prova


Non lasciare mai, che il successo ti nasconda la sua vacuità, un' impresa la sua vanità, la fatica la sua desolazione. Mantieni vivo dentro di te l' incentivo ad andare ancora più avanti, quell' inquietudine dell' anima che ci spinge al di là di noi stessi. Non guardare indietro, e non accarezzare sogni per il futuro. Ciò non verrebbe nè a restituirti il passato nè a soddisfare gli altri tuoi sogni ad occhi aperti. Il tuo dovere, la tua ricompensa, il tuo destino sono qui ora.
(Dag Hammaarskjold, Markings)
Dobbiamo accettare le delusioni che sono limitate, ma non dobbiamo mai perdere l'infinita speranza.
(Martin Luther King)
Noi non dimentichiamo e non demordiamo.
Quanno 'a furmicola vò murì, mètte è scèlle. Si dice di chi, raggiunta la ricchezza, perde ogni senso della misura e finisce per far cose illogiche e per danneggiare se stesso.
Quanno ò perucchio saglie in gloria perde à scienza e à memoria. Il villano che sale nella scala sociale dimentica subito la sua origine e coloro che lo hanno agevolato nella ascesa.

martedì 5 febbraio 2013

LE POESIE DI ANITA PAPA


























 
 Sempre dal volume "Elisi mai attinti" della nostra Anita Papa pubblichiamo







EFFIMERO BAGLIORE
Gli anni
effievoliscono
i nostri palpiti.
Abituarsi ai fremiti dell'animo
è annientare l'esistenza
sotto il velo dell'abitudine,
ma un attimo
rispecchiato sul fiume del passato
può ondulare il livellato piano
su cui giacciono,
oggi,
i nostri sentimenti
inariditi.




PROFEZIA
Non reclinerò le palpebre
alle ambiziose illusioni,
nè berrò in arida polla,
non cercherò coralli
in acque giapponesi...
Narrerò ai fanciulli
fiabe remote,
seguirò la corrente del Volturno
e nel suo corso
rifletterò i miei occhi.
All'Everest
innalzerò l'amore,
serrerò al cuore i ventagli stellari.
Poi...
sarà la Sibilla cumana
a predirmi il futuro.


INTELLIGENTI PAUCA !





     
Nulla dies sine linea 
-nessun giorno senza una linea-;
come l'artista, per migliorarsi, deve
esercitarsi ogni giorno (la linea è
quella che il pittore traccia per
mantenere sciolta la mano), così
l'uomo onesto deve ogni giorno
esercitare la virtù per affrontare con
fermezza gli ostacoli imprevisti che la
vita gli pone davanti.

-Omne trinum est... malandrinum
- ogni complesso di tre è
un'associazione di furfanti-; variante
-maccheronica- (malandrinum è uno
pseudolatinismo inserito, per la rima,
nella battuta) e beffarda del più noto
omne trinum est perfectum (vedi).

Omnia vincit amor
- l'amore vince ogni ostacolo-; questo
antico messaggio è validissimo anche
per questo nostro tempo,dominato
dall'odio e dalle rivalità.

O tempora ! O mores !
- o tempi! o costumi!-; la battuta,
pronunciata da Cicerone nei
confronti del comportamento di
Catilina, si suole ripetere per
deplorare tempi e costumi dell'età
presente particolarmente corrotti. Si
usa però anche in tono scherzoso.

VANGELO DEL GIORNO


Martedì 5 febbraio
5. Agata m.
FANCIULLA, IO TI DICO: ALZATI!

Prima lettura  Eb 12,1 4

Fratelli, anche noi dunque, circondati da tale moltitudine di testimoni, avendo deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento. Egli, di fronte alla gioia che gli era posta dinanzi, si sottopose alla croce, disprezzando il disonore, e siede alla destra del trono di Dio.
Pensate attentamente a colui che ha sopportato contro di sé una così grande ostilità dei peccatori, perché non vi stanchiate perdendovi d'animo. Non avete ancora resistito fino al sangue nella lotta contro il peccato.
Salmo 21: Ti loderanno, Signore, quelli che ti cercano.

IL VANGELO
 
Dal Vangelo secondo Marco 5,21 43

In quel tempo, essendo Gesù passato di nuovo in barca all'altra riva, gli si ra­dunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno. Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto soffer­to per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male. E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: "Chi mi ha toccato?"». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va' in pace e sii guarita dal tuo male». Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: alzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.

IL COMMENTO SPIRITUALE

Le guarigioni operate da Gesù seguono una logica del tutto particolare. Quando guarisce l'emorroissa, riconosce a lei il merito del prodigio avvenuto: «La tua fede ti ha salvata». Dunque invece di ammonire raccomandando di credere nella sua immensa potenza, egli compie il prodigio e ne riconosce il merito ai miracolati! Ciò significa che la logica di Gesù non è assistenzialistica, e non produce il ceto sociale dei miracolati, cioè persone incapaci da provvedere a loro stesse, peren­nemente in attesa di qualche intervento straordinario. Mentre guarisce, Gesù restituisce la piena dignità. Diverso è il modo con cui viene accolto a casa della figlia morta del capo della sinagoga: viene deriso, nessuno può credere che possa addirittura trasformare la morte in vita. La fede cede il posto alla considerazione materiale che suggerisce l'irrecuperabilità della situazione. Avvenuto il miracolo, guarita la bambina, Gesù raccomanda di contenere lo stupore, per non scalfire la fede di tanti, che avrebbero potuto dirigere il proprio interesse al taumaturgo di Nazareth, e non a Gesù, annunziatore della buona novella.

lunedì 4 febbraio 2013

LE POESIE DI ANITA PAPA



Sempre dal volume "Elisi mai attinti" della nostra Anita Papa pubblichiamo



RAGAZZA D'AVORIO
Ragazza d'avorio, 
anelito dell'uomo, 
divampa
la corolla che ti racchiude
sugli stami dei virili palpiti,
e si dileguano le brame,
mirando le tue pupille perlifere. 
Ragazza d'avorio, anelito dell'uomo, 
muta
il tuo sembiante delicato
nel lieve strato di rugiada,
nel respiro di questo pianeta,
nel concento delle acque,
nel brillio del sole.
Nel tuo angelico sorriso
un pudico brivido 
di sensualità,
un allettante senso 
di refrigerio



SUI GIACIGLI DEL SOLE
Passano le mie ore
come fiumi infiniti
e flutti irrefrenabili
mi spingono
come zattera disfatta
in balia delle onde,
piena di speranze e di ricordi. 
Finirò in abissi marini
e preda di pescecani
affonderò ogni zavorra.
Trasportata da placide acque 
approderò su azzurri lidi
per assopirmi sui giacigli del sole.


INDOMO INVERNO
Di fosche nubi
un gorgoglio di flutti 
di un indomo inverno, 
che si ostina
a fare più agitata
la gora.
Livida
l'oscurità si scompone
in vasti tratti di singhiozzi 
e tremendi lamenti
echeggiano d'intorno. 
Grumo di terrore 
nel cuore incombe,
angoscia
presaga
di nuova procella.
Il vento cigola dietro i muri,
il fusto della betulla 
si agita, si piega
e... alfine si abbatte.



INTELLIGENTI PAUCA !




pecunia non olet
«il denaro non ha odori»; la battuta è
di Vespasiano, che rispose con essa a
chi gli rimproverava di aver imposto
una tassa sui luoghi di pubblica
decenza che ancora portano il suo
nome. La si ripete per affermare,
consumisticamente, che i soldi… son sempre soldi!

pelle sub agnina latitat mens saepe lupina
-sotto la pelle d'un agnello si
nasconde spesso l'anima d'un lupo- ;
il proverbio (la rima, che si rileva
nella finale dei due emistichi, ne
denuncia l'origine medievale)delinea
chiaramente la duplice natura di
molte persone che celano sotto la 
maschera dell'innocenza uno spirito
di briganti

VANGELO DEL GIORNO


Lunedì 4 febbraio
ESCI, SPIRITO IMPURO, DA QUEST'UOMO
S. Gilberto

Prima lettura  Eb 11,3240
Fratelli, che dirò ancora? Mi mancherebbe il tempo se volessi narrare di Gedeone, di Barak, di Sansone, di Iefte, di Davide, di Samuele e dei profeti; per fede, essi conquistarono regni, esercitarono la giustizia, ottennero ciò che era stato promesso, chiusero le fauci dei leoni, spensero la violenza del fuoco, sfuggirono alla lama della spada, trassero vigore dalla loro debolezza, divennero forti in guerra, respinsero invasioni di stranieri. Alcune donne riebbero, per risurrezione, i loro morti. Altri, poi, furono torturati, non accettando la liberazione loro offerta,
per ottenere una migliore risurrezione. Altri, infine, subirono insulti e flagelli, catene e prigionia. Furono lapidati, torturati, tagliati in due, furono uccisi di spada, andarono in giro coperti di pelli di pecora e di capra, bisognosi, tribolati, maltrattati
— di loro il mondo non era degno! —, vaganti per i deserti, sui monti, tra le caverne e le spelonche della terra. Tutti costoro, pur essendo stati approvati a causa della loro fede, non ottennero ciò che era stato loro promesso: Dio infatti per noi aveva predisposto qualcosa di meglio, affinché essi non ottenessero la perfezione senza di noi.

IL VANGELO
Salmo 30: Rendete saldo il vostro cuore, voi tutti che sperate nel Signore.
Dal Vangelo secondo Marco  5, I-20

In quel tempo Gesù e i suoi discepoli giunsero all'altra riva del mare, nel paese dei Gerasèni. Sceso dalla barca, subito dai sepolcri gli venne incontro un uomo pos­seduto da uno spirito impuro. Costui aveva la sua dimora fra le tombe e nessuno riusciva a tenerlo legato, neanche con catene, perché più volte era stato legato con oppi e catene, ma aveva spezzato le catene e spaccato i ceppi, e nessuno riusciva più a domarlo. Continuamente, notte e giorno, fra le tombe e sui monti, gridava e si percuoteva con pietre. Visto Gesù da lontano, accorse, gli si gettò ai piedi e, urlando a gran voce, disse: «Che vuoi da me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti ,.Congiuro, in nome di Dio, non tormentarmi!». Gli diceva infatti: «Esci, spirito i epuro, da quest'uomo!». E gli domandò: «Qual è il tuo nome?». «Il mio nome è Legione - gli rispose - perché siamo in molti». E lo scongiurava con insistenza perché non li cacciasse fuori dal paese. C'era là, sul monte, una numerosa man­dria di porci al pascolo. E lo scongiurarono: «Mandaci da quei porci, perché en­triamo in essi». Glielo permise. E gli spiriti impuri, dopo essere usciti, entrarono nei porci e la mandria si precipitò giù dalla rupe nel mare; erano circa duemila e affogarono nel mare. I loro mandriani allora fuggirono, portarono la notizia nella città e nelle campagne e la gente venne a vedere che cosa fosse accaduto. Giunsero da Gesù, videro l'indemoniato seduto, vestito e sano di mente, luì che era stato posseduto dalla Legione, ed ebbero paura. Quelli che avevano visto, spiegarono loro che cosa era accaduto all'indemoniato e il fatto dei porci. Ed essi si misero a pregarlo di andarsene dal loro territorio. Mentre risaliva nella barca, colui che era stato indemoniato lo supplicava di poter restare con lui. Non glielo permise, ma gli disse: «Va' nella tua casa, dai tuoi, annuncia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ha avuto per te». Egli se ne andò e si mise a proclamare per la Decàpoli quello che Gesù aveva fatto per lui e tutti erano meravigliati.

IL COMMENTO SPIRITUALE
Sembra paradossale, ma non Io è: ad accorgersi, a sussultare, quando Gesù pas­sa e annuncia il messaggio di salvezza, sono soprattutto quelli a lui più lontani, prigionieri del vizio o increduli per definizione.
La prontezza con cui l'indemoniato riconosce Gesù è già segno che la speranza cristiana alimenta la storia di tutti gli uomini, e non esiste condizione così disgra­ziata da impedire di volgere lo sguardo a lui, per redimere la propria storia. Questo Vangelo, dunque, è anche un monito per coloro che credono di non dover implorare la salvezza cristiana, magari perché vivono nella presunzione di una vita ordinata, non sconvolta da chissà quali sofferenze o peccati. Invece, il potere trasformante della Parola del Vangelo arriva ovunque, smuove i più pesanti ma­cigni dello spirito, ma ha bisogno dell'appiglio che l'anima timorosa offre alla sua azione, per fare della nostra piccola e imperfetta vita il capolavoro che Dio ha pensato da sempre.

domenica 3 febbraio 2013

VANGELO DEL GIORNO


Domenica 3 febbraio
GESÙ COME ELIA ED ELISEO È MANDATO NON PER I SOLI GIUDEI
IV dei Tempo Ordinario
Prima lettura  Ger 1, 4-5.17-19
Nei giorni del re Giosia mi fu rivolta questa parola del Signore: «Prima di formarti nel grembo materno, ti ho conosciuto, prima che tu uscissi alla luce, ti ho consacrato; ti ho stabilito profeta delle nazioni. Tu, dunque, stringi la veste ai fianchi, àlzati e di' loro tutto ciò che ti ordinerò; non spaventarti di fronte a loro, altrimenti sarò io a farti paura davanti a loro. Ed ecco, oggi io faccio di te come una città fortificata, una colonna di ferro e un muro di bronzo contro tutto il paese, contro i re dì Giuda e i suoi capi, contro i suoi sacerdoti e il popolo del paese. Ti faranno guerra, ma non ti vinceranno, perché io sono con te per salvarti».

Salmo 70: La mia bocca, Signore, racconterà la tua grandezza.

Seconda lettura  1 Cor 12,31-13,13
Fratelli, desiderate invece intensamente i carismi più grandi. E allora, vi mostro la via più sublime. Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sarei come bronzo che rimbomba o come cimbalo che strepita. E se avessi il dono della profezia, se conoscessi tutti i misteri e avessi tutta la conoscenza, se possedessi tanta fede da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sarei nulla. E se anche dessi in cibo tutti i miei beni e consegnassi il mio corpo per averne vanto, ma non avessi la carità, a nulla mi servirebbe. La carità è magnanima, benevola è la carità; non è invi­diosa, non si vanta, non si gonfia d'orgoglio, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia ma si rallegra della verità. Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno, il dono delle lingue cesserà e la conoscenza svanirà. Infatti, in modo imperfetto noi conosciamo e in modo imperfetto profetizziamo. Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. Quand'ero bam­bino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Divenuto uomo, ho eliminato ciò che è da bambino. Adesso noi vediamo in modo confuso, come in uno specchio; allora invece vedremo faccia a faccia. Adesso conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch'io sono conosciuto. Ora dunque rimangono queste tre cose: la fede, la speranza e la carità. Ma la più grande di tutte è la carità!
IL VANGELO 
Dal Vangelo secondo Luca    4,21-30

In quel tempo, Gesù cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura c avete ascoltato». Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole i zia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?: egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: "Medico, cura te i Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!" aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c'erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu c per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di mandato Elia, se non a una vedova a Sarepta di Sidone. C'erano molti lebbrosi in 1 al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Sii All'udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la  loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.

IL COMMENTO SPIRITUALE
E' probabile che Gesù fosse amato dai propri concittadini, ma come uomo, non come Dio. Volevano bene a lui perché erano della stessa patria. Magari spe­ravano che lui potesse fare qualcosa di buono per tutti loro, che li preferisse e li raccomandasse in modo speciale. Consideriamo le cose dalla loro visuale:attratti dalla sua umanità, dimenticano che egli è Dio, e che è venuto sulla terra per fondare una salvezza per tutti, non solo per qualcuno. No, non può essere il non è !l figlio di Giuseppe? E come fa il figlio di uno di noi a pretendere di essere considerato molto di più? Il cuore degli uomini può essere ottenebrato dio e dall'egoismo. Vorremmo che chi ci sta vicino avesse un messaggio p no!, non una salvezza per tutti. Arrivano a cercare di uccidere Gesù, forse perché lo vedono come un traditore che guarisce chiunque, a prescindere dall'appartenenza a questo o a quel gruppo. Ma il percorsa che Gesù deve Compiere è lungo, ed egli si mette in cammino, perché il disegno di Dio viltà è inarrestabile.

L'ESPERIENZA 
Il Vangelo è vero!
Sto tornando a casa quando, dall'altro marciapiede, qualcuno mi chiama con insistenza. È Veronica, un'amica che pare abbia qualcosa di importante da dirmi.
È stata lasciata dal marito, ha un bambi­no di due anni e, non essendoci ancora una separazione legale, riceve da lui un aiuto non sicuro e spesso insufficiente per le necessità del piccolo. Avvicinan­dosi l'inverno, gli aveva fatto presente che al figlio servivano nuovi indumenti, ma alla sua risposta negativa aveva pen­sato di rivolgersi a Dio Padre.
La mattina seguente, da una vecchia amica di famiglia, Veronica s'era sentita offrire del vestiario di cui un suo nipotino non aveva più bisogno. Era tutto il necessario per la nuova stagione. La mia amica, stupita e commossa  dalla puntualità della risposta di Dio alla sua accorata preghiera, conclude il suo racconto dicendo: «il Vangelo è vero!. Bisogna sapere chiedere e Dio non ci fa mancare nulla».
                                                                                                   T.M.-Sicilia

IL TESTIMONE
Shahbaz Bhatti
-Voglio solo un posto al piedi di Gesù. Voglio che la mia vita, il mio carattere, le mie azioni parlino per me e dicano che sto seguendo Gesù Cristo. Tale desiderio è così forte in me che mi considererei privilegiato qualora (,,,) Gesù volesse accettare il sacrificio della mia vita...». Non sono espressioni tratte dagli Atti dei martiri dei primi secoli,ma hanno la stessa forza scaturita da una vita coerente al messaggio evangelico: provengono dal testamento spirituale di Shahbaz Bhatti, il ministro per le Minoranze religiose del Pakistan ucciso il 2 marzo 2011, mentre attraversava senza scorta il centro di Islamabad.
Amico di musulmani illuminati, Bhatti rinunciò a formarsi una propria fami­glia per non esporla alle rappresaglie di quanti invece non credevano, come lui, nella convivenza pacifica fra genti diver­se per etnia, cultura e religione; ma anche di fronte alle ripetute minacce di morte, non volle rinunciare alla sua battaglia per i deboli e gli oppressi. La sua eredità è stata raccolta dal fratello Paul, divenuto consigliere speciale del Ministero per le minoranze religiose in Pakistan. E i vesco­vi del suo Paese a maggioranza islamica chiedono che venga proclamato"martire e patrono della libertà religiosa'.

sabato 2 febbraio 2013

VANGELO DEL GIORNO


Sabato 2 febbraio
I MIEI OCCHI  HANNO VISTO LA TUA SALVEZZA
 Presentazione del Signore
Prima lettura  Ml 3, 1-4
Così dice il Signore Dio: Ecco, io manderò un mio messaggero a preparare la via davanti a me e subito entrerà nel suo tempio il Signore che voi cercate; e l'angelo dell'alleanza, che voi sospirate, eccolo venire, dice il Si­gnore degli eserciti, Chi sopporterà il giorno della sua venuta? Chi resisterà al suo apparire? Egli è come il fuoco del fonditore e come la lisciva dei lavandai. Siederà per fondere e purificare l'argento; purificherà i figli di Levi, li affinerà come oro e argento, perché possano offrire al Signore un'offerta secondo giustizia. Allora l'offerta di Giuda e di Gerusalemme sarà gradita al Signore come nei giorni antichi, come negli anni lontani.

Oppure     Eb 2,14-18

Poiché dunque i figli hanno in comune il sangue e la carne, anche Cristo allo stesso modo ne è divenuto partecipe, per ridurre all'impotenza mediante la morte colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo, e liberare così quelli che, per timore della morte, erano soggetti a schiavitù per tutta la vita.
Egli infatti non si prende cura degli angeli, ma della stirpe di Abramo si prende cura. Perciò doveva rendersi in tutto simile ai fratelli, per diventare un sommo sacerdote misericordioso e degno di fede nelle cose che riguardano Dio, allo scopo di espiare i peccati del popolo. Infatti, proprio per essere stato messo alla prova e avere sofferto I personalmente, egli è in grado di venire in aiuto a quelli che subiscono la prova.

LA LETTURA E IL VANGELO
Salmo 23: Vieni, Signore, nel tuo tempio santo.
 
Dal Vangelo secondo Luca 1 2,22-40 (forma breve 2,22-30)

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore come è scritto nella legge del Signore: Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore — e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore. Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d'I­sraele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bam­bino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch'egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:
«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davan­ti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele». Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione — e anche a te una spada trafiggerà l'anima —, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».
'era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuele, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matri­monio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allon­tanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione dì Gerusalemme.
Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ri­torno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.

LA NOTA ESEGETICA
Con il rito della circoncisione Gesù è accolto come membro dei popolo eletto. Luca tuttavia insiste sul nome dato al bambino. Con l'entrata dei due profeti, Simeone e Anna, che rappresentano la lunga attesa d'Israele, viene, affermata la novità inaugurata con la venuta del Messia: inizia il tempo della salvezza destinata a tutti gli uomini.

IL COMMENTO SPIRITUALE     
Può destare stupore leggere che l'infanzia di Gesù si è svolta come quella di qua­lunque altro bambino di allora. Lui che era venuto per salvare l'umanità, lui che era Dio, adempie alle prescrizioni della legge di Mosè. Uno qualunque che obbe­disce alle norme del tempo, per indicare all'umanità che non esiste alcun dua­lismo con Dio. Tale normalità, tuttavia, non impedisce a qualcuno di avvertire il profondo significato dell'incarnazione: Simeone e Anna rappresentano la sete di amore e di verità di ogni uomo, un desiderio inestinguibile, consolante, che lo Spirito Santo appaga consentendo loro di riconoscere il Messia. Gesù aderisce alle norme de/proprio tempo, lasciando intravedere che la strada della giustizia passa anche per l'ordine civile edificato sulle leggi umane. Eppure, non esorta al vile conformismo: di fronte al bambino Gesù, Simeone profetizza che la sua ve­nuta è segno di contraddizione. Il Vangelo è la rivoluzione dei cuori, delle menti, degli atti, perché chiede di trasformare sé stessi per diventare strumenti della re­denzione.

L’ESPERIENZA

Quei giovani del parco
Molti giovani si radunavano ogni sera per fumare e bere proprio nel parco davanti casa nostra. Poi, ubriachi, se la prendevano con le case dei vicini, spac­cando vetri.
Tante volte veniva chiamata la polizia che li portava via, ma poi sempre tornavano a creare problemi.
Ci siamo proposti di cambiare l'ambiente attorno a noi: abbiamo preso contatto con quei ragazzi, li abbiamo ascoltati nelle loro esigenze, invitati a casa e col passare dei tempo abbiamo messo in
comune con loro qualcosa della nostra vita, del nostro impegno a vivere secon­do il Vangelo.
Qualcuno di loro ci ha chiesto aiuto per risolvere i suoi problemi con la droga, la famiglia e la giustizia.
S'è creato così un clima di fiducia che sta spingendo quei ragazzi a studiare
meglio o a lavorare. È una educazione reciproca a essere carità in atto.
                                                                                                       G.A. - Colombia

venerdì 1 febbraio 2013

VANGELO DEL GIORNO



Venerdì 1 febbraio
L'UOMO NON SA COME IL SEME GERMOGLIA E CRESCE  
S.Verdiana

Prima lettura   Eh 10, 32-39

Fratelli, richiamate alla memoria quei primi giorni: dopo aver ricevuto la luce di Cristo, avete dovuto sopportare una lotta grande e penosa, ora esposti pubblicamente a insulti e persecuzioni, ora facendovi solidali con coloro che venivano trattati in questo modo. Infatti avete preso parte alle sof­ferenze dei carcerati e avete accettato con gioia di essere derubati delle vostre sostanze, sapendo di possedere beni migliori e duraturi.
Non abbandonate dunque la vostra franchezza, alla quale è riservata una grande ricompensa. Avete solo bisogno di perseveranza, perché, fatta la volontà di Dio, otteniate ciò che vi è stato promesso. Ancora un poco, infatti, un poco appena, e colui che deve venire verrà e non tarderà. Il mio giusto per fede vivrà; ma se cede, non porrò in lui il mio amore. Noi però non siamo di quelli che cedono, per la propria rovina, ma uomini di fede per la salvezza della nostra anima.

IL VANGELO

Salmo 36: La salvezza dei giusti viene dal Signore.
 
Dal Vangelo secondo Marco    4,26-34

In quel tempo Gesù diceva alla folla: «Così è il regno di Dio: come un uomo J he getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme ger­moglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontanea­mente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il rutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».
Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell'orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua om­bra». Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come (potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi Discepoli spiegava ogni cosa.

IL COMMENTO SPIRITUALE                 
Quando oggi pensiamo alle parabole ci vengono in mente quelle antenne spe­ciali capaci di trasmettere in tutto il mondo gli eventi televisivi più significativi. Le parabole di Gesù hanno degli orizzonti ancora più vasti: la parabola è un modo particolare per annunciare la Parola, essa è fatta per parlare a tutti, e tutti vi si possono riconoscere perché tale annuncio non vale solo per qualcuno in qual­che luogo. È una verità espressa in anteprima mondiale, disponibile a chiunque, non solo nella Palestina di 2000 anni fa. Il Regno di Dio? Lo immaginiamo come potentissimo, nessun sovrano potrebbe competere con tale superiore concezio­ne. Eppure, esso parte dalle piccole cose, non teme le difficoltà, mette prima le radici - cioè procede dal cuore degli uomini - e poi irrompe rigoglioso nella sto­ria dell'umanità. Ecco l'idea di umanità in cammino verso la salvezza, o di storia dell'umanità come quinto evangelo, come amava denotarla Igino Giordani, il quale credeva che in essa si manifestasse l'attuazione del disegno di Dio sull'u­manità.

L’ESPERIENZA

Essere, prima di parlare
Sono madre di due figlie e catechista. Pensando alla nuova evangelizzazio­ne, mi sono chiesta come meglio pre­pararmi e cosa dare ai bambini, oltre he ai miei figli.
studiavo, leggevo, riflettevo. Ma un giorno qualcuno mi ha fatto notare che prima di parlare bisogna essere quel­lo che vogliamo dire: è questo l'unico snodo efficace di comunicare qualcosa. Mi sono resa conto che dovevo cambiare ogni mio atteggiamento verso i bam­bini che seguo, ma anche verso i miei stessi figli. Ho cominciato ad ascoltare. II risultato è molto migliore di quello che avrei immaginato. L'ho visto so­prattutto nei miei figli, che sono in età adolescenziale: sono più sereni e meno contestatori.
Mio marito mi va dicendo che ora trova in me un tratto che non conosceva, e i bambini del catechismo mi ascoltano più volentieri.
La mia grande scoperta è che se il mio ascolto è dettato dall'amore, posso ot­tenere risultati insperati, piuttosto che con tante parole.
                                                                                 R. M. - Lazio

Caino e Abele

Da Baudelaire "I fiori del male" la poesia "Caino e Abele"

Dioscuro...

Abbiamo parlato più volte dei "Fiori del Male" di Baudelaire, ma ci sono dei versi che hanno sempre attirato la mia attenzione, sono le razze di Caino e Abele.
Sono metafore delle tipologie di umanità che adottano rispettivamente modi di esistere opposti.
Chi vive nella religione e nella prosperità, appagato dall'appoggio della divinità e della sua coscienza, contro chi vive l'umanità nella sua essenza più carnale, asseconda i suoi istinti e ne è condannato. Contadini contro cacciatori, santità contro umanità, ricchezza contro povertà, beatitudine contro dannazione.
Si parla di razze, quindi non c'è scelta. Voi siete più Caino o Abele? :)

Caino e Abele

Razza d'Abele, dormi, bevi e mangia:
con che compiacimento ti sorride Dio!

Razza di Caino, striscia
nel fango e muori miserabile!

Razza d'Abele, il tuo sacrificio
accarezza il naso ai Serafini!

Razza di Caino, il tuo supplizio
potra mai avere fine?

Razza d'Abele, guarda prosperare
II tuo bestiame e le tue semine!

Razza di Caino, le tue viscere
urlano di fame come un vecchio cane!

Razza d'Abele, scaldati il ventre
al focolare patriarcale!

Razza di Caino, trema di freddo
nel tuo antro, povero sciacallo!

Razza d'Abele, ama e prolifica!
Anche il tuo oro si moltiplica!

Razza di Caino, guardati
dalle grandi brame, cuore ardito!

Razza d’Abele, tu cresci e ti pasci
come le cimici dei boschi!

Razza di Caino, trascina per le strade
la tua famiglia disperata!

Razza d'Abele, la tua carogna
ingrasserà la fumante terra!

Razza di Caino, il tuo compito
non è ancora finito!

Razza d'Abele, vergognati!
II ferro e vinto dallo spiedo!

Razza di Caino, sali al cielo
e scaraventa sulla terra Dio!

C. Baudelaire
Le Fleurs du Mal

Johnny:
Io sono molto più Abele, mi hanno già ucciso diverse volte....

Goethe:
Io sono Abele con Caino.
E sono Caino con Abele.

Intelligenti Pauca

CITAZIONE DI SAN FRANCESCO DI SALES

PAROLE DI SAN FRANCESCO DI SALES PER I FALSI FARISEI DI ALCUNE PARROCCHIE DELLA DIOCESI DI CAPUA

“NON ACCONTENTARTI DI ESSERE POVERO COME I POVERI, MA SII PIU’ POVERO DEI POVERI, VA A SERVIRLI QUANDO GIACCIONO A LETTO INFERMI E DEVI SERVIRLI CON LE TUE PROPRIE MANI.

QUESTA SERVITU’ E PIU’ GLORIOSA DI UN REGNO”.

CITAZIONE DEL GIORNO

MA COME CALZA BENE PER QUESTA CITTA'!
PROBABILMENTE AVEVA SOGGIORNATO PER UN PERIODO DI TEMPO A S MARIA…


cavalli

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BIAGIO MARIA DI MURO

RISPONDIAMO AL NUOVO CITTADINO C.DV.CHE DA QUALCHE MESE SI E’ TRASFERITO DAL LAZIO IN CAMPANIA E PRECISAMENTE A S.MARIA CAPUA VETERE IN VIA GALATINA CHE CI HA CHIESTO CHI ERA IL SINDACO DELLA CITTA’.

BIAGIO MARIA DI MURO

BIAGIO MARIA DI MURO

BIAGIO DI MURO

TI RIMETTO LA FOTO DI BIAGIO DI MURO E UNA PARTE DEL SUO CURRICULUM VITAE

BIAGIO DI MURO SI E’ LAUREATO, IL 30/10/1995, CON 110 E LODE IN ARCHITETTURA PRESSO L’UNIVERSITA’ DI NAPOLI, CON UNA TESI SPERIMENTALE IN SCIENZE DELLE COSTRUZIONI ED E’ ISCRITTO ALL’ORDINE DEGLI ARCHITETTI DELLA PROVINCIA DI CASERTA AL N. 872.

SVOLGE UNICAMENTE LA LIBERA PROFESSIONE ED HA LO STUDIO IN S.MARIA C.V., AL CORSO ALDO MORO N.73

E’ABILITATO AL COORDINAMENTO DI SICUREZZA – D.LGS.494/96 – CON ATTESTATO DI CORSO RILASCIATO DALL’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II, A CURA DEL CENTRO INTERDIPARTIMENTALE DI RICERCHE L.U.P.T. DAL 24 NOVEMBRE 1997.

HA PARTECIPATO AL GRUPPO DI RICERCHE SUL TEMA “STABILITA’ DELLE TORRI IN MURATURA” ORGANIZZATO DALL’ISTITUTO DI “COSTRUZIONE DELLA FACOLTA’ DI ARCHITETTURA” – UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI, FEDERICO II.

E’ COLLABORATORE DELLA III AREA DI RICERCA “PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E SISTEMI INFORMATIVI TERRITORIALI” L.U.P.T. – LABORATORIO DI URBANISTICA E PIANIFICAZIONE TERRITORIALE DELL’UNIVERSITA’ FEDERICO II DI NAPOLI, FACOLTA’ DI ARCHITETTURA.

E’ MEMBRO DELL’AREA DI RICERCA “PROGETTAZIONE URBANA, AMBIENTALE E DEL RECUPERO E VALORIZZAZIONE DEI BENI STORICI, ARCHITETTONICI, ARCHEOLOGICI E PAESAGGISTICI” DEL CENTRO DI RICERCA L.U.P.T. DELL’UNIVERSITA’ FEDERICO II DI NAPOLI FACOLTA’ DI ARCHITETTURA – DIRETTORE PROF. FRANCO MARINIELLO.

HA SEMPRE AVUTO UN FORTE LEGAME CON LA POLITICA ATTIVA, ESSENDO FIGLIO DI NICOLA DI MURO, IL QUALE FIN DAL 1956 E’ ESPRESSIONE DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA, PRIMA A LIVELLO COMUNALE I POI OLTRE AI CONFINI CITTADINI, FINO A DIVENTARE UOMO DI RIFERIMENTO DEL PARTITO AI PIU’ ALTI LIVELLI.

BIAGIO MARIA DI MURO FIN DALL’ADOLESCENZA HA POTUTO ASSORBIRE TUTTA L’ESPERIENZA POLITICA ED AMMINISTRATIVA, AVENDO AVUTO MODO DI FREQUENTARE ASSIDUAMENTE IL PARTITO.

PARTECIPA ALLA CONSULTAZIONE ELETTORALE AMMINISTRATIVA DEL 2002, CANDIDATO CON FORZA ITALIA, RIPORTANDO CIRCA 1000 VOTI DI PREFERENZE CONTRIBUENDO IN MODO DETERMINANTE DA FAR DIVENTARE FORZA ITALIA IL PRIMO PARTITO IN CITTA’.

DOPO NEL 2007 ASSUME LA CARICA DI VICE SINDACO, MA DOPO QUALCHE MESE NON ESITA A LASCIARE IL PRESTIGIOSO INCARICO QUANDO SI ACCORGE CHE CON LA DEFENESTRAZIONE DELL’ASSESSORE MARCIANO SCHETTINO VENIVANO TRADITI GLI IMPEGNI E LE PROMESSE SOTTOSCRITTE NEL PROGRAMMA ELETTORALE PRESENTATO AGLI ELETTORI.

DAL 2011 AL 2015 E’ STATO SINDACO DELLA CITTA’ DI S.MARIA CAPUA VETERE.

CAF

SERVIZIO CAF PRESSO LA NOSTRA SEDE IN C.SO ALDO MORO N.73 AVETE A DISPOSIZIONE UNA SERIE DI SERVIZI UTILI:

1. MODELLO ISEE

2. MODELLO ISEEU

3. BONUS E RIDUZIONE CANONE

4. TELECOM, GAS, ENERGIA, ACQUA

5. MODELLO RED

6. MODELLO 730

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8. MODELLO ICI

9. ASSEGNI PER NUCLEO FAMILIARE

10. ASSEGNI DI MATERNITA’

11. MODELLO UNICO

12. ICRIC, ICLAV, ACCAS/PS

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14. SUCCESSIONI

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16. CONTRATTI DI AFFITTO

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SERVIZI PROFESSIONALI:

1) CONSULENZA E ASSISTENZA LEGALE

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LAVORI PUBBLICI

PUBBLICHIAMO LE FOTO DELLE OPERE PUBBLICHE PER LE QUALI INIZIERANNO PRESTO I LAVORI .SALVO RITARDI DOVUTI ALLA SCELLERATA AZIONE DI SFIDUCIA CHE COMPORTERA' AUMENTO DI COSTI E PERDITE DI FINANZIAMENTI

RECUPERO STRUTTURALE E FUNZIONALE DELL' EDIFICIO DELLE SCUOLE ELEMENTARI "PRINCIPE DI PIEMONTE"

IMPORTO FINANZIAMENTO

euro 2.330.ooo,oo

SCUOLA PRINCIPE DI PIEMONTE

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LAVORI PUBBLICI

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RISTRUTTURAZIONE E AMMODERNAMENTO DEL PLESSO SCOLASTICO RIONE IACP

IMPORTO FINANZIAMENTO

EURO 700.000,00

IACP

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lavori pubblici

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RIFACIMENTO PIAZZA SAN PIETRO

IMPORTO FINANZIATO:

euro 150.000,00

piazza San Pietro

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lavori pubblici

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PROGRAMMA DI RECUPERO URBANO COMPARTO C1 NORD OVEST – RIONE IACP

IMPORTO INTERVENTO:

euro 1.502.373,12

IACP

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lavori pubblici

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REALIZZAZIONE DI UN CAMPO SPORTIVO POLIVALENTE COPERTO IN VIA GIOTTO – RIONE IACP

IMPORTO DEL FINANZIAMENTO :

euro 512.000

iacp

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arco adriano

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RESTAURO CONSERVATIVO DELL’ARCO ADRIANO. SISTEMAZIONE DEL TRATTO DI VIA APPIA TRA ANFITEATRO ED ARCO ADRIANO

RICHIESTA FINANZIAMENTO

Euro 2.470.698,58

arco adriano

arco adriano

villetta l.sturzo

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PROGETTO PER LA VILLETTA TEMPO LIBERO ALLA VIA L. STURZO

RICHIESTA DI FINANZIAMENTO:

euro 127.000,00

villetta l. sturzo

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asilo nido

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PROGETTO DI ASILI NIDO PER BAMBINI DA 0 A 36 MESI IN VIA ALBANA 107

TOTALE DEL FINANZIAMENTO:

euro 699.438,18

asilo nido

asilo nido

PERDONA LORO......

Padre perdona loro! Perché li hai accecati? Perché hai tolto loro la memoria? Forse perché non credono più in Te? Padre perdonali! Tu sei un Dio buono: essi non sanno quello che fanno.... Non ricordano quando Tu mandasti loro la manna dal cielo e tutti sopravvissero e trovarono la terra promessa. Oggi li vuoi punire perché hanno troppo peccato? È per questo che la nuova manna tarda ad arrivare? Se sono ancora scettici e sono ancora cristiani se lo facessero spiegare dal loro parroco. Se poi sono degli assatanati, arrabbiati, solo perché credono di essere degli unti dal Signore, e solo perché sono stati abituati a credere di essere dei privilegiati, dimenticando i comandamenti che Dio diede a Mosè, allora fanno bene a pregare il vitello d'oro. E fanno bene a servire il vitello casalese sempre presente e che è stato causa del saccheggio sammaritamo e della chiusura delle industrie e la conseguente fine del lavoro, del commercio e delle possibilità di dare da bere agli assetati. Ma Tu Signore, nella Tua Infinita Bontà, Perdonali.....

NON CI SIAMO LIBERATI DI TUTTI MA RESTERANNO ALL'OPPOSIZIONE

NON CI SIAMO LIBERATI DI TUTTI MA RESTERANNO ALL'OPPOSIZIONE