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lunedì 2 novembre 2015
Parola del giorno: 2 Novembre 2015
Le anime dei giusti, invece, sono nelle mani di Dio, nessun tormento le toccherà.
Agli occhi degli stolti parve che morissero; la loro fine fu ritenuta una sciagura,
la loro partenza da noi una rovina, ma essi sono nella pace.
Anche se agli occhi degli uomini subiscono castighi, la loro speranza è piena di immortalità.
Per una breve pena riceveranno grandi benefici, perché Dio li ha provati e li ha trovati degni di sé:
li ha saggiati come oro nel crogiuolo e li ha graditi come un olocausto.
Nel giorno del loro giudizio risplenderanno; come scintille nella stoppia, correranno qua e là.
Governeranno le nazioni, avranno potere sui popoli e il Signore regnerà per sempre su di loro.
Quanti confidano in lui comprenderanno la verità; coloro che gli sono fedeli vivranno presso di lui nell'amore, perché grazia e misericordia sono riservate ai suoi eletti.
Salmi 27(26),1.4.7.8.9.13-14.
Il Signore è mia luce e mia salvezza,
di chi avrò paura?
Il Signore è difesa della mia vita,
di chi avrò timore?
Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per gustare la dolcezza del Signore
ed ammirare il suo santuario.
Ascolta, Signore, la mia voce.
Io grido: abbi pietà di me! Rispondimi.
Di te ha detto il mio cuore: "Cercate il suo volto"; il tuo volto, Signore, io cerco.
Non nascondermi il tuo volto, non respingere con ira il tuo servo. Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi, non abbandonarmi, Dio della mia salvezza.
Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinfranchi il tuo cuore e spera nel Signore.
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani 6,3-9.
Fratelli, non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte?
Per mezzo del battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova.
Se infatti siamo stati completamente uniti a lui con una morte simile alla sua, lo saremo anche con la sua risurrezione.
Sappiamo bene che il nostro uomo vecchio è stato crocifisso con lui, perché fosse distrutto il corpo del peccato, e noi non fossimo più schiavi del peccato.
Infatti chi è morto, è ormai libero dal peccato.
Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui,
sapendo che Cristo risuscitato dai morti non muore più; la morte non ha più potere su di lui.
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 25,31-46.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria.
E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri,
e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra.
Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo.
Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato,
nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi.
Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere?
Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito?
E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti?
Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me.
Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli.
Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere;
ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato.
Anch'essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito?
Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l'avete fatto a me.
E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna».
Commemorazione di tutti i fedeli defunti
domenica 1 novembre 2015
Da Casertace.net : Ennesimo capitolo sulla Conservatoria
La sospensione delle attività di trasloco riguarderebbe la particolare delicatezza di alcuni dei documenti spostati a partire dai registri della Guardia di Finanza. La traslazione di questi documenti deve avvenire alla presenza di uomini delle Fiamme Gialle e siccome al momento non è stata trovata una convergenza tra la disponibilità dei finanzieri e quella riguardante i tempi del trasloco organizzata dai dirigenti dello Stato, l’operazione è stata fermata.
Si ha la sensazione, dunque, che ci sia una volontà di affrettare il trasferimento, scavalcando anche i tempi canonici e le necessità legate alla fondamentale compartecipazione a queste attività da parte dei militari della Guardia di Finanza, che devono sorveglaire sulla integrità di documenti importantissimi anche e soprattutto per le indagini di Polizia Giudiziaria.
Una fretta che avvalora i dubbi sulla consapevolezza, da parte degli stessi funzionari della Conservatoria, che questo trasferimento potrebbe essere presto bloccato da qualche decisione dell’autorità giudiziaria. In poche parole, si è indotti a pensare che ci sia una spinta per creare “un fatto compiuto” che poi vanifichi di fatto ogni possibile riscontro alle contestazioni, che per esempio il Comune di Santa Maria Capua Vetere si appresta a mettere nero su bianco al cospetto dei giudici del Tar.
L’ultima vera speranza per mantenere la Conservatoria a Santa Maria Capua Vetere è quindi legata al ricorso al Tar da parte del Comune e sembra che il Sindaco abbia finalmente, all’inizio di questa settimana, formalizzato il mandato a ricorrere al Tar.
Intanto ci giungono voci che a Santa Maria Capua Vetere sono conservati registri e documenti risalenti anche agli anni a partire dal 1861 il che significa che si tratterebbe di un vero e proprio archivio storico, cosa questa che ci induce a chiederci e a chiedere a chi di dovere se non risulti doveroso chiamare in causa anche la Sovrintendenza.
Una valutazione non semplicemente e vagamente deduttiva, ma che poggia sul dettato di una norma: ai sensi dell’art. 10, comma 1 lett. b), D.Lgs. n. 42 del 2004 (Codice Urbani) non devono considerarsi ex lege beni culturali gli archivi e i singoli documenti dello Stato, delle regioni, degli altri enti pubblici territoriali, nonché di ogni altro ente ed istituto pubblico?
Se sono vere le voci sulla consistenza storica dei documenti conservati a Santa Maria Capua Vetere allora non pensiamo che tali documenti possano essere maneggiati a cuor leggero da facchini e operai senza la vigilanza della Sovrintendenza che dovrebbe essere interpellata alla pari della Guardia di Finanza.
G.G.
Cavilli burocratici bloccano le gare d’appalto per decine di milioni di euro
FINALMENTE - SOLDI CHE SI SPENDERANNO BENE NELL'INTERESSE DELLA CITTA' E DEL RIONE IACP ABBANDONATO DA 20 ANNI - CHI FA E CHI DICE
FINALMENTE - SOLDI CHE SI SPENDERANNO BENE NELL'INTERESSE DELLA CITTA' E DEL RIONE IACP ABBANDONATO DA 20 ANNI - CHI FA E CHI DICE
FINALMENTE - SOLDI CHE SI SPENDERANNO BENE NELL'INTERESSE DELLA CITTA' - CHI FA E CHI DICE
Notizia del giorno: Expo, la festa per la giornata conclusiva Mattarella: "L'Italia ha vinto la sfida"
Grande festa a Milano per la chiusura di Expo 2015. Sul palco dell'Open Air Theatre San Carlo sono state consegnate le bandiere ad Astana, la città kazaka che ospiterà l'evento nel 2017, e a Dubai per la manifestazione del 2020. Gran cerimoniere della giornata conclusiva il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: "La sfida è stata vinta da un'Italia che, quando si unisce in un impegno comune, sa esprimere grandi doti".
Mattarella: "Diritto a cibo legato a pace e giustizia" - "Il diritto al cibo e all'acqua sono strettamente legati all'idea di pace, alla giustizia sociale, al progresso scientifico, all'affermazione della legalità, alla cultura dell'ambiente, alla tutela delle biodiversità. Ci vuole un albero molto grande per unire tutto questo. E' il segno che oggi l'Italia intende offrire al mondo", ha sottolineato Mattarella.
"La crisi ha seminato paure e squilibri" - "La lunga crisi - ha ricordato poi il Presidente della Repubblica - ha tuttavia approfondito squilibri, disuguaglianze interne ai Paesi, ha seminato paure. Il progresso deve continuare e continuerà. E' nostro compito integrarlo con una crescita nell'equità e nel rispetto della dignità della persona, di ogni persona".
"Albero della Vita testimonia rete solidarietà" - "L'Albero della Vita, dopo essere stato il suo punto principale di attrazione, al centro dell'attenzione dell'area espositiva, rappresenta simbolicamente la sua eredità. L'immagine di questo albero, con le radici ben piantate nella terra, i rami rivolti verso l'alto, la sua struttura carica di tecnologia ed espressione di molteplici conoscenze, è ormai divenuta familiare. Mi auguro che rimanga come testimonianza della rete di intelligenze e di solidarietà che Milano ha messo in campo nell'arco di questi sei mesi", ha aggiunto il Capo dello Stato.
Renzi: "Orgoglio di chi vinto sfida impossibile" - "L'Expo è l'orgoglio di chi ha vinto una sfida che sembrava impossibile, una sfida vinta non dal governo ma dall'Italia, dai passeggini in fila davanti agli ingressi, ha vinto l'Italia del perché No". Lo ha detto Matteo Renzi intervistato dal Tg1, annunciando che il 10 novembre a Milano si parlerà del progetto di riconversione dell'area.
I numeri di Expo - Dopo 184 giorni chiude l'Expo 2015: 21 milioni le persone che hanno partecipato all'evento (7 milioni i visitatori stranieri e oltre 2 milioni di studenti). Alla cerimonia sono presenti con il commissario Giuseppe Sala il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, il presidente della regione Roberto Maroni e diversi ministri, fra cui Maurizio Martina, Maria Elena Boschi e Roberta Pinotti.
Pisapia emozionato: "E' stato un successo" - "E' una cosa bellissima e come tutte le cose belle quando finiscono c'è un po' di malinconia", ha commentato Pisapia. "Sono emozionato" ha ammesso. Il sindaco ha sottolineato che l'esposizione è stata un successo. "la cosa più bella è stata incontrare all'uscita di un padiglione una famiglia dai nipoti ai bisnonni entusiasti". "Oggi non è un giorno di addii ma di arrivederci a presto, ad Astana 2017 e Dubai 2020, nello spirito di Milano 2015", ha aggiunto.
Maroni: "Orgogliosi e soddisfatti" - "Questa esposizione è stata un grande successo per l'Italia, un successo di cui dobbiamo essere soddisfatti e orgogliosi, perché si tratta di un successo che non era scontato. E dobbiamo essere soddisfatti e orgogliosi della collaborazione tra tutte le istituzioni coinvolte", ha ribadito Maroni. "Grazie a chi ha lavorato a questo grande progetto italiano con ingegno, creatività e competenza", ha detto dal palco.
Ovazione per le forze dell'ordine e i volontari - "Un ringraziamento speciale che mi viene dal cuore a chi ha garantito che Expo si svolgesse in piena sicurezza" e "ai volontari". Questo passaggio del discorse del presidente della regione Lombardia ha provocato una corale ovazione della platea. Maroni ha anche ringraziato in particolare la presidente della società Expo Diana Bracco, il commissario unico Giuseppe Sala e i loro staff "per il lavoro che hanno fatto".
Martina: "L'Italia ha dato grande prova al mondo" - "Abbiamo dato una grande prova e il mondo l'ha riconosciuta". E' il messaggio con cui il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, ha espresso il suo "orgoglio per l'Italia, il nostro Paese", alla cerimonia di chiusura di Expo. "Ci siamo ritrovati in questa sfida, ci siamo appassionati, abbiamo raccontato ciò che siamo e ciò che possiamo fare per la pace e la cooperazione fra i popoli. Abbiamo realizzato il più potente progetto di educazione civica di questi anni".
Almanacco di oggi 1 Novembre 2015
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Gli impianti di riscaldamento, manutenzione prima dell'inverno
Al riparo dai primi freddi la prima esigenza è quella di riscaldare l'ambiente in cui viviamo. Avere dei buoni impianti di riscaldamento prevede una cura delicata di essi e che rispondano all'adeguata manutenzione previa la loro accensione invernale.
La sicurezza in casa è fondamentale per la nostra serenità e per le persone talvolta indifese che convivono con noi. Le cronache tralasciano spesso innumerevoli infortuni in ambito domestico evidenziando invece le spese sostenute dalle famiglie. Importante affidarsi a esperti nel settore: le figure dei manutentori tecnici.
La normativa in vigore che regola la manutenzione e il controllo degli impianti tecnici è il DPR 74/2013.
Per prima cosa c'è da dire che le responsabilità circa l'esercizio, la conduzione, il controllo e quindi la manutenzione degli impianti gravano sul proprietario, ovvero chi occupa la residenza dove l'impianto si trova.
Nel caso di impianti condominiali sarà l'amministratore a risponderne.
L'ispezione svolte da province e comuni sugli impianti prevede che questi superino la soglia dei 100kW. Altrimenti per quelli compresi tra 12kW e 100kW varrà il rapporto di controllo tecnico.
Ogni cittadino che dispone di tali impianti in casa deterrà un libretto in cui verranno annotate di volta in volta i controlli di manutenzione.
Per impianti inferiori ai 35kW c'è l'obbligo per il manutentore di compilare il libretto di impianto. Mentre per quelli superiori ai 35kW si fa riferimento al libretto di centrale.
Su questi documenti saranno annotati il responsabile dell'impianto (ovvero il proprietario dell'edificio o l'amministratore nel caso di un impianto centralizzato all'interno di un condominio), i vari dati tecnici, i rapporti di controllo e manutenzione e le tutte le ispezioni effettuate dall'ente locale. I libretti sono da considerarsi obbligatori e da conservare all'interno dell'edificio dove è collocato l'impianto.
Ai sensi degli articoli della precedente legge 46/90 vengono svolti i controlli di manutenzione a cura di tecnici manutentori di caldaie abili e qualificati. Lo scopo è quello di appurare la condizione degli impianti e quindi verificare se necessitano di operazioni di riparazione.
Ogni manutentore disporrà di un numero di bollini rilasciati dalla provincia, fondamentali al fine di constatare l'avvenuta manutenzione. Sono disponibili di quattro tipi di diverso importo e colore a seconda della potenza dell'impianto. Uno di essi verrà posto sulla copia del rapporto di controllo tecnico che rimane all'utente, un altro al manutentore e un altro ancora sulla copia da trasmettere alla provincia. Da ricordare che il bollino è esente dall'iva come regolato dall'articolo 4 della legge 633/1972.
Le operazioni di controllo e di manutenzione dell'impianto tecnico devono essere eseguite rigorosamente da ditte abilitate ai sensi del decreto ministeriale 22 del 2008 n.37. I tempi con quale vanno effettuati periodicamente tali visite sono contenuti nelle istruzioni tecniche per l'uso e manutenzione fornite dall'impresa che ha installato l'impianto stesso. Nel caso in cui non siano presenti tali informazioni occorre fare riferimento alle normative UNI e CEI.
Tali controlli variano da regione in regione, a intervalli di tempo di 2 o 4 anni ad esclusione degli impianti con generatori a fiamma ad alimentazione solida o liquida con potenza superiore a 100kW.
I controlli vanno effettuati innanzitutto nella prima accensione dell'impianto da parte dell'installatore, in caso vengano sostituite alcune parti del meccanismo di generazione, come ad esempio il generatore di calore, in caso di interventi di modificazione dell'efficienza energetica che non rientrano nelle manutenzioni periodiche.
Nello specifico gli interventi effettuati riguardano: verifica tenuta degli impianti a gas secondo la norma UNI 1137/1/2204, controllo delle caratteristiche di ventilazione del locale, verifica dei dispositivi di sicurezza, controllo delle funzionalità dell'apparecchio con dovute segnalazioni di difformità e elementi non funzionanti, pulizia del bruciatore, pulizia dello scambiatore, regolazione portata termica ove necessita, controllo evacuazione fumi, verifica dei dispositivi di sicurezza relativi all'acqua, controllo di perdite di fumo con verifica del tiraggio, controllo dello scambiatore dell'acqua, taratura del bruciatore, per caldaie di tipo B smontaggio del canale da fumo e verifiche circa la correttezza dell'innesto del canale stesso all'nterno della canna fumaria o del camino, verifica valore del CO2 in caso di tiraggio a esito incerto, controllo dei raccordi flessibili di collegamento degli apparecchi a gas all'impianto interno, verifica della tenuta della linea di gas in conformità ad UNI 111370-1/2004 con manometro, segnalazioni di verifiche svolte sul libretto d'impianto con trascrizione delle possibili anomalie riscontrate sull'allegato G.
Una lunga parentesi ci sarebbe da aprire sulle sanzioni. Ovvero le penali da pagare nel caso in cui le ispezioni attestino la mancanza di tali manutenzioni e quindi impianti che non rispondono alle normative vigenti.
Le ispezioni vengono effettuate ogni anno e le sanzioni sono molto onerose, vanno da cinquecento euro fino ad arrivare ai tremila euro di multa a carico del proprietario. Anche per l'istallatore che comunica in modo errato o incompleto il controllo rischia una multa che parte dai seimila euro.
Dal 15 ottobre 2014 è entrato in vigore un nuovo libretto che affiancherà quello già presente nelle case, il quale va assolutamente conservato.
Riassumendo gli obblighi del cittadino sono quindi, come responsabile dell'impianto termico, di provvedere entro le scadenze prestabilite a far effettuare controlli periodici di manutenzioni, di conservare tutte le documentazioni e inoltre si chiede di rispettare i tempi e le modalità di accensione dei vari impianti. In caso di non osservanza di queste regole il proprietario rischia sanzioni elevate previste dalle leggi vigenti.
Alla base della convivenza civile esistono diverse norme. Queste citate fra l'altro mirano a migliorare la vita dei singoli cittadini, sottoponendoli a servizi che si prendono cura della loro sicurezza.
Fare una manutenzione non è solo un dovere ma constatare di volta in volta che viviamo in un ambiente sicuro in piena armonia con i servizi e le comodità di cui disponiamo. Senza contare che seguire le norme evita che sanzioni ben più gravose possano incorrere per nostre dimenticanze o perché non si è disposti a pagare.
METEO
Santa Maria Capua Vetere CE
domenica 1 Novembre 2015
Parzialmente nuvoloso
19°C
Precipitazioni: 10%
Umidità: 56%
Vento: 31 km/h
Poesia Napoletana: “Lenzole janche”
Tu si a festa ‘into ‘o paese ‘e quando ero criaturo,
‘e lenzole janche spase ‘o sole,
‘a paura ca me metto dint ‘o scuro
Tu si l’allucca de’ guagliune abbasc‘o vico,
chella stradulella stretta,
‘o riturnello ‘e chillu mutivo antico
Tu si o scuorno ca me mette mmiezzo all’ate,
l’addore d”o pane cavuro,
‘o chiant ‘e ‘na criatura appena nata
Tu si a frenesia ca m’afferra,
‘a cuperta ‘e lana,
si ‘o paraviso sciso n’terra
(di Mimmo Guarino)
Giulia Salzano
Parola del giorno: 1 Novembre 2015
Io, Giovanni, vidi un angelo che saliva dall'oriente e aveva il sigillo del Dio vivente. E gridò a gran voce ai quattro angeli ai quali era stato concesso il potere di devastare la terra e il mare:
"Non devastate né la terra, né il mare, né le piante, finché non abbiamo impresso il sigillo del nostro Dio sulla fronte dei suoi servi".
Poi udii il numero di coloro che furon segnati con il sigillo: centoquarantaquattromila, segnati da ogni tribù dei figli d'Israele:
Dopo ciò, apparve una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, razza, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all'Agnello, avvolti in vesti candide, e portavano palme nelle mani.
E gridavano a gran voce: "La salvezza appartiene al nostro Dio seduto sul trono e all'Agnello".
Allora tutti gli angeli che stavano intorno al trono e i vegliardi e i quattro esseri viventi, si inchinarono profondamente con la faccia davanti al trono e adorarono Dio dicendo:
"Amen! Lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore, potenza e forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen".
Uno dei vegliardi allora si rivolse a me e disse: "Quelli che sono vestiti di bianco, chi sono e donde vengono?".
Gli risposi: "Signore mio, tu lo sai". E lui: "Essi sono coloro che sono passati attraverso la grande tribolazione e hanno lavato le loro vesti rendendole candide col sangue dell'Agnello".
Salmi 24(23),1-2.3-4ab.5-6.
Del Signore è la terra e quanto contiene,
l'universo e i suoi abitanti.
È lui che l'ha fondata sui mari,
e sui fiumi l'ha stabilita.
Chi salirà il monte del Signore,
chi starà nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro,
chi non pronunzia menzogna.
Otterrà benedizione dal Signore,
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca,
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.
Prima lettera di san Giovanni apostolo 3,1-3.
Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! La ragione per cui il mondo non ci conosce è perché non ha conosciuto lui.
Carissimi, noi fin d'ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è.
Chiunque ha questa speranza in lui, purifica se stesso, come egli è puro.
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 5,1-12a.
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli.
Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo:
«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati gli afflitti, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché erediteranno la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».
Tutti i Santi
La santità non è dunque rara, se di Santi è gremito il cielo. I Santi non sono soltanto quelli venerati nel Calendario, che pure sono già molti anche se rappresentano una piccolissima quota dei Santi che, come dice S. Giovanni, « nessuno poteva contare » tranne Dio.
sabato 31 ottobre 2015
Notizia del giorno: ROMA, TRONCA COMMISSARIO. MARINO: "ACCOLTELLATO DA UN MANDANTE"
Ignazio Marino non è più sindaco di Roma. Ha perso la sua battaglia contro il Pd in uno scontro sanguinoso e drammatico. «Accoltellato da 26 nomi e cognomi, ma con un solo mandante» dice ormai da ex dopo avere appreso che i 19 consiglieri del Pd assieme ad altri 7 si erano dimessi decretando la sua fine. Finisce così l'agonia del governo Marino. E il Campidoglio si prepara ad accogliere il commissario Francesco Paolo Tronca, attualmente prefetto di Milano. Matteo Renzi intanto pensa già a girare pagina e assicura: «Marino non è vittima di una congiura di palazzo, ma un sindaco che ha perso il contatto con la sua città e la sua gente». Soprattutto ora per Renzi Marino è «una pagina chiusa». È finita così l'era dell'«irregolare» chirurgo alla guida della Città Eterna. Sfiduciato da parte della sua maggioranza aiutata da chi fino ad ieri è stato avversario tra gli scranni dell'Aula Giulio Cesare. Con i 19 del Pd si sono dimessi altri 7 consiglieri, di cui due della maggioranza (Centro democratico e Lista Civica Marino) e 5 dell'opposizione. Tra questi ultimi anche due della Lista Marchini, Alfio Marchini compreso, due della lista di Fitto Conservatori riformisti, uno del Pdl. M5S e Sel non hanno firmato le dimissioni. Ma il sindaco chirurgo non ci sta. Convoca nel tardo pomeriggio una conferenza a Palazzo Senatorio. Rivendica quanto fatto nel suo mandato. «Roma è tornata ad essere virtuosa. Abbiamo sbarrato le porte al malaffare, chiuso con Parentopoli» dice Marino che in questi mesi si è voluto cucire addosso il ruolo del sindaco della legalità, dell'anti-Mafia Capitale e che oggi però si scopre essere indagato nell'inchiesta sulle spese di rappresentanza - «È un atto dovuto per svolgere le indagini» taglia corto. Mandante. «Prendo atto che i consiglieri si sono sottomessi e dimessi per evitare un confronto pubblico». «Sono stato accoltellato da 26 nomi e cognomi ma da un unico mandante» il dardo avvelenato che scaglia verso il Nazareno. Il bersaglio il segretario Matteo Renzi con il quale, sottolinea l'ex primo cittadino, «nell'ultimo anno non ha avuto nessun rapporto». «Marino non è vittima di una congiura. Al Pd interessa Roma, non le ambizioni di un singolo, anche se sindaco» la replica di Renzi che invita a chiudere tutte le polemiche e a mettersi al lavoro. Inizia l'era Tronca. È Francesco Paolo Tronca, attuale prefetto di Milano, il commissario straordinario che guiderà la Capitale dopo la fine dell'amministrazione Marino. È lui l'uomo individuato per traghettare la Capitale nell'anno del Giubileo, dopo aver guidato la prefettura di Milano nel periodo dell'Expo. Un modello vincente che il governo a più riprese ha annunciato di voler esportare anche per l'organizzazione dell'Anno Santo. E la scelta di Tronca, secondo quanto di apprende da fonti del Viminale, va letta come un riconoscimento per il lavoro per Expo ed un auspicio affinchè quella esperienza positiva venga replicata in occasione del Giubileo. Non solo. Dopo le parole del presidente dell'Autorità Nazionale anti corruzione, Raffaele Cantone, che nei giorni scorsi aveva segnalato come, a differenza di Roma, Milano avesse gli anticorpi necessari, il profilo del nuovo commissario appare in linea con la volontà di potenziare le difese della Capitale contro il malaffare. Palermitano di nascita, 64 anni, il commissario che si insedierà in Campidoglio dovrà far fronte a una Roma ancora colpita da Mafia Capitale. E dovrà far si che «il Giubileo funzioni come Expo», ha detto il ministro dell'Interno Angelino Alfano. Tronca sarà affiancato anche dal 'dream team' per il Giubileo coordinato dal prefetto di Roma Franco Gabrielli. Con la caduta di Ignazio Marino si aprirà ora, da qui a primavera quando i romani torneranno alle urne, la fase commissariale, quella che sarà chiamata alla sfida più difficile: far funzionare la città nei giorni più convulsi dell'Anno Santo, che aprirà il prossimo 8 dicembre e per il quale sono attese milioni di persone. Una fiumana che per dodici lunghi mesi si dovrà spostare agevolmente da una parte all'altra della Capitale, e che si andrà ad aggiungere ai romani nel premere su una rete già in sofferenza. Per questo nella mente del governo ci sarebbe l'idea di mettere in campo come superdelegato ai Trasporti Marco Rettighieri, direttore di Expo 2015 e già manager delle ferrovie. L'atto di dimissioni dei 26 consiglieri è stato inviato in serata alla Prefettura dal segretario generale del Campidoglio. Così è partito l'iter per la nomina del commissario. Gabrielli, poi, sarà il vero protagonista della gestione cittadina per il Giubileo, sebbene davanti alla parola 'superpoterì si schermisca: «Mi limito - ha detto solo qualche giorno fa - a coordinare i vari soggetti istituzionali per presentarci all'8 dicembre al meglio». Con lui, però, nel 'dream team' sognato da Matteo Renzi, dovrebbero collaborare tecnici di esperienza, e sono circolati i nomi dell'ormai ex assessore Alfonso Sabella (che però ha di recente affermato che da lunedì «tornerà a fare il magistrato»), del sovrintendente dell'Opera di Roma Carlo Fuortes e soprattutto del presidente del Coni Giovanni Malagò. Da parte sua non manca di lasciare trapelare la sua soddisfazione lo stesso Tronca che si dice «orgoglioso della fiducia accordata». «Affronterò - ha detto all'ANSA - l'incarico con il medesimo impegno e lo spirito di servizio con cui ho affrontato in questi due anni gli eventi del Semestre europeo, l'Asem e la preparazione e gestione dell'Esposizione universale»
Caino e Abele
Da Baudelaire "I fiori del male" la poesia "Caino e Abele"
Dioscuro...
Abbiamo parlato più volte dei "Fiori del Male" di Baudelaire, ma ci sono dei versi che hanno sempre attirato la mia attenzione, sono le razze di Caino e Abele.
Sono metafore delle tipologie di umanità che adottano rispettivamente modi di esistere opposti.
Chi vive nella religione e nella prosperità, appagato dall'appoggio della divinità e della sua coscienza, contro chi vive l'umanità nella sua essenza più carnale, asseconda i suoi istinti e ne è condannato. Contadini contro cacciatori, santità contro umanità, ricchezza contro povertà, beatitudine contro dannazione.
Si parla di razze, quindi non c'è scelta. Voi siete più Caino o Abele? :)
Caino e Abele
Razza d'Abele, dormi, bevi e mangia:
con che compiacimento ti sorride Dio!
Razza di Caino, striscia
nel fango e muori miserabile!
Razza d'Abele, il tuo sacrificio
accarezza il naso ai Serafini!
Razza di Caino, il tuo supplizio
potra mai avere fine?
Razza d'Abele, guarda prosperare
II tuo bestiame e le tue semine!
Razza di Caino, le tue viscere
urlano di fame come un vecchio cane!
Razza d'Abele, scaldati il ventre
al focolare patriarcale!
Razza di Caino, trema di freddo
nel tuo antro, povero sciacallo!
Razza d'Abele, ama e prolifica!
Anche il tuo oro si moltiplica!
Razza di Caino, guardati
dalle grandi brame, cuore ardito!
Razza d’Abele, tu cresci e ti pasci
come le cimici dei boschi!
Razza di Caino, trascina per le strade
la tua famiglia disperata!
Razza d'Abele, la tua carogna
ingrasserà la fumante terra!
Razza di Caino, il tuo compito
non è ancora finito!
Razza d'Abele, vergognati!
II ferro e vinto dallo spiedo!
Razza di Caino, sali al cielo
e scaraventa sulla terra Dio!
C. Baudelaire
Le Fleurs du Mal
Johnny:
Io sono molto più Abele, mi hanno già ucciso diverse volte....
Goethe:
Io sono Abele con Caino.
E sono Caino con Abele.
Intelligenti Pauca
CITAZIONE DI SAN FRANCESCO DI SALES
PAROLE DI SAN FRANCESCO DI SALES PER I FALSI FARISEI DI ALCUNE PARROCCHIE DELLA DIOCESI DI CAPUA
“NON ACCONTENTARTI DI ESSERE POVERO COME I POVERI, MA SII PIU’ POVERO DEI POVERI, VA A SERVIRLI QUANDO GIACCIONO A LETTO INFERMI E DEVI SERVIRLI CON LE TUE PROPRIE MANI.
QUESTA SERVITU’ E PIU’ GLORIOSA DI UN REGNO”.
CITAZIONE DEL GIORNO
cavalli
BIAGIO MARIA DI MURO
RISPONDIAMO AL NUOVO CITTADINO C.DV.CHE DA QUALCHE MESE SI E’ TRASFERITO DAL LAZIO IN CAMPANIA E PRECISAMENTE A S.MARIA CAPUA VETERE IN VIA GALATINA CHE CI HA CHIESTO CHI ERA IL SINDACO DELLA CITTA’.
BIAGIO MARIA DI MURO
BIAGIO DI MURO
TI RIMETTO LA FOTO DI BIAGIO DI MURO E UNA PARTE DEL SUO CURRICULUM VITAE
BIAGIO DI MURO SI E’ LAUREATO, IL 30/10/1995, CON 110 E LODE IN ARCHITETTURA PRESSO L’UNIVERSITA’ DI NAPOLI, CON UNA TESI SPERIMENTALE IN SCIENZE DELLE COSTRUZIONI ED E’ ISCRITTO ALL’ORDINE DEGLI ARCHITETTI DELLA PROVINCIA DI CASERTA AL N. 872.
SVOLGE UNICAMENTE LA LIBERA PROFESSIONE ED HA LO STUDIO IN S.MARIA C.V., AL CORSO ALDO MORO N.73
E’ABILITATO AL COORDINAMENTO DI SICUREZZA – D.LGS.494/96 – CON ATTESTATO DI CORSO RILASCIATO DALL’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II, A CURA DEL CENTRO INTERDIPARTIMENTALE DI RICERCHE L.U.P.T. DAL 24 NOVEMBRE 1997.
HA PARTECIPATO AL GRUPPO DI RICERCHE SUL TEMA “STABILITA’ DELLE TORRI IN MURATURA” ORGANIZZATO DALL’ISTITUTO DI “COSTRUZIONE DELLA FACOLTA’ DI ARCHITETTURA” – UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI, FEDERICO II.
E’ COLLABORATORE DELLA III AREA DI RICERCA “PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E SISTEMI INFORMATIVI TERRITORIALI” L.U.P.T. – LABORATORIO DI URBANISTICA E PIANIFICAZIONE TERRITORIALE DELL’UNIVERSITA’ FEDERICO II DI NAPOLI, FACOLTA’ DI ARCHITETTURA.
E’ MEMBRO DELL’AREA DI RICERCA “PROGETTAZIONE URBANA, AMBIENTALE E DEL RECUPERO E VALORIZZAZIONE DEI BENI STORICI, ARCHITETTONICI, ARCHEOLOGICI E PAESAGGISTICI” DEL CENTRO DI RICERCA L.U.P.T. DELL’UNIVERSITA’ FEDERICO II DI NAPOLI FACOLTA’ DI ARCHITETTURA – DIRETTORE PROF. FRANCO MARINIELLO.
HA SEMPRE AVUTO UN FORTE LEGAME CON LA POLITICA ATTIVA, ESSENDO FIGLIO DI NICOLA DI MURO, IL QUALE FIN DAL 1956 E’ ESPRESSIONE DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA, PRIMA A LIVELLO COMUNALE I POI OLTRE AI CONFINI CITTADINI, FINO A DIVENTARE UOMO DI RIFERIMENTO DEL PARTITO AI PIU’ ALTI LIVELLI.
BIAGIO MARIA DI MURO FIN DALL’ADOLESCENZA HA POTUTO ASSORBIRE TUTTA L’ESPERIENZA POLITICA ED AMMINISTRATIVA, AVENDO AVUTO MODO DI FREQUENTARE ASSIDUAMENTE IL PARTITO.
PARTECIPA ALLA CONSULTAZIONE ELETTORALE AMMINISTRATIVA DEL 2002, CANDIDATO CON FORZA ITALIA, RIPORTANDO CIRCA 1000 VOTI DI PREFERENZE CONTRIBUENDO IN MODO DETERMINANTE DA FAR DIVENTARE FORZA ITALIA IL PRIMO PARTITO IN CITTA’.
DOPO NEL 2007 ASSUME LA CARICA DI VICE SINDACO, MA DOPO QUALCHE MESE NON ESITA A LASCIARE IL PRESTIGIOSO INCARICO QUANDO SI ACCORGE CHE CON LA DEFENESTRAZIONE DELL’ASSESSORE MARCIANO SCHETTINO VENIVANO TRADITI GLI IMPEGNI E LE PROMESSE SOTTOSCRITTE NEL PROGRAMMA ELETTORALE PRESENTATO AGLI ELETTORI.
DAL 2011 AL 2015 E’ STATO SINDACO DELLA CITTA’ DI S.MARIA CAPUA VETERE.
CAF
SERVIZIO CAF PRESSO LA NOSTRA SEDE IN C.SO ALDO MORO N.73 AVETE A DISPOSIZIONE UNA SERIE DI SERVIZI UTILI:
1. MODELLO ISEE
2. MODELLO ISEEU
3. BONUS E RIDUZIONE CANONE
4. TELECOM, GAS, ENERGIA, ACQUA
5. MODELLO RED
6. MODELLO 730
7. MODELLO 740
8. MODELLO ICI
9. ASSEGNI PER NUCLEO FAMILIARE
10. ASSEGNI DI MATERNITA’
11. MODELLO UNICO
12. ICRIC, ICLAV, ACCAS/PS
13. SOCIAL CARD
14. SUCCESSIONI
15. TRASMISSIONE TELEMATICA
16. CONTRATTI DI AFFITTO
17. MODELLO EAS
SERVIZI PROFESSIONALI:
1) CONSULENZA E ASSISTENZA LEGALE
2) CONSULENZA FINANZIARIA
3) CONSULENZA AZIENDALE
4) PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA
5) PRATICHE CATASTALI
6) ESECUZIONI E LAVORI CHIAVI IN MANO
SERVIZIO PATRONATO:
1. INVALIDITA’ CIVILE
2. ACCOMPAGNAMENTO
3. PENSIONI INPS – INPDAP
4. INFORTUNI SUL LAVORO
5. DISOCCUPAZIONE
6. RECUPERO CONTRIBUTI
7. MEDICINA LEGALE
8. LAVORO
9. FAMIGLIA
10. COLF E BADANTI
11. PRESTAZIONI ASSISTENZIALI
12. PREVIDENZA COMPLEMENTARE
13. IMMIGRAZIONE
STUDIO TECNICO DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA, PRATICHE CATASTALI ED URBANISTICHE, ARCHITETTURA PER INTERNI
LAVORI PUBBLICI
PUBBLICHIAMO LE FOTO DELLE OPERE PUBBLICHE PER LE QUALI INIZIERANNO PRESTO I LAVORI .SALVO RITARDI DOVUTI ALLA SCELLERATA AZIONE DI SFIDUCIA CHE COMPORTERA' AUMENTO DI COSTI E PERDITE DI FINANZIAMENTI
RECUPERO STRUTTURALE E FUNZIONALE DELL' EDIFICIO DELLE SCUOLE ELEMENTARI "PRINCIPE DI PIEMONTE"
IMPORTO FINANZIAMENTO
SCUOLA PRINCIPE DI PIEMONTE
LAVORI PUBBLICI
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RISTRUTTURAZIONE E AMMODERNAMENTO DEL PLESSO SCOLASTICO RIONE IACP
IMPORTO FINANZIAMENTO
IACP
lavori pubblici
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RIFACIMENTO PIAZZA SAN PIETRO
IMPORTO FINANZIATO:
euro 150.000,00
piazza San Pietro
lavori pubblici
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PROGRAMMA DI RECUPERO URBANO COMPARTO C1 NORD OVEST – RIONE IACP
IMPORTO INTERVENTO:
euro 1.502.373,12
IACP
lavori pubblici
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REALIZZAZIONE DI UN CAMPO SPORTIVO POLIVALENTE COPERTO IN VIA GIOTTO – RIONE IACP
IMPORTO DEL FINANZIAMENTO :
euro 512.000
iacp
arco adriano
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RESTAURO CONSERVATIVO DELL’ARCO ADRIANO. SISTEMAZIONE DEL TRATTO DI VIA APPIA TRA ANFITEATRO ED ARCO ADRIANO
RICHIESTA FINANZIAMENTO
Euro 2.470.698,58
arco adriano
villetta l.sturzo
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PROGETTO PER LA VILLETTA TEMPO LIBERO ALLA VIA L. STURZO
RICHIESTA DI FINANZIAMENTO:
euro 127.000,00
villetta l. sturzo
asilo nido
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PROGETTO DI ASILI NIDO PER BAMBINI DA 0 A 36 MESI IN VIA ALBANA 107
TOTALE DEL FINANZIAMENTO:
euro 699.438,18
asilo nido
PERDONA LORO......
NON CI SIAMO LIBERATI DI TUTTI MA RESTERANNO ALL'OPPOSIZIONE
















