prova


Non lasciare mai, che il successo ti nasconda la sua vacuità, un' impresa la sua vanità, la fatica la sua desolazione. Mantieni vivo dentro di te l' incentivo ad andare ancora più avanti, quell' inquietudine dell' anima che ci spinge al di là di noi stessi. Non guardare indietro, e non accarezzare sogni per il futuro. Ciò non verrebbe nè a restituirti il passato nè a soddisfare gli altri tuoi sogni ad occhi aperti. Il tuo dovere, la tua ricompensa, il tuo destino sono qui ora.
(Dag Hammaarskjold, Markings)
Dobbiamo accettare le delusioni che sono limitate, ma non dobbiamo mai perdere l'infinita speranza.
(Martin Luther King)
Noi non dimentichiamo e non demordiamo.
Quanno 'a furmicola vò murì, mètte è scèlle. Si dice di chi, raggiunta la ricchezza, perde ogni senso della misura e finisce per far cose illogiche e per danneggiare se stesso.
Quanno ò perucchio saglie in gloria perde à scienza e à memoria. Il villano che sale nella scala sociale dimentica subito la sua origine e coloro che lo hanno agevolato nella ascesa.

domenica 27 maggio 2018

Niccolò Paganini

Niccolò Paganini: Considerato il massimo violinista di tutti i tempi, è nato a Genova e scomparso a Nizza, in Francia, a maggio del 1840. Come compositore è indicato tra i principali rappresentanti della musica romantica del XIX secolo. 

Talento assai precoce il suo, si dimostrò abilissimo sia con il violino che con la chitarra, ma in pubblico suonò sempre e solo il primo. Dopo la prima esibizione a 15 anni, tenne oltre seicento concerti nei maggiori teatri del mondo, costruendo la sua immortale fama di musicista.

Entrò nella storia la frase «Paganini non ripete!», da lui pronunciata al Teatro Carignano di Torino per sottolineare l'attitudine a improvvisare.


Santa Maria Capua Vetere, lì 27 Maggio 2018

Portavoce La Freccia nel Fianco
Ferdinando Fusco 

                                   Bruno Vespa



Bruno Vespa: È il Vespone nazionale del giornalismo italiano e della televisione pubblica, un protagonista dell'informazione che divide e fa discutere. 


Nato a L’Aquila, non ancora maggiorenne cominciò a scrivere di sport per il quotidiano Il Tempo, entrando a 18 anni in RAI come cronista radiofonico e rimanendovi a tempo indeterminato dopo aver vinto un concorso nazionale per radio telecronisti. La sua scalata ai vertici del Tg1 iniziò nel 1976 come inviato, toccando il massimo traguardo dal 1990 al 1993 con la carica di direttore del telegiornale.



Dopo aver portato nelle case degli italiani i principali fatti di cronaca nazionale, dalla strage di Piazza Fontana al ritrovamento del cadavere di Aldo Moro, nel 1996 passò al talk show con la conduzione di Porta a Porta, confermatosi nel tempo il principale "salotto" televisivo per politici e personaggi famosi.



Premiato tre volte a "Saint Vincent" per la carriera in TV, è autore di saggi di successo, quali "Il cavaliere e il professore" (Premio Bancarella), "Il cambio", "Il duello", "La svolta" e "La sfida".



Santa Maria Capua Vetere, lì 27 Maggio 2018


Portavoce La Freccia nel Fianco
Ferdinando Fusco

sabato 26 maggio 2018



EMOZIONI


Le emozioni non sono volontarie: non possiamo innamorarci o rallegrarci a comando. Non si può crearle, inventarle o sopprimerle a meno di non usare delle droghe. Ciononostante possiamo non esserne succubi non devono, quindi, diventare un alibi: essere in balia di un’emozione non ci leva la responsabilità del nostro comportamento perché quello sì può essere controllato.
Imparare a riconoscere e gestire le emozioni proprie e altrui aiuta a non averne paura e a viverle appieno. Altrimenti il loro carattere anarchico spaventa e si cerca di sfuggirle rifugiandosi nella razionalità, o di amarle con l’abuso di sostanze, di cibo o di stimoli. L’abitudine di soffocare le emozioni negative anestetizza anche quelle positive e allora la vita perde intensità e senso.
Percepirle, accettarle, dar loro un nome: negli esorcismi riconoscere un nome al demone serve a placarlo. La capacità di elaborazione significa saper sopportare i sentimenti che ci toccano e dar loro un senso. “Dire un’emozione”, anziché agirla, restare sul piano simbolico è meglio che lasciarla trasformare in comportamenti reattivi. È importante non giudicarle, riconoscere loro il diritto di esistere: solo così possiamo arrivare a capirle e a riconoscere le emozioni come parte di noi anziché sentirle aliene e misteriose.
Un’emozione respinta o non accettata si tramuta in azioni che ci allontanano da noi stessi e dalla consapevolezza. Come quando ci si ritrova a litigare o a comprare cose inutili o a perdere un treno senza capirne il perché. Dobbiamo imparare ad attivare la nostra intelligenza emotiva che ci consente di comprendere i nostri bisogni profondi e di soddisfarli.
L’emotività è come un cavallo che va capito e rispettato ma comunque governato. Non deve essere lui a decidere la strada però se gli imponiamo con violenza gli ordini s’imbizzarrisce.
Viviamo costantemente in contatto con le nostre emozioni ma siamo poco abituati a notarle. E c’è di più: se ci chiediamo quali emozioni abbiamo provato prevalentemente nell’ultima giornata ricorderemo soprattutto quelle negative come la rabbia, la tristezza e la paura. Non avremo registrato quelle positive.
Bisogna imparare a gestire le emozioni e a condizionare i risultati positivi con la volontà. Se non possiamo cambiare la realtà, possiamo percepirla in maniera diversa?
Siamo noi a decidere come stiamo e non gli eventi esterni. Per cambiare il nostro stato d’animo dobbiamo imparare la flessibilità emozionale, cioè dar poco spazio alle sensazioni sgradevoli per lasciare spazio alle emozioni appaganti e gratificanti.
E tutto questo lo si raggiunge attraverso semplici esercizi. Le emozioni, infatti, si coltivano affrontandole, cercando di conoscerle meglio, interrogandosi sul perché delle proprie reazioni.
L’obiettivo è riconoscere le emozioni e trasformarle in risorse. Siamo noi i soli responsabili delle nostre reazioni emotive. Ma in realtà siamo abituati a scaricare questa responsabilità sugli eventi esterni. Eppure non è l’evento in sé determinante ma come noi lo interpretiamo.
Ci facciamo condizionare dai nostri schemi mentali che creano i nostri stati d’animo attraverso l'uso del corpo, la comunicazione con noi stessi, le domande che ci facciamo e le nostre convinzioni. Basterebbe allenarsi a muovere il nostro corpo, a utilizzare un linguaggio più potenziante, a condizionarci positivamente e a focalizzarci sulle soluzioni piuttosto che sui problemi e saremmo in grado di confrontarci con le nostre emozioni e utilizzarle per vivere al meglio.
Bisogna utilizzare un percorso che permette di gestire al meglio le tue emozioni e i tuoi stati d’animo.

Santa Maria Capua Vetere, lì 26 Maggio 2018

Portavoce La Freccia nel Fianco
Ferdinando Fusco

           Prima edizione della 24 ore di Le Mans


sabato 26 maggio 1923 (95 anni fa)

Prima edizione della 24 ore di Le Mans: La 24 Ore di Le Mans è una celebre gara automobilistica di durata che si corre al Circuit de la Sarthe, nei pressi di Le Mans, in Francia. Organizzata dall'Automobile Club de l'Ouest (ACO), è la gara più importante del Campionato del Mondo Endurance FIA.

La prima gara si è svolta il 26 e il 27 maggio 1923 e si è disputata nel mese di giugno con cadenza annuale, fuorché nel 1936 (per ragioni economiche) e dal 1940 al 1948 (per la Seconda guerra mondiale).

La competizione inizia alle 16.00 del sabato per terminare alla stessa ora della domenica, si disputa su un tracciato semi-permanente della lunghezza di oltre 13 chilometri, utilizzando per buona parte strade aperte alla normale circolazione nel resto dell'anno. 

I primi vincitori sono i francesi André Lagache e René Léonard a bordo di una Chenard & Walcker Sport, con una velocità media di 92 km/h (nel 2010 la velocità media dei vincitori sarà di oltre 225 km/h). L'italiano che ha vinto più edizioni, ben cinque, è Emanuele Pirro (2000, 2001, 2002, 2006 e 2007). La Porsche è invece il costruttore con più vittorie (19), seguita con 13 dall'Audi, che le ha ottenute tutte nel Terzo millennio.

In questa gara è avvenuto il più grave incidente della storia dell'automobilismo: nel 1955 una Mercedes ha urtato il retro di una Austin-Healey, finendo catapultata in alto e schiantandosi sulla folla. Sono morti il pilota e 83 spettatori, oltre 120 i feriti.

Santa Maria Capua Vetere, lì 26 Maggio 2018

Portavoce La Freccia nel Fianco
Ferdinando Fusco

                                Sydney Pollack


data di nascita: domenica 1° luglio 1934 (83 anni fa)
data morte: lunedì 26 maggio 2008 (10 anni fa)

Sydney Pollack: Nella schiera dei migliori registi del secolo scorso, è stato anche uno scopritore di talenti, su tutti un certo Robert Redford.

Nato a Lafayette, nell'Indiana, e morto a Pacific Palisades nel maggio del 2008, debuttò come regista televisivo negli anni Sessanta, ottenendo i primi consensi sul grande schermo con il dramma Non si uccidono così anche i cavalli? (1969), premiato con nove nomination agli Oscar.

I successi arrivarono grazie al lungo e prolifico sodalizio con Redford, dal western "Corvo rosso non avrai il mio scalpo" (1972) fino alla piena maturazione con La mia Africa, che nel 1986 vinse sette Oscar, tra cui quelle al "miglior film" e "miglior regista".

Apprezzato anche per "Tootsie" (con uno straordinario Dustin Hoffman), "Diritto di cronaca" (1981) e "Michael Clayton" (2007), è tra i fondatori del Sundance Institute e della Film Foundation, entrambi impegnati nella conservazione dei capolavori del passato.


santa Maria Capua Vetere, Lì 26 Maggio 2018

Portavoce La Freccia nel Fianco
Ferdinando Fusco

                                     Mike Bongiorno


data di nascita: lunedì 26 maggio 1924 (94 anni fa)
data morte: martedì 8 settembre 2009 (8 anni fa)

Mike Bongiorno: Padre fondatore della televisione italiana, per oltre mezzo secolo è stato il Re dei quiz e il conduttore più longevo del piccolo schermo, da cui ha tenuto compagnia a milioni di italiani di tutte le età, divertiti anche dalle sue proverbiali gaffe.

Figlio di un italo-americano, il nonno era di origini siciliane, e di una torinese, Mike Bongiorno nacque a New York, dove il padre svolgeva l’attività di avvocato prestato successivamente alla politica, arrivando anche a candidarsi a sindaco. Trasferitosi in Italia, Mike abbracciò la carriera giornalistica, scrivendo di sport per La Stampa.

Impegnato nella guerra partigiana, fu arrestato dai nazisti e imprigionato a San Vittore, dove conobbe Indro Montanelli, per poi essere deportato in diversi campi di concentramento. Liberato prima della fine del conflitto, nel 1946 condusse il programma "Voci e volti dall'Italia" per la stazione radiofonica di un quotidiano locale e iniziò a fare servizi per la radio italiana, l'EIAR, diventata poi RAI. 

Tornò in Italia nel 1953 e cominciò a realizzare documentari su fatti e avvenimenti della ricostruzione del Paese. Successivamente, fu incaricato di condurre il programma Arrivi e partenze, in onda il primo giorno di trasmissioni della televisione italiana, in cui aveva il compito di intervistare i personaggi famosi che arrivavano o partivano dall'aeroporto di Roma.

Nel 1955 lanciò il primo quiz della televisione italiana, Lascia o raddoppia? e la sua popolarità schizzò alle stelle, grazie anche all'esperienza come testimonial di alcuni spot del programma “Carosello” e alle cinque conduzioni consecutive del Festival di Sanremo. 

Seguirono diversi programmi rimasti nella storia del piccolo schermo tra cui "Rischiatutto", "Ieri e oggi", "Scommettiamo?" e "Flash", l'ultima trasmissione in RAI. Dopo passò alla televisione commerciale del gruppo Fininvest, dove condusse, tra gli altri, "Bis", "Telemike" e La ruota della fortuna (con cui stabilì il record di puntate condotte).

Premiato con il Telegatto di platino e insignito della laurea honoris causa in Televisione, Cinema e Produzione multimediale presso la IULM di Milano, scomparve a Montecarlo, nel settembre del 2009. Nel 2013 il comune di Sanremo gli ha dedicato una statua per il suo lungo legame con il Festival.



Santa Maria Capua Vetere, lì 26 Maggio 2018

Portavoce La Freccia nel Fianco
Ferdinando Fusco

venerdì 25 maggio 2018

                                  Enrico Berlinguer


data di nascita: giovedì 25 maggio 1922 (96 anni fa)
data morte: lunedì 11 giugno 1984 (33 anni fa)

Enrico Berlinguer: Storico segretario del Partito Comunista Italiano, stimato da alleati ed avversari per lo spiccato rigore morale e la profonda passione per la politica, dimostrata fino all'ultimo istante di vita.

Sardo di Sassari e con lontane origini aristocratiche, fu presentato dal padre a Togliatti, riscuotendo da subito la fiducia di quest'ultimo e assumendo prestigiosi incarichi nel partito. Assunta la carica di Segretario Generale nel 1972, guidò il PCI per oltre un decennio, affrontando fasi cruciali della storia d'Italia, a cominciare dal compromesso storico sancito con la DC di Aldo Moro, naufragato per l'assassinio dello stesso Moro per mano delle Brigate Rosse.

Fautore di un'evoluzione liberale e indipendente da Mosca del PCI, morì di ictus nel giugno del 1984, durante un comizio a Padova. Sua figlia Bianca, giornalista, è stata direttore del TG3.


Santa Maria Capua Vetere, lì 25 Maggio 2018


Portavoce La Freccia nel Fianco
Ferdinando Fusco

giovedì 24 maggio 2018

                                     Bob Dylan


data di nascita: sabato 24 maggio 1941 (77 anni fa)

Bob Dylan: Il menestrello di Duluth (dal nome della città del Minnesota che gli ha dato i natali) non è solo uno dei mostri sacri della musica mondiale ma un'icona culturale evergreen.

Registrato all'anagrafe come Robert Allen Zimmerman e di origini lituane, si avvia negli anni Sessanta alla carriera di cantautore nel genere rock, trovando in seguito la sua dimensione ideale nel sublime connubio tra folk e poesia. Con brani immortali come Blowin' in the Wind e The Times They Are A-Changin' diventa opinion maker del movimento giovanile pacifista e per i diritti civili.

Premiato con l'Oscar nel 2001 per la colonna sonora del film Wonder Boys, in mezzo secolo di carriera vanta circa 70 milioni di copie vendute. Artista a 360°, oltre alla poesia e alla pittura dal 2013 si dedica anche alla scultura esponendo le sue opere in ferro alla Halcyon Gallery di New Bond Street di Londra.

Celebrato, nel 2015, dalla rivista Rolling Stone come il "più grande cantautore di tutti i tempi", l'anno seguente riceve il massimo riconoscimento per un artista, il Nobel per la letteratura, assegnatogli dall'Accademia svedese per il merito di «aver creato nuove espressioni poetiche nella grande tradizione della canzone americana».


Santa Maria Capua Vetere, lì 24 Maggio 2018


Portavoce La Freccia nel Fianco
Ferdinando Fusco


          Morse trasmette il primo messaggio                 telegrafico


venerdì 24 maggio 1844 (174 anni fa)

Morse trasmette il primo messaggio telegrafico«Quali cose ha creato Dio» (nella versione originale "What Hath God Wrought") è la frase che Samuel Morse telegrafò da Washington a Baltimora, alle 8,45 del 24 maggio del 1844. Fu il primo messaggio della storia delle telecomunicazioni!

L'impresa fu possibile grazie a un sistema telegrafico elettrico, tramite fili, brevettato dall'inventore americano nel 1840. Realizzata la prima linea di comunicazione telegrafica tra Washington e Baltimora, il passo successivo era stato la definizione di un codice di punti, linee e pause, che in seguito prese il nome di Codice Morse. In realtà venne messo a punto dal suo collaboratore Alfred Vail.

La riuscita del test del 1844 favorì la diffusione del telegrafo elettrico e del Codice Morse in tutti i continenti, creando di fatto una fitta rete di comunicazione. All'incirca mezzo secolo più tardi, arrivò la rivoluzionaria invenzione del telegrafo senza fili di Guglielmo Marconi, che consentì di trasmettere a grandi distanze.

Santa Maria Capua Vetere , lì 24 Maggio 2018


Portavoce La Freccia nel Fianco
Ferdinando Fusco




                              Eduardo De Filippo


data di nascita: giovedì 24 maggio 1900 (118 anni fa)
data morte: mercoledì 31 ottobre 1984 (33 anni fa)

Eduardo De Filippo: Il più grande drammaturgo italiano del secondo Novecento e tra i pochissimi ad essere rappresentato anche all'estero. Seppur con diverse scelte stilistiche e tematiche, raccolse idealmente l'eredità di Pirandello da lui considerato "il Maestro".

Nato a Napoli, figlio illegittimo dell'attore e commediografo Eduardo Scarpetta e della sarta Luisa De Filippo, Eduardo crebbe dentro l'ambiente teatrale napoletano e rivelò già nell'adolescenza straordinarie doti comiche. A 14 anni entrò stabilmente nella compagnia del fratellastro Vincenzo, dove già lavorava la sorella Titina e che accolse, tre anni dopo, anche il fratello Peppino.

I tre fratelli, dagli anni Venti, lavorarono insieme sia nell'ambito del teatro dialettale che in quello più eterogeneo del varietà e della rivista. Eduardo compose testi di vario tipo, molti dei quali rimasti inediti: il più antico tra quelli pubblicati, "Farmacia di turno", risale al 1920.

Dopo il sodalizio artistico con Michele Galdieri, nel 1931 i tre fratelli realizzarono il loro grande sogno di recitare insieme in una compagnia tutta loro: il Teatro Umoristico "I De Filippo". Ebbero un grande successo e il loro nome iniziò a risuonare in tutti i teatri italiani, dove spopolarono con spettacoli farseschi ispirati alla commedia dell'arte.

Inoltre, puntava l'attenzione anche sugli aspetti concreti della realtà contemporanea napoletana, portando in scena le abitudini, gli stenti e le illusioni quotidiane della "piccola borghesia". Nel tentativo di elevare il teatro napoletano a una dimensione nazionale, guardò con ammirazione alla grande eredità di Luigi Pirandello che incontrò nel 1933 e insieme al quale scrisse la commedia L'abito nuovo

Il piglio autoritario e carismatico lo portò a scontrarsi con Peppino fino alla dolorosa separazione nel 1944, dopo cui diede vita a una nuova compagnia teatrale, "Il Teatro di Eduardo". Rilevato e riportato a nuova vita il Teatro San Ferdinando di Napoli, ne fece un laboratorio all'avanguardia e da qui rilanciò il teatro dialettale elevandolo a forma d'arte e attribuendo al napoletano la dignità di lingua ufficiale. Tra le opere più significative di questo periodo "Napoli milionaria!", "Questi fantasmi!" e "Filumena Marturano".

Il suo successo crebbe anche grazie al cinema e alla televisione, per la quale reinterpretò tutte le commedie. Divenne un'icona dell'arte della recitazione, con il suo volto, la voce e la proverbiale gestualità. Con la popolarità s'intensificarono anche gli impegni nel sociale. Tra l’altro, si batté per i minori rinchiusi negli istituti di pena e per la creazione a Napoli di un teatro stabile. 

Ottenne moltissimi riconoscimenti ufficiali tra cui la nomina a "Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana", il "Premio Feltrinelli" dell'Accademia dei Lincei di Roma, il "Premio Pirandello", due lauree honoris causa alle Università di Birmingham e Roma e la nomina di senatore a vita nel 1981.

Morì nel 1984 a Roma. La camera ardente venne allestita al Senato e, dopo il commosso saluto di oltre trentamila persone, fu sepolto al cimitero del Verano.


Santa Maria Capua Vetere, lì 24 maggio 2018

Portavoce La Freccia nel Fianco
Ferdinando Fusco 

                       Apre il ponte di Brooklyn


giovedì 24 maggio 1883 (135 anni fa)


Apre il ponte di Brooklyn: Progettato nel clima di riconciliazione post Guerra civile, per vent'anni è stato il ponte sospeso più lungo del mondo. Cerniera tra la New York antica e quella moderna, ne divenne col tempo un simbolo incontrastato e il miglior punto d'osservazione dello skyline di Manhattan

Nella seconda metà degli anni Sessanta del XIX secolo, chiusa la drammatica perentesi della Guerra civile (1861-65), New York fu meta di milioni di immigrati, attirati dalle prospettive di lavoro e dal clima di libertà che qui imperava. Sull'altra sponda del fiume East River, Brooklyn aveva finito con l'assorbire l'intera contea e si presentava come una delle città più popolose degli Stati Uniti d'America, per via di una considerevole immigrazione dall'Italia.

Lo sviluppo economico della Grande Mela si accompagnò a una crescita territoriale che avrebbe disegnato il moderno profilo della metropoli statunitense. Tra i territori in predicato di passare nella sua orbita, in cima alla lista c'era la stessa Brooklyn, a dispetto di una posizione di totale chiusura verso quest'eventualità da parte dell'amministrazione "brucculina" (forma italianizzata). Le reciproche diffidenze furono superate grazie alla mediazione dell'architetto John Augustus Roebling.

Il professionista di origine tedesca, naturalizzato americano, esperto di ponti sospesi (alcuni realizzati a Pittsburgh e Cincinnati), propose il suo progetto di una struttura che mettesse in collegamento le due sponde dell'East River, ideato nel 1855. I lavori partirono nel settembre di 1870 e impegnarono per circa 13 anni centinaia di operai, 27 dei quali persero la vita in corso d'opera. Lo stesso Roebling fu vittima di un incidente che lo rese invalido a un piede, morendo poco tempo dopo di tetano e lasciando la direzione dei lavori al figlio Washington.

Costato 16 milioni di dollari (equivalenti a un miliardo e 700 milioni di dollari di oggi), il ponte venne salutato come un capolavoro di ingegneria civile, realizzato interamente in acciaio: lunghezza 1.825 m, larghezza 25,5 m, con i piloni alti 84 m e che tengono la struttura sospesa a circa 41 m sull'acqua. Peso complessivo 11.200 tonnellate. Il giorno dell'inaugurazione, il 24 maggio 1883, venne attraversato da oltre 150mila pedoni, al prezzo di un centesimo a testa, e da 1.800 veicoli, tenuti a versare un pedaggio di 5 centesimi. 

Il ponte anticipò idealmente il voto che nel 1898 espressero i cittadini di Brooklyn per unirsi con Manhattan, Bronx, Queens e Richmond, dando vita alla nuova città di New York che tre anni più tardi accolse dalla Francia l'arrivo del suo monumento simbolo: la Statua della Libertà.

Certificato come il ponte sospeso più lungo al mondo, conservò il primato fino al 1903 quando fu superato dal vicino Williamsburg Bridge. In Italia aumentò la sua popolarità grazie a un'omonima marca di gomme da masticare, con lo slogan "la gomma del ponte", caratterizzata dalla sagoma del ponte newyorchese.


Santa Maria Capua Vetere, lì 24 Maggio 2018

Portavoce La Freccia nel Fianco
Ferdinando Fusco

mercoledì 23 maggio 2018


LA  SENSIBILITA'

La sensibilità verso gli altri essere umani, gli animali, la musica, la bellezza di un dipinto o di una scultura non è un segno di debolezza, ma di intelligenza, motivo per il quale non dobbiamo mai vergognarci di quello che siamo e di dimostrare i nostri sentimenti.    

“Ricordare è facile per chi ha memoria, dimenticare è difficile per chi ha un cuore.”

-Gabriel García Márquez-
Ci sono persone che reagiscono con molta sensibilità a ciò che le circonda. Sono capaci di capire tutto quello che succede, osservano con attenzione e, a volte, interiorizzano e fanno loro le emozioni e i sentimenti delle altre persone. 
Una critica fatta ad una persona altamente sensibile può ferirla, perché si tratta di persone che soffrono molto per le opinioni negative degli altri e stanno male. Tuttavia, questo non deve impedir loro di ricevere critiche costruttive, commenti oppure opinioni intelligenti.
Una persona sensibile percepisce qualsiasi piccolo dettaglio in ogni ambiente, odore, colore o suono. I suoni molto acuti ed i luoghi troppo affollati sono soliti infastidire queste persone o farle sentire a disagio.
Inoltre, sono particolarmente delicate e la loro capacità di osservazione le rende in grado di apprezzare in modo speciale la bellezza di un luogo, la tranquillità, i suoni delicati.  
“Quando una persona sta attenta a tutto, diventa sensibile, ed essere sensibile significa avere una percezione interna della bellezza, possedere il senso di bellezza.”
-Jiddu Krishnamurti-
Le persone altamente sensibili hanno bisogno di momenti per godersi se stesse in solitudineper riflettere sulla loro esistenza, per porsi delle domande e per vedere da sole le piccole cose delle vita.

Se una persona altamente sensibile si appassiona a qualcosa, il suo grado di implicazione sarà molto forte e trasmetterà tale entusiasmo alle persone che la circondano, perché la sua passione è contagiosa. In questo modo, trasmette sensazioni molto positive agli altri e si gode ogni momento della vita.   

Una persona altamente sensibile è empatica, si identifica con gli altri e impara a mettersi nei panni altrui. Si tratta di persone che aiutano gli altri e si preoccupano per quello che succede alle persone che le circondano. 

Le persone sensibili rimangono spesso incantate ad osservare un paesaggio, un’opera d’arte, la bellezza delle persone… Tendono ad avere una grande immaginazione e a lasciarsi trasportare dai loro pensieri: per questo a volte hanno bisogno di rimanere da sole, per potersi connettere pienamente con tutti i loro sogni e tutte le loro idee.

La sensibilità nei confronti della bellezza, delle persone, dei luoghi, verso ciò che le circonda è solitamente una caratteristica delle persone intelligenti. In questo senso, alcuni studi realizzati hanno dimostrato che gli adulti particolarmente dotati manifestano anche una grande sensibilità, dovuta alla loro capacità estetica, e anche al fatto che si sono sentiti diversi in alcuni momenti della loro vita.
È necessario, in quanto umani, essere sensibili alla nostra sofferenza e a quella degli altri. Senza sensibilità, non potremmo affrontare i problemi e trovare le soluzioni. Tendiamo a permettere ai problemi di ogni giorno di invadere la nostra mente, ma è importante trovare un momento per noi stessi, per poterci sensibilizzare con il nostro Io più profondo e con gli altri.
La sensibilità è una delle manifestazioni dell’intelligenza, del nostro modo di vedere e godere del mondo; per questo motivo, è necessario che penetri nei pori della nostra pelle, che un sorriso faccia incurvare il nostro viso o che una lacrima scorra su di esso…per concludere, è necessario sentire.

“La vera intelligenza non sta nella conoscenza, ma nell’immaginazione.”
-Albert Einstein-
Santa Maria Capua Vetere, lì 23 Maggio 2018



                                    Portavoce La Freccia nel Fianco
                                   Ferdinando Fusco




DECISIONE  SBAGLIATA

Non c’è dubbio, siamo i peggiori giudici di noi stessi. Quando commettiamo un errore, possono passare anni prima di perdonarcelo.
Quando prendiamo una decisione sbagliata, le conseguenze risuoneranno nella nostra mente per molto tempo se non la lasciamo andare, se non ce ne liberiamo e soprattutto se non ci perdoniamo. Al contrario, le decisioni giuste sono quelle che dimentichiamo più in fretta.
Perché la mente umana funziona in questo modo? Forse perché la società ci ha abituati fin da piccoli al fatto che gli errori si pagano a caro prezzo o che una decisione giusta è ciò che ci si aspetta da noi.
Tuttavia, abbiamo modo di imparare anche dalle decisioni sbagliate. Proprio così. Innanzitutto, ci insegnano a non sbagliare di nuovo e a renderci conto delle conseguenze negative che abbiamo scatenato.
Prestate attenzione a questo breve racconto che semplifica bene quanto detto fino ad ora:
Un impiegato si reca all’ufficio del suo capo e gli chiede: “Com’è riuscito a raggiungere il successo?”.
Il capo gli risponde: “grazie alle decisioni giuste”.
Non soddisfatto della risposta, l’impiegato fa un’altra domanda: “Come è riuscito a prendere le decisioni giuste?”
“Grazie all’esperienza”, gli risponde il capo.
A rischio di sembrare un po’ insistente, l’impiegato chiede: “E com’è stato possibile acquisire questa esperienza?”
A quel punto il capo disse: “Grazie alle decisioni sbagliate”.
Cosa tenta di spiegarci questo racconto? Fondamentalmente, se non prendiamo decisioni sbagliate, è molto difficile riuscire a prendere quelle giuste.
Tutti facciamo degli errori o pensiamo che qualcosa è giusta quando in realtà non lo è. La differenza tra il saper approfittare decisioni sbagliate e il non saperlo fare è come le superiamo. Questo significa che possiamo scegliere di andare avanti e di ricordare cosa abbiamo sbagliato per non ripeterlo oppure lasciare che questo errore ci perseguiti per il resto della nostra vita e non ci permetta di andare avanti.
È importante ricordare che le decisioni sbagliate fanno parte del nostro apprendimento mentre percorriamo il sentiero dell’esistenza. Dipende da noi considerarle un insegnamento o un peso sulle spalle.
Una volta che abbiamo preso una decisione sbagliata, possiamo agire in diversi modi. Ad esempio, possiamo pentircene e cambiare, pentircene e non fare nulla per cambiare le cose, dimenticarci della questione, angosciarci, sbatterci in faccia il fatto di aver sbagliato, etc.
A questo punto, qual è la posizione migliore da adottare? Senza ombra di dubbio, quella del capo dell’impiegato della storia che vi abbiamo raccontato, ovvero sapere che grazie alle decisioni sbagliate si impara e si fa esperienza. Cosa che, indubbiamente, conduce al successo.
Sembra tutto molto semplice in teoria, ma per quanto riguarda la pratica? In primo luogo, è importante saper gestire le emozioni che di sicuro proveremo, dalla rabbia alla tristezza, passando per l’indifferenza e la depressione.
Restare tranquilli è molto importante. Rimproverarci tutto il tempo per aver agito male non ci aiuterà per niente. Al contrario, avere ben chiaro l’errore per non tornare a ripeterlo è la cosa più utile in momenti del genere.
Una cosa che si verifica con una certa frequenza quando si prende una decisione sbagliata è che le voci nella mente non tacciono nemmeno per un secondo, è impossibile concentrarsi su quello che si fa o dormire la notte. “Perché l’hai fatto?”, “Come hai potuto agire in questo modo?”, “Cosa sarebbe successo se…?”. Sono queste le domande che affollano la nostra mente di continuo.
Non bisogna lasciare che questa dialogo interiore si impossessi della nostra vita quotidiana e, soprattutto, delle successive decisioni che prenderemo.
Basta punirsi, non è possibile tornare indietro, anche se molte volte sembrerebbe l’unica soluzione. La cosa migliore da fare in questi momenti è individuare il modo per rimediare ai danni fatti e, soprattutto, per uscire vincenti dalla situazione.
In questo modo si raggiunge il terzo stadio o scalino nel cammino del perdono per le nostre decisioni sbagliate. È importante valutare la portata dei danni che abbiamo causato con il nostro errore. Per questo, è necessario mantenere la mente lucida il più a lungo possibile perché qualsiasi squilibrio emotivo potrebbe spingerci a prendere ulteriori decisioni sbagliate e a non valutare con certezza le conseguenze di quello che abbiamo fatto.
Infine, ma cosa più importante, bisogna imparare dagli errori. È fondamentale ricordare che  “una decisione è sbagliata solo se non facciamo nulla al riguardo e se non ci lascia alcun insegnamento”.

Santa Maria Capua Vetere, lì 23 Maggio 2018

Portavoce La Feccia nel Fianco
Ferdinando Fusco 

Caino e Abele

Da Baudelaire "I fiori del male" la poesia "Caino e Abele"

Dioscuro...

Abbiamo parlato più volte dei "Fiori del Male" di Baudelaire, ma ci sono dei versi che hanno sempre attirato la mia attenzione, sono le razze di Caino e Abele.
Sono metafore delle tipologie di umanità che adottano rispettivamente modi di esistere opposti.
Chi vive nella religione e nella prosperità, appagato dall'appoggio della divinità e della sua coscienza, contro chi vive l'umanità nella sua essenza più carnale, asseconda i suoi istinti e ne è condannato. Contadini contro cacciatori, santità contro umanità, ricchezza contro povertà, beatitudine contro dannazione.
Si parla di razze, quindi non c'è scelta. Voi siete più Caino o Abele? :)

Caino e Abele

Razza d'Abele, dormi, bevi e mangia:
con che compiacimento ti sorride Dio!

Razza di Caino, striscia
nel fango e muori miserabile!

Razza d'Abele, il tuo sacrificio
accarezza il naso ai Serafini!

Razza di Caino, il tuo supplizio
potra mai avere fine?

Razza d'Abele, guarda prosperare
II tuo bestiame e le tue semine!

Razza di Caino, le tue viscere
urlano di fame come un vecchio cane!

Razza d'Abele, scaldati il ventre
al focolare patriarcale!

Razza di Caino, trema di freddo
nel tuo antro, povero sciacallo!

Razza d'Abele, ama e prolifica!
Anche il tuo oro si moltiplica!

Razza di Caino, guardati
dalle grandi brame, cuore ardito!

Razza d’Abele, tu cresci e ti pasci
come le cimici dei boschi!

Razza di Caino, trascina per le strade
la tua famiglia disperata!

Razza d'Abele, la tua carogna
ingrasserà la fumante terra!

Razza di Caino, il tuo compito
non è ancora finito!

Razza d'Abele, vergognati!
II ferro e vinto dallo spiedo!

Razza di Caino, sali al cielo
e scaraventa sulla terra Dio!

C. Baudelaire
Le Fleurs du Mal

Johnny:
Io sono molto più Abele, mi hanno già ucciso diverse volte....

Goethe:
Io sono Abele con Caino.
E sono Caino con Abele.

Intelligenti Pauca

CITAZIONE DI SAN FRANCESCO DI SALES

PAROLE DI SAN FRANCESCO DI SALES PER I FALSI FARISEI DI ALCUNE PARROCCHIE DELLA DIOCESI DI CAPUA

“NON ACCONTENTARTI DI ESSERE POVERO COME I POVERI, MA SII PIU’ POVERO DEI POVERI, VA A SERVIRLI QUANDO GIACCIONO A LETTO INFERMI E DEVI SERVIRLI CON LE TUE PROPRIE MANI.

QUESTA SERVITU’ E PIU’ GLORIOSA DI UN REGNO”.

CITAZIONE DEL GIORNO

MA COME CALZA BENE PER QUESTA CITTA'!
PROBABILMENTE AVEVA SOGGIORNATO PER UN PERIODO DI TEMPO A S MARIA…


cavalli

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BIAGIO MARIA DI MURO

RISPONDIAMO AL NUOVO CITTADINO C.DV.CHE DA QUALCHE MESE SI E’ TRASFERITO DAL LAZIO IN CAMPANIA E PRECISAMENTE A S.MARIA CAPUA VETERE IN VIA GALATINA CHE CI HA CHIESTO CHI ERA IL SINDACO DELLA CITTA’.

BIAGIO MARIA DI MURO

BIAGIO MARIA DI MURO

BIAGIO DI MURO

TI RIMETTO LA FOTO DI BIAGIO DI MURO E UNA PARTE DEL SUO CURRICULUM VITAE

BIAGIO DI MURO SI E’ LAUREATO, IL 30/10/1995, CON 110 E LODE IN ARCHITETTURA PRESSO L’UNIVERSITA’ DI NAPOLI, CON UNA TESI SPERIMENTALE IN SCIENZE DELLE COSTRUZIONI ED E’ ISCRITTO ALL’ORDINE DEGLI ARCHITETTI DELLA PROVINCIA DI CASERTA AL N. 872.

SVOLGE UNICAMENTE LA LIBERA PROFESSIONE ED HA LO STUDIO IN S.MARIA C.V., AL CORSO ALDO MORO N.73

E’ABILITATO AL COORDINAMENTO DI SICUREZZA – D.LGS.494/96 – CON ATTESTATO DI CORSO RILASCIATO DALL’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II, A CURA DEL CENTRO INTERDIPARTIMENTALE DI RICERCHE L.U.P.T. DAL 24 NOVEMBRE 1997.

HA PARTECIPATO AL GRUPPO DI RICERCHE SUL TEMA “STABILITA’ DELLE TORRI IN MURATURA” ORGANIZZATO DALL’ISTITUTO DI “COSTRUZIONE DELLA FACOLTA’ DI ARCHITETTURA” – UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI, FEDERICO II.

E’ COLLABORATORE DELLA III AREA DI RICERCA “PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E SISTEMI INFORMATIVI TERRITORIALI” L.U.P.T. – LABORATORIO DI URBANISTICA E PIANIFICAZIONE TERRITORIALE DELL’UNIVERSITA’ FEDERICO II DI NAPOLI, FACOLTA’ DI ARCHITETTURA.

E’ MEMBRO DELL’AREA DI RICERCA “PROGETTAZIONE URBANA, AMBIENTALE E DEL RECUPERO E VALORIZZAZIONE DEI BENI STORICI, ARCHITETTONICI, ARCHEOLOGICI E PAESAGGISTICI” DEL CENTRO DI RICERCA L.U.P.T. DELL’UNIVERSITA’ FEDERICO II DI NAPOLI FACOLTA’ DI ARCHITETTURA – DIRETTORE PROF. FRANCO MARINIELLO.

HA SEMPRE AVUTO UN FORTE LEGAME CON LA POLITICA ATTIVA, ESSENDO FIGLIO DI NICOLA DI MURO, IL QUALE FIN DAL 1956 E’ ESPRESSIONE DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA, PRIMA A LIVELLO COMUNALE I POI OLTRE AI CONFINI CITTADINI, FINO A DIVENTARE UOMO DI RIFERIMENTO DEL PARTITO AI PIU’ ALTI LIVELLI.

BIAGIO MARIA DI MURO FIN DALL’ADOLESCENZA HA POTUTO ASSORBIRE TUTTA L’ESPERIENZA POLITICA ED AMMINISTRATIVA, AVENDO AVUTO MODO DI FREQUENTARE ASSIDUAMENTE IL PARTITO.

PARTECIPA ALLA CONSULTAZIONE ELETTORALE AMMINISTRATIVA DEL 2002, CANDIDATO CON FORZA ITALIA, RIPORTANDO CIRCA 1000 VOTI DI PREFERENZE CONTRIBUENDO IN MODO DETERMINANTE DA FAR DIVENTARE FORZA ITALIA IL PRIMO PARTITO IN CITTA’.

DOPO NEL 2007 ASSUME LA CARICA DI VICE SINDACO, MA DOPO QUALCHE MESE NON ESITA A LASCIARE IL PRESTIGIOSO INCARICO QUANDO SI ACCORGE CHE CON LA DEFENESTRAZIONE DELL’ASSESSORE MARCIANO SCHETTINO VENIVANO TRADITI GLI IMPEGNI E LE PROMESSE SOTTOSCRITTE NEL PROGRAMMA ELETTORALE PRESENTATO AGLI ELETTORI.

DAL 2011 AL 2015 E’ STATO SINDACO DELLA CITTA’ DI S.MARIA CAPUA VETERE.

CAF

SERVIZIO CAF PRESSO LA NOSTRA SEDE IN C.SO ALDO MORO N.73 AVETE A DISPOSIZIONE UNA SERIE DI SERVIZI UTILI:

1. MODELLO ISEE

2. MODELLO ISEEU

3. BONUS E RIDUZIONE CANONE

4. TELECOM, GAS, ENERGIA, ACQUA

5. MODELLO RED

6. MODELLO 730

7. MODELLO 740

8. MODELLO ICI

9. ASSEGNI PER NUCLEO FAMILIARE

10. ASSEGNI DI MATERNITA’

11. MODELLO UNICO

12. ICRIC, ICLAV, ACCAS/PS

13. SOCIAL CARD

14. SUCCESSIONI

15. TRASMISSIONE TELEMATICA

16. CONTRATTI DI AFFITTO

17. MODELLO EAS



SERVIZI PROFESSIONALI:

1) CONSULENZA E ASSISTENZA LEGALE

2) CONSULENZA FINANZIARIA

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1. INVALIDITA’ CIVILE

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4. INFORTUNI SUL LAVORO

5. DISOCCUPAZIONE

6. RECUPERO CONTRIBUTI

7. MEDICINA LEGALE

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9. FAMIGLIA

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11. PRESTAZIONI ASSISTENZIALI

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STUDIO TECNICO DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA, PRATICHE CATASTALI ED URBANISTICHE, ARCHITETTURA PER INTERNI




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RECUPERO STRUTTURALE E FUNZIONALE DELL' EDIFICIO DELLE SCUOLE ELEMENTARI "PRINCIPE DI PIEMONTE"

IMPORTO FINANZIAMENTO

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SCUOLA PRINCIPE DI PIEMONTE

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RISTRUTTURAZIONE E AMMODERNAMENTO DEL PLESSO SCOLASTICO RIONE IACP

IMPORTO FINANZIAMENTO

EURO 700.000,00

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lavori pubblici

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RIFACIMENTO PIAZZA SAN PIETRO

IMPORTO FINANZIATO:

euro 150.000,00

piazza San Pietro

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PROGRAMMA DI RECUPERO URBANO COMPARTO C1 NORD OVEST – RIONE IACP

IMPORTO INTERVENTO:

euro 1.502.373,12

IACP

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lavori pubblici

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REALIZZAZIONE DI UN CAMPO SPORTIVO POLIVALENTE COPERTO IN VIA GIOTTO – RIONE IACP

IMPORTO DEL FINANZIAMENTO :

euro 512.000

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arco adriano

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RESTAURO CONSERVATIVO DELL’ARCO ADRIANO. SISTEMAZIONE DEL TRATTO DI VIA APPIA TRA ANFITEATRO ED ARCO ADRIANO

RICHIESTA FINANZIAMENTO

Euro 2.470.698,58

arco adriano

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villetta l.sturzo

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PROGETTO PER LA VILLETTA TEMPO LIBERO ALLA VIA L. STURZO

RICHIESTA DI FINANZIAMENTO:

euro 127.000,00

villetta l. sturzo

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asilo nido

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PROGETTO DI ASILI NIDO PER BAMBINI DA 0 A 36 MESI IN VIA ALBANA 107

TOTALE DEL FINANZIAMENTO:

euro 699.438,18

asilo nido

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PERDONA LORO......

Padre perdona loro! Perché li hai accecati? Perché hai tolto loro la memoria? Forse perché non credono più in Te? Padre perdonali! Tu sei un Dio buono: essi non sanno quello che fanno.... Non ricordano quando Tu mandasti loro la manna dal cielo e tutti sopravvissero e trovarono la terra promessa. Oggi li vuoi punire perché hanno troppo peccato? È per questo che la nuova manna tarda ad arrivare? Se sono ancora scettici e sono ancora cristiani se lo facessero spiegare dal loro parroco. Se poi sono degli assatanati, arrabbiati, solo perché credono di essere degli unti dal Signore, e solo perché sono stati abituati a credere di essere dei privilegiati, dimenticando i comandamenti che Dio diede a Mosè, allora fanno bene a pregare il vitello d'oro. E fanno bene a servire il vitello casalese sempre presente e che è stato causa del saccheggio sammaritamo e della chiusura delle industrie e la conseguente fine del lavoro, del commercio e delle possibilità di dare da bere agli assetati. Ma Tu Signore, nella Tua Infinita Bontà, Perdonali.....

NON CI SIAMO LIBERATI DI TUTTI MA RESTERANNO ALL'OPPOSIZIONE

NON CI SIAMO LIBERATI DI TUTTI MA RESTERANNO ALL'OPPOSIZIONE