prova


Non lasciare mai, che il successo ti nasconda la sua vacuità, un' impresa la sua vanità, la fatica la sua desolazione. Mantieni vivo dentro di te l' incentivo ad andare ancora più avanti, quell' inquietudine dell' anima che ci spinge al di là di noi stessi. Non guardare indietro, e non accarezzare sogni per il futuro. Ciò non verrebbe nè a restituirti il passato nè a soddisfare gli altri tuoi sogni ad occhi aperti. Il tuo dovere, la tua ricompensa, il tuo destino sono qui ora.
(Dag Hammaarskjold, Markings)
Dobbiamo accettare le delusioni che sono limitate, ma non dobbiamo mai perdere l'infinita speranza.
(Martin Luther King)
Noi non dimentichiamo e non demordiamo.
Quanno 'a furmicola vò murì, mètte è scèlle. Si dice di chi, raggiunta la ricchezza, perde ogni senso della misura e finisce per far cose illogiche e per danneggiare se stesso.
Quanno ò perucchio saglie in gloria perde à scienza e à memoria. Il villano che sale nella scala sociale dimentica subito la sua origine e coloro che lo hanno agevolato nella ascesa.

lunedì 2 novembre 2015

Parola del giorno: 2 Novembre 2015

Libro della Sapienza 3,1-9. 
Le anime dei giusti, invece, sono nelle mani di Dio, nessun tormento le toccherà. 
Agli occhi degli stolti parve che morissero; la loro fine fu ritenuta una sciagura, 
la loro partenza da noi una rovina, ma essi sono nella pace. 
Anche se agli occhi degli uomini subiscono castighi, la loro speranza è piena di immortalità. 
Per una breve pena riceveranno grandi benefici, perché Dio li ha provati e li ha trovati degni di sé: 
li ha saggiati come oro nel crogiuolo e li ha graditi come un olocausto. 
Nel giorno del loro giudizio risplenderanno; come scintille nella stoppia, correranno qua e là. 
Governeranno le nazioni, avranno potere sui popoli e il Signore regnerà per sempre su di loro. 
Quanti confidano in lui comprenderanno la verità; coloro che gli sono fedeli vivranno presso di lui nell'amore, perché grazia e misericordia sono riservate ai suoi eletti. 



Salmi 27(26),1.4.7.8.9.13-14. 
Il Signore è mia luce e mia salvezza, 
di chi avrò paura? 
Il Signore è difesa della mia vita, 
di chi avrò timore? 
Una cosa ho chiesto al Signore, 
questa sola io cerco: 

abitare nella casa del Signore 
tutti i giorni della mia vita, 
per gustare la dolcezza del Signore 
ed ammirare il suo santuario. 
Ascolta, Signore, la mia voce. 
Io grido: abbi pietà di me! Rispondimi. 

Di te ha detto il mio cuore: "Cercate il suo volto"; il tuo volto, Signore, io cerco. 
Non nascondermi il tuo volto, non respingere con ira il tuo servo. Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi, non abbandonarmi, Dio della mia salvezza. 
Sono certo di contemplare la bontà del Signore 
nella terra dei viventi. 
Spera nel Signore, sii forte, 
si rinfranchi il tuo cuore e spera nel Signore. 




Lettera di san Paolo apostolo ai Romani 6,3-9. 
Fratelli, non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? 
Per mezzo del battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova. 
Se infatti siamo stati completamente uniti a lui con una morte simile alla sua, lo saremo anche con la sua risurrezione. 
Sappiamo bene che il nostro uomo vecchio è stato crocifisso con lui, perché fosse distrutto il corpo del peccato, e noi non fossimo più schiavi del peccato. 
Infatti chi è morto, è ormai libero dal peccato. 
Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui, 
sapendo che Cristo risuscitato dai morti non muore più; la morte non ha più potere su di lui. 



Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 25,31-46. 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. 
E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, 
e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. 
Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. 
Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, 
nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. 
Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? 
Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? 
E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? 
Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me. 
Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. 
Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; 
ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato. 
Anch'essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? 
Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l'avete fatto a me. 
E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna». 

Commemorazione di tutti i fedeli defunti

La commemorazione dei fedeli defunti al 2 novembre ebbe origine nel 998 nel monastero benedettino di Cluny per iniziativa di S. Odilone (quinto abate di Cluny); il fatto che migliaia di monasteri benedettini dipendessero da Cluny favorì l'ampio diffondersi della commemorazione in molte parti dell'Europa settentrionale.
Nel 1311 anche a Roma venne istituita ufficialmente la memoria dei defunti mentre il privilegio delle tre Messe al 2 novembre, accordato alla sola Spagna nel 1748, fu esteso alla Chiesa universale, da Pp Benedetto XV (Giacomo della Chiesa, 1914-1922), solo nel 1915.
Scopo della commemorazione di tutti i defunti in passato era quello di suffragare i morti; di qui le Messe, la novena, l'ottavario, le preghiere al cimitero. Questo scopo naturalmente rimane; ma oggi se ne avverte un altro altrettanto urgente: creare nel corso dell'anno un'occasione per pensare religiosamente, cioè con fede e speranza, alla propria morte. Spezzare la congiura del silenzio riguardo ad essa.

Quando nasce un uomo, diceva S. Agostino, si possono fare tutte le ipotesi: forse sarà bello, forse sarà brutto, forse sarà ricco, forse sarà povero, forse vivrà a lungo, forse no. Ma di nessuno si dice: forse morirà, forse non morirà. Questa è l'unica cosa assolutamente certa della vita.

Nella nostra vita noi pensiamo di non avere mai abbastanza: viviamo protesi verso un continuo domani, dal quale ci attendiamo sempre di più: più amore, più felicità, più benessere. Viviamo sospinti dalla speranza. Ma in fondo a tutto il nostro stordirci di vita e di speranza si annida, sempre in agguato, il pensiero della morte: un pensiero a cui è molto difficile abituarci, che si vorrebbe spesso scacciare. Eppure la morte è la compagna di tutta la nostra esistenza: addii e malattie, dolori e delusioni ne sono come i segni premonitori. La morte resta per l'uomo un mistero profondo per credenti e non credenti.
Essere cristiani cambia qualcosa nel modo di considerare la morte e di affrontarla? Qual'è l'atteggiamento del cristiano di fronte alla domanda, che la morte pone continuamente, sul senso ultimo dell'esistenza umana?
La risposta si trova nella profondità della nostra fede. S. Paolo scriveva : « Non vogliamo poi lasciarvi nell'ignoranza, fratelli, circa quelli che sono morti, perché non continuiate ad affliggervi come gli altri che non hanno speranza. Noi crediamo infatti che Gesù è morto e risuscitato; così anche quelli che sono morti, Dio li radunerà per mezzo di Gesù insieme con lui. » (1Ts 4,13-14)

La morte del cristiano si colloca nel solco della morte di Cristo: è un calice amaro da bere fino in fondo perché frutto del peccato. Ma la morte è anche volontà amorosa del Padre che ci aspetta, al di là della soglia, a braccia aperte: una morte che è essenzialmente non-morte ma vita, gloria, risurrezione.

Come tutto questo avvenga di preciso non si sa. Umanamente non si può misurare l'immensità delle promesse e del dono di Dio.  Il Prefazio dei defunti rivela un accento di umana soavità e di divina certezza: « È veramente degno e giusto, conveniente e salutare, che noi, sempre e in ogni luogo, Ti rendiamo grazie, o Signore Santo, Padre Onnipotente, Eterno Iddio: per Cristo nostro Signore. Nel quale rifulse a noi la speranza della beata resurrezione: così che coloro che sono contristati dalla certezza della morte, siano consolati dalla promessa della futura immortalità. Poiché, o Signore, la vita dei tuoi fedeli non si distrugge, ma si cambia, e dissolta la casa di questa dimora terrestre, si acquista eterna abitazione in cielo.... ».

Angelus di San Giovanni Paolo II (Domenica, 2 novembre 2003)

Carissimi Fratelli e Sorelle!

1. Dopo aver celebrato ieri la Solennità di Tutti i Santi, oggi, due novembre, il nostro sguardo orante si volge a coloro che hanno lasciato questo mondo e attendono di raggiungere la Città celeste. Da sempre la Chiesa ha esortato a pregare per i defunti. Essa invita i credenti a guardare al mistero della morte non come all'ultima parola sulla sorte umana, ma come al passaggio verso la vita eterna. « Mentre si distrugge la dimora di questo esilio terreno - leggiamo nel prefazio odierno -, viene preparata un’abitazione eterna nel Cielo ».

2. E’ importante e doveroso pregare per i defunti, perché anche se morti nella grazia e nell’amicizia di Dio, essi forse abbisognano ancora di un’ultima purificazione per entrare nella gioia del Cielo (cfrCatechismo della Chiesa cattolica, n. 1030). Il suffragio per loro si esprime in vari modi, tra i quali anche la visita ai cimiteri. Sostare in questi luoghi sacri costituisce un’occasione propizia per riflettere sul senso della vita terrena e per alimentare, al tempo stesso, la speranza nell'eternità beata del Paradiso.

Maria, Porta del cielo, ci aiuti a non dimenticare e a non perdere mai di vista la Patria celeste, meta ultima del nostro pellegrinaggio qui sulla Terra.

INDULGENZA PLENARIA PER I DEFUNTI
Dal mezzogiorno del 1 Novembre a tutto il 2 novembre si può lucrare, una volta sola, l'indulgenza plenaria, applicabile soltanto ai defunti, visitando in loro suffragio una Chiesa o un Oratorio pubblico o anche semipubblico per coloro che legittimamente lo usano. Durante la visita si devono recitare un Padre Nostro ed un Credo. Si devono inoltre adempiere a suo tempo le solite tre condizioni previste per la concessione delle indulgenze, vale a dire:
-     Confessione Sacramentale
-     Comunione Eucaristica
-     Preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre (a scelta dei fedeli; per esempio un Padre Nostro e un Ave Maria).
Le tre condizioni possono essere adempiute anche nei giorni precedenti o seguenti quello in cui si visita la Chiesa o l'oratorio; tuttavia è conveniente che la santa Comunione e la preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre siano fatte nello stesso giorno in cui si compie la visita.

domenica 1 novembre 2015

Da Casertace.net : Ennesimo capitolo sulla Conservatoria

Nuovamente sospeso il trasloco della Conservatoria da Santa Maria Capua Vetere a Caserta, ma nella città del Foro non ci sarebbe nulla ancora da esultare visto che alla base di questa sospensione non vi sono nè l’interrogazione parlamentare della deputata locale Camilla Sgambato, sostanzialmente ignorata dal Governo, né le agitazioni sindacali, né tantomeno l’allettante proposta del Comune di Santa Maria Capua Vetere di allocare sia la Conservatoria che l’Agenzia delle Entrate nei locali dell’ex carcere completamente ristrutturati dalla Facoltà di Lettere che sta lasciando libero l’edificio .
La sospensione delle attività di trasloco riguarderebbe la particolare delicatezza di alcuni dei documenti spostati a partire dai registri della Guardia di Finanza. La traslazione di questi documenti deve avvenire alla presenza di uomini delle Fiamme Gialle e siccome al momento non è stata trovata una convergenza tra la disponibilità dei finanzieri e quella riguardante i tempi del trasloco organizzata dai dirigenti dello Stato, l’operazione è stata fermata.
Si ha la sensazione, dunque, che ci sia una volontà di affrettare il trasferimento, scavalcando anche i tempi canonici e le necessità legate alla fondamentale compartecipazione a queste attività da parte dei militari della Guardia di Finanza, che devono sorveglaire sulla integrità di documenti importantissimi anche e soprattutto per le indagini di Polizia Giudiziaria.
Una fretta che avvalora i dubbi sulla consapevolezza, da parte degli stessi funzionari della Conservatoria, che questo trasferimento potrebbe essere presto bloccato da qualche decisione dell’autorità giudiziaria. In poche parole, si è indotti a pensare che ci sia una spinta per creare “un fatto compiuto” che poi vanifichi di fatto ogni possibile riscontro alle contestazioni, che per esempio il Comune di Santa Maria Capua Vetere si appresta a mettere nero su bianco al cospetto dei giudici del Tar.
L’ultima vera speranza per mantenere la Conservatoria a Santa Maria Capua Vetere è quindi legata al ricorso al Tar da parte del Comune e sembra che il Sindaco abbia finalmente, all’inizio di questa settimana, formalizzato il mandato a ricorrere al Tar.
Intanto ci giungono voci che a Santa Maria Capua Vetere sono conservati registri e documenti risalenti anche agli anni a partire dal 1861  il che significa che si tratterebbe di un vero e proprio archivio storico, cosa questa che ci induce a chiederci e a chiedere a chi di dovere se non risulti doveroso chiamare in causa anche la Sovrintendenza.
Una valutazione non semplicemente e vagamente deduttiva, ma che poggia sul dettato di una norma: ai sensi dell’art. 10, comma 1 lett. b), D.Lgs. n. 42 del 2004 (Codice Urbani) non  devono considerarsi ex lege beni culturali gli archivi e i singoli documenti dello Stato, delle regioni, degli altri enti pubblici territoriali, nonché di ogni altro ente ed istituto pubblico?
Se sono vere le voci sulla consistenza storica dei documenti conservati a Santa Maria Capua Vetere allora non pensiamo che tali documenti possano essere maneggiati a cuor leggero da facchini e operai senza la vigilanza  della Sovrintendenza che dovrebbe essere interpellata alla pari della Guardia di Finanza.

G.G.

Cavilli burocratici bloccano le gare d’appalto per decine di milioni di euro


L’appalto è il principale strumento di attuazione delle politiche programmatiche di un’amministrazione comunale. Il ricorso all’appalto è diventato oggi necessario e obbligatorio non solo per lavori di urbanizzazione ed edilizia pubblica, ma anche per le acquisizioni di beni e servizi, ed è per questo che dovrebbe essere uno strumento agile da utilizzare per i nostri amministratori. Dovrebbe.
In realtà il settore degli appalti, già in forte rallentamento a causa della crisi e fortemente penalizzato dai fenomeni dell’illegalità, spesso deve fare i conti anche con la normativa vigente che, al di là di qualche segnale positivo, pone molti problemi di attuazione pratica. L’estrema complessità dell’espletamento delle gare riguarda, purtroppo, l’ignavia della burocrazia ma anche delle imprese partecipanti che, spesso, pregiudicano la possibilità di accedere addirittura alle risorse finanziarie per l’appalto stesso, con evidenti effetti negativi gravanti sulla collettività. In agguato, infatti, quando si gestiscono gare d’appalto di un certo valore, ci sono sempre i ricorsi delle ditte escluse o perdenti che, grazie ai propri avvocati e consulenti, avviano procedimenti di contestazione dell’atto amministrativo, con conseguente ritardo di tutto l’iter del procedimento affidato alla SUA.
Introdotta dal d.l.163/2006 e istituita con la legge 136/2010, la Stazione Unica Appaltante è una centrale di committenza che cura in totale autonomia l’aggiudicazione di contratti pubblici per la realizzazione di lavori, la prestazione di servizi e l’acquisizione di forniture per conto dell’ente comunale e di tutti gli organismi aderenti in tutta la provincia. E’ possibile, quindi, immaginare quale notevole mole di lavoro è ad essa assegnata al fine di assicurare la trasparenza, la regolarità, l’economicità della gestione e di prevenire il rischio di infiltrazioni mafiose nei procedimenti.  Alla SUA è affidata l’intera gestione della gara, dalla predisposizione del bando, alla pubblicazione, il controllo delle offerte e, se tutto va bene, la proclamazione della ditta vincitrice. Tutti passaggi molto delicati che possono pregiudicarne lo svolgimento per un benché minimo intoppo e finire per essere oggetto di contestazione.
E allora fermi. Per la mancanza di un documento o per una riunione mal convocata. Fermi. Per una nota mal scritta o la malattia del presidente della Commissione, tutto fermo. Risultato: soldi disponibili, gare da perfezionare per un nonnulla, cantieri mai avviati.
A essere bloccate o a subire forti ritardi alla SUA ci sono opere importanti, come i lavori di ristrutturazione della scuola Principe di Piemonte, il servizio di refezione scolastica, il verde pubblico, il recupero di palazzo Teti, la gestione dei parcheggi e delle aree di sosta. Si parla di svariati milioni di euro che non si liberano ma anche di improrogabili impegni e responsabilità verso la cittadinanza.
Sul tema degli appalti e delle misure anticorruzione, lo scorso Febbraio è stato organizzato presso il Teatro Garibaldi un incontro del presidente ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) Raffaele Cantone, con i sindaci della provincia di Caserta che chiedono a gran voce di essere messi in condizione di poter disporre di strumenti anticorruzione efficaci ed efficienti, a partire proprio dal potenziamento della Stazione Unica Appaltante, onde evitare di ricorrere inevitabilmente ad una serie di urgenti affidamenti a termine e proroghe dei servizi che finiscono per accumulare un tempo addirittura maggiore della durata standard di un contratto a domanda individuale.
    
Anna R.

FINALMENTE - SOLDI CHE SI SPENDERANNO BENE NELL'INTERESSE DELLA CITTA' E DEL RIONE IACP ABBANDONATO DA 20 ANNI - CHI FA E CHI DICE

Realizzazione di un campo sportivo polivalente coperto in Via Giotto - Rione IACP
Realizzazione tipo
Importo del finanziamento:
€ 512.000,00

FINALMENTE - SOLDI CHE SI SPENDERANNO BENE NELL'INTERESSE DELLA CITTA' E DEL RIONE IACP ABBANDONATO DA 20 ANNI - CHI FA E CHI DICE

Ristrutturazione e ammodernamento del plesso scolastico Rione IACP (asilo nido e scuola materna)

Area giochi bambini
Area parcheggio
Impianto fotovoltaico


Importo finanziamento:
€ 700.000,00

FINALMENTE - SOLDI CHE SI SPENDERANNO BENE NELL'INTERESSE DELLA CITTA' - CHI FA E CHI DICE

Progetto di un asilo nido per bambini 
da 0 a 36 mesi in via Albana 107

Totale del finanziamento:
€ 699.438,18

Notizia del giorno: Expo, la festa per la giornata conclusiva Mattarella: "L'Italia ha vinto la sfida"


Grande festa a Milano per la chiusura di Expo 2015. Sul palco dell'Open Air Theatre San Carlo sono state consegnate le bandiere ad Astana, la città kazaka che ospiterà l'evento nel 2017, e a Dubai per la manifestazione del 2020. Gran cerimoniere della giornata conclusiva il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: "La sfida è stata vinta da un'Italia che, quando si unisce in un impegno comune, sa esprimere grandi doti".

Mattarella: "Diritto a cibo legato a pace e giustizia" - "Il diritto al cibo e all'acqua sono strettamente legati all'idea di pace, alla giustizia sociale, al progresso scientifico, all'affermazione della legalità, alla cultura dell'ambiente, alla tutela delle biodiversità. Ci vuole un albero molto grande per unire tutto questo. E' il segno che oggi l'Italia intende offrire al mondo", ha sottolineato Mattarella.

"La crisi ha seminato paure e squilibri" - "La lunga crisi - ha ricordato poi il Presidente della Repubblica - ha tuttavia approfondito squilibri, disuguaglianze interne ai Paesi, ha seminato paure. Il progresso deve continuare e continuerà. E' nostro compito integrarlo con una crescita nell'equità e nel rispetto della dignità della persona, di ogni persona". 

"Albero della Vita testimonia rete solidarietà" - "L'Albero della Vita, dopo essere stato il suo punto principale di attrazione, al centro dell'attenzione dell'area espositiva, rappresenta simbolicamente la sua eredità. L'immagine di questo albero, con le radici ben piantate nella terra, i rami rivolti verso l'alto, la sua struttura carica di tecnologia ed espressione di molteplici conoscenze, è ormai divenuta familiare. Mi auguro che rimanga come testimonianza della rete di intelligenze e di solidarietà che Milano ha messo in campo nell'arco di questi sei mesi", ha aggiunto il Capo dello Stato.

Renzi: "Orgoglio di chi vinto sfida impossibile" - "L'Expo è l'orgoglio di chi ha vinto una sfida che sembrava impossibile, una sfida vinta non dal governo ma dall'Italia, dai passeggini in fila davanti agli ingressi, ha vinto l'Italia del perché No". Lo ha detto Matteo Renzi intervistato dal Tg1, annunciando che il 10 novembre a Milano si parlerà del progetto di riconversione dell'area. 

I numeri di Expo - Dopo 184 giorni chiude l'Expo 2015: 21 milioni le persone che hanno partecipato all'evento (7 milioni i visitatori stranieri e oltre 2 milioni di studenti). Alla cerimonia sono presenti con il commissario Giuseppe Sala il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, il presidente della regione Roberto Maroni e diversi ministri, fra cui Maurizio Martina, Maria Elena Boschi e Roberta Pinotti.

Pisapia emozionato: "E' stato un successo" - "E' una cosa bellissima e come tutte le cose belle quando finiscono c'è un po' di malinconia", ha commentato Pisapia. "Sono emozionato" ha ammesso. Il sindaco ha sottolineato che l'esposizione è stata un successo. "la cosa più bella è stata incontrare all'uscita di un padiglione una famiglia dai nipoti ai bisnonni entusiasti". "Oggi non è un giorno di addii ma di arrivederci a presto, ad Astana 2017 e Dubai 2020, nello spirito di Milano 2015", ha aggiunto. 

Maroni: "Orgogliosi e soddisfatti" - "Questa esposizione è stata un grande successo per l'Italia, un successo di cui dobbiamo essere soddisfatti e orgogliosi, perché si tratta di un successo che non era scontato. E dobbiamo essere soddisfatti e orgogliosi della collaborazione tra tutte le istituzioni coinvolte", ha ribadito Maroni. "Grazie a chi ha lavorato a questo grande progetto italiano con ingegno, creatività e competenza", ha detto dal palco.

Ovazione per le forze dell'ordine e i volontari - "Un ringraziamento speciale che mi viene dal cuore a chi ha garantito che Expo si svolgesse in piena sicurezza" e "ai volontari". Questo passaggio del discorse del presidente della regione Lombardia ha provocato una corale ovazione della platea. Maroni ha anche ringraziato in particolare la presidente della società Expo Diana Bracco, il commissario unico Giuseppe Sala e i loro staff "per il lavoro che hanno fatto".

Martina: "L'Italia ha dato grande prova al mondo" - "Abbiamo dato una grande prova e il mondo l'ha riconosciuta". E' il messaggio con cui il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, ha espresso il suo "orgoglio per l'Italia, il nostro Paese", alla cerimonia di chiusura di Expo. "Ci siamo ritrovati in questa sfida, ci siamo appassionati, abbiamo raccontato ciò che siamo e ciò che possiamo fare per la pace e la cooperazione fra i popoli. Abbiamo realizzato il più potente progetto di educazione civica di questi anni".

Canzone del giorno: Elton John - Your song


Almanacco di oggi 1 Novembre 2015


Tutti i SANTI
S. Gallo II vesc.
B. Raniero

"Novembre imbacuccato, raccolto e seminato"
Raniero
Etimologia: Di origine germanica, risale a "Raganhar" e significa "esercito consigliato dagli dei" ("ragin" = consiglio, ispirazione divina; "hari" = esercito). Comparve in Italia alla fine del X secolo. Oggi è moderatamente diffuso nel Centro-Nord.
Carattere: Apparentemente sicuro di sé anche quando ha dubbi e paure, è una persona molto concreta. Investe molte energie nel lavoro e difficilmente è spontaneo con gli altri, essendosi rivestito di una corazza di cui fa fatica a separarsi. La stessa cautela si manifesta anche in amore: preferisce infatti farsi conoscere un po' alla volta, senza sbilanciarsi. Sa però essere sentimentale e premuroso quando incontra la compagna giusta, una donna semplice ed entusiasta della vita.
Numero fortunato: 8
Sei affascinato da tutto ciò che è misterioso e qualche volta la tua curiosità ti crea dei problemi che però, grazie anche ad un pizzico di fortuna, riesci sempre a superare brillantemente. Nel lavoro dai il meglio di te nelle situazioni più difficili, e sei apprezzato per questo. In amore impara a dare di più e frena la gelosia.
"Il 2 novembre 1905 Giovanni Pascoli viene nominato professore di letteratura italiana, all'Università di Bologna, una cattedra prestigiosa, fino all'ora tenuta da Giosuè Carducci."
Antonio Canova - 1757
Lello Arena - 1953
Antonella Elia - 1963
Irene Fargo - 1963
Lavoro
Volete sapere come è nato uno speciale "antifurto" e al tempo stesso un modo sicuro e veloce per contare le banconote, caro ancora oggi ai commercianti? Semplice a dirsi, ma probabilmente non a farsi. Stanco di subire continuamente furti dal cassetto dove teneva il denaro riscosso dai clienti, l'americano James J. Ritty proprietario di un saloon a Dayton nello Stato dell'Ohio, pensa e ripensa si fece venire un'idea brillante. Ispirandosi ad uno strumento che serve a contare i giri dell'elica di una nave, inventò un registratore di cassa automatico, che si rivelò prezioso per tenere al sicuro i soldi incassati ed al tempo stesso anche per fare i conti. Era il 4 novembre 1879.

Gli impianti di riscaldamento, manutenzione prima dell'inverno


Al riparo dai primi freddi la prima esigenza è quella di riscaldare l'ambiente in cui viviamo. Avere dei buoni impianti di riscaldamento prevede una cura delicata di essi e che rispondano all'adeguata manutenzione previa la loro accensione invernale.

La sicurezza in casa è fondamentale per la nostra serenità e per le persone talvolta indifese che convivono con noi. Le cronache tralasciano spesso innumerevoli infortuni in ambito domestico evidenziando invece le spese sostenute dalle famiglie. Importante affidarsi a esperti nel settore: le figure dei manutentori tecnici. 

La normativa in vigore che regola la manutenzione e il controllo degli impianti tecnici è il DPR 74/2013.
Per prima cosa c'è da dire che le responsabilità circa l'esercizio, la conduzione, il controllo e quindi la manutenzione degli impianti gravano sul proprietario, ovvero chi occupa la residenza dove l'impianto si trova.
Nel caso di impianti condominiali sarà l'amministratore a risponderne.

L'ispezione svolte da province e comuni sugli impianti prevede che questi superino la soglia dei 100kW. Altrimenti per quelli compresi tra 12kW e 100kW varrà il rapporto di controllo tecnico.
Ogni cittadino che dispone di tali impianti in casa deterrà un libretto in cui verranno annotate di volta in volta i controlli di manutenzione.

Per impianti inferiori ai 35kW c'è l'obbligo per il manutentore di compilare il libretto di impianto. Mentre per quelli superiori ai 35kW si fa riferimento al libretto di centrale.
Su questi documenti saranno annotati il responsabile dell'impianto (ovvero il proprietario dell'edificio o l'amministratore nel caso di un impianto centralizzato all'interno di un condominio), i vari dati tecnici, i rapporti di controllo e manutenzione e le tutte le ispezioni effettuate dall'ente locale. I libretti sono da considerarsi obbligatori e da conservare all'interno dell'edificio dove è collocato l'impianto.

Ai sensi degli articoli della precedente legge 46/90 vengono svolti i controlli di manutenzione a cura di tecnici manutentori di caldaie abili e qualificati. Lo scopo è quello di appurare la condizione degli impianti e quindi verificare se necessitano di operazioni di riparazione.

Ogni manutentore disporrà di un numero di bollini rilasciati dalla provincia, fondamentali al fine di constatare l'avvenuta manutenzione. Sono disponibili di quattro tipi di diverso importo e colore a seconda della potenza dell'impianto. Uno di essi verrà posto sulla copia del rapporto di controllo tecnico che rimane all'utente, un altro al manutentore e un altro ancora sulla copia da trasmettere alla provincia. Da ricordare che il bollino è esente dall'iva come regolato dall'articolo 4 della legge 633/1972.

Le operazioni di controllo e di manutenzione dell'impianto tecnico devono essere eseguite rigorosamente da ditte abilitate ai sensi del decreto ministeriale 22 del 2008 n.37. I tempi con quale vanno effettuati periodicamente tali visite sono contenuti nelle istruzioni tecniche per l'uso e manutenzione fornite dall'impresa che ha installato l'impianto stesso. Nel caso in cui non siano presenti tali informazioni occorre fare riferimento alle normative UNI e CEI.

Tali controlli variano da regione in regione, a intervalli di tempo di 2 o 4 anni ad esclusione degli impianti con generatori a fiamma ad alimentazione solida o liquida con potenza superiore a 100kW.
I controlli vanno effettuati innanzitutto nella prima accensione dell'impianto da parte dell'installatore, in caso vengano sostituite alcune parti del meccanismo di generazione, come ad esempio il generatore di calore, in caso di interventi di modificazione dell'efficienza energetica che non rientrano nelle manutenzioni periodiche.

Nello specifico gli interventi effettuati riguardano: verifica tenuta degli impianti a gas secondo la norma UNI 1137/1/2204, controllo delle caratteristiche di ventilazione del locale, verifica dei dispositivi di sicurezza, controllo delle funzionalità dell'apparecchio con dovute segnalazioni di difformità e elementi non funzionanti, pulizia del bruciatore, pulizia dello scambiatore, regolazione portata termica ove necessita, controllo evacuazione fumi, verifica dei dispositivi di sicurezza relativi all'acqua, controllo di perdite di fumo con verifica del tiraggio, controllo dello scambiatore dell'acqua, taratura del bruciatore, per caldaie di tipo B smontaggio del canale da fumo e verifiche circa la correttezza dell'innesto del canale stesso all'nterno della canna fumaria o del camino, verifica valore del CO2 in caso di tiraggio a esito incerto, controllo dei raccordi flessibili di collegamento degli apparecchi a gas all'impianto interno, verifica della tenuta della linea di gas in conformità ad UNI 111370-1/2004 con manometro, segnalazioni di verifiche svolte sul libretto d'impianto con trascrizione delle possibili anomalie riscontrate sull'allegato G.

Una lunga parentesi ci sarebbe da aprire sulle sanzioni. Ovvero le penali da pagare nel caso in cui le ispezioni attestino la mancanza di tali manutenzioni e quindi impianti che non rispondono alle normative vigenti.
Le ispezioni vengono effettuate ogni anno e le sanzioni sono molto onerose, vanno da cinquecento euro fino ad arrivare ai tremila euro di multa a carico del proprietario. Anche per l'istallatore che comunica in modo errato o incompleto il controllo rischia una multa che parte dai seimila euro.
Dal 15 ottobre 2014 è entrato in vigore un nuovo libretto che affiancherà quello già presente nelle case, il quale va assolutamente conservato.

Riassumendo gli obblighi del cittadino sono quindi, come responsabile dell'impianto termico, di provvedere entro le scadenze prestabilite a far effettuare controlli periodici di manutenzioni, di conservare tutte le documentazioni e inoltre si chiede di rispettare i tempi e le modalità di accensione dei vari impianti. In caso di non osservanza di queste regole il proprietario rischia sanzioni elevate previste dalle leggi vigenti.

Alla base della convivenza civile esistono diverse norme. Queste citate fra l'altro mirano a migliorare la vita dei singoli cittadini, sottoponendoli a servizi che si prendono cura della loro sicurezza. 
Fare una manutenzione non è solo un dovere ma constatare di volta in volta che viviamo in un ambiente sicuro in piena armonia con i servizi e le comodità di cui disponiamo. Senza contare che seguire le norme evita che sanzioni ben più gravose possano incorrere per nostre dimenticanze o perché non si è disposti a pagare.

METEO


Santa Maria Capua Vetere CE
domenica 1 Novembre 2015
Parzialmente nuvoloso
19°C
Precipitazioni: 10%
Umidità: 56%
Vento: 31 km/h

Poesia Napoletana: “Lenzole janche”

Lenzole janche
Tu si a festa ‘into ‘o paese ‘e quando ero criaturo,
‘e lenzole janche spase ‘o sole,
‘a paura ca me metto dint ‘o scuro
Tu si l’allucca de’ guagliune abbasc‘o vico,
chella stradulella stretta,
‘o riturnello ‘e chillu mutivo antico
Tu si o scuorno ca me mette mmiezzo all’ate,
l’addore d”o pane cavuro,
‘o chiant ‘e ‘na criatura appena nata
Tu si a frenesia ca m’afferra,
‘a cuperta ‘e lana,
si ‘o paraviso sciso n’terra
(di Mimmo Guarino)

Giulia Salzano

Giulia Salzano nacque a Santa Maria Capua Vetere (CE), il 13 ottobre 1846, da Diego, capitano dei Lancieri di Ferdinando II e da Adelaide Valentino. Rimasta orfana di padre a quattro anni, fu affidata alle Suore della Carità delRegio Orfanotrofio di San Nicola la Strada, dove stette fino all’età di 15 anni. Conseguito il diploma magistrale, insegnò nella scuola comunale di Casoria(NA), dove si era trasferita con la famiglia, dall’ottobre 1865. Da giovane avvertì fortemente una “chiamata” alla santificazione personale, diventando esigente nel cammino spirituale e lasciandosi aiutare da anime consacrate dell’epoca. Molti di questi apostoli e predicatori di santità, diffondevano la pratica della confessione e della comunione frequente, anche in riparazione dei peccati, attraverso la devozione al Sacro Cuore. Era il periodo in cui la pratica dei primi “venerdì del mese” e dell'adorazione riparatrice divenne una via di grazia santificatrice. Affascinata dal senso e dalla profondità della devozione al Cuore di Gesù, maturò la sua totale consacrazione al Signore, manifestando una forte passione per l’annuncio evangelico, rivolto particolarmente ai più piccoli e ai giovani. A costoro soleva dire: «Nelle difficoltà della vita… confidiamo nel Divin Cuore di Gesù. Egli ci solleva e ci conforta». A tale scopo, nel1905, fondò la Congregazione delle Suore Catechiste del Sacro Cuore, così da incrementare e rafforzare l’impegno della catechesi che avrebbe svolto “finché avesse avuto un fil di vita”.

Parola del giorno: 1 Novembre 2015

Apocalisse 7,2-4.9-14. 
Io, Giovanni, vidi un angelo che saliva dall'oriente e aveva il sigillo del Dio vivente. E gridò a gran voce ai quattro angeli ai quali era stato concesso il potere di devastare la terra e il mare: 
"Non devastate né la terra, né il mare, né le piante, finché non abbiamo impresso il sigillo del nostro Dio sulla fronte dei suoi servi". 
Poi udii il numero di coloro che furon segnati con il sigillo: centoquarantaquattromila, segnati da ogni tribù dei figli d'Israele: 
Dopo ciò, apparve una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, razza, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all'Agnello, avvolti in vesti candide, e portavano palme nelle mani. 
E gridavano a gran voce: "La salvezza appartiene al nostro Dio seduto sul trono e all'Agnello". 
Allora tutti gli angeli che stavano intorno al trono e i vegliardi e i quattro esseri viventi, si inchinarono profondamente con la faccia davanti al trono e adorarono Dio dicendo: 
"Amen! Lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore, potenza e forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen". 
Uno dei vegliardi allora si rivolse a me e disse: "Quelli che sono vestiti di bianco, chi sono e donde vengono?". 
Gli risposi: "Signore mio, tu lo sai". E lui: "Essi sono coloro che sono passati attraverso la grande tribolazione e hanno lavato le loro vesti rendendole candide col sangue dell'Agnello". 



Salmi 24(23),1-2.3-4ab.5-6. 
Del Signore è la terra e quanto contiene, 
l'universo e i suoi abitanti. 
È lui che l'ha fondata sui mari, 
e sui fiumi l'ha stabilita. 

Chi salirà il monte del Signore, 
chi starà nel suo luogo santo? 
Chi ha mani innocenti e cuore puro, 
chi non pronunzia menzogna. 

Otterrà benedizione dal Signore, 
giustizia da Dio sua salvezza. 
Ecco la generazione che lo cerca, 
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe. 





Prima lettera di san Giovanni apostolo 3,1-3. 
Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! La ragione per cui il mondo non ci conosce è perché non ha conosciuto lui. 
Carissimi, noi fin d'ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è. 
Chiunque ha questa speranza in lui, purifica se stesso, come egli è puro. 



Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 5,1-12a. 
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. 
Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo: 
«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. 
Beati gli afflitti, perché saranno consolati. 
Beati i miti, perché erediteranno la terra. 
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. 
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. 
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. 
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. 
Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. 
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. 
Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli». 

Tutti i Santi

La festa di Tutti i Santi (in latino:Festum Omnium Sanctorum), conosciuta anche come Ognissanti,si diffuse nell'Europa latina nei secoli VIII-IX. Un'unica festa per tutti i Santi, ossia per la Chiesa gloriosa, intimamente unita alla Chiesa ancora pellegrinante e sofferente.

Oggi è una festa di speranza:“l'assemblea festosa dei nostri fratelli” (canonizzati e non) rappresenta la parte eletta e sicuramente riuscita del popolo di Dio; ci richiama al nostro fine e alla nostra vocazione vera: la santità, cui tutti siamo chiamati non attraverso opere straordinarie, ma con il compimento fedele della grazia del battesimo.

La prima lettura della Messa di oggi, è tratta dall'Apocalisse di S. Giovanni, con la visione di tutti i “servi di Dio”: « Dopo ciò, apparve una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, razza, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all'Agnello, avvolti in vesti candide, e portavano palme nelle mani. »(Ap 7,9)
La santità non è dunque rara, se di Santi è gremito il cielo. I Santi non sono soltanto quelli venerati nel Calendario, che pure sono già molti anche se rappresentano una piccolissima quota dei Santi che, come dice S. Giovanni, 
« nessuno poteva contare » tranne Dio.
Del resto nel Vangelo di oggi  (Mt 5,1-12) Gesù per ben nove volte dichiara « beati i poveri di spirito »« quelli che piangono, i miti, quelli che hanno fame e sete della giustizia, i misericordiosi, i puri di cuore, gli operatori di pace, i perseguitati...»concludendo« poiché di essi è il regno dei cieli ».

I Santi sono coloro che si sono meritati la ricompensa del cielo: poveri in spirito, mansueti, tribolati, giusti, misericordiosi, puri, pacifici e perseguitati a causa di Gesù. Tutti Santi. Innumerevoli Santi, come dice chiaramente l'Apocalisse.

Nel Calendario, la Chiesa ha segnato soltanto i nomi di coloro la cui vita è stata riconosciuta esemplare. Ma sono santi tutti coloro che si salvano, e sperano di salvarsi per i meriti di Gesù.
Il 1° novembre venne decretato una festività di precetto da parte del re franco Luigi il Pio nell'835. Il decreto fu emesso “su richiesta di Papa Gregorio IV (827-844) e con il consenso di tutti i vescovi”.

La festa di Ognissanti celebrata dalla Chiesa Ortodossa d'Oriente cade invece la prima domenica dopo la Pentecoste e, in quanto tale, segna la chiusura del ciclo pasquale.

sabato 31 ottobre 2015

Notizia del giorno: ROMA, TRONCA COMMISSARIO. MARINO: "ACCOLTELLATO DA UN MANDANTE"


Ignazio Marino non è più sindaco di Roma. Ha perso la sua battaglia contro il Pd in uno scontro sanguinoso e drammatico. «Accoltellato da 26 nomi e cognomi, ma con un solo mandante» dice ormai da ex dopo avere appreso che i 19 consiglieri del Pd assieme ad altri 7 si erano dimessi decretando la sua fine. Finisce così l'agonia del governo Marino. E il Campidoglio si prepara ad accogliere il commissario Francesco Paolo Tronca, attualmente prefetto di Milano. Matteo Renzi intanto pensa già a girare pagina e assicura: «Marino non è vittima di una congiura di palazzo, ma un sindaco che ha perso il contatto con la sua città e la sua gente». Soprattutto ora per Renzi Marino è «una pagina chiusa». È finita così l'era dell'«irregolare» chirurgo alla guida della Città Eterna. Sfiduciato da parte della sua maggioranza aiutata da chi fino ad ieri è stato avversario tra gli scranni dell'Aula Giulio Cesare. Con i 19 del Pd si sono dimessi altri 7 consiglieri, di cui due della maggioranza (Centro democratico e Lista Civica Marino) e 5 dell'opposizione. Tra questi ultimi anche due della Lista Marchini, Alfio Marchini compreso, due della lista di Fitto Conservatori riformisti, uno del Pdl. M5S e Sel non hanno firmato le dimissioni. Ma il sindaco chirurgo non ci sta. Convoca nel tardo pomeriggio una conferenza a Palazzo Senatorio. Rivendica quanto fatto nel suo mandato. «Roma è tornata ad essere virtuosa. Abbiamo sbarrato le porte al malaffare, chiuso con Parentopoli» dice Marino che in questi mesi si è voluto cucire addosso il ruolo del sindaco della legalità, dell'anti-Mafia Capitale e che oggi però si scopre essere indagato nell'inchiesta sulle spese di rappresentanza - «È un atto dovuto per svolgere le indagini» taglia corto. Mandante. «Prendo atto che i consiglieri si sono sottomessi e dimessi per evitare un confronto pubblico». «Sono stato accoltellato da 26 nomi e cognomi ma da un unico mandante» il dardo avvelenato che scaglia verso il Nazareno. Il bersaglio il segretario Matteo Renzi con il quale, sottolinea l'ex primo cittadino, «nell'ultimo anno non ha avuto nessun rapporto». «Marino non è vittima di una congiura. Al Pd interessa Roma, non le ambizioni di un singolo, anche se sindaco» la replica di Renzi che invita a chiudere tutte le polemiche e a mettersi al lavoro. Inizia l'era Tronca. È Francesco Paolo Tronca, attuale prefetto di Milano, il commissario straordinario che guiderà la Capitale dopo la fine dell'amministrazione Marino. È lui l'uomo individuato per traghettare la Capitale nell'anno del Giubileo, dopo aver guidato la prefettura di Milano nel periodo dell'Expo. Un modello vincente che il governo a più riprese ha annunciato di voler esportare anche per l'organizzazione dell'Anno Santo. E la scelta di Tronca, secondo quanto di apprende da fonti del Viminale, va letta come un riconoscimento per il lavoro per Expo ed un auspicio affinchè quella esperienza positiva venga replicata in occasione del Giubileo. Non solo. Dopo le parole del presidente dell'Autorità Nazionale anti corruzione, Raffaele Cantone, che nei giorni scorsi aveva segnalato come, a differenza di Roma, Milano avesse gli anticorpi necessari, il profilo del nuovo commissario appare in linea con la volontà di potenziare le difese della Capitale contro il malaffare. Palermitano di nascita, 64 anni, il commissario che si insedierà in Campidoglio dovrà far fronte a una Roma ancora colpita da Mafia Capitale. E dovrà far si che «il Giubileo funzioni come Expo», ha detto il ministro dell'Interno Angelino Alfano. Tronca sarà affiancato anche dal 'dream team' per il Giubileo coordinato dal prefetto di Roma Franco Gabrielli. Con la caduta di Ignazio Marino si aprirà ora, da qui a primavera quando i romani torneranno alle urne, la fase commissariale, quella che sarà chiamata alla sfida più difficile: far funzionare la città nei giorni più convulsi dell'Anno Santo, che aprirà il prossimo 8 dicembre e per il quale sono attese milioni di persone. Una fiumana che per dodici lunghi mesi si dovrà spostare agevolmente da una parte all'altra della Capitale, e che si andrà ad aggiungere ai romani nel premere su una rete già in sofferenza. Per questo nella mente del governo ci sarebbe l'idea di mettere in campo come superdelegato ai Trasporti Marco Rettighieri, direttore di Expo 2015 e già manager delle ferrovie. L'atto di dimissioni dei 26 consiglieri è stato inviato in serata alla Prefettura dal segretario generale del Campidoglio. Così è partito l'iter per la nomina del commissario. Gabrielli, poi, sarà il vero protagonista della gestione cittadina per il Giubileo, sebbene davanti alla parola 'superpoterì si schermisca: «Mi limito - ha detto solo qualche giorno fa - a coordinare i vari soggetti istituzionali per presentarci all'8 dicembre al meglio». Con lui, però, nel 'dream team' sognato da Matteo Renzi, dovrebbero collaborare tecnici di esperienza, e sono circolati i nomi dell'ormai ex assessore Alfonso Sabella (che però ha di recente affermato che da lunedì «tornerà a fare il magistrato»), del sovrintendente dell'Opera di Roma Carlo Fuortes e soprattutto del presidente del Coni Giovanni Malagò. Da parte sua non manca di lasciare trapelare la sua soddisfazione lo stesso Tronca che si dice «orgoglioso della fiducia accordata». «Affronterò - ha detto all'ANSA - l'incarico con il medesimo impegno e lo spirito di servizio con cui ho affrontato in questi due anni gli eventi del Semestre europeo, l'Asem e la preparazione e gestione dell'Esposizione universale»

Caino e Abele

Da Baudelaire "I fiori del male" la poesia "Caino e Abele"

Dioscuro...

Abbiamo parlato più volte dei "Fiori del Male" di Baudelaire, ma ci sono dei versi che hanno sempre attirato la mia attenzione, sono le razze di Caino e Abele.
Sono metafore delle tipologie di umanità che adottano rispettivamente modi di esistere opposti.
Chi vive nella religione e nella prosperità, appagato dall'appoggio della divinità e della sua coscienza, contro chi vive l'umanità nella sua essenza più carnale, asseconda i suoi istinti e ne è condannato. Contadini contro cacciatori, santità contro umanità, ricchezza contro povertà, beatitudine contro dannazione.
Si parla di razze, quindi non c'è scelta. Voi siete più Caino o Abele? :)

Caino e Abele

Razza d'Abele, dormi, bevi e mangia:
con che compiacimento ti sorride Dio!

Razza di Caino, striscia
nel fango e muori miserabile!

Razza d'Abele, il tuo sacrificio
accarezza il naso ai Serafini!

Razza di Caino, il tuo supplizio
potra mai avere fine?

Razza d'Abele, guarda prosperare
II tuo bestiame e le tue semine!

Razza di Caino, le tue viscere
urlano di fame come un vecchio cane!

Razza d'Abele, scaldati il ventre
al focolare patriarcale!

Razza di Caino, trema di freddo
nel tuo antro, povero sciacallo!

Razza d'Abele, ama e prolifica!
Anche il tuo oro si moltiplica!

Razza di Caino, guardati
dalle grandi brame, cuore ardito!

Razza d’Abele, tu cresci e ti pasci
come le cimici dei boschi!

Razza di Caino, trascina per le strade
la tua famiglia disperata!

Razza d'Abele, la tua carogna
ingrasserà la fumante terra!

Razza di Caino, il tuo compito
non è ancora finito!

Razza d'Abele, vergognati!
II ferro e vinto dallo spiedo!

Razza di Caino, sali al cielo
e scaraventa sulla terra Dio!

C. Baudelaire
Le Fleurs du Mal

Johnny:
Io sono molto più Abele, mi hanno già ucciso diverse volte....

Goethe:
Io sono Abele con Caino.
E sono Caino con Abele.

Intelligenti Pauca

CITAZIONE DI SAN FRANCESCO DI SALES

PAROLE DI SAN FRANCESCO DI SALES PER I FALSI FARISEI DI ALCUNE PARROCCHIE DELLA DIOCESI DI CAPUA

“NON ACCONTENTARTI DI ESSERE POVERO COME I POVERI, MA SII PIU’ POVERO DEI POVERI, VA A SERVIRLI QUANDO GIACCIONO A LETTO INFERMI E DEVI SERVIRLI CON LE TUE PROPRIE MANI.

QUESTA SERVITU’ E PIU’ GLORIOSA DI UN REGNO”.

CITAZIONE DEL GIORNO

MA COME CALZA BENE PER QUESTA CITTA'!
PROBABILMENTE AVEVA SOGGIORNATO PER UN PERIODO DI TEMPO A S MARIA…


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BIAGIO MARIA DI MURO

RISPONDIAMO AL NUOVO CITTADINO C.DV.CHE DA QUALCHE MESE SI E’ TRASFERITO DAL LAZIO IN CAMPANIA E PRECISAMENTE A S.MARIA CAPUA VETERE IN VIA GALATINA CHE CI HA CHIESTO CHI ERA IL SINDACO DELLA CITTA’.

BIAGIO MARIA DI MURO

BIAGIO MARIA DI MURO

BIAGIO DI MURO

TI RIMETTO LA FOTO DI BIAGIO DI MURO E UNA PARTE DEL SUO CURRICULUM VITAE

BIAGIO DI MURO SI E’ LAUREATO, IL 30/10/1995, CON 110 E LODE IN ARCHITETTURA PRESSO L’UNIVERSITA’ DI NAPOLI, CON UNA TESI SPERIMENTALE IN SCIENZE DELLE COSTRUZIONI ED E’ ISCRITTO ALL’ORDINE DEGLI ARCHITETTI DELLA PROVINCIA DI CASERTA AL N. 872.

SVOLGE UNICAMENTE LA LIBERA PROFESSIONE ED HA LO STUDIO IN S.MARIA C.V., AL CORSO ALDO MORO N.73

E’ABILITATO AL COORDINAMENTO DI SICUREZZA – D.LGS.494/96 – CON ATTESTATO DI CORSO RILASCIATO DALL’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II, A CURA DEL CENTRO INTERDIPARTIMENTALE DI RICERCHE L.U.P.T. DAL 24 NOVEMBRE 1997.

HA PARTECIPATO AL GRUPPO DI RICERCHE SUL TEMA “STABILITA’ DELLE TORRI IN MURATURA” ORGANIZZATO DALL’ISTITUTO DI “COSTRUZIONE DELLA FACOLTA’ DI ARCHITETTURA” – UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI, FEDERICO II.

E’ COLLABORATORE DELLA III AREA DI RICERCA “PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E SISTEMI INFORMATIVI TERRITORIALI” L.U.P.T. – LABORATORIO DI URBANISTICA E PIANIFICAZIONE TERRITORIALE DELL’UNIVERSITA’ FEDERICO II DI NAPOLI, FACOLTA’ DI ARCHITETTURA.

E’ MEMBRO DELL’AREA DI RICERCA “PROGETTAZIONE URBANA, AMBIENTALE E DEL RECUPERO E VALORIZZAZIONE DEI BENI STORICI, ARCHITETTONICI, ARCHEOLOGICI E PAESAGGISTICI” DEL CENTRO DI RICERCA L.U.P.T. DELL’UNIVERSITA’ FEDERICO II DI NAPOLI FACOLTA’ DI ARCHITETTURA – DIRETTORE PROF. FRANCO MARINIELLO.

HA SEMPRE AVUTO UN FORTE LEGAME CON LA POLITICA ATTIVA, ESSENDO FIGLIO DI NICOLA DI MURO, IL QUALE FIN DAL 1956 E’ ESPRESSIONE DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA, PRIMA A LIVELLO COMUNALE I POI OLTRE AI CONFINI CITTADINI, FINO A DIVENTARE UOMO DI RIFERIMENTO DEL PARTITO AI PIU’ ALTI LIVELLI.

BIAGIO MARIA DI MURO FIN DALL’ADOLESCENZA HA POTUTO ASSORBIRE TUTTA L’ESPERIENZA POLITICA ED AMMINISTRATIVA, AVENDO AVUTO MODO DI FREQUENTARE ASSIDUAMENTE IL PARTITO.

PARTECIPA ALLA CONSULTAZIONE ELETTORALE AMMINISTRATIVA DEL 2002, CANDIDATO CON FORZA ITALIA, RIPORTANDO CIRCA 1000 VOTI DI PREFERENZE CONTRIBUENDO IN MODO DETERMINANTE DA FAR DIVENTARE FORZA ITALIA IL PRIMO PARTITO IN CITTA’.

DOPO NEL 2007 ASSUME LA CARICA DI VICE SINDACO, MA DOPO QUALCHE MESE NON ESITA A LASCIARE IL PRESTIGIOSO INCARICO QUANDO SI ACCORGE CHE CON LA DEFENESTRAZIONE DELL’ASSESSORE MARCIANO SCHETTINO VENIVANO TRADITI GLI IMPEGNI E LE PROMESSE SOTTOSCRITTE NEL PROGRAMMA ELETTORALE PRESENTATO AGLI ELETTORI.

DAL 2011 AL 2015 E’ STATO SINDACO DELLA CITTA’ DI S.MARIA CAPUA VETERE.

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SERVIZIO CAF PRESSO LA NOSTRA SEDE IN C.SO ALDO MORO N.73 AVETE A DISPOSIZIONE UNA SERIE DI SERVIZI UTILI:

1. MODELLO ISEE

2. MODELLO ISEEU

3. BONUS E RIDUZIONE CANONE

4. TELECOM, GAS, ENERGIA, ACQUA

5. MODELLO RED

6. MODELLO 730

7. MODELLO 740

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9. ASSEGNI PER NUCLEO FAMILIARE

10. ASSEGNI DI MATERNITA’

11. MODELLO UNICO

12. ICRIC, ICLAV, ACCAS/PS

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16. CONTRATTI DI AFFITTO

17. MODELLO EAS



SERVIZI PROFESSIONALI:

1) CONSULENZA E ASSISTENZA LEGALE

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6) ESECUZIONI E LAVORI CHIAVI IN MANO



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1. INVALIDITA’ CIVILE

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7. MEDICINA LEGALE

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PUBBLICHIAMO LE FOTO DELLE OPERE PUBBLICHE PER LE QUALI INIZIERANNO PRESTO I LAVORI .SALVO RITARDI DOVUTI ALLA SCELLERATA AZIONE DI SFIDUCIA CHE COMPORTERA' AUMENTO DI COSTI E PERDITE DI FINANZIAMENTI

RECUPERO STRUTTURALE E FUNZIONALE DELL' EDIFICIO DELLE SCUOLE ELEMENTARI "PRINCIPE DI PIEMONTE"

IMPORTO FINANZIAMENTO

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SCUOLA PRINCIPE DI PIEMONTE

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RISTRUTTURAZIONE E AMMODERNAMENTO DEL PLESSO SCOLASTICO RIONE IACP

IMPORTO FINANZIAMENTO

EURO 700.000,00

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RIFACIMENTO PIAZZA SAN PIETRO

IMPORTO FINANZIATO:

euro 150.000,00

piazza San Pietro

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PROGRAMMA DI RECUPERO URBANO COMPARTO C1 NORD OVEST – RIONE IACP

IMPORTO INTERVENTO:

euro 1.502.373,12

IACP

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REALIZZAZIONE DI UN CAMPO SPORTIVO POLIVALENTE COPERTO IN VIA GIOTTO – RIONE IACP

IMPORTO DEL FINANZIAMENTO :

euro 512.000

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RESTAURO CONSERVATIVO DELL’ARCO ADRIANO. SISTEMAZIONE DEL TRATTO DI VIA APPIA TRA ANFITEATRO ED ARCO ADRIANO

RICHIESTA FINANZIAMENTO

Euro 2.470.698,58

arco adriano

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PROGETTO PER LA VILLETTA TEMPO LIBERO ALLA VIA L. STURZO

RICHIESTA DI FINANZIAMENTO:

euro 127.000,00

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PROGETTO DI ASILI NIDO PER BAMBINI DA 0 A 36 MESI IN VIA ALBANA 107

TOTALE DEL FINANZIAMENTO:

euro 699.438,18

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PERDONA LORO......

Padre perdona loro! Perché li hai accecati? Perché hai tolto loro la memoria? Forse perché non credono più in Te? Padre perdonali! Tu sei un Dio buono: essi non sanno quello che fanno.... Non ricordano quando Tu mandasti loro la manna dal cielo e tutti sopravvissero e trovarono la terra promessa. Oggi li vuoi punire perché hanno troppo peccato? È per questo che la nuova manna tarda ad arrivare? Se sono ancora scettici e sono ancora cristiani se lo facessero spiegare dal loro parroco. Se poi sono degli assatanati, arrabbiati, solo perché credono di essere degli unti dal Signore, e solo perché sono stati abituati a credere di essere dei privilegiati, dimenticando i comandamenti che Dio diede a Mosè, allora fanno bene a pregare il vitello d'oro. E fanno bene a servire il vitello casalese sempre presente e che è stato causa del saccheggio sammaritamo e della chiusura delle industrie e la conseguente fine del lavoro, del commercio e delle possibilità di dare da bere agli assetati. Ma Tu Signore, nella Tua Infinita Bontà, Perdonali.....

NON CI SIAMO LIBERATI DI TUTTI MA RESTERANNO ALL'OPPOSIZIONE

NON CI SIAMO LIBERATI DI TUTTI MA RESTERANNO ALL'OPPOSIZIONE