prova


Non lasciare mai, che il successo ti nasconda la sua vacuità, un' impresa la sua vanità, la fatica la sua desolazione. Mantieni vivo dentro di te l' incentivo ad andare ancora più avanti, quell' inquietudine dell' anima che ci spinge al di là di noi stessi. Non guardare indietro, e non accarezzare sogni per il futuro. Ciò non verrebbe nè a restituirti il passato nè a soddisfare gli altri tuoi sogni ad occhi aperti. Il tuo dovere, la tua ricompensa, il tuo destino sono qui ora.
(Dag Hammaarskjold, Markings)
Dobbiamo accettare le delusioni che sono limitate, ma non dobbiamo mai perdere l'infinita speranza.
(Martin Luther King)
Noi non dimentichiamo e non demordiamo.
Quanno 'a furmicola vò murì, mètte è scèlle. Si dice di chi, raggiunta la ricchezza, perde ogni senso della misura e finisce per far cose illogiche e per danneggiare se stesso.
Quanno ò perucchio saglie in gloria perde à scienza e à memoria. Il villano che sale nella scala sociale dimentica subito la sua origine e coloro che lo hanno agevolato nella ascesa.

martedì 23 marzo 2010

Il Voto del 28 e 29 marzo: un’occasione da non perdere!!!


Da quando ho intrapreso la mia esperienza di consigliere comunale, puntualmente, vengo sollecitato da tanti concittadini che mi espongono i tanti problemi che affliggono Santa Maria Capua Vetere. Ho cercato, in ogni modo di interpretare il loro scontento portando avanti una vera ed incisiva opposizione in consiglio comunale e denunciando abusi ed omissioni che, da anni, vengono commessi ai danni della città e della sua popolazione.
Sulla stampa e sui giornali elettronici appaiono, continuamente, le mie denunce ed i miei appelli al ritorno del buon governo ed alla ricerca di un nuovo metodo di governo della res pubblica che permetta di ridare alla città la dignità ed il benessere perduto.
Ma le notizie pubblicate su un giornale, la denuncia di abusi può servire, solo momentaneamente, a sollevare l’attenzione sui problemi; ma se a queste denunce non seguono azioni da parte di chi è deputato a sanzionarle, il problema non si risolve.
E’ tempo che i cittadini di Santa Maria si risveglino dall’abulia per cui si sono sempre contraddistinti e diano un chiaro segno di rifiuto a questa classe politica che li malversa e che ha determinato in questi ultimi quindici anni la perdita di tanti posti di lavoro. Oggi si presenta un’occasione per dire basta a questi amministratori delle proprie tasche!!!
I Sammaritani decidano da chi vogliono essere rappresentati e vadano a votare!!!
Ritenere che le elezioni provinciali e regionali non siano determinanti per Santa Maria Capua Vetere è sbagliato. Dobbiamo dare un segno tangibile e scegliere tra coloro i quali, purtroppo pochissimi, hanno a cuore il futuro del nostro territorio e della nostra comunità e coloro che, invece, non sono altro che delle sciacalli pronti a rosicchiare la carcassa di questa città agonizzante pur di realizzare i loro interessi personali. Non vi fate ammaliare dalle solite ed effimere promesse, fate in modo che volga al termine la stagione di coloro che hanno permesso lo scempio del territorio, degli affaristi, dei doppiogiochisti, dei biscazzieri, delle mediocri, dei postulanti, degli approfittatori, dei traditori dei loro ideali, dei voltagabbana senza scrupoli, degli speculatori edilizi che, con la compiacenza di questi politici da strapazzo, hanno potuto deturpare il territorio. Ai Sammaritani viene data l’occasione di dare un segnale chiaro alle prossime elezioni regionali e provinciali e premiare i rappresentanti del centro destra che sono gli unici che potranno dare un contributo per far cadere questa Amministrazione Comunale che tutti criticano, anche i membri della stessa maggioranza. Spero che non vi salterà in mente di dare la vostra preferenza a quei personaggi che hanno svenduto la propria città e la propria dignità per trenta denari ed hanno dato via libera agli affaristi, agli speculatori. Non vi salti in mente di votare che, fino ad oggi, è stato sottobraccio con questa amministrazione fallimentare ed ora si propone con qualche lista collegata al centro destra per essere pronto a saltare sul carro del vincitore. Cari concittadini, in questi ultimi giorni, abbiamo toccato davvero il fondo. La nostra è una città in ginocchio, dove il commercio non fiorisce più, le scuole sono costrette a chiudere perché pericolanti, i servizi pubblici sono quasi inesistenti, le strade sono dei colabrodo, la disoccupazione è dilagante,mentre l’Amministrazione Comunale cambia protagonisti ogni quindici giorni e si caratterizza solo per decisioni clientelari e sprechi a non finire, senza pensare ai reali interessi della popolazione. Stiamo assistendo a false promesse di assunzioni o di trasformazioni di rapporti di lavoro da part time e full time, senza sapere che ciò è contrario alla Legge. Non fatevi prendere in giro. I loro interessi veri sono ben altri.
Una volta eravamo il fiore all’occhiello della Terra di Lavoro, oggi siamo solo lo scacchiere dove si svolgono partite azzardate per poter realizzare facili guadagni a danno degli interessi comuni. Ribellatevi!!!
Gaetano Rauso

Waltzer' di poltrone e nomine. Di Vilio attacca


E' di nuovo Gerardo Di Vilio, coordinatore cittadino di Forza Italia, ad attaccare in pochi giorni l'amministrazione Giudicianni. Questa volta al centro del dibattito il Waltzer di dirigenti, che in pochi mesi sono stati alternati, a piacimento e senza giustificazioni, in nomi e posizioni. Di Vilio, con una nota stampa, riassume, fa domande anche sulla leggittimità di alcune di queste mosse ed, infine, sulla ricaduta econominca sul bilancio di questi interventi.
Una riorganizzazione degli uffici comunali dovrebbe prevedere, da parte della giunta, una riforma completa nella sua organicità ed interezza, eventualmente caratterizzata da un risparmio sia per il comune, che per il cittadino-contribuente.
Questa regola di buon governo nella nostra città viene disattesa.
Il sindaco Giudicianni ha avviato una girandola di ordini di servizio che revocano e nominano competenze e deleghe ai vari dirigenti dei settori comunali, il tutto improntato sulle opportune necessità del momento in barba a programmi e riforme.
Il tutto inizia con l'illegittima nomina dell'ing.Di Tommaso all'ufficio tecnico, retrocedendo così di fatto gli ing. Ruberto e De Rosa.
Successivamente si è provveduto ad affidare l' incarico esterno per la valutazione delle D.I.A a tre tecnici, nonostante l'organico interno prevedesse tali figure nelle persone dei geometri DelloSiesto e Ricciardi.
Nel settore dei servizi sociali altro balletto di nomine, con l'incarico affidato nella gestione commissariale al dott. Papale, sostituito dalla dott. Cecere, reintegrato dal sindaco Giudicianni e successivamente sostituito ancora dalla Cecere.
Altra alternanza di deleghe avviene nel settore ambiente.
Il dott. Tagliacozzi, super dirigente apicale durante la legislatura Iodice con deleghe all'ambiente, servizi sociali, randagismo, cimitero e personale, si ritrova con la sola delega al personale sostituito all'ambiente dalla dott.ssa Cipullo.
Ultima sorpresa di fine estate: al dott Tagliacozzi viene tolto anche la delega al personale e allo stesso subentra il dott. Vatiero.
Questo valzer di competenze più in stile purghe staliniane che di rilancio amministrativo, quanto costerà ai contribuenti?
Rimarranno indenni le corresponsioni economiche o vi saranno variazioni in base al peso del settore di competenza?
Gerardo Di Vilio
(
Il 22/08/2008
si esprimeva così oggi è parte integrante della squadra Giudicianni eppure a noi non sembra sia cambiato molto da allora nella gestione dell'Amministrazione della città che possa giustificare il cambiamento di Di Vilio a parte la poltrona di assessore : ma siamo tutti uguali? io me lo chiedo e chiedo anche a voi di porvi lo stesso interrogativo : è normale quanto sta avvenendo ? anche io agirei come i vari Di Vilio, De Riso, Scirocco, Cioffi, ....l'elenco è troppo lungo e poi i nomi già li sapete . Rispondetevi sinceramente e nel caso di risposta affermativa vi invito a guardarvi dritti allo specchio e dire a voi stessi quanto poco valete .. Per il momento posso ancora guardarmi allo specchio e dirmi che valgo perchè sono coerente e perchè ho un valore troppo alto perchè qualcuno possa permettersi di acquistarmi e so che tante altre persone possono fare altrettanto ma quante sono?????? E per quanto tempo riusciranno a non farsi contagiare dagli altri????

domenica 21 marzo 2010

L'armata "abbrancaleone"


Mentre una parte dell'armata "Abbrancaleone" si fa fotografare con Zinzi un'altra parte, accompagnata dal sindaco di Curti, si fa presentare al Ministro Altero Matteoli ( è inutile precisare di chi si tratti visto che non c'è stata occasione in cui non abbiano fatto coppia fissa i due sindaci, ed in effetti è anche normale visto che uno fa l'imprenditore e l'altro le "intermediazioni finanziarie" e si occupa dell'obliterazione dei biglietti per permettere le partenze!!!!!)
E ci chiediamo oltre Enzo Natale, Gaetano Vatiero (che si barcamena anche con la Cuccaro) e il fedelissimo ,ma povero di voti ,Carusone chi altri porta i voti a Stellato ? Urge un incontro per chiarire le posizioni reali di coloro che hanno appoggiato e chiesto la candidatura di Stellato e per far capire a tutti " chi sta con chi"!!!!!!!!

sabato 20 marzo 2010

Ciao Pietro

Ciao Pietro

Ciao Pietro

la criminalità organizzata non è un entità patologica a sé stante : Intervento dell'arch. Di Patria dal blog di Mario Tudisco

L'architetto Alfredo Di Patria interviene, con questo suo scritto, nel dibattito inaugurato ieri dal giudice Lello Magi con un documento da me postato in precedenza. Sarei contentissimo se ci fossero altri interventi inerenti. ( Mario Tudisco)

"Non dovrebbe ormai esservi più alcuno tanto sprovveduto o tanto intellettualmente disonesto da negare la amara verità di fondo chiaramente esplicitata dal giudice Raffaello Maggi nel suo documento pubblicato sul blog (www.politicachepassioone.blogspot.com) del giornalista Mario Tudisco: la criminalità organizzata non è un entità patologica a sé stante, sviluppatasi mediante misteriosi meccanismi geneticamente autonomi in opposizione alle condizioni ambientali di un contesto sano e reattivo, bensì essa affonda profondamente le sue radici in quella parte malata di società civile affaristico-professionale, parassitaria, approfittatrice e priva di scrupoli, che si è costruita la propria rappresentanza a livello istituzionale in settori della classe politico-burocratica disponibili a svolgere la infame mediazione tra “economia legale” ed “economia illegale”.
Il blocco di potere sostanzialmente colluso con il “malaffare” ha consentito ad una criminalità endemica, cronicamente ammorbante questo nostro disgraziato meridione dove non è mai finito il feudalesimo medioevale, la possibilità di fare il salto di qualità nell’assurgere al ruolo di “camorra imprenditrice” .
Il passaggio più significativo dell’intera intervista è quello contenuto nel passo finale, con il quale Maggi conclude affermando che la vera arma efficace contro la camorra sta nella recisione delle sue radici e nell’isolamento al quale dovrebbero condannarla la migliore società civile, la imprenditoria sana ed una rinnovata politica, tenendola fuori dalla realizzazione dei “grandi progetti di sviluppo” che stanno per essere messi in campo alla scala regionale.
Probabilmente dipende dalla particolare ottica acquisita nello svolgimento della mia attività professionale se, con riferimento al suddetto appello, avverto la esigenza di completare il quadro dell’analisi tracciato da Maggi aggiungendo una riflessione proprio sullo stretto rapporto intercorrente tra “modello di sviluppo economico-territoriale” e patologia criminale in Terra di Lavoro.
Potrebbe sembrare infatti all’osservatore più superficiale che i “ grandi progetti” (cioè i grandi affari che si profilano alla scala regionale, ai quali Maggi fa preoccupato cenno) siano da considerarsi in sé, in termini neutrali rispetto alle dinamiche di sviluppo della patologia criminale: gli sprovveduti ne farebbero oggetto di astratte valutazioni di convenienza tecnico-economica e di “sostenibilità ambientale”.
Una certa parte degli “addetti ai lavori” in effetti, anche tra i politici senza dubbio più impegnati nella strenua lotta per l’affermazione della “Legalità”, ritiene che, liberati dagli appalti truccati, da forme di corruzione della pubblica amministrazione, da violenza e prevaricazione nel campo della concorrenza tra imprese, insomma dalla ingerenza della camorra, e restituiti al loro “legale” iter di progettazione/approvazione/attuazione, questi interventi di trasformazione del territorio possano (addirittura debbano) costituire i capisaldi del tanto atteso rilancio dello sviluppo socio economico di questa Regione e di questa Provincia.
Ritengo allora opportuno proporre in estrema sintesi una mia lettura critica del “modello di sviluppo” adottato all’epoca per l’industrializzazione del Casertano, onde sollecitare la riacquisizione della consapevolezza storica di come questo modello disastrosamente fallimentare abbia contribuito al degrado sociale-economico-ambientale ed abbia prodotto i guasti che alla fine tutti noi abbiamo sotto gli occhi, compreso l’imperare della camorra nelle nostre zone.
Ritengo infatti che oggi siamo al suo epilogo, che una classe dirigente politico-imprenditoriale assolutamente screditata vuole presentarci come l’alba di un nuovo giorno, mettendo in campo previsioni di iniziative funzionali ad una “normalizzazione” che vedrebbe ancora una volta perdenti una comunità ed un territorio.
Intanto tutti dovrebbero rammentarsi che l’industrializzazione del Casertano avviata negli anni ‘60/’70 non è stata prodotta dal risveglio e dall’impegno finanziario ed organizzativo di una imprenditoria locale, ma è stata puramente e semplicemente la colonizzazione del nostro territorio attuata da grandi aziende forestiere, nazionali ed estere, che sono venute a sfruttare un bacino di manodopera, gestendo un ciclo sostanzialmente chiuso di lay-out tecnologico, progetti, portafoglio-clienti, installazione di impianti industriali sofisticati, dal quale siamo stati esclusi: ciò che ha impedito il formarsi di un indotto locale tecnologicamente evoluto capace a sua volta di svilupparsi per suo conto.
Terra di Lavoro così, mentre perdeva un’opportunità storica di valorizzare le proprie vocazioni e tradizioni nel campo dell’agricoltura evoluta, dell’artigianato di qualità, e della ricerca scientifica, seguendo un diverso modello di sviluppo che certamente le sarebbe stato più appropriato, non vedeva porre neanche le basi per un serio sviluppo industriale: qui in quarant’anni non si è formata una vera classe imprenditoriale locale, e neanche una vera classe operaia politicamente e culturalmente consapevole.
La strategia di insediamento però prevedeva una ben precisa articolazione dei ruoli: in campo manifatturiero-industriale la direzione delle operazioni restava saldamente in mano ai grandi imprenditori forestieri; ai locali viceversa veniva lasciato l’enorme settore delle “costruzioni edilizie e delle infrastrutture minori, la partecipazione ai subappalti delle opere infrastrutturali maggiori, la fornitura di materiali ricavati dal saccheggio del territorio, cioè tutti i settori di intervento più rozzi delle attività industriali e dei servizi.
Dalla metà degli anni sessanta il motore industriale, e la politica di sostegno pubblico, mettendo in gioco capitali di intervento in opere pubbliche e reddito diffuso da salario, innescava sconvolgenti trasformazioni.
Sono seguiti quindi gli anni della crescita incontrollata dei centri abitati, della speculazione edilizia, della devastazione dei beni ambientali, ai cui profitti ha partecipato tutta la locale rendita terriera parassitaria e tutto il nostro professionismo tecnico più becero.
Ma sono stati pure gli anni nei quali la camorra ha conquistato posizioni dominanti prima nella esecuzione delle opere, facendo fuori spietatamente la concorrenza, e poi addirittura nel condizionamento determinante delle amministrazioni locali nelle scelte di pianificazione operate in fase di formazione degli strumenti urbanistici.
E così, com’era prevedibile, nel settore delle trasformazioni urbanistiche del territorio essa ha trovato il principale sbocco dei capitali che frattanto rastrellava con estorsioni, racket della prostituzione, spaccio di droga….
Una borghesia ignorante ed inconsapevole ha partecipato alla rapina del territorio ed alla dilapidazione di risorse naturalistiche facendosi cliente dei costruttori di “case per le vacanze” che hanno devastato il Litorale Domizio e le colline Tifatine.
Un forte consenso elettorale di base a più riprese ha sostenuto l’ascesa dei politici che hanno fatto le loro fortune gestendo o mediando queste devastanti trasformazioni.
Lo strapotere della camorra ha reso via via sempre più soffocante l’ambiente per la stessa grande impresa, assoggettata a ricatti di ogni tipo e pesanti interferenze finanche nelle assunzioni: anche questo è stato un motivo per il quale la “convenienza localizzativa” iniziale è via via venuta meno, spingendo, unitamente alle grandi trasformazioni degli scenari economici globali, alla progressiva dismissione dell’apparato produttivo.
Man mano che viene meno la grande impresa forestiera, in assenza di una vera imprenditoria industriale locale, a noi resta solo quell’altra parte dell’apparato produttivo: i servizi e l’edilizia, cioè quanto è quasi per intero controllato direttamente o indirettamente dalla criminalità organizzata.
Si aggrava di conseguenza la crisi economica che si aggiunge al degrado morale sociale ed ambientale.
Ad un certo punto allora la classe dirigente politica regionale e provinciale viene a trovarsi assediata da un lato da una “imprenditoria” locale che, a prescindere dalla sua collusione o dalla sua sudditanza alla camorra, non sa fare quasi altro che operare nel settore del mattone ed allestire “cantieri temporanei e mobili”, affiancata da una pletora di detentori di risparmio privato in cerca soltanto di occasioni di investimento speculativo, e dall’altra dal montare della protesta popolare alimentata da una disoccupazione dilagante e dal crollo dei livelli di reddito.
E tenta la quadratura del cerchio con il promuovere insediamenti di Centri Commerciali (che fanno saltare del tutto gli equilibri tra offerta di beni e capacità di spesa), Poli della Qualità (fallimentari), Piani di Insediamenti Produttivi (senza prospettive) Piani-Casa (demagogici ed irresponsabili) e quant’altro dovrebbe “rilanciare l’economia creando occupazione”, ma in effetti distrugge soltanto ulteriori risorse territoriali/ambientali, e favorisce l’impiego di capitali in investimenti senza utilità sociale e sostenibilità ambientale.
Con i Grand-project dei campi Territoriali Complessi del Piano Territoriale Regionale fa ancora di più: mette un altro tassello alla realizzazione di quell’area Metropolitana Napoletana (che sembra fermamente voluta dai politici di tutti gli schieramenti), nel cui ambito le comunità del Casertano perderebbero definitivamente la loro identità e la loro autonomia nella gestione delle risorse territoriali e nella disciplina delle trasformazioni urbanistiche, vedendo compromessa per loro ogni altra prospettiva di futuro alternativo.
In questo quadro programmatico, che fine faranno i nostri giovani laureati in cerca di occupazione nei settori della ricerca avanzata, che possibilità avremo di produrre merci di qualità da scambiare sui mercati della globalizzazione, come potremo preservare le aree dell’agricoltura che ci restano, o assicurare gli equilibri tra popolazioni insediate e risorse del territorio?
L’allarme che io mi sento di lanciare allora è questo: stiamo attenti che intorno alle grandi previsioni del Piano Territoriale Regionale si stanno già formando cordate di imprese, ovviamente “certificate anti mafia”.
A loro questo modello di sviluppo sta proprio bene. Se non cambierà il “modello di sviluppo” per i nostri territori, avremo soltanto la tragica beffa che “cambi tutto per non cambiare nulla”: forse non sarà più (o non si chiamerà più) camorra, ma per noi sarà la stessa cosa, anzi peggio e definitivamente".

*Alfredo Di Patria(archietto-urbanista)
Candidato al collegio 1 di S. Maria CV per la lista Speranza Provinciale

Aggiornamenti provvisori della composizione della Giunta e del Consiglio Comunale



S. Maria C. V. : città assente ed ingrata



Dalle news on line si legge : " (ASCA) - Roma, 16 mar - Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, appresa con vivo rammarico la notizia della scomparsa del senatore Manfredi Bosco, in un messaggio ha espresso alla famiglia il suo partecipe cordoglio ricordandone il suo lungo impegno parlamentare e di governo. Lo rende noto la Presidenza della Repubblica."




Il sindaco di Capua ha voluto onorare il Sen. Bosco con manifesti in suo ricordo e intervenendo alla messa tenuta da Don Antonio Pagano nella Chiesa del Cimitero , così come il commissario della Provincia Giliberti e tanti altri amministratori della Provincia. Nessun rappresentante della nostra Amministrazione era invece presente , eppure se il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ritenuto di partecipare pubblicamente il proprio cordoglio per la scomparsa del Sen Manfredi Bosco un motivo ci dovrà pur essere!!!
Sarà forse perchè ha ricoperto incarichi istituzionali di grande importanza e prestigio , è stato infatti più volte sottosegretario oltre naturalmente ad essere stato eletto deputato per 5 mandati nonchè poi senatore , sarà forse perchè ha ricoperto la carica di sindaco di Capua e quella di Presidente della Provincia di Caserta o forse perchè era il figlio di uno dei ministri che ha fatto tantissimo per il nostro territorio.. Tutti motivi che invece non hanno ispirato alcuno dei nostri amministratori ad accogliere in modo degno la salma di un uomo della nostra terra che per tradizione familiare si è impegnato per essa .
Nella nostra città questo compito lo ha dovuto assumere il sindaco di Capua, e non solo questo: non vi era il nostro Gonfalone , non vi erano i nostri vigili in uniforme solenne , non vi era né Giudicianni, nè Scirocco ( presidente del Consiglio) nè alcun consigliere di maggioranza o opposizione a rendere omaggio a chi invece per la nostra città è stato presente quando e come ha potuto.
A qualcuno sarà venuto in mente che un minimo di formalità in certe occasioni è di obbligo ?
Non perchè la presenza di Giudicianni, Scirocco o altri potesse essere di conforto ai familiari ,ma perchè ,purtroppo per noi , avrebbero dovuto rappresentare la gratitudine per ciò che i " Bosco" hanno fatto per noi, ma non perdono occasione per rappresentarci nel modo più indegno.
Certo se si devono intitolare strade ad esponenti dell'Opus Dei questi signori sono in prima fila, mentre quando si tratta di ricordare e ringraziare coloro che per il nostro territorio hanno fatto qualcosa di buono spariscono, quasi a voler evitare di poter essere loro assimilati : non possono certo mischiarsi con chi ha costruito e lavorato per noi, loro sono dediti a distruggere tutto ciò che persone come Manfredi Bosco e ancora di più il padre Giacinto Bosco hanno contribuito a creare.
In verità, sembra che oltre al degrado che hanno provocato e all'onta che , a causa loro , siamo costretti a subire giornalmente, vogliano cancellare totalmente la nostra storia ed impedire che le nuove generazioni possano sapere che ci sono stati uomini con dei valori e delle qualità , Vogliono che l'unico modello cui ispirarsi che abbiano i giovani sia il loro : un modello non difficile da seguire ed imitare visto che nulla fanno per la città e i suoi residenti ma molto si adoperano per salvaguardare gli affari dei loro amici del mattone.
Così come in occasione dei funerali del sindaco Meinardi , anche oggi la città è stata assente ed ingrata
Nunzia Di Muro

venerdì 19 marzo 2010

Per un Paese solidale. Chiesa italiana e Mezzogiorno: La CEI ( Conferenza Episcopale Italiana) denuncia...


Leggendo il nuovo documento dei Vescovi italiani su "Chiesa e mezzogiorno" sembra di ritrovare fotografata perfettamente la nostra attuale condizione , sembra quasi che per scriverlo gli Alti Prelati abbiano visitato la nostra città .

I temi toccati nel documento sono molteplici ed importanti tutti ricollegabili alla "questione del Sud" quali la politica ,il senso civico della popolazione, la necessità di ricostruire una solidarietà nazionale e l'urgenza di superare le inadeguatezze delle classi dirigenti.

Sembra interessante proporre le osservazioni più significative riportandole alla nostra realtà locale .

Tra le accuse più pesanti si legge : " La politica usa il territorio per i voti e poi lo trascura" secondo i Vescovi , infatti " nell'attuale crisi politica e sociale il Sud dell'Italia rischia di essere "tagliato fuori" dalla ridistribuzione delle risorse e ridotto a un "collettore di voti per disegni politici ed economici estranei al suo sviluppo".

La verità di questa affermazione è lampante a S. Maria C.V. dove l'unica politica posta in essere da parte di Iodice - Stellato e compagnucci vari è stata quella di svendere il proprio territorio e le proprie risorse a Bassolino e agli speculatori dell'Agro-Aversano

La Cei non dimentica di certo il ruolo che continua ad avere la malavita organizzata nella perdurante crisi del sud e riafferma, come già fatto nel 1989, che la "mafia è un vero e proprio 'cancro', una tessitura malefica che avvolge e schiavizza la dignità della persona, avvelena la vita sociale, perverte la mente e il cuore di tanti giovani, soffoca l'economia, deforma il volto autentico del Sud". Osserva in merito che Secondo i Vescovi quindi Il controllo malavitoso del territorio"negli ultimi vent'anni le organizzazioni mafiose hanno messo radici in tutto il territorio italiano, hanno sviluppato attività economiche, mutuando tecniche e metodi del capitalismo più avanzato, mantenendo al contempo ben collaudate forme arcaiche e violente di controllo sul territorio e sulla società"."porta a una forte limitazione, se non addirittura all'esautoramento dell'autorità dello Stato e degli enti pubblici, favorendo l'incremento di corruzione, collusione e concussione, alterando il mercato del lavoro, manipolando gli appalti, interferendo nelle scelte urbanistiche e nel sistema delle autorizzazioni e concessioni, contaminando così l'intero territorio nazionale".

Ancora in merito alle vicende politico-amministrative rimarcano come l'elezione diretta dei sindaci, dei presidenti delle province e delle regioni non abbia affatto “ scardinato meccanismi perversi o semplicemente malsani nell'amministrazione della cosa pubblica, né ha prodotto quei benefici che una democrazia più diretta nella gestione del territorio avrebbe auspicato": Di ciò ne abbiamo continuamente prova da parte della nostra amministrazione che è divenuta un modello di mala amministrazione e di continuo trasformismo, e che come caratteristica di riconoscimento ha quella di aver calpestato la democrazia avendo sovvertito, più volte, il voto popolare.

I vescovi italiani oltre a stigmatizzare la presenza della malavita organizzata al Sud, rimarcano anche e soprattutto la deleteria presenza delle più diffuse forme di corruzione e illecito che arrecano "un grave pregiudizio allo sviluppo economico, sociale e culturale" del Sud. Mettono quindi in rilievo che "L'economia illegale non si identifica totalmente con il fenomeno mafioso, essendo purtroppo diffuse attività illecite non sempre collegate alle organizzazioni criminali (usura, estorsione, evasione fiscale, lavoro nero). Ciò rivela una carenza di senso civico, che compromette sia la qualità della convivenza sociale sia quella della vita politica e istituzionale, arrecando un grave pregiudizio allo sviluppo economico, sociale e culturale".

Nel documento si analizzano però le colpe e le mancanze dell'intera collettività, secondo la CEI infatti "Per risolvere la questione meridionale è necessario far crescere il senso civico di tutta la popolazione, ricostruire la "necessaria solidarietà nazionale", ma viene ritenuto ancor più urgente "superare le inadeguatezze presenti nelle classi dirigenti".

In merito alle inadeguatezze delle classi dirigenti ci basti fare un esempio per tutti riferendoci all'operato dei super pagati dirigenti comunali o a quelli dei vari carrozzoni creati appositamente per mantenere gli apparati di " partito " ( più che altro apparati di gruppi di interessi vari e mutevoli , i veri partiti non esistono più) Ma le classi dirigenti inadeguate non sono solo quelle degli Enti Pubblici ,ma anche quelle dei vari Ordini Professionali, dele varie categorie presenti a partire da quelle afferenti alla scuola, alle forze dell'ordine e alla Magistratura

Non si può inoltre negare che il nostro senso civico sembra essere scomparso negli ultimi venti anni, altrimenti non ci si potrebbe spiegare l'indifferenza e il disinteresse dinanzi a comportamenti riprorevoli che invece vengono ritenuti oramai "normali" : nessuno si scandalizza di fronte a nulla ...niente sembra smuovere oramai la nostra coscienza e di conseguenza le nostre azioni.

Restiamo inermi a guardare quali muti e distratti spettatori uno spettacolo che diventa sempre più indecente ,ma non solo non pensiamo affatto ad intervenire per modificare ciò che avviene e stigmatizzare i comportamenti immorali e vergognosi di molti nostri concittadini ma contuiniamo a convivere con loro facendo attenzione a non far trasparire il minimo segno del disprezzo che abbiamo per le loro azioni : in fondo perché mai inimicarsi qualcuno che potrebbe anche esserci utile un domani????

L’impietoso e veritiero ritratto della nostra società da parte dei Vescovi non risparmia, giustamente la cosiddetta Società civile della quale condanna la mentalità inoperosa e rinunciataria e l’attitudine a delegare ad altri la responsabilità del cambiamento dell’attuale condizione del nostro territorio, non si può infatti disinteressarsi di ciò che ci accade intorno e pretendere che altri invece si sobbarchino l’onere di combattere le battaglie che noi per interesse personale, per ignoranza o per vigliaccheria rifiutiamo di sostenere

Gli alti Prelati ci invitano quindi a “ contrastare ogni forma di rassegnazione e fatalismo". in quanto "Una mentalità inoperosa e rinunciataria può rivelarsi un ostacolo insormontabile allo sviluppo, più dannoso della mancanza di risorse economiche e di strutture adeguate".

Il documento termina con un accorato invito al coraggio e alla speranza, ricordando che "per le comunità cristiane e per i singoli fedeli un atteggiamento costruttivo rappresenta lo spazio spirituale entro cui progettare e attivare ogni iniziativa pastorale per crescere nella speranza" e a tal proposito aggiungono:

"Vorremmo consegnarvi quel tesoro di speranza e di carità che è già all'opera per la potenza dello Spirito nelle nostre Chiese, contrassegnate da una ricchezza di umanità e di ingegno, cui deve corrispondere una rinnovata volontà di dedizione e un più convinto impegno".





Caino e Abele

Da Baudelaire "I fiori del male" la poesia "Caino e Abele"

Dioscuro...

Abbiamo parlato più volte dei "Fiori del Male" di Baudelaire, ma ci sono dei versi che hanno sempre attirato la mia attenzione, sono le razze di Caino e Abele.
Sono metafore delle tipologie di umanità che adottano rispettivamente modi di esistere opposti.
Chi vive nella religione e nella prosperità, appagato dall'appoggio della divinità e della sua coscienza, contro chi vive l'umanità nella sua essenza più carnale, asseconda i suoi istinti e ne è condannato. Contadini contro cacciatori, santità contro umanità, ricchezza contro povertà, beatitudine contro dannazione.
Si parla di razze, quindi non c'è scelta. Voi siete più Caino o Abele? :)

Caino e Abele

Razza d'Abele, dormi, bevi e mangia:
con che compiacimento ti sorride Dio!

Razza di Caino, striscia
nel fango e muori miserabile!

Razza d'Abele, il tuo sacrificio
accarezza il naso ai Serafini!

Razza di Caino, il tuo supplizio
potra mai avere fine?

Razza d'Abele, guarda prosperare
II tuo bestiame e le tue semine!

Razza di Caino, le tue viscere
urlano di fame come un vecchio cane!

Razza d'Abele, scaldati il ventre
al focolare patriarcale!

Razza di Caino, trema di freddo
nel tuo antro, povero sciacallo!

Razza d'Abele, ama e prolifica!
Anche il tuo oro si moltiplica!

Razza di Caino, guardati
dalle grandi brame, cuore ardito!

Razza d’Abele, tu cresci e ti pasci
come le cimici dei boschi!

Razza di Caino, trascina per le strade
la tua famiglia disperata!

Razza d'Abele, la tua carogna
ingrasserà la fumante terra!

Razza di Caino, il tuo compito
non è ancora finito!

Razza d'Abele, vergognati!
II ferro e vinto dallo spiedo!

Razza di Caino, sali al cielo
e scaraventa sulla terra Dio!

C. Baudelaire
Le Fleurs du Mal

Johnny:
Io sono molto più Abele, mi hanno già ucciso diverse volte....

Goethe:
Io sono Abele con Caino.
E sono Caino con Abele.

Intelligenti Pauca

CITAZIONE DI SAN FRANCESCO DI SALES

PAROLE DI SAN FRANCESCO DI SALES PER I FALSI FARISEI DI ALCUNE PARROCCHIE DELLA DIOCESI DI CAPUA

“NON ACCONTENTARTI DI ESSERE POVERO COME I POVERI, MA SII PIU’ POVERO DEI POVERI, VA A SERVIRLI QUANDO GIACCIONO A LETTO INFERMI E DEVI SERVIRLI CON LE TUE PROPRIE MANI.

QUESTA SERVITU’ E PIU’ GLORIOSA DI UN REGNO”.

CITAZIONE DEL GIORNO

MA COME CALZA BENE PER QUESTA CITTA'!
PROBABILMENTE AVEVA SOGGIORNATO PER UN PERIODO DI TEMPO A S MARIA…


cavalli

cavalli

BIAGIO MARIA DI MURO

RISPONDIAMO AL NUOVO CITTADINO C.DV.CHE DA QUALCHE MESE SI E’ TRASFERITO DAL LAZIO IN CAMPANIA E PRECISAMENTE A S.MARIA CAPUA VETERE IN VIA GALATINA CHE CI HA CHIESTO CHI ERA IL SINDACO DELLA CITTA’.

BIAGIO MARIA DI MURO

BIAGIO MARIA DI MURO

BIAGIO DI MURO

TI RIMETTO LA FOTO DI BIAGIO DI MURO E UNA PARTE DEL SUO CURRICULUM VITAE

BIAGIO DI MURO SI E’ LAUREATO, IL 30/10/1995, CON 110 E LODE IN ARCHITETTURA PRESSO L’UNIVERSITA’ DI NAPOLI, CON UNA TESI SPERIMENTALE IN SCIENZE DELLE COSTRUZIONI ED E’ ISCRITTO ALL’ORDINE DEGLI ARCHITETTI DELLA PROVINCIA DI CASERTA AL N. 872.

SVOLGE UNICAMENTE LA LIBERA PROFESSIONE ED HA LO STUDIO IN S.MARIA C.V., AL CORSO ALDO MORO N.73

E’ABILITATO AL COORDINAMENTO DI SICUREZZA – D.LGS.494/96 – CON ATTESTATO DI CORSO RILASCIATO DALL’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II, A CURA DEL CENTRO INTERDIPARTIMENTALE DI RICERCHE L.U.P.T. DAL 24 NOVEMBRE 1997.

HA PARTECIPATO AL GRUPPO DI RICERCHE SUL TEMA “STABILITA’ DELLE TORRI IN MURATURA” ORGANIZZATO DALL’ISTITUTO DI “COSTRUZIONE DELLA FACOLTA’ DI ARCHITETTURA” – UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI, FEDERICO II.

E’ COLLABORATORE DELLA III AREA DI RICERCA “PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E SISTEMI INFORMATIVI TERRITORIALI” L.U.P.T. – LABORATORIO DI URBANISTICA E PIANIFICAZIONE TERRITORIALE DELL’UNIVERSITA’ FEDERICO II DI NAPOLI, FACOLTA’ DI ARCHITETTURA.

E’ MEMBRO DELL’AREA DI RICERCA “PROGETTAZIONE URBANA, AMBIENTALE E DEL RECUPERO E VALORIZZAZIONE DEI BENI STORICI, ARCHITETTONICI, ARCHEOLOGICI E PAESAGGISTICI” DEL CENTRO DI RICERCA L.U.P.T. DELL’UNIVERSITA’ FEDERICO II DI NAPOLI FACOLTA’ DI ARCHITETTURA – DIRETTORE PROF. FRANCO MARINIELLO.

HA SEMPRE AVUTO UN FORTE LEGAME CON LA POLITICA ATTIVA, ESSENDO FIGLIO DI NICOLA DI MURO, IL QUALE FIN DAL 1956 E’ ESPRESSIONE DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA, PRIMA A LIVELLO COMUNALE I POI OLTRE AI CONFINI CITTADINI, FINO A DIVENTARE UOMO DI RIFERIMENTO DEL PARTITO AI PIU’ ALTI LIVELLI.

BIAGIO MARIA DI MURO FIN DALL’ADOLESCENZA HA POTUTO ASSORBIRE TUTTA L’ESPERIENZA POLITICA ED AMMINISTRATIVA, AVENDO AVUTO MODO DI FREQUENTARE ASSIDUAMENTE IL PARTITO.

PARTECIPA ALLA CONSULTAZIONE ELETTORALE AMMINISTRATIVA DEL 2002, CANDIDATO CON FORZA ITALIA, RIPORTANDO CIRCA 1000 VOTI DI PREFERENZE CONTRIBUENDO IN MODO DETERMINANTE DA FAR DIVENTARE FORZA ITALIA IL PRIMO PARTITO IN CITTA’.

DOPO NEL 2007 ASSUME LA CARICA DI VICE SINDACO, MA DOPO QUALCHE MESE NON ESITA A LASCIARE IL PRESTIGIOSO INCARICO QUANDO SI ACCORGE CHE CON LA DEFENESTRAZIONE DELL’ASSESSORE MARCIANO SCHETTINO VENIVANO TRADITI GLI IMPEGNI E LE PROMESSE SOTTOSCRITTE NEL PROGRAMMA ELETTORALE PRESENTATO AGLI ELETTORI.

DAL 2011 AL 2015 E’ STATO SINDACO DELLA CITTA’ DI S.MARIA CAPUA VETERE.

CAF

SERVIZIO CAF PRESSO LA NOSTRA SEDE IN C.SO ALDO MORO N.73 AVETE A DISPOSIZIONE UNA SERIE DI SERVIZI UTILI:

1. MODELLO ISEE

2. MODELLO ISEEU

3. BONUS E RIDUZIONE CANONE

4. TELECOM, GAS, ENERGIA, ACQUA

5. MODELLO RED

6. MODELLO 730

7. MODELLO 740

8. MODELLO ICI

9. ASSEGNI PER NUCLEO FAMILIARE

10. ASSEGNI DI MATERNITA’

11. MODELLO UNICO

12. ICRIC, ICLAV, ACCAS/PS

13. SOCIAL CARD

14. SUCCESSIONI

15. TRASMISSIONE TELEMATICA

16. CONTRATTI DI AFFITTO

17. MODELLO EAS



SERVIZI PROFESSIONALI:

1) CONSULENZA E ASSISTENZA LEGALE

2) CONSULENZA FINANZIARIA

3) CONSULENZA AZIENDALE

4) PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA

5) PRATICHE CATASTALI

6) ESECUZIONI E LAVORI CHIAVI IN MANO



SERVIZIO PATRONATO:

1. INVALIDITA’ CIVILE

2. ACCOMPAGNAMENTO

3. PENSIONI INPS – INPDAP

4. INFORTUNI SUL LAVORO

5. DISOCCUPAZIONE

6. RECUPERO CONTRIBUTI

7. MEDICINA LEGALE

8. LAVORO

9. FAMIGLIA

10. COLF E BADANTI

11. PRESTAZIONI ASSISTENZIALI

12. PREVIDENZA COMPLEMENTARE

13. IMMIGRAZIONE

STUDIO TECNICO DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA, PRATICHE CATASTALI ED URBANISTICHE, ARCHITETTURA PER INTERNI




ascolta la riscossa della città

CANZONE DI ANTOINE: QUALUNQUE COSA FAI TI TIRANO LE PIETRE.....

FINALMENTE!!

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Studio Legale

LAVORI PUBBLICI

PUBBLICHIAMO LE FOTO DELLE OPERE PUBBLICHE PER LE QUALI INIZIERANNO PRESTO I LAVORI .SALVO RITARDI DOVUTI ALLA SCELLERATA AZIONE DI SFIDUCIA CHE COMPORTERA' AUMENTO DI COSTI E PERDITE DI FINANZIAMENTI

RECUPERO STRUTTURALE E FUNZIONALE DELL' EDIFICIO DELLE SCUOLE ELEMENTARI "PRINCIPE DI PIEMONTE"

IMPORTO FINANZIAMENTO

euro 2.330.ooo,oo

SCUOLA PRINCIPE DI PIEMONTE

SCUOLA PRINCIPE DI PIEMONTE

LAVORI PUBBLICI

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RISTRUTTURAZIONE E AMMODERNAMENTO DEL PLESSO SCOLASTICO RIONE IACP

IMPORTO FINANZIAMENTO

EURO 700.000,00

IACP

IACP

lavori pubblici

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RIFACIMENTO PIAZZA SAN PIETRO

IMPORTO FINANZIATO:

euro 150.000,00

piazza San Pietro

piazza San Pietro

lavori pubblici

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PROGRAMMA DI RECUPERO URBANO COMPARTO C1 NORD OVEST – RIONE IACP

IMPORTO INTERVENTO:

euro 1.502.373,12

IACP

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lavori pubblici

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REALIZZAZIONE DI UN CAMPO SPORTIVO POLIVALENTE COPERTO IN VIA GIOTTO – RIONE IACP

IMPORTO DEL FINANZIAMENTO :

euro 512.000

iacp

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arco adriano

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RESTAURO CONSERVATIVO DELL’ARCO ADRIANO. SISTEMAZIONE DEL TRATTO DI VIA APPIA TRA ANFITEATRO ED ARCO ADRIANO

RICHIESTA FINANZIAMENTO

Euro 2.470.698,58

arco adriano

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villetta l.sturzo

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PROGETTO PER LA VILLETTA TEMPO LIBERO ALLA VIA L. STURZO

RICHIESTA DI FINANZIAMENTO:

euro 127.000,00

villetta l. sturzo

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asilo nido

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PROGETTO DI ASILI NIDO PER BAMBINI DA 0 A 36 MESI IN VIA ALBANA 107

TOTALE DEL FINANZIAMENTO:

euro 699.438,18

asilo nido

asilo nido

PERDONA LORO......

Padre perdona loro! Perché li hai accecati? Perché hai tolto loro la memoria? Forse perché non credono più in Te? Padre perdonali! Tu sei un Dio buono: essi non sanno quello che fanno.... Non ricordano quando Tu mandasti loro la manna dal cielo e tutti sopravvissero e trovarono la terra promessa. Oggi li vuoi punire perché hanno troppo peccato? È per questo che la nuova manna tarda ad arrivare? Se sono ancora scettici e sono ancora cristiani se lo facessero spiegare dal loro parroco. Se poi sono degli assatanati, arrabbiati, solo perché credono di essere degli unti dal Signore, e solo perché sono stati abituati a credere di essere dei privilegiati, dimenticando i comandamenti che Dio diede a Mosè, allora fanno bene a pregare il vitello d'oro. E fanno bene a servire il vitello casalese sempre presente e che è stato causa del saccheggio sammaritamo e della chiusura delle industrie e la conseguente fine del lavoro, del commercio e delle possibilità di dare da bere agli assetati. Ma Tu Signore, nella Tua Infinita Bontà, Perdonali.....

NON CI SIAMO LIBERATI DI TUTTI MA RESTERANNO ALL'OPPOSIZIONE

NON CI SIAMO LIBERATI DI TUTTI MA RESTERANNO ALL'OPPOSIZIONE