prova


Non lasciare mai, che il successo ti nasconda la sua vacuità, un' impresa la sua vanità, la fatica la sua desolazione. Mantieni vivo dentro di te l' incentivo ad andare ancora più avanti, quell' inquietudine dell' anima che ci spinge al di là di noi stessi. Non guardare indietro, e non accarezzare sogni per il futuro. Ciò non verrebbe nè a restituirti il passato nè a soddisfare gli altri tuoi sogni ad occhi aperti. Il tuo dovere, la tua ricompensa, il tuo destino sono qui ora.
(Dag Hammaarskjold, Markings)
Dobbiamo accettare le delusioni che sono limitate, ma non dobbiamo mai perdere l'infinita speranza.
(Martin Luther King)
Noi non dimentichiamo e non demordiamo.
Quanno 'a furmicola vò murì, mètte è scèlle. Si dice di chi, raggiunta la ricchezza, perde ogni senso della misura e finisce per far cose illogiche e per danneggiare se stesso.
Quanno ò perucchio saglie in gloria perde à scienza e à memoria. Il villano che sale nella scala sociale dimentica subito la sua origine e coloro che lo hanno agevolato nella ascesa.

sabato 7 maggio 2016

Citazione del giorno


Fred De Palma - Buenos Dias


Almanacco del 7 Maggio 2016

Santi del Giorno
Santa Flavia Domitilla (Martire)
San Flavio di Nicomedia (Martire)

San Cerenico (Cenerico, Cinereo) di Spoleto (Diacono in Normandia)
San Maurelio (Vescovo di Voghenza - Ferrara)
Sant'Agostino di Nicomedia (Martire)
Santa Virginia (Vergine, Pastorella del Poitou)
Accadde Oggi
1682 - Luigi XIV insedia la corte nella reggia di Versailles (333 anni fa): La smania di grandiosità del Re Sole trasformò una terra triste e paludosa nel cuore del regno di Francia, sintesi dello splendore artistico e dello sfarzo che circondarono i sovrani...
1824 - Prima esecuzione della Nona Sinfonia di Beethoven (191 anni fa): La quintessenza della musica universale e il più sublime capolavoro che sia mai stato scritto. Il fatto che il suo autore l'avesse composta quand'era ormai privo del tutto dell'udito, rende la...
Nati in questo giorno
1922 - Raimondo Vianello (93 anni fa): La proverbiale mimica e l'ironia elegante hanno fatto di lui e dell'inseparabile Sandra Mondaini una delle coppie del cinema e della TV più amate dal pubblico italiano. Nato a Roma, visse per...
1840 - Pyotr Tchaikovsky (175 anni fa): Compositore tra i massimi della storia della musica e autore di sinfonie tra le più popolari al mondo, fu tra i maggiori interpreti del romanticismo musicale. Nato a Kamsko-Votkinsk, nella...
Nati... sportivi
1983 - Marco Galiazzo (32 anni fa): Nato a Padova, è un arciere, che gareggia per il Gruppo Sportivo dell'Aeronautica Militare. Con il primo posto nella gara individuale ad Atene 2004, è stato il primo italiano a vincere...
1976 - Andrea Lo Cicero (39 anni fa): Dal 2014 è in TV per dare indicazioni su come curare piante e fiori, dopo una carriera da pilone sinistro in squadre di rugby. Nato a Catania, gioca a Bologna, Rovigo, Roma, Tolosa e...
Eventi Sportivi
1978 - Scudetto alla Juve, Vicenza secondo (37 anni fa): Il Campionato di Serie A 1977-78 (con 16 squadre e con la vittoria che vale due punti) si conclude con la Juventus prima in classifica a 44 punti, seguita dal neopromosso Vicenza a 39; a trainare i...
I Doodle di Google
Lo scrittore polacco Władysław Reymont: Il mondo contadino della Polonia tra Ottocento e Novecento trovò piena dignità letteraria grazie all'opera di Władysław Reymont. A questo mondo, conosciuto negli anni dell'infanzia...

Proverbi Napoletani

Chi troppo lo sparagna, vien la gatta e se lo magna.
Chi troppo risparmia, viene la gatta e se lo mangia.

È meglio a zuppecà’ ca a nun cammenà’.
E’ meglio zoppicare che non camminare, ovvero nella vita bisogna sempre contentarsi del meno peggio, quando non sia possibile ottenere il meglio.

E’ malatie veneno a cavallo e se ne vanno a père.
Le malattie vengono a cavallo e se na vanno a piedi, ovvero la guarigione è cosa lenta.

Si’ ghiuto a Roma e nun haje visto ‘o Papa.
Sei andato a Roma e non hai visto il Papa, ovvero ti sei affaticato inutilmente per un affare, senza ottenere l’intento sperato.

E chiacchiere nun jéncheno ‘a panza.
Le chiacchiere non riempiono la pancia.

A chi me da ‘o ppane, je ‘o chammo pate.
A chi mi da da mangiare, lo rispetto come un padre.

‘A meglia parola è chella ca nun se dice.
La miglior parola è quella che non si dice.

A gatta,quanno sent’àddore d”o pesce,maccarune nun ne vò cchiù.
La gatta, quando sente l’odore del pesce, non vuole più i maccheroni.

Cu n’uocchio guarda a jatta e cu n’ate frje o’ pesce.
Un occhio al gatto e uno al pesce, quando friggi.

L’ammore d’ ‘o lietto fa scurda’ chello d’ ‘o pietto.
L’amore dei sensi fa dimenticare quello sentimentale.

Chi vo’ mettere pede a ogni preta, nun arriva a la casa.
Chi mette il piede su ogni pietra, non arriva a casa ovvero con La pignoleria non si conclude nulla.

Doppo ‘o pericolo tutte quante so’ sapute…
Passato il momento del pericolo, sono tutti quanti saputelli.

Sott’ ‘e coperte nun se canosceno miserie.
Quando si è sotto le coperte con una donna si dimentica ogni povertà.

È meglio a tene’ ‘a mala spina ca nu malo vicino.
È meglio avere una spina nel fianco che un cattivo vicino.

L’ammore è comm’ ‘o ffuoco, guaje a chi ce pazzea.
L’amore è come il fuoco, guai a scherzarci.

Chi troppo s’acala, ‘o culo mmòsta.
Chi troppo s’inchina, mostra il sedere.

‘A fémmena bella nasce maretata.
La donna bella non ha da temere di restar nubile.

 altare sgarrupato nun s’appicciano cannele.
Ad altare diroccato non si accendono candele

Chi fa ‘nu bene pe’ ricavarne male, è peggio ‘e n’animale.
Chi fa del bene per ricavarne il male, è peggio di un animale.

A casa d”o ‘mpiso nun parlà ‘e corda.
A casa dell’impiccato non parlare di corda.

Quanno si incudine statte, quanno si martiello vatte.
Quando sei incudine statti, quando sei martello batti, ovvero quando hai il coltello per il manico, sappine profittare; quando sei incudine usa prudenza.

Chi ‘nfruce nun luce.
Chi accumula stipando beni non rifulge, ovvero chi pensa solo a conservare il danaro non farà mai una buona figura.

Tutto ‘o lassato è perduto
Ogni occasione lasciata è persa.

Senza ‘e fesse ‘e diritte nun camparriano.
Senza i fessi i furbi non camperebbero.

Chi chiagne fott ‘a chi ride.
Colui che piange inganna colui che ride.

Meditazione: « Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena »

Ci è ordinato di adorare e onorare quello stesso Verbo che sappiamo essere nostro Salvatore e guida, e per mezzo di lui il Padre; non in alcuni giorni stabiliti, ma continuamente, per tutta la vita e in ogni modo. “Sette volte al giorno io ti lodo “(Sal 119, 164) esclama il popolo eletto... Perciò chi conosce Dio lo onora non in un luogo stabilito in un determinato tempo, né solo nei giorni di festa comandati, ma per tutta la vita, in ogni luogo, tanto se si trova solo, quanto se con lui ci sono altri che praticano la stessa fede. Onora Dio rendendogli grazie per la conoscenza della vita retta... 

      Se la presenza di una persona buona spinge al meglio e forma chi la frequenta col suo esempio e con la riverenza che ispira, quanto più colui che sta sempre in compagnia di Dio per mezzo della conoscenza, dello stile di vita e dell’azione di grazie, diventerà sempre migliore nel comportamento, nelle parole e nei sentimenti?... Vivendo per tutta la vita un giorno di festa continuo, persuasi che Dio è presente ovunque, lo lodiamo coltivando i campi, se siamo in mare gli cantiamo inni, e in ogni altra circostanza della vita ci comportiamo come “cittadini del cielo” (cfr. Fil 3,20). 

      La preghiera è un colloquio intimo con Dio e Dio presta continuamente l’orecchio a questa voce interiore... Sì, il vero uomo spirituale prega durante tutta la sua esistenza, perché pregare è per lui un cercare l'unione con Dio; perciò rifiuta tutto ciò che è inutile, in quanto è già arrivato a quello stato in cui ha già ricevuto, in certa misura, la perfezione, che consiste nell’agire per amore... Tutta la sua vita è una sacra liturgia.


Santa Rosa Venerini Vergine, fondatrice


Rosa Venerini nasce a Viterbo il 9 febbraio 1656, crebbe in una famiglia aperta ai problemi sociali e attenta allo sviluppo della persona attraverso la formazione religiosa e culturale. Il padre, Goffredo Venerini, era medico all'Ospedale Grande della città dove si distinse nell'epidemia di peste che colpì il Lazio nel 1657. La madre, Marzia Zampichetti, fu la maestra sapiente dei quattro figli.

Rosa fu dotata dalla natura di intelligenza e di sensibilità umana non comuni. L’educazione ricevuta in famiglia le permise di sviluppare i numerosi talenti di mente e di cuore e di formarsi a saldi principi cristiani. All’età di sette anni, secondo il suo primo biografo, P. Girolamo Andreucci S.J., fece voto di consacrare a Dio la sua vita. Durante la prima giovinezza, nel 1672, visse il conflitto tra le attrattive del mondo (la simpatia per un giovane che però morì in circostanze misteriose) e la promessa fatta a Dio. Superò la crisi con la preghiera fiduciosa e la mortificazione.

Il 21 novembre 1676, accompagnata dal padre, entra nel monastero domenicano di Santa Caterina di Viterbo, dove,  accanto alla zia Anna Cecilia, imparò ad ascoltare Dio nel silenzio e nella meditazione. Rimase nel monastero pochi mesi perché la morte prematura del padre la costrinse, il 29 gennaio 1677, a tornare accanto alla mamma sofferente.

Negli anni immediatamente successivi Rosa dovette farsi carico di avvenimenti gravi per la sua famiglia: nel 1680, a soli 27 anni di età, morì il fratello Domenico e, pochi mesi dopo, lo seguì la madre che non resse al dolore. Nel frattempo mla sorella, Maria Maddalena, si era sposata. Rimanevano in casa soltanto Orazio e Rosa che aveva ormai 24 anni.
Spinta dal desiderio di fare qualcosa di grande per Dio, nel maggio del 1684, Rosa iniziò a radunare nella propria abitazione le fanciulle e le donne del vicinato per la recita del Rosario e per insegnare il catechismo. Rosa seppe interpretare i problemi più scottanti della società del tempo, specie riguardo l'emarginazione della donna che era praticamente esclusa dai mezzi culturali indispensabili per la sua realizzazione umana e spirituale.

Il 30 agosto 1685, con l’approvazione del Vescovo di Viterbo, Card. Urbano Sacchetti e la collaborazione di due Compagne, Gerolama Coluzzelli e Porzia Bacci, Rosa lasciò la casa paterna per dare inizio alla sua prima scuola, progettata secondo un disegno originale che aveva maturato nella preghiera e nella ricerca della volontà di Dio.
Aveva inizio la prima scuola pubblica femminile italiana. Era una scuola gratuita che segnò una tappa per il cammino di civiltà non solo per l'Italia ma anche per l'Europa.

La Venerini, dalla prima fondazione, lavorò senza concedersi un attimo di riposo. Era riuscita a spezzare il muro secolare di omertà dietro il quale prosperava l'ignoranza e la degradazione. Rosa voleva la realizzazione della persona in tutta la sua umanità e spiritualità, guidare una donna alla consapevolezza della sua dignità di creatura partecipe della redenzione portata da Cristo a tutti gli uomini.
Alla sua prima scuola seguirono:
- tra il 1692 e il 1694, le 10 scuole Pie nella diocesi di Montefiascone;
- nel 1699 la scuola di Oriolo Romano con la benedizione dei principi Altieri;
- nel 1708 una scuola a Frascati su richiesta del padre gesuita Antonio Baldinucci;
- nel 1713, soltanto, Rosa, assieme a Chiara Candelari, Lucia Coluzzelli, Margherita Casali e Virginia detta la "Santa Girandola" poté aprire la prima scuola Venerini a Roma, con sede in p.za S. Marco, nei pressi della chiesa del Gesù e dell'Aracœli.

La certezza di aver imboccato la strada giusta giunse a Rosa direttamente da Pp Clemente XI (Giovanni Francesco Albani, 1700-1721) che il 24 ottobre 1716, accompagnato da otto Cardinali, volle assistere alle lezioni. Meravigliato e compiaciuto, alla fine della mattinata, si rivolse alla Fondatrice con queste parole: “Signora, Rosa, voi fate quello che Noi non possiamo fare, Noi molto vi ringraziamo perché con queste scuole santificherete Roma”.
Da quel momento, Governatori e Cardinali chiesero le scuole per le loro terre. L’impegno della Fondatrice diventò intenso, fatto di peregrinazioni e di fatiche per la formazione delle nuove comunità, intessuto di gioie e di sacrifici. Dove sorgeva una nuova scuola, in breve si notava un risanamento morale della gioventù.

Rosa Venerini muore santamente nella scuola di S. Marco in Roma, la sera del 7 maggio 1728.
Aveva aperto più di 40 scuole.
Fu dichiarata Beata dal Venerabile Pio XII (Eugenio Pacelli, 1939-1958) il 4 maggio 1952 nella Basilica di S. Pietro e iscritta nell'albo dei santi da Papa Benedetto XVI (Joseph Ratzinger, 2005-2013) il 15 ottobre 2006, in piazza S. Pietro.

Educare per salvare è diventato il motto che sospinge le Maestre Pie Venerini a continuare l’Opera del Signore, voluta dalla loro Fondatrice, e ad irradiare nel mondo il carisma della Santa Madre: liberare dall’ignoranza e dal male perché sia visibile il progetto di Dio di cui ogni persona è portatrice.
È questa la magnifica eredità che Rosa Venerini ha lasciato alle sue Figlie. Ovunque, in Italia come in altri Paesi, le Maestre Pie Venerini cercano di vivere e di trasmettere l’ansia apostolica della loro Madre privilegiando i più poveri.
La Congregazione, dopo aver dato il suo contributo a favore degli Italiani emigrati negli Stati Uniti, fin dal 1909, e in Svizzera dal 1971 al 1985, ha esteso la sua attività apostolica in altri Paesi: in India, in Brasile, in Camerun, in Romania, in Albania, in Cile, in Venezuela e in Nigeria.

Vangelo del 7 Maggio 2016

Atti degli Apostoli 18,23-28. 
Trascorso ad Antiochia un pò di tempo, Paolo partì di nuovo percorrendo di seguito le regioni della Galazia e della Frigia, confermando nella fede tutti i discepoli. 
Arrivò a Efeso un Giudeo, chiamato Apollo, nativo di Alessandria, uomo colto, versato nelle Scritture. 
Questi era stato ammaestrato nella via del Signore e pieno di fervore parlava e insegnava esattamente ciò che si riferiva a Gesù, sebbene conoscesse soltanto il battesimo di Giovanni. 
Egli intanto cominciò a parlare francamente nella sinagoga. Priscilla e Aquila lo ascoltarono, poi lo presero con sé e gli esposero con maggiore accuratezza la via di Dio. 
Poiché egli desiderava passare nell'Acaia, i fratelli lo incoraggiarono e scrissero ai discepoli di fargli buona accoglienza. Giunto colà, fu molto utile a quelli che per opera della grazia erano divenuti credenti; 
confutava infatti vigorosamente i Giudei, dimostrando pubblicamente attraverso le Scritture che Gesù è il Cristo. 



Salmi 47(46),2-3.8-9.10. 
Applaudite, popoli tutti, 
acclamate Dio con voci di gioia; 
perché terribile è il Signore, l'Altissimo, 
re grande su tutta la terra. 

Dio è il re di tutta la terra, 
cantate inni con arte. 
Dio regna sui popoli, 
Dio siede sul suo trono santo. 

I capi dei popoli si sono raccolti 
con il popolo del Dio di Abramo, 
perché di Dio sono i potenti della terra: 
egli è l'Altissimo. 





Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 16,23b-28. 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: « In verità, in verità vi dico: Se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà. 
Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena. 
Queste cose vi ho dette in similitudini; ma verrà l'ora in cui non vi parlerò più in similitudini, ma apertamente vi parlerò del Padre. 
In quel giorno chiederete nel mio nome e io non vi dico che pregherò il Padre per voi: 
il Padre stesso vi ama, poiché voi mi avete amato, e avete creduto che io sono venuto da Dio. 
Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio di nuovo il mondo, e vado al Padre». 

venerdì 6 maggio 2016

Meteo nazionale di Venerdì 6 Maggio 2016


LE VERITA’ DI LELLO CAPPABIANCA PUBBLICATO SULLA FRECCIA NEL FIANCO



Mi ci è voluto un po’ per metabolizzare le dichiarazioni dei miei ex colleghi di gruppo .
Sinceramente speravo avessero motivazioni un po’ più profonde per decidere di aderire al disegno dell’opposizione di far commissariare il Comune di Santa Maria Capua Vetere con le conseguenze che già, all’indomani dello scioglimento del Consiglio Comunale, si sono iniziate a vedere. Ho ascoltato Omero Simone che rimproverava il sindaco di non essersi dimesso, come da lui consigliato, per poi ritirare le dimissioni una volta messa a punto una nuova squadra di Governo. Sarà forse la mia educazione militare, ma sinceramente non capisco affatto questi giochetti delle dimissioni che molti sindaci pongono in essere per ricattare la propria maggioranza. Sempre lo stesso Simone poi si è lamentato che non c’è mai stata una buona  squadra né rappresentanti di peso a colloquiare col sindaco per conto del gruppo delle associazioni. Forse l’ex Consigliere Simone dimentica che il suo amichetto Fabio De Lucia è sempre stato il nostro capogruppo ed aveva proprio lui il compito di rapportarsi col sindaco. Se la squadra quindi non ha funzionato come dice Simone forse deve prendersela con se stesso e con il suo compagno De Lucia che dagli inizi hanno cominciato a prendere le distanze dai rappresentanti delle associazioni grazie ai quali è stata vinta la campagna elettorale
E, mi spiace doverlo ricordare, ma sempre la coppia Simone
De Lucia, insieme a Munno e Barbato, hanno insistito per chiedere la revoca dell’assessore alla cultura  Mario Tudisco prima e poi di Busico per sostituirlo con Munno. Sono loro che si sono allontanati alla ricerca di sponsor politici personali ( da San Prisco a Caserta)
Sono comunque contento di sentire che finalmente il dott Simone è pronto ad impegnarsi visto che in questi anni più volte gli è stato proposto di entrare in Giunta e di assumere maggiore impegno e responsabilità nell’ambito dell’Amministrazione, cosa che ha sempre rifiutato asserendo di non avere tempo, ed in effetti poche sono state le sue apparizioni nelle riunioni di maggioranza e di gruppo anche se poi ricordo bene che il tempo per partecipare alle commissioni consiliari ( uniche retribuite) lo ha sempre trovato .
Ad Alabiso cosa posso mai dire ?
Forse ha dimenticato che prima di Biagio ha conosciuto il padre ?
Non sembra che il fatto che il sindaco avesse una famiglia sia una novità delle ultime settimane. Lo sapeva bene Alabiso, così come lo sapevano tutti gli elettori che cinque anni fa hanno votato lui, Simone, Munno, Barbato, De Lucia proprio perché correvano in una squadra apprezzata e conosciuta da tutti in città.
Lello Cappabianca

Citazione del giorno


Edith Piaf L'Hymne à l'amour


Almanacco del 6 Maggio 2016

Santi del Giorno
Beata Jutta (Giuditta) di Sangerhausen (Vedova)
Santa Benedetta di Roma (Vergine)
San Domenico Savio (Adolescente)

San Venerio di Milano (Vescovo)
Sant'Edberto di Lindisfarne (Vescovo)

San Domenico Savio è il protettore dei pueri cantores, ministranti, gestanti
Accadde Oggi
1994 - Inaugurato il tunnel della Manica (21 anni fa): Ottomila e mezzo anni fa, era possibile raggiungere l'Inghilterra via terra dalla Francia. Oggi, in alternativa ai collegamenti marittimi, si può coprire quella distanza a bordo di treni...
1840 - Penny Black, primo francobollo emesso al mondo (175 anni fa): Per risolvere l'annoso problema del recapito della corrispondenza, l'insegnante e politico inglese Rowland Hill escogitò un sistema di pagamento anticipato a carico del mittente, attraverso...
Nati in questo giorno
1961 - George Clooney (54 anni fa): Attore tra i più sexy di Hollywood, negli anni ha dimostrato tutto il suo valore al di qua e al di là della cinepresa. Nato a Lexington, nel Kentucky, da una famiglia di origini...
1915 - Orson Welles (100 anni fa): Regista tra i più geniali della storia del cinema, di cui innovò il linguaggio mostrando nel contempo le infinite possibilità dei mezzi di comunicazione. Nato a Kenosha, nel...
Nati... sportivi
1981 - Guglielmo Stendardo (34 anni fa): Nato a Napoli, è un calciatore alto 190 cm, difensore dell'Atalanta dal gennaio 2012. Ha iniziato la sua carriera nel Napoli, prima nelle giovanili e poi in prima squadra, con cui però...
1994 - Mateo Kovačić (21 anni fa): Nato a Linz (Austria), è un calciatore croato, centrocampista del Real Madrid e della Nazionale croata. Nella stagione 2010/11 esordisce nel campionato croato, indossando la maglia della...
Eventi Sportivi
1906 - La prima edizione della Targa Florio (109 anni fa): Il palermitano Vincenzo Florio, appartenente ad una ricchissima famiglia, è colpito dal nuovo mezzo di locomozione rappresentato dalle auto e così pensa ad una gara nelle strette e...
Scomparsi oggi
1952 - Maria Montessori (63 anni fa): Nata a Chiaravalle, in provincia di Ancona, è stata soprattutto una celebre pedagogista, attiva anche come medico, filosofa e volontaria. Spese la sua vita in diverse iniziative per l'infanzia. Nel...

Al Diavolo i dolori articolari con... L'Artiglio del Diavolo!

Intanto va specificato che non si tratta una pianta della nostra tradizione in quanto è originaria delle zone meridionali dell'Africa, in particolar modo nel triangolo tra Namibia, Botswana e Sudafrica.

In queste zone le popolazioni indigene erano solite utilizzare per i trasporti il bestiame da soma e spesso, durante il loro tragitto, capitava che gli zoccoli di impigliassero in questo frutto duro e ricoperto da artigli e che quindi la gente ribattezzò appunto artiglio del diavolo come a significare una sorta di maledizione sul loro cammino.

Gli usi di questa pianta che ne facevano le popolazioni africane erano e sono tutt'ora diversi da quelli che la moderna scienza botanica ha scoperto. Principalmente infatti gli africani lo utilizzavano per le sue proprietà digestive che sicuramente sono presenti e validate dalla scienza ma che non fanno dell'artiglio il primo rimedio da chiamare in causa per problemi di questo tipo vista la presenza di altre piante con principi attivi digestivi decisamente più efficaci.

Altra casistica per cui la medicina popolare ricorreva all'artiglio era la cura degli stati febbrili ma anche in questo caso gli studi scientifici non hanno mostrato un reale apprezzamento in tal senso.

Ben più importanti e notevoli sono le azioni primarie ormai conosciute e consolidate dalla moderna scienza:

●● l'artiglio del diavolo, più in particolare i suoi principi attivi, primo fra tutti l'arpagoside, è un ottimo analgesico, antinfiammatorio e antireumatico. Ormai sono davvero numerosi e probanti gli studi che hanno dimostrato queste tre attività principali nell'artrosi, nell'artrite reumatoide e in altre malattie reumatiche. Ciò che è importante sottolineare è che si è soliti riportare gli effetti benefici della pianta al solo arpagoside anche se si tratta di un chiaro errore perché se c'è una pianta in cui il risultato deriva dal fitocomplesso e non da un singolo componente, questo è proprio l'artiglio del diavolo. Di grande rilevanza poi è il fatto che a differenza dei farmaci antinfiammatori non steroidei, i cosiddetti FANS, l'attività analgesica e antinfiammatoria dell'artiglio del diavolo non ha effetti collaterali di tipo gastrointestinale. Uno studio scientifico effettuato nel Regno Unito ha dimostrato come in pazienti affetti da disturbi reumatici e sottoposti a trattamento con estratto secco di artiglio, l'indice di qualità della vita è migliorato del 60% mentre diminuiva in modo significativo il ricorso a farmaci antidolorifici;

●● come già notato, importante è anche la funzione di trattamento dei disturbi digestivi in cui le molecole estratte dalla pianta stimolano la produzione di bile e lo svuotamento della colecisti, risultando quindi utili nelle situazioni di disordini dell'intestino tenue superiore. Sempre per questo tipo di problematiche, risulta utile l'assunzione di artiglio sotto forma di infuso;

●● studi ancora in corso stanno valutando l'effetto benefico dell'estratto di artiglio sull'ipertensione anche se per ora sono ancora pochi e ancora da
approfondire i risultati ottenuti.

Rispetto al suo utilizzo, ricordando sempre di assumerla sotto controllo di un esperto
fitoterapeuta, va segnalata la controindicazione in persone soggette a gastrite acuta o ulcera
peptica per la presenza di sostanze amare.

Meditazione: « Tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto » (Rom 8,22)


L'apostolo Paolo testimonia riguardo al Figlio che, non solo la creazione degli esseri è stata fatta da lui, ma pure che lui ha operato la nuova creazione, poiché l'antica creazione è invecchiata e ormai sorpassata. Così Cristo in persona è il Primogenito di tutta la creazione (Col 1,15), mediante il Vangelo annunciato agli uomini. 

      Come Cristo diviene "primogenito tra molti fratelli" (Rom 8,29)? Per noi si è fatto simile a noi, essendo stato partecipe della carne e del sangue, per trasformarci da corruttibili in incorruttibili, per mezzo della nascita dall'alto, da acqua e da Spirito (Gv 3,5). Ci ha indicato la strada di tale nascita quando, mediante il proprio battesimo, ha attirato lo Spirito Santo sull'acqua. È divenuto così il primogenito di tutti coloro che sarebbero stati rigenerati spiritualmente e tutti coloro che partecipano a questa rigenerazione da acqua e da Spirito sono chiamati fratelli. 

      Avendo deposto nella nostra natura la potenza della risurrezione dai morti, Cristo diviene anche primizia di coloro che si sono addormentati e primogenito di coloro che risuscitano dai morti (Col 1,18). Per primo ci ha aperto la via della liberazione dalla morte. Con la risurrezione ha distrutto i legami con i quali la morte ci teneva in schiavitù. Così, mediante questa doppia rigenerazione, del santo battesimo e della risurrezione dai morti, egli diviene il primogenito della nuova creazione. 

      Il primogenito ha dei fratelli. Ha detto a Maria di Magdala : « Va' dai miei fratelli  e dì loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio  vostro» (Gv 20,19). Perciò il mediatore fra Dio e gli uomini (1Tim 2,5), aprendo la strada a tutto il genere umano, manda ai suoi fratelli questo messaggio e dice loro: « Mediante le primizie che ho assunte, porto in me al Dio e Padre nostro tutta l'umanità ».

San Pierre Nolasque Sacerdote e fondatore


Pietro Nolasque nasce verso il 1182-1189 a Mas-Saintes-Puelles, nella regione Linguadoca (F), da una nobile famiglia. In quel periodo, nel sud della Francia imperversava l’eresia degli Albigesi e probabilmente per sottrarsi all’influsso di quella sètta, sui vent’anni, dopo la morte dei genitori, Pietro vendette i suoi beni e si trasferì a Barcellona. Allora circa la metà della penisola iberica era sotto il dominio degli arabi musulmani, che durante gli scontri armati catturavano i cristiani per farne degli schiavi. Pietro, trasformatosi in mercante per insinuarsi facilmente tra i maomettani, decise di dedicarsi al riscatto di quei poveri prigionieri.  

Nell’esercizio della sua attività di commerciante scopre la schiavitù dei cristiani in terra musulmana. Da allora, dedicherà la sua vita e utilizzerà i suoi beni per restituire ad essi  la libertà. Già in questo si manifesta la sua prossima missione carismatica nella chiesa e nella società.

Mosso a compassione dalla sofferenza degli schiavi, radunò alcuni suoi compagni che, facendoli partecipi delle sue inquietudini, con un distacco giovanile ammirevole, si spogliarono dei propri beni dandoli tutti per la redenzione: “Perseverando prima di tutto nella preghiera a Dio, si dedicarono poi ogni giorno a raccogliere elemosine dai fedeli pietosi, nella provincia della Catalogna e nel Regno di Aragona per portare a termine l’opera santissima della redenzione. E questo si fece così perché ogni anno si realizzassero per mezzo del santo uomo e i suoi  compagni non piccole liberazioni e redenzioni... Tutte queste cose accaddero nell’anno 1203”.

La professione di mercante di Pietro Nolasco fu di grande utilità per questo gruppo di redentori in questo primo periodo, poiché i mercanti avevano facile accesso ai paesi musulmani, erano conosciuti e, durante secoli, essi furono quasi gli unici intermediari per il riscatto dei cristiani in terra di mori e dei mori in terra di cristiani. Questo gruppo di compagni di Pietro Nolasco era formato solo da laici che, “avevano gran devozione a Cristo che ci ha redenti col suo sangue prezioso”. Questo indica la nota caratteristica della spiritualità del gruppo: la devozione e la sequela di Cristo Redentore.

Dopo quindici anni di ammirevole attività nella redenzione dei cristiani schiavi, Pietro Nolasco e i suoi compagni vedevano con preoccupazione che, giorno dopo giorno, aumentava il numero degli schiavi. Il coraggioso leader, pieno di solida ed insieme equilibrata devozione a Cristo e alla sua Madre benedetta, non si sentì spaventato di fronte alla grandezza della missione iniziata e la sua piccolezza personale. Nella sua fervorosa preghiera cercò l’ispirazione divina per continuare l’opera di Dio iniziata da lui.

In questa circostanza, la notte del 1° al 2 agosto del 1218, avvenne un intervento speciale di Maria Santissima nella vita di Pietro Nolasco: una soprendente esperienza mariana che illuminò la sua intelligenza e mosse la sua volontà per trasformare il suo gruppo di laici redentori in un Ordine religioso redentore.

Compiuti gli adempimenti fondamentali, il 10 agosto 1218, portò a compimento, con grande solennità, la fondazione dell’Ordine religioso redentore degli schiavi nell’altare maggiore della cattedrale della Santa Croce di Barcellona, eretto sopra la tomba di santa Eulalia. Il vescovo Berenguer de Palou consegnò a Pietro Nolasco e ai suoi compagni la Regola di sant’Agostino, come norma di vita comune e, dinanzi a lui, i primi mercedari emisero la professione religiosa; il re Giacomo 1 di Aragona costituì il nuovo Ordine, istituzione riconosciuta dal diritto civile del suo regno.

La finalità dell'“Ordine della B.V.M. della Mercede” della redenzione degli schiavi è “visitare e liberare i cristiani che si trovano in schiavitù e in potere dei saraceni o di altri nemici della nostra Legge... per la quale opera di mercede o misericordia... tutti i frati di quest’Ordine, come figli di vera obbedienza, siano gioiosamente disposti a dare la propria vita, se fosse necessario, come Gesù Cristo la diede per noi” (Prime Costituzioni dell’Ordine del 1272).

La novità che Pietro Nolasco introduce nella sua opera redentrice si esprime in: la raccolta delle elemosine tra i fedeli cristiani con il fine di portarle nella terra dei mori per riscattare i cristiani schiavi che si trovano in loro potere. Ogni frate, in forza della sua professione, si convertiva in un autentico elemosiniere della redenzione; e dove non c’erano frati, costituiva confraternite, convocava i fedeli riunendoli nella Confraternita della elemosina degli schiavi.
Quando veniva meno il denaro, il redentore era obbligato a darsi in ostaggio e esposto a dar la vita allo scopo di liberare lo schiavo.

Pietro Nolasco sollecitò alla Sede Apostolica la confermazione della sua opera redentrice. Il papa Gregorio IX, il 17 gennaio del 1235 a Perugia, con la bolla Devotionis vestrae incorporò canonicamente il nuovo Ordine alla Chiesa universale.

Mentre era in vita il santo Fondatore, l’Ordine giunse a contare 100 frati e 18 conventi, sparsi nel regno di Aragona e nel sud della Francia. Le bolle Relisiosam vitam eligentibus (1245) e Si iuxta sapientis (1246) del papa Innocenzo IV contribuiscono a farsi un’idea di come era valorizzata e apprezzata a Roma l’opera di Pietro Nolasco “procuratore dell’elemosina degli schiavi”.

Oltre agli schiavi redenti da Pietro Nolasco e dai suoi campagni prima della fondazione dell’Ordine, nel periodo dalla sua istituzione fino alla morte del fondatore, furono riscattati 3.920 schiavi.

La fama delle imprese del Nolasco giunse alla corte di S. Luigi IX, re di Francia, il quale manifestò il desiderio di vederlo. Quando verso il 1243 egli fece un viaggio in Linguadoca, il Nolasco andò a visitarlo. Il sovrano gli comunicò i suoi disegni per la liberazione dei cristiani di Terra Santa; lo invitò a prendere parte alla prossima crociata, ma mentre il nostro santo stava facendo i preparativi per la partenza, fu colto da una grave malattia. Dovette limitare la sua cooperazione alla preghiera e allo scambio di lettere.

Aggravandosi il male, volle ricevere tutti i sacramenti. Chiamò quindi i suoi religiosi attorno al suo letto e disse loro: “Ho due grazie da chiedervi: l'una che mi perdoniate il cattivo esempio e la negligenza nel governo dell'Ordine; l'altra che eleggiate al mio posto un generale perché possa morire con il merito dell'ubbidienza”. Gli fu concessa l'ultima soddisfazione.

Muore nella notte del Natale 1256 dopo aver detto il versetto 9 del salmo 110: “Il Signore mandò a riscattare il suo popolo”.

Il 19 giugno del 1655, il suo nome fu introdotto nel Martirologio Romano. Papa Alessandro VII (Fabio Chigi, 1655-1667), l’11 giugno del 1664, estese il suo culto a tutta la Chiesa.

Vangelo del 6 Maggio 2016

Atti degli Apostoli 18,9-18. 
Mentre Paolo era a Corinto, una notte in visione il Signore gli disse: "Non aver paura, ma continua a parlare e non tacere, 
perché io sono con te e nessuno cercherà di farti del male, perché io ho un popolo numeroso in questa città". 
Così Paolo si fermò un anno e mezzo, insegnando fra loro la parola di Dio. 
Mentre era proconsole dell'Acaia Gallione, i Giudei insorsero in massa contro Paolo e lo condussero al tribunale dicendo: 
"Costui persuade la gente a rendere un culto a Dio in modo contrario alla legge". 
Paolo stava per rispondere, ma Gallione disse ai Giudei: "Se si trattasse di un delitto o di un'azione malvagia, o Giudei, io vi ascolterei, come di ragione. 
Ma se sono questioni di parole o di nomi o della vostra legge, vedetevela voi; io non voglio essere giudice di queste faccende". 
E li fece cacciare dal tribunale. 
Allora tutti afferrarono Sòstene, capo della sinagoga, e lo percossero davanti al tribunale ma Gallione non si curava affatto di tutto ciò. 
Paolo si trattenne ancora parecchi giorni, poi prese congedo dai fratelli e s'imbarcò diretto in Siria, in compagnia di Priscilla e Aquila. A Cencre si era fatto tagliare i capelli a causa di un voto che aveva fatto. 



Salmi 47(46),2-3.4-5.6-7. 
Applaudite, popoli tutti, 
acclamate Dio con voci di gioia; 
perché terribile è il Signore, l'Altissimo, 
re grande su tutta la terra. 

Egli ci ha assoggettati i popoli, 
ha messo le nazioni sotto i nostri piedi. 
La nostra eredità ha scelto per noi, 
vanto di Giacobbe suo prediletto. 

Ascende Dio tra le acclamazioni, 
il Signore al suono di tromba. 
Cantate inni a Dio, cantate inni; 
cantate inni al nostro re, cantate inni. 




Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 16,20-23a. 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «In verità, in verità vi dico: voi piangerete e vi rattristerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete afflitti, ma la vostra afflizione si cambierà in gioia.» 
La donna, quando partorisce, è afflitta, perché è giunta la sua ora; ma quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più dell'afflizione per la gioia che è venuto al mondo un uomo. 
Così anche voi, ora, siete nella tristezza; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e 
nessuno vi potrà togliere la vostra gioia».

giovedì 5 maggio 2016

Meteo Nazionale del 5 Maggio 2016


IL SIGNORE DEGLI ESPOSTI PUBBLICATO SULLA FRECCIA NEL FIANCO



Chi non conosce il romanzo epico  “high fantasy”  scritto da John Ronald Reuel Tolkien, ambientato alla fine della Terza Era dell’immaginaria Terra di Mezzo. La storia narra di alcuni compagni la Compagnia dell’Anello, che lotta per distruggere un’arma che renderebbe invincibile il suo malvagio creatore Sauron. Se quell’arma tornasse nelle sue mani gli darebbe il potere di dominare tutta la Terra di Mezzo. Giochiamo con i lettori e trasfiguriamo la storia nella nostra S. Maria, la nuova Terra di Mezzo. L’arma vincente e’ la gestione di un settore molto delicato, quello della Polizia Municipale e di tutte le cose che attorno ad esso ruotano. Abbiamo assistito al temporaneo esilio volontario dell’ex Comandante dei Vigili Urbani, quando si e’ reso conto che l’aria stava per cambiare. Egli resta in attesa di un eventuale ritorno nel caso le condizioni e non solo quelle metereologiche dovessero mutare. Intanto nella Terra di Mezzo c’e’ chi lavora per lui. Nell’intento di conservare calda  la sua poltrona assistiamo negli ultimi tempi ad esposti a raffica su chiunque metta mano ai parcheggi, alla polizia municipale, alla viabilità. Il Signore degli Esposti e i suoi accoliti oltre l’esposto contro il povero Bonavolontà reo di aver presentato una raccomandazione in consiglio comunale che ha portato giustamente all’annullamento della gara dei parcheggi in quanto non vantaggiosa per il comune, hanno presentato successivi esposti contro l’assunzione di dirigenti e nello specifico del nuovo comandante della polizia municipale. Il timore di perdere definitivamente il controllo della gestione di “quel settore” spinge Sauron-Leon a qualsiasi gesto. Ci chiediamo qual’e’ il legame indissolubile che lega Sauron –Leon al mondo dei parcheggi, della viabilità, della polizia municipale? Ci piacerebbe che la magistratura che su tutto indaga desse anche un’occhiata sulla gestione di questo settore negli ultimi tre lustri. Gestione delle cooperative dei parcheggiatori, relativi affidamenti alle cooperative, pressioni sul personale nell’immediatezza delle elezioni, etc etc etc.
Il materiale e’ corposo e da approfondire. Gli armadi potrebbero essere talmente pieni di scheletri che bisognerebbe allargare il cimitero.     
OMERO

Citazione del giorno


Arisa - Meraviglioso amore mio


Caino e Abele

Da Baudelaire "I fiori del male" la poesia "Caino e Abele"

Dioscuro...

Abbiamo parlato più volte dei "Fiori del Male" di Baudelaire, ma ci sono dei versi che hanno sempre attirato la mia attenzione, sono le razze di Caino e Abele.
Sono metafore delle tipologie di umanità che adottano rispettivamente modi di esistere opposti.
Chi vive nella religione e nella prosperità, appagato dall'appoggio della divinità e della sua coscienza, contro chi vive l'umanità nella sua essenza più carnale, asseconda i suoi istinti e ne è condannato. Contadini contro cacciatori, santità contro umanità, ricchezza contro povertà, beatitudine contro dannazione.
Si parla di razze, quindi non c'è scelta. Voi siete più Caino o Abele? :)

Caino e Abele

Razza d'Abele, dormi, bevi e mangia:
con che compiacimento ti sorride Dio!

Razza di Caino, striscia
nel fango e muori miserabile!

Razza d'Abele, il tuo sacrificio
accarezza il naso ai Serafini!

Razza di Caino, il tuo supplizio
potra mai avere fine?

Razza d'Abele, guarda prosperare
II tuo bestiame e le tue semine!

Razza di Caino, le tue viscere
urlano di fame come un vecchio cane!

Razza d'Abele, scaldati il ventre
al focolare patriarcale!

Razza di Caino, trema di freddo
nel tuo antro, povero sciacallo!

Razza d'Abele, ama e prolifica!
Anche il tuo oro si moltiplica!

Razza di Caino, guardati
dalle grandi brame, cuore ardito!

Razza d’Abele, tu cresci e ti pasci
come le cimici dei boschi!

Razza di Caino, trascina per le strade
la tua famiglia disperata!

Razza d'Abele, la tua carogna
ingrasserà la fumante terra!

Razza di Caino, il tuo compito
non è ancora finito!

Razza d'Abele, vergognati!
II ferro e vinto dallo spiedo!

Razza di Caino, sali al cielo
e scaraventa sulla terra Dio!

C. Baudelaire
Le Fleurs du Mal

Johnny:
Io sono molto più Abele, mi hanno già ucciso diverse volte....

Goethe:
Io sono Abele con Caino.
E sono Caino con Abele.

Intelligenti Pauca

CITAZIONE DI SAN FRANCESCO DI SALES

PAROLE DI SAN FRANCESCO DI SALES PER I FALSI FARISEI DI ALCUNE PARROCCHIE DELLA DIOCESI DI CAPUA

“NON ACCONTENTARTI DI ESSERE POVERO COME I POVERI, MA SII PIU’ POVERO DEI POVERI, VA A SERVIRLI QUANDO GIACCIONO A LETTO INFERMI E DEVI SERVIRLI CON LE TUE PROPRIE MANI.

QUESTA SERVITU’ E PIU’ GLORIOSA DI UN REGNO”.

CITAZIONE DEL GIORNO

MA COME CALZA BENE PER QUESTA CITTA'!
PROBABILMENTE AVEVA SOGGIORNATO PER UN PERIODO DI TEMPO A S MARIA…


cavalli

cavalli

BIAGIO MARIA DI MURO

RISPONDIAMO AL NUOVO CITTADINO C.DV.CHE DA QUALCHE MESE SI E’ TRASFERITO DAL LAZIO IN CAMPANIA E PRECISAMENTE A S.MARIA CAPUA VETERE IN VIA GALATINA CHE CI HA CHIESTO CHI ERA IL SINDACO DELLA CITTA’.

BIAGIO MARIA DI MURO

BIAGIO MARIA DI MURO

BIAGIO DI MURO

TI RIMETTO LA FOTO DI BIAGIO DI MURO E UNA PARTE DEL SUO CURRICULUM VITAE

BIAGIO DI MURO SI E’ LAUREATO, IL 30/10/1995, CON 110 E LODE IN ARCHITETTURA PRESSO L’UNIVERSITA’ DI NAPOLI, CON UNA TESI SPERIMENTALE IN SCIENZE DELLE COSTRUZIONI ED E’ ISCRITTO ALL’ORDINE DEGLI ARCHITETTI DELLA PROVINCIA DI CASERTA AL N. 872.

SVOLGE UNICAMENTE LA LIBERA PROFESSIONE ED HA LO STUDIO IN S.MARIA C.V., AL CORSO ALDO MORO N.73

E’ABILITATO AL COORDINAMENTO DI SICUREZZA – D.LGS.494/96 – CON ATTESTATO DI CORSO RILASCIATO DALL’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II, A CURA DEL CENTRO INTERDIPARTIMENTALE DI RICERCHE L.U.P.T. DAL 24 NOVEMBRE 1997.

HA PARTECIPATO AL GRUPPO DI RICERCHE SUL TEMA “STABILITA’ DELLE TORRI IN MURATURA” ORGANIZZATO DALL’ISTITUTO DI “COSTRUZIONE DELLA FACOLTA’ DI ARCHITETTURA” – UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI, FEDERICO II.

E’ COLLABORATORE DELLA III AREA DI RICERCA “PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E SISTEMI INFORMATIVI TERRITORIALI” L.U.P.T. – LABORATORIO DI URBANISTICA E PIANIFICAZIONE TERRITORIALE DELL’UNIVERSITA’ FEDERICO II DI NAPOLI, FACOLTA’ DI ARCHITETTURA.

E’ MEMBRO DELL’AREA DI RICERCA “PROGETTAZIONE URBANA, AMBIENTALE E DEL RECUPERO E VALORIZZAZIONE DEI BENI STORICI, ARCHITETTONICI, ARCHEOLOGICI E PAESAGGISTICI” DEL CENTRO DI RICERCA L.U.P.T. DELL’UNIVERSITA’ FEDERICO II DI NAPOLI FACOLTA’ DI ARCHITETTURA – DIRETTORE PROF. FRANCO MARINIELLO.

HA SEMPRE AVUTO UN FORTE LEGAME CON LA POLITICA ATTIVA, ESSENDO FIGLIO DI NICOLA DI MURO, IL QUALE FIN DAL 1956 E’ ESPRESSIONE DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA, PRIMA A LIVELLO COMUNALE I POI OLTRE AI CONFINI CITTADINI, FINO A DIVENTARE UOMO DI RIFERIMENTO DEL PARTITO AI PIU’ ALTI LIVELLI.

BIAGIO MARIA DI MURO FIN DALL’ADOLESCENZA HA POTUTO ASSORBIRE TUTTA L’ESPERIENZA POLITICA ED AMMINISTRATIVA, AVENDO AVUTO MODO DI FREQUENTARE ASSIDUAMENTE IL PARTITO.

PARTECIPA ALLA CONSULTAZIONE ELETTORALE AMMINISTRATIVA DEL 2002, CANDIDATO CON FORZA ITALIA, RIPORTANDO CIRCA 1000 VOTI DI PREFERENZE CONTRIBUENDO IN MODO DETERMINANTE DA FAR DIVENTARE FORZA ITALIA IL PRIMO PARTITO IN CITTA’.

DOPO NEL 2007 ASSUME LA CARICA DI VICE SINDACO, MA DOPO QUALCHE MESE NON ESITA A LASCIARE IL PRESTIGIOSO INCARICO QUANDO SI ACCORGE CHE CON LA DEFENESTRAZIONE DELL’ASSESSORE MARCIANO SCHETTINO VENIVANO TRADITI GLI IMPEGNI E LE PROMESSE SOTTOSCRITTE NEL PROGRAMMA ELETTORALE PRESENTATO AGLI ELETTORI.

DAL 2011 AL 2015 E’ STATO SINDACO DELLA CITTA’ DI S.MARIA CAPUA VETERE.

CAF

SERVIZIO CAF PRESSO LA NOSTRA SEDE IN C.SO ALDO MORO N.73 AVETE A DISPOSIZIONE UNA SERIE DI SERVIZI UTILI:

1. MODELLO ISEE

2. MODELLO ISEEU

3. BONUS E RIDUZIONE CANONE

4. TELECOM, GAS, ENERGIA, ACQUA

5. MODELLO RED

6. MODELLO 730

7. MODELLO 740

8. MODELLO ICI

9. ASSEGNI PER NUCLEO FAMILIARE

10. ASSEGNI DI MATERNITA’

11. MODELLO UNICO

12. ICRIC, ICLAV, ACCAS/PS

13. SOCIAL CARD

14. SUCCESSIONI

15. TRASMISSIONE TELEMATICA

16. CONTRATTI DI AFFITTO

17. MODELLO EAS



SERVIZI PROFESSIONALI:

1) CONSULENZA E ASSISTENZA LEGALE

2) CONSULENZA FINANZIARIA

3) CONSULENZA AZIENDALE

4) PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA

5) PRATICHE CATASTALI

6) ESECUZIONI E LAVORI CHIAVI IN MANO



SERVIZIO PATRONATO:

1. INVALIDITA’ CIVILE

2. ACCOMPAGNAMENTO

3. PENSIONI INPS – INPDAP

4. INFORTUNI SUL LAVORO

5. DISOCCUPAZIONE

6. RECUPERO CONTRIBUTI

7. MEDICINA LEGALE

8. LAVORO

9. FAMIGLIA

10. COLF E BADANTI

11. PRESTAZIONI ASSISTENZIALI

12. PREVIDENZA COMPLEMENTARE

13. IMMIGRAZIONE

STUDIO TECNICO DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA, PRATICHE CATASTALI ED URBANISTICHE, ARCHITETTURA PER INTERNI




ascolta la riscossa della città

CANZONE DI ANTOINE: QUALUNQUE COSA FAI TI TIRANO LE PIETRE.....

FINALMENTE!!

FINALMENTE!!
Clicca sull' immagine

Studio Legale

LAVORI PUBBLICI

PUBBLICHIAMO LE FOTO DELLE OPERE PUBBLICHE PER LE QUALI INIZIERANNO PRESTO I LAVORI .SALVO RITARDI DOVUTI ALLA SCELLERATA AZIONE DI SFIDUCIA CHE COMPORTERA' AUMENTO DI COSTI E PERDITE DI FINANZIAMENTI

RECUPERO STRUTTURALE E FUNZIONALE DELL' EDIFICIO DELLE SCUOLE ELEMENTARI "PRINCIPE DI PIEMONTE"

IMPORTO FINANZIAMENTO

euro 2.330.ooo,oo

SCUOLA PRINCIPE DI PIEMONTE

SCUOLA PRINCIPE DI PIEMONTE

LAVORI PUBBLICI

PUBBLICHIAMO LE FOTO DELLE OPERE PUBBLICHE PER LE QUALI INIZIERANNO PRESTO I LAVORI .SALVO RITARDI DOVUTI ALLA SCELLERATA AZIONE DI SFIDUCIA CHE COMPORTERA' AUMENTO DI COSTI E PERDITE DI FINANZIAMENTI

RISTRUTTURAZIONE E AMMODERNAMENTO DEL PLESSO SCOLASTICO RIONE IACP

IMPORTO FINANZIAMENTO

EURO 700.000,00

IACP

IACP

lavori pubblici

PUBBLICHIAMO LE FOTO DELLE OPERE PUBBLICHE PER LE QUALI INIZIERANNO PRESTO I LAVORI SALVO RITARDI DOVUTI ALLA SCELLERATA AZIONE DI SFIDUCIA CHE COMPORTERA' AUMENTO DI COSTI E PERDITE DI FINANZIAMENTI

RIFACIMENTO PIAZZA SAN PIETRO

IMPORTO FINANZIATO:

euro 150.000,00

piazza San Pietro

piazza San Pietro

lavori pubblici

PUBBLICHIAMO LE FOTO DELLE OPERE PUBBLICHE PER LE QUALI INIZIERANNO PRESTO I LAVORI SALVO RITARDI DOVUTI ALLA SCELLERATA AZIONE DI SFIDUCIA CHE COMPORTERA' AUMENTO DI COSTI E PERDITE DI FINANZIAMENTI

PROGRAMMA DI RECUPERO URBANO COMPARTO C1 NORD OVEST – RIONE IACP

IMPORTO INTERVENTO:

euro 1.502.373,12

IACP

IACP

lavori pubblici

PUBBLICHIAMO LE FOTO DELLE OPERE PUBBLICHE PER LE QUALI INIZIERANNO PRESTO I LAVORI .SALVO RITARDI DOVUTI ALLA SCELLERATA AZIONE DI SFIDUCIA CHE COMPORTERA' AUMENTO DI COSTI E PERDITE DI FINANZIAMENTI

REALIZZAZIONE DI UN CAMPO SPORTIVO POLIVALENTE COPERTO IN VIA GIOTTO – RIONE IACP

IMPORTO DEL FINANZIAMENTO :

euro 512.000

iacp

iacp

arco adriano

PUBBLICHIAMO LE FOTO DELLE OPERE PUBBLICHE PER LE QUALI INIZIERANNO PRESTO I LAVORI .SALVO RITARDI DOVUTI ALLA SCELLERATA AZIONE DI SFIDUCIA CHE COMPORTERA' AUMENTO DI COSTI E PERDITE DI FINANZIAMENTI

RESTAURO CONSERVATIVO DELL’ARCO ADRIANO. SISTEMAZIONE DEL TRATTO DI VIA APPIA TRA ANFITEATRO ED ARCO ADRIANO

RICHIESTA FINANZIAMENTO

Euro 2.470.698,58

arco adriano

arco adriano

villetta l.sturzo

PUBBLICHIAMO LE FOTO DELLE OPERE PUBBLICHE PER LE QUALI INIZIERANNO PRESTO I LAVORI .SALVO RITARDI DOVUTI ALLA SCELLERATA AZIONE DI SFIDUCIA CHE COMPORTERA' AUMENTO DI COSTI E PERDITE DI FINANZIAMENTI

PROGETTO PER LA VILLETTA TEMPO LIBERO ALLA VIA L. STURZO

RICHIESTA DI FINANZIAMENTO:

euro 127.000,00

villetta l. sturzo

villetta l. sturzo

asilo nido

PUBBLICHIAMO LE FOTO DELLE OPERE PUBBLICHE PER LE QUALI INIZIERANNO PRESTO I LAVORI .SALVO RITARDI DOVUTI ALLA SCELLERATA AZIONE DI SFIDUCIA CHE COMPORTERA' AUMENTO DI COSTI E PERDITE DI FINANZIAMENTI

PROGETTO DI ASILI NIDO PER BAMBINI DA 0 A 36 MESI IN VIA ALBANA 107

TOTALE DEL FINANZIAMENTO:

euro 699.438,18

asilo nido

asilo nido

PERDONA LORO......

Padre perdona loro! Perché li hai accecati? Perché hai tolto loro la memoria? Forse perché non credono più in Te? Padre perdonali! Tu sei un Dio buono: essi non sanno quello che fanno.... Non ricordano quando Tu mandasti loro la manna dal cielo e tutti sopravvissero e trovarono la terra promessa. Oggi li vuoi punire perché hanno troppo peccato? È per questo che la nuova manna tarda ad arrivare? Se sono ancora scettici e sono ancora cristiani se lo facessero spiegare dal loro parroco. Se poi sono degli assatanati, arrabbiati, solo perché credono di essere degli unti dal Signore, e solo perché sono stati abituati a credere di essere dei privilegiati, dimenticando i comandamenti che Dio diede a Mosè, allora fanno bene a pregare il vitello d'oro. E fanno bene a servire il vitello casalese sempre presente e che è stato causa del saccheggio sammaritamo e della chiusura delle industrie e la conseguente fine del lavoro, del commercio e delle possibilità di dare da bere agli assetati. Ma Tu Signore, nella Tua Infinita Bontà, Perdonali.....

NON CI SIAMO LIBERATI DI TUTTI MA RESTERANNO ALL'OPPOSIZIONE

NON CI SIAMO LIBERATI DI TUTTI MA RESTERANNO ALL'OPPOSIZIONE