prova


Non lasciare mai, che il successo ti nasconda la sua vacuità, un' impresa la sua vanità, la fatica la sua desolazione. Mantieni vivo dentro di te l' incentivo ad andare ancora più avanti, quell' inquietudine dell' anima che ci spinge al di là di noi stessi. Non guardare indietro, e non accarezzare sogni per il futuro. Ciò non verrebbe nè a restituirti il passato nè a soddisfare gli altri tuoi sogni ad occhi aperti. Il tuo dovere, la tua ricompensa, il tuo destino sono qui ora.
(Dag Hammaarskjold, Markings)
Dobbiamo accettare le delusioni che sono limitate, ma non dobbiamo mai perdere l'infinita speranza.
(Martin Luther King)
Noi non dimentichiamo e non demordiamo.
Quanno 'a furmicola vò murì, mètte è scèlle. Si dice di chi, raggiunta la ricchezza, perde ogni senso della misura e finisce per far cose illogiche e per danneggiare se stesso.
Quanno ò perucchio saglie in gloria perde à scienza e à memoria. Il villano che sale nella scala sociale dimentica subito la sua origine e coloro che lo hanno agevolato nella ascesa.

lunedì 28 dicembre 2015

Allarme smog, governo in campo: convocati i sindaci. Lite tra Grillo e Pd

I sindaci che bloccano il traffico vengono accusati di isolare le città, chi opta per le targhe alterne è tacciato di lassismo. Qualunque sia la soluzione scelta per ripulire l'aria dei centri urbani, soffocati dalle polveri sottili, impazzano le critiche. Nella settimana dello stop alle auto l'inquinamento è il cavallo di battaglia dello scontro politico e dopo che a Roma per 35 giorni ben sette centraline hanno superato il limite dei 50 microgrammi di polveri sottili per metro cubo, è chiaro che un piano organizzato sia urgente e necessario. «Basta muoversi in ordine sparso», afferma il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti. Che convoca per mercoledì 30 dicembre una riunione di coordinamento degli interventi contro lo smog nelle città italiane: ci saranno i presidenti di Regione, i sindaci e il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio. «L'emergenza può durare ancora molto e ripresentarsi in futuro in modo sempre più frequente, visto gli effetti che i cambiamenti climatici stanno determinando in ogni parte del mondo: per questo la nostra risposta deve essere coordinata e di sistema», annuncia Galletti.

Mino Reitano - Una Ragione Di Più


Almanacco di oggi 28 Dicembre 2015

Santi del Giorno
Santi Innocenti (Martiri)
Sant'Antonio di Lerins (Monaco)
Accadde Oggi
1895 - Nasce il cinema con i Lumière (119 anni fa): Un gruppo di operai, per lo più donne, con indosso abiti tipici della Belle Époque, esce dalla fabbrica al termine della giornata di lavoro. È l'episodio iniziale del...
1869 - Brevettata la gomma da masticare (145 anni fa): Palline mollicce e insapori di caucciù, zucchero e aromi. I primi esempi di chewing gum (in italiano "gomma da masticare") delusero abbastanza e niente lasciava immaginare il...
Nati in questo giorno
1954 - Denzel Washington (60 anni fa): L'anima afroamericana di Hollywood, dove da oltre vent'anni recita il ruolo della grande star superpagata e contesa dai registi più famosi, Spike Lee su tutti. Nato a Mount Vernon, nello...
1962 - Michel Petrucciani (52 anni fa): Un sublime esempio di genio della musica, più forte di un ingrato destino che non gli impedì di entrare nell'olimpo dei migliori pianisti di jazz. Nato ad Orange, nel sud della...
Nati... sportivi
1988 - Enrica Merlo (26 anni fa): Nata ad Este (in provincia di Padova), è una pallavolista alta 170 cm, dal 2007 a Bergamo ma con trascorsi a Padova e Reggio Emilia. A partire dal campionato 2015/16 gioca nella Pallavolo...
1905 - Fulvio Bernardini (109 anni fa): È stato un dirigente sportivo, allenatore di calcio e calciatore; prima portiere o attaccante e in seguito centrocampista. È ricordato dai più però per essere stato...
Eventi Sportivi
1993 - Roberto Baggio è il migliore (21 anni fa): Con 142 voti Roberto Baggio ha vinto il Pallone d'oro 1993, il riconoscimento che premia il miglior giocatore dei campionati del Vecchio Continente. Dietro il numero dieci juventino si è...
1982 - Il Pallone d'oro è di Paolo Rossi (32 anni fa): Il campione del mondo Paolo Rossi è il vincitore del premio calcistico "Pallone d'oro". Dopo lo scudetto, l'attaccante juventino ha aggiunto così un altro importante tassello...

Cistite, una problematica fastidiosa, fonte di notevoli disagi

Si manifesta generalmente con sensazione di dolore e bruciore al basso ventre, che si acuisce durante la minzione. Si avverte lo stimolo continuo a urinare e allo stesso tempo l’urina viene eliminata con difficoltà. Nei casi più gravi si può avere perdita di sangue con le urine a causa della lesione dei tessuti, dovuta all’infiammazione persistente.

Spesso poi la cistite può non essere un evento sporadico, essa si può ripresentare ciclicamente, fino a diventare un noioso, irritante e doloroso problema.

I colpevoli di questo stato infiammatorio sono batteri provenienti prevalentemente dall’intestino. Tra questi il principale responsabile è l’Escherichia coli, mentre altri microrganismi possono arrivare in vescica dall’ambiente esterno.

Questa fastidiosa problematica affligge prevalentemente le donne per una ragione puramente anatomica. L’uretra femminile, ovvero il condotto che elimina l’urina collegando la vescica con l’ambiente esterno, è molto più corta rispetto a quella maschile. Inoltre è particolarmente vicina al retto e alla vagina e ciò facilita la risalita dei batteri intestinali fino alla vescica, che viene infettata.

Fortunatamente la vescica produce delle sostanze capaci di impedire l’adesione dei microrganismi patogeni. Nelle urine sono presenti anticorpi e una proteina capace di intrappolare i batteri, che vengono così eliminati tramite la minzione. La stessa urina ha proprietà disinfettanti. Infine, il lavaggio continuo della vescica e della parete dell’uretra, rappresenta un efficace meccanismo di difesa.

È interessante notare come la capacità delle cellule delle vie genito-urinarie di difendersi dall’adesione dei batteri sembri cambiare molto in base alle oscillazioni ormonali. La forza adesiva batterica è infatti più limitata durante i primi giorni del ciclo mestruale, mentre la capacità di difesa dell’organismo si indebolisce nei giorni che corrispondono all’ovulazione, nel primo periodo di gravidanza e dopo i 65 anni.

Anche la presenza di una flora batterica vaginale sana aiuta a contrastare le infezioni. I microrganismi qui presenti sono infatti degli ottimi guardiani, che impediscono la crescita dei batteri cattivi.

Le cause responsabili della cistite possono essere varie:
- La riduzione delle difese immunitarie
- Lo stress
- Il cambio di alimentazione o un’alimentazione scorretta (cambiare alimentazione infatti, può creare squilibri a livello della flora batterica intestinale, da cui provengono la maggior parte dei batteri che causano la cistite)
- La sudorazione eccessiva e la disidratazione
- L’uso di detergenti intimi non specifici

Quindi, come comportarsi in caso di cistite acuta e per prevenirne le recidive?
- Evitare il consumo di cibi e bevande irritanti come alcolici, bevande contenenti caffeina, piatti saporiti con peperoncino e cibi speziati in generale
- Limitare il consumo di dolci e zuccheri che favoriscono lo sviluppo batterico
- Si possono consumare cereali, carni bianche e pesce, evitando insaccati e prodotti stagionati perchè ricchi di conservanti
- Avere una regolare funzionalità intestinale
- Assicurare un adeguato apporto idrico giornaliero
- Usare detergenti intimi appropriati, tendenzialmente più acidi, e in generale, prestare particolare attenzione all’igiene intima
- Non indossare jeans ed abiti stretti, che possono creare un ambiente idoneo alla proliferazione batterica

Accanto a questi accorgimenti, prima di ricorrere subito ad antibiotici e farmaci, che affaticano inutilmente un organismo già squilibrato, un grande aiuto arriva dal mondo vegetale.

Infatti esistono diverse piante utili ed efficaci sia a livello di prevenzione che in caso di cistite acuta.

La prima è l’Uva ursina, Arctostaphylos uva ursi.

Originaria dell’America centro-settentrionale, cresce molto bene anche in Italia, nelle Alpi ed Appennini del centro-nord, tra i 1000 e i 2000 metri di altezza. In Europa è proprio quella italiana a vantare la maggiore concentrazione di principi attivi.

Essa deve il suo nome alla passione degli orsi di montagna per le sue bacche rosse.

Per il trattamento della cistite si usano le foglie giovani, preferibilmente raccolte in primavera ed estate.

Esse hanno azione antinfiammatoria, antisettica e calmante dello stimolo continuo alla minzione.

E’ interessante notare come queste proprietà siano da ricondurre al fitocomplesso estratto dalle foglie, ovvero l’insieme dei principi attivi, piuttosto che ad un singolo componente.

L’arbutina, il principio attivo con cui viene titolata, assieme ad un altro gruppo di principi attivi appartenenti alla famiglia degli eterosidi, svolge un’azione antibatterica nei confronti di Stafilococchi ed Escherichia coli.

I tannini ostacolano l’aderenza dei microrganismi alle pareti della mucosa e limitano la produzione di muco da parte dei tessuti infiammati.

Di nuovo l’arbutina, assieme ad altri composti (flavonoidi e acidi organici), esercita azione antinfiammatoria e diuretica (per favorire l’allontanamento dei batteri).

La reale efficacia dell’Uva ursina nel trattamento e nella prevenzione delle cistiti è stata più volte messa in dubbio e si è venuta a creare un po’ di confusione. Abbiamo visto come sia l’arbutina il principio attivo a cui si deve la principale azione antibatterica. Essa viene assorbita dall’intestino ed elaborata dal fegato (coniugata), così circola nel sangue e arriva alla vescica per essere eliminata con l’urina. Perché l’arbutina possa svolgere la sua azione antisettica, deve essere nella sua forma libera (dissociata) e ciò avviene in un ambiente alcalino, mentre normalmente il pH delle urine risulta acido. Però questo non significa che l’arbutina non sia efficace. Da recenti studi, sembra infatti che la formazione di arbutina libera sia favorita dalla presenza di particolari enzimi che si trovano negli stessi batteri infettanti. Inoltre, l’infezione batterica basifica già di suo l’ambiente, favorendo così l’attività dell’arbutina. Quindi, in caso di cistite acuta, non si può mettere in discussione l’efficacia di questa pianta.

E per prevenire la cistite e le sue recidive?
Anche nell’ambito della prevenzione l’Uva ursina può costituire un valido rimedio, perché non contiene solo arbutina. È l’insieme dei suoi principi attivi infatti, che svolge l’azione antisettica, antinfiammatoria e diuretica.

Un'altra pianta utile per il trattamento e per la prevenzione delle cistiti è il Mirtillo rosso, Vaccinium macrocarpon.

Più noto come Cranberry o Mirtillo americano, è una pianta originaria del Nord America.

Il succo, ottenuto dai frutti, ha proprietà antibatteriche, note già alle popolazioni indigene, che lo sfruttavano per disinfettare le ferite.

L’azione antisettica delle vie urinarie, si deve alla capacità dei principi attivi, di acidificare il pH delle urine ostacolando così lo sviluppo batterico. Per questo motivo, è particolarmente utile per chi soffre spesso di cistite, in quanto ne previene le eventuali recidive.

Anche in caso di cistite acuta è un prezioso alleato perché impedisce l’adesione dei batteri alle pareti della vescica, in particolare di Escherichia coli e dei maggiori patogeni del tratto urinario.

Un’altra pianta utile per la sua azione antimicrobica è il Pompelmo, Citrus paradisi, pianta originaria dall’America centrale, ottenuta dall’incrocio tra l’Arancio dolce e il Pomelo.

Il frutto è apprezzato per il suo succo, ricco di antiossidanti e vitamina C.

E' l’estratto che si ricava dai semi del Citrus paradisi a vantare le proprietà antibatteriche, antivirali ed antimicotiche. L'azione disinfettante è selettiva verso i batteri patogeni, mentre preserva l’integrità della flora batterica intestinale. Per questo i suoi principi attivi, disinfettanti ed antinfiammatori, sono molto apprezzati nel trattamento della cistite. Esso non indebolisce la nostra flora batterica, anzi la mantiene forte e sana e questo è molto importante per evitare recidive e ricadute.

Un altro rimedio non è una pianta, ma uno zucchero sempre proveniente dal mondo vegetale: il D-mannosio. 
È uno zucchero semplice che si estrae dal legno della Betulla o del Larice. Una volta ingerito raggiunge intatto la vescica, dove si lega ai batteri. In questo modo impedisce che si attacchino alle pareti della mucosa e di conseguenza previene l’infiammazione. Inoltre i batteri preferiscono legarsi al d-mannosio piuttosto che alla vescica, così anche quelli già attaccati alle pareti si staccano per unirsi allo zucchero. Batteri e D-mannosio sono poi allontanati tramite la minzione. Un altro vantaggio è che il d-mannosio ingloba anche le tossine infiammatorie prodotte dagli stessi batteri.

I benefici del d-mannosio non si fermano qui: esso è anche uno dei componenti della mucosa della vescica. Il suo apporto contribuisce a ricostruire lo strato protettivo superiore della mucosa distrutto dalle ripetute infiammazioni. Per questo il d-mannosio può essere utile anche per chi soffre di cistite non batterica, ma causata da microtraumi a carico delle pareti della vescica.

Altri validi alleati per l’azione antibatterica sono gli oli essenziali, in particolare molto utilizzati sono quelli di Cannella, Timo e Ginepro, specifici proprio per le vie genito-urinarie.

Infine accanto alle piante disinfettanti ed antinfiammatorie, può essere utile affiancarne altre, che promuovano la diuresi, importante per diluire la carica batterica ed eliminare i batteri, come ad esempio Verga d’oro e Ortosiphon.

Panpepato

DESCRIZIONE
Il panpepato è una specialità della tradizione italiana durante le feste natalizie. La ricetta risale al XV secolo. Preparato inizialmente dalle famiglie contadine, divenne presto un dolce ricercato anche nelle corti dei nobili, infatti veniva consumato a Ferrara dagli Estensi e a Firenze dalla famiglia Medici. La sua caratteristica principale è l’utilizzo di frutta secca e spezie, provate anche voi durante la preparazione a ripercorre il tempo, facciamo un tuffo nel passato, solo così potrete capire l’originalità e la bontà di questo dolce. Numerose le varianti che vedono protagonista il panpepato, qui trovate una ricetta semplice che vi permetterà di preparare a casa vostra questo straordinario dolce.
INGREDIENTI
PREPARAZIONE
1. Iniziate mettendo dell’acqua tiepida in una casseruola, unite l’uvetta e fatela ammorbidire per 15 minuti circa. Prendete le noci, eliminate il guscio (oppure in commercio potete trovare il prodotto già pronto all’utilizzo) e, con l’aiuto di un grande coltello, sminuzzatele in modo grossolano.
panpepato ricetta
2. Allo stesso modo procedete con le mandorle pelate, dunque tritatele in modo irregolare. Preparate quindi anche le nocciole.
panpepato procedimento
3. Sminuzzate anche questa frutta secca, magari utilizzando un batti carne oppure una mattarello. Riunite le noci, le mandorle e le nocciole tritate in un recipiente dai bordi alti. Preparate quindi il cioccolato fondente.
panpepato preparazione
4. Riducete il cioccolato in pezzi irregolari e unitelo al resto della frutta secca sminuzzata. Aggiungete i canditi e, dopo averla fatta ammorbidire in acqua tiepida, scolate e strizzate l’uvetta, quindi unitela al resto dei ingredienti.
panpepato ricetta originale
5. Procedete aggiungendo le spezie, prima il pepe nero e successivamente la noce moscata. Mettete in un pentolino il miele e fatelo scaldare a fiamma molto bassa, fino a quando sarà fluido.
panpepato ricetta facile
6. Versate il miele al composto di frutta secca, successivamente aggiungete la farina setacciata e iniziate ad amalgamare gli ingredienti.
panpepato ricetta veloce
7. Lavorate con le mani il composto, cercando di creare dei panetti di ugual dimensione, potete anche modellare un’unica palla con l’impasto realizzando un unico panpepato. Adagiate il panpepato su di una placca ricoperta da carta da forno e fate cuocere per 25 minuti a 170°C.
panpepato passo passo
Una volta cotto, il panpepato si conserva fino ad un massimo di due settimane se avvolto in carta d’alluminio.
panpepato fatto in casa
TRUCCHI E CONSIGLI
- Potete aggiungere altre spezie come i chiodi di garofano o della cannella.
- Potete ricoprire il panpepato anche con della glassa al cioccolato.

Santi Innocenti Martiri

I calendari liturgici orientali e occidentali hanno tutti questa festa. Nell’anno liturgico, che si snoda secondo la narrazione cronologica dei fatti evangelici, il racconto della strage degli innocenti ha trovato la sua logica collocazione accanto al mistero del Natale. La festa e il culto dei santi Innocenti che « confessarono Cristo non con la parola, ma con la loro morte », ci ricorda che il martirio prima di essere un omaggio dell’uomo al suo Dio, è una grazia, un dono gratuito del Signore.

Veramente, la festa degli Innocenti dovrebbe essere celebrata dopo l’Epifania, perché fu provocata, involontariamente, proprio dai Magi, venuti dall’Oriente per adorare il Bambino nato nella stalla di Betlemme.
La Chiesa onora come martiri questo coro di fanciulli ("infantes" o "innocentes"), vittime ignare del sospettoso e sanguinario re Erode, strappati dalle braccia materne in tenerissima età per scrivere col loro sangue la prima pagina dell'albo d'oro dei martiri cristiani e meritare la gloria eterna secondo la promessa di Gesù: «... chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà ». (Mt 10,39)
Per essi la liturgia ripete oggi le parole del poeta Prudenzio: “Salute, o fiori dei martiri, che sulle soglie del mattino siete stati diverti dal persecutore di Gesù, come un turbine furioso tronca le rose appena sbocciate. Voi foste le prime vittime, il tenero gregge immolato, e  sullo stesso altare avete ricevuto la palma e la corona”.

L'episodio è narrato, con la consueta essenzialità espressiva, soltanto nel Vangelo secondo Matteo, che si indirizzava principalmente a lettori ebrei e pertanto intendeva dimostrare la messianicità di Gesù, nel quale si erano avverate le antiche profezie: « Erode, accortosi che i Magi si erano presi gioco di lui, s'infuriò e mandò ad uccidere tutti i bambini di Betlemme e del suo territorio dai due anni in giù, corrispondenti al tempo su cui era stato informato dai Magi. Allora si adempì quel che era stato detto per mezzo del profeta Geremia: Un grido è stato udito in Rama, un pianto e un lamento grande; Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perché non sono più.» (Mt 2,16-18)
Gesù scampò alla strage in quanto un angelo avvisò in sogno Giuseppe,  ordinandogli di fuggire in Egitto: la Sacra Famiglia  ritornò in Giudea solo dopo la morte di Erode.

L'origine di questa festa è molto antica. Compare già nel calendario cartaginese del IV secolo e cent'anni più tardi a Roma nel Sacramentario Leoniano. Oggi, con la nuova riforma liturgica, la celebrazione ha un carattere gioioso e non più di lutto com'era agli inizi, e ciò in sintonia con le simpatiche consuetudini medioevali che celebravano in questa ricorrenza la festa dei "pueri" di coro e di servizio all'altare.
Tra le curiose manifestazioni ricordiamo quella di far scendere i canonici dai loro stalli al canto del versetto « Deposuit potentes de sede et exaltavit humiles ». Da questo momento i fanciulli, rivestiti delle insegne dei canonici, dirigevano tutto l'ufficio del giorno.

La nuova liturgia, pur non volendo accentuare il carattere folcloristico che questo giorno ha avuto nel corso della storia, ha voluto mantenere questa celebrazione, elevata al grado di festa da S. Pio V (Antonio Michele Ghislieri, 1566-1572), vicinissima alla festività natalizia, collocando le innocenti vittime tra i "comites Christi", per circondare la culla di Gesù Bambino dello stuolo grazioso di piccoli fanciulli, rivestiti delle candide vesti dell'innocenza, piccola avanguardia dell'esercito di martiri che testimonieranno col sangue la loro appartenenza a Cristo.

Vangelo del 28 Dicembre 2015

Prima lettera di san Giovanni apostolo 1,5-10.2,1-2. 
Arissimi, questo è il messaggio che abbiamo udito da Gesù Cristo e che ora vi annunziamo: Dio è luce e in lui non ci sono tenebre. 
Se diciamo che siamo in comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, mentiamo e non mettiamo in pratica la verità. 
Ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, siamo in comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato. 
Se diciamo che siamo senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi. 
Se riconosciamo i nostri peccati, egli che è fedele e giusto ci perdonerà i peccati e ci purificherà da ogni colpa. 
Se diciamo che non abbiamo peccato, facciamo di lui un bugiardo e la sua parola non è in noi. 
Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo giusto. 
Egli è vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo. 



Salmi 124(123),2-3.4-5.7b-8. 
Se il Signore non fosse stato con noi, 
quando uomini ci assalirono, 
ci avrebbero inghiottiti vivi, 
nel furore della loro ira. 

Le acque ci avrebbero travolti; 
un torrente ci avrebbe sommersi, 
ci avrebbero travolti acque impetuose. 
Noi siamo stati liberati come un uccello 

dal laccio dei cacciatori: 
il laccio si è spezzato 
e noi siamo scampati. 
Il nostro aiuto è nel nome del Signore 

che ha fatto cielo e terra. 



Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 2,13-18. 
Essi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo». 
Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto, 
dove rimase fino alla morte di Erode, perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Dall'Egitto ho chiamato il mio figlio. 
Erode, accortosi che i Magi si erano presi gioco di lui, s'infuriò e mandò ad uccidere tutti i bambini di Betlemme e del suo territorio dai due anni in giù, corrispondenti al tempo su cui era stato informato dai Magi. 
Allora si adempì quel che era stato detto per mezzo del profeta Geremia: 
Un grido è stato udito in Rama, un pianto e un lamento grande; Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perché non sono più. 

domenica 27 dicembre 2015

Sversamento rifiuti, il Comune acquista 45 telecamerine. Occhio

SANTA MARIA CAPUA VETERE.  Vita dura per chi è abituato allo sversamento abusivo di rifiuti in particolari zone sensibili a questo fenomeno. Si sta facendo di tutto per rendere la città pulita e per aumentare la percentuale della raccolta differenziata, ma la lotta è ardua ed il “nemico” è scaltro ed imprevedibile.
E proprio per arginare questo fenomeno di degrado e di scarso senso civico, l’ufficio comunale competente ha disposto l’acquisto di 45 telecamerine amovibili che saranno sistemate nelle varie zone della città, dove più diffuso è l’abbandono incontrollato dei rifiuti solidi urbani. L’importo complessivo dell’operazione è di circa 12 mila euro comprensivo della manutenzione delle telecamerine che saranno fornite dalla ditta Evoluzione di san Prisco, selezionata sul mercato elettronico della pubblica amministrazione.
Le telecamerine sono delle trappole fotografiche digitali  a led che catturano le immagini con attivazione automatica dello scatto al solo passaggio della persona e vengono usate anche per il monitoraggio ambientale ed il controllo del territorio.
comune smccv

S.MARIA C.V. L’immobiliare Petrella scende in campo per Antonio Mirra. Se l’ha concordato con Franco Lopez, dentro al discorso ci sono anche Maurizio Mazzotti e Carlo Raucci. L’avvocato non ha capito che per vincere veramente deve accettare il rischio di perdere

Spigolando nella rete, troviamo delle cose molto interessanti in queste giornate festive.


Nelle foto, da sinistra, Petrella, Franco Lopez, Maurizio Mazzotti e Carlo Raucci
Nelle foto, da sinistra, Petrella, Franco Lopez, Maurizio Mazzotti e Carlo Raucci

SANTA MARIA CAPUA VETERE - Stabilire quanto nell’endorsement di Petrella, titolare dell’omonima catena di punti di promozione immobiliare, a Santa Maria Capua Vetere, a Caserta e sulla Statale Appia, a favore della candidatura a Sindaco di Antonio Mirra, con tanto di appoggio pubblico alla stessa, la sua parentela con il noto ginecologo Franco Lopez, che si candidò a Sindaco con Forza Italia nel 2007, non riuscendo a raggiungere nemmeno il ballottaggio, si capirà già nelle prossime settimane.
E’ importante stabilirlo perchè, come abbiamo scritto più volte da queste colonne, la più che dignitosa candidatura di Antonio Mirra, persona, fino a prova contraria, di consistenti qualità morali, rischia di diventare, però, anche un ricettacolo di interessi costituiti che proiettano una luce cupa sul futuro e la città. Perchè, quelle prime foto che ritraggono Mirra circondato da vecchi arnesi della politica cittadina già di per sè inquietano e non poco. E’ chiaro che se si stabilisse che la presa di posizione pubblica di Petrella sia stata concordata anche con Lopez, non c’è dubbio che a questa cordata si andrebbero ad aggiungere, per tutta una comunanza di interessi e per una solida realtà di rapporti personali, anche i signori Maurizio Mazzotti e Carlo Raucci, in pratica quello che di peggio ha potuto esprimere come manifestazione clientelare, come strage sistemica di ogni regola urbanistica interpretata e cavalcata solo allo scopo di favorire bieche speculazioni, la politica, la peggiore politica di Santa Maria Capua Vetere, come d’altronde è stato messo, nero su bianco, dalla Procura della Repubblica, nelle famose pagine dell’indagine sulla cosiddetta tangentopoli sammaritana, che vede Maurizio Mazzotti indagato, anzi indagatissimo, per una serie impressionante di reati, e il suo antico e forse anche attuale sodale Carlo Raucci a sua volta in procinto di affrontare un procedimento giudiziario.
Ecco quello che lascia perplessi in Antonio Mirra. L’avvocato avrebbe anche la forza per fare a meno di questa gente. Forse il suo nome, come si suol dire, camminerebbe da solo alle prossime elezioni. Ma i Mirra, e la storia recente e passata di Santa Maria Capua Vetere lo hanno dimostrato ampiamente, non sono dei cuor di leoni.
Gli piace vincere facile e non accettano l’idea di poter anche perdere.
Ma vincere le elezioni comunali è una cosa, stabilire condizioni per poter governare nel segno del cambiamento mettendo insieme Mazzotti, Raucci, sotto sotto Enzo Natale, Carmine Munno, Luigi di Muro al risparmio, magari suo suocero Califano, quello che ha favorito gli insediamenti commerciali nelle aree industriali, l’imprenditore Esposito, quello che ha venduto per aree commerciali quelle che sono a tutti gli effetti ancora oggi aree industriali, per non parlare delle presenze scenografiche dei Carmine Munno e dei Barbato, beh, per Mirra sarebbe l’inizio di una fase rivelatrice di ciò che è veramente.
Se sarà il Mirra che conosciamo, dopo sei mesi non potrà che salutare la compagnia ed andare via; se ciò non capiterà, vuol dire che Mirra non lo conosciamo. Perchè durare con una compagnia del genere a cui magari si assocerebbe anche Nicola Leone, insieme a Gabriele Capitelli, arciprete e compagnia, significherebbe condividere la cultura di queste persone. E non è un caso che affianco alla parola “cultura” non abbiamo apposto quella di “governo”.

COMUNICATO UFFICALE

A Causa della caduta dell'amministrazione comunale, si sono interotte le regolari attività ammnistrative. Nello specifico, è stata rinviata anche l’inaugurazione della prima delle quattro “Casette dell’acqua” inizialmente pensata per il 9 dicembre , installazioni che, dopo apposito microfiltraggio dell’acqua corrente, rilasciano acqua refrigerata, liscia o gasata al costo simbolico di 5 cent./litro.
In una nota apparsa sul sito ufficiale dell’azienda vincitrice dell’appalto, Aqua Cristallina s.a.s., si legge che l’azienda sta continuando a lavorare e a posizionare gli impianti nei luoghi concordati portando a termine il progetto delle quattro casette dell’acqua sul territorio di S. Maria Capua Vetere.
“Le vicende politiche-ha commentato Massimiliano Acri, titolare della ditta-non ci interessano. Noi abbiamo stipulato con l’ente un regolare contratto. Tengo solo a precisare che la prima casetta di piazza Mazzini sia pronta e potenzialmente operativa sono solo da ultimare le finiture di carattere estetico e un minimo preavviso per organizzare un evento di apertura coinvolgendo la cittadinanza e le associazioni tutti in primis “FAREAMBIENTE Santa Maria Capua Vetere” che tanto ha voluto la realizzazione di questo progetto e che insieme ci aiuteranno a rafforzare il messaggio green che questa iniziativa porta con se”
“Tengo a precisare che il progetto approvato dall’amministrazione prevede il posizionamento di quattro casette dell’acqua sul territorio di Santa Maria Capua Vetere senza l’esborso da parte dell’amministrazione di nessun contributo inoltre è prevista una forte campagna di informazione e sensibilizzazione quindi servizio a costo zero e KM0 , per far si che l’iniziativa possa avere successo e sia sostenibile abbiamo bisogno dell’appoggio di tutti i cittadini Sammaritani” 
“In qualità di presidente del laboratorio cittadino”, commenta poi Alfredo Emanuele Di Bello, “posso dire che seguiamo da più di un anno questo progetto. Soluzioni similari si stanno diffondendo a macchia d'olio nel territorio, apportando benefici sempre maggiori ai consumatori. La casetta dell'acqua non solo comporta un risparmio sull'esborso destinato all'acquisto dell'acqua, dato che si tratta di un costo alquanto irrisorio, ma, parallelamente ,contribuisce in materia di impatto ambientale,nella riduzione dei rifiuti annessi.Noi di fareambiente abbiamo creduto fin da subito in questo progetto dando la nostra piena disponibilità e siamo sicuri che la cittadinanza riuscirà quanto prima a beneficiare di questo innovativo servizio.”

Allarme attentati a Capodanno, la polizia di Vienna: «Rischio in capitali europee»

Un allarme attentati in tutte le capitali europee tra Natale e Capodanno arriva dall'Austria nel giorno in cui la procura di Sarajevo annuncia di aver sventato un attacco che puntava a uccidere almeno cento persone la notte di capodanno. Allerta altissima dunque proprio mentre il capo dell'Isis torna a far sentire la sua voce. Abu Bakr al Baghdadi assicura che che il suo 'Califfatò non ha subito conseguenze dai raid aerei della Coalizione internazionale. E minaccia anche Israele. È stato il capo della polizia di Vienna a parlare di un alto rischio di attentati durante le feste. Un messaggio in questo senso, ha detto, è stato diramato «a diverse capitali europee» qualche giorno prima del 25 dicembre, dai «servizi di intelligence di un paese amico». Gli attentati, ha precisato il funzionario, potrebbero essere compiuti con «bombe o armi».

E proprio una bomba volevano utilizzare gli 11 estremisti arrestati a Sarajevo e vicini all'Isis. Pensavano di piazzarla sotto l'auto della polizia o in un luogo affollato per Capodanno e come ha detto il procuratore antiterrorismo, puntavano ad uccidere «più di cento persone». Parole che si incrociano con quelle pronunciate da al Baghdadi, che si è rifatto vivo con un messaggio audio di 24 minuti di cui non è possibile verificare l'autenticità ma che è stato diffuso da siti e account twitter già usati in passato per rilanciare le minacce dell'Isis. «Siate fiduciosi - ha affermato il 'Califfò - che Dio garantirà la vittoria a coloro che lo adorano, e ascoltate la buona notizia che il nostro Stato è forte. Più si intensifica la guerra contro di esso, più si fa puro forte». Al Baghdadi, più volte dato per morto o ferito in notizie circolate nell'ultimo anno e sempre smentite, passa poi a minacciare Israele. «La Palestina - afferma - non sarà la vostra terra nè la vostra casa ma il vostro cimitero. Allah vi ha raccolto in Palestina perchè i musulmani vi uccidano».

Il Califfo se la prende infine con l'Arabia Saudita, che recentemente ha dato vita a una coalizione di Paesi islamici contro il terrorismo. «Se fosse una coalizione islamica - dice Al Baghdadi - si sarebbe dichiarata libera dai suoi padroni ebrei e crociati e avrebbe fatto dell'uccisione degli ebrei e della liberazione della Palestina il suo obiettivo». Intanto arriva quello che potrebbe essere un duro colpo ai negoziati di pace sulla Siria ancora prima del loro inizio a Ginevra, il mese prossimo, con l'uccisione avvenuta ieri in un raid nei pressi di Damasco di Zahran Allush, leader della principale organizzazione ribelle islamista nella regione. Forte di 20 mila miliziani e sostenuta dall'Arabia Saudita, l'organizzazione è nemica dell'Isis, ma si ispira pur sempre ad un'ideologia fondamentalista ed è accusata di violenze contro gli alawiti, seguaci della stessa setta sciita del presidente Bashar al Assad. «L'attacco è un tentativo di far fallire gli sforzi dell'Onu per una soluzione politica», ha affermato oggi in un comunicato la Coalizione nazionale delle forze rivoluzionarie e dell'opposizione.

Quanno nascette ninno


Almanacco di oggi 27 Dicembre 2015

Santi del Giorno
San Giovanni (Apostolo ed Evangelista)
Santa Fabiola di Roma (Matrona romana)

San Giovanni è il protettore di librai, scrittori, teologi, artisti, templari, cartolai e tipografi.
Accadde Oggi
1908 - Nasce il fumetto italiano (106 anni fa): Nell'Italia di re Vittorio Emanuele III e del terzo Governo Giolitti apparve in edicola il Corriere dei Piccoli, supplemento settimanale illustrato del Corriere della Sera. Questa data venne...
1945 - Istituita la Banca Mondiale (69 anni fa): Sostenere la ricostruzione nei territori dell'Europa e del Giappone più colpiti dalla Seconda guerra mondiale. Con questo obiettivo i Paesi firmatari degli accordi di Bretton Woods (1-22...
1944 - Nasce il qualunquismo di Giannini (70 anni fa): «Io sono quello che non crede più a niente e a nessuno. Io sono l'Uomo Qualunque». Chiude così l'editoriale di Guglielmo Giannini, apparso sul primo numero del settimanale...
Nati in questo giorno
1948 - Gérard Depardieu (66 anni fa): Un omone arcinoto per l'abilità, la simpatia e la sfrontatezza che dimostra davanti alla cinepresa, tra i più richiesti di Francia. Nato a Châteauroux, 250 km a sud di Parigi,...
1967 - Giovanni Floris (47 anni fa): Nella schiera degli anchorman italiani più apprezzati da ospiti e pubblico, il cui mestiere è raccontare la politica. Nato a Roma, da famiglia di origini sarde (il padre Bachisio...
Nati... sportivi
1950 - Roberto Bettega (64 anni fa): Nato a Torino, è un dirigente sportivo. Calciatore negli anni Settanta ed Ottanta, cresciuto nelle giovanili della Juventus, diventa poi attaccante del Varese e, in serie A dal 1970 al 1983,...
1954 - Novella Calligaris (60 anni fa): Nata a Padova, è stata una campionessa di nuoto e poi giornalista e dirigente sportivo. La sua carriera agonistica, benché breve (si è ritirata nel 1974), la pone comunque tra...
1931 - John Charles (83 anni fa): Nato a Swansea (Galles) e morto a Wakefield (Inghilterra) nel febbraio 2004, è stato un calciatore gallese, negli anni Cinquanta e Sessanta, e allenatore di calcio. In Italia ha giocato come...
Eventi Sportivi
1983 - A Platini il Pallone d'oro (31 anni fa): Il francese Michel Platini della Juventus, raccogliendo 110 voti, ha vinto il Pallone d'oro 1983. Nettamente staccato il secondo, lo scozzese Kenny Dalglish del Liverpool, fermo a 26 voti. Il primo...
Scomparsi oggi
1923 - Gustave Eiffel (91 anni fa): Tra le menti più geniali nella storia delle costruzioni, fornì a due popoli i rispettivi monumenti simbolo. Nato a Digione, nell'est della Francia, e morto a Parigi nel 1923, la sua famiglia era..

Storia della Galleria degli Uffizi

La galleria degli Uffizi é il museo più visitato in Italia, ogni anno milioni di turisti affrontano lunghe code per ammirare i numerosi capolavori che sono custoditi all'interno di questo edificio rinascimentale.
Le origini degli Uffizi risalgano all'epoca dei Medici, quando Cosimo I decise di far costruire un edificio adiacente alla sede governativa di Palazzo Vecchio, l'idea originale era quella di costruire un grande edificio da adibire ad uffici per le magistrature fiorentine di quell'epoca.

Con la costruzione degli Uffizi si voleva riunire le 13 magistrature più importanti in una posizione strategica per essere controllate, vista che la sua ubicazione si colloca tra la sede del governo di Firenze ed il suo porto fluviale di quell'epoca.
Cosimo I de medici decise di affidare la costruzione a Giorgio Vasari, nonostante il progetto originale, ben presto le stanze ed i lunghi corridoi degli Uffizi furono utilizzate per custodire le molte opere artistiche di proprietà della famiglia de Medici. 
Con l'avvento di Francesco de Medici, una parte degli Uffizi furono per la prima volta adibiti ad ospitare la propria collezione di opere artistiche, una collezione che è andata via arricchendosi con il passare del tempo, grazie a donazioni di opere di varia importanza.
I Medici per dare lustro al proprio governo decisero anche di dare visibilità alle proprie opere, facendo degli Uffizi il primo museo d'Europa.

Gli Uffizi con il passare del tempo si sono arricchiti di ulteriori opere provenienti da altri luoghi che venivano dismessi e da lasciti di importanti famiglie e personaggi, le opere di allora sono ancora presenti nei saloni di questo importantissimo museo.
La preservazione dell'immensa eredità artistica dei Medici fu possibile grazie all'editto dell'ultima discendente della dinastia Anna Maria Luisa, che stipulo il lascito di ogni opera alla città di Firenze a patto che ognuna di esse non lasciasse la città e non potesse essere venduta.
Questa decisione oltre ad aver preservato le opere della galleria degli Uffizi, ha di fatto reso Firenze la città con la più alta concentrazione di opere d'arte, assicurando alla città l'attuale sviluppo turistico di cui oggi beneficia non solo Firenze ma tutta la Toscana.
Non bisogna dimenticare le altri importanti opere che la dinastia de Medici realizzò durante il proprio governo, tra queste non si può dimenticare il corridoio Vasariano, un corridoio sopraelevato che unisce Palazzo Vecchio sede del governo al Palazzo Pitti che era la residenza della famiglia dei Medici.
Il corridoio Vasariano attraversa il famoso Ponte Vecchio ed è considerato oggi il più importante museo al mondo per quanto riguarda le opere pittoriche dedicate ai ritratti di personaggi più o meno famosi.

Ritratto di Pietro Aretino, cm. 78, Palazzo Pitti, Firenze.


Vangelo del 27 Dicembre 2015

Primo libro di Samuele 1,20-22.24-28. 
Così al finir dell'anno Anna concepì e partorì un figlio e lo chiamò Samuele. "Perché - diceva - dal Signore l'ho impetrato". 
Quando poi Elkana andò con tutta la famiglia a offrire il sacrificio di ogni anno al Signore e a soddisfare il voto, 
Anna non andò, perché diceva al marito: "Non verrò, finché il bambino non sia divezzato e io possa condurlo a vedere il volto del Signore; poi resterà là per sempre". 
Dopo averlo divezzato, andò con lui, portando un giovenco di tre anni, un'efa di farina e un otre di vino e venne alla casa del Signore a Silo e il fanciullo era con loro. 
Immolato il giovenco, presentarono il fanciullo a Eli 
e Anna disse: "Ti prego, mio signore. Per la tua vita, signor mio, io sono quella donna che era stata qui presso di te a pregare il Signore. 
Per questo fanciullo ho pregato e il Signore mi ha concesso la grazia che gli ho chiesto. 
Perciò anch'io lo dò in cambio al Signore: per tutti i giorni della sua vita egli è ceduto al Signore". E si prostrarono là davanti al Signore. 



Salmi 84(83),2-3.5-6.9-10. 
Quanto sono amabili le tue dimore, Signore degli eserciti! 
L'anima mia languisce e brama gli atri del Signore. Il mio cuore e la mia carne esultano nel Dio vivente. 
Beato chi abita la tua casa: 
sempre canta le tue lodi! 

Beato chi trova in te la sua forza e decide nel suo cuore il santo viaggio. 
Signore, Dio degli eserciti, ascolta la mia preghiera, porgi l'orecchio, Dio di Giacobbe. 
Vedi, Dio, nostro scudo, 
guarda il volto del tuo consacrato. 




Prima lettera di san Giovanni apostolo 3,1-2.21-24. 
Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! La ragione per cui il mondo non ci conosce è perché non ha conosciuto lui. 
Carissimi, noi fin d'ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è. 
Carissimi, se il nostro cuore non ci rimprovera nulla, abbiamo fiducia in Dio. 
e qualunque cosa chiediamo la riceviamo da lui perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo quel che è gradito a lui. 
Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha dato. 
Chi osserva i suoi comandamenti dimora in Dio ed egli in lui. E da questo conosciamo che dimora in noi: dallo Spirito che ci ha dato. 



Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 2,41-52. 
I genitori di Gesù si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua.
Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l'usanza; 
ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. 
Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; 
non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. 
Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. 
E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. 
Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». 
Ed egli rispose: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». 
Ma essi non compresero le sue parole. 
Partì dunque con loro e tornò a Nazaret e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore. 
E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini. 

San Giovanni Apostolo ed Evangelista

Catechesi di Papa Benedetto XVI (5 luglio 2006)
Cari fratelli e sorelle,

dedichiamo l'incontro di oggi al ricordo di un altro membro molto importante del collegio apostolico: Giovanni, figlio di Zebedeo e fratello di Giacomo. Il suo nome, tipicamente ebraico, significa “il Signore ha fatto grazia”. Stava riassettando le reti sulla sponda del lago di Tiberìade, quando Gesù lo chiamò insieme con il fratello (cfr Mt 4,21; Mc 1,19). Giovanni fa sempre parte del gruppo ristretto, che Gesù prende con sé in determinate occasioni. E’ insieme a Pietro e a Giacomo quando Gesù, a Cafarnao, entra in casa di Pietro per guarirgli la suocera (cfr Mc 1,29); con gli altri due segue il Maestro nella casa dell'archisinagògo Giàiro, la cui figlia sarà richiamata in vita (cfr Mc 5,37); lo segue quando sale sul monte per essere trasfigurato (cfr Mc 9,2); gli è accanto sul Monte degli Olivi quando davanti all’imponenza del Tempio di Gerusalemme pronuncia il discorso sulla fine della città e del mondo (cfr Mc 13,3); e, finalmente, gli è vicino quando nell'Orto del Getsémani si ritira in disparte per pregare il Padre prima della Passione (cfr Mc 14,33). Poco prima della Pasqua, quando Gesù sceglie due discepoli per mandarli a preparare la sala per la Cena, a lui ed a Pietro affida tale compito (cfr Lc 22,8).
Questa sua posizione di spicco nel gruppo dei Dodici rende in qualche modo comprensibile l’iniziativa presa un giorno dalla madre: ella si avvicinò a Gesù per chiedergli che i due figli, Giovanni appunto e Giacomo, potessero sedere uno alla sua destra e uno alla sua sinistra nel Regno (cfr Mt 20,20-21). Come sappiamo, Gesù rispose facendo a sua volta una domanda: chiese se essi fossero disposti a bere il calice che egli stesso stava per bere (cfr Mt 20,22). L’intenzione che stava dietro a quelle parole era di aprire gli occhi dei due discepoli, di introdurli alla conoscenza del mistero della sua persona e di adombrare loro la futura chiamata ad essergli testimoni fino alla prova suprema del sangue. Poco dopo infatti Gesù precisò di non essere venuto per essere servito ma per servire e dare la propria vita in riscatto per la moltitudine (cfr Mt 20,28). Nei giorni successivi alla risurrezione, ritroviamo “i figli di Zebedeo” impegnati con Pietro ed alcuni altri discepoli in una notte infruttuosa, a cui segue per intervento del Risorto la pesca miracolosa: sarà“il discepolo che Gesù amava”a riconoscere per primo“il Signore”e a indicarlo a Pietro (cfr Gv 21,1-13).
All'interno della Chiesa di Gerusalemme, Giovanni occupò un posto di rilievo nella conduzione del primo raggruppamento di cristiani. Paolo infatti lo annovera tra quelli che chiama le “colonne” di quella comunità (cfr Gal 2,9). In realtà, Luca negli Atti lo presenta insieme con Pietro mentre vanno a pregare nel Tempio (cfr At 3,1-4.11) o compaiono davanti al Sinedrio a testimoniare la propria fede in Gesù Cristo (cfr At 4,13.19). Insieme con Pietro viene inviato dalla Chiesa di Gerusalemme a confermare coloro che in Samaria hanno accolto il Vangelo, pregando su di loro perché ricevano lo Spirito Santo (cfr At 8,14-15). In particolare, va ricordato ciò che afferma, insieme con Pietro, davanti al Sinedrio che li sta processando: “Noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato” (At 4,20). Proprio questa franchezza nel confessare la propria fede resta un esempio e un monito per tutti noi ad essere sempre pronti a dichiarare con decisione la nostra incrollabile adesione a Cristo, anteponendo la fede a ogni calcolo o umano interesse.
Secondo la tradizione, Giovanni è “il discepolo prediletto”, che nel Quarto Vangelo poggia il capo sul petto del Maestro durante l'Ultima Cena (cfr Gv 13,21), si trova ai piedi della Croce insieme alla Madre di Gesù (cfr Gv 19, 25) ed è infine testimone sia della Tomba vuota che della stessa presenza del Risorto (cfr Gv 20,2; 21,7). Sappiamo che questa identificazione è oggi discussa dagli studiosi, alcuni dei quali vedono in lui semplicemente il prototipo del discepolo di Gesù. Lasciando agli esegeti di dirimere la questione, ci contentiamo qui di raccogliere una lezione importante per la nostra vita: il Signore desidera fare di ciascuno di noi un discepolo che vive una personale amicizia con Lui. Per realizzare questo non basta seguirlo e ascoltarlo esteriormente; bisogna anche vivere con Lui e come Lui. Ciò è possibile soltanto nel contesto di un rapporto di grande familiarità, pervaso dal calore di una totale fiducia.  È ciò che avviene tra amici; per questo Gesù ebbe a dire un giorno: “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici ... Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi” (Gv 15,13.15).
Negli apocrifi Atti di Giovannil'Apostolo viene presentato non come fondatore di Chiese e neppure alla guida di comunità già costituite, ma in continua itineranza come comunicatore della fede nell'incontro con “anime capaci di sperare e di essere salvate” (18,10; 23,8). Tutto è mosso dal paradossale intento di far vedere l'invisibile. E infatti dalla Chiesa orientale egli è chiamato semplicemente “il Teologo”, cioè colui che è capace di parlare in termini accessibili delle cose divine, svelando un arcano accesso a Dio mediante l'adesione a Gesù.
Il culto di Giovanni apostolo si affermò a partire dalla città di Efeso, dove, secondo un’antica tradizione, avrebbe a lungo operato, morendovi infine in età straordinariamente avanzata, sotto l'imperatore Traiano. Ad Efeso l'imperatore Giustiniano, nel secolo VI, fece costruire in suo onore una grande basilica, di cui restano tuttora imponenti rovine. Proprio in Oriente egli godette e gode tuttora di grande venerazione. Nell’iconografia bizantina viene spesso raffigurato molto anziano e in atto di intensa contemplazione, quasi nell’atteggiamento di chi invita al silenzio.
In effetti, senza adeguato raccoglimento non è possibile avvicinarsi al mistero supremo di Dio e alla sua rivelazione. Ciò spiega perché, anni fa, il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, Atenagora, colui che il Papa Paolo VI abbracciò in un memorabile incontro, ebbe ad affermare: “Giovanni è all'origine della nostra più alta spiritualità. Come lui, i ‘silenziosi’ conoscono quel misterioso scambio dei cuori, invocano la presenza di Giovanni e il loro cuore si infiamma” (O. Clément, Dialoghi con Atenagora, Torino 1972, p. 159). Il Signore ci aiuti a metterci alla scuola di Giovanni per imparare la grande lezione dell’amore così da sentirci amati da Cristo “fino alla fine” (Gv 13,1) e spendere la nostra vita per Lui.

Caino e Abele

Da Baudelaire "I fiori del male" la poesia "Caino e Abele"

Dioscuro...

Abbiamo parlato più volte dei "Fiori del Male" di Baudelaire, ma ci sono dei versi che hanno sempre attirato la mia attenzione, sono le razze di Caino e Abele.
Sono metafore delle tipologie di umanità che adottano rispettivamente modi di esistere opposti.
Chi vive nella religione e nella prosperità, appagato dall'appoggio della divinità e della sua coscienza, contro chi vive l'umanità nella sua essenza più carnale, asseconda i suoi istinti e ne è condannato. Contadini contro cacciatori, santità contro umanità, ricchezza contro povertà, beatitudine contro dannazione.
Si parla di razze, quindi non c'è scelta. Voi siete più Caino o Abele? :)

Caino e Abele

Razza d'Abele, dormi, bevi e mangia:
con che compiacimento ti sorride Dio!

Razza di Caino, striscia
nel fango e muori miserabile!

Razza d'Abele, il tuo sacrificio
accarezza il naso ai Serafini!

Razza di Caino, il tuo supplizio
potra mai avere fine?

Razza d'Abele, guarda prosperare
II tuo bestiame e le tue semine!

Razza di Caino, le tue viscere
urlano di fame come un vecchio cane!

Razza d'Abele, scaldati il ventre
al focolare patriarcale!

Razza di Caino, trema di freddo
nel tuo antro, povero sciacallo!

Razza d'Abele, ama e prolifica!
Anche il tuo oro si moltiplica!

Razza di Caino, guardati
dalle grandi brame, cuore ardito!

Razza d’Abele, tu cresci e ti pasci
come le cimici dei boschi!

Razza di Caino, trascina per le strade
la tua famiglia disperata!

Razza d'Abele, la tua carogna
ingrasserà la fumante terra!

Razza di Caino, il tuo compito
non è ancora finito!

Razza d'Abele, vergognati!
II ferro e vinto dallo spiedo!

Razza di Caino, sali al cielo
e scaraventa sulla terra Dio!

C. Baudelaire
Le Fleurs du Mal

Johnny:
Io sono molto più Abele, mi hanno già ucciso diverse volte....

Goethe:
Io sono Abele con Caino.
E sono Caino con Abele.

Intelligenti Pauca

CITAZIONE DI SAN FRANCESCO DI SALES

PAROLE DI SAN FRANCESCO DI SALES PER I FALSI FARISEI DI ALCUNE PARROCCHIE DELLA DIOCESI DI CAPUA

“NON ACCONTENTARTI DI ESSERE POVERO COME I POVERI, MA SII PIU’ POVERO DEI POVERI, VA A SERVIRLI QUANDO GIACCIONO A LETTO INFERMI E DEVI SERVIRLI CON LE TUE PROPRIE MANI.

QUESTA SERVITU’ E PIU’ GLORIOSA DI UN REGNO”.

CITAZIONE DEL GIORNO

MA COME CALZA BENE PER QUESTA CITTA'!
PROBABILMENTE AVEVA SOGGIORNATO PER UN PERIODO DI TEMPO A S MARIA…


cavalli

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BIAGIO MARIA DI MURO

RISPONDIAMO AL NUOVO CITTADINO C.DV.CHE DA QUALCHE MESE SI E’ TRASFERITO DAL LAZIO IN CAMPANIA E PRECISAMENTE A S.MARIA CAPUA VETERE IN VIA GALATINA CHE CI HA CHIESTO CHI ERA IL SINDACO DELLA CITTA’.

BIAGIO MARIA DI MURO

BIAGIO MARIA DI MURO

BIAGIO DI MURO

TI RIMETTO LA FOTO DI BIAGIO DI MURO E UNA PARTE DEL SUO CURRICULUM VITAE

BIAGIO DI MURO SI E’ LAUREATO, IL 30/10/1995, CON 110 E LODE IN ARCHITETTURA PRESSO L’UNIVERSITA’ DI NAPOLI, CON UNA TESI SPERIMENTALE IN SCIENZE DELLE COSTRUZIONI ED E’ ISCRITTO ALL’ORDINE DEGLI ARCHITETTI DELLA PROVINCIA DI CASERTA AL N. 872.

SVOLGE UNICAMENTE LA LIBERA PROFESSIONE ED HA LO STUDIO IN S.MARIA C.V., AL CORSO ALDO MORO N.73

E’ABILITATO AL COORDINAMENTO DI SICUREZZA – D.LGS.494/96 – CON ATTESTATO DI CORSO RILASCIATO DALL’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II, A CURA DEL CENTRO INTERDIPARTIMENTALE DI RICERCHE L.U.P.T. DAL 24 NOVEMBRE 1997.

HA PARTECIPATO AL GRUPPO DI RICERCHE SUL TEMA “STABILITA’ DELLE TORRI IN MURATURA” ORGANIZZATO DALL’ISTITUTO DI “COSTRUZIONE DELLA FACOLTA’ DI ARCHITETTURA” – UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI, FEDERICO II.

E’ COLLABORATORE DELLA III AREA DI RICERCA “PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E SISTEMI INFORMATIVI TERRITORIALI” L.U.P.T. – LABORATORIO DI URBANISTICA E PIANIFICAZIONE TERRITORIALE DELL’UNIVERSITA’ FEDERICO II DI NAPOLI, FACOLTA’ DI ARCHITETTURA.

E’ MEMBRO DELL’AREA DI RICERCA “PROGETTAZIONE URBANA, AMBIENTALE E DEL RECUPERO E VALORIZZAZIONE DEI BENI STORICI, ARCHITETTONICI, ARCHEOLOGICI E PAESAGGISTICI” DEL CENTRO DI RICERCA L.U.P.T. DELL’UNIVERSITA’ FEDERICO II DI NAPOLI FACOLTA’ DI ARCHITETTURA – DIRETTORE PROF. FRANCO MARINIELLO.

HA SEMPRE AVUTO UN FORTE LEGAME CON LA POLITICA ATTIVA, ESSENDO FIGLIO DI NICOLA DI MURO, IL QUALE FIN DAL 1956 E’ ESPRESSIONE DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA, PRIMA A LIVELLO COMUNALE I POI OLTRE AI CONFINI CITTADINI, FINO A DIVENTARE UOMO DI RIFERIMENTO DEL PARTITO AI PIU’ ALTI LIVELLI.

BIAGIO MARIA DI MURO FIN DALL’ADOLESCENZA HA POTUTO ASSORBIRE TUTTA L’ESPERIENZA POLITICA ED AMMINISTRATIVA, AVENDO AVUTO MODO DI FREQUENTARE ASSIDUAMENTE IL PARTITO.

PARTECIPA ALLA CONSULTAZIONE ELETTORALE AMMINISTRATIVA DEL 2002, CANDIDATO CON FORZA ITALIA, RIPORTANDO CIRCA 1000 VOTI DI PREFERENZE CONTRIBUENDO IN MODO DETERMINANTE DA FAR DIVENTARE FORZA ITALIA IL PRIMO PARTITO IN CITTA’.

DOPO NEL 2007 ASSUME LA CARICA DI VICE SINDACO, MA DOPO QUALCHE MESE NON ESITA A LASCIARE IL PRESTIGIOSO INCARICO QUANDO SI ACCORGE CHE CON LA DEFENESTRAZIONE DELL’ASSESSORE MARCIANO SCHETTINO VENIVANO TRADITI GLI IMPEGNI E LE PROMESSE SOTTOSCRITTE NEL PROGRAMMA ELETTORALE PRESENTATO AGLI ELETTORI.

DAL 2011 AL 2015 E’ STATO SINDACO DELLA CITTA’ DI S.MARIA CAPUA VETERE.

CAF

SERVIZIO CAF PRESSO LA NOSTRA SEDE IN C.SO ALDO MORO N.73 AVETE A DISPOSIZIONE UNA SERIE DI SERVIZI UTILI:

1. MODELLO ISEE

2. MODELLO ISEEU

3. BONUS E RIDUZIONE CANONE

4. TELECOM, GAS, ENERGIA, ACQUA

5. MODELLO RED

6. MODELLO 730

7. MODELLO 740

8. MODELLO ICI

9. ASSEGNI PER NUCLEO FAMILIARE

10. ASSEGNI DI MATERNITA’

11. MODELLO UNICO

12. ICRIC, ICLAV, ACCAS/PS

13. SOCIAL CARD

14. SUCCESSIONI

15. TRASMISSIONE TELEMATICA

16. CONTRATTI DI AFFITTO

17. MODELLO EAS



SERVIZI PROFESSIONALI:

1) CONSULENZA E ASSISTENZA LEGALE

2) CONSULENZA FINANZIARIA

3) CONSULENZA AZIENDALE

4) PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA

5) PRATICHE CATASTALI

6) ESECUZIONI E LAVORI CHIAVI IN MANO



SERVIZIO PATRONATO:

1. INVALIDITA’ CIVILE

2. ACCOMPAGNAMENTO

3. PENSIONI INPS – INPDAP

4. INFORTUNI SUL LAVORO

5. DISOCCUPAZIONE

6. RECUPERO CONTRIBUTI

7. MEDICINA LEGALE

8. LAVORO

9. FAMIGLIA

10. COLF E BADANTI

11. PRESTAZIONI ASSISTENZIALI

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13. IMMIGRAZIONE

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LAVORI PUBBLICI

PUBBLICHIAMO LE FOTO DELLE OPERE PUBBLICHE PER LE QUALI INIZIERANNO PRESTO I LAVORI .SALVO RITARDI DOVUTI ALLA SCELLERATA AZIONE DI SFIDUCIA CHE COMPORTERA' AUMENTO DI COSTI E PERDITE DI FINANZIAMENTI

RECUPERO STRUTTURALE E FUNZIONALE DELL' EDIFICIO DELLE SCUOLE ELEMENTARI "PRINCIPE DI PIEMONTE"

IMPORTO FINANZIAMENTO

euro 2.330.ooo,oo

SCUOLA PRINCIPE DI PIEMONTE

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LAVORI PUBBLICI

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RISTRUTTURAZIONE E AMMODERNAMENTO DEL PLESSO SCOLASTICO RIONE IACP

IMPORTO FINANZIAMENTO

EURO 700.000,00

IACP

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RIFACIMENTO PIAZZA SAN PIETRO

IMPORTO FINANZIATO:

euro 150.000,00

piazza San Pietro

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lavori pubblici

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PROGRAMMA DI RECUPERO URBANO COMPARTO C1 NORD OVEST – RIONE IACP

IMPORTO INTERVENTO:

euro 1.502.373,12

IACP

IACP

lavori pubblici

PUBBLICHIAMO LE FOTO DELLE OPERE PUBBLICHE PER LE QUALI INIZIERANNO PRESTO I LAVORI .SALVO RITARDI DOVUTI ALLA SCELLERATA AZIONE DI SFIDUCIA CHE COMPORTERA' AUMENTO DI COSTI E PERDITE DI FINANZIAMENTI

REALIZZAZIONE DI UN CAMPO SPORTIVO POLIVALENTE COPERTO IN VIA GIOTTO – RIONE IACP

IMPORTO DEL FINANZIAMENTO :

euro 512.000

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arco adriano

PUBBLICHIAMO LE FOTO DELLE OPERE PUBBLICHE PER LE QUALI INIZIERANNO PRESTO I LAVORI .SALVO RITARDI DOVUTI ALLA SCELLERATA AZIONE DI SFIDUCIA CHE COMPORTERA' AUMENTO DI COSTI E PERDITE DI FINANZIAMENTI

RESTAURO CONSERVATIVO DELL’ARCO ADRIANO. SISTEMAZIONE DEL TRATTO DI VIA APPIA TRA ANFITEATRO ED ARCO ADRIANO

RICHIESTA FINANZIAMENTO

Euro 2.470.698,58

arco adriano

arco adriano

villetta l.sturzo

PUBBLICHIAMO LE FOTO DELLE OPERE PUBBLICHE PER LE QUALI INIZIERANNO PRESTO I LAVORI .SALVO RITARDI DOVUTI ALLA SCELLERATA AZIONE DI SFIDUCIA CHE COMPORTERA' AUMENTO DI COSTI E PERDITE DI FINANZIAMENTI

PROGETTO PER LA VILLETTA TEMPO LIBERO ALLA VIA L. STURZO

RICHIESTA DI FINANZIAMENTO:

euro 127.000,00

villetta l. sturzo

villetta l. sturzo

asilo nido

PUBBLICHIAMO LE FOTO DELLE OPERE PUBBLICHE PER LE QUALI INIZIERANNO PRESTO I LAVORI .SALVO RITARDI DOVUTI ALLA SCELLERATA AZIONE DI SFIDUCIA CHE COMPORTERA' AUMENTO DI COSTI E PERDITE DI FINANZIAMENTI

PROGETTO DI ASILI NIDO PER BAMBINI DA 0 A 36 MESI IN VIA ALBANA 107

TOTALE DEL FINANZIAMENTO:

euro 699.438,18

asilo nido

asilo nido

PERDONA LORO......

Padre perdona loro! Perché li hai accecati? Perché hai tolto loro la memoria? Forse perché non credono più in Te? Padre perdonali! Tu sei un Dio buono: essi non sanno quello che fanno.... Non ricordano quando Tu mandasti loro la manna dal cielo e tutti sopravvissero e trovarono la terra promessa. Oggi li vuoi punire perché hanno troppo peccato? È per questo che la nuova manna tarda ad arrivare? Se sono ancora scettici e sono ancora cristiani se lo facessero spiegare dal loro parroco. Se poi sono degli assatanati, arrabbiati, solo perché credono di essere degli unti dal Signore, e solo perché sono stati abituati a credere di essere dei privilegiati, dimenticando i comandamenti che Dio diede a Mosè, allora fanno bene a pregare il vitello d'oro. E fanno bene a servire il vitello casalese sempre presente e che è stato causa del saccheggio sammaritamo e della chiusura delle industrie e la conseguente fine del lavoro, del commercio e delle possibilità di dare da bere agli assetati. Ma Tu Signore, nella Tua Infinita Bontà, Perdonali.....

NON CI SIAMO LIBERATI DI TUTTI MA RESTERANNO ALL'OPPOSIZIONE

NON CI SIAMO LIBERATI DI TUTTI MA RESTERANNO ALL'OPPOSIZIONE