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martedì 5 febbraio 2013

VANGELO DEL GIORNO


Martedì 5 febbraio
5. Agata m.
FANCIULLA, IO TI DICO: ALZATI!

Prima lettura  Eb 12,1 4

Fratelli, anche noi dunque, circondati da tale moltitudine di testimoni, avendo deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento. Egli, di fronte alla gioia che gli era posta dinanzi, si sottopose alla croce, disprezzando il disonore, e siede alla destra del trono di Dio.
Pensate attentamente a colui che ha sopportato contro di sé una così grande ostilità dei peccatori, perché non vi stanchiate perdendovi d'animo. Non avete ancora resistito fino al sangue nella lotta contro il peccato.
Salmo 21: Ti loderanno, Signore, quelli che ti cercano.

IL VANGELO
 
Dal Vangelo secondo Marco 5,21 43

In quel tempo, essendo Gesù passato di nuovo in barca all'altra riva, gli si ra­dunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno. Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto soffer­to per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male. E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: "Chi mi ha toccato?"». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va' in pace e sii guarita dal tuo male». Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: alzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.

IL COMMENTO SPIRITUALE

Le guarigioni operate da Gesù seguono una logica del tutto particolare. Quando guarisce l'emorroissa, riconosce a lei il merito del prodigio avvenuto: «La tua fede ti ha salvata». Dunque invece di ammonire raccomandando di credere nella sua immensa potenza, egli compie il prodigio e ne riconosce il merito ai miracolati! Ciò significa che la logica di Gesù non è assistenzialistica, e non produce il ceto sociale dei miracolati, cioè persone incapaci da provvedere a loro stesse, peren­nemente in attesa di qualche intervento straordinario. Mentre guarisce, Gesù restituisce la piena dignità. Diverso è il modo con cui viene accolto a casa della figlia morta del capo della sinagoga: viene deriso, nessuno può credere che possa addirittura trasformare la morte in vita. La fede cede il posto alla considerazione materiale che suggerisce l'irrecuperabilità della situazione. Avvenuto il miracolo, guarita la bambina, Gesù raccomanda di contenere lo stupore, per non scalfire la fede di tanti, che avrebbero potuto dirigere il proprio interesse al taumaturgo di Nazareth, e non a Gesù, annunziatore della buona novella.

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