
La politica è la più alta forma di carità, diceva Paolo VI. In un sistema democratico come il nostro, nel quale l'interesse privato è il motore di un presunto interesse collettivo, è bene ricordare che la politica nasce come la più alta forma di carità, quella nella quale meglio si incarna l'etica del dono completo di sé per il raggiungimento del bene comune. La Politica è la nobilissima decisione di caricare sulle proprie spalle la responsabilità della propria comunità, sopportandone il peso, salvaguardandola dai pericoli, traghettandola in porti sicuri durante le tempeste, facendola crescere nella maniera migliore. In una parola Politica significa investire i propri talenti nella crescita di tutti, anche a scapito della propria. Un caro e stimato giornalista mi ha riferito che lo accusano di avere una concezione rausiana della politica. Sono onorato che mi si appiccichi questa etichetta. Se fare politica significa fare gli interessi della collettività; se fare politica significa opporsi al malaffare e non guardare ai propri interessi per sostenere quelli di una città ed evitare che si commettano altri scempi, sono onorato di avere una visione della politica tutta mia; una visione della politica che mi porta,spesso, ad essere isolato da chi ha degli interessi speculativi da concretizzare ma che, alla lunga,mi ha dato ragione nei fatti. Dopo le cocenti sconfitte che hanno subito, l’ultima quella di essere stati costretti a reviocare il progetto di creare fuori dal Cimitero un parcheggio di camion e autobus, con relativi servizi e distributori di carburante, e dopo tutti gli altri imbrogli che ho smascherato, visto il pericolo di dover soccombere dopo la secca sconfitta alla provinciali ed alle regionali,alcuni protagonisti delle amministrazioni Iodice e Giudicianni stanno cercando di infiltrasi nei partiti del centro destra con la speranza di rimanere a galla per un altro po’ di tempo e chiudere quegli affari che ancora non hanno potuto portare a compimento e per i quali si sono indebitati fino al collo (almeno con le promesse che non possono disattendere).Mi fanno specie quei personaggi, sedicenti di sinistra che hanno il coraggio di fare apprezzamenti gratuiti, mentre hanno prestato la loro scienza e coscienza per commettere l’illecito dell’ex tabacchificio; ove , per raggiungere scopi speculatori, si sono sovvertite tutte le regole urbanistiche e si sono sacrificate potenzialità occupazionali per i giovani sammaritani. Non mi voglio sostituire ai Magistrati, ma li aiuterò, con il mio modesto contributo, a stanare i disonesti ed a perseguire tutti gli atti illegali che sono stati o saranno perpetrati. Così dovrebbero fare tutti quelli che sanno e che tacciono per paura o per colpevole accondiscendenza. E’ difficile, lo so, ma confido nella collaborazione degli onesti che mi forniscano gli elementi da studiare per poter arrivare a scoprire il marcio che c’è sotto. Siamo sulla buona strada!! Se questa è la concezione rausiana di fare politica, mi vanto di poterla sbandierare ai quattro venti. Come diceva Catone il Censore: "Fures privatorum furtorum in nervo atque in compedibus aetatem agunt, fures publici in auro atque in purpura." Catone, citazione in Aulo Gellio, Notti attiche, XI, 18, 18 Traduzione : « I ladri di beni privati passano la vita in carcere e in catene, quelli di beni pubblici nelle ricchezze e negli onori » Gaetano Rauso
Nessun commento:
Posta un commento