prova


Non lasciare mai, che il successo ti nasconda la sua vacuità, un' impresa la sua vanità, la fatica la sua desolazione. Mantieni vivo dentro di te l' incentivo ad andare ancora più avanti, quell' inquietudine dell' anima che ci spinge al di là di noi stessi. Non guardare indietro, e non accarezzare sogni per il futuro. Ciò non verrebbe nè a restituirti il passato nè a soddisfare gli altri tuoi sogni ad occhi aperti. Il tuo dovere, la tua ricompensa, il tuo destino sono qui ora.
(Dag Hammaarskjold, Markings)
Dobbiamo accettare le delusioni che sono limitate, ma non dobbiamo mai perdere l'infinita speranza.
(Martin Luther King)
Noi non dimentichiamo e non demordiamo.
Quanno 'a furmicola vò murì, mètte è scèlle. Si dice di chi, raggiunta la ricchezza, perde ogni senso della misura e finisce per far cose illogiche e per danneggiare se stesso.
Quanno ò perucchio saglie in gloria perde à scienza e à memoria. Il villano che sale nella scala sociale dimentica subito la sua origine e coloro che lo hanno agevolato nella ascesa.

mercoledì 10 settembre 2014

Raccolta differenziata: "Campagna di richiamo"

racc-richiamoE’ in pieno svolgimento la “campagna di richiamo” finalizzata a sensibilizzare i cittadini sul rispetto delle regole per la raccolta differenziata.
Locandine e manifesti sono stati distribuiti in negozi e pubblici esercizi, nonché lungo le strade e nelle piazze, mentre gli opuscoli con il “glossario del riciclo” (che spiega dove gettare i vari tipi di rifiuto) è, per il momento, a disposizione del pubblico all’Ecosportello in via Galatina e in piazza Coniugi Di Monaco, all’isola ecologica in via Napoli e al teatro del riuso in via Galatina.
L’obiettivo della campagna è invitare i cittadini a prestare maggiore attenzione nella separazione dei rifiuti domestici: la raccolta differenziata, infatti, costituisce un comportamento corretto, utile, necessario e obbligatorio. Per questo è fondamentale che tutti i cittadini rispettino le indicazioni e le modalità di conferimento dei diversi tipi di rifiuto.
Tra i messaggi di questa “campagna di richiamo” ci sono anche quelli relativi alla riduzione dei rifiuti, con l’invito a scegliere prodotti e ad adottare prassi volte al riuso più che alla modalità “usa e getta”.
ingombranti L’amministrazione comunale ricorda, altresì, che i rifiuti ingombrantipossono essere ritirati gratuitamente a domicilio (numero verde 800.170.905), così come i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (numero verde800.132.960).
pila Le pile e i farmaci vanno gettati negli appositi contenitori che si trovano presso i rivenditori e le farmacie, gli indumenti e il vetro devono essere conferiti negli appositi contenitori stradali e nelle campane verdi.
tanica-small Gli oli usati possono essere consegnati all’isola ecologica in via Napoli, all’Ecosportello in via Galatina o in piazza Coniugi Di Monaco a Sant’Andrea.
ciabatte I materiali in buone condizioni che non vengono più utilizzati e che possono essere donati a chi ne ha più bisogno possono essere lasciati al “teatro del riuso” in via Galatina (angolo via Perlasca).

Allegati:
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Teatro Garibaldi - Stagione Teatrale 2014-2015

teatro-2014Al  via i lavori per la nuova stagione al Teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere. Anche quest'anno, l'allestimento della stagione è stato affidato al Teatro Pubblico Campano che si impegnerà per l'organizzazione di otto eventi (in allegato il programma in Pdf).

Addio campane verdi, arriva la raccolta “porta a porta” anche per il vetro - dal 5 ottobre p.v.

campane-vetroAddio campane verdi, arriva la raccolta “porta a porta” anche per il vetro. Dalla sera di domenica 5 ottobre, tutte le domeniche, i cittadini potranno conferire (oltre all’umido, come da calendario della differenziata) anche un sacchetto con il vetro, che sarà ritirato la mattina del lunedì.Gradualmente saranno rimosse tutte le campane verdi, che non solo sono antiestetiche ma sono diventate un punto di riferimento per sversamenti abusivi e abbandono di sacchetti di immondizie varie.

Immaginando Citta’ - Racconti di fondazioni mitiche, forma e funzioni delle città campane

immaginandocittaDal 21 Maggio 2014 - Museo Archeologico dell'Antica Capua - Via Roberto d'Angiò, 48 - Santa Maria Capua Vetere.
La Mostra “Immaginando Città". Racconti di fondazioni mitiche, forma e funzioni delle città campane” mette in scena uno dei fenomeni storico archeologici più importanti e interessanti della Campania antica: le fondazioni coloniali e il fenomeno urbano.

martedì 9 settembre 2014

PUBBLICHIAMO LA SECONDA PUNTATA DELLA STORIA DI CAPUA ANTICA, L'ATTUALE SANTA MARIA, PERCHE' NON TUTTI LA CONOSCONO

Dopo la guerra sociale diverse colonie vi dedussero i Ro­mani: quella di C. Gracco è ancor dubbio se fosse stata con­dotta ad effetto, stimasi che la prima fu quella guidatavi da M. Bruto, padre dell' uccisore di Cesare, nel 668 di Roma, la quale liberando Capua dalla dura condizione di prefettu­ra le arrecò sorte più tollerabile. Dopo breve tempo nel 672 di Roma altra ne sopravenne di veterani, dedottevi da L. Silla, dopo che ebbe trionfato di Norbano presso il Tifata. Più nobile e copiosa colonia vi dedusse Giulio Cesare nel 695 quattro anni dopo che indarno avea tentato fondarvela il tribuno P. Rullo. E di tre altri accrescimenti la rafforzava Ottavio, il I. dopo aver superato Bruto e Cassio a Filippi; il II. dopo aver vinto Pompeo e Lepido; il III. dopo aver debellato M. Antonio ad Azio.
Quest' ultima volta la colonia ebbe nome di Augusta, epi­teto che con gli altri di Giulia Felice leggesi nel celebre marmo rinvenuto nell' anfiteatro Campano.
Vuolsi che il perimetro dell' antica Capua fosse quasi sei miglia, e che ricettasse nel suo seno non meno di 300,000 abitanti, bastande il dire che poi semplici giuochi nudrì non meno di 40,000 gladiatori, come scrive il principe della la-una eloquenza (Cic. ad Att. XIV, 7 ). Dagli avanzi delle mura deducesi che essa non solo occupava lo spazio , ovo ora sorge S. Maria ed il villaggio di S. Pietro, ma porzione del terreno dove ora sono i villaggi di Savignano, Morcone, S. Andrea, le Curti, S. Prisco e la contrada detta Tirone.
Da sette grandi porte uscivano altrettante vie, le quali menavano a diverse parti della Campania. 1°. La Casilinese rivolgevasi verso Casilino, e per essa passava l'Appia. 2." La Fluviale riguardava il Volturno (4) e conduceva al tempio di Diana onde dicevasi ancora Tifatina, e per essa passava la via Gabinia. 3." La porta di Giove che menava al tempio sii questa divinità posto sul Tifata, detta ancora Acquaria, perché era di costo al famoso acquedotto che dal Taburno conduceva la famosa acqua Giutia. 4.a L' Albana, che mercé dell'Appia menava dritto alla città di Galazia. 5.° L'Atellana, che menava ad Atella. 6." La Cumana a Cuma. 7." La Liter­nina o Marittima che menava a Literno. Nella parte interna tre vie erano celebratissime, la Seplasia, centro di delicatezza o di voluttà, 1' Albana e la Cumana. Ebbe Capua, come Roma, il suo Campidoglio eretto forse dalla colonia dedotta­vi da Cesare, ma consacrato da Tiberio, e che pare che si ergesse ove oggidì è il quartiere della Torre. Presso questo Campidoglio fu il tempio di Giove Tonante di tanta magni­ficenza che ne furono tratte 50 e più colonne per abbellirne la chiesa di S. Vincenzo al Volturno nella nuova Capua. Di fronte al Campidoglio fu un arco magnifico rovinato nel 1661. Diana Capitolina, Giove Terminale, la Fortuna, Marte, Venere Felice, Cerere, Nettuno, Pallade, la Vittoria, Bacco, Nemesi, Iside, Serapide, -Augusto, Castore e Polluce, Mercurio, Lucina, ecc. v'ebbero tempii ed altari. Le monete di bronzo di Capua ci presentano i tipi di Giove, Giunone, Pallade, Cerere, Apollo, Diana ed Ercole; e quelle di argen­to il capo di Giove laureato e l'aquila che stringe il fulmi­ne, con la leggenda osca retrograda.
Una rarissima moneta porta sul dritto Ercole e sul rovescio il suo figlio Te­lefo nudrito dalla cerva, che nelle genealogie mitiche è det­to padre di Tirreno (1). Nell'anfiteatro Campano, pochi anni or sono fu scoperto una specie di calendario sacro, che ri­corda in Capua ferie e lustrazioni pagane l'anno 387 dell'era volgare. Rendevano splendida questa nobilissima metropoli molti pubblici edificii, siccome le Curie, i Circhi, il Foro, dei nobili e quello del popolo, il Teatro, l'Anfiteatro, le Ter­me etc., e fu tanto e tale il trasporto dei Capuani per ogni maniera di spettacoli, che inventarono il modo di riparare i teatri dal calore del sole, dal vento e dalle piogge. (Vai. Max. II. — Amm. Mar. XIV).
Ma il più grande e memorabile edifizio fu l'Anfiteatro, le cui reliquie recano ancora meraviglia dopo tante rovine. I settantotto archi che ancor si noverano, con le due porte maggiori danno una circonferenza di 1780 palmi, e la sua altezza agguaglia quasi quella dell' anfiteatro Flavio, di Ro­ma, che era alto 474 palmi. Credesi che fosse stato capace di 80,000 spettatori.
Chi visita quelle grandi rovine non può non ricordare i generosi spiriti di Spartaco, la grandezza dei popolo campa­no, i crudeli spettacoli del paganesimo, e la divina parola, che gridò pace e fraternità fra gli uomini. I conti Longobar­di e poscia i Saraceni mutarono l'anfiteatro in fortezza; e dai più si opina che la voce Verolasci, Virolasci, Vrelasci, con la quale si denomina oggidì dal volgo l' anfiteatro, derivi da Berolasì o Berelasi, nome datogli verso il IX secolo in co­mune con la distrutta Capua, ed originato per avventura dall’arabo Bir-al-as, che suona rocca rotonda, castello munito (1).
Nella cronaca di Mauringo narrandosi della disfatta data da Ludovico II. di Francia e da Landulfo di Capua ai Saraceni (dopo l'anno 868) è detto: Landulph adiutus est eum contra
Agarenas et emulos suos, quos profligavit in Suessulu et Vero­lasu. Il Mazzocchi opina che tal voce derivi dal tedesco, par­lato dai Longobardi, e che significa città vecchia.

Se queste cose 'rammentano taluni dei più nobili edifizii di Capua, la tradizione e la storia hanno perpetuato le sue ricchezze ed i lussureggianti costumi dei suoi abitatori, che ricordano una seconda Sibari. Devastata dai Vandali nel 455, ritenne tuttavolta il primato fra le città della regione; essen­do stata sede del Consolare che la governava, fra'quali si ha memoria di un Postumio Lampadio, lodato come salvatore della patria e restauratore delle fontane, del Foro e delle vie della città. Incendiata e distrutta nell' anno 840 da'Sara­ceni, che favorivano le partì di Radelchi principe di Bene­vento, si spicciolò in più borghi, dei quali il più considere­vole, ch'era presso l'anfiteatro, si chiamò di Berolasi e poscia di S. Maria dei Suri; dalla Chiesa e dal Borgo, che intorno vi crebbe, e che si disse .così balla famiglia di tal nome, di cui è memoria nei marmi (2) e non dal miracolo fatto dalla Vergine di guarire dalla lebbra con la leccatura dei surici o sorci un re o imperatore, che si trovò di passaggio ad invocarla.
Durante l'estate la formica lavorava duramente, mettendosi da parte le provviste per l'inverno. Invece la cicala non faceva altro che cantare tutto il giorno. Poi arrivò l'inverno e la formica ebbe di cui nutrirsi, dato che durante l'estate aveva accumulato molto cibo. La cicala cominciò a sentire i morsi della fame, perciò andò dalla formica a chiederle se potesse darle qualcosa da mangiare. La formica le disse: «Io ho lavorato duramente per ottenere questo; e tu, invece, che cosa hai fatto durante l'estate?» «Ho cantato» rispose la cicala. La formica allora esclamò: «E allora adesso balla!»
Morale: chi nulla mai fa, nulla mai ottiene.

Nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

LA RANA E IL BUE

LA RANA E IL BUE
Una volta una rana vide un bue in un prato. Presa dall'invidia per quell'imponenza prese a gonfiare la sua pelle rugosa. Chiese poi ai suoi piccoli se era diventata più grande del bue. Essi risposero di no. Subito riprese a gonfiarsi con maggiore sforzo e di nuovo chiese chi fosse più grande.
Quelli risposero: - Il bue.
Sdegnata, volendo gonfiarsi sempre più, scoppiò e mori.
Quando gli uomini piccoli vogliono imitare i grandi, finiscono male.
da: Fedro
Una volta una rana vide un bue in un prato. Presa dall'invidia per quell'imponenza prese a gonfiare la sua pelle rugosa. Chiese poi ai suoi piccoli se era diventata più grande del bue. Essi risposero di no. Subito riprese a gonfiarsi con maggiore sforzo e di nuovo chiese chi fosse più grande.
Quelli risposero: - Il bue.
Sdegnata, volendo gonfiarsi sempre più, scoppiò e mori.
Quando gli uomini piccoli vogliono imitare i grandi, finiscono male.
da: Fedro

le poesie di anita papa

poesie di anita papa

lunedì 8 settembre 2014

PUBBLICHIAMO LA STORIA DI CAPUA ANTICA, L'ATTUALE SANTA MARIA, PERCHE' NON TUTTI LA CONOSCONO.

SANTA MARIA DI CAPUA.
Siede la presente S. Maria ove già fu I' antichissima Ca­pua, famosa e potente metropoli dell'invidiata regione cam­pana. Regione frumentaria, dove le messi largheggian di biade, dove l'intera natura s'abbella di fiori, si veste di pra­ti, si copre di frutta e si profuma di mille olezzi, dove più raccolte in un anno allietano L' agricoltore ; dove non intra-mettono le sorgenti di zampillare, le piogge d'inaffiare: dove sorridono i piani del mare ricco di conchiglie e di pesci, dove immensa ed incantevole si diffonde la luce nell' az­zurro del firmamento. È questa infine la terra, che al- dire di Cicerone, fu il fondo più bello del popolo romano, il ca­po del danaro, 1' ornamento della pace, il sussidio della guerra, il fondamento dei vettigali , il granaio delle legio­ni, il sollievo dell'annona (I). Ed ora questa sì ricca di na­turali beni, questa sì popolosa di destissimi ingegni, depau­perata sfinita chiederà pane dagli uomini, invocherà lavoro, vedovata dell'ultima sua fortuna. I monumenti, di che la ri­coprirono la greca eleganza e la latina magnificenza, le acquistarono il nome di terra classica. Per tutte le quali cose volere parte per parte descrivere i fasti e le ricchezze della sua meravigliosa metropoli, sarebbe difficilissima opera e tale che assai lungi dal fine propostomi mi condurrebbe,
onde in accorcio ricorderò alta memoria degli uomini talune cose, che non valse a consumare la lenta opera dei tem­po, la violenza dei barbari, l'umana avarizia, le commozioni della natura, improntando dalla tradizione e dalla storia quel tanto, che più da vicino si stringe al mio subbietto.
Ritraesi dalla tavola Pentingeriana che Capua Vetere era posta tre miglia distante da Casilino. Geografi, poeti, sco­liasti, istorici le danno a gara grandi e diversi principii. i sostenitori dell' origini troiane di Roma la dicono costrutta da Capi congiunto e compagno di Enea. Altri affermano: che posteriormente alla sua fondazione fu detta Capua da Capi, duce dei Sanniti, che la conquistarono nei tempi sto­rici. Tal'altri trovarono nella parola Campo o pianura in che è posta, l'etimologia del suo nome : ma la più accreditata opinione si è che fosse stata edificata dai Pelasgi-Tirreni (1). Sappiamo di certo soltanto da Diodoro che 438 anni avanti l'era volgare si formò la nazione dei Campani, nè più di un anno differisce il calcolo di Eusebio (2) : cosichò i Sanniti davan corpo alla nazione campana circa 26 anni dopo la prima occupazione di Capua, fondata molti anni innanzi da popoli mossi dall' Epiro, dov' era una regione denominata Campania.

(1) Cic. De leg. Agr. 11, 29.

                                          (DOMANI LA SECONDA PUNTATA...)

domenica 6 luglio 2014

I lavoratori della ex Finmek allarmati per i recenti tentativi di speculazione sui terreni industriali : plauso all'Amministrazione che ha negato l'agibilità per attività commerciali ma ora l'Amministrazione risolva i problemi interpretativi del Siad, laddove confligge col PRG e, sancisca, senza ombra di dubbi, che nelle aree industriali si possano insediare solo ed unicamente attività manifatturiere



Ci risiamo.
La vertenza Finmek è ancora lontana dall’essere risolta ma già qualcuno s’avanza per speculare sui terreni della grande fabbrica sammaritana.
È di questi giorni la pubblicazione, sul sito del TAR della Campania, della sentenza con la quale,  detto Tribunale, ha accolto il ricorso presentato dalla Biel Company s.r.l. contro il comune di Santa Maria Capua Vetere.
 È bene per il prosieguo fare qui una breve premessa.
La Biel Company s.r.l. è la società del dott.Pasquale Esposito ( già dirigente ITALTEL) ed è la proprietaria dell’area, su cui sorgeva la Italtel e dove, nell’ultimo periodo, operava la Finmek.
La Finmek nasce  nel 2002 per effetto della vendita delle attività manifatturiere della ITALTEL all’imprenditore veneto Fulchir (condannato successivamente per bancarotta fraudolenta a causa del fallimento di molte sue società, compresa la Finmek).  
È bene sottolineare che l’area ex ITALTEL è interamente ricadente  in zona D ( destinazione industriale), come da vigente PRG (piano regolatore generale) del comune di Santa Maria Capua Vetere.
La Biel Company chiedeva al comune l’agibilità per l’uso commerciale di alcuni suoi locali ed anzi, più precisamente, per adibire tali locali a esercizi di vicinato ( leggi apertura di un ennesimo Centro Commerciale).
Il Comune, e qui bisogna darne atto, coerentemente con gli impegni assunti con i lavoratori della Finmek per la salvaguardia delle aree industriali,in data 18 febbraio 2014, negava alla società Biel Company detta agibilità.
All’amministrazione tutta e al Sindaco che la rappresenta và il plauso di tutti i lavoratori Finmek per la decisione adottata.
Questi in breve i fatti, ma adesso?
La sentenza, per chi volesse leggerla integralmente è la Nr.03588/2014, facilmente reperibile sul sito del TAR, ha accolto il ricorso della Biel , ravvisando nell’operato del Comune un vizio di procedura e quindi ha annullato, previa sospensione, il diniego all’agibilità e pertanto si riparte dal Comune che dovrà  ripronunciarsi in merito.
I lavoratori della Finmek sono sicuri che anche stavolta l’Amministrazione negherà l’agibilità richiesta, non venendo meno alle decisioni già prese che vietano qualsiasi attività, sui terreni della Italtel, diversa da quella industriale.
Questi i fatti; ora alcune considerazioni di merito.
È possibile che, a fronte di una crisi così profonda, che ha visto e vede ancora in ginocchio l’intero comparto commerciale sammaritano  si senta  il bisogno di aprire ulteriori punti di vendita, peraltro periferici rispetto al centro abitato?
È possibile che il futuro economico del territorio sammaritano sia affidato solo all’apertura di sedicenti “Centri Commerciali”?
Eppure qualche esperienza è stata già fatta ed è negativa. Pensiamo solo a quanto già avvenuto in un’altra area cittadina, e cioè quella dell’ex-tabacchificio di via Galatina. In questa area sono state aperte due medie strutture commerciali che, in termini di ricadute occupazionali sul territorio, hanno prodotto praticamente zero.
Noi lavoratori della Finmek e lo ripetiamo ormai da molto tempo, riteniamo che solo la presenza di aziende manifatturiere, in grado di coniugare innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale,  possa arricchire il nostro territorio sia in termini occupazionali che professionali.
Spetta alla politica creare le condizioni favorevoli all’insediamento di tali aziende, ma ciò non può avvenire se non sono preservate le aree industriali.
 Ricordiamo ancora brevemente che il PAC ( il piano d’azione e coesione sociale del Ministero per lo sviluppo economico) ha stanziato per il rilancio industriale della Provincia di Caserta 50 milioni di euro.
Per finire una proposta operativa per l’Amministrazione.
Leggendo la sentenza ci sembra di capire che si renda necessario, per evitare speculazioni in “progress” e future, modificare  velocemente il S.I.A.D. (Strumento d’intervento per l’apparato distributivo) evitando   che questi confligga con il PRG vigente.
Urge una chiara normativa che sancisca, senza ombra di dubbi, che nelle aree industriali si possano insediare solo ed unicamente attività manifatturiere. 
I lavoratori della Finmek credono fermamente che un nuovo sviluppo sia possibile e vigileranno attentamente affinchè si creino le condizioni per poterlo realizzare.

I lavoratori della Finmek
Santa Maria Capua Vetere 4 luglio 2014

mercoledì 2 luglio 2014



Accadde Oggi - 02/07/2014

Oggi è il 183° giorno delľ anno e la Chiesa ricorda San Bernardino Realino e Madonna delle Grazie.

1566 – Nella città francese di Salon de Provence muore l’astrologo, fisico e profeta Nostradamus autore de “Le profezie”.
1925 - Sul lago Pepin l’americano Ralph Samuelson riesce a sciare sull’acqua trainato da un motoscafo guidato dal fratello Ben. Per l’impresa utilizza... due assi di pino larghe 23 centimetri e lunghe 240 che davanti sono ricurvate verso l’alto: nasce lo sci nautico.
1947 – E’ la commessa di una pasticceria di Milano la nuova Miss Italia eletta a Stresa sul Lago Maggiore durante la seconda edizione del concorso che premia la bellezza femminile italiana. E’ la diciassettenne Lucia Borloni (oggi nota come Lucia Bosè).
1947 – Un oggetto cade dal cielo nel New Mexico. Secondo alcuni testimoni oculari è un’astronave aliena mentre per le forze armate americane si trattava di un pallone meteorologico.
1961 – Lo scrittore Ernest Hemingway si suicida con un colpo di pistola. Era stato dimesso 2 giorni fa dopo un ricovero per depressione e ansietà.
1973 – Detenuti sui tetti in molte carceri italiane chiedono la riforma del sistema carcerario.
1978 – Anche i partiti di sinistra convergono sulla candidatura di Sandro Pertini alla carica di Presidente della Repubblica dopo che oggi altre due votazioni si sono concluse in nulla.
1979 – La Corte d’Assise di Brescia emette la sentenza per la strage di Piazza della Loggia, in cui sono morte 8 persone e 100 sono rimaste ferite. Dopo 126 ore di camera di consiglio, ergastolo ad Ermanno Buzzi, 10 anni e mezzo ad Angelino Papa e numerose assoluzioni.
1984 – Esce l’album “Victory” dei Jacksons. La Epic records ne stampa subito 2 milioni di copie perchè vi partecipa anche Michael Jackson che con “Thriller” ha appena battuto ogni precedente record di vendite.
1985 – La General Motors annuncia che installerà sistemi di navigazione e mappe elettroniche sui modelli di fascia alta.
1987 – Con la nascita della decima legislatura della Repubblica Italiana, Nilde Iotti viene riconfermata presidente della Camera dei Deputati, carica che ricopre dal 1979 quando fu la prima donna italiana designata al ruolo.
1987 – La pornostar Ilona Staller neo eletta al Parlamento nelle liste del Partito Radicale partecipa alla sua prima seduta alla Camera dei Deputati.
1990 – Panico alla Mecca in Arabia Saudita. 1426 pellegrini muoiono calpestati dalla folla in fuga.
1991 – Axl Rose dei Guns N’Roses sottrae la videocamera ad uno spettatore che li stava riprendendo illegalmente durante un concerto.
1994 – Concita Martinez vince il titolo femminile di tennis a Wimbledon battendo Martina Navratilova per 6-4, 3-6, 6-3.
1999 – A Long Island scompare 78enne lo scrittore Mario Puzo autore de “Il padrino”.
2000 - Alla finale degli Europei di calcio giocata a Rotterdam la Francia batte l’Italia per 2-1 al golden goal.
2002 – Lo statunitense Steve Fossett è il primo uomo a compiere il giro del mondo in mongolfiera in solitaria e senza scalo. Partito il 19 giugno dall’Australia vi fa ritorno oggi dopo avere percorso 33195 chilometri in 13 giorni 8 ore e 33 minuti.
2005 – A Roma, Londra, Berlino, Tokyo, Philadelphia, Johannesburg, Parigi e Mosca si tengono gli 8 concerti del Live 8 organizzati da Bob Geldof per sensibilizzare la prossima riunione del G8 sui problemi dell’Africa.
2008 – Dopo 6 anni di prigionia viene liberata la politica colombiana Ingrid Betancourt rapita dalle FARC, le Forze Armate Rivoluzionarie Colombiane.
2011 – Alla presenza delle teste coronate di tutta Europa e numerosi VIP a Montecarlo il principe Alberto II di Monaco ha sposato con rito religioso Charlene Wittstock.

Il Vangelo del giorno (Mt 8,28-34)
In quel tempo, giunto Gesù all’altra riva, nel paese dei Gadarèni, due indemoniati, uscendo dai sepolcri, gli andarono incontro; erano tanto furiosi che nessuno poteva passare per quella strada. Ed ecco, si misero a gridare: «Che vuoi da noi, Figlio di Dio? Sei venuto qui a tormentarci prima del tempo?». A qualche distanza da loro c’era una numerosa mandria di porci al pascolo; e i demoni lo scongiuravano dicendo: «Se ci scacci, mandaci nella mandria dei porci». Egli disse loro: «Andate!». Ed essi uscirono, ed entrarono nei porci: ed ecco, tutta la mandria si precipitò giù dalla rupe nel mare e morirono nelle acque. I mandriani allora fuggirono e, entrati in città, raccontarono ogni cosa e anche il fatto degli indemoniati. Tutta la città allora uscì incontro a Gesù: quando lo videro, lo pregarono di allontanarsi dal loro territorio.

Il proverbio del giorno
Le magie, le false dottrine e le donne sono le catene dell’uomo.

mercoledì 18 giugno 2014

IL MATTINO 18 giugno 2014


APPELLO AL PRESIDENTE RENZI PER IL RITORNO DELLE INDUSTRIE A S.MARIA (dopo la perdita di 10.000 posti di lavoro)



Al segretario del Pd e Presidente del Consiglio Matteo Renzi
e p. c. al Ministro dello Sviluppo Economico dott. Federica Guidi
e p. c. al Presidente della Regione Campania dott. Stefano Caldoro
e p. c. al Presidente della Provincia di Caserta dott. Domenico Zinzi
e p.c. al Sig. Sindaco di S. Maria Capua Vetere (CE)
Dott. Arch. Biagio Maria Di Muro

e p. c. On. Camilla Sgambato
e p.c. On. Pina Picierno
e p. c. On. Vilma Moronese
e p. c. On. Rosaria Capacchione
e. p. c. On. Giuseppe Stellato

e p. c. al Presidente Consiglio Comunale Dario Mattucci
di S. Maria Capua Vetere (CE)

e p. c. a tutti i partiti politici, associazioni dei commercianti
e sigle sindacali presenti sul territorio
di Santa Maria Capua Vetere

IllustrePresidente delConsiglio Matteo Renzi,
     siamo un cospicuo numero di Associazioni politico-culturali della città di Santa Maria Capua Vetere, una delle tante città della provincia di Caserta che hanno appoggiato, nelle recenti elezioni europee, la candidatura al Parlamento Europeo della Sua compagna di partito On. Pina Picierno, della circoscrizione Sud, consentendo, per effetto, alla nostra concittadina On. Camilla Sgambato, di surrogarla come deputata PD al Parlamento italiano.
     Le scriviamo con la speranza di poter ricevere qualche minuto della sua attenzione per esporle le preoccupazioni e le speranze che riguardano il mondo del lavoro, posando uno sguardo sulle numerose realtà produttive del nostro territorio che, un tempo, non conoscevano le crisi e le difficoltà di questo momento.

     Santa Maria Capua Vetere, l’antica e prestigiosa Capua, capitale della Provincia di Terra di Lavoro, vantava, fino a circa trent’anni fa, un comparto di importanti insediamenti industriali che offrivano migliaia e migliaia di posti di lavoro. Soltanto nello stabilimento dell’ex-Italtel (di proprietà statale) erano impiegati negli anni Settanta ben 7000 lavoratori, ridotti a 3000 a inizio anni Novanta, quando l’azienda divenne la privata Finmek. Dopo il passaggio da un padrone all’altro, e con un’impressionante successione di piani industriali, lo stabilimento di Santa Maria Capua Vetere sospese definitivamente le attività nel 2012, lasciando alcune decine di lavoratori in mobilità salariale fino al prossimo ottobre 2014, dopodiché per loro arriverà il licenziamento definitivo.
     Al riguardo si vuole precisare che a nulla sono valsi i vari tentativi del sindaco di Santa Maria Capua Vetere, arch. Biagio Maria Di Muro e del gruppo di maggioranza, che con ogni sforzo hanno tentato di portare nei vari tavoli di trattative il recupero industriale di questa città.
    
In queste ultime settimane, la questione della verifica dell’opportunità di elaborare un programma per valorizzare e pubblicizzare gli insediamenti industriali, derivanti dall’adozione del piano regionale di azione e coesione (PAC) per il rilancio delle aree colpite da crisi industriale, è stata posta più volte sul tavolo delle trattative tra Comune, Provincia e Regione affinché, vista la drammatica situazione, si possano costituire i presupposti per piccole e medie imprese, da insediarsi sul territorio o la riqualificazione di quelle già esistenti, con l’obiettivo principale di attrarre possibili investitori, attivando, quindi, tutte le possibili procedure per raccogliere manifestazioni d’interesse di realtà imprenditoriali intenzionate a realizzare investimenti anche a carattere innovativo nelle aree interessate su cui, per ora, esiste un vincolo di destinazione industriale.    

     L’esperienza, purtroppo, ci insegna che questi vincoli possono cambiare in fretta: quello che oggi è spazio industriale domani potrà diventare terreno edificabile…; è successo già tante, troppe volte, anche grazie alle interpretazioni molto libere delle norme in vigore che consentono come con una generica dizione di attività produttive, viene considerata possibile la interscambialità. Nella nostra straordinaria città le iniziative imprenditoriali, infatti, sono state spesso mortificate. Destinazioni urbanistiche industriali e artigianali sono state identificate con finalità commerciali, con i conseguenti tentativi – in parte riusciti per quanto concerne l’immensa area industriale dell’ex-tabacchificio – di poter trasformare le aree industriali della città in edificabili, passando prima per la destinazione commerciale.
Lo stravolgimento dell’assetto urbanistico, insieme al proliferare di supermercati e medie strutture commerciali, ha ovviamente avuto nefaste conseguenze sull’economia locale e sulla sopravvivenza, già resa difficile dalla crisi imperante, delle piccole attività commerciali della città che si sono in breve tempo dimezzate, con conseguente aumento delle famiglie senza sussistenza e lavoro.

Nella nostra fervida città, come già detto, le iniziative imprenditoriali sono state spesso mortificate e messe in secondo piano per favorire quella speculazione edilizia che nulla ha a che fare con gli interessi collettivi. A questo ha contribuito anche il piano casa che, come al solito, è stato stravolto nelle sue intenzioni ed è stato inteso, specialmente in Campania, come un mezzo per favorire iniziative di carattere speculativo senza pensare che il recupero delle attività industriali, artigianali e commerciali è prioritario su ogni altro aspetto. 

     La nostra richiesta è tesa a un Suo opportuno e tempestivo intervento affinché si possa valorizzare, sostenere e promuovere su scala internazionale il nostro patrimonio industriale in Italia e all’estero, adottando  misure che favoriscano possibili investitori e, quindi, gli insediamenti di nuove imprese, ponendo, altresì, al centro dell’attenzione la necessità di sensibilizzare gli Enti preposti, nazionali e regionali, all’ adozione di disposizioni, azioni, strumenti e risorse di supporto alla promozione di innovative modalità di gestione delle aree industriali stesse. 

     A Lei, Sig. Presidente, affidiamo inoltre la nostra preoccupazione riguardo alla volontà di alcuni professionisti e manager, pagati miliardi per licenziare e chiudere stabilimenti industriali, avallati da trasversalisti occasionali, di maggioranza e minoranza, sempre disposti a subire passivamente le speculazioni edilizie dei Casalesi su aree industriali.

     Lo smantellamento delle aree industriali, in nome dell’interesse per i lavoratori e con l’alibi della riqualificazione strutturale e ambientale del territorio, infatti, fa sempre comodo a molti, specie in un territorio invaso da clan malavitosi, bisognosi di riciclare i loro incassi illegali.
     C’è da dire, inoltre, che molti furono, e sono ancora oggi, gli speculatori interessati alla dismissione di quelle strutture: speculatori edilizi chiacchierati che non attendono altro di poter mettere le mani anche su quei terreni attraverso i soliti e noti mezzi furtivi e artefatti.
    
   

     Come associazioni-sentinella, nel corso degli anni abbiamo dovuto difendere a spada tratta le destinazioni d’uso delle zone destinate agli insediamenti industriali. Il grande lavoro delle associazioni ha anche trovato un riconoscimento con l’ammissione, da parte del Consiglio Comunale di Santa Maria Capua Vetere, della legittimità delle tesi avanzate da esperti, in merito all’impossibilità di applicare la legge regionale sul piano casa e, quindi, di edificare 430 alloggi nel sito dove sorgeva l’ex tabacchificio, mettendo in evidenza tutte le ragioni che impediscono la cementificazione di un’area che è e deve rimanere a destinazione industriale, sia per la sua posizione vicina al casello autostradale, sia perché la zona, oggi acquisita da privati, fu in gran parte acquistata dal Comune e ceduta in uso all’ATI al fine di favorire la realizzazione di un’industria e con la conseguente occupazione di centinaia di sammaritani che avrebbero bisogno di guadagnare ancor prima di spendere in supermercati, ipermercati e centri commerciali vuoti a perdere.

     In assenza di interventi urbanistici ostativi ad hoc, come da dichiarazioni programmatiche di coloro che a turno si sono esposti sia nella pubblica amministrazione che nei partiti, eccoci ancora pronti, per parte nostra, a fare tutto quanto potremo per continuare quell’opera di stimolo e di proposta che già da molti anni contraddistingue il nostro rapporto con il Sindaco che, nonostante gli sforzi profusi, da tre anni ormai è costretto ad affrontare ogni sorta di difficoltà ed ostacoli alla municipalità con ritardi e inadempienze della burocrazia, non adeguatamente sollecitata e vigilata dagli organi elettivi preposti.

     In un momento così difficile per l'economia internazionale, lo sviluppo delle attività economiche deve essere l'interesse prioritario per l’amministrazione pubblica per la tutela del prestigio, delle capacità e delle risorse locali.

     Da tempo noi associazioni stiamo cercando di porre l’accento su ciò di cui abbiamo veramente bisogno: dei siti industriali veri, che creino posti di lavoro sicuri, e non precari come quelli dei centri commerciali, che fagocitano i piccoli negozianti della città, dato che gli imprenditori non procedono all’assunzione di personale appartenente prioritariamente al bacino di riferimento, individuato nei lavoratori residenti nell'area di crisi, bensì reclutati tra quelli in esubero in attività commerciali di altre sedi, senza alcun beneficio per la locale disoccupazione.

     Questa politica del malaffare ha portato via dal territorio la Finmek, l’ultima grande industria, il cuore produttivo di Santa Maria Capua Vetere, e se aggiungiamo poi che anche l’ATI, il tabacchificio, ha chiuso battenti, causando un’ulteriore perdita di posti di lavoro ed emigrazione, abbiamo il quadro completo della crisi di una intera cittadina e della provincia.      
     Quando le fabbriche chiudono, di conseguenza, trascinano con sé l’intera economia locale; negozi che vanno in crisi, con esercenti e artigiani che falliscono, soffocati dai debiti. E con la disoccupazione dilagante nasce la delinquenza: scassi, scippi, sparatorie, estorsioni, strozzinaggio e, infine, tanti suicidi…una scena ormai frequente in tutta Italia.

     Nel corso di questi anni, che ci hanno visto impegnati in prima fila in questa lotta contro questo sistema e la barbarie che esso produce, stiamo incontrando decine e decine di giovani, studenti e lavoratori, che hanno visto peggiorare le loro condizioni di studio e di lavoro e che ora, assieme a noi, provano a lottare per riprendersi quello che spetta loro, auspicando nella necessaria collaborazione di tutti, ciascuno nel suo ruolo civile, sociale e politico.
     Noi tutti, membri delle associazioni, saremo sempre più presenti sul territorio sammaritano - che ha tante potenzialità per rinascere - per indirizzare le nostre forze in una, al fine di non disperdere il patrimonio di tutta la nostra amata città.
     Ciò che vorremmo è che questo Governo ci dia risposte efficaci e concrete rispetto a ciò che è stato fatto e non fatto in questi ultimi vent’anni. Non c’è più tempo da perdere. C'è bisogno di una svolta, in linea con tutte le promesse elettorali.
  
     Certi di un Suo interesse, Le porgiamo i nostri migliori auguri per la Sua attività di governo, sottolineando la nostra disponibilità ad un confronto diretto, qualora decidesse di onorarci della sua visita.

Santa Maria Capua Vetere, lì 13/06/2014
Distinti Saluti
Dott. Nicola Cantone
Portavoce delle Associazioni
Risveglio Capua Antica

smcvdaily@gmail.com

martedì 17 giugno 2014



     Via Mazzocchi è così intitolata in onore di quell'insigne filologo, epigrafista, storico e archeologo che ebbe qui i suoi natali nel 21 ottobre 1684.
     Nacque da Lorenzo, farmacista, e Margherita Battaglia, morta poco dopo averlo dato alla luce, in un palazzo seicentesco oggi chiamato in suo onore Palazzo Mazzocchi, situato nell'allora strada della Croce, l'odierna via Mazzocchi.
     Nell'opera "Calendario marmoreo", il Mazzocchi afferma di essere nato il 22 ottobre, giorno di San Simmaco, dal quale avrebbe preso il suo secondo nome. Dai registri parrocchiali risulta, però, che egli nacque il 21 di ottobre mentre fu battezzato il 22. Si ritiene perciò che egli considerasse giorno della sua nascita lo stesso del battesimo, giacché lo rese cristiano.
     Ventiquattresimo figlio di una povera famiglia, a dodici anni entrò nel seminario di Capua, quindi proseguì i suoi studi a Napoli dove imparò il latino, i greco e l’ebraico.
     Nel 1709 fu ordinato sacerdote in Capua, dove ben presto ebbe il canonicato della cattedra e fu designato rettore del seminario arcivescovile.
     La sua fama è legata alle sue molte e dotte opere, tra cui ricordiamo, in particolar modo, l’Illustrazione delle tavole di Eraclea.


     Le tavole di Eraclea sono due grandi tavole di bronzo iscritte (132x39) (113x37), ritrovate nel letto del torrente Salandra presso Pisticci in provincia di Matera e relative alla città greca di Eraclea.
     La prima tavola era spezzata e la parte superiore cadde dapprima in possesso di amatori inglesi, poi avendone il Mazzocchi riconosciuta l’appartenenza, fu restituita all’Italia e ricongiunta al resto in Napoli, ove le due tavole sono custodite nel Museo Nazionale.
     Le iscrizioni greche della facciata anteriore di entrambe le tavole, perfettamente conservate, si riferiscono alla rivendicazione, limitarnaie e locarnaie, appartenenti ai templi di Dionisio e di Atena Pallade tra la fine del sec.IV e il principio del III sec. a. C. ad opera di esperti eletti dall’assemblea.
     Queste fatiche erudite procurarono al Mazzocchi gloria in Italia e in Europa, tanto che il Le Beau giunse a proclamarlo “ Totius Europae litterariae miraculum”, parole che furono incise nel monumento erettogli nella Basilica di S. Maria Maggiore nel 1914.
     Morì a Napoli il 12 settembre 1771.


lunedì 2 giugno 2014

S.MARIA C.V. Gli imprenditori di camorra Mastrominico, con i loro palazzi di via Curri, crearono un danno irreparabile alla Principe di Piemonte. Gli standards? Nessuno li ha mai visti




S.MARIA C.V - L’attenzione della magistratura inquirente su quello che il neo pentito Antonio iovine potrà dire sull’attività dei fratelli Mastrominico, cioè gli imprenditori edili di S.Cipriano d’Aversa, appartenenti alla sua galassia criminale, non potrà prescindere dal racconto dei rapporti che i Mastrominico hanno avuto con le amministrazioni comunali e con gli uffici dirigenti nel comune di S. Maria C.V.

Molti e variegati gli interessi dei Mastrominico nella città del Foro. Cimitero ma non solo. I Mastrominico sono ricordati soprattutto per i più che controversi lavori di via Curri. Palazzi residenziali e appartamenti venduti a prezzi importanti proprio nel centro della città a un passo da corso Garibaldi. Immobili costruiti grazie a una concessione ottenuta dall’amministrazione comunale del diessino Enzo Iodice e del suo vice Giovanni Campochiaro.

Chi ha raccontato come noi le vicende di S.maria ben ricorda che quegli appartamenti, gli scavi effettuati anche su reperti archeologici molto importanti determinarono danni gravissimi alle strutture della scuola Principe di Piemonte, danni per i quali i Mastrominico furono condannati a risarcire al comune 150 mila euro, una cifra considerata dai più ben al di sotto dell’entità dei guai combinati e del danno che quei lavori provocarono ai bambini e alle famiglie di quello che è il plesso scolastico più noto e più caro all’identità cittadina a S.Maria C.V.

Ma quel rapporto tra i Mastrominico e l’amministrazione comunale va approfondito anche per un altro motivo: nella convenzione erano previsti, naturalmente a carico del costruttore, diversi standards , una strada, un parco , e altro ancora, che i Mastrominico non hanno mai messo in cantiere. Vicende oscure di cui Casertace ha scritto e di cui già scrivevamo ai tempi in cui dirigevamo il Corriere di Caserta.

Speriamo che ora la Dda, la quale ha in mano il pentito di S.Cipriano, possa intervenire in maniera più efficace di quanto è successo in passato su questi rapporti tra gli imprenditori di Antonio Iovine e la città di S.Maria C.V. mai completamente chiariti.


Gianluigi Guarino

PUBBLICATO su CasertaCE il 2 giugno 2014 ALLE ORE 18:15

S.MARIA C.V. Le confessioni del pentito Antonio Iovine fanno tremare anche qualche politico della città del foro. Qui i fratelli sanciprianesi hanno fatto affari d’oro tra cimitero e dintorni





SANTA MARIA CAPUA VETERE. Uno degli imprenditori più citati nei primi racconti, fatti da Antonio Iovine ai magistrati della Dda, da neo pentito di camorra, è sicuramente il suo concittadino, di San Cipriano, Pasquale Mastrominico.
Distinguere il suono emesso dalle orecchie dei politici e dei colletti bianchi che, giustamente, se la fanno sotto da quando Iovine ha cominciato a parlare, è difficile riconoscere i suoni provenienti da S.Maria. Se la questione della imposizione dei servizi di mensa scolastica all’impresa direttamente nelle mani di O’ Ninn risale agli anni novanta ed eventualmente saremo pronti a riportare se la facilità con ci Iovine otteneva appalti a Santa Maria era legata a rapporti con i livelli politici o burocratici del Comune, la trama di Mastrominico, anzi dei Mastrominico, considerando anche i fratelli di Pasquale, si incrocia con quella politica della città del foro in anni molto più recenti che riportano direttamente alle amministrazioni comunali targate Enzo Iodice- Giovanni Campochiaro. 

I Mastrominico hanno dettato legge negli appalti del cimitero di S.Maria ma anche molti altri business hanno realizzato nella città.

Da domani in poi ricostruiamo questa trama non limitandoci alla enunciazione di fatti, tutto sommato noti, ma entrando nel dettaglio di quegli appalti e dei rapporti tra gli imprenditori di Antonio Iovine e le pubbliche amministrazioni di origine politica o burocratica di S.Maria C.V.


G.G.
PUBBLICATO su CasertaCE il 1 giugno 2014 ALLE ORE 19:25

Caino e Abele

Da Baudelaire "I fiori del male" la poesia "Caino e Abele"

Dioscuro...

Abbiamo parlato più volte dei "Fiori del Male" di Baudelaire, ma ci sono dei versi che hanno sempre attirato la mia attenzione, sono le razze di Caino e Abele.
Sono metafore delle tipologie di umanità che adottano rispettivamente modi di esistere opposti.
Chi vive nella religione e nella prosperità, appagato dall'appoggio della divinità e della sua coscienza, contro chi vive l'umanità nella sua essenza più carnale, asseconda i suoi istinti e ne è condannato. Contadini contro cacciatori, santità contro umanità, ricchezza contro povertà, beatitudine contro dannazione.
Si parla di razze, quindi non c'è scelta. Voi siete più Caino o Abele? :)

Caino e Abele

Razza d'Abele, dormi, bevi e mangia:
con che compiacimento ti sorride Dio!

Razza di Caino, striscia
nel fango e muori miserabile!

Razza d'Abele, il tuo sacrificio
accarezza il naso ai Serafini!

Razza di Caino, il tuo supplizio
potra mai avere fine?

Razza d'Abele, guarda prosperare
II tuo bestiame e le tue semine!

Razza di Caino, le tue viscere
urlano di fame come un vecchio cane!

Razza d'Abele, scaldati il ventre
al focolare patriarcale!

Razza di Caino, trema di freddo
nel tuo antro, povero sciacallo!

Razza d'Abele, ama e prolifica!
Anche il tuo oro si moltiplica!

Razza di Caino, guardati
dalle grandi brame, cuore ardito!

Razza d’Abele, tu cresci e ti pasci
come le cimici dei boschi!

Razza di Caino, trascina per le strade
la tua famiglia disperata!

Razza d'Abele, la tua carogna
ingrasserà la fumante terra!

Razza di Caino, il tuo compito
non è ancora finito!

Razza d'Abele, vergognati!
II ferro e vinto dallo spiedo!

Razza di Caino, sali al cielo
e scaraventa sulla terra Dio!

C. Baudelaire
Le Fleurs du Mal

Johnny:
Io sono molto più Abele, mi hanno già ucciso diverse volte....

Goethe:
Io sono Abele con Caino.
E sono Caino con Abele.

Intelligenti Pauca

CITAZIONE DI SAN FRANCESCO DI SALES

PAROLE DI SAN FRANCESCO DI SALES PER I FALSI FARISEI DI ALCUNE PARROCCHIE DELLA DIOCESI DI CAPUA

“NON ACCONTENTARTI DI ESSERE POVERO COME I POVERI, MA SII PIU’ POVERO DEI POVERI, VA A SERVIRLI QUANDO GIACCIONO A LETTO INFERMI E DEVI SERVIRLI CON LE TUE PROPRIE MANI.

QUESTA SERVITU’ E PIU’ GLORIOSA DI UN REGNO”.

CITAZIONE DEL GIORNO

MA COME CALZA BENE PER QUESTA CITTA'!
PROBABILMENTE AVEVA SOGGIORNATO PER UN PERIODO DI TEMPO A S MARIA…


cavalli

cavalli

BIAGIO MARIA DI MURO

RISPONDIAMO AL NUOVO CITTADINO C.DV.CHE DA QUALCHE MESE SI E’ TRASFERITO DAL LAZIO IN CAMPANIA E PRECISAMENTE A S.MARIA CAPUA VETERE IN VIA GALATINA CHE CI HA CHIESTO CHI ERA IL SINDACO DELLA CITTA’.

BIAGIO MARIA DI MURO

BIAGIO MARIA DI MURO

BIAGIO DI MURO

TI RIMETTO LA FOTO DI BIAGIO DI MURO E UNA PARTE DEL SUO CURRICULUM VITAE

BIAGIO DI MURO SI E’ LAUREATO, IL 30/10/1995, CON 110 E LODE IN ARCHITETTURA PRESSO L’UNIVERSITA’ DI NAPOLI, CON UNA TESI SPERIMENTALE IN SCIENZE DELLE COSTRUZIONI ED E’ ISCRITTO ALL’ORDINE DEGLI ARCHITETTI DELLA PROVINCIA DI CASERTA AL N. 872.

SVOLGE UNICAMENTE LA LIBERA PROFESSIONE ED HA LO STUDIO IN S.MARIA C.V., AL CORSO ALDO MORO N.73

E’ABILITATO AL COORDINAMENTO DI SICUREZZA – D.LGS.494/96 – CON ATTESTATO DI CORSO RILASCIATO DALL’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II, A CURA DEL CENTRO INTERDIPARTIMENTALE DI RICERCHE L.U.P.T. DAL 24 NOVEMBRE 1997.

HA PARTECIPATO AL GRUPPO DI RICERCHE SUL TEMA “STABILITA’ DELLE TORRI IN MURATURA” ORGANIZZATO DALL’ISTITUTO DI “COSTRUZIONE DELLA FACOLTA’ DI ARCHITETTURA” – UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI, FEDERICO II.

E’ COLLABORATORE DELLA III AREA DI RICERCA “PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E SISTEMI INFORMATIVI TERRITORIALI” L.U.P.T. – LABORATORIO DI URBANISTICA E PIANIFICAZIONE TERRITORIALE DELL’UNIVERSITA’ FEDERICO II DI NAPOLI, FACOLTA’ DI ARCHITETTURA.

E’ MEMBRO DELL’AREA DI RICERCA “PROGETTAZIONE URBANA, AMBIENTALE E DEL RECUPERO E VALORIZZAZIONE DEI BENI STORICI, ARCHITETTONICI, ARCHEOLOGICI E PAESAGGISTICI” DEL CENTRO DI RICERCA L.U.P.T. DELL’UNIVERSITA’ FEDERICO II DI NAPOLI FACOLTA’ DI ARCHITETTURA – DIRETTORE PROF. FRANCO MARINIELLO.

HA SEMPRE AVUTO UN FORTE LEGAME CON LA POLITICA ATTIVA, ESSENDO FIGLIO DI NICOLA DI MURO, IL QUALE FIN DAL 1956 E’ ESPRESSIONE DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA, PRIMA A LIVELLO COMUNALE I POI OLTRE AI CONFINI CITTADINI, FINO A DIVENTARE UOMO DI RIFERIMENTO DEL PARTITO AI PIU’ ALTI LIVELLI.

BIAGIO MARIA DI MURO FIN DALL’ADOLESCENZA HA POTUTO ASSORBIRE TUTTA L’ESPERIENZA POLITICA ED AMMINISTRATIVA, AVENDO AVUTO MODO DI FREQUENTARE ASSIDUAMENTE IL PARTITO.

PARTECIPA ALLA CONSULTAZIONE ELETTORALE AMMINISTRATIVA DEL 2002, CANDIDATO CON FORZA ITALIA, RIPORTANDO CIRCA 1000 VOTI DI PREFERENZE CONTRIBUENDO IN MODO DETERMINANTE DA FAR DIVENTARE FORZA ITALIA IL PRIMO PARTITO IN CITTA’.

DOPO NEL 2007 ASSUME LA CARICA DI VICE SINDACO, MA DOPO QUALCHE MESE NON ESITA A LASCIARE IL PRESTIGIOSO INCARICO QUANDO SI ACCORGE CHE CON LA DEFENESTRAZIONE DELL’ASSESSORE MARCIANO SCHETTINO VENIVANO TRADITI GLI IMPEGNI E LE PROMESSE SOTTOSCRITTE NEL PROGRAMMA ELETTORALE PRESENTATO AGLI ELETTORI.

DAL 2011 AL 2015 E’ STATO SINDACO DELLA CITTA’ DI S.MARIA CAPUA VETERE.

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SERVIZIO CAF PRESSO LA NOSTRA SEDE IN C.SO ALDO MORO N.73 AVETE A DISPOSIZIONE UNA SERIE DI SERVIZI UTILI:

1. MODELLO ISEE

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3. BONUS E RIDUZIONE CANONE

4. TELECOM, GAS, ENERGIA, ACQUA

5. MODELLO RED

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1) CONSULENZA E ASSISTENZA LEGALE

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1. INVALIDITA’ CIVILE

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5. DISOCCUPAZIONE

6. RECUPERO CONTRIBUTI

7. MEDICINA LEGALE

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LAVORI PUBBLICI

PUBBLICHIAMO LE FOTO DELLE OPERE PUBBLICHE PER LE QUALI INIZIERANNO PRESTO I LAVORI .SALVO RITARDI DOVUTI ALLA SCELLERATA AZIONE DI SFIDUCIA CHE COMPORTERA' AUMENTO DI COSTI E PERDITE DI FINANZIAMENTI

RECUPERO STRUTTURALE E FUNZIONALE DELL' EDIFICIO DELLE SCUOLE ELEMENTARI "PRINCIPE DI PIEMONTE"

IMPORTO FINANZIAMENTO

euro 2.330.ooo,oo

SCUOLA PRINCIPE DI PIEMONTE

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LAVORI PUBBLICI

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RISTRUTTURAZIONE E AMMODERNAMENTO DEL PLESSO SCOLASTICO RIONE IACP

IMPORTO FINANZIAMENTO

EURO 700.000,00

IACP

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lavori pubblici

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RIFACIMENTO PIAZZA SAN PIETRO

IMPORTO FINANZIATO:

euro 150.000,00

piazza San Pietro

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lavori pubblici

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PROGRAMMA DI RECUPERO URBANO COMPARTO C1 NORD OVEST – RIONE IACP

IMPORTO INTERVENTO:

euro 1.502.373,12

IACP

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lavori pubblici

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REALIZZAZIONE DI UN CAMPO SPORTIVO POLIVALENTE COPERTO IN VIA GIOTTO – RIONE IACP

IMPORTO DEL FINANZIAMENTO :

euro 512.000

iacp

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arco adriano

PUBBLICHIAMO LE FOTO DELLE OPERE PUBBLICHE PER LE QUALI INIZIERANNO PRESTO I LAVORI .SALVO RITARDI DOVUTI ALLA SCELLERATA AZIONE DI SFIDUCIA CHE COMPORTERA' AUMENTO DI COSTI E PERDITE DI FINANZIAMENTI

RESTAURO CONSERVATIVO DELL’ARCO ADRIANO. SISTEMAZIONE DEL TRATTO DI VIA APPIA TRA ANFITEATRO ED ARCO ADRIANO

RICHIESTA FINANZIAMENTO

Euro 2.470.698,58

arco adriano

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villetta l.sturzo

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PROGETTO PER LA VILLETTA TEMPO LIBERO ALLA VIA L. STURZO

RICHIESTA DI FINANZIAMENTO:

euro 127.000,00

villetta l. sturzo

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asilo nido

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PROGETTO DI ASILI NIDO PER BAMBINI DA 0 A 36 MESI IN VIA ALBANA 107

TOTALE DEL FINANZIAMENTO:

euro 699.438,18

asilo nido

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PERDONA LORO......

Padre perdona loro! Perché li hai accecati? Perché hai tolto loro la memoria? Forse perché non credono più in Te? Padre perdonali! Tu sei un Dio buono: essi non sanno quello che fanno.... Non ricordano quando Tu mandasti loro la manna dal cielo e tutti sopravvissero e trovarono la terra promessa. Oggi li vuoi punire perché hanno troppo peccato? È per questo che la nuova manna tarda ad arrivare? Se sono ancora scettici e sono ancora cristiani se lo facessero spiegare dal loro parroco. Se poi sono degli assatanati, arrabbiati, solo perché credono di essere degli unti dal Signore, e solo perché sono stati abituati a credere di essere dei privilegiati, dimenticando i comandamenti che Dio diede a Mosè, allora fanno bene a pregare il vitello d'oro. E fanno bene a servire il vitello casalese sempre presente e che è stato causa del saccheggio sammaritamo e della chiusura delle industrie e la conseguente fine del lavoro, del commercio e delle possibilità di dare da bere agli assetati. Ma Tu Signore, nella Tua Infinita Bontà, Perdonali.....

NON CI SIAMO LIBERATI DI TUTTI MA RESTERANNO ALL'OPPOSIZIONE

NON CI SIAMO LIBERATI DI TUTTI MA RESTERANNO ALL'OPPOSIZIONE