prova


Non lasciare mai, che il successo ti nasconda la sua vacuità, un' impresa la sua vanità, la fatica la sua desolazione. Mantieni vivo dentro di te l' incentivo ad andare ancora più avanti, quell' inquietudine dell' anima che ci spinge al di là di noi stessi. Non guardare indietro, e non accarezzare sogni per il futuro. Ciò non verrebbe nè a restituirti il passato nè a soddisfare gli altri tuoi sogni ad occhi aperti. Il tuo dovere, la tua ricompensa, il tuo destino sono qui ora.
(Dag Hammaarskjold, Markings)
Dobbiamo accettare le delusioni che sono limitate, ma non dobbiamo mai perdere l'infinita speranza.
(Martin Luther King)
Noi non dimentichiamo e non demordiamo.
Quanno 'a furmicola vò murì, mètte è scèlle. Si dice di chi, raggiunta la ricchezza, perde ogni senso della misura e finisce per far cose illogiche e per danneggiare se stesso.
Quanno ò perucchio saglie in gloria perde à scienza e à memoria. Il villano che sale nella scala sociale dimentica subito la sua origine e coloro che lo hanno agevolato nella ascesa.

domenica 1 novembre 2015

Canzone del giorno: Elton John - Your song


Almanacco di oggi 1 Novembre 2015


Tutti i SANTI
S. Gallo II vesc.
B. Raniero

"Novembre imbacuccato, raccolto e seminato"
Raniero
Etimologia: Di origine germanica, risale a "Raganhar" e significa "esercito consigliato dagli dei" ("ragin" = consiglio, ispirazione divina; "hari" = esercito). Comparve in Italia alla fine del X secolo. Oggi è moderatamente diffuso nel Centro-Nord.
Carattere: Apparentemente sicuro di sé anche quando ha dubbi e paure, è una persona molto concreta. Investe molte energie nel lavoro e difficilmente è spontaneo con gli altri, essendosi rivestito di una corazza di cui fa fatica a separarsi. La stessa cautela si manifesta anche in amore: preferisce infatti farsi conoscere un po' alla volta, senza sbilanciarsi. Sa però essere sentimentale e premuroso quando incontra la compagna giusta, una donna semplice ed entusiasta della vita.
Numero fortunato: 8
Sei affascinato da tutto ciò che è misterioso e qualche volta la tua curiosità ti crea dei problemi che però, grazie anche ad un pizzico di fortuna, riesci sempre a superare brillantemente. Nel lavoro dai il meglio di te nelle situazioni più difficili, e sei apprezzato per questo. In amore impara a dare di più e frena la gelosia.
"Il 2 novembre 1905 Giovanni Pascoli viene nominato professore di letteratura italiana, all'Università di Bologna, una cattedra prestigiosa, fino all'ora tenuta da Giosuè Carducci."
Antonio Canova - 1757
Lello Arena - 1953
Antonella Elia - 1963
Irene Fargo - 1963
Lavoro
Volete sapere come è nato uno speciale "antifurto" e al tempo stesso un modo sicuro e veloce per contare le banconote, caro ancora oggi ai commercianti? Semplice a dirsi, ma probabilmente non a farsi. Stanco di subire continuamente furti dal cassetto dove teneva il denaro riscosso dai clienti, l'americano James J. Ritty proprietario di un saloon a Dayton nello Stato dell'Ohio, pensa e ripensa si fece venire un'idea brillante. Ispirandosi ad uno strumento che serve a contare i giri dell'elica di una nave, inventò un registratore di cassa automatico, che si rivelò prezioso per tenere al sicuro i soldi incassati ed al tempo stesso anche per fare i conti. Era il 4 novembre 1879.

Gli impianti di riscaldamento, manutenzione prima dell'inverno


Al riparo dai primi freddi la prima esigenza è quella di riscaldare l'ambiente in cui viviamo. Avere dei buoni impianti di riscaldamento prevede una cura delicata di essi e che rispondano all'adeguata manutenzione previa la loro accensione invernale.

La sicurezza in casa è fondamentale per la nostra serenità e per le persone talvolta indifese che convivono con noi. Le cronache tralasciano spesso innumerevoli infortuni in ambito domestico evidenziando invece le spese sostenute dalle famiglie. Importante affidarsi a esperti nel settore: le figure dei manutentori tecnici. 

La normativa in vigore che regola la manutenzione e il controllo degli impianti tecnici è il DPR 74/2013.
Per prima cosa c'è da dire che le responsabilità circa l'esercizio, la conduzione, il controllo e quindi la manutenzione degli impianti gravano sul proprietario, ovvero chi occupa la residenza dove l'impianto si trova.
Nel caso di impianti condominiali sarà l'amministratore a risponderne.

L'ispezione svolte da province e comuni sugli impianti prevede che questi superino la soglia dei 100kW. Altrimenti per quelli compresi tra 12kW e 100kW varrà il rapporto di controllo tecnico.
Ogni cittadino che dispone di tali impianti in casa deterrà un libretto in cui verranno annotate di volta in volta i controlli di manutenzione.

Per impianti inferiori ai 35kW c'è l'obbligo per il manutentore di compilare il libretto di impianto. Mentre per quelli superiori ai 35kW si fa riferimento al libretto di centrale.
Su questi documenti saranno annotati il responsabile dell'impianto (ovvero il proprietario dell'edificio o l'amministratore nel caso di un impianto centralizzato all'interno di un condominio), i vari dati tecnici, i rapporti di controllo e manutenzione e le tutte le ispezioni effettuate dall'ente locale. I libretti sono da considerarsi obbligatori e da conservare all'interno dell'edificio dove è collocato l'impianto.

Ai sensi degli articoli della precedente legge 46/90 vengono svolti i controlli di manutenzione a cura di tecnici manutentori di caldaie abili e qualificati. Lo scopo è quello di appurare la condizione degli impianti e quindi verificare se necessitano di operazioni di riparazione.

Ogni manutentore disporrà di un numero di bollini rilasciati dalla provincia, fondamentali al fine di constatare l'avvenuta manutenzione. Sono disponibili di quattro tipi di diverso importo e colore a seconda della potenza dell'impianto. Uno di essi verrà posto sulla copia del rapporto di controllo tecnico che rimane all'utente, un altro al manutentore e un altro ancora sulla copia da trasmettere alla provincia. Da ricordare che il bollino è esente dall'iva come regolato dall'articolo 4 della legge 633/1972.

Le operazioni di controllo e di manutenzione dell'impianto tecnico devono essere eseguite rigorosamente da ditte abilitate ai sensi del decreto ministeriale 22 del 2008 n.37. I tempi con quale vanno effettuati periodicamente tali visite sono contenuti nelle istruzioni tecniche per l'uso e manutenzione fornite dall'impresa che ha installato l'impianto stesso. Nel caso in cui non siano presenti tali informazioni occorre fare riferimento alle normative UNI e CEI.

Tali controlli variano da regione in regione, a intervalli di tempo di 2 o 4 anni ad esclusione degli impianti con generatori a fiamma ad alimentazione solida o liquida con potenza superiore a 100kW.
I controlli vanno effettuati innanzitutto nella prima accensione dell'impianto da parte dell'installatore, in caso vengano sostituite alcune parti del meccanismo di generazione, come ad esempio il generatore di calore, in caso di interventi di modificazione dell'efficienza energetica che non rientrano nelle manutenzioni periodiche.

Nello specifico gli interventi effettuati riguardano: verifica tenuta degli impianti a gas secondo la norma UNI 1137/1/2204, controllo delle caratteristiche di ventilazione del locale, verifica dei dispositivi di sicurezza, controllo delle funzionalità dell'apparecchio con dovute segnalazioni di difformità e elementi non funzionanti, pulizia del bruciatore, pulizia dello scambiatore, regolazione portata termica ove necessita, controllo evacuazione fumi, verifica dei dispositivi di sicurezza relativi all'acqua, controllo di perdite di fumo con verifica del tiraggio, controllo dello scambiatore dell'acqua, taratura del bruciatore, per caldaie di tipo B smontaggio del canale da fumo e verifiche circa la correttezza dell'innesto del canale stesso all'nterno della canna fumaria o del camino, verifica valore del CO2 in caso di tiraggio a esito incerto, controllo dei raccordi flessibili di collegamento degli apparecchi a gas all'impianto interno, verifica della tenuta della linea di gas in conformità ad UNI 111370-1/2004 con manometro, segnalazioni di verifiche svolte sul libretto d'impianto con trascrizione delle possibili anomalie riscontrate sull'allegato G.

Una lunga parentesi ci sarebbe da aprire sulle sanzioni. Ovvero le penali da pagare nel caso in cui le ispezioni attestino la mancanza di tali manutenzioni e quindi impianti che non rispondono alle normative vigenti.
Le ispezioni vengono effettuate ogni anno e le sanzioni sono molto onerose, vanno da cinquecento euro fino ad arrivare ai tremila euro di multa a carico del proprietario. Anche per l'istallatore che comunica in modo errato o incompleto il controllo rischia una multa che parte dai seimila euro.
Dal 15 ottobre 2014 è entrato in vigore un nuovo libretto che affiancherà quello già presente nelle case, il quale va assolutamente conservato.

Riassumendo gli obblighi del cittadino sono quindi, come responsabile dell'impianto termico, di provvedere entro le scadenze prestabilite a far effettuare controlli periodici di manutenzioni, di conservare tutte le documentazioni e inoltre si chiede di rispettare i tempi e le modalità di accensione dei vari impianti. In caso di non osservanza di queste regole il proprietario rischia sanzioni elevate previste dalle leggi vigenti.

Alla base della convivenza civile esistono diverse norme. Queste citate fra l'altro mirano a migliorare la vita dei singoli cittadini, sottoponendoli a servizi che si prendono cura della loro sicurezza. 
Fare una manutenzione non è solo un dovere ma constatare di volta in volta che viviamo in un ambiente sicuro in piena armonia con i servizi e le comodità di cui disponiamo. Senza contare che seguire le norme evita che sanzioni ben più gravose possano incorrere per nostre dimenticanze o perché non si è disposti a pagare.

METEO


Santa Maria Capua Vetere CE
domenica 1 Novembre 2015
Parzialmente nuvoloso
19°C
Precipitazioni: 10%
Umidità: 56%
Vento: 31 km/h

Poesia Napoletana: “Lenzole janche”

Lenzole janche
Tu si a festa ‘into ‘o paese ‘e quando ero criaturo,
‘e lenzole janche spase ‘o sole,
‘a paura ca me metto dint ‘o scuro
Tu si l’allucca de’ guagliune abbasc‘o vico,
chella stradulella stretta,
‘o riturnello ‘e chillu mutivo antico
Tu si o scuorno ca me mette mmiezzo all’ate,
l’addore d”o pane cavuro,
‘o chiant ‘e ‘na criatura appena nata
Tu si a frenesia ca m’afferra,
‘a cuperta ‘e lana,
si ‘o paraviso sciso n’terra
(di Mimmo Guarino)

Giulia Salzano

Giulia Salzano nacque a Santa Maria Capua Vetere (CE), il 13 ottobre 1846, da Diego, capitano dei Lancieri di Ferdinando II e da Adelaide Valentino. Rimasta orfana di padre a quattro anni, fu affidata alle Suore della Carità delRegio Orfanotrofio di San Nicola la Strada, dove stette fino all’età di 15 anni. Conseguito il diploma magistrale, insegnò nella scuola comunale di Casoria(NA), dove si era trasferita con la famiglia, dall’ottobre 1865. Da giovane avvertì fortemente una “chiamata” alla santificazione personale, diventando esigente nel cammino spirituale e lasciandosi aiutare da anime consacrate dell’epoca. Molti di questi apostoli e predicatori di santità, diffondevano la pratica della confessione e della comunione frequente, anche in riparazione dei peccati, attraverso la devozione al Sacro Cuore. Era il periodo in cui la pratica dei primi “venerdì del mese” e dell'adorazione riparatrice divenne una via di grazia santificatrice. Affascinata dal senso e dalla profondità della devozione al Cuore di Gesù, maturò la sua totale consacrazione al Signore, manifestando una forte passione per l’annuncio evangelico, rivolto particolarmente ai più piccoli e ai giovani. A costoro soleva dire: «Nelle difficoltà della vita… confidiamo nel Divin Cuore di Gesù. Egli ci solleva e ci conforta». A tale scopo, nel1905, fondò la Congregazione delle Suore Catechiste del Sacro Cuore, così da incrementare e rafforzare l’impegno della catechesi che avrebbe svolto “finché avesse avuto un fil di vita”.

Parola del giorno: 1 Novembre 2015

Apocalisse 7,2-4.9-14. 
Io, Giovanni, vidi un angelo che saliva dall'oriente e aveva il sigillo del Dio vivente. E gridò a gran voce ai quattro angeli ai quali era stato concesso il potere di devastare la terra e il mare: 
"Non devastate né la terra, né il mare, né le piante, finché non abbiamo impresso il sigillo del nostro Dio sulla fronte dei suoi servi". 
Poi udii il numero di coloro che furon segnati con il sigillo: centoquarantaquattromila, segnati da ogni tribù dei figli d'Israele: 
Dopo ciò, apparve una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, razza, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all'Agnello, avvolti in vesti candide, e portavano palme nelle mani. 
E gridavano a gran voce: "La salvezza appartiene al nostro Dio seduto sul trono e all'Agnello". 
Allora tutti gli angeli che stavano intorno al trono e i vegliardi e i quattro esseri viventi, si inchinarono profondamente con la faccia davanti al trono e adorarono Dio dicendo: 
"Amen! Lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore, potenza e forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen". 
Uno dei vegliardi allora si rivolse a me e disse: "Quelli che sono vestiti di bianco, chi sono e donde vengono?". 
Gli risposi: "Signore mio, tu lo sai". E lui: "Essi sono coloro che sono passati attraverso la grande tribolazione e hanno lavato le loro vesti rendendole candide col sangue dell'Agnello". 



Salmi 24(23),1-2.3-4ab.5-6. 
Del Signore è la terra e quanto contiene, 
l'universo e i suoi abitanti. 
È lui che l'ha fondata sui mari, 
e sui fiumi l'ha stabilita. 

Chi salirà il monte del Signore, 
chi starà nel suo luogo santo? 
Chi ha mani innocenti e cuore puro, 
chi non pronunzia menzogna. 

Otterrà benedizione dal Signore, 
giustizia da Dio sua salvezza. 
Ecco la generazione che lo cerca, 
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe. 





Prima lettera di san Giovanni apostolo 3,1-3. 
Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! La ragione per cui il mondo non ci conosce è perché non ha conosciuto lui. 
Carissimi, noi fin d'ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è. 
Chiunque ha questa speranza in lui, purifica se stesso, come egli è puro. 



Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 5,1-12a. 
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. 
Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo: 
«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. 
Beati gli afflitti, perché saranno consolati. 
Beati i miti, perché erediteranno la terra. 
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. 
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. 
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. 
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. 
Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. 
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. 
Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli». 

Tutti i Santi

La festa di Tutti i Santi (in latino:Festum Omnium Sanctorum), conosciuta anche come Ognissanti,si diffuse nell'Europa latina nei secoli VIII-IX. Un'unica festa per tutti i Santi, ossia per la Chiesa gloriosa, intimamente unita alla Chiesa ancora pellegrinante e sofferente.

Oggi è una festa di speranza:“l'assemblea festosa dei nostri fratelli” (canonizzati e non) rappresenta la parte eletta e sicuramente riuscita del popolo di Dio; ci richiama al nostro fine e alla nostra vocazione vera: la santità, cui tutti siamo chiamati non attraverso opere straordinarie, ma con il compimento fedele della grazia del battesimo.

La prima lettura della Messa di oggi, è tratta dall'Apocalisse di S. Giovanni, con la visione di tutti i “servi di Dio”: « Dopo ciò, apparve una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, razza, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all'Agnello, avvolti in vesti candide, e portavano palme nelle mani. »(Ap 7,9)
La santità non è dunque rara, se di Santi è gremito il cielo. I Santi non sono soltanto quelli venerati nel Calendario, che pure sono già molti anche se rappresentano una piccolissima quota dei Santi che, come dice S. Giovanni, 
« nessuno poteva contare » tranne Dio.
Del resto nel Vangelo di oggi  (Mt 5,1-12) Gesù per ben nove volte dichiara « beati i poveri di spirito »« quelli che piangono, i miti, quelli che hanno fame e sete della giustizia, i misericordiosi, i puri di cuore, gli operatori di pace, i perseguitati...»concludendo« poiché di essi è il regno dei cieli ».

I Santi sono coloro che si sono meritati la ricompensa del cielo: poveri in spirito, mansueti, tribolati, giusti, misericordiosi, puri, pacifici e perseguitati a causa di Gesù. Tutti Santi. Innumerevoli Santi, come dice chiaramente l'Apocalisse.

Nel Calendario, la Chiesa ha segnato soltanto i nomi di coloro la cui vita è stata riconosciuta esemplare. Ma sono santi tutti coloro che si salvano, e sperano di salvarsi per i meriti di Gesù.
Il 1° novembre venne decretato una festività di precetto da parte del re franco Luigi il Pio nell'835. Il decreto fu emesso “su richiesta di Papa Gregorio IV (827-844) e con il consenso di tutti i vescovi”.

La festa di Ognissanti celebrata dalla Chiesa Ortodossa d'Oriente cade invece la prima domenica dopo la Pentecoste e, in quanto tale, segna la chiusura del ciclo pasquale.

sabato 31 ottobre 2015

Notizia del giorno: ROMA, TRONCA COMMISSARIO. MARINO: "ACCOLTELLATO DA UN MANDANTE"


Ignazio Marino non è più sindaco di Roma. Ha perso la sua battaglia contro il Pd in uno scontro sanguinoso e drammatico. «Accoltellato da 26 nomi e cognomi, ma con un solo mandante» dice ormai da ex dopo avere appreso che i 19 consiglieri del Pd assieme ad altri 7 si erano dimessi decretando la sua fine. Finisce così l'agonia del governo Marino. E il Campidoglio si prepara ad accogliere il commissario Francesco Paolo Tronca, attualmente prefetto di Milano. Matteo Renzi intanto pensa già a girare pagina e assicura: «Marino non è vittima di una congiura di palazzo, ma un sindaco che ha perso il contatto con la sua città e la sua gente». Soprattutto ora per Renzi Marino è «una pagina chiusa». È finita così l'era dell'«irregolare» chirurgo alla guida della Città Eterna. Sfiduciato da parte della sua maggioranza aiutata da chi fino ad ieri è stato avversario tra gli scranni dell'Aula Giulio Cesare. Con i 19 del Pd si sono dimessi altri 7 consiglieri, di cui due della maggioranza (Centro democratico e Lista Civica Marino) e 5 dell'opposizione. Tra questi ultimi anche due della Lista Marchini, Alfio Marchini compreso, due della lista di Fitto Conservatori riformisti, uno del Pdl. M5S e Sel non hanno firmato le dimissioni. Ma il sindaco chirurgo non ci sta. Convoca nel tardo pomeriggio una conferenza a Palazzo Senatorio. Rivendica quanto fatto nel suo mandato. «Roma è tornata ad essere virtuosa. Abbiamo sbarrato le porte al malaffare, chiuso con Parentopoli» dice Marino che in questi mesi si è voluto cucire addosso il ruolo del sindaco della legalità, dell'anti-Mafia Capitale e che oggi però si scopre essere indagato nell'inchiesta sulle spese di rappresentanza - «È un atto dovuto per svolgere le indagini» taglia corto. Mandante. «Prendo atto che i consiglieri si sono sottomessi e dimessi per evitare un confronto pubblico». «Sono stato accoltellato da 26 nomi e cognomi ma da un unico mandante» il dardo avvelenato che scaglia verso il Nazareno. Il bersaglio il segretario Matteo Renzi con il quale, sottolinea l'ex primo cittadino, «nell'ultimo anno non ha avuto nessun rapporto». «Marino non è vittima di una congiura. Al Pd interessa Roma, non le ambizioni di un singolo, anche se sindaco» la replica di Renzi che invita a chiudere tutte le polemiche e a mettersi al lavoro. Inizia l'era Tronca. È Francesco Paolo Tronca, attuale prefetto di Milano, il commissario straordinario che guiderà la Capitale dopo la fine dell'amministrazione Marino. È lui l'uomo individuato per traghettare la Capitale nell'anno del Giubileo, dopo aver guidato la prefettura di Milano nel periodo dell'Expo. Un modello vincente che il governo a più riprese ha annunciato di voler esportare anche per l'organizzazione dell'Anno Santo. E la scelta di Tronca, secondo quanto di apprende da fonti del Viminale, va letta come un riconoscimento per il lavoro per Expo ed un auspicio affinchè quella esperienza positiva venga replicata in occasione del Giubileo. Non solo. Dopo le parole del presidente dell'Autorità Nazionale anti corruzione, Raffaele Cantone, che nei giorni scorsi aveva segnalato come, a differenza di Roma, Milano avesse gli anticorpi necessari, il profilo del nuovo commissario appare in linea con la volontà di potenziare le difese della Capitale contro il malaffare. Palermitano di nascita, 64 anni, il commissario che si insedierà in Campidoglio dovrà far fronte a una Roma ancora colpita da Mafia Capitale. E dovrà far si che «il Giubileo funzioni come Expo», ha detto il ministro dell'Interno Angelino Alfano. Tronca sarà affiancato anche dal 'dream team' per il Giubileo coordinato dal prefetto di Roma Franco Gabrielli. Con la caduta di Ignazio Marino si aprirà ora, da qui a primavera quando i romani torneranno alle urne, la fase commissariale, quella che sarà chiamata alla sfida più difficile: far funzionare la città nei giorni più convulsi dell'Anno Santo, che aprirà il prossimo 8 dicembre e per il quale sono attese milioni di persone. Una fiumana che per dodici lunghi mesi si dovrà spostare agevolmente da una parte all'altra della Capitale, e che si andrà ad aggiungere ai romani nel premere su una rete già in sofferenza. Per questo nella mente del governo ci sarebbe l'idea di mettere in campo come superdelegato ai Trasporti Marco Rettighieri, direttore di Expo 2015 e già manager delle ferrovie. L'atto di dimissioni dei 26 consiglieri è stato inviato in serata alla Prefettura dal segretario generale del Campidoglio. Così è partito l'iter per la nomina del commissario. Gabrielli, poi, sarà il vero protagonista della gestione cittadina per il Giubileo, sebbene davanti alla parola 'superpoterì si schermisca: «Mi limito - ha detto solo qualche giorno fa - a coordinare i vari soggetti istituzionali per presentarci all'8 dicembre al meglio». Con lui, però, nel 'dream team' sognato da Matteo Renzi, dovrebbero collaborare tecnici di esperienza, e sono circolati i nomi dell'ormai ex assessore Alfonso Sabella (che però ha di recente affermato che da lunedì «tornerà a fare il magistrato»), del sovrintendente dell'Opera di Roma Carlo Fuortes e soprattutto del presidente del Coni Giovanni Malagò. Da parte sua non manca di lasciare trapelare la sua soddisfazione lo stesso Tronca che si dice «orgoglioso della fiducia accordata». «Affronterò - ha detto all'ANSA - l'incarico con il medesimo impegno e lo spirito di servizio con cui ho affrontato in questi due anni gli eventi del Semestre europeo, l'Asem e la preparazione e gestione dell'Esposizione universale»

Canzone del giorno: Laura Pausini - Ascolta Il Tuo Cuore


Almanacco di oggi 31 Ottobre 2015


S. ANTONINO di Milano
S. Quintino mart.
S. Alfonso
S. Gerardo vesc. di Potenza

"A fine di ogni mese valuta introiti e spese"
Gerardo
Etimologia: Dal germanico "Gairard" composto da "gazas", "lancia, giavellotto", e dall'aggettivo "hart", "forte", nel significato di "forte nel maneggiare la lancia", deriva questo personale, attestato in Germania a partire dal VII secolo, giunto poi in Italia nella forma latinizzata "Gherardus".
Carattere: Disimpegnato, gaudente e generoso cerca di migliorare la sua vita circondandosi di persone disposte ad osannarlo e portarlo in trionfo. Da giovane non dà importanza all'amore poi, con gli anni, recupera in fretta il tempo perso. E' pratico e attivo. Con gli altri, sa essere il mattacchione della serata, l'amico affettuoso che racconta storie interminabili.
Numero fortunato: 5
Sei gentile ed affabile con tutti ma, nello stesso tempo, sei molto attento a non rivelare mai del tutto i tuoi progetti. Hai una vita interessante, caratterizzata da molti viaggi e diversi rapporti affettivi. Nel lavoro riveli grande creatività ed originalità. In amore troverai chi è in grado di conquistarti per sempre, proprio quando meno te lo aspetti.
"Nel 1894, sale sul trono di Russia Nicola II, Zar di linea reazionaria. Durante la rivoluzione del 1917 sarà costretto ad abdicare. Arrestato in marzo, sarebbe stato poi giustiziato con tutta la famiglia."
John Keats - 1795
Bud Spencer - 1929
Amanda Sandrelli - 1964
Kim Rossi Stuart - 1969
Alimentazione
Fin dall'antichità si era sempre bevuto alla fonte come ancora oggi si usa fare nei Centri Termali. Solo in tempi moderni alcuni stabilimenti hanno iniziato ad imbottigliare le acque minerali adatte a curare certe affezioni, affinché i clienti, una volta tornati a casa, potessero continuare a servirsene. Negli anni Ottanta mettere a tavola la minerale era un lusso di poche famiglie: da prodotto curativo si era trasformata in un vero e proprio "status symbol". Ma i generalizzati fenomeni d'inquinamento delle acque dei pozzi e dei fiumi hanno costretto gli italiani, e non solo loro, a ricorrere all'acqua minerale per evitare possibili intossicazioni.

Giornata Mondiale dell'Alimentazione, OGM: azzerata la ricerca europea. In 10 anni da 127 a 8 progetti in campo sulle biotecnologie


Sono solo 8 i progetti di ricerca sulle biotecnologie in pieno campo proposti dai paesi dell’Unione Europea nel 2015, erano oltre 127 nel 2006 e circa il doppio a fine secolo scorso. Questo il dato allarmante sulla ricerca biotech in Europa che lancia ilPRRI, Public Research and Regulation Initiative, il coordinamento mondiale degli scienziati del settore pubblico che operano nella ricerca biotecnologica sulle piante, in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione.

Tra il 2001 e il 2015 sono stati 19 i paesi UE che hanno presentato complessivamente 856 progetti di sperimentazione in campo. In testa la Spagna, il paese che detiene la maggioranza delle superfici coltivate a OGM nell’Unione Europea, con il 47% dei progetti. Seguono Francia, Germania, Svezia e Romania, mentre l’Italia da più di 10 anni non consente sperimentazioni in campo ma importa 4 milioni di tonellate di soia GM. A soffrirne sono i ricercatori del settore pubblico.

“Il crollo nel numero di sperimentazioni è frutto dell’opposizione di molti paesi UE alla coltivazione a cui si somma spesso una interpretazione arbitraria di una normativa già di per sé estremamente restrittiva” - ha dichiarato il Dott. Piero Morandini, ricercatore presso il Dipartimento di Bioscienze dell’Università di Milano e membro del PRRI. 

“La campagna di delegittimazione che da anni colpisce l’opinione pubblica europea con informazioni distorte, prosegue Morandini, ha dato i suoi effetti: la ricerca sulle biotecnologie vegetali è azzerata e il settore pubblico occupa un ruolo marginale. Accogliamo con grande piacere l’appello di Paolo De Castro per un dibattito scientifico di altissimo livello”. 

“L’incapacità di sfruttare tutte le tecnologie disponibili per sviluppare nuove varietà vegetali ci causa la perdita di numerosi benefici, ci espone a maggiori danni ambientali e scoraggia la ricerca pubblica, proprio quella che più potrebbe contribuire a risolvere i problemi specifici dei vari paesi. Come ricercatori chiediamo che la gente giudichi solo dopo aver raccolto informazioni da sorgenti competenti” ha aggiunto Morandini. 

“Le organizzazioni agricole e i ricercatori del settore pubblico che partecipano al Farmer-Scientist Network chiedono di cambiare questa situazione di disinformazione. Una loro rappresentanza in visita oggi a Expo ha affisso all’albero del cibo nel padiglione di Slow Food messaggi a favore della ricerca scientifica sugli OGM. Un modo per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sull’azzeramento della ricerca biotech in agricoltura in Europa” ha concluso Morandini.



METEO


Santa Maria Capua Vetere CE
sabato 31 Ottobre 2015
Parzialmente nuvoloso
19°C 
Precipitazioni: 10%
Umidità: 67%
Vento: 26 km/h

DIFFERENT GARB UOMO


Divina Commedia: canto XV

Canto XV, ove tratta di quello medesimo girone e di quello medesimo cerchio; e qui sono puniti coloro che fanno forza ne la deitade, spregiando natura e sua bontade, sì come sono li soddomiti.


Ora cen porta l’un de’ duri margini;
e ’l fummo del ruscel di sopra aduggia,
sì che dal foco salva l’acqua e li argini. 3

Quali Fiamminghi tra Guizzante e Bruggia,
temendo ’l fiotto che ’nver’ lor s’avventa,
fanno lo schermo perché ’l mar si fuggia; 6

e quali Padoan lungo la Brenta,
per difender lor ville e lor castelli,
anzi che Carentana il caldo senta: 9

a tale imagine eran fatti quelli,
tutto che né sì alti né sì grossi,
qual che si fosse, lo maestro félli. 12

Già eravam da la selva rimossi
tanto, ch’i’ non avrei visto dov’era,
perch’io in dietro rivolto mi fossi, 15

quando incontrammo d’anime una schiera
che venian lungo l’argine, e ciascuna
ci riguardava come suol da sera 18

guardare uno altro sotto nuova luna;
e sì ver’ noi aguzzavan le ciglia
come ’l vecchio sartor fa ne la cruna. 21

Così adocchiato da cotal famiglia,
fui conosciuto da un, che mi prese
per lo lembo e gridò: "Qual maraviglia!". 24

E io, quando ’l suo braccio a me distese,
ficcaï li occhi per lo cotto aspetto,
sì che ’l viso abbrusciato non difese 27

la conoscenza süa al mio ’ntelletto;
e chinando la mano a la sua faccia,
rispuosi: "Siete voi qui, ser Brunetto?". 30

E quelli: "O figliuol mio, non ti dispiaccia
se Brunetto Latino un poco teco
ritorna ’n dietro e lascia andar la traccia". 33

I’ dissi lui: "Quanto posso, ven preco;
e se volete che con voi m’asseggia,
faròl, se piace a costui che vo seco". 36

"O figliuol", disse, "qual di questa greggia
s’arresta punto, giace poi cent’anni
sanz’arrostarsi quando ’l foco il feggia. 39

Però va oltre: i’ ti verrò a’ panni;
e poi rigiugnerò la mia masnada,
che va piangendo i suoi etterni danni". 42

Io non osava scender de la strada
per andar par di lui; ma ’l capo chino
tenea com’uom che reverente vada. 45

El cominciò: "Qual fortuna o destino
anzi l’ultimo dì qua giù ti mena?
e chi è questi che mostra ’l cammino?". 48

"Là sù di sopra, in la vita serena",
rispuos’io lui, "mi smarri’ in una valle,
avanti che l’età mia fosse piena. 51

Pur ier mattina le volsi le spalle:
questi m’apparve, tornand’ïo in quella,
e reducemi a ca per questo calle". 54

Ed elli a me: "Se tu segui tua stella,
non puoi fallire a glorïoso porto,
se ben m’accorsi ne la vita bella; 57

e s’io non fossi sì per tempo morto,
veggendo il cielo a te così benigno,
dato t’avrei a l’opera conforto. 60

Ma quello ingrato popolo maligno
che discese di Fiesole ab antico,
e tiene ancor del monte e del macigno, 63

ti si farà, per tuo ben far, nimico;
ed è ragion, ché tra li lazzi sorbi
si disconvien fruttare al dolce fico. 66

Vecchia fama nel mondo li chiama orbi;
gent’è avara, invidiosa e superba:
dai lor costumi fa che tu ti forbi. 69

La tua fortuna tanto onor ti serba,
che l’una parte e l’altra avranno fame
di te; ma lungi fia dal becco l’erba. 72

Faccian le bestie fiesolane strame
di lor medesme, e non tocchin la pianta,
s’alcuna surge ancora in lor letame, 75

in cui riviva la sementa santa
di que’ Roman che vi rimaser quando
fu fatto il nido di malizia tanta". 78

"Se fosse tutto pieno il mio dimando",
rispuos’io lui, "voi non sareste ancora
de l’umana natura posto in bando; 81

ché ’n la mente m’è fitta, e or m’accora,
la cara e buona imagine paterna
di voi quando nel mondo ad ora ad ora 84

m’insegnavate come l’uom s’etterna:
e quant’io l’abbia in grado, mentr’io vivo
convien che ne la mia lingua si scerna. 87

Ciò che narrate di mio corso scrivo,
e serbolo a chiosar con altro testo
a donna che saprà, s’a lei arrivo. 90

Tanto vogl’io che vi sia manifesto,
pur che mia coscïenza non mi garra,
ch’a la Fortuna, come vuol, son presto. 93

Non è nuova a li orecchi miei tal arra:
però giri Fortuna la sua rota
come le piace, e ’l villan la sua marra". 96

Lo mio maestro allora in su la gota
destra si volse in dietro e riguardommi;
poi disse: "Bene ascolta chi la nota". 99

Né per tanto di men parlando vommi
con ser Brunetto, e dimando chi sono
li suoi compagni più noti e più sommi. 102

Ed elli a me: "Saper d’alcuno è buono;
de li altri fia laudabile tacerci,
ché ’l tempo saria corto a tanto suono. 105

In somma sappi che tutti fur cherci
e litterati grandi e di gran fama,
d’un peccato medesmo al mondo lerci. 108

Priscian sen va con quella turba grama,
e Francesco d’Accorso anche; e vedervi,
s’avessi avuto di tal tigna brama, 111

colui potei che dal servo de’ servi
fu trasmutato d’Arno in Bacchiglione,
dove lasciò li mal protesi nervi. 114

Di più direi; ma ’l venire e ’l sermone
più lungo esser non può, però ch’i’ veggio
là surger nuovo fummo del sabbione. 117

Gente vien con la quale esser non deggio.
Sieti raccomandato il mio Tesoro,
nel qual io vivo ancora, e più non cheggio". 120

Poi si rivolse, e parve di coloro
che corrono a Verona il drappo verde
per la campagna; e parve di costoro 123

quelli che vince, non colui che perde.

San Wolfgang di Ratisbona Vescovo Patrono dei boscaioli


Volfango nasce a Pfulligen, in Svevia, intorno al 925. Figlio di una famiglia benestante ebbe un chierico come precettore dei primi anni; fu quindi allievo della famosa scuola dell'abbazia di Raichenau dove si distinse per talento e modestia sotto la guida di Stefano da Novara, illustre maestro dell'epoca.
Strinse, in questi anni, una duratura amicizia con Enrico, che successivamente divenne Vescovo di Treviri (Renania) e che fu decisivo nelle successive decisioni della sua vita. Durante gli studi, proseguiti poi a Würzburg, Volfango maturò una chiara vocazione monastica cui però non diede immediato seguito per le pressioni dell'amico Enrico che lo volle con sé a Treviri come decano del Capitolo.
Anche come insegnante Volfango si distinse, attirando molti  giovani chierici alle sue lezioni. Per tutta la durata del suo episcopato Enrico cercò di convincere Volfango ad assumere cariche pubbliche ed onorifiche ottenendo però sempre un rifiuto. Alla morte dell'amico Volfango si fece finalmente monaco scegliendo il monastero di Einsiedeln, noto per la rigidità con cui veniva applicata la regola benedettina; era il 964 e Volfango aveva circa quarant'anni.

Intorno al 970 il Vescovo Ulrico di Augusta lo ordinò sacerdote durante una visita al monastero. Dopo questo avvenimento, e a seguito di una visione, Volfango sentì un forte impulso a lasciare il convento e a dedicarsi all'evangelizzazione di quei grandi territori dell'Europa centrale che stavano, in quegli anni, entrando in contatto con il Cristianesimo, come la Boemia e la Pannonia (attuale Ungheria).

Come monaco errante ebbe scarso successo presso i Magiari e la sua missione portò pochissimi frutti. Non passò però inosservata al Vescovo Pellegrino, di Passavia, che, convocatolo, ne conobbe le grandi qualità e lo propose ad Ottone I per la nomina a Vescovo di Ratisbona. Con qualche resistenza nel 972 Volfango accettò di essere nominato Vescovo con un'autorità che copriva tutta la Boemia.

In qualità di Vescovo si distinse per una condotta di vita santa, frugale e saggia. Contro le abitudini del tempo, tese ad accumulare poteri temporali, prese due coraggiose decisioni che consentirono lo sviluppo del Cristianesimo nelle terre a lui affidate: rinunciò alla Boemia per erigerla come diocesi autonoma con sede a Praga e rinunciò al priorato di Raichenau. In entrambi i casi volle infatti che nuovi giovani pastori (il vescovo e il priore) fossero a più stretto contatto con il popolo loro affidato per meglio sostenerne la fede.

Quando nel 976 esplose una dura lotta tra Enrico il Litigioso e Ottone II, cui Volfango era fedele come legittimo Imperatore, si ritirò presso l'abbazia di Mondsee per poi rientrare a Ratisbona una volta terminato il conflitto.
Questo breve ritiro è all'origine di una leggenda che lo vuole, in quel periodo, eremita tra i boschi, cosa che in seguito lo farà ritenere patrono dei boscaioli.

Nel 994, durante un viaggio pastorale lungo il Danubio, fu colto da una grave malattia. Sentendosi prossimo alla morte si fece trasportare nella vicina chiesa di Pupping dove si confessò, si comunicò e spirò ai piedi dell'altare la notte del 31 ottobre 994.
Le sue spoglie furono trasferite solennemente nel monastero si S. Emmerman per la sepoltura. Attualmente le sue reliquie riposano nella cattedrale di Ratisbona. Moltissimi i miracoli a lui attribuiti sulla sua tomba.

Venne canonizzato il 7 ottobre 1052 da S. Leone IX (Brunone dei Conti di Egisheim-Dagsburg, 1049-1054) durante una visita a Ratisbona (Regensburg) della quale Volfango era stato Vescovo.

Benché dotto e letterato e per lungo tempo insegnante non si conoscono scritti di S. Volfango; le parole che di lui si conoscono sono solo quelle tramandate dai suoi biografi. Decisiva e storicamente rilevabile è invece l'impronta che lasciò su quanti seguirono i suoi insegnamenti. L'imperatore Enrico II, che divenne a sua volta santo, fu educato in gioventù proprio da S. Volfango. Il suo discepolo prediletto, Tagino, divenne vescovo di Magdeburgo, mentre altri suoi tre condiscepoli lo divennero di Treviri, Liegi e Merseburgo. Un'altra sua discepola, Gisella, divenne moglie di Stefano I re di Ungheria anch'egli santo.

Significato del nome Volfango: «che va, cammina come il lupo» (tedesco).

Parola del giorno: 31 Ottobre 2015

Lettera di san Paolo apostolo ai Romani 11,1-2a.11-12.25-29. 
Io domando dunque: Dio avrebbe forse ripudiato il suo popolo? Impossibile! Anch'io infatti sono Israelita, della discendenza di Abramo, della tribù di Beniamino.
Dio non ha ripudiato il suo popolo, che egli ha scelto fin da principio. O non sapete forse ciò che dice la Scrittura, nel passo in cui Elia ricorre a Dio contro Israele?
Ora io domando: Forse inciamparono per cadere per sempre? Certamente no. Ma a causa della loro caduta la salvezza è giunta ai pagani, per suscitare la loro gelosia.
Se pertanto la loro caduta è stata ricchezza del mondo e il loro fallimento ricchezza dei pagani, che cosa non sarà la loro partecipazione totale!
Non voglio infatti che ignoriate, fratelli, questo mistero, perché non siate presuntuosi: l'indurimento di una parte di Israele è in atto fino a che saranno entrate tutte le genti.
Allora tutto Israele sarà salvato come sta scritto: Da Sion uscirà il liberatore, egli toglierà le empietà da Giacobbe.
Sarà questa la mia alleanza con loro quando distruggerò i loro peccati.
Quanto al vangelo, essi sono nemici, per vostro vantaggio; ma quanto alla elezione, sono amati, a causa dei padri,
perché i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili!



Salmi 94(93),12-13a.14-15.17-18. 
Beato l'uomo che tu istruisci, Signore,
e che ammaestri nella tua legge,
per dargli riposo nei giorni di sventura.


Perché il Signore non respinge il suo popolo,
la sua eredità non la può abbandonare,
ma il giudizio si volgerà a giustizia,
la seguiranno tutti i retti di cuore.

Se il Signore non fosse il mio aiuto, in breve io abiterei nel regno del silenzio.
Quando dicevo: "Il mio piede vacilla",
la tua grazia, Signore, mi ha sostenuto.




Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 14,1.7-11. 
Un sabato Gesù era entrato in casa di uno dei capi dei farisei per pranzare e la gente stava ad osservarlo.
Osservando poi come gli invitati sceglievano i primi posti, disse loro una parabola:
«Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più ragguardevole di te
e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: Cedigli il posto! Allora dovrai con vergogna occupare l'ultimo posto.
Invece quando sei invitato, và a metterti all'ultimo posto, perché venendo colui che ti ha invitato ti dica: Amico, passa più avanti. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali.
Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».


venerdì 30 ottobre 2015

RILEVIAMO E PUBBLICHIAMO DA INTERNO18

Lo storico oppositore dell’attuale governo in carica e tra i promotori della mozione di sfiducia discussa in assise, Fabio Monaco ha «aperto una porta» alla fascia tricolore: «Al sindaco non rimane altro che fare un patto di fine mandato - ha sottolineato Monaco - onde evitare un commissariamento di certo deleterio per la città». Le dichiarazioni di Monaco hanno spiazzato l’intera opposizione cittadina.

PERDONA LORO......

Padre perdona loro! Perché li hai accecati? Perché hai tolto loro la memoria? Forse perché non credono più in Te? Padre perdonali! Tu sei un Dio buono: essi non sanno quello che fanno.... Non ricordano quando Tu mandasti loro la manna dal cielo e tutti sopravvissero e trovarono la terra promessa. Oggi li vuoi punire perché hanno troppo peccato? È per questo che la nuova manna tarda ad arrivare? Se sono ancora scettici e sono ancora cristiani se lo facessero spiegare dal loro parroco. Se poi sono degli assatanati, arrabbiati, solo perché credono di essere degli unti dal Signore, e solo perché sono stati abituati a credere di essere dei privilegiati, dimenticando i comandamenti che Dio diede a Mosè, allora fanno bene a pregare il vitello d'oro. E fanno bene a servire il vitello casalese sempre presente e che è stato causa del saccheggio sammaritamo e della chiusura delle industrie e la conseguente fine del lavoro, del commercio e delle possibilità di dare da bere agli assetati. Ma Tu Signore, nella Tua Infinita Bontà, Perdonali.....

FINALMENTE - SOLDI SPESI BENE - CHIFAECHIDICE

Devoluzione del mutuo (già ottenuto) per
il rifacimento di piazza San Pietro
Importo finanziato:
€ 150.000,00

Caino e Abele

Da Baudelaire "I fiori del male" la poesia "Caino e Abele"

Dioscuro...

Abbiamo parlato più volte dei "Fiori del Male" di Baudelaire, ma ci sono dei versi che hanno sempre attirato la mia attenzione, sono le razze di Caino e Abele.
Sono metafore delle tipologie di umanità che adottano rispettivamente modi di esistere opposti.
Chi vive nella religione e nella prosperità, appagato dall'appoggio della divinità e della sua coscienza, contro chi vive l'umanità nella sua essenza più carnale, asseconda i suoi istinti e ne è condannato. Contadini contro cacciatori, santità contro umanità, ricchezza contro povertà, beatitudine contro dannazione.
Si parla di razze, quindi non c'è scelta. Voi siete più Caino o Abele? :)

Caino e Abele

Razza d'Abele, dormi, bevi e mangia:
con che compiacimento ti sorride Dio!

Razza di Caino, striscia
nel fango e muori miserabile!

Razza d'Abele, il tuo sacrificio
accarezza il naso ai Serafini!

Razza di Caino, il tuo supplizio
potra mai avere fine?

Razza d'Abele, guarda prosperare
II tuo bestiame e le tue semine!

Razza di Caino, le tue viscere
urlano di fame come un vecchio cane!

Razza d'Abele, scaldati il ventre
al focolare patriarcale!

Razza di Caino, trema di freddo
nel tuo antro, povero sciacallo!

Razza d'Abele, ama e prolifica!
Anche il tuo oro si moltiplica!

Razza di Caino, guardati
dalle grandi brame, cuore ardito!

Razza d’Abele, tu cresci e ti pasci
come le cimici dei boschi!

Razza di Caino, trascina per le strade
la tua famiglia disperata!

Razza d'Abele, la tua carogna
ingrasserà la fumante terra!

Razza di Caino, il tuo compito
non è ancora finito!

Razza d'Abele, vergognati!
II ferro e vinto dallo spiedo!

Razza di Caino, sali al cielo
e scaraventa sulla terra Dio!

C. Baudelaire
Le Fleurs du Mal

Johnny:
Io sono molto più Abele, mi hanno già ucciso diverse volte....

Goethe:
Io sono Abele con Caino.
E sono Caino con Abele.

Intelligenti Pauca

CITAZIONE DI SAN FRANCESCO DI SALES

PAROLE DI SAN FRANCESCO DI SALES PER I FALSI FARISEI DI ALCUNE PARROCCHIE DELLA DIOCESI DI CAPUA

“NON ACCONTENTARTI DI ESSERE POVERO COME I POVERI, MA SII PIU’ POVERO DEI POVERI, VA A SERVIRLI QUANDO GIACCIONO A LETTO INFERMI E DEVI SERVIRLI CON LE TUE PROPRIE MANI.

QUESTA SERVITU’ E PIU’ GLORIOSA DI UN REGNO”.

CITAZIONE DEL GIORNO

MA COME CALZA BENE PER QUESTA CITTA'!
PROBABILMENTE AVEVA SOGGIORNATO PER UN PERIODO DI TEMPO A S MARIA…


cavalli

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BIAGIO MARIA DI MURO

RISPONDIAMO AL NUOVO CITTADINO C.DV.CHE DA QUALCHE MESE SI E’ TRASFERITO DAL LAZIO IN CAMPANIA E PRECISAMENTE A S.MARIA CAPUA VETERE IN VIA GALATINA CHE CI HA CHIESTO CHI ERA IL SINDACO DELLA CITTA’.

BIAGIO MARIA DI MURO

BIAGIO MARIA DI MURO

BIAGIO DI MURO

TI RIMETTO LA FOTO DI BIAGIO DI MURO E UNA PARTE DEL SUO CURRICULUM VITAE

BIAGIO DI MURO SI E’ LAUREATO, IL 30/10/1995, CON 110 E LODE IN ARCHITETTURA PRESSO L’UNIVERSITA’ DI NAPOLI, CON UNA TESI SPERIMENTALE IN SCIENZE DELLE COSTRUZIONI ED E’ ISCRITTO ALL’ORDINE DEGLI ARCHITETTI DELLA PROVINCIA DI CASERTA AL N. 872.

SVOLGE UNICAMENTE LA LIBERA PROFESSIONE ED HA LO STUDIO IN S.MARIA C.V., AL CORSO ALDO MORO N.73

E’ABILITATO AL COORDINAMENTO DI SICUREZZA – D.LGS.494/96 – CON ATTESTATO DI CORSO RILASCIATO DALL’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II, A CURA DEL CENTRO INTERDIPARTIMENTALE DI RICERCHE L.U.P.T. DAL 24 NOVEMBRE 1997.

HA PARTECIPATO AL GRUPPO DI RICERCHE SUL TEMA “STABILITA’ DELLE TORRI IN MURATURA” ORGANIZZATO DALL’ISTITUTO DI “COSTRUZIONE DELLA FACOLTA’ DI ARCHITETTURA” – UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI, FEDERICO II.

E’ COLLABORATORE DELLA III AREA DI RICERCA “PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E SISTEMI INFORMATIVI TERRITORIALI” L.U.P.T. – LABORATORIO DI URBANISTICA E PIANIFICAZIONE TERRITORIALE DELL’UNIVERSITA’ FEDERICO II DI NAPOLI, FACOLTA’ DI ARCHITETTURA.

E’ MEMBRO DELL’AREA DI RICERCA “PROGETTAZIONE URBANA, AMBIENTALE E DEL RECUPERO E VALORIZZAZIONE DEI BENI STORICI, ARCHITETTONICI, ARCHEOLOGICI E PAESAGGISTICI” DEL CENTRO DI RICERCA L.U.P.T. DELL’UNIVERSITA’ FEDERICO II DI NAPOLI FACOLTA’ DI ARCHITETTURA – DIRETTORE PROF. FRANCO MARINIELLO.

HA SEMPRE AVUTO UN FORTE LEGAME CON LA POLITICA ATTIVA, ESSENDO FIGLIO DI NICOLA DI MURO, IL QUALE FIN DAL 1956 E’ ESPRESSIONE DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA, PRIMA A LIVELLO COMUNALE I POI OLTRE AI CONFINI CITTADINI, FINO A DIVENTARE UOMO DI RIFERIMENTO DEL PARTITO AI PIU’ ALTI LIVELLI.

BIAGIO MARIA DI MURO FIN DALL’ADOLESCENZA HA POTUTO ASSORBIRE TUTTA L’ESPERIENZA POLITICA ED AMMINISTRATIVA, AVENDO AVUTO MODO DI FREQUENTARE ASSIDUAMENTE IL PARTITO.

PARTECIPA ALLA CONSULTAZIONE ELETTORALE AMMINISTRATIVA DEL 2002, CANDIDATO CON FORZA ITALIA, RIPORTANDO CIRCA 1000 VOTI DI PREFERENZE CONTRIBUENDO IN MODO DETERMINANTE DA FAR DIVENTARE FORZA ITALIA IL PRIMO PARTITO IN CITTA’.

DOPO NEL 2007 ASSUME LA CARICA DI VICE SINDACO, MA DOPO QUALCHE MESE NON ESITA A LASCIARE IL PRESTIGIOSO INCARICO QUANDO SI ACCORGE CHE CON LA DEFENESTRAZIONE DELL’ASSESSORE MARCIANO SCHETTINO VENIVANO TRADITI GLI IMPEGNI E LE PROMESSE SOTTOSCRITTE NEL PROGRAMMA ELETTORALE PRESENTATO AGLI ELETTORI.

DAL 2011 AL 2015 E’ STATO SINDACO DELLA CITTA’ DI S.MARIA CAPUA VETERE.

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SERVIZIO CAF PRESSO LA NOSTRA SEDE IN C.SO ALDO MORO N.73 AVETE A DISPOSIZIONE UNA SERIE DI SERVIZI UTILI:

1. MODELLO ISEE

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RECUPERO STRUTTURALE E FUNZIONALE DELL' EDIFICIO DELLE SCUOLE ELEMENTARI "PRINCIPE DI PIEMONTE"

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SCUOLA PRINCIPE DI PIEMONTE

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RISTRUTTURAZIONE E AMMODERNAMENTO DEL PLESSO SCOLASTICO RIONE IACP

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RIFACIMENTO PIAZZA SAN PIETRO

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PROGRAMMA DI RECUPERO URBANO COMPARTO C1 NORD OVEST – RIONE IACP

IMPORTO INTERVENTO:

euro 1.502.373,12

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REALIZZAZIONE DI UN CAMPO SPORTIVO POLIVALENTE COPERTO IN VIA GIOTTO – RIONE IACP

IMPORTO DEL FINANZIAMENTO :

euro 512.000

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RESTAURO CONSERVATIVO DELL’ARCO ADRIANO. SISTEMAZIONE DEL TRATTO DI VIA APPIA TRA ANFITEATRO ED ARCO ADRIANO

RICHIESTA FINANZIAMENTO

Euro 2.470.698,58

arco adriano

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PROGETTO PER LA VILLETTA TEMPO LIBERO ALLA VIA L. STURZO

RICHIESTA DI FINANZIAMENTO:

euro 127.000,00

villetta l. sturzo

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PROGETTO DI ASILI NIDO PER BAMBINI DA 0 A 36 MESI IN VIA ALBANA 107

TOTALE DEL FINANZIAMENTO:

euro 699.438,18

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NON CI SIAMO LIBERATI DI TUTTI MA RESTERANNO ALL'OPPOSIZIONE

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