prova


Non lasciare mai, che il successo ti nasconda la sua vacuità, un' impresa la sua vanità, la fatica la sua desolazione. Mantieni vivo dentro di te l' incentivo ad andare ancora più avanti, quell' inquietudine dell' anima che ci spinge al di là di noi stessi. Non guardare indietro, e non accarezzare sogni per il futuro. Ciò non verrebbe nè a restituirti il passato nè a soddisfare gli altri tuoi sogni ad occhi aperti. Il tuo dovere, la tua ricompensa, il tuo destino sono qui ora.
(Dag Hammaarskjold, Markings)
Dobbiamo accettare le delusioni che sono limitate, ma non dobbiamo mai perdere l'infinita speranza.
(Martin Luther King)
Noi non dimentichiamo e non demordiamo.
Quanno 'a furmicola vò murì, mètte è scèlle. Si dice di chi, raggiunta la ricchezza, perde ogni senso della misura e finisce per far cose illogiche e per danneggiare se stesso.
Quanno ò perucchio saglie in gloria perde à scienza e à memoria. Il villano che sale nella scala sociale dimentica subito la sua origine e coloro che lo hanno agevolato nella ascesa.

mercoledì 19 ottobre 2011

LA STORIA SIAMO NOI

Purtroppo per voi sono ancora qua. Il 28 e 29 maggio in questa città è stata scritta una pagina di storia che tutti ricorderanno per i prossimi duemila anni. Un gruppo di giovani, con qualcuno che aveva una discreta carenza di gioventù, riunitisi e animati dal desiderio di rinnovamento e uguaglianza hanno dato vita all’armata brancaleone. Senza soldi, senza potere, senza pianificazione finanziaria , hanno combattuto una battaglia decisiva contro un esercito di burocrati e apparati di partito con soldi e potere che tentavano  di annientare la speranza e la gioventù dei figli del popolo. Oramai con il 28 e il 29 maggio lui è entrato nella leggenda perchè ha dimostrato di essere una guida spirituale , filosofica, politica, ha forgiato dei candidati politici in quattro anni tirandoli fuori dall’oblio e traendo il meglio di ognuno di loro, per quattro anni ha saputo dare lezioni ogni sera a tutti. Per entrare nella leggenda occorre il dono di Dio e lui ha dimostrato di averlo, e nessuno potrà togliergli quel posto. E’ riuscito a creare degli uomini che si sono sentiti nello stesso tempo coinvolti e avvolti dalla  campagna elettorale  tirando fuori anche coloro che oramai da 20 anni  chiusi dal torpore “del tanto è sempre la stessa cosa”, anche quando hanno tentato di tirarlo nel fango lui non si è scomposto con la sua saggezza e l’esperienza di 70 anni di vita politica attiva, ha avuto la forza fisica e il coraggio di salire sul palco e cantare” vita mia”, trascinando tutti gli spettatori e poi dicono che Dio si serve degli uomini per il suo fine. Un altro Nicola Di Muro non lo troveremo, solo Dio sa quando e dove verrà fuori, ma oramai è nella storia, è una leggenda.  Spezzare le liste avversarie è stata opera di una giusta strategia politica e alla fine gli avversari non hanno fatto più campagna elettorale per  il loro candidato sindaco ma hanno capito che per rimanere a galla, solo pochi   potevano sedersi in consiglio comunale,  hanno iniziato a chiedere voti solo per loro, affermando “votate il sindaco che volete”. Del resto  quando hanno avuto la certezza che la nave del PDL affondava si sono combattuti tra di loro. Il suo fine era liberare la città ed è riuscito nell’impresa. La fabbrica del fango  prodotta dagli articoli degli avversari  su di lui ha dato modo agli elettori di reagire con un voto plebiscitario nell’urna a favore del figlio Biagio. Alla fine ha vinto la sua lungimiranza politica fatta di parole date, saggezza di vita, esperienza di militanza di oltre mezzo secolo che insieme a quel dono che solo lui  dall’alto può dare, gli hanno assegnato un posto nella storia che nessuno potrà mai eguagliare ma solo tentare di imitare.
                                                   avv. Michele D’Abrosca

martedì 18 ottobre 2011

La cara, violentata, villa comunale....



Come amministratori della pagina pubblica di FaceBook
“Ciò che vedo in città – SMCV”, il giorno 05/10/2011 dietro segnalazioni e lamentele di un
nutrito gruppo di cittadini ai quali preme solo il benessere della propria
città, e dei propri pargoli, ci siamo recati nella villa comunale per verificare
quanto stesse accadendo.

Quello che si è presentato ai nostri increduli occhi, è stato a dir poco
raccapricciante:

cumuli d’immondizia mischiati alle ossa dei Garibaldini sacrificatisi per renderci
liberi, ragazzini che giocavano a pallone continuando a deturpare il marmo delle poche
teste di leone rimaste incolumi, graffiti di “pene d'amore” su ogni dove,
biciclette che sfrecciavano a destra e a manca, i paletti che dovrebbero
indicare il divieto a salire sul monumento sradicati dal suolo e ormai pericolosi,
segnali e divieti completamente assenti e come se non bastasse un altro gruppo
di baby/Attila si entusiasmava allo scoppio dei petardi che orgogliosi,
introducevano all'interno delle bocche d’areazione della cripta, senza
protezione alcuna, contenenti le ossa di giovani della loro stessa età che
invece di calciare un pallone, imbracciavano un fucile...

Alla vista di questo terribile scempio, insieme con un gruppo di cittadini,
non abbiamo potuto esimerci dal nostro dovere e abbiamo chiesto l'intervento
della Polizia Municipale, che ha risposto prontamente e, celermente, si è
portata sul posto, costatando ciò che stava accadendo e accertandosi
dell'effettivo degrado in cui versa il caro “a pochi” monumento..

Una situazione di degrado difficile da accettare da parte di molti
cittadini che reclamano onore al monumento, lasciato ormai per troppo tempo
alla mercé di Vandali non dissimili da quelli di Genserico.

Auspichiamo, a questo punto, che il monumento sia recintato, com'era un
tempo, e che le bocche di areazione siano rivestite da opportune reti
protettive, perché solo adottando questi provvedimenti possiamo tutelare il
nostro monumento contro orde di ragazzini/barbari che rasentano l’inciviltà.

Genitori, insegnanti, a voi l’arduo compito di educare i ragazzi a un
maggior senso civico anche attraverso l’insegnamento della storia trimillenaria
della nostra città!

Il monumento è di tutti e va salvaguardato!

Trepiccione Donato – Santillo Alessandra

Il sindaco Di Muro pronto a dare battaglia , insieme ai sindaci del circondario , per difendere l'Ospedale Melorio

raccolta firme del 2010
Il sindaco Biagio Di Muro interviene a proposito delle vicende che riguardano l’ospedale Melorio di Santa Maria Capua Vetere: “L’amministrazione comunale mantiene alta la guardia sul tema delicato dell’assistenza sanitaria e, di sicuro, si oppone con fermezza a qualsiasi ipotesi di depauperamento del presidio sammaritano. Del resto, i dati riguardanti gli interventi chirurgici effettuati, tanto per fare un esempio, testimoniano un incremento superiore al 50 per cento rispetto all’anno scorso e con un trend in aumento. E’ certo che la popolazione del comprensorio, comprendente anche i Comuni vicini, non può essere affidata alle sole insufficienti cure della spedalità del Civile di Caserta”.

“Appena sarà definita la terna di vertice dell’Asl Caserta – continua Di Muro – chiederò un incontro, al quale parteciperanno anche gli altri sindaci del bacino di utenza del Melorio, e in quella sede ribadiremo, così come deciso nel consiglio comunale aperto sul tema, che il presidio sammaritano non può più essere considerato un serbatoio da cui attingere risorse mediche senza peraltro neanche risolvere i problemi delle strutture beneficiarie. Non vogliamo avere il sospetto che esista una precisa volontà di salvaguardare altri ospedali a discapito di quello di Santa Maria Capua Vetere. In questa fase verificheremo anche se tutte le forze politiche hanno davvero a cuore il bene della collettività più che la meschina ripicca e il piccolo tornaconto di partito. Vorrei che fosse chiaro che il nostro atteggiamento civile non deve essere scambiato per debolezza”.

domenica 16 ottobre 2011

La Resistenza del Melorio

L'Ospedale Melorio, in questi ultimi anni è stato oggetto ,alla pari di tutto ciò di cui la nostra città poteva vantarsi, di una metodica depauperazione , che sembra far parte di una sorta di piano premeditato per far sì che il nostro nosocomio venga chiuso . Ma la nostra struttura ospedaliera, a dispetto di quanto è stato posto in essere per distruggerla continua ad aprire le proprie porte a chi ha la disavventura di un incidente , o di contrarre una malattia o a chi , semplicemente, a causa dell'età avanzata incorre nei vari e diversi problemi di salute che attendono più o meno la maggior parte di noi. Di certo , se la cittadinanza di Santa Maria e del circondario , può ancora avvalersi di servizi sanitari non lo si deve certo ai continui tagli ai nostri reparti da parte delle Regione Campania, nè alla dissennata gestione casertana oggi, aversana prima, che distribuisce malissimo le risorse dell'ASL CE1 tra le varie strutture sanitarie, bensì  ad uomini come il dr Gallicchio , cardiologo ma prima di tutto "medico" : rari , sono oggi , infatti i medici che fanno questa professione con spirito di sacrificio senza pensare alla "carriera" e cioè alla gratificazione economica , in quanto la carriera, in ambito ospedaliero pubblico, questo rappresenta un maggiore guadagno . La semplicità, l'umiltà e la scrupolosità caratterizzano il dr Gallicchio , che si può dire, senza che nessuno possa smentirci,  rappresenti oramai l'unico punto di sicurezza nell'ambito del nostro ospedale. In passato , abbiamo avuto sempre ottimi medici , nelle varie specialità, e oggi, a continuare a tramandare una tradizione medica , fatta di umanità prima di tutto e di grande scrupolo e competenza è il dr Gallicchio che è un ottimo esempio per i suoi colleghi più giovani. Speriamo che il sacrificio e l'abnegazione di Gallicchio non venga vanificato da ulteriori scelte dissennate e che il Melorio possa continuare ad essere un sicuro luogo dove recarci nelle emergenze e nei momenti di malattia . Ci appelliamo , quindi all'Amministrazione tutta ; maggioranza e opposizione a stare in continua allerta a difesa della nostra salute e quindi del nostro ospedale  e a porre in essere ogni azione possibile perchè questo venga potenziato o quanto meno sia messo nelle condizioni di poter prestare le cure primarie a tutti noi       

La città sopra la città si risveglia e tenta di riportare in vita il commercio sammaritano

Angelo Bonavolontà e Lino Pasca
Nasce a S. Maria C.V.   "CITTA' SOPRA LA CITTA' " , un'  Associazione di commercianti, artigiani, pubblici esercizi, attività di servizio e professionisti, libera indipendente apolitica, apartitica e senza fini di lucro.
Lo scopo e' quello di raggruppare nell'Associazione tutti gli operatori economici della città. L'iniziativa parte da un gruppo di operatori della zona V.le Consiglio d'Europa, che ha gia sponsorizzato la manifestazione "CITTA' SOTTO LA CITTA", riscuotendo un lusinghiero successo. 
Capeggiati da Lino Pasca, titolare della gelateria "Paletta D'Oro", l' Associazione si propone di assumere ed incentivare iniziative di interesse comune nel campo dell'immagine, della promozionee del marketing e di rappresentare la categoria ogni qualvolta si renda necessario.
Questa nuova Associazione intende confrontarsi con tutti gli enti interessati al fine di stimolare l'economia e lo sviluppo turistico a S. MariaC.V.. Vista la situazione economica e commerciale in cui versa la città e' giunto il momento di fare coeseione partecipando attivamente, e assumendo in questo modo un ruolo determinante nelle decisioni che riguardano le problematiche della nostra categoria.
 
LA CITTA' SOPRA LA CITTA'
ASSOCIAZIONE COMMERCIANTI, ARTIGIANI , PUBBLICI ESERCIZI E ATTIVITA' DI SERVIZIO DI SMCV

martedì 11 ottobre 2011

La gestione del Teatro Garibaldi. Una querelle che vede, finalmente, la sua risoluzione

Finalmente si sta ponendo la parola fine alla vicenda della gestione del Teatro Garibaldi. L’ex Sindaco, Giancarlo Giudicianni, nel 2008 mi aveva incaricato di predisporre tutti i procedimenti necessari per definire la questione della gestione del Teatro Garibaldi ma, nonostante vi avessi provveduto celermente, non fu assunto alcun provvedimento in merito.
Si è continuato a concedere la struttura ad Associazioni e/o a  pseudo compagnie teatrali che non hanno fatto altro che portare al degrado la struttura che dovrebbe essere un fiore all’occhiello della Città.
Quest’Amministrazione, finalmente, ha introdotto nelle sue linee programmatiche, la risoluzione di questa querelle che ha causato milioni di €uro di spese alla città.
E’ necessario che il  Teatro Garibaldi venga gestito seriamente, varando una programmazione di alto livello artistico e culturale. Nella bozza di  capitolato di gara che ho consegnato da pochi giorni all’Amministrazione,  vi sono elencati i requisiti professionali che deve possedere la società che andrebbe a gestire il teatro, il cartellone minimo che deve portare in scena ogni anno e l’impegno economico che deve sopportare per ottenere la gestione del Massimo Samaritano.
La società che risulterà vincitrice della gara, inoltre, si dovrà accollare gli oneri della manutenzione della struttura; cosa di non lieve entità e che garantirebbe il suo mantenimento  in buono stato.
Una struttura di tale valore si va sempre di più degradando perchè affidata nelle mani di “chi capita”e senza il versamento di alcun deposito cauzionale per preservare l’Amministrazione di eventuali danni arrecati dagli affidatari di turno. Attraverso l’affidamento a terzi si eviterebbero tante spese, come quelle telefoniche  ed elettriche che ammontano a  diverse centinaia di migliaia Euro. Consumati da chi?
Il lavoro che è stato fatto. potrebbe garantire una gestione del Teatro per almeno un decennio, finalizzata al suo rilancio , senza tema di intromissioni clientelari e sprechi di danaro pubblico.
            Gaetano Rauso, Consigliere Comunale di Santa Maria C.V

lunedì 10 ottobre 2011

RIECCOCI QUA

Quando la coalizione che supportava questo foglio vinse la sua battaglia politica il direttore del tempo, nel congedarsi dal suo pubblico usò la frase di Marziale "de hoc satis". Io, veramente, non la condivisi, forse pure per nostalgia, convinto come sono che la carta stampata, anche quando arde, manda messaggi al cuore. 
Chi non ricorda la falcidie che, durante il ventennio, colpì tante testate contrarie al regime? 
Ebbene quando quei cumuli di carta bruciavano pure dal crepitio delle loro fiamme pareva giungessero cori di proteste all'indirizzo del regime.
La” FRECCIA NEL FIANCO” non era andata al macero, né era andata in cantina a fare compagnia ai topi, si era presa, come ogni foglio che si rispetti, una pausa di riflessione. Sapeste come è importante riflettere!
Forse quello di cui difetta troppo questo nostro tempo è la riflessione, quell'atto conoscitivo mediante il quale l'intelletto prende coscienza di sè alla ricerca della verità, delle ragioni e del senso di ogni cosa. Per anni questo è stato il credo della nostra testata, e temo dovrà ricominciare ad esserlo.
Rieccoci qua, pronti a riascoltare, presenti sulle strade  a raccogliere ogni forma di malessere, alla ricerca delle possibili soluzioni che la vastità degli argomenti può lasciare accantonate. Pronti a verificare che ciò che è stato promesso, almeno in parte, sia stato mantenuto. Pronti a dare voce ai più deboli, ai più indifesi. Noi ci saremo con lo stesso spirito di lotta, convinti come sempre, che  l'unica vera politica è quella che privilegia il solo bene della città.                                           
L'OSSERVATORE SAMMARITANO

Le uscite notturne di re Nasone

Si narra che re Nasone( Ferdinando I° di Borbone) ,quand'era re di Napoli,amasse travestirsi di sera da uomo comune e frequentasse locali d'ogni genere per rendersi conto,secondo lui,delle vere condizioni di vita del suo popolo. Ma faceva ancora di più. Entrava in una bettola malfamata,si metteva a giocare a morra e intanto controllava fino a che ora l'oste mesceva il vino. Superata l'ora della mescita consentita prendeva nota e così all'indomani vi mandava le guardie daziarie e faceva dare dieci giorni di chiusura al locale. Era notoriamente un donnaiolo e dove c'era una gonnella immancabilmente trovavi lui. Frequentando case di piacere sopra i Quartieri,controllava se vi fossero"e pullastelle" (le minorenni) e, in caso affermativo,vi mandava i sovrastanti che provvedevano a chiudere il locale. Con re Nasone c'era poco da scherzare, faceto, ironico, sarcastico, burlone fino al punto giusto. A lui si deve il motto"feste,farina e forca".Quando le cose non andava bene, a Napoli le teste volavano come moscerini. E veniamo a noi. Forse il nostro Sindaco qualche uscita notturna dovrebbe cominciare a programmarla. Certo la S. Maria di oggi non è la Napoli del 700,ma scava  sempre qualcosa verrebbe fuori.

domenica 9 ottobre 2011

Approvate dal consiglio le conferenze di sevizio


Sono state approvate dal consiglio comunale, dopo un periodo di accese discussioni, le quattro conferenze di servizio che erano ai punti all'ordine del giorno. Delle quattro, due riguardavano un ampliamento di attività già esistenti ( Roberto Capitelli s.r.l. di Isabella Capitelli sorella del consigliere comunale Dino Capitelli e Mz costruzioni di Giovanni Zito), una costruzione "ex novo" (Agricolana s.r.l.), e l'altra un trasferimento (Citroen samauto di Giovanni De Rosa). Alla fine tutte e quattro le conferenze sono passate, con la presenza\assenza di un'opposizione direi acrobatica, che ha abbandonato i banchi del consiglio. Come dichiarato dal consigliere Federico simoncelli: " Noi siamo a favore di ogni provvedimento che sia nell'interesse economico della citta', abbandoniamo l'aula perche' lasciamo a questa maggioranza la responsabilita' politica di votarla". Successivamente lo stesso precisa " Questo provvedimento è anche merito nostro e merito nostro sara' anche l'eventuale ricaduca occupazionale di cui  beneficerà la città". Teoria questa piuttosto strana che dimostra un atteggiamento alquanto pilatesco. E' facile sfuggire alle responsabilità dei fatti per poi prendersi i meriti.
Il consiglio comunale ha visto l'assenza in aula del sindaco Arch. Biagio Maria Di Muro per ovviare il conflitto d'interesse, in quanto il fratello Luigi di Muro ha partecipato alle conferenze in qualità di progettista.
A non lasciare l'aula nelle file della minoranza e' stato il consigliere Dino Capitelli che ha votato tre delle quattro conferenze, astenendosi su quella che riguarda sua sorella Isabella. Posizione questa che evidenzia la divergenza sostanziale con l'altro ceppo della minoranza
Sono passate in consiglio anche quattro emendamenti che impegnano le ditte a dare attuazione al piano occupazionale presentato e che pongono un vincolo di destinazione d'uso sulle aree oggetto delle conferenze di servizio.
Vittorio Migliaccio

venerdì 7 ottobre 2011

A BARLETTA IL VIAGGIO PER L’INFERNO COSTA 4 EURO ALL’ORA.

Le hanno trovate abbracciate le quattro donne morte Lunedì sera nel crollo della palazzina causato dall’ennesima speculazione edilizia (bisognava costruire due appartamenti in più di quanto consentito). Lavoravano senza contratto di lavoro per dieci ore al giorno ( forse per pagare il mutuo alle Banche) insieme ad altre superstiti, in un edificio pieno di crepe, uno scantinato mal illuminato, mal aerato, senza uscite di sicurezza percependo una retribuzione ( si fa per dire) di quattro euro all’ora. Di laboratori del genere ce ne sono decine solo a Barletta , migliaia nel Mezzogiorno e decine di migliaia al Centro e a Nord. Ne è piena tutta l’Italia , lo era prima della crisi e lo è ancora di più adesso che la crisi morde tutti e dovunque. Non tutti hanno sulla testa mura che si sgretolano. Però le condizioni di lavoro crudeli, il lavoro nero e le paghe da miseria sono uguali per centinaia di migliaia di lavoratori e lavoratrici e costituiscono l’esperienza quotidiana, la schiavitù. Le vittime sapevano e tacevano per paura di perdere quel poco di sussistenza che ricevevano.( liberamente tratto da un articolo del giornale “la Repubblica” del 05/10/11° firma di Luciano Gallina).
A morire sono ancora una volta, nelle catastrofi naturali, negli “incidenti sul lavoro”, come nelle guerre, i senza nome,  le «vite di uomini infami»: esistenze in sé prive di significato dal punto di vista della società ufficiale
Sarà celebrata, quindi, un’altra messa solenne con l’intervento di alte cariche dello Stato e della politica tutta. Ascolteremo , ancora una volta, parole sdegnate del Presidente della Repubblica, ed altre ancor più banali di commemorazione che suoneranno come una beffa, salvo , poi, essere informati  di  ulteriori indagini, a carico del proprietario dell’impresa che si concluderà con l’ennesima “insufficienza di prove” e/o degli Ispettori dell’ASL, ( ricordate quella eseguita a S.Maria C.V.?) o ancora del Direttore dei lavori che ha omesso di controllare la conformità del nuovo palazzo in costruzione.
Il trionfo della retorica , in cui la politica è maestra, prenderà verosimilmente il sopravvento sulle pagine dei giornali, delle TV e di certa informazione prezzolata che si sviluppa via etere.
Tanti  intellettuali ( il termine sta ormai trasformandosi in metafora di “coniglio”) ci faranno qualche lezione , al riguardo, ponendosi un po’ più avanti degli altri e un po’ più al lato per poter rappresentare la verità muta di tutti,  dimenticando, però, colpevolmente, di “prendere posizione” , di lottare contro la faccia assassina del potere.
Il Sindaco PD di Barletta non trova niente di meglio da fare che invitare a non “criminalizzare chi in un momento come questo viola la legge assicurando, però, lavoro”
Allorché gli interessi dei costruttori, della finanza, delle imprese, divengono preponderanti gerarchicamente rispetto a quelli dei cittadini , dei risparmiatori, dei consumatori ,sorge il problema di giustificarli agli occhi di tutti. E’ allora che la politica  sostituisce alla  realtà dei fatti (contingenza)  la coerenza logica delle sue teorie . Non ha più bisogno dei fatti né di alcuna informazione perché si trasforma in una disciplina autosufficiente, in possesso, cioè, di una teoria dalla quale espellere tutti i dati che non vi si adattano. Fa appello all’arroganza della mente che rende superflua la realtà e con essa le singolarità che la popolano, in nome di un’idea, di un interesse.
            La notizia delle morti di Barletta è soffocata sui quotidiani nazionali ( anche quelli cosiddetti illuminati, vere e proprie fogne) dall’accusa di corruzione e utilizzo della prostituzione da parte del Presidente del Consiglio contro il quale “scandalizzati” si invoca la legalità. C’è poco spazio per indignarsi  per i morti sul lavoro.
In un paese dove si passa da un’emergenza all’altra non si parla di quella più grave dei morti sul lavoro che sono quasi il doppio della Francia e il 30% in più rispetto a Germania e Spagna. Cifre che dovrebbero far arrossire la nostra classe dirigente a proposito di sicurezza invocata , invece, solamente contro la presenza dei migranti.
Tutto il mondo politico è impegnato sul terreno della riforma della Giustizia , ma le critiche al Berlusconismo si limitano a mettere in evidenza l’incostituzionalità delle Leggi ad personam.
Proponiamola davvero cari giudici e forze  del centro sinistra la riforma della giustizia a cominciare dalla tutela del lavoro.
Quando muore un operaio su un cantiere imponiamo l’inversione dell’onere della prova. Dovrà essere l’imprenditore a dover dimostrare di aver adottato tutte le misure idonee alla sicurezza e non la famiglia del morto a dover provare la colpevolezza del datore di lavoro. Cominciamo, cioè a considerare l’imprenditore “colpevole” fino a prova in contrario e smettiamola con questa solfa di Ruby che ha stancato tutti e non ci porta da nessuna parte. Se proprio vogliamo condannare la prostituzione facciamolo in ogni suo aspetto a partire da quella intellettuale per finire a quella dei “ coraggiosi capitani d’impresa”.
RESTIAMO UMANI

Gerardo D’Amore

mercoledì 5 ottobre 2011

Givedì alle 20.00 , come preannunciato ricominciano le riunioni delle Associazioni aperte a tutti coloro che vogliono partecipare .

 Come preannunciato le associazioni riprenderanno gli incontri abituali a partire da giovedì sera ore 20.00 in C.so Aldo Moro . All'ordine del giorno le molteplici  tematiche emergenziali come: digestore anaerobico, Tribunale, Ospedale, Tabacchificio- piano traffico e Siad, nonchè  la risoluzione , finalmente, dell'annosa questione di Campo Sorbo 
L'aver vinto le elezioni amministrative , impone, infatti alle associazioni che hanno portato alla vittoria Biagio Di Muro , e salvato dalla scomparsa politica il P.D. e i Socialisti , un impegno maggiore rispetto al passato nel vigilare sul rispetto degli impegni elettorali e della cittadinanza in genere . Le associazioni , invitano a partecipare tutti coloro che credono di poter dare un apporto costruttivo alla risoluzione dei tanti problemi della città , per non abdicare al ruolo propositivo che le ha contraddistinte fino ad oggi .

martedì 4 ottobre 2011

Sindaco at work

Questa mattina, molti sammaritani hanno potuto vedere il sindaco Biagio Di Muro , girare per la città insieme ai dipendenti comunali  a bordo di un camioncino , per appurare di persona lo stato delle strade della città . Molte  le segnalazioni che in questi mesi sono state fatte dai cittadini ai dirigenti competenti , ( o meglio incompetenti !!!!!) su cartellonistica stradale abbandonata a terra negli angoli delle strade o sui marciapiedi della città e moltissime segnalazioni anche in merito alla presenza di marciapiedi rotti e verde incolto su suolo pubblico. Evidentemente le segnalazioni dei cittadini non sono oggetto di attenzione dei dirigenti comunali,  che, pensano forse, che restando chiusi nei propri uffici a "non si sa a  fare cosa", siano esonerati dal provvedere a svolgere i loro compiti . Quindi , questa mattina ,il sindaco Biagio Di Muro  ha dovuto agire personalmente e, chiamatosi gli operai addetti, ha perlustrato alcune strade della città controllando che venissero rimossi i cartelloni stradali o altre strutture pubbliche abbandonate,  che potevano rappresentare un pericolo per i passanti , soprattutto per i bambini . Ci si chiede se è normale che dei dirigenti menefreghisti possano continuare a ricoprire ruoli di responsabilità per i quali percepiscono stipendi mensili che rappresentano il reddito annuale di molti dei cittadini sammaritani. E' mai possibile che il Sindaco debba agire personalmente per salvagurdare i propri concittadini e non si possa far affidamento su chi dovrebbe svolgere tale compito ?    Se non fosse che quest'apatia e questo menefreghismo si registra da anni in questa città si sarebbe portati a pensare che sia voluto solo per creare disagio all'attuale Amministrazione ,non certo ben vista da dirigenti e da  gran parte dei dipendenti che oramai  si sono adeguati alla classe dirigente locale degli ultimi 20 anni,  che nulla ha fatto per la città se non saccheggiarla e danneggiarla . 
Si spera che il Sindaco , come è intervenuto questa mattina per controllare il degrado dell'arredo urbano e della manutenzione della città, intervenga nei prossimi giorni a controllare l'operato della Polizia municipale che sembra essere presente in strada  solo quando deve fare multe e non quando deve invece far mantenere l'ordine del traffico ,e che scompare completamente ,soprattutto durante gli orari  di punta che coincidono con il termine dell'orario scolastico e quindi dell'uscita degli studenti dai vari Istituti scolastici sammaritani.
Consigliamo al Sindaco , viste le recenti recriminazioni su un presunto galateo non rispettato , di farsi accompagnare in questi giri e controlli dagli assessori dei vari partiti e/o dai responsabili dei vari gruppi consiliari , per evitare di urtata la suscettibilità di qualcuno al quale sarebbe bene ricordare che l'interesse della città non ha nulla a che vedere con le beghe o le mire personali .

La domanda del giorno : ma il comandante dei vigili urbani è ancora De Rosa ?

Molti cittadini allarmati e anche alquanto arrabbiati ,continuano a scriverci o a chiedere se è vero che sia stato confermato come Comandante dei vigili urbani De Rosa ( o riccioli d'oro come lo aveva soprannominato il buon Pietro) . Tali dubbi in merito alla conferma o revoca del comando in capo a De Rosa sono dovuti al fatto che continuano a vederlo al Comando dei Vigili . Vogliamo , quindi, rassicurare i cittadini sammaritani e soprattutto i commercianti ,che l'oramai EX Comandante dei vigili urbani De Rosa è ritornato ad essere un dipendente qualsiasi del Comune di S. Maria C.V. e cogliamo l'occasione per ricordare che egli venne assunto da Iodice, prima come addetto stampa  per entrare poi nel giro di qualche mese  a far parte dell'organico dei vigili Urbani , sembra col grado di tenente. In seguito ,  gli venne conferito , sempre da Iodice l'incarico fiduciario di Comandante dei Vigili Urbani, incarico fiduciario  poi confermato anche da Giudicianni. Oggi , De Rosa, che è a tutti gli effetti un dipendente del Comune di S. Maria C.V. è tornato a ricoprire il ruolo che aveva prima di essere nominato da Iodice Comandante della Polizia municipale .
Intanto sappiamo che  l'EX Comandante di P.M. ha già chiesto ed ottenuto di poter svolgere il proprio lavoro a scavalco tra Poggio Marino e S. Maria C.V. ,quindi presterà servizio per 3giorni nella città del Foro e 3 giorni a Poggio Marino, dove probabilmente si trasferirà completamente ,appena ve ne saranno le condizioni, o appena avrà compreso che non vi è alcuna possibilità che torni a fare il Comandante dei Vigili Urbani(  se questo è l'intento suo e dei suoi amici nel mettere in giro voci infondate sulla sua riconferma )

lunedì 3 ottobre 2011

Santa Maria Capua Vetere la città che attira gli speculatori


Scrivevamo sul cartaceo " Venite a S. Maria C.V. , qui tutto si può!"


Santa Maria Capua Vetere si è contraddistinta negli ultimi 15- 20 anni per essere divenuta la città del primato dei più famosi ribaltonisti , dei più accaniti ricattatori, dove tutto era permesso e ancora in molti ritengono che sia così : che si possano gestire i Consiglieri per far sì che certi affari o certe concessioni vengano concesse ,ed è pur vero che gran parte dei Consiglieri Comunali della passata Amministrazione ribaltonistica per antonomasia siano stati rieletti e che solo una piccola percentuale di Consiglieri Comunali sono "novizi" ed è quindi "normale" per certi soggetti pensare di riuscire ad infettare e ad insegnare anche ai "neofiti" come poter utilizzare la carica per fare i propri interessi invece di quelli degli elettori . 
Noi confidiamo che ciò non accada e che coloro che si sono impegnati per il cambiamento riescano a mantenere gli impegni elettorali e non si facciano sviare da niente e da nessuno , e che finalmente S. Maria C. V. possa essere contraddistinta per l'Anfiteatro, per il Mitreo, per i suoi piccoli tesori archeologici nascosti, per i taralli e per la pasticceria . Intanto possiamo già fregiarci di essere la città del miglior gelato , premiato in Italia e in Europa : il gelato della Paletta d'oro attira infatti moltissimi amanti del gelato da tutta la provincia . Nell'attesa di vedere le nostre speranze per il futuro avverarsi abbiamo la fortuna di poter addolcire le amarezze del passato degustando i tanti ottimi prodotti artigianali della Paletta d'oro , guardando l'Anfiteatro che da millenni sorveglia la città e che seppure malandato e saccheggiato si erge ancora a ricordarci un passato fiorente e glorioso e a suggerirci che non siamo ancora stati distrutti e che dobbiamo guardare al presente e al futuro con la voglia di risorgere e di riprenderci ciò che avevamo . S. Maria C. V. l'antica Capua è stata distrutta molte volte durante la sua ultramillenaria vita ma altrettante volte è rinata e rifiorita grazie all'impegno e alla determinazione dei suoi abitanti e questo deve esserci da esempio .   

C’era una volta il paese della “CUCCAGNA”

Nel Medioevo, poiché la gente era preoccupata dal pensiero e dalla paura della fame, pensava che ci fosse un paese in cui si poteva mangiare tutto quello che si voleva, senza lavorare.
Questo paese immaginario fu chiamato “Cuccagna” e venne descritto da molti scrittori.
In un poemetto francese del XII secolo si dice che in questo paese i campi siano recintati con pezzi di carne arrosto e spalle di maiale; per le strade grosse oche  si cucinino da sole; in ogni via si vedono tavole apparecchiate dove ci si può sedere e mangiare e si può portare via qualsiasi cosa si desideri, ecc….
 Nella letteratura medievale spesso i protagonisti sono delle persone semplici a cui si fa credere che questo paese esista davvero. Come in una novella di Giovanni Boccaccio, famoso scrittore italiano del Trecento, in cui, un gruppo di amici, fa uno scherzo a Calandrino, narrandogli le meraviglie che hanno visto nel paese di   Bengodi. Il racconto ha inizio in un paese chiamato Bengodi, nel quale si trova una montagna di formaggio.
A Santa Maria Capua Vetere per molti anni, nella realtà amministrativa e nella convinzione degli speculatori,  questo antico  paese esistente solo  nella fantasia, si è materializzato.
Tutti coloro che avevano soldi da spendere, senza badare alla loro provenienza,sono corsi nella nostra città per investire; “tanto non c’erano regole”; tutto è stato permesso, tutto è stato promesso.
Oggi a qualcuno vanno le scarpe strette. Oggi, quelli che risultano proprietari di capannoni industriali in un sito  in cui erano ospitate fiorenti attività industriali, che si sperano vengano dismesse , non è ben informato. Infatti in  uno degli ultimi consigli comunali si è stabilito che quel sito, cioè l’ex Italtel o Finmek che sia, è e rimarrà a destinazione industriale e produttiva. I proprietari, ignorando questo fatto,  negano la vendita dei capannoni esistenti, nel convincimento che le promesse che sono state fatte negli anni passati si concretizzeranno e sarà permessa la costruzione di centinaia di alloggi. Per chi e nell’interesse di chi?
Da oggi a Santa Maria vi saranno regole certe per la gestione della Pubblica Amministrazione e, specialmente per l’urbanistica e per i lavori pubblici; da oggi saranno varati provvedimenti che andranno solo a vantaggio di chi vuole portare lavoro e benessere nella nostra città e favorire il suo sviluppo, e fermando l’emorragia di giovani che non ha altra scelta se non quella di emigrare.
Gaetano Rauso

sabato 1 ottobre 2011

Il responsabile dell’ufficio di manutenzione del Comune è penalmente responsabile a seguito di eventuali lesioni accorse ai pedoni, qualora non si attivi al fine di prevenire le situazioni di pericolo delle strade.

Così  ha deciso la IV Sezione Penale della Corte di Cassazione con la sentenza n. 27035 dell’11 luglio 2011.
Il fatto.
Un pedone riportava lesioni personali a seguito di una caduta dovuta ad un tombino, privo di coperchio, in alcun modo delimitato o segnalato, e situato in una strada poco illuminata.
Secondo gli ermellini, si legge nella sentenza, la qualifica di responsabile dell’ufficio manutenzione del comune, faceva sì che all’imputato incombesse il dovere di intervenire per eliminare l’insidia creatasi sulla strada, peraltro anche priva di illuminazione, a causa dell’assenza delle richiamate coperture.
Continuano i giudici né può il ricorrente pensare di eludere le responsabilità connesse con tale qualifica, adducendo di non avere avuto notizia di tale assenza. In realtà, le funzioni affidategli e la posizione di garanzia che da esse per lui derivava, avrebbero dovuto indurlo, non ad attendere passivamente la segnalazione di terzi, ma ad attivarsi in maniera autonoma per prevenire ogni possibile incidente.



SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE

SEZIONE IV PENALE

Sentenza 11 luglio 2011, n. 27035

ha pronunciato la seguente
SENTENZA
Osserva
*** ricorre, per il tramite del difensore, avverso la sentenza del Giudice di Pace di Cosenza, del 30 giugno 2010, che lo ha ritenuto colpevole, quale responsabile dell’ufficio di manutenzione del comune di Cosenza, del delitto di lesioni colpose in pregiudizio di ***, caduto dentro un tombino privo di copertura. Deduce il ricorrente violazione di legge e vizio di motivazione della sentenza impugnata in punto di responsabilità, affermata dal giudice senza considerare che nessuno aveva mai segnalato l’assenza della copertura del tombino, di guisa che nessuna condotta omissiva avrebbe dovuto addebitarglisi. Censura, altresì, il ricorrente la valutazione della prova da parte del giudicante attesa la genericità e contraddittorietà, e quindi inattendibilità, delle dichiarazioni rese dalla persona offesa
-II- Il ricorso è infondato.
In realtà, la decisione impugnata non merita alcuna censura, essendo la stessa del tutto in sintonia con gli elementi probatori acquisiti dai quali è stato giustamente tratto argomento per affermare la responsabilità dell’imputato.
Giustamente il giudice del merito non ha avuto dubbi in ordine al reale verificarsi ed alle cause dell’incidente, rilevando che di esso ha riferito, oltre che la persona offesa, anche il fratello, *** presente al momento dell’improvvisa caduta del congiunto dentro il tombino privo di coperchio. Sulla stessa caduta, ha ancora ricordato il giudicante, ha avuto modo di riferire anche il teste *** che, pur avendo sostenuto di non ricordare i fatti, ha tuttavia precisato che “forse” un signore si era fatto male perché era caduto dentro un tombino che, ha aggiunto, come gli altri della zona, erano privi di copertura. Circostanza, quest’ultima, confermata dal teste, v. brigadiere ***, intervenuto dopo l’incidente, che ha ribadito non solo la presenza, sul posto, di tombini senza coperchio, ma ha precisato che gli stessi non erano in alcun modo delimitati e segnalati e che la strada era priva di illuminazione.
Legittimamente, dunque, alla luce di tali emergenze probatorie, il giudice di pace non ha avuto dubbi circa l’attendibilità del racconto della persona offesa, peraltro soccorsa sul posto e trasportata in ospedale da un’autoambulanza del “118″.
Quanto ai profili di colpa rilevati nella condotta dello *** esattamente il primo giudice ha rilevato come, attesa la qualifica, dallo stesso ricoperta, di responsabile dell’ufficio manutenzione del comune, proprio all’imputato incombesse il dovere di intervenire per eliminare l’insidia creatasi sulla strada, peraltro anche priva di illuminazione, a causa dell’assenza delle richiamate coperture. Né può il ricorrente pensare di eludere le responsabilità connesse con tale qualifica, adducendo di non avere avuto notizia di tale assenza.
In realtà, le funzioni affidategli e la posizione di garanzia che da esse per lui derivava, avrebbero dovuto indurlo, non ad attendere passivamente la segnalazione di terzi, ma ad attivarsi in maniera autonoma per prevenire ogni possibile incidente.
In realtà, ha in proposito giustamente osservato il primo giudice che, alla stregua delle disposizioni vigenti in materia di svolgimento dell’attività amministrativa e di organizzazione degli uffici della pubblica amministrazione, lo *** era portatore di poteri, oltre che di organizzazione e di intervento, anche di controllo. Circostanza che delinea un preciso profilo di colpa a carico dell’imputato poiché ne denuncia una gestione meramente passiva ed attendista dell’ufficio ricoperto, laddove una corretta e dinamica interpretazione delle funzioni avrebbe dovuto indurlo ad attivarsi, a prescindere dalle segnalazioni di terzi, per organizzare uno specifico servizio di controllo del territorio al fine di verificare e prevenire eventuali situazioni di pericolo.
Controllo che, peraltro, nel caso specifico non avrebbe dovuto riguardare l’assenza solo delle coperture dei tombini, ma anche di segnali che avvertissero del pericolo rappresentato dalle buche scoperte, ed anche la mancanza di illuminazione, che rendeva la zona ancor più a rischio per i cittadini.
In definitiva, il ricorso deve esser rigettato ed il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali.
P.Q.M.
Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali.




Il popolo sammaritano ringrazia Clemente Tecchia che, con il suo impegno dietro le quinte, ha contribuito a far si che " La Città sotto la Città " si potesse svolgere .




Si ringrazia Clemente , ma con lui anche tutti coloro che, pur non essendo nè dipendenti comunali nè dipendenti della Soprintendenza si sono adoperati  a pulire i siti o le aree circostanti ai siti affinchè potessero essere resi presentabili e visitabili . ( Luigi, Rosario e altri ) 

Caino e Abele

Da Baudelaire "I fiori del male" la poesia "Caino e Abele"

Dioscuro...

Abbiamo parlato più volte dei "Fiori del Male" di Baudelaire, ma ci sono dei versi che hanno sempre attirato la mia attenzione, sono le razze di Caino e Abele.
Sono metafore delle tipologie di umanità che adottano rispettivamente modi di esistere opposti.
Chi vive nella religione e nella prosperità, appagato dall'appoggio della divinità e della sua coscienza, contro chi vive l'umanità nella sua essenza più carnale, asseconda i suoi istinti e ne è condannato. Contadini contro cacciatori, santità contro umanità, ricchezza contro povertà, beatitudine contro dannazione.
Si parla di razze, quindi non c'è scelta. Voi siete più Caino o Abele? :)

Caino e Abele

Razza d'Abele, dormi, bevi e mangia:
con che compiacimento ti sorride Dio!

Razza di Caino, striscia
nel fango e muori miserabile!

Razza d'Abele, il tuo sacrificio
accarezza il naso ai Serafini!

Razza di Caino, il tuo supplizio
potra mai avere fine?

Razza d'Abele, guarda prosperare
II tuo bestiame e le tue semine!

Razza di Caino, le tue viscere
urlano di fame come un vecchio cane!

Razza d'Abele, scaldati il ventre
al focolare patriarcale!

Razza di Caino, trema di freddo
nel tuo antro, povero sciacallo!

Razza d'Abele, ama e prolifica!
Anche il tuo oro si moltiplica!

Razza di Caino, guardati
dalle grandi brame, cuore ardito!

Razza d’Abele, tu cresci e ti pasci
come le cimici dei boschi!

Razza di Caino, trascina per le strade
la tua famiglia disperata!

Razza d'Abele, la tua carogna
ingrasserà la fumante terra!

Razza di Caino, il tuo compito
non è ancora finito!

Razza d'Abele, vergognati!
II ferro e vinto dallo spiedo!

Razza di Caino, sali al cielo
e scaraventa sulla terra Dio!

C. Baudelaire
Le Fleurs du Mal

Johnny:
Io sono molto più Abele, mi hanno già ucciso diverse volte....

Goethe:
Io sono Abele con Caino.
E sono Caino con Abele.

Intelligenti Pauca

CITAZIONE DI SAN FRANCESCO DI SALES

PAROLE DI SAN FRANCESCO DI SALES PER I FALSI FARISEI DI ALCUNE PARROCCHIE DELLA DIOCESI DI CAPUA

“NON ACCONTENTARTI DI ESSERE POVERO COME I POVERI, MA SII PIU’ POVERO DEI POVERI, VA A SERVIRLI QUANDO GIACCIONO A LETTO INFERMI E DEVI SERVIRLI CON LE TUE PROPRIE MANI.

QUESTA SERVITU’ E PIU’ GLORIOSA DI UN REGNO”.

CITAZIONE DEL GIORNO

MA COME CALZA BENE PER QUESTA CITTA'!
PROBABILMENTE AVEVA SOGGIORNATO PER UN PERIODO DI TEMPO A S MARIA…


cavalli

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BIAGIO MARIA DI MURO

RISPONDIAMO AL NUOVO CITTADINO C.DV.CHE DA QUALCHE MESE SI E’ TRASFERITO DAL LAZIO IN CAMPANIA E PRECISAMENTE A S.MARIA CAPUA VETERE IN VIA GALATINA CHE CI HA CHIESTO CHI ERA IL SINDACO DELLA CITTA’.

BIAGIO MARIA DI MURO

BIAGIO MARIA DI MURO

BIAGIO DI MURO

TI RIMETTO LA FOTO DI BIAGIO DI MURO E UNA PARTE DEL SUO CURRICULUM VITAE

BIAGIO DI MURO SI E’ LAUREATO, IL 30/10/1995, CON 110 E LODE IN ARCHITETTURA PRESSO L’UNIVERSITA’ DI NAPOLI, CON UNA TESI SPERIMENTALE IN SCIENZE DELLE COSTRUZIONI ED E’ ISCRITTO ALL’ORDINE DEGLI ARCHITETTI DELLA PROVINCIA DI CASERTA AL N. 872.

SVOLGE UNICAMENTE LA LIBERA PROFESSIONE ED HA LO STUDIO IN S.MARIA C.V., AL CORSO ALDO MORO N.73

E’ABILITATO AL COORDINAMENTO DI SICUREZZA – D.LGS.494/96 – CON ATTESTATO DI CORSO RILASCIATO DALL’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II, A CURA DEL CENTRO INTERDIPARTIMENTALE DI RICERCHE L.U.P.T. DAL 24 NOVEMBRE 1997.

HA PARTECIPATO AL GRUPPO DI RICERCHE SUL TEMA “STABILITA’ DELLE TORRI IN MURATURA” ORGANIZZATO DALL’ISTITUTO DI “COSTRUZIONE DELLA FACOLTA’ DI ARCHITETTURA” – UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI, FEDERICO II.

E’ COLLABORATORE DELLA III AREA DI RICERCA “PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E SISTEMI INFORMATIVI TERRITORIALI” L.U.P.T. – LABORATORIO DI URBANISTICA E PIANIFICAZIONE TERRITORIALE DELL’UNIVERSITA’ FEDERICO II DI NAPOLI, FACOLTA’ DI ARCHITETTURA.

E’ MEMBRO DELL’AREA DI RICERCA “PROGETTAZIONE URBANA, AMBIENTALE E DEL RECUPERO E VALORIZZAZIONE DEI BENI STORICI, ARCHITETTONICI, ARCHEOLOGICI E PAESAGGISTICI” DEL CENTRO DI RICERCA L.U.P.T. DELL’UNIVERSITA’ FEDERICO II DI NAPOLI FACOLTA’ DI ARCHITETTURA – DIRETTORE PROF. FRANCO MARINIELLO.

HA SEMPRE AVUTO UN FORTE LEGAME CON LA POLITICA ATTIVA, ESSENDO FIGLIO DI NICOLA DI MURO, IL QUALE FIN DAL 1956 E’ ESPRESSIONE DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA, PRIMA A LIVELLO COMUNALE I POI OLTRE AI CONFINI CITTADINI, FINO A DIVENTARE UOMO DI RIFERIMENTO DEL PARTITO AI PIU’ ALTI LIVELLI.

BIAGIO MARIA DI MURO FIN DALL’ADOLESCENZA HA POTUTO ASSORBIRE TUTTA L’ESPERIENZA POLITICA ED AMMINISTRATIVA, AVENDO AVUTO MODO DI FREQUENTARE ASSIDUAMENTE IL PARTITO.

PARTECIPA ALLA CONSULTAZIONE ELETTORALE AMMINISTRATIVA DEL 2002, CANDIDATO CON FORZA ITALIA, RIPORTANDO CIRCA 1000 VOTI DI PREFERENZE CONTRIBUENDO IN MODO DETERMINANTE DA FAR DIVENTARE FORZA ITALIA IL PRIMO PARTITO IN CITTA’.

DOPO NEL 2007 ASSUME LA CARICA DI VICE SINDACO, MA DOPO QUALCHE MESE NON ESITA A LASCIARE IL PRESTIGIOSO INCARICO QUANDO SI ACCORGE CHE CON LA DEFENESTRAZIONE DELL’ASSESSORE MARCIANO SCHETTINO VENIVANO TRADITI GLI IMPEGNI E LE PROMESSE SOTTOSCRITTE NEL PROGRAMMA ELETTORALE PRESENTATO AGLI ELETTORI.

DAL 2011 AL 2015 E’ STATO SINDACO DELLA CITTA’ DI S.MARIA CAPUA VETERE.

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SERVIZIO CAF PRESSO LA NOSTRA SEDE IN C.SO ALDO MORO N.73 AVETE A DISPOSIZIONE UNA SERIE DI SERVIZI UTILI:

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Euro 2.470.698,58

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euro 127.000,00

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TOTALE DEL FINANZIAMENTO:

euro 699.438,18

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PERDONA LORO......

Padre perdona loro! Perché li hai accecati? Perché hai tolto loro la memoria? Forse perché non credono più in Te? Padre perdonali! Tu sei un Dio buono: essi non sanno quello che fanno.... Non ricordano quando Tu mandasti loro la manna dal cielo e tutti sopravvissero e trovarono la terra promessa. Oggi li vuoi punire perché hanno troppo peccato? È per questo che la nuova manna tarda ad arrivare? Se sono ancora scettici e sono ancora cristiani se lo facessero spiegare dal loro parroco. Se poi sono degli assatanati, arrabbiati, solo perché credono di essere degli unti dal Signore, e solo perché sono stati abituati a credere di essere dei privilegiati, dimenticando i comandamenti che Dio diede a Mosè, allora fanno bene a pregare il vitello d'oro. E fanno bene a servire il vitello casalese sempre presente e che è stato causa del saccheggio sammaritamo e della chiusura delle industrie e la conseguente fine del lavoro, del commercio e delle possibilità di dare da bere agli assetati. Ma Tu Signore, nella Tua Infinita Bontà, Perdonali.....

NON CI SIAMO LIBERATI DI TUTTI MA RESTERANNO ALL'OPPOSIZIONE

NON CI SIAMO LIBERATI DI TUTTI MA RESTERANNO ALL'OPPOSIZIONE