prova


Non lasciare mai, che il successo ti nasconda la sua vacuità, un' impresa la sua vanità, la fatica la sua desolazione. Mantieni vivo dentro di te l' incentivo ad andare ancora più avanti, quell' inquietudine dell' anima che ci spinge al di là di noi stessi. Non guardare indietro, e non accarezzare sogni per il futuro. Ciò non verrebbe nè a restituirti il passato nè a soddisfare gli altri tuoi sogni ad occhi aperti. Il tuo dovere, la tua ricompensa, il tuo destino sono qui ora.
(Dag Hammaarskjold, Markings)
Dobbiamo accettare le delusioni che sono limitate, ma non dobbiamo mai perdere l'infinita speranza.
(Martin Luther King)
Noi non dimentichiamo e non demordiamo.
Quanno 'a furmicola vò murì, mètte è scèlle. Si dice di chi, raggiunta la ricchezza, perde ogni senso della misura e finisce per far cose illogiche e per danneggiare se stesso.
Quanno ò perucchio saglie in gloria perde à scienza e à memoria. Il villano che sale nella scala sociale dimentica subito la sua origine e coloro che lo hanno agevolato nella ascesa.

venerdì 18 ottobre 2013

Chi vuol muovere il mondo, prima muova se stesso.



Forse si è finalmente squarciato quel velo di disattenzione che ricopriva lo sfacelo. Le recenti dichiarazioni dei pentiti hanno finalmente dato uno scossone alla coscienza civica di tanti che tacciavano di becero allarmismo coloro che, sulla scorta delle numerose inchieste, incominciavano a porre quesiti.

E allora oggi, chi con più consapevolezza e chi meno, ci siamo tutti resi conto che la criminalità organizzata ha scelto il traffico e lo smaltimento illecito dei rifiuti, il più redditizio in assoluto tra i traffici illegali, come nuovo grande business. Rifiuti che, per la maggior parte, sono conferiti illegalmente da ditte compiacenti che, in tal modo, traggono un consistente vantaggio economico risparmiando gli oneri del normale smaltimento. Di conseguenza, i flussi illegali di rifiuti dall’attuale crisi economica hanno tratto nuovo vigore. I servizi a basso costo della criminalità organizzata sono richiestissimi, incrementano lo sviluppo di una vera e propria holding criminale sempre più strutturata, inoltrata nel tessuto economico e produttivo, capace di muoversi su più fronti, stringere nuovi accordi e consolidare i vecchi, rinforzando il suo tratto manageriale e imprenditoriale.

Una  pratica criminale che ha portato il nostro territorio ad avere il tasso di mortalità di tumori più alto d'Italia. In questo lembo della Campania si è consumato un disastro ambientale senza eguali, una Chernobyl italiana. I danni provocati dall'indiscriminato smaltimento dei rifiuti, il trasporto ed il transito di materiali inquinanti, senza il dovuto rispetto delle norme sulla sicurezza e la creazione di discariche abusive, ricadono direttamente sull'ecosistema del territorio, sulla salubrità delle aree agricole limitrofe, delle falde acquifere presenti e sulla salute stessa degli abitanti delle zone interessate.

Un business che non poteva esistere SENZA la connivenza delle istituzioni e dell’imprenditoria.

Il crimine organizzato ha la possibilità di proliferare nei settori della nostra società in virtù di questo legame forte, e fondamentale per la sopravvivenza della camorra, con la politica che gli garantisce il controllo. Controllo del territorio, gestito dai cosiddetti “colletti bianchi”, metastasi mortali per l'economia sana del territorio, capi organici della mafia: funzionari amministrativi, architetti, medici, ingegneri, avvocati, imprenditori al servizio dei clan, collusi. Controllo che si esercita pesantemente nei meccanismi di distribuzione delle risorse, con le tangenti, con l'accaparramento degli appalti, con l'infiltrazione negli organi del pubblico potere, politico e burocratico. Le istituzioni corrotte sono i veicoli principali delle pressioni mafiose e delle lobbies affaristiche loro contigue, favorendole nell’ acquisizione e nel controllo di attività imprenditoriali le inseriscono nell’economia legale locale facendole diventare componente del potere.

Le dichiarazioni, intercettazioni telefoniche, video, riprese, raccolte negli anni, rilevanti acquisizioni probatorie, passate al vaglio delle verifiche dibattimentali, documentano l’esistenza di una ramificata rete di organizzazioni dedite al traffico illecito di rifiuti speciali pericolosi, solidi e liquidi. Forniscono un suggestivo spaccato di un’imprenditoria giocoforza inquinata, in bilico tra l’ asservimento alla camorra e lo sfruttamento di collusioni antiche e radicate. Si evince “l’intossicazione da camorra” di cui soffrono interi rami dell’economia locale e l’insinuante penetrazione della criminalità organizzata negli spazi imprenditoriali e commerciali, che trasforma i formali titolari in docili strumenti dei suoi interessi.

A seguito delle testimonianze rese alle autorità giudiziaria, in particolare quella del pentito Guida, che ha individuato la zona dell’attuale Stir, ex Cdr, come sito di stoccaggio e deposito di tonnellate rifiuti industriali trasportati  dal nord, S. M. C. V. risulta essere discarica di rifiuti ad alto tasso di tossicità. Non possiamo dimenticare, in merito a queste vicende, le responsabilità di politici, amministratori locali, e imprese che hanno fatto affari con la criminalità vendendo il nostro futuro. Non possiamo dimenticare le responsabilità politiche e morali di quella tanto decantata filiera istituzionale e di quegli esponenti della stessa che, dopo aver per anni lucrato sulla vita dei propri concittadini, siedono ancora oggi sullo scranno comunale.

Forse, sono state proprio queste evidenti responsabilità a far reagire i consiglieri Simoncelli e Campochiaro in maniera che a noi è apparsa decisamente antidemocratica, durante il consiglio comunale aperto del 12 Ottobre allorquando hanno tentato di chiudere in maniera brusca e repentina la parte aperta del consiglio comunale, dimentichi di  rappresentare la volontà popolare. 

Non si può che compatire il comportamento inadeguato del consigliere Campochiaro impegnato in una strenua quanto rocambolesca difesa personale, per tutta la durata dell' assise, nella quale ha inutilmente, e con argomentazioni alquanto fallaci, tentato di giustificarsi riguardo la costruzione dello Stir di S. Maria C. V. nel periodo in cui era assessore all' ambiente. Non possiamo dimenticare che anche a lui dobbiamo questa eredità di morte e sfacelo, in ragione delle sue funzioni politiche al ramo. 



Comprensibile  quindi anche  lo scatto dell’opposizione che è apparsa alquanto piccata da quanto emerso nel dibattito e dai toni accesi degli attivisti,  e tramite l’ esimio avvocato Simoncelli,  rivolgendosi al Presidente Dario Mattucci, ha pensato bene di manifestare apertamente il  dissenso alla propensione degli amministratori al dialogo e al costruttivo confronto, dimenticando, come fatto notare in quella sede, di essere nella fase aperta del consiglio, la cui funzione è proprio quella di garantire ai cittadini, alle associazioni e ai comitati la libertà di parola e di espressione del proprio pensiero

Quando non ci si può giustificare di fronte ai cittadini si preferisce evadere dalle proprie responsabilità, evitando il civile confronto e le  risposte a domande più che legittime.

Perché si è sempre responsabili di quello che non si è voluto o saputo evitare.


sabato 12 ottobre 2013

L'opera monumentale dedicata all'eroico sacrificio dei fratelli de Simone




Il monumento in onore dei fratelli  de Simone fu ardentemente voluto da un comitato cittadino per ricordare il sacrificio degli eroici fratelli caduti durante la 1° Guerra Mondiale. L'amministrazione cittadina concesse il suolo gratuitamente e contribuì alla realizzazione dell' opera monumentale, che venne inaugurata nel 28 Luglio del 1925. Il monumento venne realizzato dall'architetto Manfredo Manfredi, esso consta di un basamento di travertino su cui, dal corpo centrale, si eleva una colonna sulla quale poggia un gruppo scultoreo in bronzo raffigurante quattro teste di militi disposte a croce e unite per la nuca, simboleggianti l'eroico sacrificio dei quattro fratelli. L'epigrafe monumentale recita:

"Ai fratelli Carlo, Stefano, Silvio, Enrico de Simone 1915-1918 
ovunque assertori di una fede 
cavalieri di un'idea 
mai piegarono 
combattenti tra i primi 
la loro gesta 
è storia e leggenda."

Il fratello maggiore, Silvio, intraprese la carriera militare, partì per la guerra Libica e morì in combattimento. Il secondo fratello, Carlo, si laureò in legge e si avviò alla carriera forense, partì per il fronte con il grado di tenente, dopo un combattimento fu dato per disperso. Il terzo Stefano, si laureò in medicina e si specializzò in oculistica all'Università di Parigi, andò al fronte con il grado di capitano medico, morì nell'ospedale psichiatrico di Aversa, dove venne ricoverato a seguito del forte trauma dovuto alle sofferenze vissute in guerra. L'ultimo fratello, Enrico, si accingeva alla professione notarile quando partì volontario per il fronte Albanese, con il grado di tenente, venne ferito gravemente e morì nell'ospedale militare di Milano.


venerdì 11 ottobre 2013

Soggiorno termale





Negli anni, l'iniziativa dell'amministrazione consolidò il proprio impegno nel dare la possibilità di fruire di un servizio di cure termali ad anziani con basso reddito, presso l' Hotel "Parco delle querce" di Contursi Terme. Un tranquillo periodo di riposo in cui godere di cure idropiniche, fanghi e bagni nell'ottica di sviluppo di un sistema sociale basato sul sostegno e l'offerta di una possibilità di svago alle persone anziane.

Inquadrandosi, tale soggiorno alle cure termali, nelle attività programmate dall'amministrazione comunale al fine di garantire agli anziani il diritto ad un esistenza e una vita aggregativa piena, si diede una risposta concreta ad uno dei bisogni fondamentali della piramide di Maslow, il bisogno di appartenenza.

Un contributo concreto e tangibile ad un esistenza con una più ampia partecipazione degli anziani alla vita sociale, in grado di offrire loro nuove occasioni per esprimere le proprie risorse intellettuali, realizzandone l'aspirazione a vivere un' esistenza piena e attiva.

Una delle tante soluzioni attuabili al problema dilagante, visto l'aumentare della vita media, dell'integrazione degli anziani nel tessuto sociale. Un occasione per rompere quel muro di isolamento psicologico e sociale, un arricchimento del proprio bagaglio di esperienze.

Un importante intervento sociale considerata la portata che ormai ha raggiunto la popolazione anziana nella nostra società, anche in vista del prolungamento della vita umana e il sostanziale calo delle nascite. Fenomeno che impone l'attuazione di iniziative che mirino al recupero dell'anziano in termini di presenza attiva nella società, che  li portino ad essere protagonisti.


giovedì 10 ottobre 2013

Sapere è potere





Nel lontano Febbraio del 1991, il Consiglio Comunale deliberò, all'unanimità, di proporre palazzo Melzi quale sede della facoltà universitaria. Spettò alla Regione Campania individuare le città che avrebbero ospitato il secondo ateneo napoletano. All'epoca, l'amministrazione comunale profuse molto impegno nell'ottenimento di incontri con i parlamentare regionali e nazionali, finanche con il Presidente della giunta regionale, affinché venisse accolta la richiesta del comune.


S’intuì una verità fondamentale: investire nell'istruzione avrebbe prodotto il più alto ritorno in termini sociali.

Maggiori investimenti in capitale umano avrebbero ridotto la propensione al crimine, aumentato la partecipazione civica, condotto a stili di vita più sani migliorando in maniera netta la salute, garantito opportunità lavorative più soddisfacenti, un netto miglioramento della qualità della vita, della stima di sé e della realizzazione personale.

L’istruzione, quale palestra fondamentale di educazione alla legalità, avrebbe svolto svolto una funzione cruciale di educazione e di formazione, che andava potenziata e arricchita proprio per la missione sociale che avrebbe potuto ricoprire. 

L’istruzione avrebbe garantito alle nuove generazioni la libertà di poter decidere del proprio futuro. Sarebbe stata lo strumento in grado di cancellare le disuguaglianze sociali, rendere possibile il difendersi dalle ingiustizie e la comprensione politica. 

L’istruzione sarebbe stato l’impulso e la base per la crescita personale e collettiva dell’intera comunità.

Si scelse d’investire in conoscenza e competenza, riconoscendoli quali punti fermi dai quali partire per potersi inserire ed imporre nella società moderna e nel mondo lavorativo, quali poli di formazione del senso critico necessario per snocciolare, e poter meglio comprendere, i meccanismi reconditi della società. 

Si scelse di investire sui giovani, per renderli protagonisti del loro futuro.


martedì 8 ottobre 2013

Quote rosa : ipocrisia e polemiche sterili . Le donne delle associazioni non si sentono una categoria protetta e non sentono il bisogno del Tar e delle quote rosa per affermarsi nella società e nella vita politica



Quale cittadina politicamente attiva nonché partecipante nelle fila delle liste civiche che hanno supportato e portato alla vittoria la coalizione di Di Muro, ma soprattutto come donna, sento il dovere di intervenire nel dibattito seguito all’avviso pubblico per la nomina della quota rosa sammaritana, il cui scopo è solo quello di acquisire la disponibilità da parte di appartenenti al gentil sesso a ricoprire un ruolo in seno all’esecutivo della città del foro.
Una polemica sterile e strumentale quella posta in essere da donne con cui condivido il genere ma non il pensiero.
Ritengo, e credo di rappresentare il diverso punto di vista di moltissime altre donne, che quella sulle quote rosa sia una legge ipocrita, che sotto l’egida delle pari opportunità e del rispetto dell’uguaglianza sancita dalla nostra Carta Costituzionale, finisce per trattare le donne come portatrici di un handicap (forse da ricercare nel diverso organo riproduttivo) bisognose di avere a disposizione posti riservati per trovare affermazione.
Inoltre tra le firmatarie del comunicato vi sono donne ai vertici di partiti politici che hanno avuto la possibilità all’interno della coalizione di maggioranza di fare una scelta politica sulla persona che rappresentasse il loro partito. Tale scelta, per non sconvolgere equilibri interni è ricaduta su uomini (Carlo Russo in quota socialista e Antonio Scirocco in quota PD) ed è evidente che ancora oggi ricade su uomini se non è stato consegnato al sindaco il nome di una donna da parte di tali gruppi della maggioranza, che hanno preferito adottare criteri diversi basati sul consenso popolare e sulla capacità di convinzione in cui le “femmine” non sono riuscite ad avere la meglio.
Sarebbe stato più coerente mettere in discussione, all’interno della propria formazione politica, i criteri utilizzati piuttosto che attaccare la scelta operata dall’amministrazione.
Non condivido dunque la battaglia femminista che si vuole mettere in piedi e non mi sento per niente discriminata o offesa dall’avviso pubblico, che potrebbe essere un segno di un nuovo modo di rendere la politica e il governo della città più trasparente e vicino ai cittadini.
                                                                                                         
                                                                                                                       Avv. p. Angela Cipullo

Lo strano caso dell' Ing. Biondi


Sembra assurdo che ancora oggi ci tocchi constatare, nonostante sia chiaro che l’ing. Biondi non possa ricoprire l’incarico di dirigente dell’ UTC a Santa Maria perché già dirigente a Caserta e per altre ragione personali contrastanti con il dettato del D.Lgs. n. 39/2013, che ancora spera di ritornare a dirigere l’ufficio tecnico per concretizzare i disegni speculatori dei suoi accoliti. Diventa dunque sempre più chiara la matrice che accomuna questa amministrazione comunale, che avverte come obiettivo prioritario, il ritorno in servizio del famigerato dirigente, firmatario di tutte le speculazioni edilizie sul territorio sammaritano. Evidentemente, hanno, o quanto meno non sfiora minimamente la compagine amministrativa, l’ostacolo legato alla condanna in primo grado incassata da Biondi, per la vicenda riguardante i progetti di Oscar Sarpi a Caserta, e che lo blocca ai sensi della legge anticorruzione.

Nuovamente, alla rivitalizzazione della città, si antepone la dannosa cementificazione. Laddove si potrebbe progettare l’insediamento di un'industria o di un'impresa, per garantire nuovi sbocchi  occupazionali, oggi si pensa di cementificare. Cum summo gaudio degli imprenditori del mattone dell’ agro aversano e nessuna speranza per i cittadini sammaritani di trovare lavoro in quei cantieri. Con il ritorno di Biondi sperano, tra gli altri, di far andare in porto una volta per tutte il progetto, tanto desiderato, dei 430 appartamenti, nell’area dell’ex tabacchificio. Ritrova vigore il tanto agognato progetto della città di 50.000 abitanti, un piatto luculliano per speculatori edilizi in odor di camorra. Il ritorno di Biondi si presenta quanto mai necessario per coloro che hanno unicamente fini utilitaristici dal momento che Di Tommaso, l’attuale dirigente, ha bloccato le pratiche border line che non rispecchiavano i suoi canoni di etica professionale, sponsorizzate da affaristi e speculatori.

Per la classe dirigente cittadina risulta dunque fondamentale, per favorire i loro compagni di merenda, all’interno dell’ UTC il dirigente preso in prestito part time dal Comune di Caserta, con evidente spreco per le casse comunali. Soldi che potrebbero essere utilizzati per altro, se si avesse l’accortenza di valorizzare le risorse interne all'organico comunale. Soldi da destinare ai servizi sociali, alle famiglie sammaritane, che, a seguito della chiusura di tutte le attività industriali e commerciali, dell’enorme crisi occupazionale che ci troviamo a fronteggiare, si trovano in grandissime difficoltà e disagi economici. La necessità di una macchina amministrativa improntata sui principi di legalità e trasparenza mal si concilia con il ritorno di Franco Biondi al timone dell’ufficio tecnico comunale. Noi Associazioni vorremmo ricordare l’impegno diretto preso nella difesa del territorio da speculazioni, onorabile solo attraverso il rispetto della natura urbanistica delle varie aree, a partire dal rispetto e dalla difesa delle zone F.


Dobbiamo evitare le mire speculatorie di gruppi politici ben individuati e aderire ad un progetto serio che miri al buon governo, che si assuma la responsabilità di amministrare e indirizzare l’intero mondo del lavoro, sottraendolo al libero arbitrio di pochi. Urge un serio e forte segnale di inversione di rotta, la cautela utilizzata nell’effettuare i cambiamenti non è più giustificabile sotto alcun punto di vista. Occorre una decisa presa di distanza da palazzinari, speculatori edilizi e coloro che avallano le loro istanze.


lunedì 7 ottobre 2013

Santa Maria Maggiore tra miti e leggende, una storia millenaria




Il 14 Agosto del 1984, dopo due anni di chiusura del complesso monumentale, con la solenne celebrazione della S.S. Vergine Assunta in cielo il duomo venne, finalmente, restituito ai fedeli accorsi ad onorare il simulacro della Vergine. Compromesso dagli eventi sismici di quegli anni, il controsoffitto della navata centrale era crollato sui banchi. Ogni attività dunque, venne limitata alle navate laterali nell'attesa che la Sovrintendenza si facesse carico di sistemare la copertura dell'edificio.

Durante i lavori di restauro, venne ritrovata al centro del Duomo una scala che permetteva l'accesso ad una sala di riunione collegata da un corridoio ad una stanza più piccola, un attraversamento che partendo dal centro della navata si dirigeva verso il sagrato. Esso, non fu l'unico ritrovato. Ne venne scoperto un altro, al quale si accedeva mediante la scala posta dinanzi alla Cappella dei Morti e che attraversava il Duomo nel senso opposto, terminando davanti alla Cappella del Santissimo.

Questi cunicoli, in epoche diverse, vennero sbarrati per rinforzare il pavimento della Chiesa e per creare fosse comuni nelle quali venivano riposti i cadaveri delle vittime di epidemie. I siti scoperti vennero ripuliti e resi accessibili al pubblico.

Nel nostro Duomo sacro e profano, storia e leggende dalle radici millenarie vengono a fondersi inscindibilmente ricoperte da un velo di misteri impossibile da squarciare. Crocevia di mille misteri insoluti sepolti nelle vestigia millenarie della Basilica di Santa Maria Maggiore.


lunedì 30 settembre 2013

Strade allagate e negligenza amministrativa


Piogge insistenti nella notte sammaritana hanno causato numerosi allagamenti. Si registrano allagamenti in seminterrati, garage, piani inferiori di abitazioni completamente sommerse dalla acque piovane a causa del mal funzionamento della rete fognaria e delle condizioni disastrose in cui versano le strade, anche in pieno centro.  Piazza San Pietro è completamente inagibile. Per non parlare, poi, dei danni alla periferia cittadina considerata ormai una realtà di minor importanza, le strade extraurbane sono  lasciate in balìa degli eventi. Numerosi sono stati gli automobilisti bloccati nei sottopassaggi e sotto i ponti, pieni di buche ricolme di acqua piovana. La rete fognaria risulta interamente intasata, al punto tale da non consentire il refluire delle acque piovane. 
Vorremmo ricordare ai nostri amministratori, che sembrano al quanto carenti in materia giurisprudenziale,  che l’obbligo di manutenzione e di custodia della rete fognaria e stradale è strettamente una responsabilità dell’Ente proprietario del bene, del Comune dunque. Si verifica una chiara omissione di vigilanza, il mancato esercizio di un continuo ed efficace controllo. 
Ricordiamo che la pubblica amministrazione è chiamata a rispondere del mancato annullamento della forza nociva, della negligenza nella manutenzione delle strade comunali e dei relativi condotti fognari. Pur riconoscendo il periodo di crisi economica che sta caratterizzando l’intera sistema, individuiamo tali interventi come certamente più utili e funzionali di altri, dunque si sollecita l’amministrazione cittadina ad intervenire prontamente, in vista della stagione autunnale che si pone innanzi, con in interventi di ripristino atti a migliorare la fruizione delle strade comunali.


domenica 29 settembre 2013

L’ennesimo spreco di denaro pubblico perpetrato ai danni dei sammaritani


Ripetutamente annunciati durante lo scorso anno, con tanto di squilli di trombe, gli interventi di recupero e valorizzazione del parco urbano, che avrebbe dovuto ospitare al suo interno la sede del parco tematico Città della Storia, sembrano non essersi mai concretamente avviati. Un progetto che avrebbe dovuto presentare solo un completamento delle attrezzature ricettive e ludiche già realizzate nell’area. Progetto per un importo di quasi dieci milioni di euro che si sarebbe dovuto estendere su una superficie di circa 45mila metri quadrati, che ad oggi presenta percorsi già realizzati, con pannelli informativi (anche in braille), panchine ed altri arredi urbani. Si era addirittura pensato ad allestire una zona didattica, per una migliore continuità del percorso archeologico, e un approccio sensoriale alla natura mediante l’ utilizzo di essenze tipiche della macchia mediterranea campana, con costi economici e di adattamento certamente inferiori alla piantumazione di specie esotiche. Il tutto al fine di uniformarsi alle recenti direttive internazionali in materia di riqualificazione di suoli abbandonati attraverso il ripopolamento di piante autoctone, con il duplice scopo della creazione di un ulteriore punto di attrazione per i turisti in visita all’ Anfiteatro. Decisamente un opera avanguardistica. Vorremmo tentare di comprendere, dunque, la politica disfattista di un’ amministrazione comunale che ha fermamente deciso di continuare a sperperare denaro pubblico per la realizzazione di nuove opere mai completate, sistematicamente lasciate all’oblìo e al vandalismo dilagante. Siamo fin troppo coscienti che la nostra rimarrà una “Vox  clamantis in deserto”, ma è impensabile, per noi, lasciare all’ incuria e ad un destino di lento degrado un’ opera pubblica che sarebbe potuta diventare con successo un punto di aggregazione cittadino e che oggi, invece, versa abbandonata al lento logorìo del  tempo e bisognevole di svariati interventi strutturali. Oggi l’area si presenta come preda ambita di atti vandalici da parte di incivili che hanno divelto suppellettili ed arredi vari, danneggiato irrimediabilmente panchine e vialetti trasformandola in un deposito di rifiuti, anche grazie al facile accesso e alla mancanza di sorveglianza. Un’ area abbandonata al degrado che rischia fortemente di divenire caveau di stupefacenti, area di spaccio e luogo d’incontro della piccola criminalità organizzata. Affermiamo serenamente queste nostre dure parole di denuncia in quanto preferiamo essere accusati oggi di allarmismo, piuttosto che tra qualche anno di negazionismo o, peggio ancora, di connivenza. Se non si approntano immediatamente soluzioni adeguate, efficaci ed efficienti per la manutenzione ordinaria dell’impianto, lo sforzo economico del Comune di Santa Maria Capua Vetere sarà vanificato. Si rende, oltremodo, necessario l’attivazione di un impianto di videosorveglianza, in quanto il livello di sicurezza deve essere urgentemente innalzato, per preservare il parco urbano dall’opera dei vandali e degli incivili che quotidianamente ne fanno territorio di nessuno. 

Un vero e proprio monumento allo spreco di denaro pubblico.


Teatro Garibaldi, il piccolo San Carlo


Il Teatro Garibaldi, inaugurato nel lontano 1896, è un attestato straordinario di un'epoca incantata per Santa Maria Capua Vetere, testimonianza preziosa della cultura tardo ottocentesca dell’ Altera Roma che si evidenzia in un’architettura, di stile tardo-neoclassico, realizzata in modo armonico e gradualmente differente. Un teatro lirico talmente bello da guadagnarsi la definizione di  “Piccolo San Carlo”.
Risulta impensabile l’attuale fallace gestione del teatro cittadino. Concedere la struttura ad Associazioni e/o a compagnie teatrali locali non è sufficiente a ridare il suo antico splendore al fiore all’ occhiello della città. Risulta necessaria una gestione seria e responsabile, di alto profilo, con requisiti professionali degni nota e una programmazione di alto livello artistico e culturale, in grado di riportarlo alle perdute stagioni liriche. Occorre farlo cornice della grande prosa, del teatro di ricerca, dei monologhi d’autore, degli spettacoli di danza e musica, classica e contemporanea, ma soprattutto cornice di regie importanti, di interpreti di consolidate esperienze teatrali e giovani talenti della nuova drammaturgia, per un calendario ricco in grado di riappassionare gli spettatori.   
             

Quest’ anno il Comune di Santa Maria Capua Vetere riconoscerà un contributo economico pari a 40.000 euro erogato, previa dettagliata rendicontazione delle spese sostenute, attingendo due somme pari a 20.000 dal bilancio 2013 e dal capitolo del bilancio di previsione 2014. Dopo questo notevole contributo, ci auguriamo che spese varie ed eventuali, servizi di botteghino e hostess siano a carico del Teatro Pubblico Campano affinché si ridia un nuovo slancio alla vita teatrale sammaritana mantenendo, realmente, bassi i costi dei biglietti d’ingresso e quindi facilmente accessibili per l’utenza,

Le istituzioni devono avvicinarsi di più al mondo del teatro, credere nella sua forza espressiva, educativa e culturale, investendo in questo straordinario mondo. La gestualità corporea in uno spazio con fini artistici ed illustrativi unitamente all’ immensa opportunità di ritrovare nel ruolo, nel personaggio sé stessi e scoprire le proprie risorse, in una continua esplorazione dell’ io, dei propri  limiti, rendono il teatro stesso un momento di incredibile ed insostituibile crescita culturale, individuale e sociale.


Il monumento ai Garibaldini, origini e storia di un' antica urbe





Dopo pochi giorni dalla liberazione di Capua dai Borboni i rappresentanti della città decisero di realizzare un monumento in onore dei garibaldini morti durante la gloriosa battaglia del 1° Ottobre del 1860, ma tale progetto non vide mai la luce. Nel 1889 Santa Maria Capua Vetere e Capua si riunirono per decidere dove realizzare tale opera ma il sostrato di reciproco rancore e la presenza di sostenitori del vecchio regime borbonico portarono, ancora una volta, al nulla di fatto. Ma nel 1893, il comune di Santa Maria Capua Vetere deliberò la realizzazione di un parco urbano e quindi si decise di realizzare il monumento nel parco stesso.

Episodi di becero vandalismo, nei mesi precedenti, si erano presentati dinanzi agli occhi increduli dei cittadini costretti ad assistere ad uno spettacolo inquietante ed un'assoluta mancanza di rispetto nei confronti degli ideali patriottistici. Cumuli di macerie gettate all’interno dell’ossuario, dediche in bella mostra poste a deturpare il marmo monumentale, paletti divelti, sospetti passeggi o soste sulla parte posteriore delle gradinate. Il monumento versava in condizioni di assoluto degrado, vittima dello scarso senso civico cittadino.
Dalla fine di giugno, la villa comunale è stata particolarmente interessata da interventi specifici miranti alla valorizzazione ed alla salvaguardia di uno dei pochi parchi urbani cittadini. In special modo sono stati attuati interventi di rimozione delle scritte che deturpavano il monumento garibaldino. Maggiore attenzione è stata focalizzata sulla vigilanza e sulla tutela dell' intera area mediante un'apposita ordinanza comunale che ha introdotto severe sanzioni a carico dei trasgressori delle vigenti normative. Gli episodi di vandalismo ai danni dei monumenti storici cittadini sono l’espressione di una sottocultura cittadina che inficia la propria memoria storica negando, così, un forte impulso all’economia cittadina e una determinante sensibilizzazione che conduce alla conservazione del patrimonio storico. Ci auguriamo che la cittadinanza tutta si riinnamori della propria storia, delle proprie origini e sappia riaccendere la fiamma di un ardente e autentico senso di appartenenza al territorio.



sabato 28 settembre 2013

L'ennesimo episodio di rapina in città



Si verifica in città l’ennesimo episodio di violenza perpetrato ai danni di un noto agricoltore in località Sant’ Andrea. L’uomo ha subito una brusca interruzione del meritato riposo serale da parte di due malviventi che, attraverso una finestra dell’abitazione, si sono intrufolati in casa. Durante il tentativo di reazione del proprietario è partito un colpo d’arma da fuoco che l’ha ferito all’ inguine. Nel frattempo, i malviventi, spaventati dall’ accaduto, si sono dileguati. 
Lo sfortunato agricoltore è stato portato al Pronto Soccorso. Il periodo di crisi generale in cui versiamo, inevitabilmente, favorisce ed alimenta ulteriormente la criminalità organizzata, divenuta, ormai, un problema  di proporzioni gigantesche. Cresciuto a dismisura tra l’indifferenza generale e l’assuefazione alle più efferate forme di violenza, che caratterizzano la società apatica in cui ci ritroviamo a vivere. Quotidianamente, siamo costretti a registrare episodi criminosi di varia natura, quelli che destano maggiore preoccupazione sono i furti e le rapine nelle abitazioni, che negli ultimi anni sono aumentati a dismisura. 
Oltre al danno materiale, destano allarme sociale in quanto vìolano il domicilio, intaccando la sacralità del focolare domestico. Contaminando, così, il luogo più intimo della famiglia. Mettendo in crisi la sicurezza che emanano le mura domestiche, da sempre vissute come porto sicuro in cui ormeggiare dopo una tempesta, rifugio e sede di tranquillità. La violenza gratuita e il disprezzo della vita umana, che li rende mostri capaci di uccidere per pochi euro, genera un intenso e diffuso senso di insicurezza, al quale neanche l’ operosità delle Forze dell’ordine sa porre fine.

La Società di Trasformazione Urbana


Sono anni che si parla della  STU, ad oggi, non è ancora noto a quanti ammonti realmente il danno economico che il Comune sta subendo a seguito delle operazioni degli anni addietro. E’ sempre bene riportare lo sguardo al recente passato, soprattutto quando gli effetti si ripercuotono sul nostro presente. Nelle scorse settimane sono apparse, sugli organi di stampa, notizie inerenti un pignoramento notificato al comune di S. Maria Capua Vetere, pignoramento causato da mancati pagamenti, da parte della società “Capua Antica Innova” spa, ed altre inadempienze. Risulta, quindi, effettivo il pignoramento di un terreno da parte della banca che aveva  erogato il mutuo, l’ Unicredit Spa, la quale si è andata a rivalere sul Comune. Orbene, il terreno comunale in oggetto, di una superficie davvero notevole e fondazioni di cemento armato già gettate, verrà acquistato all’asta per un’ esiguo valore.  Inoltre, la  società "Ideal costruzioni", che ha realizzato i lavori, richiede un pignoramento dei beni comunali  per una somma  1.800.000,00 euro di lavori effettuati e non pagati a questa si aggiungeranno altri soggetti che non sono stati remunerati. Insomma, per il nostro comune nessun vantaggio, ma il business è, a dir poco, certo ed effettuato per avvantaggiare terzi, dal momento che modificando il dimensionamento o la localizzazione delle aree per specifiche tipologie di servizi alla popolazione, regolamentate con standard urbanistici minimi si potranno realizzare appartamenti, uffici e centri commerciali. 
Mere esigenze tecnico-funzionali e di mercato, esigenze che non sono certamente legate al pubblico interesse. Non ci sarebbe stata migliore occasione di una società di trasformazione urbana, che svolga azione di supporto per l’artigianato e la piccola industria locale, per riscattare la perdita del ruolo di preminenza guadagnato in passato grazie alle grandi realtà industriali e commerciali presenti sul territorio. Le STU furono portatrici della speranza di nuove opportunità occupazionali ed economiche in sostituzione delle attività cessate. Esse nacquero con lo scopo specifico di trasformare il territorio, al fine di tentare di conferire un assetto organico al complesso sistema di realizzazione di attività artigianali, commerciali ed industriali, stimolandone lo sviluppo e la crescita. Ad oggi, nell’ area STU c’è ancora il nulla e la desolazione.


“Fu vera gloria? Ai posteri l'ardua sentenza"


L' Alifana


La ferrovia Alifana è sicuramente da annoverare tra le istituzione più care alla comunità dell' Antica Capua, in quanto parte integrante della memoria storica cittadina. La valorizzazione del territorio passa per la raccolta di materiale fotografico e documentazione storica che possa consentire fattivamente l' implementazione del patrimonio storico-culturale. Il progetto dell’ Alifana trovò concretizzazione nel 1913 con una tratta di 43 km., ed aveva trazione elettrica a corrente alternata monofase. La linea svolgeva regolarmente il suo servizio tra le sue 19 stazioni, ovvero piazza Carlo III,  via Don Bosco, Secondigliano, Piscinola, Marano, Mugnano, Giugliano, Aversa, Lusciano, Trentola, Frignano, Casaluce, Teverola, Regi Lagni, Santa Maria Capua Vetere - Sant'Andrea dei Lagni, Curti, Santa Maria Capua Vetere Città - San Pietro, Anfiteatro, Capua.



Il treno, nell'accezione più comune del termine viene considerato unicamente come un mezzo di trasporto pubblico, composto da elementi uniti a formare un unico convoglio. Ma un treno non è soltanto questo. E' una trasfigurazione della realtà paesaggistica, una differente prospettiva, non più statica, ma dinamica, del paesaggio che ci circonda. Una ferrovia è un luogo, presente nel vissuto di ognuno di noi, carico ed intriso d' intense emozioni: di "addii" e di "arrivederci", di partenze e di arrivi. 



                                                Zacarias Cerezo  -Stazione Alifana


venerdì 27 settembre 2013

Corteo studentesco nazionale


Il lavoro di ricostruzione di un pensiero critico capace di sorreggere una nuova soggettività politica è un percorso lungo e faticoso. Ma è pur vero che nella società sammaritana esistono giacimenti di intelligenza, risorse e forze insospettate, forze forse oggi sopite, ma non prive di motivazioni convincenti su cui contare. Il tema, piuttosto, è come gli onesti, scevri da personalismi e velleità da prime donne, riprendano a partecipare alla vita politica organizzata, a svolgere una funzione di formazione della coscienza pubblica, recuperino una dimensione autenticamente popolare con una qualche forma organizzata di lotta sociale, di cui oggi c’è un autentico bisogno. I giovani sono la risposta al riscatto sociale, forniscono inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico, stimolano l'aggregazione e la manifestazione di consensi e dissensi. Non c'è partecipazione realmente democratica, libera da ogni condizionamento, rappresentativa ed efficace senza il pathos comunitario, lo spirito di chi aderisce all’ impegno per riaffermare il rispetto di diritti, per dare impulso alla buona politica, declinata da tanti giovani competenti, entusiasti ed onesti. I responsabili dei grandi poteri, delle istituzioni sembrano interessati a trasformare i cittadini in sudditi, non in soggetti politici, privando i giovani dell’abito della critica. Il potere vuole solo giovani ubbidienti. Nessuna libertà, nessun confronto, le istituzioni s’impegnano a formarli con una didattica retrograda che nega al discente qualsiasi possibilità di gestione del suo percorso formativo. I ragazzi si sentono schiacciati, sviliti, alienati da un sistema molto più grande di loro. Ma non si arrendono ai soprusi dei potenti. I giovani con fatica ed entusiasmo stanno lavorando, elaborando proposte concrete, coerenti e costruttive, stanno arrivando alla scelta epocale della non violenza. Uniti da fervidi ideali, si aggregano per protestare contro la disattesa della Costituzione, contro la mancata rimozione degli ostacoli che limitano la libertà e l’uguaglianza dei cittadini. Si fanno promotori del processo di rinnovamento di questa democrazia e della difesa della Costituzione. Ancora una volta Santa Maria Capua Vetere si riconferma fucina di intelligenze critiche, che si pongono a strenua denuncia di chi, ignorando deliberatamente la volontà popolare, agisce anteponendo la logica del profitto ai diritti dei cittadini, scendendo in piazza Venerdì 4 Ottobre. In un clima di forte disperazione e tensione sociale, vessato dal peso incombente di interi settori economici fiaccati dalla crisi, dal forte malessere delle piccole e medie imprese, dall’ elevato tasso di disoccupazione e di precariato che svilisce la dignità di intere famiglie. Sono troppi i giovani costretti a vivere il profondo disagio della mancanza di ammortizzatori sociali finalizzati ad attutire i contraccolpi della crisi economica, sentire sulla propria pelle con quanta disperazione può devastare la vita umana la dilagante crisi occupazionale, fino a giungere a portare la persona sull’ orlo della disperazione e dello svilimento. C’è un vento leggero che soffia e che cresce, in quest’ antica città. Un vento che profuma di cultura, innovazione, legalità, senso civico e impegno personale, che accende i riflettori sui meandri del dolore sociale perché questa città diventi la casa dei diritti del popolo. E il vento non lo si può fermare.

Historia magistra vitae


La Storia è vera testimone dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra di vita, messaggera dell’antichità. Come spesso accade, sfogliando tra le pagine ingiallite della nostra vita, tra i ricordi accantonati in un angolo del dimenticatoio, spesso ci si ritrova dinanzi a veri e propri corsi e ricorsi della storia. La storia di un ognuno di noi. Quella che scriviamo sulle pagine bianche della nostra vita, quella che ci da la possibilità di scegliere il nostro destino, chi essere, che impronta dare alla nostra esistenza, a quest’ effimero passaggio nella vita terrena. E allora accade di rovistare tra i faldoni di un' operosa soffitta, così, per sentire l’odore della carta stampata e fare un piccolo resoconto del proprio operato. Una finestra sul passato e tra le mani un articolo di qualche anno fa.


"Come valorizzare i nostri tesori



La rivalorizzazione dei nostri tesori storici può partire dai giovani. Dopo aver effettuato attente ricerche telematiche ed aver accuratamente letto diverse guide con percorsi culturali in Italia, sono giunto alla conclusione che, anche se è vero il detto"scripta manent", bisogna inevitabilmente promuovere in modo attivo le nostre risorse storiche. Nelle guide più quotate sul mercato troviamo citati L'anfiteatro, il Mitreo e il museo archeologico dell'antica Capua. Spesso dimenticati l'arco di Adriano, la basilica di Santa Maria Maggiore, il museo dei gladiatori e le numerose domus. I percorsi culturali partono spesso dai giovani studenti, dalle scuole con i progetti didattici e la possibile soluzione per incrementare l'afflusso turistico ai nostri siti sta nello stilare un programma dettagliato che raccolga tutti i siti archeologici, musei, chiese, monumenti e quant'altro, corredato da orari, modalità di accesso e visite guidate. Una volta completato il percorso bisogna sollecitare Capua e Caserta a farne uno simile per poter promulgare l'iter culturale articolato in 3 o 4 giorni al massimo, come si fece nel grande progetto del 2001 denominato "Progetto Antica Capua". Un progetto serio ed integrato si può, partendo dai comuni,tramite il Ministero della pubblica istruzione, la sovraintendenza ai beni culturali, l'ente provinciale per il turismo e la regione,pubblicizzarlo in tutte le scuole italiane sia telematicamente che inviando l'iter dettagliato per iscritto. I rapporti interscolastici tra i dirigenti divengono fondamentali, al giorno d'oggi, per supportare queste iniziative e praticare scambi culturali fra le varie scuole. Infine, ma non meno importante, è la realizzazione di un sito internet per tutte le risorse culturali della nostra città sul quale tutti possono acquistare biglietti, pacchetti culturali con eventuali hotel convenzionati e visite guidate. Solo ed esclusivamente con un progetto integrato e dettagliato nei particolari con le città limitrofe, fortemente pubblicizzato specie per via telematica, nel 2011 si potrà finalmente vedere inserita Santa Maria Capua Vetere, con Capua e Caserta in un itinerario turistico completo e di successo.” 



Leggendo queste righe, si coglie tutto l’ardore e l’entusiasmo di chi sta per approcciarsi ad un progetto al quale si è lavorato per mesi, un progetto comune che ha unito le anime di chi l’ha sostenuto con ferma convinzione. Eppure dal giorno immediatamente successivo alla vittoria incominciò a rivelarsi la loro indole debole e facilmente incline alle connivenze. Con la disattesa degli impegni presi con i cittadini e il distacco dalle linee programmatiche, si è manifestata la chiara volontà di anteporre i propri interessi a quelli della città, proprio da parte di coloro che si dicevano contrari elle speculazioni e si autoproclamavano alfieri della legalità. Adesso, quelle voci che si facevano promotrici degli interessi cittadini, dello sviluppo turistico e culturale cittadino tacciono, dimentichi dei loro buoni propositi, svendendosi in cambio di misere prebende e comodi troni.

Il Tribunale, presidio di legalità

- Giugno 1983. Bollettino comunale d'informazione

Con questo bollettino comunale le associazioni si prefiggono lo scopo di ricordare, in un frangente in cui le polemiche e in dissapori sembrano svilirne l'importanza, con quanti sacrifici, negli anni passati, la città si è posta a strenuo baluardo dell’unico avamposto di legalità nel cuore della camorra. La nostra città è territorio sventrato dalla speculazione, violentato dalle cosche. Desertificato dalla presenza di una subcultura deviante, in vaste aree del territorio urbano, che spiega le dimensioni assunte dal fenomeno della criminalità organizzata. Il Tribunale costituisce un segno tangibile di fede per il futuro; un enclave di solidarietà e fiducia nel domani. Bisogna difendere questi spazi di Antimafia sociale, spazi di democrazia, in un momento storico in cui luoghi come questi si vanno restringendo sempre di più. Si confida nel rinnovato impegno dell' amministrazione cittadina nella difesa del primo presidio di legalità.



lunedì 9 settembre 2013

Gaetano Rauso rassegna le dimissioni da Consigliere Comunale

 Il Consigliere Gaetano Rauso, l'unico che da anni si contraddistingue per le battaglie in favore della città e dei suoi cittadini, stamattina ha rassegnato le proprie dimissioni . Noi, per la coerenza e la determinazione con cui egli ha sempre conseguito l'interesse di S. Maria C.V.  non abbiamo accettato di buon grado  la decisione di Gaetano che però rispettiamo. Purtroppo il Consiglio Comunale perde oggi l'unico uomo di principi che aveva al suo interno ed anche la lettera di dimissioni protocollata questa mattina al Comune di S. Maria C.V. dimostra l'amore e l'attaccamento che Gaetano Rauso prova per questa città. 
Noi speriamo ancora in un ripensamento 

Caino e Abele

Da Baudelaire "I fiori del male" la poesia "Caino e Abele"

Dioscuro...

Abbiamo parlato più volte dei "Fiori del Male" di Baudelaire, ma ci sono dei versi che hanno sempre attirato la mia attenzione, sono le razze di Caino e Abele.
Sono metafore delle tipologie di umanità che adottano rispettivamente modi di esistere opposti.
Chi vive nella religione e nella prosperità, appagato dall'appoggio della divinità e della sua coscienza, contro chi vive l'umanità nella sua essenza più carnale, asseconda i suoi istinti e ne è condannato. Contadini contro cacciatori, santità contro umanità, ricchezza contro povertà, beatitudine contro dannazione.
Si parla di razze, quindi non c'è scelta. Voi siete più Caino o Abele? :)

Caino e Abele

Razza d'Abele, dormi, bevi e mangia:
con che compiacimento ti sorride Dio!

Razza di Caino, striscia
nel fango e muori miserabile!

Razza d'Abele, il tuo sacrificio
accarezza il naso ai Serafini!

Razza di Caino, il tuo supplizio
potra mai avere fine?

Razza d'Abele, guarda prosperare
II tuo bestiame e le tue semine!

Razza di Caino, le tue viscere
urlano di fame come un vecchio cane!

Razza d'Abele, scaldati il ventre
al focolare patriarcale!

Razza di Caino, trema di freddo
nel tuo antro, povero sciacallo!

Razza d'Abele, ama e prolifica!
Anche il tuo oro si moltiplica!

Razza di Caino, guardati
dalle grandi brame, cuore ardito!

Razza d’Abele, tu cresci e ti pasci
come le cimici dei boschi!

Razza di Caino, trascina per le strade
la tua famiglia disperata!

Razza d'Abele, la tua carogna
ingrasserà la fumante terra!

Razza di Caino, il tuo compito
non è ancora finito!

Razza d'Abele, vergognati!
II ferro e vinto dallo spiedo!

Razza di Caino, sali al cielo
e scaraventa sulla terra Dio!

C. Baudelaire
Le Fleurs du Mal

Johnny:
Io sono molto più Abele, mi hanno già ucciso diverse volte....

Goethe:
Io sono Abele con Caino.
E sono Caino con Abele.

Intelligenti Pauca

CITAZIONE DI SAN FRANCESCO DI SALES

PAROLE DI SAN FRANCESCO DI SALES PER I FALSI FARISEI DI ALCUNE PARROCCHIE DELLA DIOCESI DI CAPUA

“NON ACCONTENTARTI DI ESSERE POVERO COME I POVERI, MA SII PIU’ POVERO DEI POVERI, VA A SERVIRLI QUANDO GIACCIONO A LETTO INFERMI E DEVI SERVIRLI CON LE TUE PROPRIE MANI.

QUESTA SERVITU’ E PIU’ GLORIOSA DI UN REGNO”.

CITAZIONE DEL GIORNO

MA COME CALZA BENE PER QUESTA CITTA'!
PROBABILMENTE AVEVA SOGGIORNATO PER UN PERIODO DI TEMPO A S MARIA…


cavalli

cavalli

BIAGIO MARIA DI MURO

RISPONDIAMO AL NUOVO CITTADINO C.DV.CHE DA QUALCHE MESE SI E’ TRASFERITO DAL LAZIO IN CAMPANIA E PRECISAMENTE A S.MARIA CAPUA VETERE IN VIA GALATINA CHE CI HA CHIESTO CHI ERA IL SINDACO DELLA CITTA’.

BIAGIO MARIA DI MURO

BIAGIO MARIA DI MURO

BIAGIO DI MURO

TI RIMETTO LA FOTO DI BIAGIO DI MURO E UNA PARTE DEL SUO CURRICULUM VITAE

BIAGIO DI MURO SI E’ LAUREATO, IL 30/10/1995, CON 110 E LODE IN ARCHITETTURA PRESSO L’UNIVERSITA’ DI NAPOLI, CON UNA TESI SPERIMENTALE IN SCIENZE DELLE COSTRUZIONI ED E’ ISCRITTO ALL’ORDINE DEGLI ARCHITETTI DELLA PROVINCIA DI CASERTA AL N. 872.

SVOLGE UNICAMENTE LA LIBERA PROFESSIONE ED HA LO STUDIO IN S.MARIA C.V., AL CORSO ALDO MORO N.73

E’ABILITATO AL COORDINAMENTO DI SICUREZZA – D.LGS.494/96 – CON ATTESTATO DI CORSO RILASCIATO DALL’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II, A CURA DEL CENTRO INTERDIPARTIMENTALE DI RICERCHE L.U.P.T. DAL 24 NOVEMBRE 1997.

HA PARTECIPATO AL GRUPPO DI RICERCHE SUL TEMA “STABILITA’ DELLE TORRI IN MURATURA” ORGANIZZATO DALL’ISTITUTO DI “COSTRUZIONE DELLA FACOLTA’ DI ARCHITETTURA” – UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI, FEDERICO II.

E’ COLLABORATORE DELLA III AREA DI RICERCA “PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E SISTEMI INFORMATIVI TERRITORIALI” L.U.P.T. – LABORATORIO DI URBANISTICA E PIANIFICAZIONE TERRITORIALE DELL’UNIVERSITA’ FEDERICO II DI NAPOLI, FACOLTA’ DI ARCHITETTURA.

E’ MEMBRO DELL’AREA DI RICERCA “PROGETTAZIONE URBANA, AMBIENTALE E DEL RECUPERO E VALORIZZAZIONE DEI BENI STORICI, ARCHITETTONICI, ARCHEOLOGICI E PAESAGGISTICI” DEL CENTRO DI RICERCA L.U.P.T. DELL’UNIVERSITA’ FEDERICO II DI NAPOLI FACOLTA’ DI ARCHITETTURA – DIRETTORE PROF. FRANCO MARINIELLO.

HA SEMPRE AVUTO UN FORTE LEGAME CON LA POLITICA ATTIVA, ESSENDO FIGLIO DI NICOLA DI MURO, IL QUALE FIN DAL 1956 E’ ESPRESSIONE DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA, PRIMA A LIVELLO COMUNALE I POI OLTRE AI CONFINI CITTADINI, FINO A DIVENTARE UOMO DI RIFERIMENTO DEL PARTITO AI PIU’ ALTI LIVELLI.

BIAGIO MARIA DI MURO FIN DALL’ADOLESCENZA HA POTUTO ASSORBIRE TUTTA L’ESPERIENZA POLITICA ED AMMINISTRATIVA, AVENDO AVUTO MODO DI FREQUENTARE ASSIDUAMENTE IL PARTITO.

PARTECIPA ALLA CONSULTAZIONE ELETTORALE AMMINISTRATIVA DEL 2002, CANDIDATO CON FORZA ITALIA, RIPORTANDO CIRCA 1000 VOTI DI PREFERENZE CONTRIBUENDO IN MODO DETERMINANTE DA FAR DIVENTARE FORZA ITALIA IL PRIMO PARTITO IN CITTA’.

DOPO NEL 2007 ASSUME LA CARICA DI VICE SINDACO, MA DOPO QUALCHE MESE NON ESITA A LASCIARE IL PRESTIGIOSO INCARICO QUANDO SI ACCORGE CHE CON LA DEFENESTRAZIONE DELL’ASSESSORE MARCIANO SCHETTINO VENIVANO TRADITI GLI IMPEGNI E LE PROMESSE SOTTOSCRITTE NEL PROGRAMMA ELETTORALE PRESENTATO AGLI ELETTORI.

DAL 2011 AL 2015 E’ STATO SINDACO DELLA CITTA’ DI S.MARIA CAPUA VETERE.

CAF

SERVIZIO CAF PRESSO LA NOSTRA SEDE IN C.SO ALDO MORO N.73 AVETE A DISPOSIZIONE UNA SERIE DI SERVIZI UTILI:

1. MODELLO ISEE

2. MODELLO ISEEU

3. BONUS E RIDUZIONE CANONE

4. TELECOM, GAS, ENERGIA, ACQUA

5. MODELLO RED

6. MODELLO 730

7. MODELLO 740

8. MODELLO ICI

9. ASSEGNI PER NUCLEO FAMILIARE

10. ASSEGNI DI MATERNITA’

11. MODELLO UNICO

12. ICRIC, ICLAV, ACCAS/PS

13. SOCIAL CARD

14. SUCCESSIONI

15. TRASMISSIONE TELEMATICA

16. CONTRATTI DI AFFITTO

17. MODELLO EAS



SERVIZI PROFESSIONALI:

1) CONSULENZA E ASSISTENZA LEGALE

2) CONSULENZA FINANZIARIA

3) CONSULENZA AZIENDALE

4) PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA

5) PRATICHE CATASTALI

6) ESECUZIONI E LAVORI CHIAVI IN MANO



SERVIZIO PATRONATO:

1. INVALIDITA’ CIVILE

2. ACCOMPAGNAMENTO

3. PENSIONI INPS – INPDAP

4. INFORTUNI SUL LAVORO

5. DISOCCUPAZIONE

6. RECUPERO CONTRIBUTI

7. MEDICINA LEGALE

8. LAVORO

9. FAMIGLIA

10. COLF E BADANTI

11. PRESTAZIONI ASSISTENZIALI

12. PREVIDENZA COMPLEMENTARE

13. IMMIGRAZIONE

STUDIO TECNICO DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA, PRATICHE CATASTALI ED URBANISTICHE, ARCHITETTURA PER INTERNI




ascolta la riscossa della città

CANZONE DI ANTOINE: QUALUNQUE COSA FAI TI TIRANO LE PIETRE.....

FINALMENTE!!

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Studio Legale

LAVORI PUBBLICI

PUBBLICHIAMO LE FOTO DELLE OPERE PUBBLICHE PER LE QUALI INIZIERANNO PRESTO I LAVORI .SALVO RITARDI DOVUTI ALLA SCELLERATA AZIONE DI SFIDUCIA CHE COMPORTERA' AUMENTO DI COSTI E PERDITE DI FINANZIAMENTI

RECUPERO STRUTTURALE E FUNZIONALE DELL' EDIFICIO DELLE SCUOLE ELEMENTARI "PRINCIPE DI PIEMONTE"

IMPORTO FINANZIAMENTO

euro 2.330.ooo,oo

SCUOLA PRINCIPE DI PIEMONTE

SCUOLA PRINCIPE DI PIEMONTE

LAVORI PUBBLICI

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RISTRUTTURAZIONE E AMMODERNAMENTO DEL PLESSO SCOLASTICO RIONE IACP

IMPORTO FINANZIAMENTO

EURO 700.000,00

IACP

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lavori pubblici

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RIFACIMENTO PIAZZA SAN PIETRO

IMPORTO FINANZIATO:

euro 150.000,00

piazza San Pietro

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lavori pubblici

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PROGRAMMA DI RECUPERO URBANO COMPARTO C1 NORD OVEST – RIONE IACP

IMPORTO INTERVENTO:

euro 1.502.373,12

IACP

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lavori pubblici

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REALIZZAZIONE DI UN CAMPO SPORTIVO POLIVALENTE COPERTO IN VIA GIOTTO – RIONE IACP

IMPORTO DEL FINANZIAMENTO :

euro 512.000

iacp

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arco adriano

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RESTAURO CONSERVATIVO DELL’ARCO ADRIANO. SISTEMAZIONE DEL TRATTO DI VIA APPIA TRA ANFITEATRO ED ARCO ADRIANO

RICHIESTA FINANZIAMENTO

Euro 2.470.698,58

arco adriano

arco adriano

villetta l.sturzo

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PROGETTO PER LA VILLETTA TEMPO LIBERO ALLA VIA L. STURZO

RICHIESTA DI FINANZIAMENTO:

euro 127.000,00

villetta l. sturzo

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asilo nido

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PROGETTO DI ASILI NIDO PER BAMBINI DA 0 A 36 MESI IN VIA ALBANA 107

TOTALE DEL FINANZIAMENTO:

euro 699.438,18

asilo nido

asilo nido

PERDONA LORO......

Padre perdona loro! Perché li hai accecati? Perché hai tolto loro la memoria? Forse perché non credono più in Te? Padre perdonali! Tu sei un Dio buono: essi non sanno quello che fanno.... Non ricordano quando Tu mandasti loro la manna dal cielo e tutti sopravvissero e trovarono la terra promessa. Oggi li vuoi punire perché hanno troppo peccato? È per questo che la nuova manna tarda ad arrivare? Se sono ancora scettici e sono ancora cristiani se lo facessero spiegare dal loro parroco. Se poi sono degli assatanati, arrabbiati, solo perché credono di essere degli unti dal Signore, e solo perché sono stati abituati a credere di essere dei privilegiati, dimenticando i comandamenti che Dio diede a Mosè, allora fanno bene a pregare il vitello d'oro. E fanno bene a servire il vitello casalese sempre presente e che è stato causa del saccheggio sammaritamo e della chiusura delle industrie e la conseguente fine del lavoro, del commercio e delle possibilità di dare da bere agli assetati. Ma Tu Signore, nella Tua Infinita Bontà, Perdonali.....

NON CI SIAMO LIBERATI DI TUTTI MA RESTERANNO ALL'OPPOSIZIONE

NON CI SIAMO LIBERATI DI TUTTI MA RESTERANNO ALL'OPPOSIZIONE