Sembra
assurdo che ancora oggi ci tocchi constatare, nonostante sia chiaro che l’ing.
Biondi non possa ricoprire l’incarico di dirigente dell’ UTC a Santa Maria
perché già dirigente a Caserta e per altre ragione personali contrastanti con
il dettato del D.Lgs. n. 39/2013, che ancora spera di ritornare a dirigere l’ufficio
tecnico per concretizzare i disegni speculatori dei suoi accoliti. Diventa
dunque sempre più chiara la matrice che accomuna questa amministrazione comunale,
che avverte come obiettivo prioritario, il ritorno in servizio del famigerato
dirigente, firmatario di tutte le speculazioni edilizie sul territorio
sammaritano. Evidentemente, hanno, o quanto meno non sfiora minimamente la
compagine amministrativa, l’ostacolo legato alla condanna in primo grado incassata
da Biondi, per la vicenda riguardante i progetti di Oscar Sarpi a Caserta, e che
lo blocca ai sensi della legge anticorruzione.
Nuovamente,
alla rivitalizzazione della città, si antepone la dannosa cementificazione. Laddove
si potrebbe progettare l’insediamento di un'industria o di un'impresa, per
garantire nuovi sbocchi occupazionali, oggi
si pensa di cementificare. Cum summo gaudio degli imprenditori del mattone dell’
agro aversano e nessuna speranza per i cittadini sammaritani di trovare lavoro
in quei cantieri. Con il ritorno di Biondi sperano, tra gli altri, di far
andare in porto una volta per tutte il progetto, tanto desiderato, dei 430
appartamenti, nell’area dell’ex tabacchificio. Ritrova vigore il tanto agognato
progetto della città di 50.000 abitanti, un piatto luculliano per speculatori
edilizi in odor di camorra. Il ritorno di Biondi si presenta quanto mai
necessario per coloro che hanno unicamente fini utilitaristici dal momento che
Di Tommaso, l’attuale dirigente, ha bloccato le pratiche border line che non
rispecchiavano i suoi canoni di etica professionale, sponsorizzate da affaristi
e speculatori.
Per
la classe dirigente cittadina risulta dunque fondamentale, per favorire i loro
compagni di merenda, all’interno dell’ UTC il dirigente preso in prestito part
time dal Comune di Caserta, con evidente spreco per le casse comunali. Soldi
che potrebbero essere utilizzati per altro, se si avesse l’accortenza di valorizzare
le risorse interne all'organico comunale. Soldi da destinare ai servizi
sociali, alle famiglie sammaritane, che, a seguito della chiusura di tutte le attività
industriali e commerciali, dell’enorme crisi occupazionale che ci troviamo a
fronteggiare, si trovano in grandissime difficoltà e disagi economici. La
necessità di una macchina amministrativa improntata sui principi di legalità e
trasparenza mal si concilia con il ritorno di Franco Biondi al timone
dell’ufficio tecnico comunale. Noi Associazioni vorremmo ricordare l’impegno diretto
preso nella difesa del territorio da speculazioni, onorabile solo attraverso il
rispetto della natura urbanistica delle varie aree, a partire dal rispetto e dalla
difesa delle zone F.
Dobbiamo
evitare le mire speculatorie di gruppi politici ben individuati e aderire ad un
progetto serio che miri al buon governo, che si assuma la responsabilità di
amministrare e indirizzare l’intero mondo del lavoro, sottraendolo al libero
arbitrio di pochi. Urge un serio e forte segnale di inversione di rotta, la cautela
utilizzata nell’effettuare i cambiamenti non è più giustificabile sotto alcun
punto di vista. Occorre una decisa presa di distanza da palazzinari, speculatori
edilizi e coloro che avallano le loro istanze.
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