prova


Non lasciare mai, che il successo ti nasconda la sua vacuità, un' impresa la sua vanità, la fatica la sua desolazione. Mantieni vivo dentro di te l' incentivo ad andare ancora più avanti, quell' inquietudine dell' anima che ci spinge al di là di noi stessi. Non guardare indietro, e non accarezzare sogni per il futuro. Ciò non verrebbe nè a restituirti il passato nè a soddisfare gli altri tuoi sogni ad occhi aperti. Il tuo dovere, la tua ricompensa, il tuo destino sono qui ora.
(Dag Hammaarskjold, Markings)
Dobbiamo accettare le delusioni che sono limitate, ma non dobbiamo mai perdere l'infinita speranza.
(Martin Luther King)
Noi non dimentichiamo e non demordiamo.
Quanno 'a furmicola vò murì, mètte è scèlle. Si dice di chi, raggiunta la ricchezza, perde ogni senso della misura e finisce per far cose illogiche e per danneggiare se stesso.
Quanno ò perucchio saglie in gloria perde à scienza e à memoria. Il villano che sale nella scala sociale dimentica subito la sua origine e coloro che lo hanno agevolato nella ascesa.

giovedì 20 settembre 2012

La mia risposta al Sindaco Di Muro

Fateci caso: ogni volta che si tocca il delicato tasto della Giustizia, il Sindaco Di Muro perde facilmente la pazienza e inizia a sputare veleno contro il suo interlocutore! Evidentemente, questo è il tallone di Achille del Primo Cittadino per ovvi motivi parigini. Detto questo, mi tocca fare alcune precisazioni inerenti lo scomposto comunicato stampa del Sindaco. A) Non è vero che negli  ultimi mesi la mia attività assessorile fosse scemata. Anzi, a prescindere dalle numerose iniziative intraprese, avevo già allestito il PEG con numerose attività ex novo. B) Non riesco a capire chi mi tiene sotto scacco; forse il Primo Cittadino allude al padre che lo accompagnò passo dopo passo in campagna elettorale parlando a tutti i comizi elettorali al posto di un Candidato a Sindaco che non riusciva a dire neanche tre parole di seguito. In compenso, credo di sapere chi tiene lui sotto scacco: i suoi alleati ( in primis il PD ) e poi gli esponenti del  “Partito del Cemento “ che ha a cuore solo gli affari e le speculazioni.
C) A proposito di affari e speculazioni di ogni genere, il Sindaco spieghi alla Città come mai non ha inteso preservare le uniche aree industriali quali sono l’ex Tabacchificio e l’ex Siemens. Ma, invece, ha pensato bene di spianare la strada ai faccendieri finanche a ridosso del Cimitero come se non sapesse che questo genere di attività spalanca le porte alla Camorra S.p.a. L’unica Società che può permettersi il lusso di investire somme ingenti durante questa terribile crisi economica! D) Tali attività sono facilitate dal costante disimpegno del Sindaco e della sua coalizione rispetto al programma elettorale. E) Entrando nel merito della vicenda, vorrei tranquillizzare il Primo Cittadino: il mio Interrogatorio da parte della DIA è un atto consequenziale alla Interrogazione Parlamentare dell’Onorevole Corsini. Sono però curioso di sapere cosa diranno i Ministri dell’Interno e dei Beni Culturali alla Camera dei Deputati… Spero che questa sia una occasione utile per fare chiarezza anche in merito alle speculazioni del passato e attuali. Non è mica colpa mia se la Magistratura ha sequestrato molte pratiche edilizie anche alcune realizzate dalla Amministrazione in carica.   

IL SINDACO CONTRO MARIO TUDISCO



Non sono solito impiccare qualcuno alle parole dette e/o scritte da qualche parte, però, sono anche sensibile al punto da percepire alcune di esse come strumenti così affilati da non aver nulla da invidiare a lame da barba.
Quelle usate dal Sindaco nell’articolo pubblicato il 19/09/12 dal giornale web “interno 18”  sulle ragioni della sostituzione dell’Assessore Tudisco mi hanno fatto sobbalzare: “.ricordo all’ex assessore Tudisco che le sue condizioni fisiche gli hanno permesso di partecipare a pochissime sedute di giunta e che il suo contributo all’intera azione di governo cittadino…..”
Più volte ho pensato al loro significato , ma ho dovuto abbandonare questo terreno interpretativo perché senza sbocco e avventurarmi , invece, su quello non meno impervio della carica pubblica da cui le stesse provenivano. Evidentemente alcune persone dominano tanto bene, le discipline idonee ad amministrare la città  quanto quelle necessarie  a gestire i corpi.
In questo caso, però, reputo giusto metterli sull’avviso che si comincia distinguendo i corpi in base all’utilità che possono rendere alle strutture nelle quali sono inseriti separando, isolando la rimanente parte dei corpi che non si ritiene possano svolgere alcun ruolo produttivo e si finisce con il considerare alcuni corpi “sottoprodotti della società” , con il sentirsi minacciati da “estranei” , o da “devianti” .
La malattia non può essere inquadrata  come disordine,  pericolosa alterità entro il corpo umano e persino entro il cuore della vita.
Questa idea di negatività connaturata allo stato di malattia l’ho incontrata spesso nel corso della mia storia personale soprattutto in quelle persone che credono nella trascendenza ( o ereditarietà) del potere , in coloro che hanno trasformato città in merce, che hanno progressivamente asservito le nostre vite al lavoro e/o alla ricerca disperata di esso. 
«Si potrebbe dire che al vecchio diritto di far morire o di lasciar vivere si è sostituito un potere di far vivere o di respingere nella morte». La citazione da Foucault (La volontà di sapere, Feltrinelli, 1978, cap. V, "Diritto di morte e potere sulla vita").
La sostituzione dell’Assessore è, pertanto,  una punizione quasi al comportamento scorretto tenuto dallo stesso che non ha fatto abbastanza per non ammalarsi, abbastanza sport, abbastanza resistenza allo stress, abbastanza diete, abbastanza prevenzione.
In sintesi , se ti ammali è in gran parte colpa tua: te la sei voluta.
Nel proseguire la trattazione dell’argomento il Sindaco , poi, afferma; “….Tudisco (ma temo che possa essere stato condizionato da chi, al suo posto, avrebbe quasi assunto la veste di assessore-ombra approfittando dello stato di salute del formale incaricato)…”
In questo passo il primo cittadino ci comunica la convinzione che l’operato di Tudisco sia stato suggerito , per il periodo in cui ha ricoperto la carica, da una sorte di assessore-ombra di cui, però, non riporta le generalità.
Si può replicare che tante sono le ombre in giro che ormai non si distinguono più quelle degli assessori, da quelle dei parlamentari, dei sindaci, delle persone comuni. E’ difficile dirigerne il traffico e non credo sia capace di farlo nemmeno il capo dei vigili urbani “reintegrato per meriti industriali”. Gli apprendisti stregoni che ricoprono il ruolo di “ombre” si moltiplicano, essi sono in grado di for­nire ai potenti gli strumenti di per­suasione più raffinati.
Speriamo solo che l’ombra di un assessore non si metta in testa di pretendere la promozione per mettersi a fare l’ombra di un parlamentare o  di un Sindaco , porterebbe scompiglio, e la gente si accorgerebbe subito della sostituzione. O no? 
Personalmente so che Mario Tudisco si accompagna solitamente all’ombra proiettata dal suo corpo , lo  consiglierei , allora, di farsi vedere in giro all’ora dell’ombra più corta ( mezzogiorno) per evitare chiacchiere al riguardo.  
Le ombre più pericolose si accompagnano a personalità più complesse perché non sono quelle prodotte dal sole che illumina i corpi , ma sono di materiale solido e soprattutto  “specializzate in compiti difficili, spiegare, ad esempio, perché solo la strada sbagliata conduce alla ragione e perché solo la guerra può portare fi­nalmente la pace, solo una fase di tirannia è in grado di portare giustizia per tutti .
Perfino dal mancato rispetto di programmi politici sono capaci di distillare quella forza purificatrice che fa risplendere e predominare serenamente la virtù.
Spesso le ombre, gli apprendisti stregoni ri­mangono vittime del loro stesso ze­lo intellettuale. la massa condotta e sedotta ac­cumula tacitamente un odio che di tanto in tanto si rivolta contro di essi. C'è poco da scherzare con la gente comune, lo sa bene il povero Robespierre!
Nonostante ciò sono tan­ti quelli che sopravvivono. E molti con spiro indomito. Un attimo dopo  essere scampati alla ghigliotti­na, essere sopravissuti alla dittatu­ra del proletariato, essersi scrollati di dosso il fascismo, riesce loro - senza che per il senso comune sia­no degli opportunisti - di mettersi al servizio dell'ideologia opposta, di un'altra idea”. (Gunter Grass).

Gerardo D’Amore

giovedì 13 settembre 2012

Dedicata a.........

SE...

Se riesci a conservare il controllo quando tutti
Intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa;
Se riesci ad aver fiducia in te quando tutti
Ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio;
Se riesci ad aspettare e non stancarti di aspettare,
O se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne,
O se ti odiano, a non lasciarti prendere dall'odio,
E tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggio;
Se riesci a sognare e a non fare del sogno il tuo padrone;
Se riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo;
Se riesci a far fronte al Trionfo e alla Rovina
E trattare allo stesso modo quei due impostori;
Se riesci a sopportare di udire la verità che hai detto
Distorta da furfanti per ingannare gli sciocchi
O a contemplare le cose cui hai dedicato la vita, infrante,
E piegarti a ricostruirle con strumenti logori;

Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vincite
E rischiarle in un colpo solo a testa e croce,
E perdere e ricominciare di nuovo dal principio
E non dire una parola sulla perdita;
Se riesci a costringere cuore, tendini e nervi
A servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tener duro quando in te non resta altro
Tranne la Volontà che dice loro: "Tieni duro!".

Se riesci a parlare con la folla e a conservare la tua virtù,
E a camminare con i Re senza perdere il contatto con la gente,
Se non riesce a ferirti il nemico né l'amico più caro,
Se tutti contano per te, ma nessuno troppo;
Se riesci a occupare il minuto inesorabile
Dando valore a ogni minuto che passa,
Tua è la Terra e tutto ciò che è in essa,
E - quel che è di più - sei un Uomo, figlio mio!

(Rudyard Kipling)                      

lunedì 10 settembre 2012

Politeama, quando?

Un nostro cittadino:
"In questo ultimo fine settima,  nell'intenzione di riprendere la vita quotidiana , ho deciso di portare i miei due bimbi al cinema , e come sempre li carico in auto e mi dirigo verso un noto multisala qui in provincia, così da consentire ai piccoli di partecipare alla visione di un recente film d'animazione.Sabato, pomeriggio inoltrato, un pò di traffico, un pò di fila alle casse, un pò di fila al banco delle bevande, un pò la cattiva educazione ormai generalizzata, e comincia a montare in me  un sentimento di insoddisfazione, ma ovviamente per i propri figli si questo ed altro. Ma ormai i pensieri cominciano a prendere forma, e una domanda comincia ad assillarmi in modo quasi ossessivo: perchè non posso portare la mia famiglia al cinema, nella mia città? Eppure un cinema c'era, sul corso , sulla facciata dell' edificio si possono leggere chiaramente le lettere che recitano: POLITEAMA! Comincio a fare le solite considerazioni sulla mancanza di valorizzazione dei beni culturali, ( quelli veri, non pretestuosi giringiri validi solo a bloccare il traffico), a questo punto mi sovviene che uno dei punti del programma elettorale dell'attuale amministrazione, verteva proprio sulla salvaguardia e la valorizzazione dei " GIOIELLI DI FAMIGLIA" e il Politeama era appunto uno di questi . Ora mi chiedo da sammaritano affezionato alle proprie origini, ma sempre più deluso, riuscirò mai portare la mia famiglia al cinema a Santa Maria?.

Noi giriamo questa legittima e sacrosanta domanda all'amministrazione: Quando avremo un segnale reale di attenzione ai punti del programma elettorale?

domenica 2 settembre 2012

Continua a non cambiare nulla : quando saranno attuate le promesse elettorali ? Quando il figlio attuerà ciò che diceva il padre , per lui , in campagna elettorale?

A distanza di 6 anni , è ancora valido il consiglio di Nicola Di Muro : aprite i cassetti dei progetti di sviluppo della città e metteteli in atto

Nel 2007 Nicola Di Muro scese in campo per la prima volta ,dopo 15 anni, per tentare di attuare un inversione di rotta che riportasse Santa Maria Capua Vetere sulla strada dello sviluppo . Sviluppo reale , legato ad una nuova industrializzazione e occupazione della forza lavoro sammaritana . Invitava i futuri amministratori a rimuovere dai cassetti del Comune i vecchi progetti , ancora attuali e attualizzabili, che avrebbero permesso alla città di rinverdire la propria economia  e attenuare i problemi legati alla crisi del commercio cittadino , il problemi delle aree degradate come Campo Sorbo , attenuare la dilagante disoccupazione . Non cemento ma nuove attività occupazionali , anche soprattutto sfruttando il ruolo di Santa Maria Capua Vetere in seno all'ASI . Quello stesso progetto tradito nel 2007 è stato proposto agli elettori nel 2011 ed è stato , ancora una volta premiato dai sammaritani , fiduciosi che questa volta dalle parole si passasse finalmente ai fatti . Noi continuiamo a dire che con un pò di volontà  quel progetto può essere ancora attuato , è stato perso un anno  a causa dei palazzinari e dei cementificatori di professione , ma c'è ancora tempo per cambiare rotta  : il progetto è ancora valido 
Solo così Santa Maria Capua Vetere potrà riacquistare la dignità di "città"

martedì 28 agosto 2012

Gli unici diritti ed i soli interessi che vogliamo difendere, sono quelli dei lavoratori!Fuori i privati dagli appalti pubblici!


 
Il caldo terrificante di questo mese di agosto dovrebbe sconsigliare la politica dal compiere azioni estremamente faticose . Ciò per ovvii motivi. Una di queste è che i corpi, spossati, potrebbero sprigionare tanfi poco graditi e comunque ben più notevoli di quelli liberati in condizioni climatiche stabili.
Pare che in queste serate i nostri politici, soprattutto coloro che sono investiti dalle divinità del potere di disporre dei “parcheggi pubblici”, si siano riuniti allo scopo di scongiurare che l’allontanamento del Consorzio Icaro dal servizio possa avere delle ricadute in termini non solo meramente amministrativi, bensì soprattutto politici. Ci si è messi, quindi, di “buzzo buono”, alla ricerca disperata di altre strutture simili al Consorzio Icaro e sembra che qualcuna di queste si sia anche offerta. La scrivente O.S., in tale concitata fase di transizione, ha già ricevuto più di un invito “informativo” da parte di diverse ditte potenzialmente interessate, nelle more della grara d'appalto prossima ventura, all'affidamento del servizio parcheggi a pagamento a Santa Maria Capua Vetere; la ratio alla base della totalità di questi inviti era naturalmente quella di sondare il terreno attraverso la conoscenza dirette delle reali condizioni in cui versano i lavoratori del comparto, al fine, si presume, della valutazione del valore dell'affidamento stesso. In alcuni casi abbiamo addirittura ascoltato proposte, accolte dai lavoratori con eclatante e positiva sorpresa, di salari minimi (netti) di 1000,00 euro mensili per operatore, innalzando il livello orario di impiego di ciascun lavoratore fino alle tanto agognate 40 ore settimanali. La stessa Cooperativa che prospettava tali scenari, addirittura manifestava la volontà di reintegrare i lavoratori più o meno recentemente non reintegrati nel passaggio di cantiere interno che ha consegnato l'appalto in questione nelle mani della “Cooperativa Sociale San Paolo”. Davanti a tutti queste manifestazioni di interessamento, la scrivente O.S. non può che ricordare a tutti che il ruolo di determinare il futuro affidamento provvisorio, precedente la gara, non spetta ad altri se non all'Amministrazione Comunale di Santa Maria Capua Vetere e che pertanto la stessa O.S. non può e non intende pronunciarsi in favore di nessuna azienda concorrente; nonostante tutto, allo stesso tempo, non si può negare che guardiamo di certo positivamente all'instaurarsi di tale “asta al rialzo” relativa alle spettanze degli operatori, al fine non più solo di tutelare i livelli occupazionali e reddituali, ma addirittura di incrementarli!
La Federazione Provinciale di Caserta dell'Unione Sindacale di Base – Lavoro Privato pur rispettando il potere “trascendente”, derivante in materia ad alcune forze politiche e suoi rappresentanti, nel settore viabilità, sente ugualmente il dovere di preavvertire che “di buone intenzioni è lastricata la via per l’inferno”.
Non vorremmo che si cascasse , cioè, in problematiche più consistenti dal punto di vista della legalità di quelle appena superate.
Salvaguardare il posto di lavoro dei parcheggiatori sammaritani è un obiettivo scisso completamente dal tipo di struttura che gestirà il servizio e che dovrà essere obbligata, a nostro avviso, come pre-condizione di partecipazione all’appalto, ad assumere i lavoratori già presenti sul territorio. D’altronde si potrebbe non avere bisogno dell’intervento di altre ditte (sociali e/o non). Potrebbero essere gli stessi parcheggiatori sammaritani a costituirne liberamente e autonomamente qualcuna. Questo dipenderà dalla loro volontà che potrà esprimersi solo se e quando saranno messi pubblicamente (come in qualsiasi democrazia che si rispetti) di fronte alla questione evitando riunioni “carbonare”.
Per parte Ns. continuiamo ad insistere sulla validità dell’ intervento pubblico nella gestione dei servizi pubblici locali che garantisce controllabilità ed efficacia sociale delle prestazioni erogate. Questo è il motivo, insieme all’esperienza maturata nel rapporto tra il Consorzio Icaro e i lavoratori sammaritani alle sue dipendenze, che ci porta ad opporre una forte resistenza alle operazioni di privatizzazione, tanto per quel che riguarda i servizi a rete che per i servizi sociali.
Peraltro le nostre scelte sono confortate dalla sentenza della Corte Costituzionale N. 199/2012 depositata il 20 luglio, che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’intera disciplina dei servizi pubblici locali introdotta dopo i referendum del 12/13 giugno 2011.
La Corte ha infatti considerato incostituzionale l’articolo 4 del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138 (Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo), convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, sia nel testo originario che in quello risultante dalle successive modificazioni perché violano il divieto di ripristino della normativa abrogata dalla volontà popolare desumibile dall’art. 75 della Costituzione.
I Giudici Costituzionali hanno inteso impedire, con la sentenza sopra riportata, che venisse posto nel nulla l’esito del Referendum del 12/13 Giugno 2011 il cui intento abrogativo riguardava pressoché tutti i servizi pubblici locali di rilevanza economica.
Chi dice che la soluzione è privatizzare o è in malafede o non conosce le vere conseguenze che le privatizzazioni hanno sulle tasche dei consumatori e sulle mancate entrate dei Comuni.
Chiamiamo ad intervenire sulla questione i partiti della sinistra collocatisi all’opposizione (Sinistra ecologia e libertà- Rifondazione Comunista) e le associazioni di liberi cittadini presenti nella Ns. città.
GIU’ LE MANI DAI SERVIZI PUBBLICI

Santa Maria Capua Vetere, 27/08/2012
SEGRETERIA PROVINCIALE DI CASERTA
UNIONE SINDACALE DI BASE
LAVORO PRIVATO

martedì 14 agosto 2012

Le tante difficoltà di chi assiste persone disabili


Solo chi – come me – vive ogni giorno a contatto con l’emergenza sanitaria e socio – assistenziale può rendersi conto di quante e quali siano le immani difficoltà sia per gli ammalati sia per le persone che, si badi bene a scopo prettamente umanitario e quindi senza profitti, prestano la loro disinteressata opera anche quando non c’è alcun legame tra il paziente e l’assistente. Le difficoltà sono di varia natura. Quella principale è dovuta all’assoluta mancanza di sostegno da parte delle Istituzioni preposte che, spesso e volentieri, sono indifferenti alle esigenze degli ammalati e delle loro famiglie. A Santa Maria, in particolare, al di là delle dichiarazioni a mezzo stampa del Sindaco, non esiste per l’anno in corso alcuna assistenza domiciliare per le persone disabili o in altre difficoltà. Non ci resta, dunque, che sperare che vengano attivate a partire dal prossimo autunno. Nel frattempo però, chi assiste questi sfortunati deve contare solo ed unicamente sulle proprie forze!
Il secondo grave deficit è dovuto alla negligenza, che talvolta rasenta il “ menefreghismo “, delle strutture sanitarie laddove a fronte della erogazione di un servizio scadente c’è da sopportare mesi e mesi di attese burocratiche. Fortuna che in tali strutture sopravvive anche qualche funzionario capace. Nel caso di Mario Tudisco, dopo una attesa di circa un anno dalla data di protocollo della domanda di invalidità, solo l’intervento di un amico ( dopo reiterati interventi a vuoto ), si è potuto sbloccare la situazione. Ma quanti casi simili esistono e sono ancora inevasi? E nel caso di Mario quanto tempo occorrerà affinché l’INPS completi il proprio iter – burocratico per l’assegnazione della invalidità che non è un diritto divino ma un diritto della legge italiana?
E in tutto questo continuano le difficoltà, anche se la sottoscritta si sta “ arricchendo “ non materialmente bensì spiritualmente. Lo so che in questa attuale società la ricchezza interiore non è quotata in Borsa, ma chi ne usufruisce è molto contento e vive con la coscienza tranquilla a differenza di chi specula e intrallazza sulle disgrazie della gente!

Antonella Canalonga

martedì 7 agosto 2012

CASA NOSTRA, COSA NOSTRA. . .


Si concludono sempre in maniera ambigua i Consigli Comunali, convocati sulle ormai annose questioni relative alla :
  • costruzione dei 430 appartamenti all’ex tabacchificio;
  • dislocazione di alcuni uffici giudiziari presso le proprietà di un privato preventivamente assoggettate a cambio di destinazione;  
  • affidamento in gestione al Consorzio “ICARO” dei parcheggi cittadini nonostante l’informativa atipica delle Prefetture di Napoli e Caserta.
Non si capisce , cioè, se la maggioranza politica e lo stesso Ufficio tecnico del Comune terranno conto , o meno, del parere unanime dei Consiglieri comunali espresso in ordine alla cementificazione delle ex aree industriali così come appaiono indecifrabili le decisioni della Giunta di sobbarcarsi  un affitto abbastanza rilevante per i locali ove saranno trasferiti gli Uffici giudiziari nonostante siano state prospettate alternative meno costose.
Per concludere, si promette in maniera solenne :“rescinderemo ogni impegno contrattuale sottoscritto con ICARO” e tuttavia, inspiegabilmente, non si stabiliscono mai le modalità di tale azione. C’è sempre un “prima” ad impedirlo,  prima  bisogna provvedere alle famiglie dei dipendenti dell’impresa sociale . Impegno, questo, nobile , ma non da tempi  “biblici”.
Queste incertezze, i rinvii “sine die” avvolgono tutto in un silenzio che deforma la realtà esaltandone solo alcuni aspetti in modo da sottacerne altri quasi come si volesse rendere omaggio ( omettendo eventuali azioni di disturbo)  ad un’onnipotenza demoniaca cui ricondurre  tutta la vita della città.
“L’indicibile” non deve essere detto.
L'ipocrisia pubblica ha consentito per anni questo modo di amministrare ,  adottato da  giunte e consiglieri comunali, commissari prefettizi e che , a ben guardare, sembra appartenere alla vecchia corrente andreottiana siciliana.
“La verità è nel fondo di un pozzo. Si guarda in un pozzo e si vede il sole o la luna; ma poi se ci si butta giù non c’è più né sole né luna, c’è la verità”. Il giorno della civetta L. Sciascia
Tutti si sono limitati ad  osservare il  sole o la luna riflessi nel fondo del pozzo invocando ossessivamente la “legalità”come uno scongiuro, malgrado che il comune sentire ben sappia “di quanta banale e sistematica violazione di dignità ed eguaglianza sia intrisa quella legalità di cui si declamano le lodi.”
Come se, afflitti da  un tic nevrotico collettivo, tutti , dai professionisti alla Protezione civile, alla Magistratura, agissero semplicemente per rimuovere ogni responsabilità locale attribuendola alla “criminalità organizzata”, cattiva potenza, amplificata oltre ogni misura.
E allora ecco i “casalesi” trasformarsi in una sorta di “causa assoluta” di ogni male tollerato e/o da tollerare.
Causa ed effetto risultano invertite ad arte : : non sono le condizioni socio-culturali della città a generare e/o attirare  la camorra ma, viceversa, è la criminalità stessa a produrre quelle condizioni.
Il rito tribale si conclude con le elezioni durante le quali, come per incanto, non si parla più pubblicamente della criminalità organizzata, citata solo a bassa voce per millantare una certa qual prossimità e godere semmai di qualche occulto  finanziamento.
Subito dopo i risultati del voto, però, nessuno parlerà più di trasparenza , quella vera, quella  che si fonda sull’evidenza dei processi amministrativi. Se ne ricomincerà a discutere timidamente alla prossima tornata elettorale, nel frattempo “i casalesi” usciranno dai loro covi ove si nascondevano nel corso della competizione, e invaderanno la città mentre i sammaritani si  nasconderanno dietro di loro come per una sorta di gioco ove c’è chi deve realizzare gli accordi presi (in nome e per conto) e chi, invece, è deputato a cercare le alternative alla catastrofe politica (ancora?).
E se finalmente non si aspettasse più nessun messia e si pensasse di impiegare il nostro tempo nel cercare di allargare quanto più è possibile i processi decisionali, di controllare da vicino la gestione dei servizi rendendola semmai il più possibile pubblica, di ostacolare, tra la gente, il consumo del territorio da parte dei costruttori e lo smaltimento dei rifiuti industriali con insalubri roghi serali? Tutto ciò non ha bisogno di grandi discorsi sulla rappresentanza politica, ma del coraggio di uscire dalla stucchevole dicotomia : “criminalità”- “legalità”.


Gerardo D’Amore

lunedì 6 agosto 2012

Il depositario della verità.


Tutte le volte che ci sono differenze di opinioni, dovremmo apprezzarle e rallegrarci di non essere la copia carbone gli uni degli altri. Propongo di considerare gli altri come portatori di un frammento di verità che ci manca. Nessuno è depositario della verità assoluta, completa; ma insieme possiamo concorrere a scoprirla. Purtroppo a Santa Maria Capua Vetere c’è che si ritiene depositario della verità assoluta e crede di poter imporre le proprie idee agli altri.  Nonostante la stima che nutro, come validissimo professionista, per l’avv. Stellato, così devo interpretare le parole pronunciate nell’ultimo consiglio comunale. Infatti l’avvocato, in un intervento che mirava a censurare le discutibili argomentazioni del consigliere Monaco in merito alla necessità di chiedere il Prefetto invia una Commissione d’Accesso presso il nostro comune, affermò, tra l’altro, che i reati che la Magistratura vorrebbe perseguire, non sarebbero stati commessi durante questo mandato amministrativo. Dimentica, però, l’avvocato che delle amministrazioni in cui sarebbero stati commessi i reati di cui si ha notizia, lui stesso ed il suo partito e tutto il centro sinistra facevano parte integrante e sostanziale. Ma ciò che più mi ha meravigliato è stata la presunzione con la quale ha fatto intendere  che, se lui fosse stato presente in Consiglio, la delibera con la quale, all’unanimità, fu deciso di esprimere contrarietà alla costruzione dei 430 alloggi nell’area dell’ex Tabacchificio, non sarebbe passata. Dato che, appena fini quel discorso, l’ineffabile avvocato abbandonò l’aula, non gli potei rispondere, dato che io sono abituato a parlare in faccia. E, quindi, dopo aver espresso il mio dissenso nei confronti del’operato dell’Amministrazione ed aver rifiutato ogni ipotesi di nomina nelle Commissioni Consiliari,abbandonai l’aula. Perciò oggi, attraverso queste umili parole, voglio esprimere tutto il mio rammarico per la poca considerazione che l’avvocato Stellato nutre verso il Consiglio Comunale. Se ricorda bene, lui stesso, prima del Consiglio, in una riunione di maggioranza, cercò in tutti i modi di far ritirare la proposta di delibera che io avevo preparato, insieme agli altri consiglieri del gruppo delle associazioni, perché si sventasse il disegno criminale di cementificare anche quell’area, già interessata da un permesso a costruire illegittimo, per la costruzione di nove capannoni commerciali. La decisione fu votata lo stesso , perché le argomentazioni portate a suo sostegno furono ritenute e tuttora si ritengono inconfutabili. Quindi la decisione del  Consiglio fu quella e, per adesso, quella rimane, nonostante il rammarico dei noti fautori della cementificazione dell’ex Tabacchificio. La mia coerenza è indiscutibile e mi ha portato, viste le intenzioni di voler continuare a saccheggiare il territorio, attraverso la complicità di tecnici compiacenti, e costruire, ugualmente nel tabacchificio ed in altre aree della città ove non sarebbe possibile farlo, ad uscire da questa maggioranza che ha contraddetto tutte le promesse fatte all’elettorato e sta ricalcando, pedissequamente, le strade contorte tracciate da  chi l’ha preceduta e chi oggi decide in essa. Prima che si arrivi all’irreparabile; prima che la città piombi, definitivamente, in un baratro senza fondo, si faccia un bagno di umiltà. Nessuno è depositario della verità e, soprattutto, nessuno è immune dal giusto castigo per il male che compie. Qualunque siano le protezioni di cui può godere.
Gaetano Rauso

venerdì 27 luglio 2012

IL PATTO DI FERRO



A che serve la stesura di un programma politico e la sua sottoscrizione? I cittadini stanno vivendo una delle fasi più buie e catastrofiche della vita pubblica amministrativa, paragonabile solo al sacco di Capua da parte del “Valentino”, in città viviamo un deserto di democrazia. Provate a pensare perché il sindaco ha messo da parte il programma politico, e perché oggi la maggioranza è composta da ventinove consiglieri su trenta. Perché il PD nella nostra città non si preoccupa di attenuare la spesa pubblica con idee di sinistra. Non è una novità ma in questo momento si sta continuando quell’amministrazione iniziata con Iodice-Stellato e mai interrotta, tanto da spingere l’attuale sindaco a sposare quella linea politica. Perché tutti i 23 consiglieri comunali hanno sposato la stessa linea politica, linea da accomunare il sindaco, il capogruppo della vecchia maggioranza e il capogruppo del PDL. La spiegazione la possiamo trovare solo in un patto di ferro che accomuna interessi variegati e dobbiamo dare la colpa di tutto questo agli elettori che continuano a votare uomini che lavorano per il particolare e non per la collettività. L’idea di avere tutti i consiglieri comunali concordi per non avere contrasti e opposizione per non affrontare i problemi reali della città e dei cittadini ma di certo sollevare questioni evanescenti per andare ad occuparsi del proprio orticello. Spiegatemi perché in città le imprese edili quasi il 90% passano per lo studio dell’arch.Nardiello nel quale lavora l’architetto Scirocco, figlio del vicesindaco. Quale trasparenza degli atti amministrativi possono attuarsi in queste condizioni? E quale legalità dovremmo ottenere se altri giovani architetti sono penalizzati, così le imprese che non si rivolgono allo studio Nardiello. Oramai in città vige un gigantesco disordine politico, una pessima gestione della cosa pubblica, una cultura morale e politica scadente in chi comanda e i cittadini non si riconoscono in questo ritratto e a ragione. Bisogna che i cittadini siano vigili e capiscano che non possono continuare a votare quelle persone che oggi hanno creato un disordine politico con la creazione del patto di ferro.  Noi non conosciamo gli accordi che regolano il patto, però sappiamo che attraverso il patto si porterà il numero degli abitanti a centomila persone, questo è stato sempre il sogno di Stellato. L’altro è di creare le condizioni per ottenere i voti da tutti per occupare un posto al senato, oppure alla camera, altro desiderio di Stellato. Per ottenere tutto questo occorre dare un vantaggio anche alle altri parti del patto. Allora tutto spiega perché De Rosa è tornato, perché Sorà, Di Tommaso,Biondi non sono stati mandati via, essi rappresentano le altre parti del patto, per non figurare in prima persona. Allo stesso tempo i cittadini pagano un milione di euro all’anno per pagare i contratti extra a questi signori. E’ necessario osservare che per il funzionamento della macchina politica occorrono quantità enormi di soldi e questi possono venire solo da tre operazioni precise: la prima l’ex tabacchificio che dove avverà la costruzione di 480 alloggi, la seconda è la ex Italtel dove saranno costruiti altri tremila alloggi, la terza è il rione Sant’Andrea dove saranno lottizzati tutti i terreni appartenenti o comunque rientranti nella sfera di qualche consigliere comunale. Allora otteniamo anche la spiegazione del perché Biondi è ancora al suo posto perché dietro di lui è pronta tutta l’organizzazione per sviluppare gli alloggi nell’ex fabbrica e nel rione Sant’Andrea. Nel patto sono certamente rientrati i capannoni in località Grattapulci dove si spenderà un milione di euro all’anno per arricchire un imprenditore chiacchierato. Tutto questo poteva essere evitato, bastava sistemare la caserma Mario Fiore, l’istituto Carissimi, l’ex commissariato, l’ex carcere Angiulli, l’ex mulino Buffolano, l’ex cinema Politeama, avremmo potuto costruire altri dieci tribunali. Si potevano valorizzare i dirigenti già esistenti e spendere i soldi per illuminare le strada, costruire fogne, creare strutture ricettive per il turismo. Tutto questo non è stato fatto e non si è voluto fare, perché bisogna sacrificare la trasparenza e la legalità per ottenere un posto a Roma, senza capire che in questo modo il comune si avvia alla bancarotta e non ci sono più soldi per il sociale, per i dipendenti, per le strutture pubbliche. I cittadini dovranno capire di non votare quelli del patto e le istituzioni devono controllare all’interno del patto che altro c’è.
                                                        Il portavoce della Associazioni

giovedì 19 luglio 2012

Un problema che non si vuole risolvere.


Mi viene da ridere quando leggo articoli o comunicati stampa nei quali  si cerca di affrontare  il problema  della sede del Tribunale, volendo far credere ai lettori che, sia da parte della maggiornaza che  da parte dell’opposizione,  si  vorrebbe a porre rimedio ad una situazione che oggi si presenta drammatica.
Forse non ci si rende conto che, per un’inerzia durata per decenni e per la cura di interessi dei soliti speculatori che hanno assaltato e depredato la città con la complicità di tecnici e politici compiacenti, il probelma della collocazione degli Uffici Giudiziari non è stato mai affrontato seriamnete e non ha avuto mai una soluzione, anzi si è aggravato ed ha visto lievitare i costi delle locazioni e della gestione.
Oggi che il problema si va sempre di più ingigantendo in forza delle decisioni del Governo  che vuole abolire molte delle sedi distaccate del Tribunale Civile, invece di pensare a risolvere i problemi, sempre più grandi, ci si becca attraversa una diatriba infinita e senza finalizzazioni concrete.
Da quanti anni sto chiedendo che si mettesse mano ad un progetto per realizzare gli Uffici Giudiziari nella ex Caserma Mario Fiore? Con i soldi che si sono spesi per pagare i fitti a Cosentino per la sede di via Santagata e con quelli che si daranno a Pellino per i locali di via Mario Fiore e  di loc. Grattapulci(peraltro costruiti in difformità dalla Legge) sarebbero già state realizzate delle strutture in quel sito, in linea con la richiesta di collocazione in zona centrale delle strutture giudiziarie e senza sprecare soldi per pagare canoni a privati, trovandosi sempre con il problema insoluto e con un pugno di mosche in mano.
Ma si vuole veramente risolvere il problema? Con un progetto serio per la realizzazione  di  strutture prefabbricate idonee ad ospitare uffici pubblici, lo si potrebbe fare in breve tempo. I soldi si potranno trovare con il risparmio dei fitti da corrispondere ai privati e vendendo i beni comunali infruttuosi che sono stati acquistati con l’impegno, mai mantenuto, di alienarli.(vedi case di via Latina)
Quante volte ho chiesto, a nome mio ed a nome della Associazioni di razionalizzare la gestione del patrimonio comunale che non da assolutamente utili alle casse dell’Ente a causa della mancata corresponsione dei canoni di fitto dovuti. Oggi devo legge interventi senza alcun senso di personaggi che non conoscono nemmeno come si gestisce e cosa significa gestire un bene pubblico.
Diamo un vero segno di buon governo e decidiamo una volta per sempre quale fine deve fare questa città.
Si abbia il coraggio di cambiare il modo di amministrare e si pensi al bene comune, dando il segno di non essersi solo sostituiti a coloro che hanno amministrato così male questa nostra Santa Maria  continuando a governare come loro.
Credo che bastino i segnali che la Magistratura sta dando e tutto il marcio che sta venendo fuori che, credetemi, non è che una minima parte di quello che hanno combinato i “soliti noti
Gaetano Rauso

Caino e Abele

Da Baudelaire "I fiori del male" la poesia "Caino e Abele"

Dioscuro...

Abbiamo parlato più volte dei "Fiori del Male" di Baudelaire, ma ci sono dei versi che hanno sempre attirato la mia attenzione, sono le razze di Caino e Abele.
Sono metafore delle tipologie di umanità che adottano rispettivamente modi di esistere opposti.
Chi vive nella religione e nella prosperità, appagato dall'appoggio della divinità e della sua coscienza, contro chi vive l'umanità nella sua essenza più carnale, asseconda i suoi istinti e ne è condannato. Contadini contro cacciatori, santità contro umanità, ricchezza contro povertà, beatitudine contro dannazione.
Si parla di razze, quindi non c'è scelta. Voi siete più Caino o Abele? :)

Caino e Abele

Razza d'Abele, dormi, bevi e mangia:
con che compiacimento ti sorride Dio!

Razza di Caino, striscia
nel fango e muori miserabile!

Razza d'Abele, il tuo sacrificio
accarezza il naso ai Serafini!

Razza di Caino, il tuo supplizio
potra mai avere fine?

Razza d'Abele, guarda prosperare
II tuo bestiame e le tue semine!

Razza di Caino, le tue viscere
urlano di fame come un vecchio cane!

Razza d'Abele, scaldati il ventre
al focolare patriarcale!

Razza di Caino, trema di freddo
nel tuo antro, povero sciacallo!

Razza d'Abele, ama e prolifica!
Anche il tuo oro si moltiplica!

Razza di Caino, guardati
dalle grandi brame, cuore ardito!

Razza d’Abele, tu cresci e ti pasci
come le cimici dei boschi!

Razza di Caino, trascina per le strade
la tua famiglia disperata!

Razza d'Abele, la tua carogna
ingrasserà la fumante terra!

Razza di Caino, il tuo compito
non è ancora finito!

Razza d'Abele, vergognati!
II ferro e vinto dallo spiedo!

Razza di Caino, sali al cielo
e scaraventa sulla terra Dio!

C. Baudelaire
Le Fleurs du Mal

Johnny:
Io sono molto più Abele, mi hanno già ucciso diverse volte....

Goethe:
Io sono Abele con Caino.
E sono Caino con Abele.

Intelligenti Pauca

CITAZIONE DI SAN FRANCESCO DI SALES

PAROLE DI SAN FRANCESCO DI SALES PER I FALSI FARISEI DI ALCUNE PARROCCHIE DELLA DIOCESI DI CAPUA

“NON ACCONTENTARTI DI ESSERE POVERO COME I POVERI, MA SII PIU’ POVERO DEI POVERI, VA A SERVIRLI QUANDO GIACCIONO A LETTO INFERMI E DEVI SERVIRLI CON LE TUE PROPRIE MANI.

QUESTA SERVITU’ E PIU’ GLORIOSA DI UN REGNO”.

CITAZIONE DEL GIORNO

MA COME CALZA BENE PER QUESTA CITTA'!
PROBABILMENTE AVEVA SOGGIORNATO PER UN PERIODO DI TEMPO A S MARIA…


cavalli

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BIAGIO MARIA DI MURO

RISPONDIAMO AL NUOVO CITTADINO C.DV.CHE DA QUALCHE MESE SI E’ TRASFERITO DAL LAZIO IN CAMPANIA E PRECISAMENTE A S.MARIA CAPUA VETERE IN VIA GALATINA CHE CI HA CHIESTO CHI ERA IL SINDACO DELLA CITTA’.

BIAGIO MARIA DI MURO

BIAGIO MARIA DI MURO

BIAGIO DI MURO

TI RIMETTO LA FOTO DI BIAGIO DI MURO E UNA PARTE DEL SUO CURRICULUM VITAE

BIAGIO DI MURO SI E’ LAUREATO, IL 30/10/1995, CON 110 E LODE IN ARCHITETTURA PRESSO L’UNIVERSITA’ DI NAPOLI, CON UNA TESI SPERIMENTALE IN SCIENZE DELLE COSTRUZIONI ED E’ ISCRITTO ALL’ORDINE DEGLI ARCHITETTI DELLA PROVINCIA DI CASERTA AL N. 872.

SVOLGE UNICAMENTE LA LIBERA PROFESSIONE ED HA LO STUDIO IN S.MARIA C.V., AL CORSO ALDO MORO N.73

E’ABILITATO AL COORDINAMENTO DI SICUREZZA – D.LGS.494/96 – CON ATTESTATO DI CORSO RILASCIATO DALL’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II, A CURA DEL CENTRO INTERDIPARTIMENTALE DI RICERCHE L.U.P.T. DAL 24 NOVEMBRE 1997.

HA PARTECIPATO AL GRUPPO DI RICERCHE SUL TEMA “STABILITA’ DELLE TORRI IN MURATURA” ORGANIZZATO DALL’ISTITUTO DI “COSTRUZIONE DELLA FACOLTA’ DI ARCHITETTURA” – UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI, FEDERICO II.

E’ COLLABORATORE DELLA III AREA DI RICERCA “PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E SISTEMI INFORMATIVI TERRITORIALI” L.U.P.T. – LABORATORIO DI URBANISTICA E PIANIFICAZIONE TERRITORIALE DELL’UNIVERSITA’ FEDERICO II DI NAPOLI, FACOLTA’ DI ARCHITETTURA.

E’ MEMBRO DELL’AREA DI RICERCA “PROGETTAZIONE URBANA, AMBIENTALE E DEL RECUPERO E VALORIZZAZIONE DEI BENI STORICI, ARCHITETTONICI, ARCHEOLOGICI E PAESAGGISTICI” DEL CENTRO DI RICERCA L.U.P.T. DELL’UNIVERSITA’ FEDERICO II DI NAPOLI FACOLTA’ DI ARCHITETTURA – DIRETTORE PROF. FRANCO MARINIELLO.

HA SEMPRE AVUTO UN FORTE LEGAME CON LA POLITICA ATTIVA, ESSENDO FIGLIO DI NICOLA DI MURO, IL QUALE FIN DAL 1956 E’ ESPRESSIONE DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA, PRIMA A LIVELLO COMUNALE I POI OLTRE AI CONFINI CITTADINI, FINO A DIVENTARE UOMO DI RIFERIMENTO DEL PARTITO AI PIU’ ALTI LIVELLI.

BIAGIO MARIA DI MURO FIN DALL’ADOLESCENZA HA POTUTO ASSORBIRE TUTTA L’ESPERIENZA POLITICA ED AMMINISTRATIVA, AVENDO AVUTO MODO DI FREQUENTARE ASSIDUAMENTE IL PARTITO.

PARTECIPA ALLA CONSULTAZIONE ELETTORALE AMMINISTRATIVA DEL 2002, CANDIDATO CON FORZA ITALIA, RIPORTANDO CIRCA 1000 VOTI DI PREFERENZE CONTRIBUENDO IN MODO DETERMINANTE DA FAR DIVENTARE FORZA ITALIA IL PRIMO PARTITO IN CITTA’.

DOPO NEL 2007 ASSUME LA CARICA DI VICE SINDACO, MA DOPO QUALCHE MESE NON ESITA A LASCIARE IL PRESTIGIOSO INCARICO QUANDO SI ACCORGE CHE CON LA DEFENESTRAZIONE DELL’ASSESSORE MARCIANO SCHETTINO VENIVANO TRADITI GLI IMPEGNI E LE PROMESSE SOTTOSCRITTE NEL PROGRAMMA ELETTORALE PRESENTATO AGLI ELETTORI.

DAL 2011 AL 2015 E’ STATO SINDACO DELLA CITTA’ DI S.MARIA CAPUA VETERE.

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SERVIZIO CAF PRESSO LA NOSTRA SEDE IN C.SO ALDO MORO N.73 AVETE A DISPOSIZIONE UNA SERIE DI SERVIZI UTILI:

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RECUPERO STRUTTURALE E FUNZIONALE DELL' EDIFICIO DELLE SCUOLE ELEMENTARI "PRINCIPE DI PIEMONTE"

IMPORTO FINANZIAMENTO

euro 2.330.ooo,oo

SCUOLA PRINCIPE DI PIEMONTE

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RISTRUTTURAZIONE E AMMODERNAMENTO DEL PLESSO SCOLASTICO RIONE IACP

IMPORTO FINANZIAMENTO

EURO 700.000,00

IACP

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RIFACIMENTO PIAZZA SAN PIETRO

IMPORTO FINANZIATO:

euro 150.000,00

piazza San Pietro

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PROGRAMMA DI RECUPERO URBANO COMPARTO C1 NORD OVEST – RIONE IACP

IMPORTO INTERVENTO:

euro 1.502.373,12

IACP

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REALIZZAZIONE DI UN CAMPO SPORTIVO POLIVALENTE COPERTO IN VIA GIOTTO – RIONE IACP

IMPORTO DEL FINANZIAMENTO :

euro 512.000

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arco adriano

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RESTAURO CONSERVATIVO DELL’ARCO ADRIANO. SISTEMAZIONE DEL TRATTO DI VIA APPIA TRA ANFITEATRO ED ARCO ADRIANO

RICHIESTA FINANZIAMENTO

Euro 2.470.698,58

arco adriano

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PROGETTO PER LA VILLETTA TEMPO LIBERO ALLA VIA L. STURZO

RICHIESTA DI FINANZIAMENTO:

euro 127.000,00

villetta l. sturzo

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PROGETTO DI ASILI NIDO PER BAMBINI DA 0 A 36 MESI IN VIA ALBANA 107

TOTALE DEL FINANZIAMENTO:

euro 699.438,18

asilo nido

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PERDONA LORO......

Padre perdona loro! Perché li hai accecati? Perché hai tolto loro la memoria? Forse perché non credono più in Te? Padre perdonali! Tu sei un Dio buono: essi non sanno quello che fanno.... Non ricordano quando Tu mandasti loro la manna dal cielo e tutti sopravvissero e trovarono la terra promessa. Oggi li vuoi punire perché hanno troppo peccato? È per questo che la nuova manna tarda ad arrivare? Se sono ancora scettici e sono ancora cristiani se lo facessero spiegare dal loro parroco. Se poi sono degli assatanati, arrabbiati, solo perché credono di essere degli unti dal Signore, e solo perché sono stati abituati a credere di essere dei privilegiati, dimenticando i comandamenti che Dio diede a Mosè, allora fanno bene a pregare il vitello d'oro. E fanno bene a servire il vitello casalese sempre presente e che è stato causa del saccheggio sammaritamo e della chiusura delle industrie e la conseguente fine del lavoro, del commercio e delle possibilità di dare da bere agli assetati. Ma Tu Signore, nella Tua Infinita Bontà, Perdonali.....

NON CI SIAMO LIBERATI DI TUTTI MA RESTERANNO ALL'OPPOSIZIONE

NON CI SIAMO LIBERATI DI TUTTI MA RESTERANNO ALL'OPPOSIZIONE