S. liberata IL FIGLIO DELL’UOMO HA IL POTERE DI PERDONARE I PECCATI SULLA TERRA
Prima lettura Eb 4,1-5.1 I
'"Fratelli, dovremmo avere il timore che, mentre rimane ancora in vigore la promessa di entrare nel suo riposo, qualcuno di voi ne sia giudicato escluso. Poiché anche noi, come quelli, abbiamo ricevuto il Vangelo: ma a loro la parola udita non giovò affatto, perché non sono rimasti uniti a quelli che avevano ascoltato con fede. Infatti noi, che abbiamo creduto, entriamo in quel riposo, come egli ha detto:
«Così ho giurato nella mia ira:
non entreranno nel mio riposo!».
Questo, benché le sue opere fossero compiute fin dalla fondazione del mondo. Si dice infatti in un passo della Scrittura a proposito del settimo giorno: «E nel settimo giorno Dio si riposò da tutte le sue opere». E ancora in questo passo: «Non entreranno nel mio riposo!».
Affrettiamoci dunque a entrare in quel riposo, perché nessuno cada nello stesso tipo di disobbedienza.
IL VANGELO
Salmo 77: Proclameremo le tue opere, Signore.
Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola.
Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un'apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati».
Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?». E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate queste cose nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire al paralitico. "Ti sono perdonati i peccati", oppure dire 'Alzati, prendi la tua barella e cammina"? Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, dico a te — disse al paralitico —: àlzati, prendi la tua barella e va' a casa tua».
Quello si alzò e subito presa la sua barella, sotto gli occhi di tutti se ne andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!».
LA NOTA ESEGETICA
Il primo dei cinque racconti di controversia (Mc 2,1-3,6) pone il perdono dei peccati come guarigione essenziale. Ora, secondo l'AT, l'unico che perdona i peccati è Dio. Aldilà di volere rivendicare una autorità divina, l'uso del passivum divinum (aphientaí) indica effettivamente che Dio è l'agente della guarigione. Per loro, il potere di Gesù di rimettere i peccati viene confermato dal suo potere di guarire il paralitico.
IL COMMENTO SPIRITUALE
Il paralitico viene calato dal tetto scoperchiato, un gesto straordinario, che avrà fatto parlare la gente che si accalca nella casa e nelle vie attorno.
Avere degli amici così intraprendenti e volitivi non è scontato e tanti oggi si mettono al servizio di fratelli con bisogni speciali, raccogliendo in cambio ricchi doni spirituali e umani.
Ma al paralitico è concessa un'ulteriore gioia: veder perdonati tutti i peccati. Diventare nuovo, prima nell'anima e poi nel corpo, un percorso nettamente rivoluzionario, grazie a Gesù e a persone generose e piene di fede.
I nodi da sciogliere in questa pagina di Vangelo sono tanti...
Le modalità di approccio, lo straordinario che popola improvvisamente il villaggio, il figlio del falegname che guarisce e parla con autorità.
Gli scribi sono diffidenti, sentono che quelle parole di perdono potrebbero portare loro via il potere e temono il Cristo.
Ma Gesù guarisce davvero il paralitico, dopo averlo perdonato. Così tutto è rimesso in discussione. E la folla fuori e dentro la casupola loda Dio che nel Figlio
Gesù opera tali miracoli.
L'ESPERIENZA
All'osteria
Mio marito, nonostante le promesse, era tornato a bere con gli amici. Non ne potevo più di questa situazione. Il suo alcolismo stava rovinando non solo la sua ma anche la nostra vita. Volevo fare qualcosa. Sono andata all'osteria, sono entrata, tutti mi guardavano. Ho gridato a mio marito quello che pensavo. Lui è diventato rosso ed ha reagito violentemente. Sono corsa a casa terrorizzata, immaginando che sarebbe rientrato più violento del solito. Mi sentivo ferita e non sapevo con chi sfogarmi. Proprio in quel momento mi telefona un'amica che mi consiglia: «Devi continuare ad amarlo. lo prego per te!».
Non era facile ricominciare e ho pensato che sarebbe stato meglio andar via d casa. Fra le lacrime, mi è passata per li mente la frase del Vangelo che dice dl perdonare settanta volte sette. Non era; facile, ma ho cominciato a pregare per; mio marito.
Dopo alcuni giorni siamo riusciti a parlare e a perdonarci vicendevolmente. Lui mi ha promesso che non avrebbe più bevuto, promessa che ha mantenuto. Da quel momento abbiamo ricominciato. La nostra famiglia è rifiorita: cerchiamo di aiutarci, di comprenderci e soprattutto di non guardare ai nostri errori.
M. C: Colombia
Madeleine Debrel
A 17 anni aveva scritto: «Dio è morto... viva la morte». A venti la conversione: Dio avrebbe occupato tutto l'orizzonte della sua vita. Questa mistica francese, assistente sociale e poetessa (1904¬ 1964), operò attivamente con alcune compagne nella periferia operaia di Parigi, sempre mossa dalle gravi emergenze della popolazione, ma sempre prendendo le distanze dall'ateismo marxista e senza rinunciare a offrire le ragioni evangeliche delle sue scelte. Ecco una sua composizione che ha il tratto di una preghiera: «Se dovessi scegliere una reliquia della tua Passione/ prenderei proprio quel catino colmo d'acqua sporcai Girare il mondo con quel recipiente/ e ad ogni piede cingermi dell'asciugatoio/ e curvarmi giù in basso,/ non alzando mai la testa oltre il polpaccio/ per non distinguere i nemici dagli amici/e lavare i piedi del vagabondo,/ dell'ateo, del drogato,/ del carcerato, dell'omicida, di chi non mi saluta più,/ di quel compagno per cui non prego mai,/ in silenzio,/ finché tutti abbiano capito nel mio/ il tuo Amore».
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