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giovedì 27 agosto 2015
Fioretti di San Francesco: capitolo quinto
Come il santo frate Bernardo d’Assisi fu
da san Francesco mandato a Bologna, e là prese egli luogo.
Imperocchè san Francesco e gli suoi compagni erano da Dio chiamati e eletti a portare col cuore e con l’operazioni, e a predicare colla lingua la croce di Cristo, egli pareano ed erano uomini crocifissi quanto all’abito e quanto alla vita austera, e quanto agli atti a operazioni loro: e però desideravano più di sostenere vergogne e obbrobrii per l’amore di Cristo, anzi che onori del mondo o riverenze o lode umane: delle ingiurie si rallegravano, e degli onori si contristavano; e così andavano per lo mondo come pellegrini e forestieri, non portando seco altro che Gesù Cristo Crocifisso. E perocchè egli erano veri palmiti della vera vite, cioè Cristo, produceano grandi e buoni frutti dell’anime, le quali guadagnavano a Dio. Addivenne nel principio della Religione che san Francesco mandò frate Bernardo a Bologna, acciocchè ivi, secondo la grazia che Iddio gli avea data, facesse frutto a Dio: e frate Bernardo facendosi il segno della santissima croce, per la santa obbedienza, si partì e pervenne a Bologna. E vedendolo li fanciulli in abito disusato e vile, sì gli faceano molti ischerni e molte ingiurie, come si farebbe a un pazzo: e frate Bernardo pazientemente e allegramente sosteneva ogni cosa per l’amore di Cristo; anzi, acciocchè meglio e’ fosse istraziato, si puose studiosamente nella piazza della cittade: onde sedendo ivi, gli si raunarono d’intorno molti fanciulli e uomini, e chi gli tirava il cappuccio di rietro, e chi dinanzi, chi gli gittava polvere, e chi pietre, chi ’l sospingeva di qua, e chi di là: e frate Bernardo sempre d’un modo e d’una pazienza, col volto lieto, non si rammaricava, e non si mutava; e per più dì ritornò a quel medesimo luogo, pure per sostenere similianti cose. E perocchè la pazienza è opera di perfezione e pruova di virtù, un savio dottore di legge, vedendo e considerando tanta costanza e virtù di frate Bernardo non potersi turbare in tanti dì per niuna molestia o ingiuria, disse fra se medesimo: Impossibile è che costui non sia santo uomo; e appressandosi a lui, sì il domandò: Chi se’ tu? e perchè se’ venuto qua? e frate Bernardo per risposta si mise la mano in seno, e trasse fuori la Regola di san Francesco, e diegliela che la leggesse, e letta che l’ebbe, considerando il suo altissimo stato di perfezione, con grandissimo stupore e ammirazione si volse a’ compagni e disse: Veramente questo è il più alto stato di religione che io udissi mai: e però costui co’ suoi compagni, sono de’ più santi uomini in questo mondo, e fa grandissimo peccato chi gli fa ingiuria; il quale si vorrebbe sommamente onorare, conciossiachè e’ sia vero amico di Dio. E disse a frate Bernardo: Se voi volete prendere luogo, nel quale voi poteste acconciamento servire a Dio, io per salute dell’anima mia volentieri vel darei. Rispose frate Bernardo: Signore, io credo che questo v’abbia inspirato il nostro Signore Gesù Cristo; e però la vostra profferta io l’accetto volentieri a onore di Cristo. Allora il detto giudice con grande allegrezza e caritade menò frate Bernardo a casa sua; e poi gli diede il luogo promesso, e tutto l’acconciò e compiette alle sue spese; e da indi innanzi diventò padre e speziale difensore di frate Bernardo e de’ suoi compagni. E frate Bernardo, per la sua santa conversazione, cominciò a esser molto onorato dalle genti, intanto che beato si tenea chi ’l potea toccare o vedere; ma egli come vero discepolo di Cristo e dell’umile Francesco, temendo che l’onore del mondo non impedisse la pace e la salute dell’anima sua, si partì un dì, e tornò a san Francesco, e dissegli così: Padre, il luogo è preso nella città di Bologna: mandavi de’ frati che ’l mantegnano e che vi stieno: perocch’io non vi facea più guadagno, anzi per lo troppo onore che mi era fatto io temo ch’io non perdessi più che io non guadagnassi. Allora san Francesco, udendo ogni cosa per ordine, siccome Iddio aveva operato per frate Bernardo, ringraziò Iddio, il quale così incominciava a dilatare i poverelli discepoli della Croce: e allora mandò de’ suoi compagni a Bologna e in Lombardia, li quali presono di molti luoghi in diverse parti.
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