prova


Non lasciare mai, che il successo ti nasconda la sua vacuità, un' impresa la sua vanità, la fatica la sua desolazione. Mantieni vivo dentro di te l' incentivo ad andare ancora più avanti, quell' inquietudine dell' anima che ci spinge al di là di noi stessi. Non guardare indietro, e non accarezzare sogni per il futuro. Ciò non verrebbe nè a restituirti il passato nè a soddisfare gli altri tuoi sogni ad occhi aperti. Il tuo dovere, la tua ricompensa, il tuo destino sono qui ora.
(Dag Hammaarskjold, Markings)
Dobbiamo accettare le delusioni che sono limitate, ma non dobbiamo mai perdere l'infinita speranza.
(Martin Luther King)
Noi non dimentichiamo e non demordiamo.
Quanno 'a furmicola vò murì, mètte è scèlle. Si dice di chi, raggiunta la ricchezza, perde ogni senso della misura e finisce per far cose illogiche e per danneggiare se stesso.
Quanno ò perucchio saglie in gloria perde à scienza e à memoria. Il villano che sale nella scala sociale dimentica subito la sua origine e coloro che lo hanno agevolato nella ascesa.

lunedì 31 ottobre 2011

CAMBIANO I SUONATORI, MA LA MUSICA . . . . ?

Basta strillare ai quattro venti la propria diversità con le passate Amministrazioni per ritenere ormai superato, una volta entrato nelle stanze del comando,  ciò che in precedenza veniva  definito un  regime ?
Questo potrebbe servire a candidarci alla gestione di una città soprattutto se si dichiara “apertis verbis” di voler assumere, “su questioni fondamentali come ambiente, uso del territorio, attività produttive, servizi sociali e diritti di cittadinanza “,  posizioni concilianti con quelle di alcune Associazioni.
E se poi gli intenti, più volte declamati, non si dovessero trasformare in decisioni concrete?
Bè, allora si può tentare di giustificare il proprio operato scaricando su altri la colpa di un immobilismo che lascia le cose inalterate.
Tuttavia sarebbe pressoché impossibile cancellare, negli “amministrati”,  il dubbio che la musica sia sempre la stessa già ascoltata, peraltro, in qualche cantina di periferia ove gli ambulanti, accompagnati dal suono della fisarmonica, intonano  con diverse “steccature”canzoni improbabili cercando di racimolare qualche spicciolo ai tavoli dei clienti.
Un regime è un sistema di controllo sociale , costituito da principi, norme, regole e procedure decisionali scritte, ma il più delle volte non scritte, in grado di parlarci della maniera in cui gli individui vengono governati nei luoghi ove si svolge la loro vita quotidiana.
E’ , però, soprattutto un’idea pervasiva che si insinua,  in maniera subdola , anche in chi, relegato all’opposizione, fa delle “alternative” il proprio cavallo di battaglia.  
E’ possibile vaccinarsi contro questa malattia della politica che la accompagna dalla sua nascita? Sono, al riguardo, abbastanza pessimista.
Ma lasciamo perdere le personali condizioni d’animo. Quello che è certo è che un regime lo si crea anche quando le Associazioni che ti hanno sostenuto rischiano di trasformarsi in organismi collaterali d’altri tempi. Il concetto di “claque” è disprezzato da tutti perchè borbonico e non più in sintonia con una società che pensa d’aver raggiunto sufficienti livelli di laicità da poter affermare tranquillamente che particolari tipi di obiettivi possono essere praticati insieme a chiunque li faccia suoi, senza per questo dover accettare in toto un’idea di politica e di governo.
Non è difficile accorgersi che il collateralismo, pur se becero è duro a morire , torna sempre utile ed attuale sia nel mondo produttivo che in quello politico. Esso è quasi sempre di supporto ad una volontà chiara di delimitare normativamente lo spazio di ciò che va incluso e di ciò, che, invece, è da considerare come l’Altro, il non conforme , l’escluso. 
            Il suo utilizzo spregiudicato può, però, essere esiziale nei tempi nostri e soprattutto in una città come S. Maria C.V. che si sta via via aversanizzando. Infatti potrebbe accadere che qualche persona poco raccomandabile , avendo ricevuto una limitata investitura, millantasse credito oltre il dovuto producendo qualche disastro.
            Spesso si è chiesto trasparenza alle giunte precedenti. Mi sarei , allora, aspettato che gli attuali amministratori facessero tesoro di quella esperienza e non si gingillassero, invece, nella battaglia scoppiata in città per la gestione dei parcheggi e di alcuni servizi.
Dalle istituzioni si attende chiarezza e non ulteriore confusione. Non è possibile che per smantellare posizioni di monopolio si faccia uso del collateralismo alimentando aspettative che se non vengono appagate possono costituire elemento di tensione sociale.
Allo stesso modo non si può pensare che i cittadini , sottoposti ad elevata tassazione per la raccolta dei rifiuti ( la tassa sul macinato) rimangano, poi, ostaggio di una guerra tra il Comune e l’impresa della nettezza urbana.
E’ ancora troppo presto per le critiche, oppure il tempo è già scaduto e il percorso già irrimediabilmente delineato?
Marx affermava che di “buone intenzioni son lastricate le strade per l’inferno”. Per converso dovremmo dire che quelle che ci conducono, invece, in paradiso sono piastrellate  di atti concreti e di segnali di cambiamento che non si vedono, attualmente, all’orizzonte nemmeno a voler usare il cannocchiale.
Stendiamo un velo pietoso sulla gestione della vicenda Tribunale e  sulla completa inerzia che sta accompagnando la questione allarmante del digestore anaerobico. La comunicazione con i cittadini è totalmente scomparsa anche dai proclami e gli Istituti di partecipazione ancora sono in attesa che qualcuno vi metta mano.   
Da tempo non mi pongo più il problema, come del resto la maggior parte degli italiani, di “quale sia il regime più duro o il più tollerabile” cosciente che in ciascun regime si scontrino liberazione ed asservimento. In questo momento a noi, umili sudditi, non ci rimane che prendere atto  del fatto che le alternative non passano mai attraverso un voto, ma  nella sperimentazione di un’intesa diretta con l’altro da ricercare nella pratica di vita quotidiana.

Gerardo D’Amore                          

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Caino e Abele

Da Baudelaire "I fiori del male" la poesia "Caino e Abele"

Dioscuro...

Abbiamo parlato più volte dei "Fiori del Male" di Baudelaire, ma ci sono dei versi che hanno sempre attirato la mia attenzione, sono le razze di Caino e Abele.
Sono metafore delle tipologie di umanità che adottano rispettivamente modi di esistere opposti.
Chi vive nella religione e nella prosperità, appagato dall'appoggio della divinità e della sua coscienza, contro chi vive l'umanità nella sua essenza più carnale, asseconda i suoi istinti e ne è condannato. Contadini contro cacciatori, santità contro umanità, ricchezza contro povertà, beatitudine contro dannazione.
Si parla di razze, quindi non c'è scelta. Voi siete più Caino o Abele? :)

Caino e Abele

Razza d'Abele, dormi, bevi e mangia:
con che compiacimento ti sorride Dio!

Razza di Caino, striscia
nel fango e muori miserabile!

Razza d'Abele, il tuo sacrificio
accarezza il naso ai Serafini!

Razza di Caino, il tuo supplizio
potra mai avere fine?

Razza d'Abele, guarda prosperare
II tuo bestiame e le tue semine!

Razza di Caino, le tue viscere
urlano di fame come un vecchio cane!

Razza d'Abele, scaldati il ventre
al focolare patriarcale!

Razza di Caino, trema di freddo
nel tuo antro, povero sciacallo!

Razza d'Abele, ama e prolifica!
Anche il tuo oro si moltiplica!

Razza di Caino, guardati
dalle grandi brame, cuore ardito!

Razza d’Abele, tu cresci e ti pasci
come le cimici dei boschi!

Razza di Caino, trascina per le strade
la tua famiglia disperata!

Razza d'Abele, la tua carogna
ingrasserà la fumante terra!

Razza di Caino, il tuo compito
non è ancora finito!

Razza d'Abele, vergognati!
II ferro e vinto dallo spiedo!

Razza di Caino, sali al cielo
e scaraventa sulla terra Dio!

C. Baudelaire
Le Fleurs du Mal

Johnny:
Io sono molto più Abele, mi hanno già ucciso diverse volte....

Goethe:
Io sono Abele con Caino.
E sono Caino con Abele.

Intelligenti Pauca

CITAZIONE DI SAN FRANCESCO DI SALES

PAROLE DI SAN FRANCESCO DI SALES PER I FALSI FARISEI DI ALCUNE PARROCCHIE DELLA DIOCESI DI CAPUA

“NON ACCONTENTARTI DI ESSERE POVERO COME I POVERI, MA SII PIU’ POVERO DEI POVERI, VA A SERVIRLI QUANDO GIACCIONO A LETTO INFERMI E DEVI SERVIRLI CON LE TUE PROPRIE MANI.

QUESTA SERVITU’ E PIU’ GLORIOSA DI UN REGNO”.

CITAZIONE DEL GIORNO

MA COME CALZA BENE PER QUESTA CITTA'!
PROBABILMENTE AVEVA SOGGIORNATO PER UN PERIODO DI TEMPO A S MARIA…


cavalli

cavalli

BIAGIO MARIA DI MURO

RISPONDIAMO AL NUOVO CITTADINO C.DV.CHE DA QUALCHE MESE SI E’ TRASFERITO DAL LAZIO IN CAMPANIA E PRECISAMENTE A S.MARIA CAPUA VETERE IN VIA GALATINA CHE CI HA CHIESTO CHI ERA IL SINDACO DELLA CITTA’.

BIAGIO MARIA DI MURO

BIAGIO MARIA DI MURO

BIAGIO DI MURO

TI RIMETTO LA FOTO DI BIAGIO DI MURO E UNA PARTE DEL SUO CURRICULUM VITAE

BIAGIO DI MURO SI E’ LAUREATO, IL 30/10/1995, CON 110 E LODE IN ARCHITETTURA PRESSO L’UNIVERSITA’ DI NAPOLI, CON UNA TESI SPERIMENTALE IN SCIENZE DELLE COSTRUZIONI ED E’ ISCRITTO ALL’ORDINE DEGLI ARCHITETTI DELLA PROVINCIA DI CASERTA AL N. 872.

SVOLGE UNICAMENTE LA LIBERA PROFESSIONE ED HA LO STUDIO IN S.MARIA C.V., AL CORSO ALDO MORO N.73

E’ABILITATO AL COORDINAMENTO DI SICUREZZA – D.LGS.494/96 – CON ATTESTATO DI CORSO RILASCIATO DALL’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II, A CURA DEL CENTRO INTERDIPARTIMENTALE DI RICERCHE L.U.P.T. DAL 24 NOVEMBRE 1997.

HA PARTECIPATO AL GRUPPO DI RICERCHE SUL TEMA “STABILITA’ DELLE TORRI IN MURATURA” ORGANIZZATO DALL’ISTITUTO DI “COSTRUZIONE DELLA FACOLTA’ DI ARCHITETTURA” – UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI, FEDERICO II.

E’ COLLABORATORE DELLA III AREA DI RICERCA “PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E SISTEMI INFORMATIVI TERRITORIALI” L.U.P.T. – LABORATORIO DI URBANISTICA E PIANIFICAZIONE TERRITORIALE DELL’UNIVERSITA’ FEDERICO II DI NAPOLI, FACOLTA’ DI ARCHITETTURA.

E’ MEMBRO DELL’AREA DI RICERCA “PROGETTAZIONE URBANA, AMBIENTALE E DEL RECUPERO E VALORIZZAZIONE DEI BENI STORICI, ARCHITETTONICI, ARCHEOLOGICI E PAESAGGISTICI” DEL CENTRO DI RICERCA L.U.P.T. DELL’UNIVERSITA’ FEDERICO II DI NAPOLI FACOLTA’ DI ARCHITETTURA – DIRETTORE PROF. FRANCO MARINIELLO.

HA SEMPRE AVUTO UN FORTE LEGAME CON LA POLITICA ATTIVA, ESSENDO FIGLIO DI NICOLA DI MURO, IL QUALE FIN DAL 1956 E’ ESPRESSIONE DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA, PRIMA A LIVELLO COMUNALE I POI OLTRE AI CONFINI CITTADINI, FINO A DIVENTARE UOMO DI RIFERIMENTO DEL PARTITO AI PIU’ ALTI LIVELLI.

BIAGIO MARIA DI MURO FIN DALL’ADOLESCENZA HA POTUTO ASSORBIRE TUTTA L’ESPERIENZA POLITICA ED AMMINISTRATIVA, AVENDO AVUTO MODO DI FREQUENTARE ASSIDUAMENTE IL PARTITO.

PARTECIPA ALLA CONSULTAZIONE ELETTORALE AMMINISTRATIVA DEL 2002, CANDIDATO CON FORZA ITALIA, RIPORTANDO CIRCA 1000 VOTI DI PREFERENZE CONTRIBUENDO IN MODO DETERMINANTE DA FAR DIVENTARE FORZA ITALIA IL PRIMO PARTITO IN CITTA’.

DOPO NEL 2007 ASSUME LA CARICA DI VICE SINDACO, MA DOPO QUALCHE MESE NON ESITA A LASCIARE IL PRESTIGIOSO INCARICO QUANDO SI ACCORGE CHE CON LA DEFENESTRAZIONE DELL’ASSESSORE MARCIANO SCHETTINO VENIVANO TRADITI GLI IMPEGNI E LE PROMESSE SOTTOSCRITTE NEL PROGRAMMA ELETTORALE PRESENTATO AGLI ELETTORI.

DAL 2011 AL 2015 E’ STATO SINDACO DELLA CITTA’ DI S.MARIA CAPUA VETERE.

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TOTALE DEL FINANZIAMENTO:

euro 699.438,18

asilo nido

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PERDONA LORO......

Padre perdona loro! Perché li hai accecati? Perché hai tolto loro la memoria? Forse perché non credono più in Te? Padre perdonali! Tu sei un Dio buono: essi non sanno quello che fanno.... Non ricordano quando Tu mandasti loro la manna dal cielo e tutti sopravvissero e trovarono la terra promessa. Oggi li vuoi punire perché hanno troppo peccato? È per questo che la nuova manna tarda ad arrivare? Se sono ancora scettici e sono ancora cristiani se lo facessero spiegare dal loro parroco. Se poi sono degli assatanati, arrabbiati, solo perché credono di essere degli unti dal Signore, e solo perché sono stati abituati a credere di essere dei privilegiati, dimenticando i comandamenti che Dio diede a Mosè, allora fanno bene a pregare il vitello d'oro. E fanno bene a servire il vitello casalese sempre presente e che è stato causa del saccheggio sammaritamo e della chiusura delle industrie e la conseguente fine del lavoro, del commercio e delle possibilità di dare da bere agli assetati. Ma Tu Signore, nella Tua Infinita Bontà, Perdonali.....

NON CI SIAMO LIBERATI DI TUTTI MA RESTERANNO ALL'OPPOSIZIONE

NON CI SIAMO LIBERATI DI TUTTI MA RESTERANNO ALL'OPPOSIZIONE