prova


Non lasciare mai, che il successo ti nasconda la sua vacuità, un' impresa la sua vanità, la fatica la sua desolazione. Mantieni vivo dentro di te l' incentivo ad andare ancora più avanti, quell' inquietudine dell' anima che ci spinge al di là di noi stessi. Non guardare indietro, e non accarezzare sogni per il futuro. Ciò non verrebbe nè a restituirti il passato nè a soddisfare gli altri tuoi sogni ad occhi aperti. Il tuo dovere, la tua ricompensa, il tuo destino sono qui ora.
(Dag Hammaarskjold, Markings)
Dobbiamo accettare le delusioni che sono limitate, ma non dobbiamo mai perdere l'infinita speranza.
(Martin Luther King)
Noi non dimentichiamo e non demordiamo.
Quanno 'a furmicola vò murì, mètte è scèlle. Si dice di chi, raggiunta la ricchezza, perde ogni senso della misura e finisce per far cose illogiche e per danneggiare se stesso.
Quanno ò perucchio saglie in gloria perde à scienza e à memoria. Il villano che sale nella scala sociale dimentica subito la sua origine e coloro che lo hanno agevolato nella ascesa.

domenica 10 marzo 2013

IL VANGELO DEL GIORNO


DOMENICA 10 MARZO
QUESTO TUO FRATELLO ERA MORTO ED E' TORNATO IN VITA
IV di Quaresima 
Prima lettura   Gs 5, 9a.10-12
In quei giorni, il Signore disse a Giosuè: «Oggi ho allontanato da voi l'infamia dell'Egitto».
Gli Israeliti rimasero accampati a Gàlgala e celebrarono la Pasqua al quattordici del mese, alla sera, nelle steppe di Gerico.
Il giorno dopo la Pasqua mangiarono i prodotti della terra, azzimi e frumento ab­brustolito in quello stesso giorno.
E a partire dal giorno seguente, come ebbero mangiato i prodotti della terra, la manna cessò. Gli Israeliti non ebbero più manna; quell'anno mangiarono i frutti della terra di Canaan.

Salmo 33: Gustate e vedete com'è buono il Signore.

Benedirò il Signore in ogni tempo,/ sulla mia bocca sempre la sua lode./ Io mi glo- rio nel Signore:/ i poveri ascoltino e si rallegrino. Gustate...
Magnificate con me il Signore,/ esaltiamo insieme il suo nome./ Ho cercato il Signore: mi ha risposto/e da ogni mia paura mi ha liberato. Gustate...
Guardate a lui e sarete raggianti,/ i vostri volti non dovranno arrossire./ Questo povero grida e il Signore lo ascolta,/ lo salva da tutte le sue angosce. Gustate...

Seconda lettura 2 Cor 5,17-21

Fratellí, se uno è in Cristo, è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove.
Tutto questo però viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé mediante Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione. Era Dio infatti che riconciliava a sé il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe e affidando a noi la parola della riconciliazione. In nome di Cristo, dunque, siamo ambasciatori: per mezzo nostro è Dio stesso che esor­ta. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio.
Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore, perché in lui noi potessimo diventare giustizia di Dio.

IL VANGELO       
Dal Vangelo secondo Luca  15,1-3.11-32

In quel tempo, sì avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».
Ed egli disse loro questa parabola: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: "Padre, dammi la parte dì patrimonio che mi spetta': Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un'; paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe' speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nei bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che 10' mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui sl nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: "Quanti salaria di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mi' padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di es`. sere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati': Si alzò e tornò da suo padre Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, g
si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: "Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio': Ma il padre disse ai servi: "Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l'anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato': E cominciarono a far festa.
II figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli ri­spose: "Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha ria­vuto sano e salvo" Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: "Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora a che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso". Gli rispose il padre: "Figlio, tu sei sempre con me p tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato"».

IL COMMENTO SPIRITUALE  
La parabola del "figliuol prodigo" ci dà la possibilità di meditare ancora una volta sull'amore incommensurabile de/Padre, che ci è sempre vicino in ogni circostan­za e ci guarda e ci segue personalmente. Nella liturgia di oggi troviamo l'invito di Paolo a «lasciarci riconciliare con Dio». Un invito a non aver paura; anzi a la­sciarci amare da lui, così come siamo, con tutti i nostri limiti e le nostre colpe, che possono diventare l'occasione per fare l'esperienza della sua misericordia. Solo essa potrà renderci capaci di ricominciare, senza scoraggiarci.
Così impareremo a diventare per gli altri testimoni di questa misericordia, ad accogliere tutti, a comprenderli, a sostenerli, a spingerli ad andare avanti. La misericordia di Dio ci rende nuovi («Le cose vecchie sono passate; ne sono nate di nuove») e ci aiuta a guardare in maniera nuova anche ogni persona (marito, moglie, genitori, amici, colleghi, ecc.), come se la vedessimo per la prima volta. È solo questa fiducia, continuamente rinnovata, che è in grado di far sviluppare, le migliori potenzialità di ciascuno.


L'ESPERIENZA

Sigarette
Mentre passavo con il mio carico di "lecca­lecca" ho notato un assembramento di gente intorno a un ragazzo: aveva rubato e rivenduto un pacchetto di sigarette per mangiare qualcosa. Quando succedo­no fatti del genere da noi non si chiama la polizia, ma ti picchiano bene bene sul posto. Come trarre dagli impicci quel ra­gazzo che non era poi così furfante come volevano farlo apparire? Dal ricavato del giorno ho preso dei soldi e ho pagato per lui. Così è tornata la calma e io ho potuto ammonire il ragazzo. Dopo qualche gior­no ripasso da quelle parti: una persona mi riconosce, mi ferma e, ricordando l'episo­dio delle sigarette, ringrazia «per l'esempio che ho dato».
                                                                                                                K.Y. — Camerun


LA NOTA ESEGETICA
Questa parabola può definirsi "il vangel nel vangelo" cioè il cuore di tutta l'opera lucana. - Diventate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro- (6 ,3) ne è il tema dominante. A differenza delle altre parabole, dove i dettagli hanno la loro importanza, questa ha un significato complessivo e unico: «bisognava fare festa» (15,32). L'intento è portare il figlio maggiore ad accettare la misericordia del Padre.

sabato 9 marzo 2013

VANGELO DEL GIORNO


 SABATO 9 MARZO
IL PUBBLICANO TORNÒ A CASA GIUSTIFICATO, A DIFFERENZA DEL FARISEO.
S. Francesca Romana 

Prima lettura  Os 6,1-6
Venite, ritorniamo al Signore: egli ci ha straziato ed egli ci guarirà. Egli ci ha percosso ed egli ci fascerà.Dopo due giorni ci ridarà la vita e il terzo ci farà rialzare, e noi vivremo alla sua presenza. Affrettiamoci a conosce­re il Signore, la sua venuta è sicura come l'aurora.
Verrà a noi come la pioggia d'autunno, come la pioggia di primavera che feconda la terra': Che dovrò fare per te, Èfraim, che dovrò fare per te, Giuda? Il vostro amore è come una nube del mattino, come la rugiada che all'alba svanisce. Per questo li ho abbattuti per mezzo dei profeti, li ho uccisi con le parole della mia bocca e il mio giudizio sorge come la luce: poiché voglio l'amore e non il sacrificio, la conoscenza di Dio più degli olocausti.

Salmo 50: Voglio l'amore e non il sacrificio.
Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;/ nella tua grande misericordia/cancella la mia iniqui­tà./ Lavami tutto dalla mia colpa,/ dal mio peccato rendimi puro. Voglio... 'I'u non gradisci il sacrificio;/ se offro olocàusti, tu non li accetti./ Uno spirito contrito è sacrificio a Dio;/ un cuore contrito e affranto tu, o Dio, non disprezzi. Voglio... Nella tua bontà fa' grazia a Sion,/ ricostruisci le mura di Gerusalemme./ Allora gradirai i sacrifici legittimi,/ l'olocausto e l'intera oblazione. Voglio...

LA NOTA ESEGETICA
Dopo aver parlato della necessità della preghiera, l'evangelista presenta ora l'atteggiamento che deve sempre accompagnarla: l'umiltà. Siamo nell'ultima parte del viaggio di Gesù verso Gerusalemme e Luca presenta questi due personaggi che sono emblematici di chi si può salvare e di chi ne è invece escluso. Bisogna sentirsi "peccatori"
perché la nostra supplica possa elevarsi al Dio della misericordia e della salvezza.

IL VANGELO
Dal vangelo secondo Luca  18, 9-14

In quel tempo, Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l'intima presun­zione di essere giusti e disprezzavano gli altri: «Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l'altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: "O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quel­lo che possiedo" Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: "O Dio, abbi pietà di me peccatore';
Io vi dico: questi, a differenza dell'altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato».

IL COMMENTO SPIRITUALE

Immaginiamo di assistere ad una gara di atletica leggera. Ci sono dieci corri­dori. Ad un certo punto uno si stacca da tutti e vince il primo premio. Tutti gli altri rimangono indietro. Il quarto si rallegra; anche lui sta per raggiungere una buona posizione, ma mette in ridicolo il sesto che è rimasto ancora indietro. Ora, poiché sono tutti lontani dal traguardo, si dovrebbero piuttosto sostenere a vicenda per continuare la corsa. Nella corsa della vita, quante volte ci sentia­mo migliori degli altri, senza ricordarci che siamo ancora tutti un po' lontani dalla perfezione, abbiamo ancora tanta strada da percorrere. Incoraggiamoci a vicenda, coprendo con il mantello della misericordia gli errori dei fratelli. Una spinta ad essere misericordiosi ce la dona la consapevolezza di avere una gran­de fortuna: se useremo delle attenuanti nel giudicare i prossimi, Dio le userà an­che con noi; se sapremo perdonare, anche noi saremo perdonati. Ricordiamoci che per entrare in Paradiso è necessario riconoscersi peccatori e bisognosi della misericordia di Dio.

L'ESPERIENZA      

Da anni non gli rivolgevo la parola
Quando conobbi i gen, con loro comin­ciai a sperare in una società diversa, con rapporti nuovi. Nell'entusiasmo degli inizi fui scossa però da un pensiero: sarebbe stata un'ipocrisia impegnarmi in questo progetto quando nella mia famiglia, da anni, non rivolgevo una parola a mio padre. Tuttavia, per Nata­le e per il suo compleanno, avevo sem­pre continuato a fargli un regalo che lui accettava senza dire una parola. Ma stavolta, nel giorno del suo complean­no, decisi di non scegliere la strada più facile, comprandogli semplicemente qualcosa. La sera, quando tornai dal la­voro, lo trovai in giardino. Facendo uno degli sforzi più grossi della mia vita, mi rivolsi a lui. Era come se un'altra perso­na gli stesse parlando, io stessa non mi riconoscevo: «Immagino che hai notato che questa volta non ti ho comprato un regalo - dissi -. Ecco, vorrei essere io stessa un regalo per te. Vorrei che diventassimo di nuovo amici. Se vuoi, questa sera possiamo uscire insieme». Papà rimase senza parole. Fu l'inizio di qualcosa di nuovo tra noi.
                                                                                                        Geraldine - Irlanda

IL TESTIMONE

S. Francesca Romana
Romana di nome e di fatto, fu esem­plare come fanciulla, come sposa dei nobile Lorenzo de'Ponziani, come madre di tre figli e poi vedova. Per di più, mistica e fondatrice di una comunità religiosa, quella delle Oblate benedettine di Tor de' Specchi (la sua pri­ma vocazione era stata di consacrarsi vergine a Dio). In un'epoca di scismi i, guerre e in una Roma funestata da ,commosse, carestie, epidemie, la sua casa nei pressi della basilica di Santa Cecilia in Trastevere divenne una cen­trale di carità operosa e concreta: nonsolo il vasto parentado ricorreva a lei, ma chiunque fosse indigente, malato, afflitto trovava presso di lei aiuto e conforto. Molti i miracoli operati ancora in vita da "Ceccolella" , come veniva familiarmente chiamata. Morì nel 1440, attorniata e rimpianta - di­cono le cronache - da tota civitas, da tutta Roma. Nel Foro Romano sorge
una insigne basilica dedicata a que­sta santa, dove si celebrano frequenti i matrimoni ed è consuetudine che le
spose novelle affidino a lei la nascente famiglia.

venerdì 8 marzo 2013

IL VANGELO DEL GIORNO


VENERDI’ 8 MARZO
IL SIGNORE NOSTRO DIO È L'UNICO SIGNORE: LO AMERAI.
S. Giovanni di Dio
Prima lettura  Os 14,2-10
Così dice il Signore: «Torna dunque, Israele, al Signore, tuo Dio, poiché hai
inciampato nella tua iniquità. Preparate le parole da dire e tornate al Signore;
ditegli: "Togli ogni iniquità, accetta ciò che è bene: non offerta di tori immola­ti, ma la lode delle nostre labbra. Assur non ci salverà, non cavalcheremo più su cavalli, né chiameremo più `dio nostro' l'opera delle nostre mani, perché presso dite l'orfano trova misericordia'. Io li guarirò dalla loro infedeltà, li amerò profondamente, poiché la mia ira si è allontanata da loro. Sarò come rugiada per Israele; fiorirà come un giglio e metterà radici come un albero del Libano, si spanderanno i suoi germogli e avrà la bellezza dell'olivo e la fragranza del Libano. Ritorneranno a sedersi alla mia ombra, faranno rivivere il grano, fioriranno come le vigne, saranno famosi come il vino del Libano. Che ho ancora in comune con gli idoli, o Efraim? Io l'esaudisco e veglio su di lui; io sono come un cipresso sempre verde, il tuo frutto è opera mia. Chi è saggio comprenda queste cose, chi ha intelligenza le comprenda; poiché rette sono le vie del Signore, i giusti camminano in esse, mentre i malvagi v'inciampano».

Salmo 80: Io sono il Signore, tuo Dio: ascolta la mia voce.

Un linguaggio mai inteso io sento:/ «Ho liberato dal peso la sua spalla,/ le sue mani han­no deposto la cesta./ Hai gridato a me nell'angoscia/e io ti ho liberato. Io sono... Nascosto nei tuoni ti ho dato risposta,/ ti ho messo alla prova alle acque di Meriba./ Ascol­ta, popolo mio:/ contro di te voglio testimoniare./ Israele, se tu mi ascoltassi! Io sono... Non ci sia in mezzo a te un dio estraneo/e non prostrarti a un dio straniero./ Sono io il Signore, tuo Dio,/ che ti ha fatto salire dal paese d'Egitto. Io sono...
Se il mio popolo mi ascoltasse!/ Se Israele camminasse per le mie vie!/ Lo nutrirei con fiore di frumento,/ lo sazierei con miele dalla roccia». Io sono...

LA NOTA ESEGETICA
«Ascolta, Israele...» (Dt 6, 4-5) è la preghiera quotidiana di ogni pio ebreo ed elemento portante della teologia dei Vecchio Testamento. L'evangelista, mettendo questo brano sulla bocca di Gesù, intende rileggerlo nel contesto dei suo insegnamento sul servizio e del mistero pasquale. L'amore a Dio e l'amore al prossimo, così strettamente connessi, sono la chiave per la comprensione di tutto il messaggio evangelico.

IL VANGELO         
Dal Vangelo secondo Marco  12,28-34
In quel tempo, si avvicinò a lui uno degli scribi che li aveva uditi discutere e, visto come aveva ben risposto a loro, gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?». Gesù rispose: «Il primo è: Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l'unico Signore; ame­rai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. Il secondo è questo: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Non c'è altro comandamento più grande di questi».
Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all'infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l'intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici». Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.

IL COMMENTO SPIRITUALE
«Torna, Israele, al Signore, tuo Dio». È un invito alla conversione, al cambiamento del cuore. Che significa per noi oggi? È Gesù che ce lo dice nel Vangelo, rispon­dendo allo scriba. Ciò che conta è amare Dio con tutto il cuore, l'anima, e le forze e amare il prossimo come amiamo noi stessi. l due comandamenti sono stretta­mente collegati: non si può amare Dio, se non si ama anche il fratello. È un esa­me di coscienza in questo periodo di preparazione alla Pasqua. Le preghiere, le celebrazioni liturgiche, «gli olocausti e i sacrifici» hanno significato solo se non sono staccate dall'amore ai fratelli, anzi ci aiutano a crescere in questo amore. Un amore concreto, fatto di operosità, di ascolto, di disponibilità, rivolto indistinta- mente verso ogni persona che incontriamo momento per momento nella nostra vita, Il segno di pace che ci scambiamo durante la messa prima di ricevere Gesù Eucaristia sta a ricordarci proprio questo: come Gesù si fa cibo per amore nostro, così anche noi dobbiamo diventare cibo per i nostri fratelli, diventare anche noi eucaristia per ognuno.

L’ESPERIENZA
Per tanti anni ho vissuto in una baracca. Poi con tanti sacrifici e con l'aiuto gene­roso di molte persone sono riuscita a ultimare una casetta.
Consapevole di quanto avessi ricevuto dagli altri, ho voluto subito dare anch'io il mio contributo per quelli che sono in necessità. Con altre donne del quartiere abbiamo iniziato una specie di mensa per centoventi bambini poveri di una scuola vicina. Il governo, venendo a conoscenza dell'iniziativa e vedendo
come stava andando, ha provveduto a darci un finanziamento affidandomi la responsabilità della gestione.
Ora che ricevo uno stipendio, ho deciso di dividerlo con una signora che viene ad aiutarmi nella mensa.
Mi sembra di essere ad una scuola dove si.impara e si sperimenta che ogni atto d'amore produce altro amore. È una ca­tena che non si ferma più.
                                                                                                        A.A. — Argentina

IL TESTIMONE

S. Giovanni di Dio
Elemosinava per il suo ospedale rivol­gendo ai passanti un richiamo che sa­rebbe diventato famoso: «Fate bene, fratelli!», intendendo non solo soccorre­re chi aveva bisogno, ma anche fare del bene a sé stessi acquistando meriti con la propria generosità. Giovanni, detto "di Dio, era nato nel 1495 a Montemoro Novo, in Portogallo. Pastore, contadino, soldato sotto Carlo V, soccorritore di schiavi in Africa, venditore ambulante a Gibilterra e infine negoziante di libri e immagini sacre, dopo la conversione si spogliò di tutti i suoi beni, che distribuì ai poveri. Preso per pazzo, venne chiuso in un ospedale, e proprio lì capì la sua vocazione: darsi all'assistenza agli am­malati, unendo alla carità più eroica le più rigorose norme igieniche e sanita­rie. In un'epoca in cui gli ammalati ver­savano in condizioni vergognose, quasi segregati in ospizi e lazzaretti, colui che viene considerato patrono degli infer­mieri creò a Granada il primo ospedale moderno, prototipo di tanti altri. Ancor oggi continuano la sua opera i religio­si della congregazione da lui fondata: i "Fatebenefratelli".

GIUGNO 1983 - BOLLETTINO COMUNALE D'INFORMAZIONE



Lo sapevate che ... La colonna Fardella 
Santa Maria Capua Vetere, si sa, è una città ricca di storia e di monumenti. Ne sono testimo­nianza l'Anfiteatro Adriano, l'Arco omonimo, il Mi­treo etc., che pur segnati dagli anni conservano intatta tutta la loro maestosità.
Vi sono anche testimonianze di storia molto più vicina ai nostri giorni che purtroppo languono quasi del tutto dimenticati. Ci riferiamo ad alcuni monu­menti che ricordano le varie battaglie sostenute dai garibaldini contro le forze Borboniche e che pro­prio la nostra città, con la battaglia del Volturno, è stata teatro di sanguinosi scontri e di eroiche imprese.
Nascosta da alte spighe di grano, in un fondo sito alla via XXIV Maggio, nei pressi dell'ex Lazza­retto, dimenticata da chi un tempo ne faceva glo­rioso vanto, s'innalza dal suolo una struttura, a for­ma cilindrica, in mattoni cotti, eretta nel lontano 1860.
E' la « Colonna Fardella ». Innalzata d'ai soldati garibaldini in commemorazione del generale Enrico Fardella, e di quanti sacrificarono la propria vita, per un ideale di libertà e democrazia. Battaglia del Volturno - gloriose pagine della storia dell' unifica­zione italiana.
Lo stato di degrado e di abbandono è tale da privare il cittadino di così grande testimonianza storica.
Ma cosa fa veramente il cittadino per il suo patrimonio?
Qual'è l' intervento delle autorità competenti?
La civica Amministrazione di S. Maria C. V. chiese alla Sovrintendenza archeologica e beni culturali di Napoli un contributo economico, per porre in esse un primo intervento. Tale intervento avrebbe consentito un riordinamento decoroso della zona circostante alla  « Colonna Fardella  » con la realizzazione del seguente progetto: pavimentazione del suolo, con aiuole e piante ornamentali; recinzione in ferro; collocazione di cartelli indicatori all'ingresso di S. Maria C. V. per quanti vengono per la prima volta nella nostra città.
Per il momento nulla ancora è pervenuto. Ma si hanno buoni motivi di credere che L' Amministrazione Comunale provvederà a quanto richiesto.

giovedì 7 marzo 2013

IL VANGELO DEL GIORNO


GIOVEDI’ 7 MARZO
CHI NON E CON ME E CONTRO DI ME.
Ss. Perpetua e Felicita

Prima lettura Ger 7,23 28
Cosi dice il Signore: «Questo ordinai loro: `Ascoltate la mia voce, e io sarò il vostro Dio e voi sarete il mio popolo; camminate sempre sulla strada che vi prescriverò, perché siate felici':
Ma essi non ascoltarono né prestarono orecchio alla mia parola; anzi, procedettero ostinatamente secondo il loro cuore malvagio e, invece di rivolgersi verso di me, mi hanno voltato le spalle.
Da quando i vostri padri sono usciti dall'Egitto fino ad oggi, io vi ho inviato con assidua premura tutti i miei servi, i profeti; ma non mi hanno ascoltato né prestato orecchio, anzi hanno reso dura la loro cervìce, divenendo peggiori dei loro padri. Dirai loro tutte queste cose, ma non ti ascolteranno; li chiamerai, ma non ti risponde- ranno. Allora dirai loro: Questa e la nazione che non ascolta la voce del Signore, suo Dio, né accetta la correzione. La fedeltà è sparita, è stata bandita dalla loro bocca».

Salmo 94: Ascoltate oggi la voce del Signore: non indurite il vostro cuore.

Venite, cantiamo al Signore,/ acclamiamo la roccia della nostra salvezza./ Accostiamoci a lui per rendergli grazie,/ a lui acclamiamo con canti di gioia. Ascoltate...
Entrate: prostràtí, adoriamo,/ in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti./ È lui il no­stro Dio/e noi il popolo del suo pascolo,/ il gregge che egli conduce. Ascoltate... Se ascoltaste oggi la sua voce!/ «Non indurite il cuore come a Merìba,/ come nel giorno di Massa nel deserto,/ dove mi tentarono i vostri padri:! mi misero alla prova/pur aven­do visto le mie opere». Ascoltate...

LA NOTA ESEGETICA
II versetto centrale del brano è quello finale (v. 23). Essere con Gesù significa essere nel Regno, avere lo Spirito di Dio, avere la parola che lo proclama. Essere contro Gesù significa avere lo spirito "muto" che impedisce la parola che rende liberi. I nemici chiedono a Gesù un segno. Il solo segno che egli dà è sempre e solo quello della croce, del seme che si rende invisibile nel suolo ma genera vita (Gv 12,24).

IL VANGELO
        
Dal Vangelo secondo Luca  11,14-23

In quel tempo, Gesù stava scacciando un demonio che era muto. Uscito il demonio, il muto cominciò a parlare e le folle furono prese da stupore. Ma alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni». Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo.
Egli, conoscendo le loro intenzioni, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull'altra. Ora, se anche Satana è diviso in se stesso, come potrà stare in pie­di il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl. Ma se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano?
Per questo saranno loro i vostri giudici. Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio.
Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò che possiede è al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via le armi nelle quali confi­dava e ne spartisce il bottino.
Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me disperde».

IL COMMENTO SPIRITUALE
E’ straordinaria la fedeltà di Dio per il suo popolo. Nel corso dei secoli, e anco­ra oggi, continua a ispirare uomini e donne, a radicarli in lui e a inviarli come messaggeri. Eppure il nostro cuore è spesso distratto; affannati nella nostra cor­sa, non riusciamo a cogliere i messaggi di Dio, non sappiamo riconoscere negli avvenimenti della giornata il suo amore, non sappiamo ascoltare quegli uomini e donne di fede che portano la "buona notizia" e che compaiono, per fortuna, sul cammino di tanti. È vero, sono tanti gli impegni quotidiani, ma basterebbe ricordarci che «chi non raccoglie con me, disperde» per rallentare la corsa, per costruire quello che dobbiamo costruire in stretta comunione con Gesù, in un dialogo amorevole e continuo con lui. A volte ci prende una sorta di delirio di onnipotenza; ci fidiamo troppo di noi stessi, delle nostre capacità e voltiamo le spalle a colui che ce le ha donate, il solo che ci può aiutare a utilizzarle nel modo migliore. Invertiamo la rotta, ritrovando una nuova fiducia in Dio Amore, che ci farà ben armati perla lotta della vita.

mercoledì 6 marzo 2013

VANGELO DEL GIORNO



MERCOLEDÌ 6 MARZO
CHI SARÀ CONSIDERATO GRANDE NEL REGNO DEI CIELI.
Ss. Vittore e Vittorino
Prima lettura  Dt 4,1.5-9

Mosè parlò al popolo e disse: «Ora, Israele, ascolta le leggi e le norme che io vi insegno, affinché le mettiate in pratica, perché viviate ed entriate in possesso della terra che il Signore, Dio dei vostri padri, sta per darvi. Vedete, io vi ho insegnato leggi e norme come il Signore, mio Dio, mi ha ordinato, perché le mettiate in pratica nella terra in cui state per entrare per prenderne pos­sesso. Le osserverete dunque, e le metterete in pratica, perché quella sarà la vostra saggezza e la vostra intelligenza agli occhi dei popoli, i quali, udendo parlare di tutte queste leggi, diranno: "Questa grande nazione è il solo popolo saggio e intelligente”.
Infatti quale grande nazione ha gli dèi così vicini a sé, come il Signore, nostro Dio, è vicino a noi ogni volta che lo invochiamo? E quale grande nazione ha leggi e norme giuste come è tutta questa legislazione che io oggi vi do?
Ma bada a te e guardati bene dal dìmenticare le cose che i tuoi occhi hanno visto, non ti sfuggano dal cuore per tutto il tempo della tua vita: le insegnerai anche ai tuoi figli e ai figli dei tuoi figli».

Salmo 147: Celebre il Signore, Gerusalemme

Celebra il Signore, Gerusalemme,/ loda il tuo Dio, Sion,/ perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,/ in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli. Celebra...
Manda sulla terra il suo messaggio:! la sua parola corre veloce./ Fa scendere la neve come lana,/ come polvere sparge la brina. Celebra...
Annuncia a Giacobbe la sua parola,/ i suoi decreti e i suoi giudizi a Israele./ Così non ha fatto con nessun'altra nazione,/ non ha fatto conoscere loro i suoi giudizi. Celebra...

LA NOTA ESEGETICA
Gesù non è venuto ad abolire la legge perché essa è buona e comanda ciò che fa crescere la vita. I profeti ne denun­ciano le trasgressioni. La legge tuttavia non salva nessuno. Essa ha bisogno di un compimento più pieno (v. 17). Mentre essa vieta ciò che porta alla morte, Gesù al contrario dona la vita, vivendone per primo il "compimento" che ' l',amore. La legge pone i limiti, l'amore invece compie ogni cosa in modo pieno (Rm 13,10).
 
Dal Vangelo secondo Matteo  5,17-19

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto.
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li inse­gnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».

IL COMMENTO SPIRITUALE
Il nostro Dio è un Dio vicino, che ci ama aldilà di qualsiasi nostra aspettativa; le «norme e regole)) che egli ci dà, attraverso Mosé, servono esclusivamente per la nostra felicità. Egli, che conosce come siamo fatti (perché ci ha creati), sa di cosa abbiamo bisogno per essere felici fin da questa terra. Gesù ripropone le stesse «norme e regole», ma le porta a compimento, sottolineandoci con le sue parole e con la sua vita che esse hanno senso se hanno origine dall'amore e sono orientate all'amore. Per questo è importante vigilare perché esse «non ci sfuggano dal cuore». Potrebbe essere importante allora chiederci, prima di ogni azione: «Sto amando? Faccio questo per amore?», ed eventualmente rettificare le intenzioni. Un'altra considerazione. Se vogliamo amare, non pos­siamo tenere per noi il segreto per essere felici, ma siamo chiamati a sfruttare Tutte le occasioni per farne partecipi gli altri. Con umiltà, prima di tutto attra­verso la nostra vita e poi, al momento opportuno, anche con le parole adatte o ciascuno.

martedì 5 marzo 2013

VANGELO DEL GIORNO


MARTEDÌ 5 MARZO
SE NON PERDONERETE DI CUORE, IL PADRE  NON VI PERDONERÀ.
S. Adriano m.
Prima lettura  Dn 3,25.34-43

In quei giorni Azaria si alzò e fece questa preghiera in mezzo al fuoco e aprendo la
bocca disse: «Non ci abbandonare fino in fondo, per amore del tuo nome, non in‑
frangere la tua alleanza; non ritirare da noi la tua misericordia, per amore di Abramo, tuo amico, di Isacco, tuo servo, di Israele, tuo santo, ai quali hai parlato, promettendo di moltiplicare la loro stirpe come le stelle del cielo, come la sabbia sulla spiaggia del mare. Ora invece, Signore, noi siamo diventati più piccoli di qualunque altra nazione, oggi siamo umiliati per tutta la terra a causa dei nostri peccati. Ora non abbiamo più né principe né profeta né capo né olocausto né sacrificio né oblazione né incenso né luogo per presentarti le primizie e trovare misericordia.
Potessimo essere accolti con il cuore contrito e con lo spirito umiliato, come olocausti di montoni e di tori, come migliaia di grassi agnelli. Tale sia oggi il nostro sacrificio davanti a te e ti sia gradito, perché non c'è delusione per coloro che confidano in te. Ora ti seguiamo con tutto il cuore, ti temiamo e cerchiamo il tuo volto, non coprirci di vergogna. Fa' con noi secondo la tua clemenza, secondo la tua grande misericor­dia. Salvaci con i tuoi prodigi, da' gloria al tuo nome, Signore».

Salmo 24: Ricòrdati, Signore, della tua misericordia.

Fammi conoscere, Signore, le tue vie,/ insegnami i tuoi sentieri./ Guidami nella tua fedel­tà e istruiscimi,/ perché sei tu il Dio della mia salvezza. Ricòrdati...
Ricòrdati, Signore, della tua misericordia/e del tuo amore, che è da sempre./ Ricòrdati di me nella tua misericordia,/ per la tua bontà, Signore. Ricòrdati...
Buono e retto è il Signore,/ indica ai peccatori la via giusta;/ guida i poveri secondo giu‑
stizia,/ insegna ai poveri la sua via. Ricòrdati...
 
Dal Vangelo secondo Matteo  18,21-35

In quel tempo, Pietro gli si avvicinò e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette. Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito. Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: "Restituisci quello che devi!': Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: "Abbi pazienza con me e ti restituirò': Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito. Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l'accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell'uomo e gli disse: "Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?': Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».

LA NOTA ESEGETICA
Questa parabola, posta al termine del discorso sulla comunità, è un invito al perdono. Ma come perdonare? Alla giustizia della legge che uccide deve subentrare quella dello Spirito che dà la vita (cf 2Cor 3,6). È la legge dell'a­more che non calcola l'entità del male ricevuto (v. 24). Come il mio male diventa perdono di Dio, così il male del
fratello nei miei confronti diventa il perdono mio. Il parametro è quello del Padre che mi ama (cf. Lc 15).

IL COMMENTO SPIRITUALE
In fondo il vero segreto per ogni convivenza, il "libretto d'istruzioni" per il nostro vivere insieme è il perdono. Guardando con occhi traboccanti di misericordia e di tenerezza quel collega che non ci invita mai, quel figlio che ci delude, quel co­niuge sempre uguale nelle sue debolezze, quel capufficio che non è accogliente, che non ci riconosce il ruolo che occupiamo, ecc., possiamo costruire intorno a noi quell'atmosfera di pace che Gesù è venuto a portare sulla terra. Perdonare a volte è difficile, perché ci aspettiamo sempre troppe cose dagli altri: compren­sione, accoglienza, risposte chiare, e ci dimentichiamo che tutti siamo limitati e che l'unico che veramente può colmare il nostro cuore è Dio. Noi siamo eredi di un Dio che palpita ogni attimo per noi; siamo chiamati a brillare con l'amore come le stelle del cielo. Non tiriamoci indietro, non distruggiamo i doni, le gra­zie che abbiamo ricevuto durante la nostra esistenza. Possiamo rischiare di di­ventare, bloccati dal nostro orgoglio, «più piccoli di qualunque altra nazione»,
come dice Azaria.

lunedì 4 marzo 2013

INTELLIGENTI PAUCA!



Civitas diaboli 
l'espressione civitas diaboli
(- la città del diavolo-) che
designa i pessimi e corrotti eredi
degli antichi cristiani.

Opus incertum
-struttura ( muraria) mista- ; fa parte
del linguaggio degli architetti, dei
costruttori e dei muratori antichi,
attraverso i quali conosciamo anche
l'opus quadratum (- struttura a conci
squadrati-) e l' opus reticulatum
(- struttura a reticolo-). Questi due
ultimi hanno aspetti ben più precisi
(per l'insieme delle strutture) e più
definiti (per il tipo e la forma del
materiale impiegato ) dell'opus che
ebbe l'attributo di incertum proprio
per la sua composizione disordinata
e apparentemente frettolosa. La
definizione di opus incertum può ben
applicarsi a certe nostre
- architetture- politiche che non
stanno nè in cielo nè in terra, ma
ondeggiano e si barcamenano fra
destra e sinistra, cercando di reggersi
in piedi- quando ci riescono-
come meglio possono e, comunque,
sempre con sicuro danno dei
cittadini.

VANGELO DEL GIORNO


LUNEDI’ 4 MARZO
GESÙ COME ELIA ED ELISEO MANDATO NON PERI SOLI GIUDEI.
S. Casimiro re
Prima lettura 2 Re 5,1-1Sa
In quei giorni, Naamàn, comandante dell'esercito del re di Aram, era un personaggio autorevole presso il suo signore e stimato, perché per suo mezzo il Signore aveva concesso la salvezza agli Aramei. Ma quest'uomo prode era lebbroso. Ora bande aramee avevano condotto via prigioniera dalla terra d'Israele una ragaz­za, che era finita al servizio della moglie di Naamàn. Lei disse alla padrona: «Oh, se il mio signore potesse presentarsi al profeta che è a Samaria, certo lo libererebbe dalla sua lebbra». Naamàn andò a riferire al suo signore: «La ragazza che proviene dalla terra d'Israele ha detto così e così». Il re di Aram gli disse: «Va' pure, io stesso invierò una lettera al re d'Israele».
Partì dunque, prendendo con sé dieci talenti d'argento, seimila sicli d'oro e dieci mute di abiti. Portò la lettera al re d'Israele, nella quale si diceva: «Orbene, insieme con questa lettera ho mandato da te Naamàn, mio ministro, perché tu lo liberi dalla sua lebbra». Letta la lettera, il re d'Israele si stracciò le vesti dicendo: «Sono forse Dio per dare la morte o la vita, perché costui mi ordini di liberare un uomo dalla sua lebbra? Rico­noscete e vedete che egli evidentemente cerca pretesti contro di me».
Quando Eliseo, uomo di Dio, seppe che il re d'Israele si era stracciate le vesti, mandò a dire al re: «Perché ti sei stracciato le vesti? Quell'uomo venga da me e saprà che c'è un profeta in Israele». Naamàn arrivò con i suoi cavalli e con il suo carro e si fermò alla porta della casa di Eliseo. Eliseo gli mandò un messaggero per dirgli: «Va', bagnati sette volte nel Giordano: il tuo corpo ti ritornerà sano e sarai purificato».
Naamàn sì sdegnò e se ne andò dicendo: «Ecco, io pensavo: "Certo, verrà fuori e, stando in piedi, invocherà il nome del Signore, suo Dio, agiterà la sua mano verso la parte malata e to­glierà la lebbra': Forse l'Abanà e il Parpar, fiumi di Damasco, non sono migliori di tutte le ac­que d'Israele? Non potrei bagnarmi in quelli per purificarmi?». Si voltò e se ne partì adirato. (,li si avvicinarono i suoi servi e gli dissero: «Padre mio, se il profeta ti avesse ordinato una gran cosa, non l'avresti forse eseguita? Tanto più ora che ti ha detto: “Bàgnati e sarai purificato”». Egli allora scese e si immerse nel Giordano sette volte, secondo la parola dell'uomo di Dio, e il suo corpo ridivenne come il corpo di un ragazzo; egli era purificato. l'ornò con tutto il seguito dall'uomo di Dio; entrò e stette davanti a lui dicendo: «Ecco, uri so che non c'è Dio su tutta la terra se non in Israele.
Salmo 41 e 42: L'anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente.

LE LETTURE E IL VANGELO   
Come la cerva anèla/ai corsi d'acqua,/ così l'anima mia anèla/a te, o Dio. L'anima mia...
L'anima mia ha sete di Dio,/ del Dio vivente:/ quando verrò e vedrò/il volto di Dio? L'a­nima mia...
Manda la tua luce e la tua verità:/ siano esse a guidarmi,/ mi conducano alla tua santa montagna,/ alla tua dimora. L'anima mia...
Verrò all'altare di Dio,/ a Dio, mia gioiosa esultanza./ A te canterò sulla cetra,/ Dio, Dio mio. L'anima mia...
 
Dal Vangelo secondo Luca 4,24-30

In quel tempo Gesù (cominciò a dire nella sinagoga di Nazaret): «In verità io vi dico: nes­sun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c'erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova a Sarepta di Sidone. C'erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».
All'udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo caccia­rono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.

IL COMMENTO SPIRITUALE
È l'acqua la protagonista della liturgia di oggi. L'acqua de/Giordano che guarisce dalla lebbra, ricordata anche da Gesù nel Vangelo e la mancanza di pioggia, che genera la carestia. L'acqua che lava, che purifica, simbolo dei sacramenti e del battesimo in particolare; l'acqua che genera vita. Ma senza una vera conversione del cuore non c'è nessuna purificazione e nessuna vita nuova. Non basta appar­tenere alla Chiesa, a un popolo; osservare delle pratiche religiose, partecipare a dei riti, ecc. Senza escludere tutto questo, tuttavia è importante che ogni cosa sia orientata alla crescita nell'amore per ogni persona che ci passa accanto. Al­trimenti corriamo il rischio di mettere da parte Gesù, di tenerlo fuori dalla nostra vita, dalle nostre comunità. «Nessun profeta è bene accetto nella sua patria». Es­sere attenti; vigilanti, perché non capiti anche a noi di amare Gesù a parole e di escluderlo poi concretamente da quella che invece dovrebbe essere la sua patria, la comunità dei credenti capace di generarlo con l'amore in tutti quelli che la avvicinano.

Caino e Abele

Da Baudelaire "I fiori del male" la poesia "Caino e Abele"

Dioscuro...

Abbiamo parlato più volte dei "Fiori del Male" di Baudelaire, ma ci sono dei versi che hanno sempre attirato la mia attenzione, sono le razze di Caino e Abele.
Sono metafore delle tipologie di umanità che adottano rispettivamente modi di esistere opposti.
Chi vive nella religione e nella prosperità, appagato dall'appoggio della divinità e della sua coscienza, contro chi vive l'umanità nella sua essenza più carnale, asseconda i suoi istinti e ne è condannato. Contadini contro cacciatori, santità contro umanità, ricchezza contro povertà, beatitudine contro dannazione.
Si parla di razze, quindi non c'è scelta. Voi siete più Caino o Abele? :)

Caino e Abele

Razza d'Abele, dormi, bevi e mangia:
con che compiacimento ti sorride Dio!

Razza di Caino, striscia
nel fango e muori miserabile!

Razza d'Abele, il tuo sacrificio
accarezza il naso ai Serafini!

Razza di Caino, il tuo supplizio
potra mai avere fine?

Razza d'Abele, guarda prosperare
II tuo bestiame e le tue semine!

Razza di Caino, le tue viscere
urlano di fame come un vecchio cane!

Razza d'Abele, scaldati il ventre
al focolare patriarcale!

Razza di Caino, trema di freddo
nel tuo antro, povero sciacallo!

Razza d'Abele, ama e prolifica!
Anche il tuo oro si moltiplica!

Razza di Caino, guardati
dalle grandi brame, cuore ardito!

Razza d’Abele, tu cresci e ti pasci
come le cimici dei boschi!

Razza di Caino, trascina per le strade
la tua famiglia disperata!

Razza d'Abele, la tua carogna
ingrasserà la fumante terra!

Razza di Caino, il tuo compito
non è ancora finito!

Razza d'Abele, vergognati!
II ferro e vinto dallo spiedo!

Razza di Caino, sali al cielo
e scaraventa sulla terra Dio!

C. Baudelaire
Le Fleurs du Mal

Johnny:
Io sono molto più Abele, mi hanno già ucciso diverse volte....

Goethe:
Io sono Abele con Caino.
E sono Caino con Abele.

Intelligenti Pauca

CITAZIONE DI SAN FRANCESCO DI SALES

PAROLE DI SAN FRANCESCO DI SALES PER I FALSI FARISEI DI ALCUNE PARROCCHIE DELLA DIOCESI DI CAPUA

“NON ACCONTENTARTI DI ESSERE POVERO COME I POVERI, MA SII PIU’ POVERO DEI POVERI, VA A SERVIRLI QUANDO GIACCIONO A LETTO INFERMI E DEVI SERVIRLI CON LE TUE PROPRIE MANI.

QUESTA SERVITU’ E PIU’ GLORIOSA DI UN REGNO”.

CITAZIONE DEL GIORNO

MA COME CALZA BENE PER QUESTA CITTA'!
PROBABILMENTE AVEVA SOGGIORNATO PER UN PERIODO DI TEMPO A S MARIA…


cavalli

cavalli

BIAGIO MARIA DI MURO

RISPONDIAMO AL NUOVO CITTADINO C.DV.CHE DA QUALCHE MESE SI E’ TRASFERITO DAL LAZIO IN CAMPANIA E PRECISAMENTE A S.MARIA CAPUA VETERE IN VIA GALATINA CHE CI HA CHIESTO CHI ERA IL SINDACO DELLA CITTA’.

BIAGIO MARIA DI MURO

BIAGIO MARIA DI MURO

BIAGIO DI MURO

TI RIMETTO LA FOTO DI BIAGIO DI MURO E UNA PARTE DEL SUO CURRICULUM VITAE

BIAGIO DI MURO SI E’ LAUREATO, IL 30/10/1995, CON 110 E LODE IN ARCHITETTURA PRESSO L’UNIVERSITA’ DI NAPOLI, CON UNA TESI SPERIMENTALE IN SCIENZE DELLE COSTRUZIONI ED E’ ISCRITTO ALL’ORDINE DEGLI ARCHITETTI DELLA PROVINCIA DI CASERTA AL N. 872.

SVOLGE UNICAMENTE LA LIBERA PROFESSIONE ED HA LO STUDIO IN S.MARIA C.V., AL CORSO ALDO MORO N.73

E’ABILITATO AL COORDINAMENTO DI SICUREZZA – D.LGS.494/96 – CON ATTESTATO DI CORSO RILASCIATO DALL’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II, A CURA DEL CENTRO INTERDIPARTIMENTALE DI RICERCHE L.U.P.T. DAL 24 NOVEMBRE 1997.

HA PARTECIPATO AL GRUPPO DI RICERCHE SUL TEMA “STABILITA’ DELLE TORRI IN MURATURA” ORGANIZZATO DALL’ISTITUTO DI “COSTRUZIONE DELLA FACOLTA’ DI ARCHITETTURA” – UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI, FEDERICO II.

E’ COLLABORATORE DELLA III AREA DI RICERCA “PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E SISTEMI INFORMATIVI TERRITORIALI” L.U.P.T. – LABORATORIO DI URBANISTICA E PIANIFICAZIONE TERRITORIALE DELL’UNIVERSITA’ FEDERICO II DI NAPOLI, FACOLTA’ DI ARCHITETTURA.

E’ MEMBRO DELL’AREA DI RICERCA “PROGETTAZIONE URBANA, AMBIENTALE E DEL RECUPERO E VALORIZZAZIONE DEI BENI STORICI, ARCHITETTONICI, ARCHEOLOGICI E PAESAGGISTICI” DEL CENTRO DI RICERCA L.U.P.T. DELL’UNIVERSITA’ FEDERICO II DI NAPOLI FACOLTA’ DI ARCHITETTURA – DIRETTORE PROF. FRANCO MARINIELLO.

HA SEMPRE AVUTO UN FORTE LEGAME CON LA POLITICA ATTIVA, ESSENDO FIGLIO DI NICOLA DI MURO, IL QUALE FIN DAL 1956 E’ ESPRESSIONE DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA, PRIMA A LIVELLO COMUNALE I POI OLTRE AI CONFINI CITTADINI, FINO A DIVENTARE UOMO DI RIFERIMENTO DEL PARTITO AI PIU’ ALTI LIVELLI.

BIAGIO MARIA DI MURO FIN DALL’ADOLESCENZA HA POTUTO ASSORBIRE TUTTA L’ESPERIENZA POLITICA ED AMMINISTRATIVA, AVENDO AVUTO MODO DI FREQUENTARE ASSIDUAMENTE IL PARTITO.

PARTECIPA ALLA CONSULTAZIONE ELETTORALE AMMINISTRATIVA DEL 2002, CANDIDATO CON FORZA ITALIA, RIPORTANDO CIRCA 1000 VOTI DI PREFERENZE CONTRIBUENDO IN MODO DETERMINANTE DA FAR DIVENTARE FORZA ITALIA IL PRIMO PARTITO IN CITTA’.

DOPO NEL 2007 ASSUME LA CARICA DI VICE SINDACO, MA DOPO QUALCHE MESE NON ESITA A LASCIARE IL PRESTIGIOSO INCARICO QUANDO SI ACCORGE CHE CON LA DEFENESTRAZIONE DELL’ASSESSORE MARCIANO SCHETTINO VENIVANO TRADITI GLI IMPEGNI E LE PROMESSE SOTTOSCRITTE NEL PROGRAMMA ELETTORALE PRESENTATO AGLI ELETTORI.

DAL 2011 AL 2015 E’ STATO SINDACO DELLA CITTA’ DI S.MARIA CAPUA VETERE.

CAF

SERVIZIO CAF PRESSO LA NOSTRA SEDE IN C.SO ALDO MORO N.73 AVETE A DISPOSIZIONE UNA SERIE DI SERVIZI UTILI:

1. MODELLO ISEE

2. MODELLO ISEEU

3. BONUS E RIDUZIONE CANONE

4. TELECOM, GAS, ENERGIA, ACQUA

5. MODELLO RED

6. MODELLO 730

7. MODELLO 740

8. MODELLO ICI

9. ASSEGNI PER NUCLEO FAMILIARE

10. ASSEGNI DI MATERNITA’

11. MODELLO UNICO

12. ICRIC, ICLAV, ACCAS/PS

13. SOCIAL CARD

14. SUCCESSIONI

15. TRASMISSIONE TELEMATICA

16. CONTRATTI DI AFFITTO

17. MODELLO EAS



SERVIZI PROFESSIONALI:

1) CONSULENZA E ASSISTENZA LEGALE

2) CONSULENZA FINANZIARIA

3) CONSULENZA AZIENDALE

4) PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA

5) PRATICHE CATASTALI

6) ESECUZIONI E LAVORI CHIAVI IN MANO



SERVIZIO PATRONATO:

1. INVALIDITA’ CIVILE

2. ACCOMPAGNAMENTO

3. PENSIONI INPS – INPDAP

4. INFORTUNI SUL LAVORO

5. DISOCCUPAZIONE

6. RECUPERO CONTRIBUTI

7. MEDICINA LEGALE

8. LAVORO

9. FAMIGLIA

10. COLF E BADANTI

11. PRESTAZIONI ASSISTENZIALI

12. PREVIDENZA COMPLEMENTARE

13. IMMIGRAZIONE

STUDIO TECNICO DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA, PRATICHE CATASTALI ED URBANISTICHE, ARCHITETTURA PER INTERNI




ascolta la riscossa della città

CANZONE DI ANTOINE: QUALUNQUE COSA FAI TI TIRANO LE PIETRE.....

FINALMENTE!!

FINALMENTE!!
Clicca sull' immagine

Studio Legale

LAVORI PUBBLICI

PUBBLICHIAMO LE FOTO DELLE OPERE PUBBLICHE PER LE QUALI INIZIERANNO PRESTO I LAVORI .SALVO RITARDI DOVUTI ALLA SCELLERATA AZIONE DI SFIDUCIA CHE COMPORTERA' AUMENTO DI COSTI E PERDITE DI FINANZIAMENTI

RECUPERO STRUTTURALE E FUNZIONALE DELL' EDIFICIO DELLE SCUOLE ELEMENTARI "PRINCIPE DI PIEMONTE"

IMPORTO FINANZIAMENTO

euro 2.330.ooo,oo

SCUOLA PRINCIPE DI PIEMONTE

SCUOLA PRINCIPE DI PIEMONTE

LAVORI PUBBLICI

PUBBLICHIAMO LE FOTO DELLE OPERE PUBBLICHE PER LE QUALI INIZIERANNO PRESTO I LAVORI .SALVO RITARDI DOVUTI ALLA SCELLERATA AZIONE DI SFIDUCIA CHE COMPORTERA' AUMENTO DI COSTI E PERDITE DI FINANZIAMENTI

RISTRUTTURAZIONE E AMMODERNAMENTO DEL PLESSO SCOLASTICO RIONE IACP

IMPORTO FINANZIAMENTO

EURO 700.000,00

IACP

IACP

lavori pubblici

PUBBLICHIAMO LE FOTO DELLE OPERE PUBBLICHE PER LE QUALI INIZIERANNO PRESTO I LAVORI SALVO RITARDI DOVUTI ALLA SCELLERATA AZIONE DI SFIDUCIA CHE COMPORTERA' AUMENTO DI COSTI E PERDITE DI FINANZIAMENTI

RIFACIMENTO PIAZZA SAN PIETRO

IMPORTO FINANZIATO:

euro 150.000,00

piazza San Pietro

piazza San Pietro

lavori pubblici

PUBBLICHIAMO LE FOTO DELLE OPERE PUBBLICHE PER LE QUALI INIZIERANNO PRESTO I LAVORI SALVO RITARDI DOVUTI ALLA SCELLERATA AZIONE DI SFIDUCIA CHE COMPORTERA' AUMENTO DI COSTI E PERDITE DI FINANZIAMENTI

PROGRAMMA DI RECUPERO URBANO COMPARTO C1 NORD OVEST – RIONE IACP

IMPORTO INTERVENTO:

euro 1.502.373,12

IACP

IACP

lavori pubblici

PUBBLICHIAMO LE FOTO DELLE OPERE PUBBLICHE PER LE QUALI INIZIERANNO PRESTO I LAVORI .SALVO RITARDI DOVUTI ALLA SCELLERATA AZIONE DI SFIDUCIA CHE COMPORTERA' AUMENTO DI COSTI E PERDITE DI FINANZIAMENTI

REALIZZAZIONE DI UN CAMPO SPORTIVO POLIVALENTE COPERTO IN VIA GIOTTO – RIONE IACP

IMPORTO DEL FINANZIAMENTO :

euro 512.000

iacp

iacp

arco adriano

PUBBLICHIAMO LE FOTO DELLE OPERE PUBBLICHE PER LE QUALI INIZIERANNO PRESTO I LAVORI .SALVO RITARDI DOVUTI ALLA SCELLERATA AZIONE DI SFIDUCIA CHE COMPORTERA' AUMENTO DI COSTI E PERDITE DI FINANZIAMENTI

RESTAURO CONSERVATIVO DELL’ARCO ADRIANO. SISTEMAZIONE DEL TRATTO DI VIA APPIA TRA ANFITEATRO ED ARCO ADRIANO

RICHIESTA FINANZIAMENTO

Euro 2.470.698,58

arco adriano

arco adriano

villetta l.sturzo

PUBBLICHIAMO LE FOTO DELLE OPERE PUBBLICHE PER LE QUALI INIZIERANNO PRESTO I LAVORI .SALVO RITARDI DOVUTI ALLA SCELLERATA AZIONE DI SFIDUCIA CHE COMPORTERA' AUMENTO DI COSTI E PERDITE DI FINANZIAMENTI

PROGETTO PER LA VILLETTA TEMPO LIBERO ALLA VIA L. STURZO

RICHIESTA DI FINANZIAMENTO:

euro 127.000,00

villetta l. sturzo

villetta l. sturzo

asilo nido

PUBBLICHIAMO LE FOTO DELLE OPERE PUBBLICHE PER LE QUALI INIZIERANNO PRESTO I LAVORI .SALVO RITARDI DOVUTI ALLA SCELLERATA AZIONE DI SFIDUCIA CHE COMPORTERA' AUMENTO DI COSTI E PERDITE DI FINANZIAMENTI

PROGETTO DI ASILI NIDO PER BAMBINI DA 0 A 36 MESI IN VIA ALBANA 107

TOTALE DEL FINANZIAMENTO:

euro 699.438,18

asilo nido

asilo nido

PERDONA LORO......

Padre perdona loro! Perché li hai accecati? Perché hai tolto loro la memoria? Forse perché non credono più in Te? Padre perdonali! Tu sei un Dio buono: essi non sanno quello che fanno.... Non ricordano quando Tu mandasti loro la manna dal cielo e tutti sopravvissero e trovarono la terra promessa. Oggi li vuoi punire perché hanno troppo peccato? È per questo che la nuova manna tarda ad arrivare? Se sono ancora scettici e sono ancora cristiani se lo facessero spiegare dal loro parroco. Se poi sono degli assatanati, arrabbiati, solo perché credono di essere degli unti dal Signore, e solo perché sono stati abituati a credere di essere dei privilegiati, dimenticando i comandamenti che Dio diede a Mosè, allora fanno bene a pregare il vitello d'oro. E fanno bene a servire il vitello casalese sempre presente e che è stato causa del saccheggio sammaritamo e della chiusura delle industrie e la conseguente fine del lavoro, del commercio e delle possibilità di dare da bere agli assetati. Ma Tu Signore, nella Tua Infinita Bontà, Perdonali.....

NON CI SIAMO LIBERATI DI TUTTI MA RESTERANNO ALL'OPPOSIZIONE

NON CI SIAMO LIBERATI DI TUTTI MA RESTERANNO ALL'OPPOSIZIONE