prova


Non lasciare mai, che il successo ti nasconda la sua vacuità, un' impresa la sua vanità, la fatica la sua desolazione. Mantieni vivo dentro di te l' incentivo ad andare ancora più avanti, quell' inquietudine dell' anima che ci spinge al di là di noi stessi. Non guardare indietro, e non accarezzare sogni per il futuro. Ciò non verrebbe nè a restituirti il passato nè a soddisfare gli altri tuoi sogni ad occhi aperti. Il tuo dovere, la tua ricompensa, il tuo destino sono qui ora.
(Dag Hammaarskjold, Markings)
Dobbiamo accettare le delusioni che sono limitate, ma non dobbiamo mai perdere l'infinita speranza.
(Martin Luther King)
Noi non dimentichiamo e non demordiamo.
Quanno 'a furmicola vò murì, mètte è scèlle. Si dice di chi, raggiunta la ricchezza, perde ogni senso della misura e finisce per far cose illogiche e per danneggiare se stesso.
Quanno ò perucchio saglie in gloria perde à scienza e à memoria. Il villano che sale nella scala sociale dimentica subito la sua origine e coloro che lo hanno agevolato nella ascesa.

sabato 15 agosto 2015

Parola del giorno: Sabato 15 Agosto 2015

Assunzione della B.V. Maria, solennità

Apocalisse 11,19a.12,1-6a.10ab. 
Allora si aprì il santuario di Dio nel cielo e apparve nel santuario l'arca dell'alleanza. Ne seguirono folgori, voci, scoppi di tuono, terremoto e una tempesta di grandine.
Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle.
Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto.
Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi;
la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire per divorare il bambino appena nato.
Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e il figlio fu subito rapito verso Dio e verso il suo trono.
La donna invece fuggì nel deserto, ove Dio le aveva preparato un rifugio perché vi fosse nutrita per milleduecentosessanta giorni.
Allora udii una gran voce nel cielo che diceva: "Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo, poiché è stato precipitato l'accusatore dei nostri fratelli, colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte.
Allora udii una gran voce nel cielo che diceva: "Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo, poiché è stato precipitato l'accusatore dei nostri fratelli, colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte.



Salmi 45(44),10bc.11.12ab.16. 
Figlie di re stanno tra le tue predilette;
alla tua destra la regina in ori di Ofir.


Ascolta, figlia, guarda, porgi l'orecchio,
dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre;
al re piacerà la tua bellezza.

Egli è il tuo Signore: pròstrati a lui.
Guidate in gioia ed esultanza
entrano insieme nel palazzo del re.




Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinti 15,20-26. 
Fratelli, Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti.
Poiché se a causa di un uomo venne la morte, a causa di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti;
e come tutti muoiono in Adamo, così tutti riceveranno la vita in Cristo.
Ciascuno però nel suo ordine: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo;
poi sarà la fine, quando egli consegnerà il regno a Dio Padre, dopo aver ridotto al nulla ogni principato e ogni potestà e potenza.
Bisogna infatti che egli regni finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi.
L'ultimo nemico ad essere annientato sarà la morte,



Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 1,39-56. 
In quei giorni, Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta.
Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo
ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!
A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?
Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo.
E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore».
Allora Maria disse: «L'anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l'umiltà della sua serva.
D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente
e Santo è il suo nome:
di generazione in generazione
la sua misericordia si stende su quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili;
Ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato a mani vuote i ricchi.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri,
ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre».
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua. 

Meditazione del giorno 
San Giovanni Damasceno (ca 675-749), monaco, teologo, dottore della Chiesa 
2a omelia per la Dormizione, 2, 3: PG 96, 723ss ; SC 80,127
L'arca della Nuova Alleanza entra nel Tempio celeste (1Re 8; Ap 11,19)
    Oggi l'arca santa e viva del Dio vivo, colei il cui seno aveva portato il proprio Creatore, riposa nel tempio del Signore, tempio non fatto da mano d'uomo. Davide, suo antenato e parente di Dio, danza di gioia (2Sam 14); gli angeli danzano in coro, gli arcangeli applaudono, e le potenze del cielo cantano la sua gloria...    
   
    Come potrebbe cadere in potere della morte, colei che ha fatto sgorgare la vera vita per tutti? Certo, in quanto figlia dell'antico Adamo, si sottomette alla condanna formulata contro di lui; suo Figlio, infatti, la Vita in persona, non si è sottratto ad essa; ma, in quanto Madre del Dio vivo, è giusto che lei sia innalzata presso di lui... Come può essere che colei che ha ricevuto in sé la Vita in persona, senza principio né fine, non sia viva per sempre? Un tempo, i primi progenitori della nostra razza mortale, inebriati dal vino della disubbidienza..., con lo spirito appesantito dall'intemperanza del peccato, si erano addormentati nel sonno della morte; il Signore li aveva cacciati ed esiliati dal paradiso dell'Eden. Adesso, come il Paradiso potrebbe non ricevere, non aprire gioiosamente le sue porte a colei che non ha commesso peccato e ha dato alla luce il figlio dell'ubbidienza a Dio e al Padre?... Poiché Cristo, che è la Vita e la Verità ha detto: “Dove sono io, là sarà anche il mio servo” (Gv 12,26), come, a maggior ragione, sua madre non dovrebbe condividere la sua dimora?...

    Ora dunque “gioiscano i cieli”, tutti gli angeli la acclamino. “Esulti la terra” (Sal 96,11), gli uomini anche esultino di gioia. I cieli echeggino dei canti di esultanza; la notte respinga le sue tenebre e il suo abito di lutto... Infatti viene esaltata la città viva del Signore, Dio delle potenze. Dal santuario di Sion, dei re portano il dono inestimabile (Sal 68,30); coloro che Cristo ha stabilito principi di tutta la terra, gli apostoli, accompagnano la Madre di Dio, sempre vergine, nella Gerusalemme di lassù, che è libera ed è la nostra madre (Gal 4,26).

venerdì 14 agosto 2015

Le poesie di Anita Papa: TEMPO

dal volume " Elisi mai attinti" della nostra  Anita Papa
                                       pubblichiamo

TEMPO
Alta e bassa marea questo tempo.
Effimero come il fiore dell'ibisco,
illimitato come il firmamento,
eppure suo solo nome: tempo.
Il tempo non ha spiragli, nè usci
proprio come una monade di Leíbniz.
II tempo è sogno, chimera:
e ciò che ti è stato dato
e tu hai smarrito.
II tempo è fata morgana
ancora tanto lontana dalle tue pupille.

Parola del giorno: Venerdì 14 Agosto 2015

Venerdì della XIX settimana delle ferie del Tempo Ordinario

Libro di Giosuè 24,1-13. 
Giosuè radunò tutte le tribù d'Israele in Sichem e convocò gli anziani d'Israele, i capi, i giudici e gli scribi del popolo, che si presentarono davanti a Dio.
Giosuè disse a tutto il popolo: "Dice il Signore, Dio d'Israele: I vostri padri, come Terach padre di Abramo e padre di Nacor, abitarono dai tempi antichi oltre il fiume e servirono altri dei.
Io presi il padre vostro Abramo da oltre il fiume e gli feci percorrere tutto il paese di Cànaan; moltiplicai la sua discendenza e gli diedi Isacco.
Ad Isacco diedi Giacobbe ed Esaù e assegnai ad Esaù il possesso delle montagne di Seir; Giacobbe e i suoi figli scesero in Egitto.
Poi mandai Mosè e Aronne e colpii l'Egitto con i prodigi che feci in mezzo ad esso; dopo vi feci uscire.
Feci dunque uscire dall'Egitto i vostri padri e voi arrivaste al mare. Gli Egiziani inseguirono i vostri padri con carri e cavalieri fino al Mare Rosso.
Quelli gridarono al Signore ed egli pose fitte tenebre fra voi e gli Egiziani; poi spinsi sopra loro il mare, che li sommerse; i vostri occhi videro ciò che io avevo fatto agli Egiziani. Dimoraste lungo tempo nel deserto.
Io vi condussi poi nel paese degli Amorrèi, che abitavano oltre il Giordano; essi combatterono contro di voi e io li misi in vostro potere; voi prendeste possesso del loro paese e io li distrussi dinanzi a voi.
Poi sorse Balak, figlio di Zippor, re di Moab, per muover guerra a Israele; mandò a chiamare Balaam, figlio di Beor, perché vi maledicesse;
ma io non volli ascoltare Balaam; egli dovette benedirvi e vi liberai dalle mani di Balak.
Passaste il Giordano e arrivaste a Gerico. Gli abitanti di Gerico, gli Amorrèi, i Perizziti, i Cananei, gli Hittiti, i Gergesei, gli Evei e i Gebusei combatterono contro di voi e io li misi in vostro potere.
Mandai avanti a voi i calabroni, che li scacciarono dinanzi a voi, com'era avvenuto dei due re amorrèi: ma ciò non avvenne per la vostra spada, né per il vostro arco.
Vi diedi una terra, che voi non avevate lavorata, e abitate in città, che voi non avete costruite, e mangiate i frutti delle vigne e degli oliveti, che non avete piantati.



Salmi 136(135),1-3.16-18.21-22.24. 
Lodate il Signore perché è buono:
perché eterna è la sua misericordia.
Lodate il Dio degli dei:
perché eterna è la sua misericordia.
Lodate il Signore dei signori:
perché eterna è la sua misericordia.

Guidò il suo popolo nel deserto:
perché eterna è la sua misericordia.
Percosse grandi sovrani
perché eterna è la sua misericordia;
uccise re potenti:
perché eterna è la sua misericordia.

Diede in eredità il loro paese;
perché eterna è la sua misericordia;
in eredità a Israele suo servo:
perché eterna è la sua misericordia.
ci ha liberati dai nostri nemici:
perché eterna è la sua misericordia.




Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 19,3-12. 
Allora gli si avvicinarono alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: «E' lecito ad un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?».
Ed egli rispose: «Non avete letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina e disse:
Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola?
Così che non sono più due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, l'uomo non lo separi».
Gli obiettarono: «Perché allora Mosè ha ordinato di darle l'atto di ripudio e mandarla via?».
Rispose loro Gesù: «Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli, ma da principio non fu così.
Perciò io vi dico: Chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di concubinato, e ne sposa un'altra commette adulterio».
Gli dissero i discepoli: «Se questa è la condizione dell'uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi».
Egli rispose loro: «Non tutti possono capirlo, ma solo coloro ai quali è stato concesso.
Vi sono infatti eunuchi che sono nati così dal ventre della madre; ve ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini, e vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca». 

Meditazione del giorno 
San Giovanni Paolo II (1920-2005), papa 
Angelus, 6 febbraio 1994 ( © Libreria Editrice Vaticana)
« Il Creatore da principio li creò maschio e femmina »
    Dio fin dal principio, ha creato l'uomo e la donna a sua immagine. Dice la Scrittura: "A immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò" (Gen 1,27). E’ importante allora cogliere, nel libro della Genesi, questa grande verità: l'immagine di sé, che Dio ha posto nell'uomo, passa anche attraverso la complementarità dei sessi. L'uomo e la donna, che si uniscono in matrimonio, riflettono l'immagine di Dio e sono in qualche modo "rivelazione" del suo amore. Non solo dell'amore che Dio nutre verso l'essere umano, ma anche di quella misteriosa comunione che caratterizza la vita intima delle tre Persone divine.

    Immagine di Dio si può considerare, inoltre, la stessa generazione, che fa di ogni famiglia un santuario della vita. L'apostolo Paolo ci dice che da Dio trae nome ogni paternità e maternità (Ef 3,15). E’ lui la sorgente ultima della vita. Si può dunque affermare che la genealogia di ogni persona affonda le radici nell'eterno. Nella generazione di un figlio i genitori agiscono come collaboratori di Dio. Missione veramente sublime! Non meraviglia pertanto che Gesù abbia voluto elevare il matrimonio alla dignità di sacramento, mentre San Paolo ne parla come di un "grande mistero", ponendolo in rapporto all'unione di Cristo con la sua Chiesa (Ef 5,32).

giovedì 13 agosto 2015

Lavori alla scuola Principe di Piemonte




Rileviamo e pubblichiamo

Pacta Sunt Servanda


Parola del giorno: Giovedì 13 Agosto 2015

Giovedì della XIX settimana delle ferie del Tempo Ordinario

Libro di Giosuè 3,7-10a.11.13-17. 
Disse allora il Signore a Giosuè: "Oggi stesso comincerò a glorificarti agli occhi di tutto Israele, perché sappiano che come sono stato con Mosè, così sarò con te.
Tu ordinerai ai sacerdoti che portano l'arca dell'alleanza: Quando sarete giunti alla riva delle acque del Giordano, voi vi fermerete".
Disse allora Giosuè agli Israeliti: "Avvicinatevi e ascoltate gli ordini del Signore Dio vostro".
Continuò Giosuè: "Da ciò saprete che il Dio vivente è in mezzo a voi e che, certo, scaccerà dinanzi a voi il Cananeo, l'Hittita, l'Eveo, il Perizzita, il Gergeseo, l'Amorreo e il Gebuseo.
Ecco l'arca dell'alleanza del Signore di tutta la terra passa dinanzi a voi nel Giordano.
Quando le piante dei piedi dei sacerdoti che portano l'arca di Dio, Signore di tutta la terra, si poseranno sulle acque del Giordano, le acque del Giordano si divideranno; le acque che scendono dalla parte superiore si fermeranno come un solo argine".
Quando il popolo si mosse dalle sue tende per attraversare il Giordano, i sacerdoti che portavano l'arca dell'alleanza camminavano davanti al popolo.
Appena i portatori dell'arca furono arrivati al Giordano e i piedi dei sacerdoti che portavano l'arca si immersero al limite delle acque - il Giordano infatti durante tutti i giorni della mietitura è gonfio fin sopra tutte le sponde -
si fermarono le acque che fluivano dall'alto e stettero come un solo argine a grande distanza, in Adama, la città che è presso Zartan, mentre quelle che scorrevano verso il mare dell'Araba, il Mar Morto, se ne staccarono completamente e il popolo passò di fronte a Gerico.
I sacerdoti che portavano l'arca dell'alleanza del Signore si fermarono immobili all'asciutto in mezzo al Giordano, mentre tutto Israele passava all'asciutto, finché tutta la gente non ebbe finito di attraversare il Giordano.



Salmi 114(113A),1-2.3-4.5-6. 
Alleluia. Quando Israele uscì dall'Egitto, la casa di Giacobbe da un popolo barbaro,
Giuda divenne il suo santuario, Israele il suo dominio.
Il mare vide e si ritrasse, il Giordano si volse indietro,
i monti saltellarono come arieti, le colline come agnelli di un gregge.
Che hai tu, mare, per fuggire, e tu, Giordano, perché torni indietro?
Perché voi monti saltellate come arieti e voi colline come agnelli di un gregge?




Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 18,21-35.19,1. 
In quel tempo Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, quante volte dovrò perdonare al mio fratello, se pecca contro di me? Fino a sette volte?».
E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette.
A proposito, il regno dei cieli è simile a un re che volle fare i conti con i suoi servi.
Incominciati i conti, gli fu presentato uno che gli era debitore di diecimila talenti.
Non avendo però costui il denaro da restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, con i figli e con quanto possedeva, e saldasse così il debito.
Allora quel servo, gettatosi a terra, lo supplicava: Signore, abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa.
Impietositosi del servo, il padrone lo lasciò andare e gli condonò il debito.
Appena uscito, quel servo trovò un altro servo come lui che gli doveva cento denari e, afferratolo, lo soffocava e diceva: Paga quel che devi!
Il suo compagno, gettatosi a terra, lo supplicava dicendo: Abbi pazienza con me e ti rifonderò il debito.
Ma egli non volle esaudirlo, andò e lo fece gettare in carcere, fino a che non avesse pagato il debito.
Visto quel che accadeva, gli altri servi furono addolorati e andarono a riferire al loro padrone tutto l'accaduto.
Allora il padrone fece chiamare quell'uomo e gli disse: Servo malvagio, io ti ho condonato tutto il debito perché mi hai pregato.
Non dovevi forse anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?
E, sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non gli avesse restituito tutto il dovuto.
Così anche il mio Padre celeste farà a ciascuno di voi, se non perdonerete di cuore al vostro fratello».
Terminati questi discorsi, Gesù partì dalla Galilea e andò nel territorio della Giudea, al di là del Giordano. 

Meditazione del giorno 
Sant'Agostino (354-430), vescovo d'Ippona (Africa del Nord) e dottore della Chiesa 
Discorsi, 83,2 (Nuova Biblioteca Agostiniana)
« Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo a nostri debitori » (Mt 6,12)
    Ogni uomo è debitore di Dio e ha come debitore il proprio fratello. Effettivamente chi non è debitore verso Dio se non Colui nel quale non può riscontrarsi alcun peccato? Chi inoltre non ha come debitore il proprio fratello, se non colui verso il quale non ha commesso alcuna colpa? Si può forse trovare tra il genere umano qualcuno che non si sia reso colpevole di qualche azione cattiva nei riguardi d'un suo fratello?

    Ogni uomo dunque è debitore, ma tuttavia anch'egli ha un debitore. Ecco perché il Dio giusto ti ha stabilito una norma rispetto al tuo debitore, nel modo anch'egli si comporterà col proprio. Poiché due sono le opere di misericordia che ci liberano e che sono enunciate brevemente dal Signore stesso nel Vangelo: « Rimettete agli altri e saranno rimessi anche a voi »; « date e sarà dato anche a voi » (Lc 6,37-38). Rimettete e saranno rimessi anche a voi, si riferisce al perdonare. Date e sarà dato anche a voi, si riferisce a fare la beneficenza.

    Per quanto riguarda il precetto di perdonare, anche tu vuoi ti si perdonino le colpe che commetti ed hai un altro al quale tu possa perdonare. Per contro, per quanto riguarda il fare la beneficenza, ti chiede l'elemosina un mendicante, ma sei anche tu un mendicante di Dio. In effetti, quando preghiamo, siamo tutti mendicanti di Dio; stiamo davanti alla porta di casa del gran padre di famiglia, anzi ci prostriamo con la faccia a terra, gemiamo supplichevoli, desiderosi di ricevere qualcosa; e questo qualcosa è Dio stesso! Che ti chiede un mendicante? Del pane. E tu che cosa chiedi a Dio se non Cristo che dice: « Io sono il pane vivo, disceso dal cielo » (Gv 6,51)? Volete essere perdonati? « Perdonate e sarete perdonati ». Volete ricevere ? « Date e vi sarà dato ».

mercoledì 12 agosto 2015

Le poesie di Anita Papa: ARALIACEE

dal volume " Elisi mai attinti" della nostra  Anita Papa
                                       pubblichiamo



ARALIACEE
Con il sorriso sulle labbra
indugeremo a vivere,
stupiti
che gemme di alabastro
la cattedrale ceselli
per l'ora vespertina.
Veli cadono per albe chiare,
imperlate di tristezza.
Io che pregare non so
indugio a credere in avemaria,
proferite a fior di labbra,
che immutate
si udranno nuove
dall'ansia di prati spogli.
... tu che ben sai
come sia impossibile conoscere
l'altro volto della luna,
come me mirerai
quelle araliacee
che guardano
salde,
al di là del muro,
un aggrapparsi tenace
sulla fragilissima via del vuoto.

Parola del giorno: Mercoledì 12 Agosto 2015

Mercoledì della XIX settimana delle ferie del Tempo Ordinario

Libro del Deuteronomio 34,1-12. 
Poi Mosè salì dalle steppe di Moab sul monte Nebo, cima del Pisga, che è di fronte a Gerico. Il Signore gli mostrò tutto il paese: Gàlaad fino a Dan,
tutto Nèftali, il paese di Efraim e di Manàsse, tutto il paese di Giuda fino al Mar Mediterraneo
e il Negheb, il distretto della valle di Gerico, città delle palme, fino a Zoar.
Il Signore gli disse: "Questo è il paese per il quale io ho giurato ad Abramo, a Isacco e a Giacobbe: Io lo darò alla tua discendenza. Te l'ho fatto vedere con i tuoi occhi, ma tu non vi entrerai!".
Mosè, servo del Signore, morì in quel luogo, nel paese di Moab, secondo l'ordine del Signore.
Fu sepolto nella valle, nel paese di Moab, di fronte a Bet-Peor; nessuno fino ad oggi ha saputo dove sia la sua tomba.
Mosè aveva centoventi anni quando morì; gli occhi non gli si erano spenti e il vigore non gli era venuto meno.
Gli Israeliti lo piansero nelle steppe di Moab per trenta giorni; dopo, furono compiuti i giorni di pianto per il lutto di Mosè.
Giosuè, figlio di Nun, era pieno dello spirito di saggezza, perché Mosè aveva imposto le mani su di lui; gli Israeliti gli obbedirono e fecero quello che il Signore aveva comandato a Mosè.
Non è più sorto in Israele un profeta come Mosè - lui con il quale il Signore parlava faccia a faccia -
per tutti i segni e prodigi che il Signore lo aveva mandato a compiere nel paese di Egitto, contro il faraone, contro i suoi ministri e contro tutto il suo paese,
e per la mano potente e il terrore grande con cui Mosè aveva operato davanti agli occhi di tutto Israele.



Salmi 66(65),1-3a.5a.8.16-17. 
Acclamate a Dio da tutta la terra,
cantate alla gloria del suo nome,
date a lui splendida lode.
Dite a Dio: "Stupende sono le tue opere!"

Venite e vedete le opere di Dio,
mirabile nel suo agire sugli uomini.
Benedite, popoli, il nostro Dio,
fate risuonare la sua lode;

Venite, ascoltate, voi tutti che temete Dio,
e narrerò quanto per me ha fatto.
A lui ho rivolto il mio grido,
la mia lingua cantò la sua lode.




Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 18,15-20. 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il tuo fratello commette una colpa, và e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello;
se non ti ascolterà, prendi con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni.
Se poi non ascolterà neppure costoro, dillo all'assemblea; e se non ascolterà neanche l'assemblea, sia per te come un pagano e un pubblicano.
In verità vi dico: tutto quello che legherete sopra la terra sarà legato anche in cielo e tutto quello che scioglierete sopra la terra sarà sciolto anche in cielo.
In verità vi dico ancora: se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la concederà.
Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro». 

Meditazione del giorno 
Isacco della Stella (? - ca 1171), monaco cistercense 
Omelia 11, §11-14 ;  PL 194, 1729; SC 130
« Tutto quello che legherete sulla terra sarà legato anche in cielo e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto anche in cielo »
    Tutto è comune tra lo Sposo e la sposa, Cioè fra Cristo e la Chiesa: l'onore di ricevere la confessione e il potere di rimettere i peccati. È il senso di questa parola: “Va' a mostrarti al sacerdote” (Mt 8, 4)... La Chiesa quindi non può rimettere niente senza Cristo; e Cristo non può rimettere niente senza la Chiesa. La Chiesa può soltanto rimettere al penitente cioè a chi è stato prima raggiunto da Cristo. E Cristo non vuole riservare alcuna remissione a colui che disprezza la Chiesa.

    Cristo onnipotente può tutto in se stesso: battezzare, consacrare l'Eucarestia, ordinare, rimettere i peccati; però, come Sposo umile e fedele, non vuole fare niente senza la sposa. “Quello dunque che Dio ha congiunto, l'uomo non lo separi” (Mt 19, 6). “Questo mistero è grande; lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa” (Ef 5, 32)... Guardati bene dal separare il Capo dal corpo (Col 1,18), cosa che impedirebbe a Cristo di esistere interamente. Perché Cristo non è intero da nessuna parte senza la Chiesa, e nemmeno la Chiesa lo può essere senza Cristo. Il Cristo totale, integrale, è il Capo e il corpo.

martedì 11 agosto 2015

SANTA MARIA CV - MENO MALE CHE IL SUDARIO NON HA LE TASCHE!!! - PREPARATEVI AD APRIRE LE PORTE AI CAMALEONTI , AGLI AFFARISTI AI LORO MERCENARI ED AI CAVALLI DI TROIA !!!

Riceviamo e pubblichiamo l'articolo dal blog di Prospero Cecere

Che vita dura, quella del giornalista, sempre in giro a raccogliere informazioni, ora un commissariato, ora la procura, ora un ospedale, un bar, le piazze, i luoghi di ritrovo delle masse, del popolo, che poi spesso sono il vero punto di raccolta di notizie e umori, prima che arrivino alla ufficialità. Proprio un orecchio teso ad ascoltare le chiacchiere da bar, ha fatto in modo che si mi ripresentassero volti conosciuti, che da un po’ erano spariti. Purtroppo sono volti non piacevoli, sono i volti degli affaristi dei comitati d’affari che da 4 anni non si erano più visti in città dopo che erano stati messi alla porta dalle associazioni e dalla attuale coalizione. Sono quegli stessi affaristi che ora stanno fremendo per ritornare a speculare sulla nostra città (non sazi delle abbuffate di cemento degli anni passati). Sono gli stessi che hanno già saccheggiato e ipotecato il futuro dei nostri figli,( vedi i disastri Politeama, del C1nord solo per citarne due) gli stessi che x miope interesse personale volevano costruire gli 800 appartamenti nell’ex Italtel e i 430 appartamenti nella area ex ATI . Basta costruire per arricchirsi! In sfregio alla citta e ai diritti di tutti i suoi cittadini. Sono gli stessi che vogliono mettere le mani sul quel che resta del mulino Parisi, gli stessi che hanno ignorato la destinazione industriale di via Galatina, (che dovrebbe essere un punto fermo per lo sviluppo di una vera ricchezza, perché solo facendo ripartire l’economia con le attività produttive industriali, possiamo pensare che la nostra città avrà un futuro). Non sono certo i cantieri della speculazione che per pochi anni daranno lavori ad operai (che verranno da fuori) a creare ricchezza e sviluppo. Solo un progetto serio di rilancio della economia porterà il lavoro. Il lavoro che deve essere alla base di ogni progetto. Invece qui ci sono delle persone che si arricchiscono in maniera spropositata truffando i cittadini. Gli abitanti di Campo Sorbo ancora combattono per vedersi riconosciuta la dignità di cittadini a tutti gli effetti, e la persona che li ha truffati ( speculatore infame) se la ride tra le mille ricchezze accumulate sulla pelle della gente che lavora. E meno male che il sudario non ha le tasche !!!! Questi stessi affaristi credono di poter rientrare nella nostra città dalla porta principale, riciclandosi nelle varie sigle di turno ( grillini, leghisti lecchini di turno et etc) dopo essere scappati a Napoli e dopo aver abbandonato il Pd ,convinti di poter continuare a saccheggiare. Sono sempre gli stessi che infiltrandosi nelle varie amministrazioni del passato hanno condizionato lo sviluppo della citta. Sono gli stessi che non hanno mosso un dito per salvare l’italtel e il tabacchificio. Gli stessi che hanno donato la facoltà di psicologia a Caserta, che hanno portato il Cdr a Santa Maria Capua Vetere (con tutti danni, le malattie , le morti). Gli stessi che hanno svenduto l’ospedale e trascurato la realizzazione della cittadella giudiziaria. Falsi farisei che (invece di condividere come dovrebbe essere ) hanno l’unico scopo di arricchirsi con il sangue dei loro fratelli. E meno male ché il sudario non ha le tasche. !!!!!! Ma la presunzione è peccato capitale e come già in passato sono stati scacciati dal tempio, così ora le porte del tempio le troveranno chiuse perché sempre vigili ci saranno le sentinelle che per quattro anni li hanno contrastati,combattuti e annientati. E non ci saranno ne cavalli di troia ne sigle varie che potranno accoglierli e salvarli. Non torneranno più sotto mentite spoglie a realizzare speculazioni selvagge, saccheggiando il nostro territorio .

Parola del giorno: martedì 11 Agosto 2015

Martedì della XIX settimana delle ferie del Tempo Ordinario

Libro del Deuteronomio 31,1-8. 
Mosè andò e rivolse ancora queste parole a tutto Israele. Disse loro:
"Io oggi ho centovent'anni; non posso più andare e venire; inoltre il Signore mi ha detto: Tu non passerai questo Giordano.
Il Signore tuo Dio passerà davanti a te, distruggerà davanti a te quelle nazioni e tu prenderai il loro posto; quanto a Giosuè, egli passerà alla tua testa, come il Signore ha detto.
Il Signore tratterà quelle nazioni come ha trattato Sicon e Og, re degli Amorrei, e come ha trattato il loro paese, che egli ha distrutto.
Il Signore le metterà in vostro potere e voi le tratterete secondo tutti gli ordini che vi ho dati.
Siate forti, fatevi animo, non temete e non vi spaventate di loro, perché il Signore tuo Dio cammina con te; non ti lascerà e non ti abbandonerà".
Poi Mosè chiamò Giosuè e gli disse alla presenza di tutto Israele: "Sii forte e fatti animo, perché tu entrerai con questo popolo nel paese, che il Signore ai loro padri giurò di darvi: tu gliene darai il possesso.
Il Signore stesso cammina davanti a te; egli sarà con te, non ti lascerà e non ti abbandonerà; non temere e non ti perdere d'animo!".



Libro del Deuteronomio 32,3-4a.7.8.9.12. 
Voglio proclamare il nome del Signore:
date gloria al nostro Dio!
Egli è la Roccia; perfetta è l'opera sua;
tutte le sue vie sono giustizia;

Ricorda i giorni del tempo antico,
medita gli anni lontani.
Interroga tuo padre e te lo farà sapere,
i tuoi vecchi e te lo diranno.

Quando l'Altissimo divideva i popoli,
quando disperdeva i figli dell'uomo,
egli stabilì i confini delle genti
secondo il numero degli Israeliti.

Perché porzione del Signore è il suo popolo,
Giacobbe è sua eredità.
Il Signore lo guidò da solo,
non c'era con lui alcun dio straniero.




Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 18,1-5.10.12-14. 
In quel tempo, i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è il più grande nel regno dei cieli?».
Allora Gesù chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse:
«In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli.
Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli.
E chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me.
Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli, perché vi dico che i loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli».
Che ve ne pare? Se un uomo ha cento pecore e ne smarrisce una, non lascerà forse le novantanove sui monti, per andare in cerca di quella perduta?
Se gli riesce di trovarla, in verità vi dico, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite.
Così il Padre vostro celeste non vuole che si perda neanche uno solo di questi piccoli». 

Meditazione del giorno 
Isacco di Siria (VII secolo), monaco nella regione di Mossul 
Discorsi ascetici, prima serie, n° 2
La pecora smarrita
    Signore Gesù Cristo, nostro Dio, non ho cuore in pena per muovermi a cercarti, né pentimento, né amore, nulla di ciò che può riportare i figli a casa. Maestro, non ho lacrime per pregarti. Il mio spirito è ottenebrato dai pensieri della vita e non ha la forza di tendere a te nel suo dolore. Il mio cuore è freddo sotto le prove e le lacrime dell’amore per te non riescono a scaldarlo. Ma tu, Signore Gesù cristo, mio Dio, tesoro di tutti i beni, dammi il completo pentimento e un cuore in pena, perché con tutta l’anima venga a cercarti, perché senza te sono privo di ogni bene; Dio buono, dammi la tua grazia. Il Padre che ti ha generato nel suo seno dall’eternità, fuori del tempo, rinnovi in me la forma della tua immagine.

    Io ti ho abbandonato; tu non abbandonarmi. Sono uscito da te; vieni a cercarmi. Conducimi nel tuo pascolo; contami con le pecore del tuo gregge eletto. Dammi come a loro l’erba verde dei tuoi divini misteri di cui il cuore puro è la dimora, il cuore che porta in sé lo splendore delle tue rivelazioni, la consolazione e la dolcezza di coloro che si sono dati pena per te nei tormenti e gli oltraggi. Potessimo esser degni di tale splendore, per mezzo della tua grazia e il tuo amore per l’uomo, tu nostro Salvatore Gesù Cristo, nei secoli dei secoli, Amen.

lunedì 10 agosto 2015

Parola del giorno: lunedì 10 Agosto 2015

San Lorenzo, Diacono e Martire, festa

Seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinti 9,6-10. 
Fratelli, tenete a mente che chi semina scarsamente, scarsamente raccoglierà e chi semina con larghezza, con larghezza raccoglierà.
Ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore, non con tristezza né per forza, perché Dio ama chi dona con gioia.
Del resto, Dio ha potere di far abbondare in voi ogni grazia perché, avendo sempre il necessario in tutto, possiate compiere generosamente tutte le opere di bene,
come sta scritto: ha largheggiato, ha dato ai poveri; la sua giustizia dura in eterno.
Colui che somministra il seme al seminatore e il pane per il nutrimento, somministrerà e moltiplicherà anche la vostra semente e farà crescere i frutti della vostra giustizia.



Salmi 112(111),1-2.5-6.7-8.9. 
Beato l'uomo che teme il Signore
e trova grande gioia nei suoi comandamenti.
Potente sulla terra sarà la sua stirpe,

la discendenza dei giusti sarà benedetta.
Felice l'uomo pietoso che dà in prestito,
amministra i suoi beni con giustizia.

Egli non vacillerà in eterno:
il giusto sarà sempre ricordato.
Non temerà annunzio di sventura,

saldo è il suo cuore, confida nel Signore.
Non temerà annunzio di sventura,
saldo è il suo cuore, confida nel Signore,

Egli dona largamente ai poveri,
la sua giustizia rimane per sempre,
la sua potenza s'innalza nella gloria.




Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 12,24-26. 
In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto.
Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna.
Se uno mi vuol servire mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servo. Se uno mi serve, il Padre lo onorerà. 

Meditazione del giorno 
Sant'Agostino (354-430), vescovo d'Ippona (Africa del Nord) e dottore della Chiesa 
Sermone 206 (attribuito a Sant'Agostino)
“E’ l'ardore della tua carità, Signore, che hai comunicato al diacono san Lorenzo e lo hai reso fedele” (Colletta)
    L’esempio di san Lorenzo ci incoraggia a dare la vita, accende la nostra fede, attira la nostra devozione. Non sono le fiamme del rogo, ma quelle di una fede viva che ci consumano. Il nostro corpo non è bruciato per la causa di Gesù Cristo, ma la nostra anima è trasportata dagli ardori del suo amore…, il nostro cuore brucia d’amore per Gesù. Non ha forse detto lo stesso Salvatore: “Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse già acceso!” (Lc 12,29). Cleofa e il suo compagno ne provavano gli effetti quando dicevano: “Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?” (Lc 24,32).

    E’ anche grazie a questo fuoco interiore che san Lorenzo resta insensibile alle fiamme del martirio; brucia dal desiderio di essere con Gesù e non sente le torture. Più cresce in lui l’ardore della fede, meno soffre per le torture… La potenza del fuoco divino acceso nel cuore placa le fiamme del fuoco attizzato dal carnefice.

sabato 1 agosto 2015

Ecco perchè Biagio Di Muro non deve dimettersi dalla carica di sindaco: interviene l'avv. Raffaele Gaetano Crisileo

A proposito della querelle di questi ultimi giorni sulla posizione del Sindaco di Santa Maria Capua Vetere, interviene il suo difensore, l’avvocato Raffaele Gaetano Crisileo, il quale in un lungo comunicato dichiara : “Il Sindaco di Santa Maria Capua Vetere, l’arch. Biagio Maria Di Muro, mi ha conferito l’incarico professionale di assisterlo e di difenderlo nel recente procedimento penale per il quale gli è stato notificata informazione di garanzia, in occasione dell’esecuzione di un decreto di sequestro probatorio, a firma di alcuni Pubblici Ministeri della Procura della Repubblica- D.D.A. di Napoli.
Siccome in quest’ultimo periodo c’è stato un accavallarsi di notizie, peraltro confuse ed imprecise in ordine a siffatta vicenda, per espresso volere del sindaco Di Muro e quale suo legale di fiducia, ho avuto l’incarico di chiarire la sua attuale posizione processuale; di chiarire, altresì, lo stato delle indagini ( almeno quello che ci è noto, per quanto il codice ci consente) ed infine di spiegare anche il perché il sindaco Di Muro non ha inteso rimettere il proprio mandato sindacale e far commissariare la Città.
In primo luogo, come ritengo che ben sappiano gli addetti ai lavori nel campo del diritto, un decreto di sequestro probatorio altro non è che un semplice mezzo di ricerca della prova attraverso la mera acquisizione di atti e di documenti. Dunque tale istituto è volto, appunto, alla ricerca della prova, ma essa non è in se stessa una prova almeno allo stato degli atti ; prova che, in tutta scienza e coscienza, riteniamo che non ci sia perché siffatta prova si acquisisce in un eventuale processo ( se ci sarà ?! ).
Viceversa ove mai una prova del genere fosse esistita già in questa fase, quantomeno nella forma indiziaria e gli indizi avessero avuto le connotazioni previste dal codice, quali la gravità, la precisione e la concordanza, sicuramente la Procura di Napoli avrebbe chiesto ed ottenuto dal Giudice competente, un’ordinanza di custodia cautelare, oppure gli stessi Pubblici Ministeri avrebbero emesso un provvedimento cautelare di fermo (ed il Sindaco sarebbe stato arrestato), come è avvenuto in moltissimi casi che professionalmente ho trattato da avvocato.
Tutto ciò, in tutta onestà intellettuale, non riguarda la posizione processuale del Sindaco di Santa Maria Capua Vetere, l’arch. Biagio Maria Di Muro !
Ma, a questo punto, ci dobbiamo doverosamente chiedere : perché al sindaco Biagio Di Muro è stata notificata anche un’informazione di garanzia ? La risposta è semplice e sfidiamo chiunque operi nel campo del diritto a dimostrare ed a provare il contrario !
E’ ben noto che la Corte di Cassazione, in un orientamento costante e consolidato, ritiene che un decreto di sequestro probatorio che non sia accompagnato da una conseguente informazione di garanzia è sicuramente un atto nullo, affetto da una patologia insanabile. Ecco perché la difesa del primo cittadino di Santa Maria Capua Vetere, nell’ulteriore considerazione che l’arch. Di Muro ha sempre gridato la sua innocenza (e siamo convinti che la sua voce non resterà quella di uno che grida in un deserto), ha rinunziato ad impugnare, dinanzi al competente Tribunale del Riesame, l’anzidetto decreto di sequestro probatorio.
Noi non intendiamo sposare la causa del nostro assistito, ma realisticamente ci dobbiamo attenere ai fatti storici ed a quelli processuali, né possiamo non considerare il grido di innocenza del sindaco Biagio Di Muro che ci ha sempre manifestato la sua tranquillità e la sua fiducia nella Giustizia, di fronte a questa vicenda giudiziaria che, sul finire del proprio mandato lo mettono a dura prova, ma la sua dignità prevale per cui la parola “dimissioni” mal si concilia con una persona che grida con forza la sua innocenza, sicura di poterla dimostrare ove ne ricorra la necessità, in un’aula di tribunale, lui da un punto umano e noi da un punto di vista tecnico a sostegno.
In buona sostanza gli abbiamo consigliato in un quadro del genere, di rimanere al suo posto, non per amore di attaccamento alla poltrona, ma perché eventuali dimissioni nessun apporto concreto porterebbe e gioverebbe alla sua posizione processuale di persona indagata e non imputata ovvero di soggetto nei confronti del quale non è stata assolutamente esercitata alcun tipo di azione penale da parte della Procura Partenopea procedente. Ma di contro le sue dimissioni porterebbero solo ad un commissariamento della Città. ”.
Avv. Raffaele Gaetano Crisileo

venerdì 24 luglio 2015

Accadeva in città

1984 

Apertura pronto soccorso ospedale Melorio



Entro' in funzione il pronto soccorso dell'ospedale Melorio, autonomo e funzionale, al passo coi tempi visto anche l'incremento demografico della città:12 posti letto, sala di pronto soccorso chirurgico, sala operatoria con servizi annessi, linea telefonica autonoma, parcheggio vicino, segnaletica stradale visibile, e naturalmente equipe di specialisti,

Accadeva in citta


Historia magistra vitae

Cominciamo oggi con la pubblicazione di alcune notizie di archivio affinché non vada persa la memoria storica degli avvenimenti salienti della nostra città.


https://www.google.it/maps/@41.073332,14.258805,3a,75y,202.15h,88.78t/data=!3m6!1e1!3m4!1sDidBp0v4a20XZ9kedKAnyg!2e0!7i13312!8i6656


Gennaio 1984, iniziano i lavori per una opera pubblica fondamentale per lo scorrimento fluido del traffico su gomma in città, che a distanza di oltre 30 anni, ancora oggi è un importate via di smistamento dei flussi veicolari in e out Santa Maria Capua Vetere.

sabato 18 luglio 2015

Mens Sana in Corpore sano

Le attività del tutoraggio educativo "Cammina con noi" Campo estivo 2015 si arricchiscono : fino al 31 luglio le attività si trasferiscono alla piscina comunale grazie all'intesa tra l'Amministrazione Comunale e il Volturno sporting club .












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Operazioni di bonfica e pulizia delle strade del rione IACP




Bonifica delle strade del rione IACP: foto scattate stamattina.Invitiamo i cittadini a rispettare le regole del vivere civile e a non sversare rifiuti in strada; inoltre i cittadini residenti nelle zone interessate sono invitati a vigilare per evitare che altri possano usare le strade accanto alle loro abitazioni come pattumiera.Solo una collaborazione fattiva e collettiva può aiutare alla salvaguardia del bene pubblico.































sabato 11 luglio 2015

Congratulazioni Omero Simone e signora

La Pro Loco antica Capua e le associazioni , nel venire a conoscenza che oggi il nostro illustre cittadino Omero Simone, valentissimo urologo, vanto della scienza medica Sammaritana, è  convolato a giuste nozze, coglie l’occasione per porgere i più calorosi auguri di serenità e prosperità alla coppia di sposi.

Il Ritorno dei mercenari

Mercenari Lanzichenecchi


Se non ci fosse stato Guarino, non si sarebbero scoperti gli altarini, e la coalizione che regge l’amministrazione (Di Muro-Mattucci-Stellato) non si sarebbe mai accorta del cavallo di Troia preparato, da coloro che si erano resi responsabili dei disastri arrecati alla città. Disastri che stanno impegnando da 4 anni gli amministratori attuali per cercare di risolvere la disastrosa situazione amministrativa della città. L’elenco dei disastri è lungo e ben nutrito: la telenovela STU, la situazione paradossale del Tribunale, il progetto di costruire i 430 appartamenti nella area ex Tabacchificio,  stesso dicasi per gli 800 appartamenti nella area ex Italtel, la perdita dei 12000 posti di lavoro, dovuto alla dismissione della Siemens e del tabacchificio, con il loro indotto relativo, la gravissima questione dello smembramento del tribunale e dell’ospedale civile; il grave problema del CDR che provoca morte, malattie  ma anche la perdita  del valore del territorio;  quanto sopra  senza che alcun politico o amministratore  abbia reagito,  nonostante si avessero potenti  referenti politici a livello regionale , nazionale ed europeo. Vedi inoltre la facoltà di Psicologia, regalata a Caserta, costata lagrime e sangue e che avrebbe sollevato le sorti del commercio sammaritano con le quasi 10000 presenze di studenti provenienti da tutta l’Italia meridionale. Vedi le questioni di Camposorbo , del C1 nord e del SIAD, vedi l’annoso problema del palazzetto dello sport rimasto incompiuto con tutti i suoi strascichi giuridico economici, vedi il Principe di Piemonte, vedi il Santa Teresa. Vedi le occasioni perse dell’ospedale di secondo livello e della cittadella giudiziaria. Per non parlare poi degli sprechi in denaro per dirigenti ingaggiati per facilitare l’applicazione della politica, vedi inoltre gli innumerevoli mutui, vedi le forti speculazioni edilizie di cui quelle accennate prima sono la punta dell’iceberg. Non un grido di dolore si è innalzato, non un grido di dolore è stato udito, quando tra l’indifferenza delle associazioni dei commercianti, e dei cosiddetti soloni di destra e di sinistra, si sono costruiti i centri commerciali in zona, che hanno causato la distruzione del commercio nella nostra città, e la perdita di altre migliaia di posti di lavoro, non una iniziativa è stata  a favore della creazione di nuovi posti di lavoro, non una iniziativa per favorire l’insediamento di nuove attività industriali, e da queste macerie era naturale che proliferassero blatte e altri parassiti, di cui solo ora queste persone si accorgono. Ritenendo non corretto tediare ulteriormente il lettore, per il momento ci fermiamo qui, avendo accennato a quelli che sono i maggiori disastri provocati dalle stesse persone, che Gianluigi Guarino ci ricordava essere stati in passato gli artefici del ribaltone voluto da Campochiaro e Romano, convinti che sarebbero approdati sulle spiagge del potere politico economico regionale. Non trovarono la terra promessa, non trovarono l’Eldorado, ma alcuni riuscirono a sopravvivere grazie ad alcune provvidenziali boe di salvataggio. Meno male che Guarino c’è.

Per dirla con il sommo poeta “Galeotto” fu l’articolo di Guarino che qui pubblichiamo e a voi trarne le conclusioni.

Operaie Sammaritane




S.MARIA C.V. Cosa c’entrano i commercialisti con gli illuministi? E con i grillini? E con i capto comunisti? Giudicianni e Castaldo con Edgardo Olimpo, ecco il piano per Salvatore Scala


Tutto nasce dal comitato 1809, evocativo di un tempo rivoluzionario, napoleonico, anti borbonico. Ma qui la rivoluzione la vorrebbero fare mettendo a Giudicianni e a Castaldo la maglietta dei grillini 
Giudicianni e Olimpo
Giudicianni e Olimpo

SANTA MARIA CAPUA VETERE - Troppo bello per essere vero, l’associazione Comitato 1809 sembrava essere nata per alimentare positivamente il dibattito sulla somministrazione  dei servizi giudiziari, primo polmone dell’economia di Santa Maria Capua Vetere. Aveva promosso anche dei convegni e delle iniziative lodevoli. Ma come capita spessissimo in queste aree desolate del mondo, dietro alla costituzione di un movimento associativo, c’è sempre un movente politico. E così scopriamo che Salvatore Scala, avvocato plurincaricato dall’amministrazione comunale di Giancarlo Giudicianni, autore di una vera e propria discesa in campo con tanto di uso di slogan grillini, a partire dall’appellativo “cittadino” che fa tanto look e fa tanto rivoluzione francese, tra l’altro nei giorni più prossimi alla data del 14 luglio, è dentro a un’operazione grossa, dentro a un fronte di interessi compositi finalizzati a costruire un cartello elettorale per il 2016.
Approfondisci un pò la cosa e scopri che nel comitato 1809 c’è anche la signora Annamaria Ferriero, consorte di quel Castaldo, amico e socio inseparabile dell’ex sindaco Giancarlo Giudicianni e ti rendi conto che la proposta politica per la nuova Santa maria Capua Vetere parte dall’illuministica visione del mondo del Comitato 1809.
Illuministica, rivoluzionaria, innovativa, progressista e progressiva nelle parole che poi dovrebbero coniugarsi con la sequenza impressionante di affidamenti diretti a fotocopia che permisero a Salvatore Scala, proprio grazie alla coppia Giudicianni-Castaldo, di incassare 36mila euro sull’unghia per delle costituzioni in giudizio del comune in opposizione a decreti ingiuntivi. Mettere insieme l’illuminismo, il ruolo o scoperto della “cittadinanza” che diviene motore a struttura orizzontale con questa idea di amministrazione che si basa sul rapporto diretto, inconfessato, fino a quando qualche giornale come il nostro non lo scopre, tra un sindaco, un vicesindaco, un direttore generale e un professionista inondato di quattrini senza colpo ferire.
Un illuminismo che sa tanto di ancien regime. Un miracolo che solo a Santa Maria Capua Vetere, con l’alta cucina della trastola politica che vi alberga, riescono a confezionare. Tutto questo dovrebbe, stando alle indiscrezioni che filtrano in questi giorni, mettere insieme la filosofia della Stu, della società di trasformazione urbana, rappresentativa di tutto il male e di tutte le più bieche intenzioni di cui la politica locale ha riempito del sue azioni negli anni che sono andati dal 2000 al 2010, impersonata dalla coppia Giducianni-Castaldo, fino a un mese fa collegata e collocata nell’area politica del sindaco di San Felice a Cancello Pasquale De Lucia, un altro campione dell’illuminismo rivoluzionario, con quella degli orfanelli di Enzo Iodice, cioè con i sodal-solidal-socialisteggianti Edgardo Olimpo, Giovanni Maddaloni e compagnia cantata, in pratica con quelli che al tempo di Iodice facevano gli assessori e oggi accarezzano l’ambizione di vestirsi da grillini. La gauche di lotta e di governo. Perchè questi qui il governo lo hanno praticato e i sammaritani quando ci pensano, non sono certo assaliti da sensi di struggente nostalgia. Ma anche di lotta perchè essere grillini oggi conviene, può determinare un ritorno importante in termini elettorali. Scala ci sta provando con una operazione spericolata che partirebbe dalla coppia Giudicianni-Castaldo e arriverebbe fino a Grillo, passando per quella sinistra degli orfanelli a cui associare una fetta della sedicente società civile locale, ad esempio quella rappresentata dall’avvocato Papa nel cui studio Scala lavora, e che pure contribuì a un’altra rivoluzione, tremutatasi in un clamoroso flop, interpretata al tempo dalla breve stagione del sindaco De Pascale.
Questo è ciò che si muove, ciò che si realizzerà, invece, dipende dalla traduzione a fattor politico di questo minestrone composito che intende mettere insieme tutto e il contrario di tutto, anche se a Santa Maria Capua Vetere, se si eccettua la manichea distinzione tra dimuriani e anti dimuriani, tutto è compatibile, diavolo e acqua santa, capto comunisti, grillini e affaristi.
Gianluigi Guarino 

PUBBLICATO IL: 8 luglio 2015 ALLE ORE 18:02

Caino e Abele

Da Baudelaire "I fiori del male" la poesia "Caino e Abele"

Dioscuro...

Abbiamo parlato più volte dei "Fiori del Male" di Baudelaire, ma ci sono dei versi che hanno sempre attirato la mia attenzione, sono le razze di Caino e Abele.
Sono metafore delle tipologie di umanità che adottano rispettivamente modi di esistere opposti.
Chi vive nella religione e nella prosperità, appagato dall'appoggio della divinità e della sua coscienza, contro chi vive l'umanità nella sua essenza più carnale, asseconda i suoi istinti e ne è condannato. Contadini contro cacciatori, santità contro umanità, ricchezza contro povertà, beatitudine contro dannazione.
Si parla di razze, quindi non c'è scelta. Voi siete più Caino o Abele? :)

Caino e Abele

Razza d'Abele, dormi, bevi e mangia:
con che compiacimento ti sorride Dio!

Razza di Caino, striscia
nel fango e muori miserabile!

Razza d'Abele, il tuo sacrificio
accarezza il naso ai Serafini!

Razza di Caino, il tuo supplizio
potra mai avere fine?

Razza d'Abele, guarda prosperare
II tuo bestiame e le tue semine!

Razza di Caino, le tue viscere
urlano di fame come un vecchio cane!

Razza d'Abele, scaldati il ventre
al focolare patriarcale!

Razza di Caino, trema di freddo
nel tuo antro, povero sciacallo!

Razza d'Abele, ama e prolifica!
Anche il tuo oro si moltiplica!

Razza di Caino, guardati
dalle grandi brame, cuore ardito!

Razza d’Abele, tu cresci e ti pasci
come le cimici dei boschi!

Razza di Caino, trascina per le strade
la tua famiglia disperata!

Razza d'Abele, la tua carogna
ingrasserà la fumante terra!

Razza di Caino, il tuo compito
non è ancora finito!

Razza d'Abele, vergognati!
II ferro e vinto dallo spiedo!

Razza di Caino, sali al cielo
e scaraventa sulla terra Dio!

C. Baudelaire
Le Fleurs du Mal

Johnny:
Io sono molto più Abele, mi hanno già ucciso diverse volte....

Goethe:
Io sono Abele con Caino.
E sono Caino con Abele.

Intelligenti Pauca

CITAZIONE DI SAN FRANCESCO DI SALES

PAROLE DI SAN FRANCESCO DI SALES PER I FALSI FARISEI DI ALCUNE PARROCCHIE DELLA DIOCESI DI CAPUA

“NON ACCONTENTARTI DI ESSERE POVERO COME I POVERI, MA SII PIU’ POVERO DEI POVERI, VA A SERVIRLI QUANDO GIACCIONO A LETTO INFERMI E DEVI SERVIRLI CON LE TUE PROPRIE MANI.

QUESTA SERVITU’ E PIU’ GLORIOSA DI UN REGNO”.

CITAZIONE DEL GIORNO

MA COME CALZA BENE PER QUESTA CITTA'!
PROBABILMENTE AVEVA SOGGIORNATO PER UN PERIODO DI TEMPO A S MARIA…


cavalli

cavalli

BIAGIO MARIA DI MURO

RISPONDIAMO AL NUOVO CITTADINO C.DV.CHE DA QUALCHE MESE SI E’ TRASFERITO DAL LAZIO IN CAMPANIA E PRECISAMENTE A S.MARIA CAPUA VETERE IN VIA GALATINA CHE CI HA CHIESTO CHI ERA IL SINDACO DELLA CITTA’.

BIAGIO MARIA DI MURO

BIAGIO MARIA DI MURO

BIAGIO DI MURO

TI RIMETTO LA FOTO DI BIAGIO DI MURO E UNA PARTE DEL SUO CURRICULUM VITAE

BIAGIO DI MURO SI E’ LAUREATO, IL 30/10/1995, CON 110 E LODE IN ARCHITETTURA PRESSO L’UNIVERSITA’ DI NAPOLI, CON UNA TESI SPERIMENTALE IN SCIENZE DELLE COSTRUZIONI ED E’ ISCRITTO ALL’ORDINE DEGLI ARCHITETTI DELLA PROVINCIA DI CASERTA AL N. 872.

SVOLGE UNICAMENTE LA LIBERA PROFESSIONE ED HA LO STUDIO IN S.MARIA C.V., AL CORSO ALDO MORO N.73

E’ABILITATO AL COORDINAMENTO DI SICUREZZA – D.LGS.494/96 – CON ATTESTATO DI CORSO RILASCIATO DALL’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II, A CURA DEL CENTRO INTERDIPARTIMENTALE DI RICERCHE L.U.P.T. DAL 24 NOVEMBRE 1997.

HA PARTECIPATO AL GRUPPO DI RICERCHE SUL TEMA “STABILITA’ DELLE TORRI IN MURATURA” ORGANIZZATO DALL’ISTITUTO DI “COSTRUZIONE DELLA FACOLTA’ DI ARCHITETTURA” – UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI, FEDERICO II.

E’ COLLABORATORE DELLA III AREA DI RICERCA “PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E SISTEMI INFORMATIVI TERRITORIALI” L.U.P.T. – LABORATORIO DI URBANISTICA E PIANIFICAZIONE TERRITORIALE DELL’UNIVERSITA’ FEDERICO II DI NAPOLI, FACOLTA’ DI ARCHITETTURA.

E’ MEMBRO DELL’AREA DI RICERCA “PROGETTAZIONE URBANA, AMBIENTALE E DEL RECUPERO E VALORIZZAZIONE DEI BENI STORICI, ARCHITETTONICI, ARCHEOLOGICI E PAESAGGISTICI” DEL CENTRO DI RICERCA L.U.P.T. DELL’UNIVERSITA’ FEDERICO II DI NAPOLI FACOLTA’ DI ARCHITETTURA – DIRETTORE PROF. FRANCO MARINIELLO.

HA SEMPRE AVUTO UN FORTE LEGAME CON LA POLITICA ATTIVA, ESSENDO FIGLIO DI NICOLA DI MURO, IL QUALE FIN DAL 1956 E’ ESPRESSIONE DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA, PRIMA A LIVELLO COMUNALE I POI OLTRE AI CONFINI CITTADINI, FINO A DIVENTARE UOMO DI RIFERIMENTO DEL PARTITO AI PIU’ ALTI LIVELLI.

BIAGIO MARIA DI MURO FIN DALL’ADOLESCENZA HA POTUTO ASSORBIRE TUTTA L’ESPERIENZA POLITICA ED AMMINISTRATIVA, AVENDO AVUTO MODO DI FREQUENTARE ASSIDUAMENTE IL PARTITO.

PARTECIPA ALLA CONSULTAZIONE ELETTORALE AMMINISTRATIVA DEL 2002, CANDIDATO CON FORZA ITALIA, RIPORTANDO CIRCA 1000 VOTI DI PREFERENZE CONTRIBUENDO IN MODO DETERMINANTE DA FAR DIVENTARE FORZA ITALIA IL PRIMO PARTITO IN CITTA’.

DOPO NEL 2007 ASSUME LA CARICA DI VICE SINDACO, MA DOPO QUALCHE MESE NON ESITA A LASCIARE IL PRESTIGIOSO INCARICO QUANDO SI ACCORGE CHE CON LA DEFENESTRAZIONE DELL’ASSESSORE MARCIANO SCHETTINO VENIVANO TRADITI GLI IMPEGNI E LE PROMESSE SOTTOSCRITTE NEL PROGRAMMA ELETTORALE PRESENTATO AGLI ELETTORI.

DAL 2011 AL 2015 E’ STATO SINDACO DELLA CITTA’ DI S.MARIA CAPUA VETERE.

CAF

SERVIZIO CAF PRESSO LA NOSTRA SEDE IN C.SO ALDO MORO N.73 AVETE A DISPOSIZIONE UNA SERIE DI SERVIZI UTILI:

1. MODELLO ISEE

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3. BONUS E RIDUZIONE CANONE

4. TELECOM, GAS, ENERGIA, ACQUA

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8. MODELLO ICI

9. ASSEGNI PER NUCLEO FAMILIARE

10. ASSEGNI DI MATERNITA’

11. MODELLO UNICO

12. ICRIC, ICLAV, ACCAS/PS

13. SOCIAL CARD

14. SUCCESSIONI

15. TRASMISSIONE TELEMATICA

16. CONTRATTI DI AFFITTO

17. MODELLO EAS



SERVIZI PROFESSIONALI:

1) CONSULENZA E ASSISTENZA LEGALE

2) CONSULENZA FINANZIARIA

3) CONSULENZA AZIENDALE

4) PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA

5) PRATICHE CATASTALI

6) ESECUZIONI E LAVORI CHIAVI IN MANO



SERVIZIO PATRONATO:

1. INVALIDITA’ CIVILE

2. ACCOMPAGNAMENTO

3. PENSIONI INPS – INPDAP

4. INFORTUNI SUL LAVORO

5. DISOCCUPAZIONE

6. RECUPERO CONTRIBUTI

7. MEDICINA LEGALE

8. LAVORO

9. FAMIGLIA

10. COLF E BADANTI

11. PRESTAZIONI ASSISTENZIALI

12. PREVIDENZA COMPLEMENTARE

13. IMMIGRAZIONE

STUDIO TECNICO DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA, PRATICHE CATASTALI ED URBANISTICHE, ARCHITETTURA PER INTERNI




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CANZONE DI ANTOINE: QUALUNQUE COSA FAI TI TIRANO LE PIETRE.....

FINALMENTE!!

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Studio Legale

LAVORI PUBBLICI

PUBBLICHIAMO LE FOTO DELLE OPERE PUBBLICHE PER LE QUALI INIZIERANNO PRESTO I LAVORI .SALVO RITARDI DOVUTI ALLA SCELLERATA AZIONE DI SFIDUCIA CHE COMPORTERA' AUMENTO DI COSTI E PERDITE DI FINANZIAMENTI

RECUPERO STRUTTURALE E FUNZIONALE DELL' EDIFICIO DELLE SCUOLE ELEMENTARI "PRINCIPE DI PIEMONTE"

IMPORTO FINANZIAMENTO

euro 2.330.ooo,oo

SCUOLA PRINCIPE DI PIEMONTE

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LAVORI PUBBLICI

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RISTRUTTURAZIONE E AMMODERNAMENTO DEL PLESSO SCOLASTICO RIONE IACP

IMPORTO FINANZIAMENTO

EURO 700.000,00

IACP

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lavori pubblici

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RIFACIMENTO PIAZZA SAN PIETRO

IMPORTO FINANZIATO:

euro 150.000,00

piazza San Pietro

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lavori pubblici

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PROGRAMMA DI RECUPERO URBANO COMPARTO C1 NORD OVEST – RIONE IACP

IMPORTO INTERVENTO:

euro 1.502.373,12

IACP

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REALIZZAZIONE DI UN CAMPO SPORTIVO POLIVALENTE COPERTO IN VIA GIOTTO – RIONE IACP

IMPORTO DEL FINANZIAMENTO :

euro 512.000

iacp

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arco adriano

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RESTAURO CONSERVATIVO DELL’ARCO ADRIANO. SISTEMAZIONE DEL TRATTO DI VIA APPIA TRA ANFITEATRO ED ARCO ADRIANO

RICHIESTA FINANZIAMENTO

Euro 2.470.698,58

arco adriano

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villetta l.sturzo

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PROGETTO PER LA VILLETTA TEMPO LIBERO ALLA VIA L. STURZO

RICHIESTA DI FINANZIAMENTO:

euro 127.000,00

villetta l. sturzo

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asilo nido

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PROGETTO DI ASILI NIDO PER BAMBINI DA 0 A 36 MESI IN VIA ALBANA 107

TOTALE DEL FINANZIAMENTO:

euro 699.438,18

asilo nido

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PERDONA LORO......

Padre perdona loro! Perché li hai accecati? Perché hai tolto loro la memoria? Forse perché non credono più in Te? Padre perdonali! Tu sei un Dio buono: essi non sanno quello che fanno.... Non ricordano quando Tu mandasti loro la manna dal cielo e tutti sopravvissero e trovarono la terra promessa. Oggi li vuoi punire perché hanno troppo peccato? È per questo che la nuova manna tarda ad arrivare? Se sono ancora scettici e sono ancora cristiani se lo facessero spiegare dal loro parroco. Se poi sono degli assatanati, arrabbiati, solo perché credono di essere degli unti dal Signore, e solo perché sono stati abituati a credere di essere dei privilegiati, dimenticando i comandamenti che Dio diede a Mosè, allora fanno bene a pregare il vitello d'oro. E fanno bene a servire il vitello casalese sempre presente e che è stato causa del saccheggio sammaritamo e della chiusura delle industrie e la conseguente fine del lavoro, del commercio e delle possibilità di dare da bere agli assetati. Ma Tu Signore, nella Tua Infinita Bontà, Perdonali.....

NON CI SIAMO LIBERATI DI TUTTI MA RESTERANNO ALL'OPPOSIZIONE

NON CI SIAMO LIBERATI DI TUTTI MA RESTERANNO ALL'OPPOSIZIONE