Martedì 5 gennaio GESU INSEGNAVA COME UNO CHE HA AUTORITA’
S. Mauro abate
Prima lettura Eb 2,5-12
Fratelli, non certo a degli angeli Dio ha sottomesso il mondo futuro, del quale parliamo. Anzi, in un passo della Scrittura qualcuno ha dichiarato:
« Che cos'è l'uomo perché di lui ti ricordi
o il figlio dell'uomo perché te ne curi?
Di poco l'hai fatto inferiore agli angeli,
di gloria e di onore l'hai coronato
e hai messo ogni cosa sotto i suoi piedi».
Avendo sottomesso a lui tutte le cose, nulla ha lasciato che non gli fosse sottomesso. Al momento presente però non vediamo ancora che ogni cosa sia a lui sottomessa. Tuttavia quel Gesù, che fu fatto di poco inferiore agli angeli, lo vediamo coronato di gloria e di onore a causa della morte che ha sofferto, perché per la grazia di Dio egli provasse la morte a vantaggio di tutti.
Conveniva infatti che Dio — per il quale e mediante il quale esistono tutte le cose, lui che conduce molti figli alla gloria — rendesse perfetto per mezzo delle sofferenze il capo che guida alla salvezza. Infatti, colui che santifica e coloro che sono santificati provengono tutti da una stessa origine; per questo non si vergogna di chiamarli fratelli, dicendo:
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LA LETTURA E IL VANGELO
Salmo 8: Hai posto il tuo Figlio sopra ogni cosa.
Dal Vangelo secondo Marco 1,21-28
In quel tempo Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, (a Cafarnao) insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi.
Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: « Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai, questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!».
La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.
LA NOTA ESEGETICA
"Il Santo di Dio" (cf. Lc 4,34; Gv 6,69) sta per indicare un consacrato a Dio dotato di autorità sull'ostilità dichiarata dallo spirito impuro (1,24). La necessità di essere santo è motivata dalla liberazione storica d'Israele (Lv 11,45). Quindi, la santità non è tanto uno stato irreprensibile o attributo personale di Dio quanto la sua azione a favore del suo popolo (Is 41,8-20). L'esorcismo avvenuto il sabato fa riflettere!
IL COMMENTO SPIRITUALE
«Insegnava come uno che ha autorità...». Gesù entrava nelle sinagoghe ed era punto di riferimento per tutti. Meravigliava i devoti, che subito lo apprezzavano e lo confrontavano con gli scribi e i loro evidenti limiti.
Gesù non si ferma davanti a nulla e quando viene aggredito verbalmente da spi¬riti impuri, che lo riconoscono, con la stessa autorevolezza li caccia via, donando all'uomo posseduto finalmente la serenità di un'esistenza libera dal male.
La sua fama si diffonde in Galilea e poi ovunque, fino a noi, che continuiamo ad avere un gran bisogno di questo Dio autorevole, che conosce il male degli uomini, lo combatte e lo ha fatto attraverso la sofferenza più crudele, la tortura e la morte... «perché per la grazia di Dio egli provasse la morte a vantaggio di tutti». A vantaggio di tutti, oggi, in questo giorno così lontano dal giorno del Golgota, ma così vicino nell'amore del Cristo per ciascuno di noi.
Come tenere per noi la buona notizia? Perché nascondere il sole che illumina ciascuno di noi su questo piccolo pianeta?
L'ESPERIENZA
Ama il tuo nemico
Il mio nipotino Juan Pedro un pomeriggio arriva da scuola a casa molto arrabbiato. Butta lo zaino sulla poltrona, dicendo: «Ormai Joaquin non è più mio amico. Mai più andrò a trovarlo a casa sua e mai lo inviterò da noi!». E si chiude nella sua stanza. Silenzio.
Pochi minuti dopo esce di nuovo e si dirige direttamente al telefono. Rimango sorpresa quando sento che dice: «Ciao, Joaquin! Puoi venire a casa mia?».
Certamente l'altro gli avrà risposto di sì perché mio nipote prosegue: «Allora chiedi il permesso alla tua mamma e chiedile se ti può accompagnare qui». Quando finisce la telefonata gli domando: «Senti, Juan Pedro, hai parlato con lo stesso Joaquin che non volevi più come amico tuo?». E lui: «Sai nonna, sono andato in camera, ho tirato il "dado dell'amore' quello con su scritte le frasi su come bisogna amare, ed è venuto fuori: "Ama il tuo nemico"».
M.C. - Bahia Bianca
IL TESTIMONE
Santa Scorese
Santa, ora serva di Dio, nasce a Bari nel 1968. A 15 anni presta volontariato presso la Croce Rossa italiana. Partecipa attivamente alla vita del Movimento Gen fondato da Chiara Lubich. Frequenta assiduamente l'istituto delle Missionarie dell'immacolata di padre Kolbe a Palese. Suoi prediletti sono i poveri, gli anziani, i bambini ammalati. È alla ricerca della sua vocazione, ma è fiduciosa, come testimoniano queste righe di Diario del 21 marzo 1988: «lo ho deciso che mi butto in questa avventura e poi dovrà accontentarsi
Lui e starmi vicino più che mai. L’ho scelto perché mi sento amata e perché so che il mio è un amore piccolissimo, nt (II cui Lui si è accontentato. Non so cosa mi farà fare, dove mi manderà, ma voglio ti darmi di Lui fino in fondo». L'avventura di Santa termina a ventitré anni con dodici coltellate sferrategli da un giovane squi¬librato che la andava perseguitando da tempo: anni densi, come altrettanti raggi di sole nel ricordo di chi l'ha conosciuta e le è stato accanto. Muore nel marzo 1991, perdonando colui che l'ha uccisa.
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