Al segretario
del Pd e Presidente del Consiglio Matteo
Renzi
e p. c. al
Ministro dello Sviluppo Economico dott. Federica Guidi
e p. c. al
Presidente della Regione Campania dott. Stefano Caldoro
e p. c. al
Presidente della Provincia di Caserta dott. Domenico Zinzi
e p.c. al
Sig. Sindaco di S. Maria Capua Vetere (CE)
Dott. Arch.
Biagio Maria Di Muro
e p. c.
On. Camilla Sgambato
e p.c. On.
Pina Picierno
e p. c.
On. Vilma Moronese
e p. c.
On. Rosaria Capacchione
e. p. c.
On. Giuseppe Stellato
e p. c. al
Presidente Consiglio Comunale Dario Mattucci
di S.
Maria Capua Vetere (CE)
e p. c. a
tutti i partiti politici, associazioni dei commercianti
e sigle sindacali
presenti sul territorio
di Santa
Maria Capua Vetere
IllustrePresidente delConsiglio Matteo Renzi,
siamo
un cospicuo numero di Associazioni politico-culturali della città di Santa Maria
Capua Vetere, una delle tante città della provincia di Caserta che hanno
appoggiato, nelle recenti elezioni europee, la candidatura al Parlamento
Europeo della Sua compagna di partito On. Pina Picierno, della circoscrizione
Sud, consentendo, per effetto, alla nostra concittadina On. Camilla Sgambato, di
surrogarla come deputata PD al Parlamento italiano.
Le scriviamo con la speranza di poter
ricevere qualche minuto della sua attenzione per esporle le preoccupazioni e le
speranze che riguardano il mondo del lavoro, posando uno sguardo sulle numerose
realtà produttive del nostro
territorio che, un tempo, non conoscevano le crisi e le difficoltà di questo
momento.
Santa Maria Capua Vetere, l’antica e
prestigiosa Capua, capitale della Provincia di Terra di Lavoro, vantava, fino a
circa trent’anni fa, un comparto di importanti insediamenti industriali che
offrivano migliaia e migliaia di posti di lavoro. Soltanto nello stabilimento
dell’ex-Italtel (di proprietà statale) erano impiegati negli anni Settanta ben
7000 lavoratori, ridotti a 3000 a inizio anni Novanta, quando l’azienda divenne
la privata Finmek. Dopo il passaggio da un padrone all’altro, e con
un’impressionante successione di piani industriali, lo stabilimento di Santa
Maria Capua Vetere sospese definitivamente le attività nel 2012, lasciando
alcune decine di lavoratori in mobilità salariale fino al prossimo ottobre
2014, dopodiché per loro arriverà il licenziamento definitivo.
Al riguardo si vuole precisare che a nulla sono valsi i vari tentativi
del sindaco di Santa Maria Capua Vetere, arch. Biagio Maria Di Muro e del
gruppo di maggioranza, che con ogni sforzo hanno tentato di portare nei vari
tavoli di trattative il recupero industriale di questa città.
In
queste ultime settimane, la questione della verifica dell’opportunità di
elaborare un programma per valorizzare e pubblicizzare gli insediamenti
industriali, derivanti dall’adozione del piano regionale di azione e coesione
(PAC) per il rilancio delle aree colpite da crisi industriale, è stata posta più
volte sul tavolo delle trattative tra Comune, Provincia e Regione affinché, vista
la drammatica situazione, si possano costituire i presupposti per piccole e
medie imprese, da insediarsi sul territorio o la riqualificazione di quelle già
esistenti, con l’obiettivo principale di attrarre possibili investitori,
attivando, quindi, tutte le possibili procedure per raccogliere manifestazioni
d’interesse di realtà imprenditoriali intenzionate a realizzare investimenti
anche a carattere innovativo nelle aree interessate su cui, per ora, esiste un vincolo
di destinazione industriale.
L’esperienza, purtroppo, ci insegna che
questi vincoli possono cambiare in fretta: quello che oggi è spazio industriale
domani potrà diventare terreno edificabile…; è successo già tante, troppe
volte, anche grazie alle interpretazioni molto libere delle norme in vigore che
consentono come con una generica
dizione di attività produttive, viene considerata possibile la interscambialità.
Nella nostra straordinaria città le iniziative imprenditoriali, infatti, sono
state spesso mortificate. Destinazioni urbanistiche industriali e artigianali sono
state identificate con finalità commerciali, con i conseguenti tentativi – in
parte riusciti per quanto concerne l’immensa area industriale
dell’ex-tabacchificio – di poter trasformare le aree industriali della città in
edificabili, passando prima per la destinazione commerciale.
Lo stravolgimento
dell’assetto urbanistico, insieme al proliferare di supermercati e medie
strutture commerciali, ha ovviamente avuto nefaste conseguenze sull’economia
locale e sulla sopravvivenza, già resa difficile dalla crisi imperante, delle
piccole attività commerciali della città che si sono in breve tempo dimezzate,
con conseguente aumento delle famiglie senza sussistenza e lavoro.
Nella nostra fervida città, come già detto, le iniziative
imprenditoriali sono state spesso mortificate e messe in secondo piano per
favorire quella speculazione edilizia che nulla ha a che fare con gli interessi
collettivi. A questo ha contribuito anche il piano casa che, come al solito, è stato
stravolto nelle sue intenzioni ed è stato inteso, specialmente in Campania,
come un mezzo per favorire iniziative di carattere speculativo senza pensare
che il recupero delle attività industriali, artigianali e commerciali è
prioritario su ogni altro aspetto.
La nostra
richiesta è tesa a un Suo opportuno e tempestivo intervento affinché si possa valorizzare, sostenere e promuovere
su scala internazionale il nostro patrimonio industriale in Italia e all’estero,
adottando misure che favoriscano possibili investitori e, quindi, gli
insediamenti di nuove imprese, ponendo, altresì, al centro dell’attenzione la
necessità di sensibilizzare
gli Enti preposti, nazionali e regionali, all’ adozione di disposizioni,
azioni, strumenti e risorse di supporto alla promozione di innovative modalità
di gestione delle aree industriali stesse.
A Lei, Sig. Presidente, affidiamo inoltre la nostra
preoccupazione riguardo alla volontà di alcuni professionisti e manager, pagati
miliardi per licenziare e chiudere stabilimenti industriali, avallati da trasversalisti
occasionali, di maggioranza e minoranza, sempre disposti a subire passivamente le
speculazioni edilizie dei Casalesi su aree industriali.
Lo smantellamento
delle aree industriali, in nome dell’interesse per i lavoratori e con l’alibi della
riqualificazione strutturale e ambientale del territorio, infatti, fa sempre comodo
a molti, specie in un territorio invaso da clan malavitosi, bisognosi di
riciclare i loro incassi illegali.
C’è da dire, inoltre,
che molti furono, e sono ancora oggi, gli speculatori interessati alla dismissione
di quelle strutture: speculatori edilizi chiacchierati che non attendono altro
di poter mettere le mani anche su quei terreni attraverso i soliti e noti mezzi
furtivi e artefatti.
Come
associazioni-sentinella, nel corso degli anni abbiamo dovuto difendere a spada
tratta le destinazioni d’uso delle zone destinate agli insediamenti industriali.
Il grande lavoro delle associazioni ha anche trovato un riconoscimento con
l’ammissione, da parte del Consiglio Comunale di Santa Maria Capua Vetere,
della legittimità delle tesi avanzate da esperti, in merito all’impossibilità
di applicare la legge regionale sul piano casa e, quindi, di edificare 430 alloggi nel sito dove
sorgeva l’ex tabacchificio, mettendo in evidenza tutte le ragioni che
impediscono la cementificazione di un’area che è e deve rimanere a destinazione
industriale, sia per la sua posizione vicina al casello autostradale, sia
perché la zona, oggi acquisita da privati, fu in gran parte acquistata dal
Comune e ceduta in uso all’ATI al fine di favorire la realizzazione di
un’industria e con la conseguente occupazione di centinaia di sammaritani che
avrebbero bisogno di guadagnare ancor prima di spendere in supermercati, ipermercati e centri commerciali vuoti a perdere.
In assenza di
interventi urbanistici ostativi ad hoc, come da dichiarazioni programmatiche di
coloro che a turno si sono esposti sia nella pubblica amministrazione che nei
partiti, eccoci ancora pronti, per parte nostra, a fare tutto quanto potremo
per continuare quell’opera di stimolo e di proposta che già da molti anni
contraddistingue il nostro rapporto con il Sindaco che, nonostante gli sforzi
profusi, da tre anni ormai è costretto ad affrontare ogni sorta di difficoltà
ed ostacoli alla municipalità con ritardi e inadempienze della burocrazia, non
adeguatamente sollecitata e vigilata dagli organi elettivi preposti.
In un momento
così difficile per l'economia internazionale, lo sviluppo delle attività
economiche deve essere l'interesse prioritario per l’amministrazione pubblica
per la tutela del prestigio, delle capacità e delle risorse locali.
Da tempo noi associazioni
stiamo cercando di porre l’accento su ciò di cui abbiamo veramente bisogno: dei
siti industriali veri, che creino posti di lavoro sicuri, e non precari
come quelli dei centri commerciali, che fagocitano i piccoli negozianti della
città, dato che gli imprenditori non procedono all’assunzione di personale
appartenente prioritariamente al bacino di riferimento, individuato nei
lavoratori residenti nell'area di crisi, bensì reclutati tra quelli in esubero in
attività commerciali di altre sedi, senza alcun beneficio per la locale
disoccupazione.
Questa politica
del malaffare ha portato via dal territorio la Finmek, l’ultima grande
industria, il cuore produttivo di Santa Maria Capua Vetere, e se aggiungiamo poi
che anche l’ATI, il tabacchificio, ha chiuso battenti, causando un’ulteriore
perdita di posti di lavoro ed emigrazione, abbiamo il quadro completo della
crisi di una intera cittadina e della provincia.
Quando le
fabbriche chiudono, di conseguenza, trascinano con sé l’intera economia locale;
negozi che vanno in crisi, con esercenti e artigiani che falliscono, soffocati
dai debiti. E con la disoccupazione dilagante nasce la delinquenza: scassi,
scippi, sparatorie, estorsioni, strozzinaggio e, infine, tanti suicidi…una
scena ormai frequente in tutta Italia.
Nel corso di
questi anni, che ci hanno visto impegnati in prima fila in questa lotta contro
questo sistema e la barbarie che esso produce, stiamo incontrando decine e
decine di giovani, studenti e lavoratori, che hanno visto peggiorare le loro
condizioni di studio e di lavoro e che ora, assieme a noi, provano a lottare
per riprendersi quello che spetta loro, auspicando nella necessaria
collaborazione di tutti, ciascuno nel suo ruolo civile, sociale e politico.
Noi tutti, membri delle associazioni, saremo
sempre più presenti sul territorio sammaritano - che ha tante potenzialità per
rinascere - per indirizzare le nostre forze in una, al fine di non disperdere il
patrimonio di tutta la nostra amata città.
Ciò che vorremmo è che questo Governo ci
dia risposte efficaci e concrete rispetto a ciò che è stato fatto e non fatto in
questi ultimi vent’anni. Non c’è più tempo da perdere. C'è bisogno di una
svolta, in linea con tutte le promesse elettorali.
Certi di un Suo
interesse, Le porgiamo i nostri migliori auguri per la Sua attività di governo,
sottolineando la nostra disponibilità ad un confronto diretto, qualora
decidesse di onorarci della sua visita.
Santa Maria Capua Vetere, lì 13/06/2014
Distinti Saluti
Dott. Nicola Cantone
Portavoce delle Associazioni
Risveglio Capua Antica
smcvdaily@gmail.com