda  quasi dopo due anni e mezzo, ovvero il 16.06.2007 come da verbale di consegna;
3)      Seguivano  varie sospensioni, con smobilizzo di cantiere il 17.02.2009 (circa un anno e mezzo fa) e stranamente il Sindaco ancora una volta ha ritenuto di non dover relazionare in Consiglio Comunale  di  quanto accaduto e stava accadendo, metre ora gli chiede di riconoscere il debito fuori bilancio (!!!!);
4)      La  EDILCANTIERI srl ,   con atto di accesso arbitrale, fondato su una  serie di questioni avanzate dopo la firma del contratto, quindi per ottenere il ristoro dei danni,  iniziava la vertenza conto il Comune di S. Maria C.V.,  per ottenere oltre ai danni anche  la risoluzione contrattuale.
Tra i numerosi punti oscuri di questa assurda  vicenda sulla quale la Magistratura penale e Contabile dovrà far luce,  occorre   considerare i seguenti numerosi quesiti:
1)      Come mai un appalto  “A CORPO”   aggiudicato per €  1.002.343,23  (compresi oneri di sicurezza)  oltre IVA, poi darebbe diritto alla EDILCANTIERI, attraverso l’ arbitrato ed  addirittura senza ultimare tutte le categorie di lavori previste nei progetti  da esigere per conto del Comune di S.Maria C.V. , a percepire  circa UN MILIONE DI EURO ( di cui solo 717.478,44 per opere eseguite ) ?
2)      Come mai  proprio per non avere sorprese e danni come quelli oggetto di lodo arbitrale,  l’Ente  fece ricorso  ALL’APPALTO CONCORSO per avere  vantaggi di una progettazione specialistica  (di un PROGETTO ESECUTIVO curato nei minimi dettagli) abbinati  alla realizzazione di opere perfettamente eseguite, ed invece  oggi è costretto a sborsare circa  UN MILIONE DI EURO senza neppure  poter utilizzare il predetto PALAZZETTO che come si può notare dall’esterno, versa in  pessime condizioni?      
3)      Di chi è la colpa per  NON AVER DILIGENTEMENTE VIGILATO SU QUANTO DI ASSURDO STAVA ACCADENDO IN QUESTO CANTIERE ?
4)      Chi era il RUP, chi era il DIRETTORE LAVORI, chi erano i preposti del Comune che dovevano controllare,  cosa  hanno fatto il SINDACO,  il Dirigente  LL.PP., l’Assessore ai LL.PP?
5)      In quale data la EDILCANTIERI ha firmato il contratto d’appalto? Questo è importante perché  oltre che l’appalto era  A CORPO, quindi non poteva subire variazioni di prezzo, è significativo considerare  il notevole lasso di tempo tra aggiudicazione  dell’appalto e data di inizio lavori, dopo la quale  la ditta ha iniziato ad iscrivere riserve in contabilità.
6)      Come mai  l’Amministrazione Comunale non aveva provveduto in tempo a   depositare il progetto strutturale al  Genio Civile di Caserta giusta L.R. 9/83,  dando in tal modo  all’appaltatore la  facoltà di avanzare riserve?
7)      Il Direttore Lavori  e/o eventuali soggetti comunali   che dovevano tutelare la Stazione Appaltante, hanno   tutelato la posizione dell’Ente ?  Se l’hanno tutelata, come mai può essere accaduto tutto ciò?
8)      Il contratto d’appalto, stipulato, a corpo con la EDILCANTIERI,  garantiva o meno  la stazione appaltante?  Se la garantiva, come mai può essere accaduto tutto ciò?
9)      Come mai  si sono registrati, durante l’esecuzione dei lavori,  tutti questi FERMO CANTIERE ?
10)  Come mai il RUP ha autorizzato  una serie di NUOVI  PREZZI  che alteravano enormemente l’importo contrattuale  dell’aggiudicazione  ed a base di gara pubblica?
11)  Come mai il Direttore Lavori  è stato così solerte  a recarsi in cantiere per constatare  la presenza di MANODOPERA,  MAESTRANZE e ATTREZZATURE    IN ATTESA ED INOPEROSA  e perché non sono stati fermati i lavori ?
12)  Come mai  solo in data 11.10.2007  e con altre successive note,  la  EDILCANTIERI denunciava  al Comune (Stazione Appaltante)  lo stato di abbandono e degrado ambientale della strada confinante con le  aree dell’erigendo palazzetto dello sport, parlando di rifiuti speciali  inquinanti  ( DI CUI ADDIRITTURA IL CTU  NON HA RILEVATO IN ATTI ne’  IL TIPO ovvero la caratterizzazione né  I FORMULARI, così come previsto  dal DLGS 152/06)   abbandonati  e in stato di decomposizione che  costringevano le maestranze   ad abbandonare frequentemente il cantiere? Come mai il RUP ha autorizzato  la rimozione di rifiuti classificati addirittura come rifiuti speciali (senza la prova della “CARATTERIZZAZIONE DEI RIFIUTI” , ben sapendo che il contratto era A CORPO  e che l’appaltatore nel verbale di consegna lavori firmato dall’ing. Antonio PINTO, intervenuto per la EDILCANTIERI , quale Direttore Tecnico del cantiere, dichiarava ed attestava  che non vi erano motivi ostativi, in fatto e in diritto, alla esecuzione dei lavori, sulla base degli elaborati progettuali e quant’altro  a base d’appalto, ……….l’ing. Pinto, n.q.  inoltre  riscontrava misure, tracciamenti e tutte le circostanze di fatto relative  ai lavori in oggetto……….?
13)  Perché il  la EDLCANTIERI, il RUP e la D.L. hanno parlato e scritto di “rifiuti speciali” i cui notevolissimi costi di rimozione dovevano essere a carico dell’Ente  senza dimostrarne la caratterizzazione e i formulari come previsto  dal Dlgs 152/06  come rilevato dal CTU  e richiamato a pg.36 del lodo arbitrale?
14)  Perché il Comune non  è intervenuto a rimuovere detti rifiuti per il tramite del proprio assessorato all’Ecologia  ed Ambiente, senza  far gravare  sull’Ente questi ingentissimi  costi richiesti dalla EDILCANTIERI ?
15)  Come mai  alcuni rifiuti  si trovano proprio in quell’area,  da dove provenivano, di che tipo erano questi rifiuti, chi era il custode del cantiere, come mai il  Comune  non si accorgeva di questi rifiuti che venivano stoccati in questa zona? 
16)  Come mai  il RUP e la D.L., nonché ad altre importanti cariche politiche comunali,  non avevano segnalato nulla di questo “anomalo andamento”  dei lavori, con continui verbali di sospensione e ripresa che hanno sicuramente  non garantito  la posizione dell’Ente ?
17)  Come mai il CTU si è accorto che la EDILCANTIERI  aveva fatto richiesta all’Ente di ottenere maggiori oneri  per fermo cantiere per presenza rifiuti, mentre dalla documentazioni in atti è emerso che la sessa, in quegli stessi gironi di fatto stava tranquillamente lavorando in cantiere ? Come mai ciò non era stato rilevato né dal RUP  e né dalla  D.L. per evitare  ulteriori danni  economici all’Ente? GIA’ SU QUESTA  SUSSISTONO SIGNIFICATIVI ESTREMI DI REATO ( all’uopo vedasi pg. 36 del lodo arbitrale).
18)  Come mai  il progetto redatto dall’Appaltatore  già non era conforme alle norme sull’illuminazione degli impianti sportivi, così come rilevato dal CONI in sede di sopralluogo ispettivo, quando stiamo parlando di un edificio di nuova costruzione ? Cosa hanno fatto in proposito il RUP e la D.L. per  garantire la posizione  dell’Ente, dal momento che contrattualmente, tutti i costi per eventuali  ERRORI e OMISSIONI  PROGETTUALI erano ad esclusivo carico dell’appaltatore?
19)  Come mai   non è stato acquisito il parere preventivo del CONI  e poi invece né è stato richiesto  un sopralluogo, anzi  sulla base di queste prescrizioni del CONI si è dato vita ad una perizia di variante che ha  modificato  le condizioni iniziali di appalto ed i relativi tempi di esecuzione? Come mai il progettista  della EDIL CANTIERI, il RUP, il Direttore dei Lavori, non hanno notato questa strana circostanza e quindi non hanno preventivamente adottato le dovute garanzie  per l’ENTE?
20)  Perché  leggendo gli atti si parla di perizia  variante a COSTO ZERO  per la Stazione Appaltante, approvata dal RUP e,  una prima volta  non approvata dalla Giunta, successivamente approvata dopo alcune incongruenze  riscontrate nell’operato del RUP dalla stessa Giunta?,………….. con tutto ciò  si è verificato  questo ingente danno economico per il Comune di S. Maria C. V.;
21)   Perché  l’Amministrazione Comunale, per approvare il progetto di VARIANTE,  ha fatto inutilmente trascorrere  un tempo di sospensione del cantiere  superiore ad ¼  del tempo contrattuale, previsto in 360 giorni , così come previsto dall’art.24 c.4 del DM 145/2000  ben sapendo poi  che l’appaltatore avrebbe potuto avanzare richiesta danni per gli inadempimenti contrattuali, ovvero di quanto poi si è di fatto materializzato?
22)  Perché solo in data  09.04.2009 l’Amministrazione comunale ha comunicato  all’appaltatore di aver approvato la variante, convocando l’impresa per la definizione di un accordo bonario ?
23)  Perché i presunti riconoscimenti di debiti non sono stati portati all’attenzione del Consiglio Comunale  come previsto dall’art.194 del Dlgs 267/2000;
24)  Come mai gli elaborati strutturali  redatti dalla EDILCANTIERI  datati Luglio 2007  era avvenuta senza lettera di inoltro all’Ente  ed addirittura in data successiva ovvero il 20.08.2007,  per cui  la eventuale sospensione illegittima del cantiere anziché di 58 gg. Sarebbe dovuta essere di 19 gg.? Cosa hanno fatto in proposito  il RUP  e la D.L. per tutelare e garantire la posizione dell’Ente ? 
25)  Come mai nei n.3 verbali di  contestazione,  per il mancato ammortamento dei macchinari, allegati alla  produzione della EDILCANTIERI non  è mai presente il RUP o suo delegato  ma solo il Direttore Lavori;
26)  Come mai  per le fasi di lavorazioni all’epoca in atto in cantiere  tra i macchinari elencati dalla EDILCANTIERI, non sarebbe stata assolutamente  necessaria  la presenza della betoniera, dell’attrezzatura per pali e dell’autocarro da 35 ql., ed invece stranamente figuravano in loco   facendo lievitare le pretese risarcitorie della EDILCANTIERI. Cosa ha fatto in proposito il RUP e la Direzione lavori per evitare  ulteriori danni  economici all’Ente, dal momento che questa sovrabbondanza di personale  e macchinari è stata anche rilevata  dal CTU e trascritto a pg. 42 del lodo arbitrale?
27)  Come mai, sempre per mancato contraddittorio, la “SQUADRA LAVORO” presente in cantiere  sarebbe dovuta essere  rapportata alla composizione  di una squadra tipo per lavori di escavazione prevista  dal DM 11.12.78, ovvero n.3 operai specializzati, n.1 operaio qualificato, n.2 operai comuni, mentre  di fatto sarebbe stata necessaria la sola presenza del geometra capocantiere, rientrando  gli oneri delle altre figure individuate  nel personale direttivo e amministrativo ricompresi nelle spese generali? Cosa ha fatto in proposito il RUP e la D.L. per evitare  ulteriori danni  economici all’Ente?
28)  Perché nessuno  ha tentato  di “stoppare” sul nascere ogni questione che ha portato a questo notevolissimo danno economico per la collettività, o comunque comporre bonariamente la questione con la ditta EDILCANTIERI, o comunque con  l’ing. PINTO, professionista assai noto in città?   
29)  In tutta questa  assurda vicenda, francamente quello che ancorpiù  “NON QUADRA” è il  COME MAI  con la notevole  crisi che investe le aziende, un’impresa edile  come la EDILCANTIERI  ha finalizzato la sua vertenza (oltre al risarcimento dei presunti danni)  ad ottenere la risoluzione contrattuale ?    Dalla lettura del lodo arbitrale, viene dimostrato utilizzando la normale logica che la EDILCANTIERI  ha dimostrato   ad ogni costo di volersi svincolare completamente dagli oneri ed obblighi  previsti  nel contratto d’appalto. Ovviamente  il motivo di siffatta vertenza sta  nel fatto che la EDILCANTIERI  per la progettazione  e realizzazione di un Centro Sportivo Multifunzionale   I e II Stralcio funzionale  SI ERA IMPEGNATA  con contratto  concluso A CORPO  con il Comune  per l’importo  di €  1.002.343,23  (compresi oneri di sicurezza)  oltre IVA, PERO’ AVREBBE  DOVUTO ESUGUIRE, per ottenere tale somma, TUTTE LE OPERE PREVISTE IN APPALTO;  mentre invece  il vantaggio  (scaturito anche con il dispositivo del lodo arbitrale, sulla base  di tutti gli eventuali reati a ravvisarsi derivanti dall’esame della  documentazione  di questo appalto) è stato quello che  SENZA COMPLETARE  le opere in appalto stranamente percepirà gli stessi soldi se non di più. IL TUTTO OVVIAMENTE  IN   DANNO  DELLA CITTA’ DI S.MARIA C.V.  In altre parole  l’impresa  ha ritenuto doversi svincolare  dal contratto, ottenendo addirittura i danni, ovvero lavorando meno e guadagnando in più. In tutto questo è chiaro che coloro i quali, all’uopo preposti, non hanno bloccato sul nascere un siffatto “anomalo andamento dei lavori”,  sono direttamente responsabili di quanto accaduto, in quanto hanno indirettamente agevolato  la EDILCANTIERI procurandogli significativi vantaggi, di contro  procurato all’Ente  questo ingente  DANNO ECONOMICO di  circa UN MILIONE di EURO.
E’ scoraggiante che tutto ciò avvenga. E’ clamoroso che per l’incuria e la dissennatezza di chi è preposto ai controlli ed ai procedimenti, la città debba pagare tanti soldi ed, invece di pensare a riparare le strade sconnesse, ad aiutare i poveri che si azzuffano per un pacco dono,si disperdano risorse per in un modo così plateale. Auguro a tutta la città un Buon Natale e d un Anno Nuovo senza questa Amministrazione. Gaetano Rauso

giovedì 23 dicembre 2010

Il Buon Natale delle associazioni : una partecipazione massiccia e sentita

Circa trecento persone hanno partecipato al riuscitissimo brindisi di auguri natalizi organizzato-ieri sera- dalla Pro Loco Antica Capua del presidente Donato Di Rienzo in ottima collaborazione con le associazioni civiche: Il Domani , Risveglio Sammaritano , Rinascita Cittadina, il Girasole, Santa Maria Felix e i Gladiatori. Brindisi- comunque- per modo di dire in quanto si è trattata di una vera e propria serata di festeggiamenti e di musica, laddove i convenuti, oltre a "sbizzarrirsi" con canti e balli, hanno potuto gustarsi una eccezionale pasta e fagioli cucinata come Dio comanda. E poi vino, pizze e altre bibite a volontà in una cornice di allegria diffusa e di entusiastica partecipazione. In particolare, un plauso particolare ai bravissimi chitarristi "I virtuosi del maestro Vincenzo Adelini" che si sono esibiti in applauditissimi brani classici e meno classici. Non poteva poi mancare una karaokata alla grande con interpreti improvvisati, numerosi i partecipanti in "lizza" per l'ugola d'oro della serata che si è conclusa oltre la mezzanotte. E che dato l'alto gradimento ricevuto, molto probabilmente verrà bissata qualche sera prima di San Silvestro per gli altrettanto sentiti auguri di felice anno nuovo

martedì 21 dicembre 2010

RISSA PER I PACCHI DONO DI NATALE ALL'UFFICIO DEI SERVIZI SOCIALI


C’era una volta Santa Maria Capua Vetere, ricca e fiorente cittadina che faceva gola a molti imprenditori della provincia di Caserta. Oggi la città è diventata povera , cosi povera che per un piccolo dono di Natale si fa la rissa davanti all’ufficio competente. Una volta tanti anni fa i doni natalizi si portavano nelle case delle persone e non davanti a tante persone . Ieri la ressa per un pacco di pasta o per un panettone di natale ha trasformato la festa in una piccola tragedia e poteva scappare anche il morto. Una rissa indescrivibile dove la gente si catapultava per avere il pacco , così come il principe della risata in  arte Totò in un film si presentò davanti a chi aveva derubato con cinque bambini .  Il Tutto contornato da strilli e grida in via albana all’ex palazzo dell’Asl dove ha sede l’ufficio dei servizi sociali dove  i poveri cittadini chiedevano anche loro il cesto e il pacco per la famiglia: Perchè Santa Maria Capua Vetere è caduta così in basso ? Perché la città con delle  squallide manifestazioni  natalizie ha inteso far capire che in città è tutto normale, anzi si prodigano  . No  è tutto anormale perché ieri pomeriggio non è stata una festa , ma una manifestazione tale da  confermare che  Santa Maria Capua Vetere a stento mette il piatto a tavola .  Perché tutto questo ? Molto semplice . Perché prima, il pacco dono era sentito da chi il Natale lo concepiva come una persona normale.  Lo aspettava,  come Gesù bambino nasceva la notte di natale : Io al posto di qualcuno mi sarei vergognato di andare, perché quella è una elemosina per una famiglia adesso , Prima no , perché era considerato un dono di Natale e come tale aveva un significato speciale. La rissa consumata oggi vuole dire due cose : la prima che non c’è più contegno in citta’ tutti vogliono tutto . La seconda invece  che la città , prima aveva una produttiva di reddito familiare intorno ai 2milioni di euro e si campava dignitosamente , oggi a stento una famiglia ha una produttività di reddito di 1200 euro. La stessa, se si  fa riferimento alla svalutazione della lira , ha una  constatazione diversa e cioè che  i prezzi al consumo oggi sono aumentati del 1000 per 1000. Ecco perché è successo quello che non doveva succedere. Speriamo che non accada più.    
Prospero Cecere

All'ombra del Pino. Vittime di un improvviso obnubilamento, col mondo in prestito dai nostri figli

da www.interno18.it

Ha avuto una gravidanza splendida, senza intoppi, senza complicazioni, continuando a fare ciò che aveva sempre fatto: uscire, correre, giocare, mangiare, amare e farsi amare. Poi, ieri, il parto. Ha deciso da sola dove andare, noi le avevamo proposto alcune soluzioni, ne ha condivisa una. Verso le nove di sera è iniziato il travaglio, ha iniziato a respirare con affanno. A mezzanotte è venuto fuori il primo, identico a suo padre; pensavamo fosse finita, e invece eccone un altro. Ma non si muove, non piagnucola, sembra morto. Dopo un po’ ancora un altro: ma questo è vivo e somiglia a lei. Le siamo stati tutti accanto fino alle cinque del mattino, poi, stremati dalle emozioni, siamo andati a dormire. E così, ieri notte, la mia amabile “Dolce” ha partorito. Ha dato alla luce tre cuccioli. Il secondo purtroppo, nonostante tutti i suoi sforzi, è nato morto. A nulla sono valsi i suoi tentativi di ridargli la vita, ha continuato a leccarlo per più di mezzora, e lo faceva in un modo frenetico, senza soste, senza fermarsi mai, se non, di tanto in tanto, per dare qualche leccatina affettuosa agli altri due. Non so per quanto avrebbe continuato se non glielo avessi tolto (ormai era chiaro che non c’era più nulla da fare e che il suo sforzo era vano).
La guardavo e pensavo al miracolo della vita e della natura. A differenza dei bipedi umani, lei, senza aver fatto un corso pre-parto, senza aver visto alcun documentario, senza che nessuno le avesse mai detto nulla su come fare, sapeva perfettamente come comportarsi. Vederla tagliare il cordone ombelicale dopodiché leccare di continuo il moncone residuo per farlo cicatrizzare, vederla poi estrarre la placenta e sistemarsi i cuccioli sotto le mammelle per iniziare ad allattarli, era assolutamente affascinante. Pensavo a come è tutto così bello in natura, e come invece noi riusciamo a distruggerla questa Natura con il nostro comportamento, i nostri egoismi, il nostro arrivismo e con tutti gli “ismi” che segnano i nostri tempi: estremismo, terrorismo, fascismo, bullismo.
E poi la sete del potere, il denaro, il prevalere, il prevaricare. Abbiamo fatto sparire intere montagne, distrutto flora e fauna, perseguitato ed estinto razze, perseguitato ed estinto popoli. Stiamo consegnando ai nostri figli un mondo malato. Abbiamo forse dimenticato che “Non ereditiamo il mondo dai nostri padri, ma lo prendiamo in prestito dai nostri figli”. Mozzarelle alla diossina nei nostri piatti, acqua all’arsenico nei nostri bicchieri, amianto nei nostri polmoni. E non è catastrofismo (ecco un altro “ismo”), è la voce della depressione e della tristezza che ti prendono quando pensi che mai nulla cambierà, che andrà sempre peggio, che non c’è possibilità di miglioramento perché l’Uomo in realtà non ha a cuore sé stesso.
E invece dovremmo combatterli questi stati d’animo, non farci annichilire e corrompere da loro; dovremmo piuttosto guardarci intorno e renderci conto che del bello e del positivo ancora ci sono intorno a noi. Luoghi come Salerno, che fa una differenziata del 75 per cento e a Natale avvolge le sue strade con “Luci d’artista”, vere e proprie opere luminose. Città come Bolzano o Trieste, che sono ai primi posti per qualità della vita. O borghi come San Gimignano, una “bomboniera”, un piccolo comune di soli 7.000 abitanti eppure fantastico, intriso di storia e con un centro storico conservato con la massima cura; ma non sono poche le S. Gimignano sparse per lo “stivale” che mantengono intatta la magia del passato.
Come dovremmo volgere, compiaciuti, il nostro sguardo ai ragazzi che scendono in piazza e che urlano e strepitano per attirare la nostra attenzione, per farsi ascoltare, per dirci che ci sono e che pretendono, come è giusto che sia, di partecipare anche loro, in prima persona, alla costruzione di quel futuro che loro, principalmente loro, vivranno. Ed è bello Benigni che gira un film come “La vita è bella”. Sono positivi Fazio e Saviano che mettono in scena “Vieni via con me”. Ma anche il popolo viola e il mondo della rete per una rivoluzione per ora solo virtuale. Son tantissime e troppe le cose brutte e negative che ci circondano, non lo nego e sono il primo a dirlo, ma sono tante anche le cose belle e positive che ci ruotano intorno. Bisognerebbe solo reimparare a riconoscere la bellezza, perché ho come l’impressione che il nostro senso estetico si sia offuscato, come se fossimo rimaste vittime di un improvviso obnubilamento; o peggio, come se fossimo tutti incappati in un mago coglione che con uno strano e assurdo incantesimo ha fatto sì che in molti casi consideriamo il “brutto” come “bello” e viceversa.
Mi viene davanti agli occhi una bellissima scena del film “I cento passi”, quando Peppino Impastato e il suo amico Salvo dall’alto di una collina guardano Cinisi. Peppino dice a Salvo: “Uno può pensare che la natura vince sempre, che è ancora più forte dell’uomo. Invece non è così. In fondo le cose, anche le peggiori, una volta fatte poi trovano una logica, una giustificazione per il solo fatto di esistere! Fanno ‘ste case schifose, con le finestre di alluminio, i balconcini, senza intonaco, i muri di mattoni vivi. La gente ci va ad abitare, ci mette le tendine, i gerani, la biancheria appesa, la televisione. E dopo un po’ tutto fa parte del paesaggio, c’è, esiste. Nessuno si ricorda più di com’era prima. Non ci vuole niente a distruggerla la bellezza. E quindi forse più che la politica, la lotta di classe, la coscienza e tutte ‘ste fesserie, bisognerebbe ricordare alla gente cos’è la bellezza. Insegnargli a riconoscerla. A difenderla. E’ importante la bellezza. Da quella scende giù tutto il resto”. Beh, la penso così anch’io. E voi?
Mi calo il cappello sugli occhi e mi addormento....
 Pino D'Agostino

lunedì 20 dicembre 2010

BUON NATALE




































Buon Natale ai Sammaritani, ma in modo particolare a chi vive la frustrante condizione di disoccupato, ai giovani in cerca della prima occupazione, a chi non lo ha mai trovato ed a quelli di mezz’età che il lavoro l’hanno perso e conducono, disperatamente, un inutile ricerca per trovarne un altro, ma non hanno rinunciato alla loro dignità di cittadini, contrariamente a quei, pochi per fortuna, che della dignità non ne hanno  mai assaporato il confortante equilibrio.
Buon Natale agli anziani soli, ai malati, a quelli che vivono nella morsa della miseria ed ai quali  i servizi sociali, traditi dalla routine, non sempre fanno sentire la solidarietà della società che ha il dovere di occuparsi di loro.
Buon Natale a tutti i Sammaritani che passando per Via Galatina buttano un occhio all’enorme recinto che circonda le aree occupate dell’ex tabacchificio, dove in bella mostra c’è un cartello di vendita d’appartamenti e  negozi proprio su quei terreni che i nostri padri avevano comprati e indicati per attivare produzioni manifatturiere, per incrementare il numero dei posti di lavoro e creare ricchezza per tutti, mentre ora sono stati destinati a creare ricchezza per pochi, nonostante le promesse elettorali dei vari Stellato, Giudicianni ed i soliti cortigiani di palazzo Lucarelli.
Buon Natale anche a chi, in buona fede, ma in cattivo modo ha aiutato questa “disgrazia” di sindaco a restare a galla in questo mare fetido di sprechi, inefficienza, partigianerie, dove i pochi posti di lavoro che si creano per i servizi dei rifiuti o altro vengono divisi tra i parenti dei consiglieri comunali, dirigenti, funzionari ecc. con i soliti, prevedibili e scontati metodi, facilmente scopribili, ma di cui nessuno, nemmeno le istituzioni preposte, pare, vogliano occuparsene. A Roma almeno se ne parla, a SMCV nemmeno questo. Buon Natale, perché no, anche all’eccellente avv. Nicola Garofalo, coordinatore del PDL, dal quale, non vi sembri strano, ci aspettiamo ancora la trasparenza amministrativa e gestionale più volte promessa che è stata uno dei motivi, ha dichiarato, che lo hanno convinto a  dare sostegno ad un sindaco, di fatto sfiduciato, organizzandogli l’ennesimo ribaltone ( che a Roma è peccato a SMCV è necessitato!).  Sperando che si risolvano i problemi dell’0spedale, del Tribunale , del “Campo Sorbo”e del pericoloso CDR lasciatoci in regalo da IODICE, CHIRICO e CAMPOCHIARO Buon Natale a tutti quelli che soffrono queste situazioni di persistente precarietà.
Nonostante Natale sia la festa della bontà, non ce la sentiamo  di augurarlo “buono” ai parassiti, ai “casalesi locali ed esteri” ai soliti interessati utili idioti, ed a tutti  quelli che hanno lucrato e continuano a farlo negli apparati gestionali coperti dall’omertà degli addetti ai lavori a cui danno solo gli avanzi  della, ormai diventata famosa, “cucina dei casalesi”. Buon Natale ( con qualche riserva) l’auguriamo anche alla coppia COSENTINO / ROMANO che ci ha regalato questa sconcezza di ribaltone, sapendo di quanta turpitudine, politica e sociale, siano portatori”insani” alcuni elementi, definiti in genere :  "i soliti noti" !
Infine auguriamo “Buon Natale” anche alle Istituzioni preposte alla legalità che non lavorano di certo in condizioni ideali. Amministrare la giustizia in una zona, come la nostra, permeata non solo dalla delinquenza organizzata, articolata anche in attività legali, ma anche da comportamenti “para-omertosi” da una parte degli addetti ai lavori della pubblica amministrazione, non favorisce di certo interventi in tempi brevi. Abbiamo letto che il procuratore Lepore sta portando avanti un progetto che “velocizzerà”la persecuzione di alcuni reati , tra i quali  quelli urbanistici e ambientali.  Finalmente toglieremo la prescrizione ai "soliti noti". Noi, continueremo a coltivare la pianticella della speranza e confidiamo nella giustizia Divina, almeno in quella; pregando affinché il nuovo anno non sia peggiore del vecchio.
                                                                                  CORDIALMENTE
Le associazioni
 RISVEGLIO SAMMARITANO- IL GIRASOLE  -  CENTRO-CITTA’
IL DOMANI – S. MARIA FELIX—RINASCITA CITTADINA  - I GLADIATORI


NOTE DI COMMENTO

L’altra sera, mercoledì 15 dicembre, serata partenopea al Teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere, dove un' interprete, classica della canzone napoletana CONSIGLIA LICCIARDI ha tenuto un recital-concerto accompagnata da due chitarre classiche ed un mandolino. Avevo già avuto occasione di ascoltare la signora Licciardi in teatro agli inizi degli anni novanta e ,mi ricordo, restai colpito dalla sua tecnica e dalla sua impostazione, molto meno dalla sua capacità di reggere la scena. Ora ho  trovato una professionista più completa, ma con una “ntecchia” di manifesta  superficialità.
Non so se è stato per il fatto che veniva in un teatro di provincia o per altro, ma il repertorio della Mignonette, che lei ha fatto proprio, ha bisogno di un accompagnamento che sappia esaltare la drammaticità della vicenda melodica e di un fonico che ne sappia dosare l’intensità e credo che Consiglia sia la prima a convenirne. La bravura del maestro Esposito che con il suo mandolino elettrificato si soprapponeva alla voce della LICCIARDI toglieva magia alla voce ed in alcuni brani era addirittura fastidioso.
Il suo pezzo più pregevole, cantato magistralmente, è stato
 “Rosa mmieze’ ‘ rrose” che ha ricordato molto da vicino la carnalità e le sonorità di GILDA MIGNONETTE, per il resto la serata è scivolata tranquilla, nonostante ogni tanto nel palcoscenico e nel teatro s’insinuassero folate di gelido vento siberiano che hanno costretto la signora Licciardi ad indossare il cappotto. Molto apprezzata l’organizzazione dell’Accademia Musicale ”G.B.Pergolesi” diretta dal M° Lello Salemme che ha curato ogni dettaglio possibile, com’è solito fare, rendendo l’iniziativa sponsorizzata dall’Istituto Paritario “Pegaso”, a cui facciamo i complimenti, una serena occasione per rivisitare le nostre tradizioni di musica e di poesia napoletana.
                                                                  MONSIGNOR PERRELLI

domenica 19 dicembre 2010

La lenta e progressiva agonia del Natale sammaritano

Un cono, ma dico, perché proprio un cono?
Vi prego, signori, un po’ di stile!
Cinque dicembre. L’avvento è ormai iniziato da una settimana e ogni città addobba le proprie strade. Si respira aria di Natale, di regali, di dolci mangiati davanti ad un camino. Fa freddo, ma il pensiero di vacanze e di festa scalda il cuore. Sarebbe una terribile ingiustizia, però, parlare di Natale senza nominarne il simbolo per eccellenza, che da secoli unisce le famiglie ed è la gioia di ogni bambino: l’albero di Natale.  Ogni famiglia si appresta ad addobbare casa e a prepararla per l’imminente festività. E come per le famiglie, anche per una città un albero può essere motivo di gioia e felicità. 

Anche il nostro comune, per quanto piccolo, vanta un’illustre tradizione in questo senso. Ogni anno, infatti, meravigliosi alberi dominano la nostra città. Basti pensare, senza andare poi così indietro nel tempo, al magnifico esemplare che l’anno scorso si trovava davanti alla villa comunale. Poco più di due metri di albero, se albero si può chiamare un esile fusto con meno di dieci rinsecchiti rametti, riempiva di felicità, o forse di riso, il volto dei passanti. Per non parlare di quei quattro fili di luci, ognuno di un colore diverso, che scendevano verticalmente dalla sommità della sventurata pianticella. Ma dico io, già l’albero è quello che è, almeno si poteva fare qualcosa di carino con le decorazioni. Quale disturbo dava avvolgere come si deve le luci intorno a quell’abominio? Cosa costava poi trovare quattro fili di luci dello stesso colore? Ma forse sono state perse le luci? Perfino la povera creatura cadde due volte solo per protesta! Ma se non volete ascoltare lei, ascoltare almeno le risate dei cittadini! Per non parlare del fatto che le luminarie furono attaccate senza aver fatto richiesta alla rete dell’Enel che poi le staccò, lasciando la nostra città senza illuminazione natalizia.
Dovettero, infatti, attaccarle ad un generatore per illuminare la scura notte sammaritana.
Allora si pensò che non si sarebbe potuti scendere più in basso, che Santa Maria non avrebbe più visto una creatura così aberrante. E invece, signore e signori, abbiamo sbagliato tutti!
Provate un po’ uscire una domenica mattina con la famiglia, con gli amici per trascorrere una piacevole mattinata all’aria aperta. State piacevolmente passeggiando per il corso quando vi si presenta alla vista un oggetto abbastanza inquietante proprio al centro dello spiazzo antistante la villa. “Cosa mai sarà?” Vi chiederete da lontano, ignorando quello che di lì a poco vedrete. Più vi avvicinate più si schiariscono i contorni di un cono bianco. Ebbene si, un cono bianco con una stella sopra. Ora vi chiederete : “Cosa ci fa un cono bianco proprio davanti alla villa?”
Nelle intenzioni originarie avrebbe dovuto essere una specie di albero di Natale stilizzato. Si, lo so, lascia basiti! Appena la struttura portante fu montata, tutti pensavano che fosse una cosa strana, ma che alla fine, in confronto a quello dell’anno scorso, fosse accettabile. Poi hanno iniziato a rivestirlo con una cosa bianca vergognosa. Avvicinandosi poi si nota che il rivestimento è fatto da tanti piccoli rettangoli di plastica bianca attaccati su un tendone che poi è stato avvolto intorno al cono. Ma erano solo a metà dell’opera. Il cono, infatti, poggia su una struttura cubica che dovrebbe essere, se si possiede molta, ma molta immaginazione, un vaso. O almeno così pensava chi, all’inizio, lo aveva visto scoperto. Comunque, poiché avanzava un po’ di telone bianco, qualcuno ha pensato bene di usarlo per coprire il cubo, ma aveva fatto male i conti. Solo due delle quattro facce rimaste vuote, infatti, sono state coperte. Ad ogni modo, son passati oltre ed hanno montato una fitta rete di lucine che nessuno mai ha visto accese. Evidentemente hanno trovato quelle perse l’anno scorso e vogliono utilizzarle tutte ora. Chissà quanta luce sprigioneranno… forse riusciremo ad attirare perfino gli alieni questa volta! Una volta ultimata questa operazione hanno lasciato tutto così e chi ha montato quell’orrore se ne è andato, lasciando due povere facce del cubo ancora spoglie. Poverine! Ma non temete, qualcuno di buona volontà ha pensato bene di coprirle con un lenzuolo! Ma per favore, abbiate pietà di noi poveri cittadini! Smettetela di turbare la già deturpata estetica della città!
Insomma, l’anno scorso quel povero albero è stato deriso da tutti e avevamo sperato di non dover mai sopportare un simile scempio, ma quest’anno si sono proprio superati! Ora dovremmo sorbirci fino a gennaio una sottospecie di enorme paralume ai limiti della decenza. Se l’anno scorso l’alberello ispirava prima risate e poi pietà, quest’anno solo disgusto e ribrezzo.
L’unica cosa che resta da dire, cari miei, è che se prima avevamo toccato il fondo, ora abbiamo imbracciato una pala e ci siamo messi a scavare!
Un passante più volte disgustato

Caino e Abele

Da Baudelaire "I fiori del male" la poesia "Caino e Abele"

Dioscuro...

Abbiamo parlato più volte dei "Fiori del Male" di Baudelaire, ma ci sono dei versi che hanno sempre attirato la mia attenzione, sono le razze di Caino e Abele.
Sono metafore delle tipologie di umanità che adottano rispettivamente modi di esistere opposti.
Chi vive nella religione e nella prosperità, appagato dall'appoggio della divinità e della sua coscienza, contro chi vive l'umanità nella sua essenza più carnale, asseconda i suoi istinti e ne è condannato. Contadini contro cacciatori, santità contro umanità, ricchezza contro povertà, beatitudine contro dannazione.
Si parla di razze, quindi non c'è scelta. Voi siete più Caino o Abele? :)

Caino e Abele

Razza d'Abele, dormi, bevi e mangia:
con che compiacimento ti sorride Dio!

Razza di Caino, striscia
nel fango e muori miserabile!

Razza d'Abele, il tuo sacrificio
accarezza il naso ai Serafini!

Razza di Caino, il tuo supplizio
potra mai avere fine?

Razza d'Abele, guarda prosperare
II tuo bestiame e le tue semine!

Razza di Caino, le tue viscere
urlano di fame come un vecchio cane!

Razza d'Abele, scaldati il ventre
al focolare patriarcale!

Razza di Caino, trema di freddo
nel tuo antro, povero sciacallo!

Razza d'Abele, ama e prolifica!
Anche il tuo oro si moltiplica!

Razza di Caino, guardati
dalle grandi brame, cuore ardito!

Razza d’Abele, tu cresci e ti pasci
come le cimici dei boschi!

Razza di Caino, trascina per le strade
la tua famiglia disperata!

Razza d'Abele, la tua carogna
ingrasserà la fumante terra!

Razza di Caino, il tuo compito
non è ancora finito!

Razza d'Abele, vergognati!
II ferro e vinto dallo spiedo!

Razza di Caino, sali al cielo
e scaraventa sulla terra Dio!

C. Baudelaire
Le Fleurs du Mal

Johnny:
Io sono molto più Abele, mi hanno già ucciso diverse volte....

Goethe:
Io sono Abele con Caino.
E sono Caino con Abele.

Intelligenti Pauca

CITAZIONE DI SAN FRANCESCO DI SALES

PAROLE DI SAN FRANCESCO DI SALES PER I FALSI FARISEI DI ALCUNE PARROCCHIE DELLA DIOCESI DI CAPUA

“NON ACCONTENTARTI DI ESSERE POVERO COME I POVERI, MA SII PIU’ POVERO DEI POVERI, VA A SERVIRLI QUANDO GIACCIONO A LETTO INFERMI E DEVI SERVIRLI CON LE TUE PROPRIE MANI.

QUESTA SERVITU’ E PIU’ GLORIOSA DI UN REGNO”.

CITAZIONE DEL GIORNO

MA COME CALZA BENE PER QUESTA CITTA'!
PROBABILMENTE AVEVA SOGGIORNATO PER UN PERIODO DI TEMPO A S MARIA…


cavalli

cavalli

BIAGIO MARIA DI MURO

RISPONDIAMO AL NUOVO CITTADINO C.DV.CHE DA QUALCHE MESE SI E’ TRASFERITO DAL LAZIO IN CAMPANIA E PRECISAMENTE A S.MARIA CAPUA VETERE IN VIA GALATINA CHE CI HA CHIESTO CHI ERA IL SINDACO DELLA CITTA’.

BIAGIO MARIA DI MURO

BIAGIO MARIA DI MURO

BIAGIO DI MURO

TI RIMETTO LA FOTO DI BIAGIO DI MURO E UNA PARTE DEL SUO CURRICULUM VITAE

BIAGIO DI MURO SI E’ LAUREATO, IL 30/10/1995, CON 110 E LODE IN ARCHITETTURA PRESSO L’UNIVERSITA’ DI NAPOLI, CON UNA TESI SPERIMENTALE IN SCIENZE DELLE COSTRUZIONI ED E’ ISCRITTO ALL’ORDINE DEGLI ARCHITETTI DELLA PROVINCIA DI CASERTA AL N. 872.

SVOLGE UNICAMENTE LA LIBERA PROFESSIONE ED HA LO STUDIO IN S.MARIA C.V., AL CORSO ALDO MORO N.73

E’ABILITATO AL COORDINAMENTO DI SICUREZZA – D.LGS.494/96 – CON ATTESTATO DI CORSO RILASCIATO DALL’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II, A CURA DEL CENTRO INTERDIPARTIMENTALE DI RICERCHE L.U.P.T. DAL 24 NOVEMBRE 1997.

HA PARTECIPATO AL GRUPPO DI RICERCHE SUL TEMA “STABILITA’ DELLE TORRI IN MURATURA” ORGANIZZATO DALL’ISTITUTO DI “COSTRUZIONE DELLA FACOLTA’ DI ARCHITETTURA” – UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI, FEDERICO II.

E’ COLLABORATORE DELLA III AREA DI RICERCA “PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E SISTEMI INFORMATIVI TERRITORIALI” L.U.P.T. – LABORATORIO DI URBANISTICA E PIANIFICAZIONE TERRITORIALE DELL’UNIVERSITA’ FEDERICO II DI NAPOLI, FACOLTA’ DI ARCHITETTURA.

E’ MEMBRO DELL’AREA DI RICERCA “PROGETTAZIONE URBANA, AMBIENTALE E DEL RECUPERO E VALORIZZAZIONE DEI BENI STORICI, ARCHITETTONICI, ARCHEOLOGICI E PAESAGGISTICI” DEL CENTRO DI RICERCA L.U.P.T. DELL’UNIVERSITA’ FEDERICO II DI NAPOLI FACOLTA’ DI ARCHITETTURA – DIRETTORE PROF. FRANCO MARINIELLO.

HA SEMPRE AVUTO UN FORTE LEGAME CON LA POLITICA ATTIVA, ESSENDO FIGLIO DI NICOLA DI MURO, IL QUALE FIN DAL 1956 E’ ESPRESSIONE DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA, PRIMA A LIVELLO COMUNALE I POI OLTRE AI CONFINI CITTADINI, FINO A DIVENTARE UOMO DI RIFERIMENTO DEL PARTITO AI PIU’ ALTI LIVELLI.

BIAGIO MARIA DI MURO FIN DALL’ADOLESCENZA HA POTUTO ASSORBIRE TUTTA L’ESPERIENZA POLITICA ED AMMINISTRATIVA, AVENDO AVUTO MODO DI FREQUENTARE ASSIDUAMENTE IL PARTITO.

PARTECIPA ALLA CONSULTAZIONE ELETTORALE AMMINISTRATIVA DEL 2002, CANDIDATO CON FORZA ITALIA, RIPORTANDO CIRCA 1000 VOTI DI PREFERENZE CONTRIBUENDO IN MODO DETERMINANTE DA FAR DIVENTARE FORZA ITALIA IL PRIMO PARTITO IN CITTA’.

DOPO NEL 2007 ASSUME LA CARICA DI VICE SINDACO, MA DOPO QUALCHE MESE NON ESITA A LASCIARE IL PRESTIGIOSO INCARICO QUANDO SI ACCORGE CHE CON LA DEFENESTRAZIONE DELL’ASSESSORE MARCIANO SCHETTINO VENIVANO TRADITI GLI IMPEGNI E LE PROMESSE SOTTOSCRITTE NEL PROGRAMMA ELETTORALE PRESENTATO AGLI ELETTORI.

DAL 2011 AL 2015 E’ STATO SINDACO DELLA CITTA’ DI S.MARIA CAPUA VETERE.

CAF

SERVIZIO CAF PRESSO LA NOSTRA SEDE IN C.SO ALDO MORO N.73 AVETE A DISPOSIZIONE UNA SERIE DI SERVIZI UTILI:

1. MODELLO ISEE

2. MODELLO ISEEU

3. BONUS E RIDUZIONE CANONE

4. TELECOM, GAS, ENERGIA, ACQUA

5. MODELLO RED

6. MODELLO 730

7. MODELLO 740

8. MODELLO ICI

9. ASSEGNI PER NUCLEO FAMILIARE

10. ASSEGNI DI MATERNITA’

11. MODELLO UNICO

12. ICRIC, ICLAV, ACCAS/PS

13. SOCIAL CARD

14. SUCCESSIONI

15. TRASMISSIONE TELEMATICA

16. CONTRATTI DI AFFITTO

17. MODELLO EAS



SERVIZI PROFESSIONALI:

1) CONSULENZA E ASSISTENZA LEGALE

2) CONSULENZA FINANZIARIA

3) CONSULENZA AZIENDALE

4) PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA

5) PRATICHE CATASTALI

6) ESECUZIONI E LAVORI CHIAVI IN MANO



SERVIZIO PATRONATO:

1. INVALIDITA’ CIVILE

2. ACCOMPAGNAMENTO

3. PENSIONI INPS – INPDAP

4. INFORTUNI SUL LAVORO

5. DISOCCUPAZIONE

6. RECUPERO CONTRIBUTI

7. MEDICINA LEGALE

8. LAVORO

9. FAMIGLIA

10. COLF E BADANTI

11. PRESTAZIONI ASSISTENZIALI

12. PREVIDENZA COMPLEMENTARE

13. IMMIGRAZIONE

STUDIO TECNICO DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA, PRATICHE CATASTALI ED URBANISTICHE, ARCHITETTURA PER INTERNI




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CANZONE DI ANTOINE: QUALUNQUE COSA FAI TI TIRANO LE PIETRE.....

FINALMENTE!!

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Studio Legale

LAVORI PUBBLICI

PUBBLICHIAMO LE FOTO DELLE OPERE PUBBLICHE PER LE QUALI INIZIERANNO PRESTO I LAVORI .SALVO RITARDI DOVUTI ALLA SCELLERATA AZIONE DI SFIDUCIA CHE COMPORTERA' AUMENTO DI COSTI E PERDITE DI FINANZIAMENTI

RECUPERO STRUTTURALE E FUNZIONALE DELL' EDIFICIO DELLE SCUOLE ELEMENTARI "PRINCIPE DI PIEMONTE"

IMPORTO FINANZIAMENTO

euro 2.330.ooo,oo

SCUOLA PRINCIPE DI PIEMONTE

SCUOLA PRINCIPE DI PIEMONTE

LAVORI PUBBLICI

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RISTRUTTURAZIONE E AMMODERNAMENTO DEL PLESSO SCOLASTICO RIONE IACP

IMPORTO FINANZIAMENTO

EURO 700.000,00

IACP

IACP

lavori pubblici

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RIFACIMENTO PIAZZA SAN PIETRO

IMPORTO FINANZIATO:

euro 150.000,00

piazza San Pietro

piazza San Pietro

lavori pubblici

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PROGRAMMA DI RECUPERO URBANO COMPARTO C1 NORD OVEST – RIONE IACP

IMPORTO INTERVENTO:

euro 1.502.373,12

IACP

IACP

lavori pubblici

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REALIZZAZIONE DI UN CAMPO SPORTIVO POLIVALENTE COPERTO IN VIA GIOTTO – RIONE IACP

IMPORTO DEL FINANZIAMENTO :

euro 512.000

iacp

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arco adriano

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RESTAURO CONSERVATIVO DELL’ARCO ADRIANO. SISTEMAZIONE DEL TRATTO DI VIA APPIA TRA ANFITEATRO ED ARCO ADRIANO

RICHIESTA FINANZIAMENTO

Euro 2.470.698,58

arco adriano

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villetta l.sturzo

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PROGETTO PER LA VILLETTA TEMPO LIBERO ALLA VIA L. STURZO

RICHIESTA DI FINANZIAMENTO:

euro 127.000,00

villetta l. sturzo

villetta l. sturzo

asilo nido

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PROGETTO DI ASILI NIDO PER BAMBINI DA 0 A 36 MESI IN VIA ALBANA 107

TOTALE DEL FINANZIAMENTO:

euro 699.438,18

asilo nido

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PERDONA LORO......

Padre perdona loro! Perché li hai accecati? Perché hai tolto loro la memoria? Forse perché non credono più in Te? Padre perdonali! Tu sei un Dio buono: essi non sanno quello che fanno.... Non ricordano quando Tu mandasti loro la manna dal cielo e tutti sopravvissero e trovarono la terra promessa. Oggi li vuoi punire perché hanno troppo peccato? È per questo che la nuova manna tarda ad arrivare? Se sono ancora scettici e sono ancora cristiani se lo facessero spiegare dal loro parroco. Se poi sono degli assatanati, arrabbiati, solo perché credono di essere degli unti dal Signore, e solo perché sono stati abituati a credere di essere dei privilegiati, dimenticando i comandamenti che Dio diede a Mosè, allora fanno bene a pregare il vitello d'oro. E fanno bene a servire il vitello casalese sempre presente e che è stato causa del saccheggio sammaritamo e della chiusura delle industrie e la conseguente fine del lavoro, del commercio e delle possibilità di dare da bere agli assetati. Ma Tu Signore, nella Tua Infinita Bontà, Perdonali.....

NON CI SIAMO LIBERATI DI TUTTI MA RESTERANNO ALL'OPPOSIZIONE

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