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lunedì 28 dicembre 2015
Allarme smog, governo in campo: convocati i sindaci. Lite tra Grillo e Pd
Almanacco di oggi 28 Dicembre 2015
| Santi del Giorno | |
| Santi Innocenti (Martiri) Sant'Antonio di Lerins (Monaco) | |
| 1895 - Nasce il cinema con i Lumière (119 anni fa): Un gruppo di operai, per lo più donne, con indosso abiti tipici della Belle Époque, esce dalla fabbrica al termine della giornata di lavoro. È l'episodio iniziale del... | |
| 1869 - Brevettata la gomma da masticare (145 anni fa): Palline mollicce e insapori di caucciù, zucchero e aromi. I primi esempi di chewing gum (in italiano "gomma da masticare") delusero abbastanza e niente lasciava immaginare il... | |
| 1954 - Denzel Washington (60 anni fa): L'anima afroamericana di Hollywood, dove da oltre vent'anni recita il ruolo della grande star superpagata e contesa dai registi più famosi, Spike Lee su tutti. Nato a Mount Vernon, nello... | |
| 1962 - Michel Petrucciani (52 anni fa): Un sublime esempio di genio della musica, più forte di un ingrato destino che non gli impedì di entrare nell'olimpo dei migliori pianisti di jazz. Nato ad Orange, nel sud della... | |
| 1988 - Enrica Merlo (26 anni fa): Nata ad Este (in provincia di Padova), è una pallavolista alta 170 cm, dal 2007 a Bergamo ma con trascorsi a Padova e Reggio Emilia. A partire dal campionato 2015/16 gioca nella Pallavolo... | |
| 1905 - Fulvio Bernardini (109 anni fa): È stato un dirigente sportivo, allenatore di calcio e calciatore; prima portiere o attaccante e in seguito centrocampista. È ricordato dai più però per essere stato... | |
| 1993 - Roberto Baggio è il migliore (21 anni fa): Con 142 voti Roberto Baggio ha vinto il Pallone d'oro 1993, il riconoscimento che premia il miglior giocatore dei campionati del Vecchio Continente. Dietro il numero dieci juventino si è... | |
| 1982 - Il Pallone d'oro è di Paolo Rossi (32 anni fa): Il campione del mondo Paolo Rossi è il vincitore del premio calcistico "Pallone d'oro". Dopo lo scudetto, l'attaccante juventino ha aggiunto così un altro importante tassello... | |
Cistite, una problematica fastidiosa, fonte di notevoli disagi
Spesso poi la cistite può non essere un evento sporadico, essa si può ripresentare ciclicamente, fino a diventare un noioso, irritante e doloroso problema.
I colpevoli di questo stato infiammatorio sono batteri provenienti prevalentemente dall’intestino. Tra questi il principale responsabile è l’Escherichia coli, mentre altri microrganismi possono arrivare in vescica dall’ambiente esterno.
Questa fastidiosa problematica affligge prevalentemente le donne per una ragione puramente anatomica. L’uretra femminile, ovvero il condotto che elimina l’urina collegando la vescica con l’ambiente esterno, è molto più corta rispetto a quella maschile. Inoltre è particolarmente vicina al retto e alla vagina e ciò facilita la risalita dei batteri intestinali fino alla vescica, che viene infettata.
Fortunatamente la vescica produce delle sostanze capaci di impedire l’adesione dei microrganismi patogeni. Nelle urine sono presenti anticorpi e una proteina capace di intrappolare i batteri, che vengono così eliminati tramite la minzione. La stessa urina ha proprietà disinfettanti. Infine, il lavaggio continuo della vescica e della parete dell’uretra, rappresenta un efficace meccanismo di difesa.
È interessante notare come la capacità delle cellule delle vie genito-urinarie di difendersi dall’adesione dei batteri sembri cambiare molto in base alle oscillazioni ormonali. La forza adesiva batterica è infatti più limitata durante i primi giorni del ciclo mestruale, mentre la capacità di difesa dell’organismo si indebolisce nei giorni che corrispondono all’ovulazione, nel primo periodo di gravidanza e dopo i 65 anni.
Anche la presenza di una flora batterica vaginale sana aiuta a contrastare le infezioni. I microrganismi qui presenti sono infatti degli ottimi guardiani, che impediscono la crescita dei batteri cattivi.
Le cause responsabili della cistite possono essere varie:
- La riduzione delle difese immunitarie
- Lo stress
- Il cambio di alimentazione o un’alimentazione scorretta (cambiare alimentazione infatti, può creare squilibri a livello della flora batterica intestinale, da cui provengono la maggior parte dei batteri che causano la cistite)
- La sudorazione eccessiva e la disidratazione
- L’uso di detergenti intimi non specifici
Quindi, come comportarsi in caso di cistite acuta e per prevenirne le recidive?
- Evitare il consumo di cibi e bevande irritanti come alcolici, bevande contenenti caffeina, piatti saporiti con peperoncino e cibi speziati in generale
- Limitare il consumo di dolci e zuccheri che favoriscono lo sviluppo batterico
- Si possono consumare cereali, carni bianche e pesce, evitando insaccati e prodotti stagionati perchè ricchi di conservanti
- Avere una regolare funzionalità intestinale
- Assicurare un adeguato apporto idrico giornaliero
- Usare detergenti intimi appropriati, tendenzialmente più acidi, e in generale, prestare particolare attenzione all’igiene intima
- Non indossare jeans ed abiti stretti, che possono creare un ambiente idoneo alla proliferazione batterica
Accanto a questi accorgimenti, prima di ricorrere subito ad antibiotici e farmaci, che affaticano inutilmente un organismo già squilibrato, un grande aiuto arriva dal mondo vegetale.
Infatti esistono diverse piante utili ed efficaci sia a livello di prevenzione che in caso di cistite acuta.
La prima è l’Uva ursina, Arctostaphylos uva ursi.
Originaria dell’America centro-settentrionale, cresce molto bene anche in Italia, nelle Alpi ed Appennini del centro-nord, tra i 1000 e i 2000 metri di altezza. In Europa è proprio quella italiana a vantare la maggiore concentrazione di principi attivi.
Essa deve il suo nome alla passione degli orsi di montagna per le sue bacche rosse.
Per il trattamento della cistite si usano le foglie giovani, preferibilmente raccolte in primavera ed estate.
Esse hanno azione antinfiammatoria, antisettica e calmante dello stimolo continuo alla minzione.
E’ interessante notare come queste proprietà siano da ricondurre al fitocomplesso estratto dalle foglie, ovvero l’insieme dei principi attivi, piuttosto che ad un singolo componente.
L’arbutina, il principio attivo con cui viene titolata, assieme ad un altro gruppo di principi attivi appartenenti alla famiglia degli eterosidi, svolge un’azione antibatterica nei confronti di Stafilococchi ed Escherichia coli.
I tannini ostacolano l’aderenza dei microrganismi alle pareti della mucosa e limitano la produzione di muco da parte dei tessuti infiammati.
Di nuovo l’arbutina, assieme ad altri composti (flavonoidi e acidi organici), esercita azione antinfiammatoria e diuretica (per favorire l’allontanamento dei batteri).
La reale efficacia dell’Uva ursina nel trattamento e nella prevenzione delle cistiti è stata più volte messa in dubbio e si è venuta a creare un po’ di confusione. Abbiamo visto come sia l’arbutina il principio attivo a cui si deve la principale azione antibatterica. Essa viene assorbita dall’intestino ed elaborata dal fegato (coniugata), così circola nel sangue e arriva alla vescica per essere eliminata con l’urina. Perché l’arbutina possa svolgere la sua azione antisettica, deve essere nella sua forma libera (dissociata) e ciò avviene in un ambiente alcalino, mentre normalmente il pH delle urine risulta acido. Però questo non significa che l’arbutina non sia efficace. Da recenti studi, sembra infatti che la formazione di arbutina libera sia favorita dalla presenza di particolari enzimi che si trovano negli stessi batteri infettanti. Inoltre, l’infezione batterica basifica già di suo l’ambiente, favorendo così l’attività dell’arbutina. Quindi, in caso di cistite acuta, non si può mettere in discussione l’efficacia di questa pianta.
E per prevenire la cistite e le sue recidive?
Anche nell’ambito della prevenzione l’Uva ursina può costituire un valido rimedio, perché non contiene solo arbutina. È l’insieme dei suoi principi attivi infatti, che svolge l’azione antisettica, antinfiammatoria e diuretica.
Un'altra pianta utile per il trattamento e per la prevenzione delle cistiti è il Mirtillo rosso, Vaccinium macrocarpon.
Più noto come Cranberry o Mirtillo americano, è una pianta originaria del Nord America.
Il succo, ottenuto dai frutti, ha proprietà antibatteriche, note già alle popolazioni indigene, che lo sfruttavano per disinfettare le ferite.
L’azione antisettica delle vie urinarie, si deve alla capacità dei principi attivi, di acidificare il pH delle urine ostacolando così lo sviluppo batterico. Per questo motivo, è particolarmente utile per chi soffre spesso di cistite, in quanto ne previene le eventuali recidive.
Anche in caso di cistite acuta è un prezioso alleato perché impedisce l’adesione dei batteri alle pareti della vescica, in particolare di Escherichia coli e dei maggiori patogeni del tratto urinario.
Un’altra pianta utile per la sua azione antimicrobica è il Pompelmo, Citrus paradisi, pianta originaria dall’America centrale, ottenuta dall’incrocio tra l’Arancio dolce e il Pomelo.
Il frutto è apprezzato per il suo succo, ricco di antiossidanti e vitamina C.
E' l’estratto che si ricava dai semi del Citrus paradisi a vantare le proprietà antibatteriche, antivirali ed antimicotiche. L'azione disinfettante è selettiva verso i batteri patogeni, mentre preserva l’integrità della flora batterica intestinale. Per questo i suoi principi attivi, disinfettanti ed antinfiammatori, sono molto apprezzati nel trattamento della cistite. Esso non indebolisce la nostra flora batterica, anzi la mantiene forte e sana e questo è molto importante per evitare recidive e ricadute.
Un altro rimedio non è una pianta, ma uno zucchero sempre proveniente dal mondo vegetale: il D-mannosio.
È uno zucchero semplice che si estrae dal legno della Betulla o del Larice. Una volta ingerito raggiunge intatto la vescica, dove si lega ai batteri. In questo modo impedisce che si attacchino alle pareti della mucosa e di conseguenza previene l’infiammazione. Inoltre i batteri preferiscono legarsi al d-mannosio piuttosto che alla vescica, così anche quelli già attaccati alle pareti si staccano per unirsi allo zucchero. Batteri e D-mannosio sono poi allontanati tramite la minzione. Un altro vantaggio è che il d-mannosio ingloba anche le tossine infiammatorie prodotte dagli stessi batteri.
I benefici del d-mannosio non si fermano qui: esso è anche uno dei componenti della mucosa della vescica. Il suo apporto contribuisce a ricostruire lo strato protettivo superiore della mucosa distrutto dalle ripetute infiammazioni. Per questo il d-mannosio può essere utile anche per chi soffre di cistite non batterica, ma causata da microtraumi a carico delle pareti della vescica.
Altri validi alleati per l’azione antibatterica sono gli oli essenziali, in particolare molto utilizzati sono quelli di Cannella, Timo e Ginepro, specifici proprio per le vie genito-urinarie.
Infine accanto alle piante disinfettanti ed antinfiammatorie, può essere utile affiancarne altre, che promuovano la diuresi, importante per diluire la carica batterica ed eliminare i batteri, come ad esempio Verga d’oro e Ortosiphon.
Panpepato
DESCRIZIONE
INGREDIENTI
- 75 grammi di Noci
- 75 grammi di Mandorle
- 75 grammi di Nocciole
- 75 grammi di Uvetta
- 75 grammi di Cioccolato fondente
- 150 grammi di Miele
- 60 grammi di Canditi
- 1 cucchiaino di Pepe nero
- 175 grammi di Farina 00
- 1 cucchiaino di Noce moscata
PREPARAZIONE
TRUCCHI E CONSIGLI
Santi Innocenti Martiri
Veramente, la festa degli Innocenti dovrebbe essere celebrata dopo l’Epifania, perché fu provocata, involontariamente, proprio dai Magi, venuti dall’Oriente per adorare il Bambino nato nella stalla di Betlemme.
La Chiesa onora come martiri questo coro di fanciulli ("infantes" o "innocentes"), vittime ignare del sospettoso e sanguinario re Erode, strappati dalle braccia materne in tenerissima età per scrivere col loro sangue la prima pagina dell'albo d'oro dei martiri cristiani e meritare la gloria eterna secondo la promessa di Gesù: «... chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà ». (Mt 10,39)
Per essi la liturgia ripete oggi le parole del poeta Prudenzio: “Salute, o fiori dei martiri, che sulle soglie del mattino siete stati diverti dal persecutore di Gesù, come un turbine furioso tronca le rose appena sbocciate. Voi foste le prime vittime, il tenero gregge immolato, e sullo stesso altare avete ricevuto la palma e la corona”.
L'episodio è narrato, con la consueta essenzialità espressiva, soltanto nel Vangelo secondo Matteo, che si indirizzava principalmente a lettori ebrei e pertanto intendeva dimostrare la messianicità di Gesù, nel quale si erano avverate le antiche profezie: « Erode, accortosi che i Magi si erano presi gioco di lui, s'infuriò e mandò ad uccidere tutti i bambini di Betlemme e del suo territorio dai due anni in giù, corrispondenti al tempo su cui era stato informato dai Magi. Allora si adempì quel che era stato detto per mezzo del profeta Geremia: Un grido è stato udito in Rama, un pianto e un lamento grande; Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perché non sono più.» (Mt 2,16-18)
Gesù scampò alla strage in quanto un angelo avvisò in sogno Giuseppe, ordinandogli di fuggire in Egitto: la Sacra Famiglia ritornò in Giudea solo dopo la morte di Erode.
L'origine di questa festa è molto antica. Compare già nel calendario cartaginese del IV secolo e cent'anni più tardi a Roma nel Sacramentario Leoniano. Oggi, con la nuova riforma liturgica, la celebrazione ha un carattere gioioso e non più di lutto com'era agli inizi, e ciò in sintonia con le simpatiche consuetudini medioevali che celebravano in questa ricorrenza la festa dei "pueri" di coro e di servizio all'altare.
Tra le curiose manifestazioni ricordiamo quella di far scendere i canonici dai loro stalli al canto del versetto « Deposuit potentes de sede et exaltavit humiles ». Da questo momento i fanciulli, rivestiti delle insegne dei canonici, dirigevano tutto l'ufficio del giorno.
La nuova liturgia, pur non volendo accentuare il carattere folcloristico che questo giorno ha avuto nel corso della storia, ha voluto mantenere questa celebrazione, elevata al grado di festa da S. Pio V (Antonio Michele Ghislieri, 1566-1572), vicinissima alla festività natalizia, collocando le innocenti vittime tra i "comites Christi", per circondare la culla di Gesù Bambino dello stuolo grazioso di piccoli fanciulli, rivestiti delle candide vesti dell'innocenza, piccola avanguardia dell'esercito di martiri che testimonieranno col sangue la loro appartenenza a Cristo.
Vangelo del 28 Dicembre 2015
Arissimi, questo è il messaggio che abbiamo udito da Gesù Cristo e che ora vi annunziamo: Dio è luce e in lui non ci sono tenebre.
Se diciamo che siamo in comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, mentiamo e non mettiamo in pratica la verità.
Ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, siamo in comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato.
Se diciamo che siamo senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi.
Se riconosciamo i nostri peccati, egli che è fedele e giusto ci perdonerà i peccati e ci purificherà da ogni colpa.
Se diciamo che non abbiamo peccato, facciamo di lui un bugiardo e la sua parola non è in noi.
Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo giusto.
Egli è vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo.
Salmi 124(123),2-3.4-5.7b-8.
Se il Signore non fosse stato con noi,
quando uomini ci assalirono,
ci avrebbero inghiottiti vivi,
nel furore della loro ira.
Le acque ci avrebbero travolti;
un torrente ci avrebbe sommersi,
ci avrebbero travolti acque impetuose.
Noi siamo stati liberati come un uccello
dal laccio dei cacciatori:
il laccio si è spezzato
e noi siamo scampati.
Il nostro aiuto è nel nome del Signore
che ha fatto cielo e terra.
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 2,13-18.
Essi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo».
Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto,
dove rimase fino alla morte di Erode, perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Dall'Egitto ho chiamato il mio figlio.
Erode, accortosi che i Magi si erano presi gioco di lui, s'infuriò e mandò ad uccidere tutti i bambini di Betlemme e del suo territorio dai due anni in giù, corrispondenti al tempo su cui era stato informato dai Magi.
Allora si adempì quel che era stato detto per mezzo del profeta Geremia:
Un grido è stato udito in Rama, un pianto e un lamento grande; Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perché non sono più.
domenica 27 dicembre 2015
Sversamento rifiuti, il Comune acquista 45 telecamerine. Occhio
S.MARIA C.V. L’immobiliare Petrella scende in campo per Antonio Mirra. Se l’ha concordato con Franco Lopez, dentro al discorso ci sono anche Maurizio Mazzotti e Carlo Raucci. L’avvocato non ha capito che per vincere veramente deve accettare il rischio di perdere
COMUNICATO UFFICALE
In una nota apparsa sul sito ufficiale dell’azienda vincitrice dell’appalto, Aqua Cristallina s.a.s., si legge che l’azienda sta continuando a lavorare e a posizionare gli impianti nei luoghi concordati portando a termine il progetto delle quattro casette dell’acqua sul territorio di S. Maria Capua Vetere.
“Le vicende politiche-ha commentato Massimiliano Acri, titolare della ditta-non ci interessano. Noi abbiamo stipulato con l’ente un regolare contratto. Tengo solo a precisare che la prima casetta di piazza Mazzini sia pronta e potenzialmente operativa sono solo da ultimare le finiture di carattere estetico e un minimo preavviso per organizzare un evento di apertura coinvolgendo la cittadinanza e le associazioni tutti in primis “FAREAMBIENTE Santa Maria Capua Vetere” che tanto ha voluto la realizzazione di questo progetto e che insieme ci aiuteranno a rafforzare il messaggio green che questa iniziativa porta con se”
“Tengo a precisare che il progetto approvato dall’amministrazione prevede il posizionamento di quattro casette dell’acqua sul territorio di Santa Maria Capua Vetere senza l’esborso da parte dell’amministrazione di nessun contributo inoltre è prevista una forte campagna di informazione e sensibilizzazione quindi servizio a costo zero e KM0 , per far si che l’iniziativa possa avere successo e sia sostenibile abbiamo bisogno dell’appoggio di tutti i cittadini Sammaritani”
“In qualità di presidente del laboratorio cittadino”, commenta poi Alfredo Emanuele Di Bello, “posso dire che seguiamo da più di un anno questo progetto. Soluzioni similari si stanno diffondendo a macchia d'olio nel territorio, apportando benefici sempre maggiori ai consumatori. La casetta dell'acqua non solo comporta un risparmio sull'esborso destinato all'acquisto dell'acqua, dato che si tratta di un costo alquanto irrisorio, ma, parallelamente ,contribuisce in materia di impatto ambientale,nella riduzione dei rifiuti annessi.Noi di fareambiente abbiamo creduto fin da subito in questo progetto dando la nostra piena disponibilità e siamo sicuri che la cittadinanza riuscirà quanto prima a beneficiare di questo innovativo servizio.”
Allarme attentati a Capodanno, la polizia di Vienna: «Rischio in capitali europee»
E proprio una bomba volevano utilizzare gli 11 estremisti arrestati a Sarajevo e vicini all'Isis. Pensavano di piazzarla sotto l'auto della polizia o in un luogo affollato per Capodanno e come ha detto il procuratore antiterrorismo, puntavano ad uccidere «più di cento persone». Parole che si incrociano con quelle pronunciate da al Baghdadi, che si è rifatto vivo con un messaggio audio di 24 minuti di cui non è possibile verificare l'autenticità ma che è stato diffuso da siti e account twitter già usati in passato per rilanciare le minacce dell'Isis. «Siate fiduciosi - ha affermato il 'Califfò - che Dio garantirà la vittoria a coloro che lo adorano, e ascoltate la buona notizia che il nostro Stato è forte. Più si intensifica la guerra contro di esso, più si fa puro forte». Al Baghdadi, più volte dato per morto o ferito in notizie circolate nell'ultimo anno e sempre smentite, passa poi a minacciare Israele. «La Palestina - afferma - non sarà la vostra terra nè la vostra casa ma il vostro cimitero. Allah vi ha raccolto in Palestina perchè i musulmani vi uccidano».
Il Califfo se la prende infine con l'Arabia Saudita, che recentemente ha dato vita a una coalizione di Paesi islamici contro il terrorismo. «Se fosse una coalizione islamica - dice Al Baghdadi - si sarebbe dichiarata libera dai suoi padroni ebrei e crociati e avrebbe fatto dell'uccisione degli ebrei e della liberazione della Palestina il suo obiettivo». Intanto arriva quello che potrebbe essere un duro colpo ai negoziati di pace sulla Siria ancora prima del loro inizio a Ginevra, il mese prossimo, con l'uccisione avvenuta ieri in un raid nei pressi di Damasco di Zahran Allush, leader della principale organizzazione ribelle islamista nella regione. Forte di 20 mila miliziani e sostenuta dall'Arabia Saudita, l'organizzazione è nemica dell'Isis, ma si ispira pur sempre ad un'ideologia fondamentalista ed è accusata di violenze contro gli alawiti, seguaci della stessa setta sciita del presidente Bashar al Assad. «L'attacco è un tentativo di far fallire gli sforzi dell'Onu per una soluzione politica», ha affermato oggi in un comunicato la Coalizione nazionale delle forze rivoluzionarie e dell'opposizione.
Almanacco di oggi 27 Dicembre 2015
| Santi del Giorno | |
| San Giovanni (Apostolo ed Evangelista) Santa Fabiola di Roma (Matrona romana) San Giovanni è il protettore di librai, scrittori, teologi, artisti, templari, cartolai e tipografi. | |
| 1908 - Nasce il fumetto italiano (106 anni fa): Nell'Italia di re Vittorio Emanuele III e del terzo Governo Giolitti apparve in edicola il Corriere dei Piccoli, supplemento settimanale illustrato del Corriere della Sera. Questa data venne... | |
| 1945 - Istituita la Banca Mondiale (69 anni fa): Sostenere la ricostruzione nei territori dell'Europa e del Giappone più colpiti dalla Seconda guerra mondiale. Con questo obiettivo i Paesi firmatari degli accordi di Bretton Woods (1-22... | |
| 1944 - Nasce il qualunquismo di Giannini (70 anni fa): «Io sono quello che non crede più a niente e a nessuno. Io sono l'Uomo Qualunque». Chiude così l'editoriale di Guglielmo Giannini, apparso sul primo numero del settimanale... | |
| 1948 - Gérard Depardieu (66 anni fa): Un omone arcinoto per l'abilità, la simpatia e la sfrontatezza che dimostra davanti alla cinepresa, tra i più richiesti di Francia. Nato a Châteauroux, 250 km a sud di Parigi,... | |
| 1967 - Giovanni Floris (47 anni fa): Nella schiera degli anchorman italiani più apprezzati da ospiti e pubblico, il cui mestiere è raccontare la politica. Nato a Roma, da famiglia di origini sarde (il padre Bachisio... | |
| 1950 - Roberto Bettega (64 anni fa): Nato a Torino, è un dirigente sportivo. Calciatore negli anni Settanta ed Ottanta, cresciuto nelle giovanili della Juventus, diventa poi attaccante del Varese e, in serie A dal 1970 al 1983,... | |
| 1954 - Novella Calligaris (60 anni fa): Nata a Padova, è stata una campionessa di nuoto e poi giornalista e dirigente sportivo. La sua carriera agonistica, benché breve (si è ritirata nel 1974), la pone comunque tra... | |
| 1931 - John Charles (83 anni fa): Nato a Swansea (Galles) e morto a Wakefield (Inghilterra) nel febbraio 2004, è stato un calciatore gallese, negli anni Cinquanta e Sessanta, e allenatore di calcio. In Italia ha giocato come... | |
| 1983 - A Platini il Pallone d'oro (31 anni fa): Il francese Michel Platini della Juventus, raccogliendo 110 voti, ha vinto il Pallone d'oro 1983. Nettamente staccato il secondo, lo scozzese Kenny Dalglish del Liverpool, fermo a 26 voti. Il primo... | |
| 1923 - Gustave Eiffel (91 anni fa): Tra le menti più geniali nella storia delle costruzioni, fornì a due popoli i rispettivi monumenti simbolo. Nato a Digione, nell'est della Francia, e morto a Parigi nel 1923, la sua famiglia era.. | |
Storia della Galleria degli Uffizi
Le origini degli Uffizi risalgano all'epoca dei Medici, quando Cosimo I decise di far costruire un edificio adiacente alla sede governativa di Palazzo Vecchio, l'idea originale era quella di costruire un grande edificio da adibire ad uffici per le magistrature fiorentine di quell'epoca.
Con la costruzione degli Uffizi si voleva riunire le 13 magistrature più importanti in una posizione strategica per essere controllate, vista che la sua ubicazione si colloca tra la sede del governo di Firenze ed il suo porto fluviale di quell'epoca.
Cosimo I de medici decise di affidare la costruzione a Giorgio Vasari, nonostante il progetto originale, ben presto le stanze ed i lunghi corridoi degli Uffizi furono utilizzate per custodire le molte opere artistiche di proprietà della famiglia de Medici.
Con l'avvento di Francesco de Medici, una parte degli Uffizi furono per la prima volta adibiti ad ospitare la propria collezione di opere artistiche, una collezione che è andata via arricchendosi con il passare del tempo, grazie a donazioni di opere di varia importanza.
I Medici per dare lustro al proprio governo decisero anche di dare visibilità alle proprie opere, facendo degli Uffizi il primo museo d'Europa.
Gli Uffizi con il passare del tempo si sono arricchiti di ulteriori opere provenienti da altri luoghi che venivano dismessi e da lasciti di importanti famiglie e personaggi, le opere di allora sono ancora presenti nei saloni di questo importantissimo museo.
La preservazione dell'immensa eredità artistica dei Medici fu possibile grazie all'editto dell'ultima discendente della dinastia Anna Maria Luisa, che stipulo il lascito di ogni opera alla città di Firenze a patto che ognuna di esse non lasciasse la città e non potesse essere venduta.
Questa decisione oltre ad aver preservato le opere della galleria degli Uffizi, ha di fatto reso Firenze la città con la più alta concentrazione di opere d'arte, assicurando alla città l'attuale sviluppo turistico di cui oggi beneficia non solo Firenze ma tutta la Toscana.
Non bisogna dimenticare le altri importanti opere che la dinastia de Medici realizzò durante il proprio governo, tra queste non si può dimenticare il corridoio Vasariano, un corridoio sopraelevato che unisce Palazzo Vecchio sede del governo al Palazzo Pitti che era la residenza della famiglia dei Medici.
Il corridoio Vasariano attraversa il famoso Ponte Vecchio ed è considerato oggi il più importante museo al mondo per quanto riguarda le opere pittoriche dedicate ai ritratti di personaggi più o meno famosi.
Vangelo del 27 Dicembre 2015
Così al finir dell'anno Anna concepì e partorì un figlio e lo chiamò Samuele. "Perché - diceva - dal Signore l'ho impetrato".
Quando poi Elkana andò con tutta la famiglia a offrire il sacrificio di ogni anno al Signore e a soddisfare il voto,
Anna non andò, perché diceva al marito: "Non verrò, finché il bambino non sia divezzato e io possa condurlo a vedere il volto del Signore; poi resterà là per sempre".
Dopo averlo divezzato, andò con lui, portando un giovenco di tre anni, un'efa di farina e un otre di vino e venne alla casa del Signore a Silo e il fanciullo era con loro.
Immolato il giovenco, presentarono il fanciullo a Eli
e Anna disse: "Ti prego, mio signore. Per la tua vita, signor mio, io sono quella donna che era stata qui presso di te a pregare il Signore.
Per questo fanciullo ho pregato e il Signore mi ha concesso la grazia che gli ho chiesto.
Perciò anch'io lo dò in cambio al Signore: per tutti i giorni della sua vita egli è ceduto al Signore". E si prostrarono là davanti al Signore.
Salmi 84(83),2-3.5-6.9-10.
Quanto sono amabili le tue dimore, Signore degli eserciti!
L'anima mia languisce e brama gli atri del Signore. Il mio cuore e la mia carne esultano nel Dio vivente.
Beato chi abita la tua casa:
sempre canta le tue lodi!
Beato chi trova in te la sua forza e decide nel suo cuore il santo viaggio.
Signore, Dio degli eserciti, ascolta la mia preghiera, porgi l'orecchio, Dio di Giacobbe.
Vedi, Dio, nostro scudo,
guarda il volto del tuo consacrato.
Prima lettera di san Giovanni apostolo 3,1-2.21-24.
Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! La ragione per cui il mondo non ci conosce è perché non ha conosciuto lui.
Carissimi, noi fin d'ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è.
Carissimi, se il nostro cuore non ci rimprovera nulla, abbiamo fiducia in Dio.
e qualunque cosa chiediamo la riceviamo da lui perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo quel che è gradito a lui.
Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha dato.
Chi osserva i suoi comandamenti dimora in Dio ed egli in lui. E da questo conosciamo che dimora in noi: dallo Spirito che ci ha dato.
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 2,41-52.
I genitori di Gesù si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua.
Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l'usanza;
ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero.
Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti;
non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.
Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava.
E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.
Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo».
Ed egli rispose: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?».
Ma essi non compresero le sue parole.
Partì dunque con loro e tornò a Nazaret e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore.
E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.
San Giovanni Apostolo ed Evangelista
Cari fratelli e sorelle,
dedichiamo l'incontro di oggi al ricordo di un altro membro molto importante del collegio apostolico: Giovanni, figlio di Zebedeo e fratello di Giacomo. Il suo nome, tipicamente ebraico, significa “il Signore ha fatto grazia”. Stava riassettando le reti sulla sponda del lago di Tiberìade, quando Gesù lo chiamò insieme con il fratello (cfr Mt 4,21; Mc 1,19). Giovanni fa sempre parte del gruppo ristretto, che Gesù prende con sé in determinate occasioni. E’ insieme a Pietro e a Giacomo quando Gesù, a Cafarnao, entra in casa di Pietro per guarirgli la suocera (cfr Mc 1,29); con gli altri due segue il Maestro nella casa dell'archisinagògo Giàiro, la cui figlia sarà richiamata in vita (cfr Mc 5,37); lo segue quando sale sul monte per essere trasfigurato (cfr Mc 9,2); gli è accanto sul Monte degli Olivi quando davanti all’imponenza del Tempio di Gerusalemme pronuncia il discorso sulla fine della città e del mondo (cfr Mc 13,3); e, finalmente, gli è vicino quando nell'Orto del Getsémani si ritira in disparte per pregare il Padre prima della Passione (cfr Mc 14,33). Poco prima della Pasqua, quando Gesù sceglie due discepoli per mandarli a preparare la sala per la Cena, a lui ed a Pietro affida tale compito (cfr Lc 22,8).
Questa sua posizione di spicco nel gruppo dei Dodici rende in qualche modo comprensibile l’iniziativa presa un giorno dalla madre: ella si avvicinò a Gesù per chiedergli che i due figli, Giovanni appunto e Giacomo, potessero sedere uno alla sua destra e uno alla sua sinistra nel Regno (cfr Mt 20,20-21). Come sappiamo, Gesù rispose facendo a sua volta una domanda: chiese se essi fossero disposti a bere il calice che egli stesso stava per bere (cfr Mt 20,22). L’intenzione che stava dietro a quelle parole era di aprire gli occhi dei due discepoli, di introdurli alla conoscenza del mistero della sua persona e di adombrare loro la futura chiamata ad essergli testimoni fino alla prova suprema del sangue. Poco dopo infatti Gesù precisò di non essere venuto per essere servito ma per servire e dare la propria vita in riscatto per la moltitudine (cfr Mt 20,28). Nei giorni successivi alla risurrezione, ritroviamo “i figli di Zebedeo” impegnati con Pietro ed alcuni altri discepoli in una notte infruttuosa, a cui segue per intervento del Risorto la pesca miracolosa: sarà“il discepolo che Gesù amava”a riconoscere per primo“il Signore”e a indicarlo a Pietro (cfr Gv 21,1-13).
All'interno della Chiesa di Gerusalemme, Giovanni occupò un posto di rilievo nella conduzione del primo raggruppamento di cristiani. Paolo infatti lo annovera tra quelli che chiama le “colonne” di quella comunità (cfr Gal 2,9). In realtà, Luca negli Atti lo presenta insieme con Pietro mentre vanno a pregare nel Tempio (cfr At 3,1-4.11) o compaiono davanti al Sinedrio a testimoniare la propria fede in Gesù Cristo (cfr At 4,13.19). Insieme con Pietro viene inviato dalla Chiesa di Gerusalemme a confermare coloro che in Samaria hanno accolto il Vangelo, pregando su di loro perché ricevano lo Spirito Santo (cfr At 8,14-15). In particolare, va ricordato ciò che afferma, insieme con Pietro, davanti al Sinedrio che li sta processando: “Noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato” (At 4,20). Proprio questa franchezza nel confessare la propria fede resta un esempio e un monito per tutti noi ad essere sempre pronti a dichiarare con decisione la nostra incrollabile adesione a Cristo, anteponendo la fede a ogni calcolo o umano interesse.
Secondo la tradizione, Giovanni è “il discepolo prediletto”, che nel Quarto Vangelo poggia il capo sul petto del Maestro durante l'Ultima Cena (cfr Gv 13,21), si trova ai piedi della Croce insieme alla Madre di Gesù (cfr Gv 19, 25) ed è infine testimone sia della Tomba vuota che della stessa presenza del Risorto (cfr Gv 20,2; 21,7). Sappiamo che questa identificazione è oggi discussa dagli studiosi, alcuni dei quali vedono in lui semplicemente il prototipo del discepolo di Gesù. Lasciando agli esegeti di dirimere la questione, ci contentiamo qui di raccogliere una lezione importante per la nostra vita: il Signore desidera fare di ciascuno di noi un discepolo che vive una personale amicizia con Lui. Per realizzare questo non basta seguirlo e ascoltarlo esteriormente; bisogna anche vivere con Lui e come Lui. Ciò è possibile soltanto nel contesto di un rapporto di grande familiarità, pervaso dal calore di una totale fiducia. È ciò che avviene tra amici; per questo Gesù ebbe a dire un giorno: “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici ... Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi” (Gv 15,13.15).
Negli apocrifi Atti di Giovannil'Apostolo viene presentato non come fondatore di Chiese e neppure alla guida di comunità già costituite, ma in continua itineranza come comunicatore della fede nell'incontro con “anime capaci di sperare e di essere salvate” (18,10; 23,8). Tutto è mosso dal paradossale intento di far vedere l'invisibile. E infatti dalla Chiesa orientale egli è chiamato semplicemente “il Teologo”, cioè colui che è capace di parlare in termini accessibili delle cose divine, svelando un arcano accesso a Dio mediante l'adesione a Gesù.
Il culto di Giovanni apostolo si affermò a partire dalla città di Efeso, dove, secondo un’antica tradizione, avrebbe a lungo operato, morendovi infine in età straordinariamente avanzata, sotto l'imperatore Traiano. Ad Efeso l'imperatore Giustiniano, nel secolo VI, fece costruire in suo onore una grande basilica, di cui restano tuttora imponenti rovine. Proprio in Oriente egli godette e gode tuttora di grande venerazione. Nell’iconografia bizantina viene spesso raffigurato molto anziano e in atto di intensa contemplazione, quasi nell’atteggiamento di chi invita al silenzio.
In effetti, senza adeguato raccoglimento non è possibile avvicinarsi al mistero supremo di Dio e alla sua rivelazione. Ciò spiega perché, anni fa, il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, Atenagora, colui che il Papa Paolo VI abbracciò in un memorabile incontro, ebbe ad affermare: “Giovanni è all'origine della nostra più alta spiritualità. Come lui, i ‘silenziosi’ conoscono quel misterioso scambio dei cuori, invocano la presenza di Giovanni e il loro cuore si infiamma” (O. Clément, Dialoghi con Atenagora, Torino 1972, p. 159). Il Signore ci aiuti a metterci alla scuola di Giovanni per imparare la grande lezione dell’amore così da sentirci amati da Cristo “fino alla fine” (Gv 13,1) e spendere la nostra vita per Lui.
Caino e Abele
Da Baudelaire "I fiori del male" la poesia "Caino e Abele"
Dioscuro...
Abbiamo parlato più volte dei "Fiori del Male" di Baudelaire, ma ci sono dei versi che hanno sempre attirato la mia attenzione, sono le razze di Caino e Abele.
Sono metafore delle tipologie di umanità che adottano rispettivamente modi di esistere opposti.
Chi vive nella religione e nella prosperità, appagato dall'appoggio della divinità e della sua coscienza, contro chi vive l'umanità nella sua essenza più carnale, asseconda i suoi istinti e ne è condannato. Contadini contro cacciatori, santità contro umanità, ricchezza contro povertà, beatitudine contro dannazione.
Si parla di razze, quindi non c'è scelta. Voi siete più Caino o Abele? :)
Caino e Abele
Razza d'Abele, dormi, bevi e mangia:
con che compiacimento ti sorride Dio!
Razza di Caino, striscia
nel fango e muori miserabile!
Razza d'Abele, il tuo sacrificio
accarezza il naso ai Serafini!
Razza di Caino, il tuo supplizio
potra mai avere fine?
Razza d'Abele, guarda prosperare
II tuo bestiame e le tue semine!
Razza di Caino, le tue viscere
urlano di fame come un vecchio cane!
Razza d'Abele, scaldati il ventre
al focolare patriarcale!
Razza di Caino, trema di freddo
nel tuo antro, povero sciacallo!
Razza d'Abele, ama e prolifica!
Anche il tuo oro si moltiplica!
Razza di Caino, guardati
dalle grandi brame, cuore ardito!
Razza d’Abele, tu cresci e ti pasci
come le cimici dei boschi!
Razza di Caino, trascina per le strade
la tua famiglia disperata!
Razza d'Abele, la tua carogna
ingrasserà la fumante terra!
Razza di Caino, il tuo compito
non è ancora finito!
Razza d'Abele, vergognati!
II ferro e vinto dallo spiedo!
Razza di Caino, sali al cielo
e scaraventa sulla terra Dio!
C. Baudelaire
Le Fleurs du Mal
Johnny:
Io sono molto più Abele, mi hanno già ucciso diverse volte....
Goethe:
Io sono Abele con Caino.
E sono Caino con Abele.
Intelligenti Pauca
CITAZIONE DI SAN FRANCESCO DI SALES
PAROLE DI SAN FRANCESCO DI SALES PER I FALSI FARISEI DI ALCUNE PARROCCHIE DELLA DIOCESI DI CAPUA
“NON ACCONTENTARTI DI ESSERE POVERO COME I POVERI, MA SII PIU’ POVERO DEI POVERI, VA A SERVIRLI QUANDO GIACCIONO A LETTO INFERMI E DEVI SERVIRLI CON LE TUE PROPRIE MANI.
QUESTA SERVITU’ E PIU’ GLORIOSA DI UN REGNO”.
CITAZIONE DEL GIORNO
cavalli
BIAGIO MARIA DI MURO
RISPONDIAMO AL NUOVO CITTADINO C.DV.CHE DA QUALCHE MESE SI E’ TRASFERITO DAL LAZIO IN CAMPANIA E PRECISAMENTE A S.MARIA CAPUA VETERE IN VIA GALATINA CHE CI HA CHIESTO CHI ERA IL SINDACO DELLA CITTA’.
BIAGIO MARIA DI MURO
BIAGIO DI MURO
TI RIMETTO LA FOTO DI BIAGIO DI MURO E UNA PARTE DEL SUO CURRICULUM VITAE
BIAGIO DI MURO SI E’ LAUREATO, IL 30/10/1995, CON 110 E LODE IN ARCHITETTURA PRESSO L’UNIVERSITA’ DI NAPOLI, CON UNA TESI SPERIMENTALE IN SCIENZE DELLE COSTRUZIONI ED E’ ISCRITTO ALL’ORDINE DEGLI ARCHITETTI DELLA PROVINCIA DI CASERTA AL N. 872.
SVOLGE UNICAMENTE LA LIBERA PROFESSIONE ED HA LO STUDIO IN S.MARIA C.V., AL CORSO ALDO MORO N.73
E’ABILITATO AL COORDINAMENTO DI SICUREZZA – D.LGS.494/96 – CON ATTESTATO DI CORSO RILASCIATO DALL’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II, A CURA DEL CENTRO INTERDIPARTIMENTALE DI RICERCHE L.U.P.T. DAL 24 NOVEMBRE 1997.
HA PARTECIPATO AL GRUPPO DI RICERCHE SUL TEMA “STABILITA’ DELLE TORRI IN MURATURA” ORGANIZZATO DALL’ISTITUTO DI “COSTRUZIONE DELLA FACOLTA’ DI ARCHITETTURA” – UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI, FEDERICO II.
E’ COLLABORATORE DELLA III AREA DI RICERCA “PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E SISTEMI INFORMATIVI TERRITORIALI” L.U.P.T. – LABORATORIO DI URBANISTICA E PIANIFICAZIONE TERRITORIALE DELL’UNIVERSITA’ FEDERICO II DI NAPOLI, FACOLTA’ DI ARCHITETTURA.
E’ MEMBRO DELL’AREA DI RICERCA “PROGETTAZIONE URBANA, AMBIENTALE E DEL RECUPERO E VALORIZZAZIONE DEI BENI STORICI, ARCHITETTONICI, ARCHEOLOGICI E PAESAGGISTICI” DEL CENTRO DI RICERCA L.U.P.T. DELL’UNIVERSITA’ FEDERICO II DI NAPOLI FACOLTA’ DI ARCHITETTURA – DIRETTORE PROF. FRANCO MARINIELLO.
HA SEMPRE AVUTO UN FORTE LEGAME CON LA POLITICA ATTIVA, ESSENDO FIGLIO DI NICOLA DI MURO, IL QUALE FIN DAL 1956 E’ ESPRESSIONE DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA, PRIMA A LIVELLO COMUNALE I POI OLTRE AI CONFINI CITTADINI, FINO A DIVENTARE UOMO DI RIFERIMENTO DEL PARTITO AI PIU’ ALTI LIVELLI.
BIAGIO MARIA DI MURO FIN DALL’ADOLESCENZA HA POTUTO ASSORBIRE TUTTA L’ESPERIENZA POLITICA ED AMMINISTRATIVA, AVENDO AVUTO MODO DI FREQUENTARE ASSIDUAMENTE IL PARTITO.
PARTECIPA ALLA CONSULTAZIONE ELETTORALE AMMINISTRATIVA DEL 2002, CANDIDATO CON FORZA ITALIA, RIPORTANDO CIRCA 1000 VOTI DI PREFERENZE CONTRIBUENDO IN MODO DETERMINANTE DA FAR DIVENTARE FORZA ITALIA IL PRIMO PARTITO IN CITTA’.
DOPO NEL 2007 ASSUME LA CARICA DI VICE SINDACO, MA DOPO QUALCHE MESE NON ESITA A LASCIARE IL PRESTIGIOSO INCARICO QUANDO SI ACCORGE CHE CON LA DEFENESTRAZIONE DELL’ASSESSORE MARCIANO SCHETTINO VENIVANO TRADITI GLI IMPEGNI E LE PROMESSE SOTTOSCRITTE NEL PROGRAMMA ELETTORALE PRESENTATO AGLI ELETTORI.
DAL 2011 AL 2015 E’ STATO SINDACO DELLA CITTA’ DI S.MARIA CAPUA VETERE.
CAF
SERVIZIO CAF PRESSO LA NOSTRA SEDE IN C.SO ALDO MORO N.73 AVETE A DISPOSIZIONE UNA SERIE DI SERVIZI UTILI:
1. MODELLO ISEE
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4. TELECOM, GAS, ENERGIA, ACQUA
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11. MODELLO UNICO
12. ICRIC, ICLAV, ACCAS/PS
13. SOCIAL CARD
14. SUCCESSIONI
15. TRASMISSIONE TELEMATICA
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SERVIZI PROFESSIONALI:
1) CONSULENZA E ASSISTENZA LEGALE
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3) CONSULENZA AZIENDALE
4) PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA
5) PRATICHE CATASTALI
6) ESECUZIONI E LAVORI CHIAVI IN MANO
SERVIZIO PATRONATO:
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2. ACCOMPAGNAMENTO
3. PENSIONI INPS – INPDAP
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5. DISOCCUPAZIONE
6. RECUPERO CONTRIBUTI
7. MEDICINA LEGALE
8. LAVORO
9. FAMIGLIA
10. COLF E BADANTI
11. PRESTAZIONI ASSISTENZIALI
12. PREVIDENZA COMPLEMENTARE
13. IMMIGRAZIONE
STUDIO TECNICO DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA, PRATICHE CATASTALI ED URBANISTICHE, ARCHITETTURA PER INTERNI
LAVORI PUBBLICI
PUBBLICHIAMO LE FOTO DELLE OPERE PUBBLICHE PER LE QUALI INIZIERANNO PRESTO I LAVORI .SALVO RITARDI DOVUTI ALLA SCELLERATA AZIONE DI SFIDUCIA CHE COMPORTERA' AUMENTO DI COSTI E PERDITE DI FINANZIAMENTI
RECUPERO STRUTTURALE E FUNZIONALE DELL' EDIFICIO DELLE SCUOLE ELEMENTARI "PRINCIPE DI PIEMONTE"
IMPORTO FINANZIAMENTO
SCUOLA PRINCIPE DI PIEMONTE
LAVORI PUBBLICI
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RISTRUTTURAZIONE E AMMODERNAMENTO DEL PLESSO SCOLASTICO RIONE IACP
IMPORTO FINANZIAMENTO
IACP
lavori pubblici
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RIFACIMENTO PIAZZA SAN PIETRO
IMPORTO FINANZIATO:
euro 150.000,00
piazza San Pietro
lavori pubblici
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PROGRAMMA DI RECUPERO URBANO COMPARTO C1 NORD OVEST – RIONE IACP
IMPORTO INTERVENTO:
euro 1.502.373,12
IACP
lavori pubblici
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REALIZZAZIONE DI UN CAMPO SPORTIVO POLIVALENTE COPERTO IN VIA GIOTTO – RIONE IACP
IMPORTO DEL FINANZIAMENTO :
euro 512.000
iacp
arco adriano
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RESTAURO CONSERVATIVO DELL’ARCO ADRIANO. SISTEMAZIONE DEL TRATTO DI VIA APPIA TRA ANFITEATRO ED ARCO ADRIANO
RICHIESTA FINANZIAMENTO
Euro 2.470.698,58
arco adriano
villetta l.sturzo
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PROGETTO PER LA VILLETTA TEMPO LIBERO ALLA VIA L. STURZO
RICHIESTA DI FINANZIAMENTO:
euro 127.000,00
villetta l. sturzo
asilo nido
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PROGETTO DI ASILI NIDO PER BAMBINI DA 0 A 36 MESI IN VIA ALBANA 107
TOTALE DEL FINANZIAMENTO:
euro 699.438,18
asilo nido
PERDONA LORO......
NON CI SIAMO LIBERATI DI TUTTI MA RESTERANNO ALL'OPPOSIZIONE
