prova


Non lasciare mai, che il successo ti nasconda la sua vacuità, un' impresa la sua vanità, la fatica la sua desolazione. Mantieni vivo dentro di te l' incentivo ad andare ancora più avanti, quell' inquietudine dell' anima che ci spinge al di là di noi stessi. Non guardare indietro, e non accarezzare sogni per il futuro. Ciò non verrebbe nè a restituirti il passato nè a soddisfare gli altri tuoi sogni ad occhi aperti. Il tuo dovere, la tua ricompensa, il tuo destino sono qui ora.
(Dag Hammaarskjold, Markings)
Dobbiamo accettare le delusioni che sono limitate, ma non dobbiamo mai perdere l'infinita speranza.
(Martin Luther King)
Noi non dimentichiamo e non demordiamo.
Quanno 'a furmicola vò murì, mètte è scèlle. Si dice di chi, raggiunta la ricchezza, perde ogni senso della misura e finisce per far cose illogiche e per danneggiare se stesso.
Quanno ò perucchio saglie in gloria perde à scienza e à memoria. Il villano che sale nella scala sociale dimentica subito la sua origine e coloro che lo hanno agevolato nella ascesa.

giovedì 29 ottobre 2015

Ricette: carbonara di piselli

DESCRIZIONE
La carbonara di piselli è una rivisitazione del famoso primo piatto tipico della cucina romana e laziale. La carbonara classica viene preparata esclusivamente con guanciale di Amatrice, uova e pecorino romano, mentre la versione che vi proponiamo oggi prevede l’aggiunta di pisellini croccanti che conferiscono dolcezza al piatto e lo arricchiscono con una gradevole nota di colore. Questo primo piatto è l’ideale per un pranzo veloce con tutta la famiglia poiché si prepara in meno di 30 minuti e non necessita di lunghe preparazioni. Se vi avanza della pasta potete utilizzarla per preparare un’ottima frittata di pasta, un modo gustoso e semplice di riciclare gli avanzi. Vediamo, allora, come fare per preparare la carbonara di piselli.
INGREDIENTI
PREPARAZIONE
1. Per preparare la carbonara di piselli tagliate a dadini il guanciale. Fatelo rosolare in una padella con un filo d’olio. Cuocete a fuoco vivace per 5 minuti, fino a quando i cubetti di guanciale non saranno diventati dorati e croccanti. Toglieteli dalla padella e teneteli da parte.
carbonara di piselli ricetta
2. Aggiungete un filo d’olio nella padella con il fondo di cottura del guanciale e unite i piselli. Saltate per 10 minuti a fuoco vivace. Salate, mescolate e cuocete ancora per 10 minuti, fino a quando i piselli non saranno diventati morbidi.
carbonara di piselli procedimento
3. Rompete le uova in una ciotola, aggiungete metà pecorino, il sale e un pizzico di pepe. Amalgamate sbattendo con una forchetta e tenete da parte. Nel frattempo cuocete le pennettein abbondante acqua salata.
carbonara di piselli preparazione
4. Scolate la pasta al dente e trasferitela nella padella con i piselli. Aggiungete il guanciale e mescolate per amalgamare tutti gli ingredienti. Spegnete la fiamma e aggiungete l’uovo, il pecorino rimasto e un pizzico di pepe. Mescolate per amalgamare tutti gli ingredienti.
carbonara di piselli ingredienti
La carbonara di piselli è pronta per essere servita.
carbonara di piselli
TRUCCHI E CONSIGLI
- La ricetta della carbonara prevede che l’uovo venga cotto solo con il calore della pasta, ma, se lo preferite più cotto, mantecate la preparazione per 2-3 minuti sulla fiamma in modo da consentire all’uovo di rapprendersi.
- Se non riuscite a trovare il guanciale di Amatrice, utilizzate un altro guanciale di buona qualità.Non utilizzate la pancetta.

Proverbi napoletani

180 - Cu’ ‘nu si te ‘mpicce, cu ‘nu no te spicce.
Con un si ti obblighi, con un no ti liberi da ogni impegno.
181 - ‘A ‘mmidia se magna ‘o ‘mmidiuso.
L’invidia divora persino l’invidioso.
182 - E’ meglia ‘a ‘mmiria ca ‘a piatà!
Tra le due, è preferibile esser invidiati che compatiti…
183 - Si ‘a ‘mmidia fosse rogna, tutt’ ‘o munno fosse rugnuso!
Se l’invidia si potesse vedere, come è visibile la scabbia, tutti apparirebbero rognosi!
184 - Videte ‘o ttuio e nun vedé’ chello ‘e l’àutre.
Pensa ai tuoi guadagni e alle tue imprese favorevoli anche se modeste, senza preoccuparti di seguire con occhio invidioso i successi maggiori delle altre persone.
185 - ‘A collera è fatta a cuoppe, e chi s’ ‘a piglia se schiatta ‘ncuorpo.
Arrabbiarsi finisce a tutto danno di chi si arrabbia.
186 - ‘A gatta, quanno se vede alliscià’, aiza ‘a coda.
Spesso le buone maniere rendono gli altri più intolleranti e stizzosi.
187 - Chi abbaia assaie se fa ‘na panza ‘e viento…
Chi grida sempre, si arrabbia inutilmente, perché le cose quasi sempre restano come stanno…
188 - L’arraggia nun dà buone cunziglie.
Quando uno è arrabbiato non ragiona a mente fredda e può commettere imperdonabili errori.
189 - L’uocchie spaccàieno ‘na montagna!
La potenza del malocchio è infinita ed è capace di cose addirittura portentose…
190 - Pare che nce ave missa ‘a coda ‘o diavolo!...
Modo di dire per indicare che in un affare andato a male pare ci abbia messo la coda lo stesso diavolo.
191 - Chi ‘e libertà è privo vurria essere morto e nun già vivo.
Chi è sottoposto a regimi polizieschi e antidemocratici è un vivo che preferirebbe talvolta essere morto.
192 - Chi nun rispetta nun po’ essere rispettato!
Il rispetto per le opinioni e la integrità fisica degli altri è il presupposto di ogni rispettosa libertà fisica e morale anche nei nostri confronti.
193 - Abbisogna fa’ ‘o pìreto pe’ quanto è gruosso ‘o culo.
Non bisogna mai intraprendere cose superiori alle proprie forze.
194 - ‘A gatta, quanno nun po’ arrivà’ a ‘o lardo, dice ca fète.
Si disprezza ciò che non è facile poter raggiungere.
195 - Chi cerca chello che nun deve, trova chello che nun vo’.
A ricercare cose che non si debbono indagare, si finisce per trovare cose spiacevoli, che uno avrebbe preferito non conoscere.
196 - Chi nun sa abballà ca nun ascesse ‘mmiezo!
Quando non si hanno le qualità elementari per partecipare a qualche impresa, è più decoroso e prudente tenersene lontani…
197 - Chi se veste d’ ‘e panne ‘e l’àutre presto se spoglia.
Chi accetta o sollecita un incarico inadeguato alle proprie capacità dovrà poco dopo rinunziare a ciò che ha conquistato.
198 - Chi troppo vo’ saglì’ subbeto cade.
Chi vuole andare oltre le proprie forze sarà costretto a fermarsi o addirittura precipeterà.
199 - ‘O ssupiérchio rompe ‘o cupiérchio.
Il troppo storpia.
200 - Pure ‘e pùllece tèneno ‘a tossa.
Di quei ragazzi che si atteggiano a grandi, di gente priva di ogni cultura che vogliono mettere bocca nei discorsi seri, ecc

San Gaetano Errico Sacerdote e Fondatore : “Missionari dei Sacri cuori”


Gaetano Errico, nasce il 19 ottobre 1791 a Secondigliano, antico casale a nord della città di Napoli. È il terzogenito di dieci figli di Pasquale e Maria Marseglia.
Viene battezzato il giorno dopo la nascita nella chiesa parrocchiale dei Santi Cosma e Damiano con i nomi di Gaetano, Cosma e Damiano. A sette anni è ammesso alla prima comunione e ad undici al sacramento della confermazione. A quattordici anni chiede di entrare prima tra i Cappuccini e, poi, tra i Redentoristi, ma la domanda è respinta a causa dell’età.

A sedici anni chiede di essere ammesso al seminario arcivescovile di Napoli (il vostro servitore che ha composto questa agiografia è stato nello stesso seminario durante 6 anni). Nel gennaio del 1808 indossa l’abito talare e, poiché la famiglia non è in grado di sostenere i costi per il suo mantenimento da interno, segue gli studi da esterno, raggiungendo a piedi il seminario. Ogni giorno, tra andata e ritorno, sono 8 chilometri, con il freddo, il caldo e la pioggia, attirando l’ammirazione delle persone, che al vederlo passare esclamano: “Ecco S. Gaetano che passa! ”.

È ordinato sacerdote il 23 settembre del 1815 dal Card. Ruffo Scilla nella Cappella di Santa Restituta, nella Cattedrale di Napoli.
A don Gaetano viene subito assegnato il compito di maestro comunale, che esercita, per quasi vent’anni, con diligenza, vigilanza e zelo, preoccupandosi, con la cultura, di insegnare, soprattutto, i principi cristiani. Si dedica con amore al servizio pastorale nella chiesa parrocchiale dei Santi Cosma e Damiano. La strada e il confessionale furono i luoghi privilegiati dell’azione pastorale di don Gaetano. La strada gli permetteva di incontrare le persone alle quali rivolgeva un suo abituale invito: “Dio ti vuole bene, quando ci vedremo?”, e nel confessionale rendeva loro possibile l’incontro con la misericordia del Padre celeste.

Sviluppa la sua attività apostolica secondo quattro direzioni:
Ø  annuncio della Parola,
Ø  ministero della riconciliazione,
Ø  assistenza materiale e spirituale ai malati,
Ø  servizio della carità.
Quattro modi distinti per dire agli uomini che Dio è Padre e li ama.
Ogni anno, da sacerdote, si ritira a Pagani (Salerno), nella casa dei padri Redentoristi, per gli esercizi spirituali.

Nell’anno 1818, mentre prega nel coro, avviene un fatto destinato a segnare ed a cambiare il corso della sua vita: gli appare S. Alfonso per comunicargli che Dio lo vuole fondatore di una Congregazione religiosa, dandogli come segno la costruzione in Secondigliano di una chiesa in onore della Vergine Addolorata: il 9 dicembre del 1830, la chiesa è benedetta.
Terminata la costruzione, Gaetano Errico commissiona a Francesco Verzella, scultore napoletano, una statua in legno della Madonna Addolorata. La tradizione vuole che egli abbia fatto rifare più volte il volto, esclamando alla fine: “Così era”. L’aveva vista in visione?
La statua fa il suo ingresso in Secondigliano nel maggio del 1835 e da allora continuano ininterrotti il pellegrinaggio e la devozione dei fedeli verso l’Addolorata di Gaetano Errico.

Negli anni seguenti, mentre don Gaetano prega nel medesimo coro di Pagani, davanti al SS. Sacramento, il Signore gli manifesta che la nuova Congregazione “dev’essere istituita in onore dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria”.
Da allora i Sacri Cuori diventano per Gaetano Errico il centro della sua azione apostolica e missionaria. Terminata la chiesa, don Gaetano comincia a costruire, in un luogo adiacente, la casa che dovrà ospitare i futuri religiosi, i “Missionari dei Sacri Cuori”. Costruisce dapprima una piccola casa, dove nel 1833 si ritira ad abitare insieme ad un laico, che cura il servizio della chiesa. Con il trasferimento dalla casa paterna, inizia ufficialmente la realizzazione dell’incarico più importante ricevuto da Dio: la fondazione della Congregazione dei Missionari dei Sacri Cuori. Ingrandita la casa, fonda il “Ritiro sacerdotale dei Sacri Cuori”, per accogliere i sacerdoti disposti ad impegnarsi soprattutto nel lavoro delle missioni popolari.

Don Gaetano è un uomo di Dio, è un “santo”. Come ha fatto a diventarlo?
Il primo segreto della sua santità è “consumare le ginocchia nella preghiera e... anche nel pavimento”. Che don Gaetano sia un uomo di preghiera lo testimoniano le tante persone che l’hanno conosciuto e le due “fossette” nel pavimento della sua stanza, scavate dalle sue ginocchia.
La penitenza è il secondo segreto della sua “santità”: nei venerdì e sabati limita i suoi pasti ad un solo piatto di minestra. Tutti i mercoledì, ed in molte vigilie, digiuna a pane ed acqua. Spesso dorme per terra. Porta “un cilicio che cinge la sua persona: petto, braccia e gambe”. “Usa discipline di cordicella e di ferro di varie specie”.

Don Gaetano nel 1833 inoltra al Re la domanda per il riconoscimento di un Ritiro, che è approvato insieme al regolamento il 14 marzo 1836. Il 1° ottobre 1836 apre il noviziato, ammettendovi nove giovani. Nel maggio 1838 chiede il riconoscimento pontificio della Congregazione ed il 30 giugno riceve il decreto di lode. Nell’aprile 1846 ritorna a Roma per chiedere la definitiva approvazione.
La Congregazione è cresciuta: è aumentato il numero dei congregati e sono state aperte diverse case. Il 7 agosto 1846 il Beato Pio IX (Giovanni Maria Mastai Ferretti, 1846-1878) emette il decreto di approvazione ed il 15 settembre il Breve apostolico.
Gaetano Errico, dopo l’approvazione, è unanimemente eletto Superiore Generale. Fino alla morte lavora per lo sviluppo della Congregazione, curando in modo particolare la formazione dei soggetti.
S’impegna nell’attività missionaria, nella predicazione al popolo e degli esercizi spirituali in numerosi conventi di suore, nella direzione spirituale e, specialmente, nell’amministrazione del sacramento della riconciliazione.
Muore a Secondigliano, all’età di 69 anni, il 29 ottobre 1860, alle 10 del mattino.
“Amatevi scambievolmente e siate osservantissimi delle Regole”.
È il testamento che lascia ai suoi congregati. “È morto un santo” è l’unanime commento di tutto il popolo.

Nel dicembre 1884 Pp Leone XIII (Vincenzo Gioacchino Pecci, 1878-1903) lo dichiara Venerabile; il 4 ottobre 1974 il Beato Paolo VI (Giovanni Battista Montini, 1963-1978) emette il decreto di eroicità delle virtù.
Il 14 aprile 2002 San Giovanni Paolo II (Karol Józef Wojtyła, 1978-2005) lo innalza agli onori degli altari; il 12 ottobre 2008 Pp Benedetto XVI (Joseph Aloisius Ratzinger) lo canonizza.

Parola del giorno: 29 Ottobre 2015

Lettera di san Paolo apostolo ai Romani 8,31b-39. 
Che diremo dunque in proposito? Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? 
Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui? 
Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio giustifica. 
Chi condannerà? Cristo Gesù, che è morto, anzi, che è risuscitato, sta alla destra di Dio e intercede per noi? 
Chi ci separerà dunque dall'amore di Cristo? Forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? 
Proprio come sta scritto: Per causa tua siamo messi a morte tutto il giorno, siamo trattati come pecore da macello. 
Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati. 
Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, 
né potenze, né altezza né profondità, né alcun'altra creatura potrà mai separarci dall'amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore. 



Salmi 109(108),21-22.26-27.30-31. 
Ma tu, Signore Dio, agisci con me secondo il tuo nome: salvami, perché buona è la tua grazia. 
Io sono povero e infelice e il mio cuore è ferito nell'intimo. 
Aiutami, Signore mio Dio, salvami per il tuo amore. 
Sappiano che qui c'è la tua mano: tu, Signore, tu hai fatto questo. 
Alta risuoni sulle mie labbra la lode del Signore, lo esalterò in una grande assemblea; 
poiché si è messo alla destra del povero per salvare dai giudici la sua vita. 




Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 13,31-35. 
In quel giorno si avvicinarono a Gesù alcuni farisei a dirgli: «Parti e vattene via di qui, perché Erode ti vuole uccidere». 
Egli rispose: «Andate a dire a quella volpe: Ecco, io scaccio i demòni e compio guarigioni oggi e domani; e il terzo giorno avrò finito. 
Però è necessario che oggi, domani e il giorno seguente io vada per la mia strada, perché non è possibile che un profeta muoia fuori di Gerusalemme. 
Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi coloro che sono mandati a te, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli come una gallina la sua covata sotto le ali e voi non avete voluto! 
Ecco, la vostra casa vi viene lasciata deserta! Vi dico infatti che non mi vedrete più fino al tempo in cui direte: Benedetto colui che viene nel nome del Signore!». 

mercoledì 28 ottobre 2015

FINALMENTE - SOLDI SPESI BENE - CHI FA E CHI DICE

Programma annuale di attuazione del
Piano di sicurezza stradale
( Ripristino doppio senso di circolazione in viale del Consiglio d' Europa)
•   Rotatorie
•   Isole direzionali
•   Attraversamenti pedonali rialzati
•   Isole salvagente

Importo totale intervento:
€ 416.840,00

L'amministrazione Di Muro riparte da 4 punti in consiglio ha la maggioranza numerica

Rileviamo e pubblichiamo:

FINALMENTE - SOLDISPESIBENE - CHIFAECHIDICE

Ristrutturazione e restauro dell'ex Casa Comunale con progetto di
 valorizzazione e restauro dei reperti archeologici di età romana

IMPORTO INTERVENTO:
€ 4.550.644,00



Canzone del giorno: Francesco De Gregori - Generale


Almanacco di oggi 28 Ottobre 2015


S. FERRUCCIO mart.
Ss. Giuda Taddeo e Simone apostoli

"Per S. Simone, il galletto si fa cappone"
Simone
Etimologia: Dall'antico ebraico "Shime'on", risaliamo alla variante greca "Simon", dalla quale, a sua volta, deriva la forma ecclesiastica latina "Simo-onis" (alla base dell'attuale Simone).
Carattere: Grosso o mingherlino ha sempre l'aria sognante. E' birichino anche da grande e mantiene un bel rapporto con la sua parte bambina. In amore è un po' calcolatore: riesce a farsi piacere le donne che possono tornargli in qualche modo utili per crescere emotivamente o per maturare psicologicamente. E' disponibile, un po' presuntuoso, dà a credere di sapere cose che conosce appena, però poi e si documenta velocemente.
Numero fortunato: 3
Energia, vitalità, salute, coraggio e determinazione fanno di te un carro armato in grado di conquistare qualsiasi posizione soprattutto nel lavoro. La fortuna spesso è dalla tua parte e ti offre ottime opportunità che tu sai afferrare con tempismo. Anche in amore ti mostri sicuro e determinato, spesso punti alto e vinci.
"Davvero sfortunata fu la prima nave da guerra a vapore. Varata il 29 ottobre 1814 dall'americano Fulton, con il nome di Demologos, non verrà mai impiegata in battaglia e salterà in aria per errore nel 1829."
Canaletto - 1697
Francis Bacon - 1909
Eros Ramazzotti - 1963
Julia Roberts - 1967
Lavoro
Il tempo dello spago appartiene ormai all'epoca in cui Berta filava. E non stanno tanto meglio chiodi e viti per quanto riguarda certi usi. Oggi è il momento degli adesivi, un trionfo dei lavori di ricerca in laboratorio e delle successive sintesi, che hanno segnato un'evoluzione silenziosa più che una rivoluzione. Negli anni Cinquanta si era passati da poco dalla colla di pesce e dalla colla forte da falegname, ai primi collanti sintetici, capaci di una straordinaria varietà di prestazioni, che oggi hanno invaso ogni aspetto della vita quotidiana. Ormai gli adesivi sono presenti dappertutto: dall'artigianato del legno alle calzature, dai lavori di tappezzeria e di legatoria, alla posa di moquette, parquet e carte da parati

METEO


Santa Maria Capua Vetere CE
mercoledì 28 Ottobre 2015
Precipitazioni sparse
19°C
Precipitazioni: 50%
Umidità: 81%
Vento: 11 km/h

Internet: Il nuovo volto del web marketing aziendale


Stiamo vivendo l'evoluzione nel modo di fare pubblicità sul web, ossia stiamo passando dall'era del web marketing on-line tradizionale, in cui la pubblicità era fatta attraverso banner, e il nuovo modo di fare pubblicità, il web marketing 2.0, basato sui social network il quale ci apre le porte ad un nuovo modo di fare pubblicità interattivo.

Perché sempre più aziende adottano le strategie del web marketing 2.0?

La motivazione principale che spinge a cercare forme di pubblicità alternative è il costo, perché acquistare spazi pubblicitari su portali a visibilità nazionale ha costi elevati, e i risultati alquanto deludenti, specie se commisurati ai costi.

Questa strategia può funzionare se il prodotto è studiato per la massa e la concorrenza contenuta, ma invece se è di nicchia e la concorrenza elevata i risultati saranno piuttosto scarsi.

Perché non funziona?

Concorrenza e mancanza di targettizzazione degli utenti.

In pratica, se il prodotto è di nicchia, bisogna cercare di individuare il target di potenziali utenti interessati al suo utilizzo e di conseguenza mirare a fare pubblicità su portali specializzati.

Ma ancora non funziona, specie se la concorrenza è elevata. Già perché se la concorrenza è elevata, anche la domanda di acquisto di spazi pubblicitari lo sarà, e di conseguenza anche il singolo spazio avrà costi più alti.

Alla fine quando saremo arrivati ad avere il nostro spazio, quanti saranno gli utenti che cliccheranno sul banner? E quanti fra questi compreranno il nostro prodotto?

Cosa propone il web marketing 2.0?

Basandosi sui social network, permette di avere un filo diretto coi nostri potenziali clienti perché da loro la possibilità di effettuare delle azioni. Li rende parte attiva della nostra campagna pubblicitaria.

I costi sono nulli. Aprire un profilo social ha costo zero. Il costo è unicamente in termini di tempo da parte nostra nel darci da fare a postare, a creare contenuti interessanti da pubblicare sul blog e condividere.

In questo modo riusciamo ad instaurare un dialogo con gli utenti. A loro volta se trovano interessanti i nostri contenuti li condivideranno coi loro contatti facendo pubblicità gratuita a noi stessi.

Vi siete convinti dell'efficacia di questo modo nuovo di fare pubblicità? Siete pronti a partire con la vostra campagna? Allora non esitata a contattarmi per avviare i vari profili aziendali social!!!

Opera di Tintoretto: Piscina probatica


Ricetta: tortine di mela cotogna

DESCRIZIONE
Le tortine di mela cotogna sono un dolce particolare, come particolari sono le mele cotogne. Sempre più rare nei nostri supermercati e presenti solo pochi mesi all’anno, sono mele dalla forma irregolare, grandi e abbastanza pesanti, dalla polpa molto compatta. Ma la cosa che le distingue di più da tutte le altre mele è il sapore. Aspro, ma piacevole, con una nota floreale. Le tortine di mela cotogna sono un dolce unico, come unica è la mela cotogna. Ci vuole un po’ di pazienza prima di infornare queste tortine, perché la mela ha bisogno di essere precotta, in questo caso con il miele. E’ un dolce ideale per la prima colazione, perché riempie e soddisfa. Provate la versione rivisitata di questa particolare pasta frolla, dove al posto dell’uovo ho messo lo yogurt. Il risultato non può essere solo mostrato agli occhi, per capire di cosa parlo bisogna assolutamente provare.
INGREDIENTI
PREPARAZIONE
1. Versate in una ciotola capiente la farina setacciata a pioggia. Unite lo zucchero di canna e 60 grammi di burro freddo, tagliato a cubetti. Alla fine unite lo yogurt fresco. Mescolate tutto bene con una spatola e poi iniziate lavorare con le mani poco e velocemente per incorporare il burro, ma senza riscaldare l’impasto.
Tortine di mela cotogna passo dopo passo
2. Create una palla compatta, liscia ed omogenea e mettetela in frigorifero per circa 20 minuti. Intanto lavate la mela cotogna, tagliatela a metà, togliete via il torsolo e tagliatela a spicchi. Ogni spicchio tagliatelo a fettine assai fini, ma non troppo per non farle rompere.
Tortine di mela cotogna proseguimento
3. Riscaldate la padella. Versate le fette di mela cotogna nella padella riscaldata e versate sopra un po’ di acqua fredda. Aggiungete il miele in quantità a piacere. Io ne ho messo 3 cucchiaini. Saltate le mele, aggiungendo se necessario ulteriore acqua, fino a quando non saranno abbastanza morbide ed elastiche. Nel frattempo ungete le formine con il burro. Togliete l’impasto dal frigo e stendetelo fino a ricavare una sfoglia dello spessore di circa un centimetro. Ricavate dei rettangoli dall’impasto (o dei cerchi, a seconda della forma del vostro stampo) e rivestite ogni stampo fino all’orlo.
Tortine di mela cotogna in forno
4. Quando le mele sono pronte, lasciatele raffreddare un po’. Riempite ogni forma con le fette di mela, avendo cura di compattarle bene, lasciando circa 50 millimetri dell’impasto sopra. Chiudete i bordi all’interno della tortina. Versate un cucchiaino di miele sopra le mele ed infornate in forno preriscaldato a 180 °C per circa 20 minuti. Se trascorsi i venti minuti le tortine non sono ancora pronte, cosa che potete verificare infilando uno stuzzicadenti nell’impasto, spegnete la parte alta del forno e lasciate solo quella sotto, quindi cuocete le tortine ancora per 5 minuti. Fate raffreddare leggermente prima di togliere le tortine dalla forma.
Tortine di mela cotogna facili
Ed ecco le vostre tortine di mela cotogna deliziose e profumate, pronte per essere gustate.
Tortine di mela cotogna ricultato finale
TRUCCHI E CONSIGLI
- Potete cuocere le mele cotogne nel burro oppure nell’acqua aromatizzata con della vaniglia. Tutto dipende dalla consistenza che volete ottenere. Io ho preferito lavorare il meno possibile la mela per conservare il suo profumo e la polpa soda.
- Le tortine sono abbastanza spesse ed anche ripieno di fette di mela cotogna impedisce in un certo senso al calore di penetrare all’interno, quindi prestate attenzione alla cottura. Bisogna conoscere bene il proprio  forno per non bruciare le tortine sopra, ma cuocerle a sufficienza dentro.
- Le mele cotogne possono essere acquistate nei mercati di frutta e verdura oppure dai contadini. Sono disponibili però solo per un paio di mesi all’anno, generalmente tra settembre e ottobre.

SS. Simone e Giuda Apostoli e martiri


Simone : per distinguerlo da Simon Pietro, fu soprannominato il “Cananeo” dagli evangelisti Matteo e Marco: « I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea, suo fratello; Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello, Filippo e Bartolomeo, Tommaso e Matteo il pubblicano, Giacomo di Alfeo e Taddeo, Simone il Cananeo e Giuda l'Iscariota, che poi lo tradì.» (Mt 10,1-4) – «Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro; poi Giacomo di Zebedèo e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di Boanèrghes, cioè figli del tuono; e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananeo e Giuda Iscariota, quello che poi lo tradì. » (Mc 3,16-18) e Zelòta da Luca: « Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede il nome di apostoli: Simone, che chiamò anche Pietro, Andrea suo fratello, Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo d'Alfeo, Simone soprannominato Zelòta, Giuda di Giacomo e Giuda Iscariota, che fu il traditore. » (Lc 6,13-16).

G
iuda : l'apostolo che ha il soprannome di Taddeo (vedi sopra Mt e Mc) e che Luca chiama “Giuda di Giacomo”,  è quello che nell'ultima Cena: « Gli disse Giuda, non l'Iscariota: “Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi e non al mondo? ”Gli rispose Gesù:“Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama non osserva le mie parole; la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.” »   (Gv 14,22-24).
È, questa, una lezione dell'amore mistico che Giuda Taddeo provoca con la sua domanda. L'amore di Dio unisce, mentre l'amore di se stessi divide.

Simone e Giuda si ritrovano ancora negli Atti (1,13)  e poi più nulla.

S. Fortunato, vescovo di Poitiers, dice che, Simone il Cananeo insieme a Giuda Taddeo, furono sepolti in Persia, dove, secondo le storie apocrife degli Apostoli, sarebbero stati martirizzati a Suanir.
Un monaco del IX secolo affermava che una tomba di Simone esisteva a Nicopsis (Caucaso) dove c'era anche una chiesa a lui dedicata, fondata dai Greci nel secolo VII.
Altri ancora affermano che Simone visitò l'Egitto e insieme a Giuda Taddeo, la Mesopotamia, dove entrambi subirono il martirio, segati in due parti; da qui il loro patrocinio su quanti lavorano al taglio della legna, del marmo e della pietra in genere.

Ma al di là di tutte le incertezze, Simone  e Giuda, come tutti gli apostoli, presero il  bastone e percorsero a piedi regioni vicine e lontane, per portare la luce della Verità e propagare la nuova religione fra i pagani.
Si possono, senz'altro, paragonare ai tanti discepoli di Cristo, che in ogni tempo e luogo hanno lavorato e lavorano nel silenzio e nascondimento per il trionfo del Regno di Dio, senza riconoscimenti eclatanti e ufficiali, in piena umiltà, perseveranza e sacrificio anche cruento della vita.

Significato dei nomi Simone : «Dio ha esaudito» - Taddeo : «colui che confessa o loda» (ebraico)

Parola del giorno: 28 Ottobre 2015


Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini 2,19-22. 
Fratelli, voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, 
edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, e avendo come pietra angolare lo stesso Cristo Gesù. 
In lui ogni costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore; 
in lui anche voi insieme con gli altri venite edificati per diventare dimora di Dio per mezzo dello Spirito. 



Salmi 19(18),2-3.4-5. 
I cieli narrano la gloria di Dio, 
e l'opera delle sue mani annunzia il firmamento. 
Il giorno al giorno ne affida il messaggio 
e la notte alla notte ne trasmette notizia. 

Non è linguaggio e non sono parole, 
di cui non si oda il suono. 
Per tutta la terra si diffonde la loro voce 
e ai confini del mondo la loro parola. 




Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 6,12-19. 
Avvenne che in quei giorni, Gesù se ne andò sulla montagna a pregare e passò la notte in orazione. 
Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede il nome di apostoli: 
Simone, che chiamò anche Pietro, Andrea suo fratello, Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, 
Matteo, Tommaso, Giacomo d'Alfeo, Simone soprannominato Zelota, 
Giuda di Giacomo e Giuda Iscariota, che fu il traditore. 
Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C'era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidone, 
che erano venuti per ascoltarlo ed esser guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti immondi, venivano guariti. 
Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che sanava tutti.

Caino e Abele

Da Baudelaire "I fiori del male" la poesia "Caino e Abele"

Dioscuro...

Abbiamo parlato più volte dei "Fiori del Male" di Baudelaire, ma ci sono dei versi che hanno sempre attirato la mia attenzione, sono le razze di Caino e Abele.
Sono metafore delle tipologie di umanità che adottano rispettivamente modi di esistere opposti.
Chi vive nella religione e nella prosperità, appagato dall'appoggio della divinità e della sua coscienza, contro chi vive l'umanità nella sua essenza più carnale, asseconda i suoi istinti e ne è condannato. Contadini contro cacciatori, santità contro umanità, ricchezza contro povertà, beatitudine contro dannazione.
Si parla di razze, quindi non c'è scelta. Voi siete più Caino o Abele? :)

Caino e Abele

Razza d'Abele, dormi, bevi e mangia:
con che compiacimento ti sorride Dio!

Razza di Caino, striscia
nel fango e muori miserabile!

Razza d'Abele, il tuo sacrificio
accarezza il naso ai Serafini!

Razza di Caino, il tuo supplizio
potra mai avere fine?

Razza d'Abele, guarda prosperare
II tuo bestiame e le tue semine!

Razza di Caino, le tue viscere
urlano di fame come un vecchio cane!

Razza d'Abele, scaldati il ventre
al focolare patriarcale!

Razza di Caino, trema di freddo
nel tuo antro, povero sciacallo!

Razza d'Abele, ama e prolifica!
Anche il tuo oro si moltiplica!

Razza di Caino, guardati
dalle grandi brame, cuore ardito!

Razza d’Abele, tu cresci e ti pasci
come le cimici dei boschi!

Razza di Caino, trascina per le strade
la tua famiglia disperata!

Razza d'Abele, la tua carogna
ingrasserà la fumante terra!

Razza di Caino, il tuo compito
non è ancora finito!

Razza d'Abele, vergognati!
II ferro e vinto dallo spiedo!

Razza di Caino, sali al cielo
e scaraventa sulla terra Dio!

C. Baudelaire
Le Fleurs du Mal

Johnny:
Io sono molto più Abele, mi hanno già ucciso diverse volte....

Goethe:
Io sono Abele con Caino.
E sono Caino con Abele.

Intelligenti Pauca

CITAZIONE DI SAN FRANCESCO DI SALES

PAROLE DI SAN FRANCESCO DI SALES PER I FALSI FARISEI DI ALCUNE PARROCCHIE DELLA DIOCESI DI CAPUA

“NON ACCONTENTARTI DI ESSERE POVERO COME I POVERI, MA SII PIU’ POVERO DEI POVERI, VA A SERVIRLI QUANDO GIACCIONO A LETTO INFERMI E DEVI SERVIRLI CON LE TUE PROPRIE MANI.

QUESTA SERVITU’ E PIU’ GLORIOSA DI UN REGNO”.

CITAZIONE DEL GIORNO

MA COME CALZA BENE PER QUESTA CITTA'!
PROBABILMENTE AVEVA SOGGIORNATO PER UN PERIODO DI TEMPO A S MARIA…


cavalli

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BIAGIO MARIA DI MURO

RISPONDIAMO AL NUOVO CITTADINO C.DV.CHE DA QUALCHE MESE SI E’ TRASFERITO DAL LAZIO IN CAMPANIA E PRECISAMENTE A S.MARIA CAPUA VETERE IN VIA GALATINA CHE CI HA CHIESTO CHI ERA IL SINDACO DELLA CITTA’.

BIAGIO MARIA DI MURO

BIAGIO MARIA DI MURO

BIAGIO DI MURO

TI RIMETTO LA FOTO DI BIAGIO DI MURO E UNA PARTE DEL SUO CURRICULUM VITAE

BIAGIO DI MURO SI E’ LAUREATO, IL 30/10/1995, CON 110 E LODE IN ARCHITETTURA PRESSO L’UNIVERSITA’ DI NAPOLI, CON UNA TESI SPERIMENTALE IN SCIENZE DELLE COSTRUZIONI ED E’ ISCRITTO ALL’ORDINE DEGLI ARCHITETTI DELLA PROVINCIA DI CASERTA AL N. 872.

SVOLGE UNICAMENTE LA LIBERA PROFESSIONE ED HA LO STUDIO IN S.MARIA C.V., AL CORSO ALDO MORO N.73

E’ABILITATO AL COORDINAMENTO DI SICUREZZA – D.LGS.494/96 – CON ATTESTATO DI CORSO RILASCIATO DALL’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II, A CURA DEL CENTRO INTERDIPARTIMENTALE DI RICERCHE L.U.P.T. DAL 24 NOVEMBRE 1997.

HA PARTECIPATO AL GRUPPO DI RICERCHE SUL TEMA “STABILITA’ DELLE TORRI IN MURATURA” ORGANIZZATO DALL’ISTITUTO DI “COSTRUZIONE DELLA FACOLTA’ DI ARCHITETTURA” – UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI, FEDERICO II.

E’ COLLABORATORE DELLA III AREA DI RICERCA “PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E SISTEMI INFORMATIVI TERRITORIALI” L.U.P.T. – LABORATORIO DI URBANISTICA E PIANIFICAZIONE TERRITORIALE DELL’UNIVERSITA’ FEDERICO II DI NAPOLI, FACOLTA’ DI ARCHITETTURA.

E’ MEMBRO DELL’AREA DI RICERCA “PROGETTAZIONE URBANA, AMBIENTALE E DEL RECUPERO E VALORIZZAZIONE DEI BENI STORICI, ARCHITETTONICI, ARCHEOLOGICI E PAESAGGISTICI” DEL CENTRO DI RICERCA L.U.P.T. DELL’UNIVERSITA’ FEDERICO II DI NAPOLI FACOLTA’ DI ARCHITETTURA – DIRETTORE PROF. FRANCO MARINIELLO.

HA SEMPRE AVUTO UN FORTE LEGAME CON LA POLITICA ATTIVA, ESSENDO FIGLIO DI NICOLA DI MURO, IL QUALE FIN DAL 1956 E’ ESPRESSIONE DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA, PRIMA A LIVELLO COMUNALE I POI OLTRE AI CONFINI CITTADINI, FINO A DIVENTARE UOMO DI RIFERIMENTO DEL PARTITO AI PIU’ ALTI LIVELLI.

BIAGIO MARIA DI MURO FIN DALL’ADOLESCENZA HA POTUTO ASSORBIRE TUTTA L’ESPERIENZA POLITICA ED AMMINISTRATIVA, AVENDO AVUTO MODO DI FREQUENTARE ASSIDUAMENTE IL PARTITO.

PARTECIPA ALLA CONSULTAZIONE ELETTORALE AMMINISTRATIVA DEL 2002, CANDIDATO CON FORZA ITALIA, RIPORTANDO CIRCA 1000 VOTI DI PREFERENZE CONTRIBUENDO IN MODO DETERMINANTE DA FAR DIVENTARE FORZA ITALIA IL PRIMO PARTITO IN CITTA’.

DOPO NEL 2007 ASSUME LA CARICA DI VICE SINDACO, MA DOPO QUALCHE MESE NON ESITA A LASCIARE IL PRESTIGIOSO INCARICO QUANDO SI ACCORGE CHE CON LA DEFENESTRAZIONE DELL’ASSESSORE MARCIANO SCHETTINO VENIVANO TRADITI GLI IMPEGNI E LE PROMESSE SOTTOSCRITTE NEL PROGRAMMA ELETTORALE PRESENTATO AGLI ELETTORI.

DAL 2011 AL 2015 E’ STATO SINDACO DELLA CITTA’ DI S.MARIA CAPUA VETERE.

CAF

SERVIZIO CAF PRESSO LA NOSTRA SEDE IN C.SO ALDO MORO N.73 AVETE A DISPOSIZIONE UNA SERIE DI SERVIZI UTILI:

1. MODELLO ISEE

2. MODELLO ISEEU

3. BONUS E RIDUZIONE CANONE

4. TELECOM, GAS, ENERGIA, ACQUA

5. MODELLO RED

6. MODELLO 730

7. MODELLO 740

8. MODELLO ICI

9. ASSEGNI PER NUCLEO FAMILIARE

10. ASSEGNI DI MATERNITA’

11. MODELLO UNICO

12. ICRIC, ICLAV, ACCAS/PS

13. SOCIAL CARD

14. SUCCESSIONI

15. TRASMISSIONE TELEMATICA

16. CONTRATTI DI AFFITTO

17. MODELLO EAS



SERVIZI PROFESSIONALI:

1) CONSULENZA E ASSISTENZA LEGALE

2) CONSULENZA FINANZIARIA

3) CONSULENZA AZIENDALE

4) PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA

5) PRATICHE CATASTALI

6) ESECUZIONI E LAVORI CHIAVI IN MANO



SERVIZIO PATRONATO:

1. INVALIDITA’ CIVILE

2. ACCOMPAGNAMENTO

3. PENSIONI INPS – INPDAP

4. INFORTUNI SUL LAVORO

5. DISOCCUPAZIONE

6. RECUPERO CONTRIBUTI

7. MEDICINA LEGALE

8. LAVORO

9. FAMIGLIA

10. COLF E BADANTI

11. PRESTAZIONI ASSISTENZIALI

12. PREVIDENZA COMPLEMENTARE

13. IMMIGRAZIONE

STUDIO TECNICO DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA, PRATICHE CATASTALI ED URBANISTICHE, ARCHITETTURA PER INTERNI




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CANZONE DI ANTOINE: QUALUNQUE COSA FAI TI TIRANO LE PIETRE.....

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Studio Legale

LAVORI PUBBLICI

PUBBLICHIAMO LE FOTO DELLE OPERE PUBBLICHE PER LE QUALI INIZIERANNO PRESTO I LAVORI .SALVO RITARDI DOVUTI ALLA SCELLERATA AZIONE DI SFIDUCIA CHE COMPORTERA' AUMENTO DI COSTI E PERDITE DI FINANZIAMENTI

RECUPERO STRUTTURALE E FUNZIONALE DELL' EDIFICIO DELLE SCUOLE ELEMENTARI "PRINCIPE DI PIEMONTE"

IMPORTO FINANZIAMENTO

euro 2.330.ooo,oo

SCUOLA PRINCIPE DI PIEMONTE

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LAVORI PUBBLICI

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RISTRUTTURAZIONE E AMMODERNAMENTO DEL PLESSO SCOLASTICO RIONE IACP

IMPORTO FINANZIAMENTO

EURO 700.000,00

IACP

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lavori pubblici

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RIFACIMENTO PIAZZA SAN PIETRO

IMPORTO FINANZIATO:

euro 150.000,00

piazza San Pietro

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lavori pubblici

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PROGRAMMA DI RECUPERO URBANO COMPARTO C1 NORD OVEST – RIONE IACP

IMPORTO INTERVENTO:

euro 1.502.373,12

IACP

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lavori pubblici

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REALIZZAZIONE DI UN CAMPO SPORTIVO POLIVALENTE COPERTO IN VIA GIOTTO – RIONE IACP

IMPORTO DEL FINANZIAMENTO :

euro 512.000

iacp

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arco adriano

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RESTAURO CONSERVATIVO DELL’ARCO ADRIANO. SISTEMAZIONE DEL TRATTO DI VIA APPIA TRA ANFITEATRO ED ARCO ADRIANO

RICHIESTA FINANZIAMENTO

Euro 2.470.698,58

arco adriano

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villetta l.sturzo

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PROGETTO PER LA VILLETTA TEMPO LIBERO ALLA VIA L. STURZO

RICHIESTA DI FINANZIAMENTO:

euro 127.000,00

villetta l. sturzo

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asilo nido

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PROGETTO DI ASILI NIDO PER BAMBINI DA 0 A 36 MESI IN VIA ALBANA 107

TOTALE DEL FINANZIAMENTO:

euro 699.438,18

asilo nido

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PERDONA LORO......

Padre perdona loro! Perché li hai accecati? Perché hai tolto loro la memoria? Forse perché non credono più in Te? Padre perdonali! Tu sei un Dio buono: essi non sanno quello che fanno.... Non ricordano quando Tu mandasti loro la manna dal cielo e tutti sopravvissero e trovarono la terra promessa. Oggi li vuoi punire perché hanno troppo peccato? È per questo che la nuova manna tarda ad arrivare? Se sono ancora scettici e sono ancora cristiani se lo facessero spiegare dal loro parroco. Se poi sono degli assatanati, arrabbiati, solo perché credono di essere degli unti dal Signore, e solo perché sono stati abituati a credere di essere dei privilegiati, dimenticando i comandamenti che Dio diede a Mosè, allora fanno bene a pregare il vitello d'oro. E fanno bene a servire il vitello casalese sempre presente e che è stato causa del saccheggio sammaritamo e della chiusura delle industrie e la conseguente fine del lavoro, del commercio e delle possibilità di dare da bere agli assetati. Ma Tu Signore, nella Tua Infinita Bontà, Perdonali.....

NON CI SIAMO LIBERATI DI TUTTI MA RESTERANNO ALL'OPPOSIZIONE

NON CI SIAMO LIBERATI DI TUTTI MA RESTERANNO ALL'OPPOSIZIONE